L’inguaribile sinistra degli idioti: No Coca e No Tav
17 November, 2005 – 4:36 amNon per citare Alberto Tomba, ma "chi mi conosce" lo sa: sono geneticamente da sempre di sinistra, ho fatto in tempo ad essere iscritto un anno al PCI e a militarvi (nella federazione giovanile, ovviamente), ho sempre fatto militanza attiva, definisco la mia identità umana prevalentemente su base politica (poi musicale e poi gastronomica) e in generale mi considero uno di quelli dello "zoccolo duro": un miliante che non abbandonerà mai il partito erede del PCI (cioè i DS), a cui mi considero "organico", pur non avendo più la tessera da un po’ di anni, più che altro per pigrizia.
Detto questo, le bestemmie che sto tirando a sinistra, a certa sinistra, ultimamente sono tantissime. Il motivo è semplice: CERTA sinistra mi ha profondamente disgustato, rotto le palle e immagonito.
Guardiamoci in faccia: per la seconda volta in 60 anni di storia repubblicana abbiamo la seria chance di vincere le elezioni politiche e di governare, per di più cacciando il (di gran lunga) peggior governo italiano dell’età repubblicana e il peggior Presidente del Consiglio di sempre.
E altrettanto prontamente si "accende" la sinistra che perde, quella anti-moderna, legata a vecchi schemi, quella che spaventa i moderati e che è ingenua, stupida e ignorante.
Mi spiego meglio: sono 31 anni che "vivo" di sinistra e mi accorgo che i peggiori idioti dopo gli elettori di Berlusconi li ho incontrati dal mio lato. C’è un’intera sinistra che vive secondo schemi mentali ed esistenziali barricaderi, vetusti e spesso infantili.
Chi bazzica un po’ la sinistra (anche quella non militante) sa di chi parlo: quelli che vivono al di fuori della modernità e della contemporaneità (gente che non ha il cellulare, non usa il computer, aborrisce le automobili, non impara l’inglese e ne va fiera), quelli che dicono "io non guardo la Tv" e pensano sia una cosa buona, quelli che adottano un’estetica e banalizzano un’ottica no-global, quelli "barba+sandali+renault4" e in generale malati di un hippysmo senza felicità, quelli che sono mentalmente, culturalmente e ideologicamente all’opposizione di tutto.
Chiariamoci: non sono estremisti, non sono vetero-qualcosa. Sono idioti.
Con chi ce l’ho di specifico?
CRETINI 1 – I NO-COCA
Beh, cominciamo con il bersaglio più facile: le menti brillanti che hanno approvato l’ordine del giorno al Comune di Torino in cui si propone di boicottare la Coca-Cola perché il suo ramo colombiano tratta male i campesinos.
Giustamente il nostro amato sindaco Chiamparino – con cui da sempre più tempo condivido la linea politica al 100% – ha bollato l’iniziativa come un’idiozia, per il semplice fatto che è un atto di vetusto anti-americanismo, condotto non contro l’azienda ma contro il simbolo che incarna. Puro stile BR.
Come giustamente ha fatto notare un osservatore, i consiglieri comunali di Rifondazione e del centrosinistra che hanno votato a favore del boicottaggio sono bellamente tornati a casa dopo il Consiglio Comunale con le proprie Fiat. E si sa che la Fiat non è e non è stata esattamente un modello etico in quanto a trattamento dei lavoratori. Eppure…
E sono gli stessi consiglieri comunali che non hanno fatto alcuna iniziativa contro la Caterpillar, che pure fornisce a prezzo di favore i blindati con cui Israele distrugge le case dei palestinesi e massacra i pacifisti di tutto il mondo che cercano di difenderle.
Gli stessi consiglieri comunali che fumano sigarette a decine nel cortiletto del Comune. E le multinazionali del tabacco non sono la Caritas. Perché non smettono di fumare?
Insomma, i consiglieri comunali della maggioranza che anche io ho eletto decidono di sparare nel mucchio delle aziende "stronze" e prendersela con la Coca-Cola, perché è la Coca-Cola, cioè il simbolo degli Yankee, che loro odiano a priori e indistintamente.
Cazzo, ma nessuno ha letto Lenin tra questi?
Azioni di questo genere richiedono coerenza. Se inizi un boicottaggio hai il dovere morale di essere coerente e boicottare TUTTE le aziende che maltrattano i lavoratori (lungi da me il difendere gli infamoni della Coca-Cola in Colombia: l’unico colombiano che tratterei male di default è Montoya).
Perché la Coca-Cola sì e la Nike no? E la Reebok no? E le compagnie petrolifere? E le case farmaceutiche?
Insomma, tanto per cambiare non vince la logica o il senso della misura, ma la regola dell’emergenza gridata del momento, ecc. Ora va di moda prendersela con la Coca-Cola? Facciamolo, cosa ci costa?
Per di più il tutto è una gaffe mostruosa, perché come molte compagnie dell’industria del beverage, la Coca-Cola è una sorta di federazione di aziende su base nazionale. E la Coca-Cola Italia (che sarebbe oggetto del boicottaggio) non ha nulla da spartire con l’equivalente colombiano, salvo il disegno dei marchi. Anzi, qualche anno fa la Coca-Cola era pure sponsor della Festa dell’Unità…
Il risultato – che grazie al cielo non avrà luogo per l’intervento del Chiampa – sarebbe stato un’iniziativa inutile che riecheggia vecchi schemi filosovietici, spaventa i moderati, non ha alcun valore (figurati che danno può fare togliere la Coca-Cola dai distributori automatici del Comune… Intelligenti come sono, farebbero togliere solo la Coca e non le altre bibite del gruppo), non ottiene nulla e politicamente non conta nulla.
Insomma, un autogoal di quelli clamorosi.
Però fa sentire tanto bene chi vi aderisce, convinto di essere buono e giusto, mentre è un cretinetti che si unisce senza interrogarsi al coro di chi grida più forte. Complimenti.
A dare retta a certa sinistra boicottista, insomma, la vita sarebbe impossibile. L’unico modo di vivere coerenti sarebbe girare nudi o seminudi e vivere di raccolta di frutti spontanei (la caccia no).
Con ciò non voglio dire che sono contrario al boicottaggio di chi è in errore. Ma alla pagina 1 del Bignami del perfetto marxista c’è scritto che bisogna tenere conto della realtà, non cadere in astrazioni ed essere in sintonia col presente e di buon senso. Oppure si fa la figura dei peracottari…
Mi inquieta il fatto che chi fa politica sul serio (e si presume che un consigliere comunale sia tra quelli) non capisca che i modi e i tempi della politica sono diversi da cazzate di questo genere, che sono solo frutto di un anti-americanismo tanto idiota quanto dannoso alla sinistra.
Se un’azienda colombiana maltratta i lavoratori, ci sono modi diversi di sanzionarla. Non spetta certo al consiglio comunale di una città di un paese straniero, che per di più sbagla obiettivo… Insomma, ci sono enti preposti, ci sono forme di lotta internazionali ben coordinate, ci sono altri livelli di contrasto e ci sono ottime e collaudate politiche del consumo da applicarsi su larga scala.
Ma se domani la Invernizzi fa lo stracchino shakerando le mucche, non basta di certo il boicottaggio del comune di Sanpeire (CN) che non serve lo stracchino nella mensa aziendale a fargli cambiare idea.
Collegare mezzi e obiettivi: capitolo 2 del Bignami del perfetto marxista. Ci va tanto?
Mi inquieta il dilettantismo di certa sinistra. E mi spaventa l’idea che col proporzionale a liste bloccate non potremo scegliere chi votare. Favorirà il voto di scambio, ma un pensierino all’introduzione delle preferenze lo farei sul serio…
Per di più questi genietti sono spesso gli stessi che difendono e indicano come un modello la dittatura cubana. Un luogo dove fare il sindacalista è reato. E dove essere gay è proibito. E dove non esistono il diritto di sciopero, la libertà di espressione e di stampa (e le 35 ore in fabbrica). Ma Cuba non la boicottiamo, no? Basta una falce e martello a farcela stare simpatica?
Personalmente ci ho messo un po’ di anni a capirlo, ma sono giunto anni fa a 2 conclusioni fondamentali per la mia esistenza:
1 – che si dichiari "compagno" o meno, uno stronzo è uno stronzo, un dittatore è un dittarore, un arrogante è un arrogante
2 – i Nomadi, Vecchioni, i 99 Posse, ecc. fanno cagare pur essendo di sinistra (lo so che è irrilevante, ma per questa cosa fui "processato" dai compagni di militanza) e li si può disprezzare rimanendo di sinistra tanto quanto prima
CRETINI 2 – I NO TAV
Veniamo ad una delle vittime preferite dei miei improperi: i NO TAV.
Per chi non è pratico di queste cose, i NO TAV sono tutti coloro che protestano contro il passaggio della linea ferroviaria ad alta velocità nella Val Susa.
Non si capisce bene perché il suo passaggio è contestato in modo decisamente nullo o blando altrove, mentre in Valsusa trova oppositori a manetta. Cioè, magari si capisce anche ma merita un altro post che prima o poi farò.
Ecco, io i NO TAV non li sopporto, perché non li capisco e non sanno farsi capire (o forse non hanno argomenti).
Al di là di una naturale avversione per una grande opera che ti passa vicino a casa (ma in galleria sotto i monti per gran parte) e che genera naturalmente un po’ di scazzi, non riesco a trovare altri motivi per essere un NO TAV, se non una forma di "stupidità di sinistra".
Chi non è della zona non lo sa, ma la Valle Susa è un posto bruttissimo.
Pensate che già possiede una ferrovia totalmente fuori terra (cioè visibile), brutta e di fatto lentissima e inutile. E per di più è stata sventrata qualche anno fa da una terribile autostrada (carissima come pedaggio), che stanno raddoppiando perché messa com’è ora è inservibile. Autostrada quasi interamente costruita a cielo aperto, con poche gallerie.
Insomma, la Valle Susa – so che qualche valsusino si incazzerà, ma la verità va detta – rispetto ad un’idea bucolica di valle montana è brutta, inquinata, deturpata dall’edilizia industriale (in basso è tutta un capannone, possiede grandi fabbriche dell’industria pesante, brutte città di carattere industriale, per le quali è stata oggetto di immigrazione di massa dal Sud in passato - tanto che in certi paesi tipo Sant’Ambrogio si parla più calabrese che valsusino – ecc.) e percorsa da 4 corsie di autostrada.
Su questa autostrada e su una terribile statale (vanno entrambe fino in Francia) transita gran parte del traffico commerciale pesante (e leggero) diretto verso Ovest. Insomma, se vuoi andare in Francia in macchina o col tuo TIR passi per Susa, non ci sono alternative a meno che non vuoi passare per Ventimiglia, ma ti allontani tantissimo dalla direttrice Lione-Parigi-Mondo.
Se avete del tempo da perdere, fate un giro a Susa: è una città di antiche origini romane, non è una meraviglia ma nei dintorni si mangia bene.
Prima o poi vi capiterà di passare sulle celebri "rampe di Susa": sono tornanti a ridosso della città su cui ogni anno transita un numero spropositato di veicoli commerciali.
E sono uno dei luoghi più inquinati e invivibili del pianeta: immaginatevi i camion in prima che arrancano su un tornante in salita col motore su di giri. E in discesa mentre fanno freno motore e buttano polvere dei freni a secchiate.
Uno scempio ecologico, insomma: una valle attraversata da due percorsi su gomma pieni di TIR e di camioncini, automobili, ecc.
Un posto talmente inquinato da far pronunciare ad un oncologo piemontese la battuta " I valsusini per respirare l’aria buona scendono a Torino".
Per ovviare a questo scempio e per migliorare le rotte civili e commerciali verso Francia, Spagna, Benelux, ecc. a livello europeo si è pensato di costruire la linea ad alta velocità.
Il vantaggio è notevole: attualmente per andare in treno a Parigi ci va un tempo assolutamente demenziale; si fa quasi più in fretta a farla a piedi. Grazie al cielo i treni francesi recuperano il tempo perduto sulle ferrovie italiane, ma la Torino-Modane è un disastro di lentezza, su una tratta vecchia e malridotta.
Altro pregio dell’Alta Velocità quando passa in Valle Susa: è quasi tutta in galleria.
Visto che la valle è già rovinata da industrie, abusi edilizi di stampo mafioso (Campo Smith vi dice qualcosa?), una ferrovia, una statale trafficatissima e un’autostrada in fase di raddoppio, hanno deciso di non infierire. Va quasi tutta sotto i monti, con tunnel lunghi decine e decine di Km.
Insomma, il treno c’è ma non si vede.
Fatto sta che c’è una certa sinistra che protesta.
Non vogliono il treno ad alta velocità perché – come tutte le grandi opere – inizialmente richiede un po’ di rompimenti di balle, un po’ di espropri (pagati lussuosamente) di terreni e un po’ di fastidi che mi sembrano come minimo fisiologici. Capitasse a me un’alta velocità sotto casa probabilmente non sarei felicissimo, ma ragazzi il progresso deve fare la sua strada. E se si danneggia qualcuno lo si rimborsa profumatamente.
Per di più, come tutti i grandi progetti, la TAV può costituire un rischio ecologico, se non è costruita con tutti i controlli, se non è studiata bene e se non è tenuta d’occhio dagli enti preposti.
Insomma, come uomo di sinistra ho tutto l’interesse affinché la TAV sia fatta bene e nel rispetto dell’ambiente. E ritengo sia utile spendere le energie politiche su questo obiettivo.
Il bello è che la protesta monta: oggi sono sfilate (a detta degli organizzatori) 50.000 persone per dire no all’alta velocità. Non si capisce bene cosa propongano di alternativo, ma si sa a cosa sono contrari. Vabbè.
E’ come se qualcuno, visto che le automobili inquinano, proponesse di abolirle, di non costruirle più e di andare tutti in bicicletta. Obiettivo realizzabile, pratico e assolutamente coi piedi per terra, no? A certa sinistra non viene in mente che le cose si possono migliorare. Per esempio si può lottare affinché le automobili diventino sempre meno inquinanti.
Come dite? L’estremismo come malattia infantile del comunismo? Beh, il buon Lenin aveva ragione. Non a caso era un fanatico dei treni e vedeva in essi (scusate la citazione di Guccini, per di più a sproposito) un "mito di progresso".
Piccolo problema: dov’erano i NO TAV quando costruivano in mezzo alla valle un’autostrada che solo a vederla dà il magone e che deturpa ben più di una galleria sotto i monti? E che sta facendo morire di inquinamento tutta la valle?
Ve lo dico io: non c’erano. Anzi, chiedevano a gran voce l’autostrada.
Dov’erano quando la FIAT e altre aziende costruivano fabbriche gigantesche in valle, disboscando senza ritegno, inquinando falde, sbancando dorsali e strappando lavoratori dal Sud?
Ve lo dico io: in fila a farsi assumere e a ringraziare col voto i protettori democristiani della valle.
Dov’erano quando la mafia in trasferta fuori dalla Sicilia sventrava l’alta valle con abusi edilizi tremendi, disboscava a manetta per fare piste da sci, cementificava intere zone per fare villaggi turistici per sciatori fighetti, segava via interi pezzi di valle per costruire strade d’accesso alle villette abusive dei cumenda della Fiat e costruiva eco-mostri come il complesso di Campo Smith? (dove ovviamente fanno lo Juventus camp, perché le schifezze si attraggono)
Ve lo dico io: esultavano perché in valle arrivavano i posti di lavoro. Non si è mai visto un corteo, una protesta, nemmeno mezzo striscione.
La questione inquietante è che questo pezzo di sinistra idiota si proclama ecologista.
Per quanto ne so io il treno è un "investimento ecologico": fare una ferrovia non è il massimo per l’ambiente (ma è sempre meglio anche della più sfigata delle strade asfaltate), ma un treno elettrico non inquina, è una forma di trasporto sana (zecche a parte) e in generale a bassissimo impatto ambientale.
Fatto sta che parte dei valsusini e un bel po’ di NO TAV d’importazione non vogliono l’alta velocità. Ma cosa vogliono?
Non capisco come possano attaccare la TAV quando la valle è interamente percorsa da una quantità esasperante di trasporto su gomma. Cioè gran parte del traffico merci verso ovest passa di lì.
Preferiscono i camion? Le micropolveri dei diesel, le polveri dei freni, i mali da idrocarburi, il motore dei V8 dei TIR 24 ore al giorno?
Ho provato negli anni a chiedere ai NO TAV (anni fa ne frequentavo molti, per questioni di ex fidanzata) e non ho mai ottenuto una risposta intelligente o reale/razionale.
La loro risposta media è "non vogliamo che si faccia. Punto". Nel corso degli anni ho letto praticamente tutta la documentazione prodotta dai NO TAV ed è un insieme confuso ed irrazionale di allarmismi iperbolici, leggende metropolitane, disinformazione bella e buona.
Tra l’altro a tutti questi punti (che sono gli stessi da anni e che periodicamente vengono "ricucinati" e riproposti) ha risposto da tempo un comitato universitario di tecnici non di parte (cioè volontario), che ha smontato le tesi deliranti dei NO TAV punto per punto.
Non è escluso che da queste parti capiti qualche NO TAV (si cercano ossessivamente su Internet, in preda ad un protagonismo che fa quasi tenerezza) e presidi questo spazio riempiendolo di vaneggiamenti spacciati per informazione. In questo caso consiglio un giretto online alla ricerca di informazioni equilibrate.
La regola, come sempre, è non credere agli slogan e pensare con la propria testa.
Detto questo, mi preme far notare che il "cuore" del movimento NO TAV è lo stesso che tempo fa aveva animato qui a Torino un ridicolo comitato NO OLIMPIADI. Cioè gente che non voleva le Olimpiadi a Torino, perché "alla fine sono in mano alle multinazionali", perché "sono un’americanata", perché "sono le Olimpiadi dei padroni", perché "lo sport non è puro", perché "tanto alla fine ci si arricchiscono sempre gli stessi", ecc.
Insomma, c’è gente a (certa) sinistra (i NO TAV e i NO OLIMPIADI: erano più o meno gli stessi) che non vuole fare le cose perché rischiano di venir fatte male. Gente per cui – a priori – la parola "imprenditore" è un insulto.
Io invece credo che la sfida per la sinistra sia fare le cose che servono e dimostrare che possono essere fatte bene, a misura d’uomo, in modo intelligente, sano, onesto e giusto.
Cioè se il nostro ruolo è fermare il progresso, l’evoluzione della società e dei suoi mezzi e fare i signornò, allora non siamo l’alternativa alla destra. Siamo il nulla. Gente che non esce di casa per paura di sbagliare.
Il bello è che guardo le foto del corteo dei NO TAV e chi vedo? Proprio i cretini funzionali alla destra di cui paventavo la risurrezione pre-elettorale qualche giorno fa. Ecco qui bello bello il mitico Caruso e poco più in là Agnoletto.
Manca Casarini, ma forse stava portando la fattura mensile ad Arcore.
Ma se guardo le foto mi incazzo ancora di più perché capisco a che livello di idiozia arrivi la gente di certa sinistra: riesco addirittura a vedere due astute NO TAV con in mano un cartello "-TIR = + Turismo".
Vuoi meno TIR? Vuoi più turismo? Prendi il treno! Promuovi il treno! Fai prendere il treno alla gente!
Come cacchio fai a non volere i TIR e a non volere il treno? Facciamo tutta la valle pedonale? Facciamo i TIR elettrici che esauriscono le batterie ogni 30 metri? (no perché siete pure contrari all’alta tensione, alle condotte forzate in valle e così via). Facciamo tutto in seggiovia? (perché le seggiovie, che deturpano ben bene non le hanno mica contestate…). Saliamo in valle a dorso di mulo?
Il fatto è che siamo di fronte al classico fenomeno BANANA (il link a Wikipedia spiega tutto), che è una delle tante e stupide derive del peggiore ambientalismo di facciata, ideologico, edonistico e non pragmatico.
Insomma, il classico ambientalismo dei Verdi italiani (che i Verdi in Europa sono mediamente partiti seri, informati, colti, pragmatici): un partito che – salvo un ottimo inizio con gente come Mattioli e Langer – per anni è stato gestito da Ripa di Meana, non so se mi spiego. E per anni – ora a posteriori capiamo – il loro segretario è stato un tal Rutelli, detto mister coerenza…
Ma forse qui salta fuori anche uno dei motivi per cui la protesta anti-TAV è nata (e poi si è sviluppata acquisendo motivazioni pseudo-ecologiste, coinvolgendo altre realtà al di fuori della valle): il traffico su gomma in Valsusa porta soldi, tanti soldi.
Pensateci: ristorazione, alberghi, carburante, officine e tutto l’indotto tipico di situazioni locali ad alto transito e per di più di frontiera.
Il sunto di questo post chilometrico è che sono spaventato. Ho l’impressione che di fronte ad una sinistra intelligente, matura, preparata e moderna (e assolutamente non meno di sinistra) ci sia una tragica ed imbarazzante "altra sinistra" che è assolutamente impreparata a governare e ad accettare che le persone di sinistra più intelligenti di loro governino.
Spesso è solo gente ignorante o in buona fede. Spesso è gente che assume atteggiamenti condivisi dalla massa e non si informa, non ragiona con la propria testa, ma si veste (fisicamente e ideologicamente) dei "fenotipi" che ai loro occhi sembrano più sinistrorsi, più antagonisti, più anticonformisti.
Poi molti li vedi ai cortei vestiti tutti uguali mentre ripetono gli stessi slogan come mantra vuoti, perché esiste un orribile conformismo di sinistra.
ARCI, ADDIO
Il risultato pratico (perché lo scazzo è "wireless") alla base di tutto ciò è che per la prima volta in vita mia non rinnoverò la tessera ARCI, dopo anni di militanza vera e sentitissima (ci ho pure fatto il servizio civile, mi sono sempre "sentito" dell’ARCI e sto seguendo la nascita del loro nuovo sito).
Purtroppo, infatti, l’ARCI ha aderito al comitato NO TAV, di fatto tradendo molti dei suoi iscritti e prendendo una decisione arbitraria e verticistica (oltre che sbagliata, ignorante e dannosa per la sinistra). Come militante dell’ARCI mi sento tradito nel merito e nel metodo.
Quindi adieu. Mi costa, ma adieu. E’ una scelta personale (non mi iscrivo ad un’associazione di cui disprezzo certe importanti scelte politiche e di identità) e non un invito al boicottaggio, anche perché sarebbe comico come il boicottaggio della Coca-Cola del Comune di Torino.
Manterrò ottimi rapporti personali con le *persone* dell’Arci (ho amici fascisti, sforzandomi un po’ posso avere anche amici NO TAV), ma con l’Associazione non voglio più avere nulla a che fare. Lo dico senza astio.
Sì, perché purtroppo l’ARCI a livello nazionale è vittima delle scelte ideologiche di una dirigenza sempre più ripiegata sulla "sinistra idiota", quella antimoderna, rifondarola, antagonista a priori e vagamente no global (nel senso negativo del termine; ma ce n’è uno positivo?). Quella che non vuole governare perché ha odio/paura del potere o se vuole governare non vuole "fare", perché ha paura di fare male, perché si vergogna a maneggiare il potere, perché non è *matura* per governare…
Tristemente l’ARCI torinese, in preda all’improvvisazione politica e priva della guida intelligente, consapevole e colta del rimpianto Maurizio Collino (che era assolutamente PRO-TAV ed era come sempre informatissimo sulla questione valsusina), ha ceduto alla peggiore sinistra "di pancia". Quella dei fricchettoni con la barba, i sandali, la R4 zozza e l’immancabile pacchetto di sigarette (ma loro boicottano la Coca-Cola, mica le multinazionali del tabacco).
Gli stessi idioti che qualche anno fa ad un corteo mi stavano per menare perché possedevo ed usavo un telefono cellulare, a loro detta segno identificativo del "nemico" o degli sbirri. Cellulare che stavo usando per un collegamento in diretta con Radio Popolare di Milano (che è la radio-simbolo di certa sinistra descamisada, by the way) e raccontare il corteo…
Compagni che sbagliano, come sempre.
Ce lo meritiamo Berlusconi. Ecco.
78 Responses to “L’inguaribile sinistra degli idioti: No Coca e No Tav”
Io mi ero fermato alla Ninby
By raccoss on Nov 17, 2005
Comunque sono d’accordo.
By raccoss on Nov 17, 2005
Ueilà, bellisssssimo questo post, e ovviamente la figura del barba-sandali-R4 mi ricorda parecchio una certa persona che anche tu stimi e conosci bene e di cui parlavamo questa estate, eh eh eh…E dopo i complimenti, arrivano le critichine: lascia subito stare la R4! E’ un’auto meravigliosa, che mi ha scarrozzato avanti e indietro tra la Svizzera e l’Italia, prima che i deliziosi poliziotti svizzerotti me la facessero brillare…sigh und sob…e il fatto che tu non ami la montagna non rende la tua osservazione sulla presunta bruttezza della Val di Susa molto imparziale
Ciao da Cheeseland – dove pero’ non c’é un ca**o da ridere…
By Chiara on Nov 17, 2005
da valsusino e diessino organico sottoscrivo al mille per mille
By ferdydurke on Nov 17, 2005
L’Alta Velocità come panacea per i mali del traffico è una panzana che puzza di morto lontano anni luce.
Che vantaggi *reali* porta l’AV?
Un’ora in meno fra Torino e Venezia o Torino e Lione? Non cambia la vita quasi a nessuno (Ok, se devi trasportare un cuore per un trapianto forse sì, ma in quel caso si usano gli elicotteri).
Dall’orario ufficiale di trenitalia: ci sono 3 EC che collegano Torino e Parigi; il tempo di percorrenza è di circa 5 ore e mezza. Non male per 570 km in linea d’aria ma con le Alpi di mezzo. Sicuro sicuro che a piedi la faresti quasi nello stesso tempo?
Invece con l’AV, bisogna costruire una struttura ex novo, dai costi esorbitanti e che scatena le ire di tutti i comuni, altro che pochi isolati: per ciò che mi riguarda, nella provincia di Vicenza, il tracciato è stato modificato millanta volte e ancora non sussiste quello definitivo proprio perché i comuni si oppongono. E non solo nel vicentino.
Per il traffico merci non serve l’AV, servono scali funzionali e non intasati. I camion possono benissimo essere caricati sui treni navetta che già esistono (anche fra Torino e Lione) ma che vengono praticamente inutilizzati. Qualche ora in meno (si parla di un paio d’ore in più, mica di giorni) vale un’opera colossale che impiegherà decenni per ripagarsi (se mai lo farà – Eurotunnel insegna. Ma tanto paga lo stato con Infrastruttre SpA e Patrimonio SpA)
Fra l’altro si parla di un 1% di traffico merci trasferito su AV; meglio di niente ma si potrebbe ottenere in altri modi, magari migliorando le infrastrutture esistenti.
Invece si è scelto di costruire nuovi tracciati che però andranno ad intasare ulteriormente la già disperata situazione dei nodi (vedi Quadrante Europa a Verona! Chi ci ha a che fare sa che c’è da spararsi)
Quidi, per riassumere: poco vantaggio in termine di percorrenza per i passeggeri; nullo il vantaggio per le merci.
A che serve quest’opera faraonica?
Nota da “sinistro idiota, ignorante e senza argomenti” : la RockSoil, che dovrebbe scavare il tunnel, è di proprietà della moglie di Lunardi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma guarda un po’ i casi della vita! A pensare male si farà anche peccato, ma…
By GattoVI on Nov 17, 2005
Suzuki parliamone. Cioè mi piacerebbe che se tu avessi tempo e voglia ne discutessimo.
Come sai, per il mestiere che faccio, non posso che rallegrarmi del fatto che in Italia si costruisca e come ho piu’ volte ribadito, sai anche che ritengo la posizione dei centri sociali estremamente marginale, quindi non posso essere tacciato di esprimere un giudizio di parte
Il tuo discorso sulla TAV non farebbe una grinza, se fossimo in un paese normale, ma come tu sai questo paese è tutto fuorchè questo. Non discuto sul fatto che ci siano i protestatari di professione e che tra le loro fila si annoverino gli eterni luddisti, ma le cronache oggi raccontano di cortei di protesta in Val di Susa con una partecipazione assolutamente trasversale. A me personalmente è venuto il dubbio che il problema sia sempre il solito. Questo è il paese dove al petrolchimico la gente muore di cancro e a nessuno viene attribuita nessuna responsabilità penale. Questo è anche il paese dove in meridione le autostrade finiscono nel vuoto e gli appalti 9 volte su 10 risultano truccati. E’ a mio avviso abbastanza logico che di fronte a nuove opere la diffidenza sia altissima, anarchici o meno.
Rammenti il polverone suscitato per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Ricordo un numero di report dove si documentava che in Svezia il problema della diffidenza generalizzata fosse stato risolto ricorrendo a procedure di estrema TRASPARENZA. E’ questo che manca ed è questo che non c’è da noi. Qui non è in discussione il merito è in discussione il metodo. E’ probabile ma non certo che l’impatto dello scavo delle gallerie sia nel lungo periodo meno impattante che un costante traffico di TIR.Probabile, ma bisognerebbe fare un’analisi. Questa analisi è stata fatta o no? E qualora sia stata fatta, qualcuno si è forse premurato di far visionare agli abitanti della valle i risultati? L’appalto è chiaro? Si sa quanto si spende e quali sono e di chi le aziende coinvolte? O si impara, una volta per tutte ad agire in modo sano, o altrimenti questi dubbi sorgeranno sempre. Se no, caro Suzuki, chiariscimi perchè la TAV è da appoggiare e il Ponte sullo stetto è da boicottare
Un caro saluto
By spider on Nov 17, 2005
scusa i refusi, sono di fretta.
saluti ancora
By spider on Nov 17, 2005
allora tento di essere breve anche se so già che mi riuscirà molto difficile!
io non voto da orami tanti anni perchè ormai il centro-sinistra si è riempito di tipi come te!
per cui mi è difficle fare una differenza tra i pensieri che hai espresso nel tuo post e i discorsi che sento venire dal “governo peggiore che l’Italia abbia mai avuto”!
non capisco cosa ci sia di male nell’indignarsi e manifestare per cose che ritieni profondamente giuste!!
sulla coca cola non capisco perchè la tua intolleranza non ti consenta di vedere che il fatto che ci siano cento maltrattamenti non vuol dire che non si possa denunciare il centounesimo, se poi vuoi dire che non serve a niente , può darsi ma questo non c’entra col discorso che facevi tu.
per quanto riguarda la tav dire che quelli del val susa non rompano i coglioni per che la val susa è brutta è degno del Berlusca nei suoi momenti migliori se vuoi ma soprattutto se t’interessa ti mando una mail in cui proverò a spiegarti perchè è un’opera inutile e dannosa.
chiaramente il mio intervento vuole essere polemico ma non degrinatorio e mi scuso se ho occupato un tuo spazio nel quale non avevo nessun diritto ad aentrare ma sono sempre affascinato da quelli che hanno la verità rivelata!!
By nomad on Nov 17, 2005
Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza
organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lio! ne
(TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e
comunque motivati solamente dal fatto che “gli passa il treno sotto
casa”.
Nella manifestazione di giugno c’erano 30000 persone (in tutta la Val
Susa
ci sono 50000 abitanti).
Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi
veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:
1.. La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa
esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il
traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al
2050.
2.. La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe
alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a
Lione. I
treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea
storica
con i tempi di percor! renza attuali.
3.. Nel tratto montano (e quindi da! Torino alla Francia), comunque non
sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno
montano non la rende possibile.
4.. L’amianto sotto al Musinè c’e’ veramente (è già ampiamente
dimostrato), e nei progetti non c’è il minimo accenno ad un piano di
messa
in sicurezza dell’amianto estratto (è previsto semplicemente uno
stoccaggio
in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della ValSusa
verrebbe
distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino
stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di
amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l’inalazione. Dal momento
della
diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.
5.. Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe
parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l’opera &! egrave;
bloccata in
tutti i suoi aspetti.
6.. Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo,
nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al
giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato
finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è
costosissima,
ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di
questi
giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli
unici soldi su cui si regge l’opera sono i finanziamenti europei.
7.. Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro
Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell’onorevole ad una
persona del genere) questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo
che
l’appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è
stato vinto da una ditta francese che l’ha su! bbappaltato alla francese
RockSoil, di proprietà d! ella mog lie.
Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei ValSusini
sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di
tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di
appartenenza.
Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la
tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano
(nonostante quanto riferito dai media). L’unico obiettivo di chi il TAV
lo
vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei
per
le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i
lavori sono iniziati.
By nomad on Nov 17, 2005
Enrico perdonami ma mi pare una caxxata accomunare cose diverse, imputando alla sinistra radicale il fatto di sostenere battaglie estreme
Cioè discutiamo di un punto per volta.
COCA COLA – capisco il tuo punto, capisco il loro punto. A volte la pretestuosità provocatrice fine a sè stessa. A volte pure tenere la barra dritta su questioni di principio che a te che le vedi da questa parte del mondo sembrano di principio, ad altri che le vedono dalla parte del mondo sbagliata sembrano di fame
Ma questo punto posso pure lasciarlo passare
TAV qui pisci fuori dal vaso, perchè al di là dell’importanza del trasporto su gomma che deve passare al ferro e il traffico ececc, c’è un problema di amianto che in quell’area ha già ucciso molti per opere analoghe
) d’accordo con spider.
Sono stati presentati anche progetti alternativi e meno costosi
E non è solo storia dell’ultrasinistra radical chic che fa perdere le elezioni
Dai ma che discorsi del caxxo fai?
Se c’erano solo 4 fighetti finti no global, ma pure una ocmunità locale compatta, e altre associazioni
Forse dovresti chiedertene il perchè, magari muovendoti dal tuo punto di osservazione e cercando pure la ragione di chi ha il problema sulla pelle
Campesino o susano che sia
Che forse a guardare le olimpiadi in TV siamo buoni tutti, come pure a prendre il treno nel tunnelone e dire “hai visto che figata quanto ci si mette meno?”
Insomma il tuo argomento è controverso e sono (per puro caso
Non puoi dire sono di sinistra e poi mancare su uno dei punti qualificanti dell’esserlo,che è il chiedersi se oltre al pensiero forte ce n’è uno debole che urla per trovare legittimità
Poi qualcuno ti può stare sul culo, ma mica la battaglia è sbagliata perchè al mio corteo vengono Agnoletto e C.
By Renzo on Nov 17, 2005
Dovrei dare risposte chilometriche, più lunghe del post, che già di suo è una mappazza. Vado per punti.
1 – AMIANTO, LUNARDI E ALTRE DISGRAZIE: Non sono tra quelli che dicono che l’Alta Velocità va presa a scatola chiusa e fatta così come ce la presentano. Anzi, l’intervento della sinistra riformista negli anni passati ha fatto sì che il progetto sia stato già modificato fortemente in modo tale da migliorarlo.
C’è un problema di stoccaggio delle sabbie amiantifere? (che i NO TAV confondono con l’amianto lavorato: documentatevi e capirete la differenza di rischio ambientale tra le due cose, che è enorme)
Bene, lottiamo per ottenere uno stoccaggio corretto, una bonifica, ecc.
E informatevi: le sabbie amiantifere non hanno mai ucciso nessuno. E’ l’amianto lavorato (e pure l’Eternit) a fare danni, perché si sfoglia, è altamente volatile e cangerogeno. Giusto a 500 metri da casa mia c’è un intero set di palazzi costruiti su una ex fabbrica d’amianto lavorato. Ci hanno messo 10 anni a bonificare il tutto. Ma non confondiamo le cose.
Come vedete, la disinformazione in merito è altissima. E non sempre l’informazione che viene da quelli che si proclamano più di sinistra è corretta. Anzi, mi spaventa il pressapochismo che anima le tesi dei NO TAV.
C’è il problema di Lunardi pigliatutto? Bene, protestiamo, facciamogli il culo denunciandolo alla Comunità Europea, insomma usiamo le energie per fare le cose bene, non per non farle.
2 – UTILITA’ DELLA TAV
Tutti a scrivere che la TAV è inutile: andate sul sito della UE, prendete il documento che presenta la TAV e leggetene i benefici economici e la riduzione prevista del traffico su gomma. Basta documentarsi. Quanti di voi l’hanno fatto REALMENTE e non solo sui siti di parte e per sentito dire?
Visto che la UE la paga in parte, spiegatemi perché dovrebbe fare di tutto per cacciare dei soldi in un progetto inutile. In ogni caso basta leggere.
Ma il fatto che un treno si faccia carico delle merci al posto del trasporto su gomma, per me è già un motivo sufficiente. Leggete, leggete.
3 – PERCHE’ PONTE DI MESSINA NO E TAV SI’
Io sono contrarissimo al ponte di Messina, mentre favorevole alla TAV. Perchè?
Beh, il ponte di Messina è un danno ecologico e non un investimento: sventra le coste, le cementifica, rovina il paesaggio e fa aumentare il trasporto su gomma, per di più in Sicilia, dove la rete stradale è limitata, vecchia e non in grado di sostenere volumi di traffico alto.
Cioè il ponte di Messina produce inquinamenti (notate il plurale) immediatamente e a lungo termine.
E poi forse viola anche la naturale “insularità” della Sicilia, che non ho idea di quanto desideri realmente un ponte che la colleghi al continente.
E’ palese che il ponte di Messina è un’opera politica e non necessaria economicamente.
4 – I POTERI FORTI E I DEBOLI
In quanto uomo di sinistra e tifoso del Toro non posso che stare naturalmente dalla parte dei deboli.
Però consentitemi di incazzarmi se i deboli sbagliano, si fanno manipolare ideologicamente e portano in giro idee e visioni del mondo retrograde e non progressiste.
Per di più le portano in giro dopo aver avallato (o applaudito) cose peggiori in passato. Cioè, andate a vedere la valle e date un’occhiata. E’ come se domani mattina i brianzoli, dopo anni di capannoni e di scempi, si svegliassero eco-talebani. Non ci crede nessuno.
Anzi, la mia rabbia è proprio dovuta a 2 fatti:
- il primo è che la protesta sterile e distruttiva e l’atteggiamento BANANA (che è una versione peggiorativa dei NIMBY – not in my back yard) avranno un effetto dannosissimo: nessuno si impegna a migliorare la TAV e la faranno così come piace a loro.
- il secondo è che la protesta sterile, banale, spesso violenta e anti-moderna finisce per danneggiare l’immagine e la “tenuta” politica della sinistra. Avvantaggiando la destra, che è quella che vuole fare l’autostrada in Maremma (a cui sono mostruosamente contrario con tutto il cuore: roba da fare il kamikaze).
E se vince la destra chi paga di più sono i poteri deboli.
5 – LE SOLUZIONI
Se ci lamentiamo che in Italia non c’è onestà e non c’è trasparenza, la soluzione è ESIGERLE.
Altrimenti ci rifugiamo nell’utopia distruttiva tipica di certa sinistra: non facciamo nulla perché il mondo è cattivo.
Cioè io sono di sinistra perché voglio credere che c’è un modo il più possibile civile, onesto, sano e giusto di fare le cose.
Mi sembra il concetto alla base del riformismo, ma forse qui siete tutti rivoluzionari…
Mi ripeto: se la nostra alternativa è il nulla (o soluzioni demenziali come il raddoppiare una ferrovia stravecchia e fuori terra), allora non siamo un’alternativa credibile: siamo solo un’opposizione permanente, un’ “opposta fazione” (che cito non a caso: era il nome di un gruppetto a destra dell’MSI che faceva politica distruttiva a 360 gradi). E per essere opposizione sempre si presume che governino sempre gli “altri”.
Che è poi quello che accadrà, se la sinistra degli idioti continua ad imperversare (ovviamente a reti unificate, perché la destra si lustra gli occhi non appena rispuntano i no-global no-tav no-olimpiadi).
6 – SPIGOLATURE AD PERSONAM
per tutti: vedo che nessuno ha affrontato la questione del comitato NO OLIMPIADI. Pesa troppo nel ragionamento? Come lo inquadriamo? I discorsi sulla TAV sono gli stessi che si possono fare contro le olimpiadi. Qualcuno è dell’opinione che è giusto non farle?
Nomad: senza offesa, ma quando parlo di sinistra idiota (non prendelo come un insulto, ma come una definizione categorica) penso proprio a quelli che non votano perché non sanno distinguere tra Violante e Gasparri. Ci riesce perfino un sordocieco.
Chi si dichiara di sinistra e non vota fa il gioco della destra e quindi non lo rispetto. Cordialmente.
Insomma, la stessa approssimazione con cui uno riesce ad accomunare e trovare simili la Melandri e Calderoli è quella con cui ci si documenta coi volantini (e non con i documenti veri) sulla TAV.
E lo dico dopo anni di frequentazioni (non proprio militanza, ma quasi) da NO TAV. Poi un giorno ho deciso di documentarmi bene e ho aperto gli occhi.
Chiara: la tua R4 è fuori discussione: non vale. Avere una R4 in Svizzera è come avere una Porsche in Sierra Leone!
GattoVi: l’utilità è ridurre il trasporto su gomma. Più treno, meno camion.
Poi chiediamoci come mai i sindaci valsusini che protestano contro la TAV non hanno fatto niente contro l’autostrada e non hanno mai interdetto i propri comuni al traffico pesante.
Spider: ovvio che ci va vigilanza altissima, ancora più alta capacità di rompere le balle, forza organizzativa e massima richiesta di trasparenza.
Ma la paura di sbagliare non ci deve fermare. Essere di sinistra significa pretendere che le cose siano fatte bene, non “non fare”.
Renzo: è ovvio che qualsiasi costruzione prevede un tot di residenti locali che si prendono male. Ma allora che facciamo, non costruiamo più?
Qual è il discrimine?
Io credo che l’ottica da adottare sia quella del minor danno possibile, dei bilanci ambientali (ma su questo sono certo ne sai più di me), ecc.
Cioè come coniughiamo la naturale tensione al progresso con la cultura NIMBY e BANANA?
E nota che lo dico da iscritto al “partito delle ruspe”.
Ad esempio io sono un pro-demolizione in caso di abusi edilizi. Poche palle: giù le case abusive sui litorali, nei parchi e nelle zone protete, recupero dell’ambiente e risanamento ecologico. E chi ha sbagliato paghi.
Però la mia filosofia è quella dello sviluppo sostenibile. Locuzione in cui la parola “sviluppo” va considerata, di tanto in tanto.
Detto questo, ditemi voi: ma se sistemano il problema delle sabbie amiantifere (che è un problemino, sia chiaro, ma è giusto che tutto sia a posto), chiudono le strade della valle al traffico pesante su gomma (come è tipico di decine di valli in Francia, per dire) ed evitano il raddoppio di una ferrovia fuori terra che peraltro passa vicina alle case ed è decisamente deturpante, non vi sembra che la valle ne possa beneficiare?
Ve la immaginate Susa senza la solita cappazza di fumo grigio?
By Suzukimaruti on Nov 17, 2005
l’1% di un eventuale trasporto su gomma trasferito su rotaia giustifica uno sperpero di denaro di dimensioni così amplie? Perchè non potenziare la linea già esistente?
Sul fatto che ci siano i finanziamenti della UE: come dire che paga Pantalone. E dove li prende la UE questi soldini?
Visto che citi fonti che tu hai consultato, facci un favore e pubblicale, così ossiamo verificarle anche noi.
By GattoVI on Nov 17, 2005
Suz milioni di metri cubi di materiale non sempre propriamente catalogabile come inerte non sono un problemino
La differenza fra amianto grezzo e lavorato non è che non si sa, è che se trivelli, sposti polveri, disperdi nell’aria, lasci macerie all’aria aperta deterpando una valle senza valorizzare neanche le infrastrutture esistenti, allora tu, stato, sei bestia un bel po’.
Non è che se una cosa la scrive la UE è bella e fattibile economicamente di per sè
Anzi, spesso i megaprogetti hanno limiti concreti, anche quelli con due diligence tecnico economiche di prim’ordine
Anni fa la Motorola avviò il progetto del cellulare satellitare Iridium, che costò un botto e fu un fallimento pietoso.
Se si vuole spostare da gomma a ferro bisognerebbe (e si potrebbe fare) di obbligare al trasporto su ferro.
Ma poi i tir bloccano la nazione per 10 giorni e tutto torna indietro, perchè, sempre in zona Torino, c’è la FIAT a cui invece intressa la gomma, e l’IVECO che pompa, eccecc
Poco rispetto per l’ambiente, nessun vero progetto di smaltimento, collusioni e appalti de noantri
Ma scusa ma è così l’ITalia che vuoi?
E perchè dovrebbero essere stupidi questi che vedranno per i prossimi 10 anni la valle sventrata, quando intanto ci saranno i motori a idrogeno e non più l’inquinamento da benzina, se proprio vogliamo metterla così?
Dai Suz, la razionalità sta saltando anche a sinistra, e siamo presi dal titanismo alla cinese pure noi.
Quando a finaco ci stanno già due binari e non ci passa un treno manco a pagare!
Non esiste mai solo un lato. Informarsi sulle prioezioni economiche dell’iniziativa non significa che si verificheranno. Stimare un certo traffico non significa che si realizzi.
La maggior parte delle informazioni disponibili inoltre è sulla linea Roma Milano mentre molto meno pomposa è la diffusione di informazioni su queste opere che scaveranno i monti e modificheranno per mesi un ecosistema, inquinato da camion quanto vuoi, ma che già è stato ed è pesantemente violentato.
L’inquinamento delle macchine nei prossimio 10 anni in quella zona la inquinerà in modo finale e letale per i prossimi 100 anni, quando l’umanità comunque si sarà estinta per realizzare passi in avanti così significativi
Perchè ?
Percome?
By Renzo on Nov 17, 2005
Generalmente concordo con te, queste prese di posizioni da oltranzista sono stupide. Bisogna tirare fuori la verita’, non aggiungere ignoranza!
Un consiglio: metti il link della UE relativo al progetto della TAV. Io non ho voglia di cercarlo e altri sicuramente avranno lo stesso scazzo
By gareth jax on Nov 17, 2005
PS Riesci a trovare le medaglie al valore preliminari con cui l’UE insignì il progetto del tunnel sotto la manica e che venne sventolato oltralpe a giustificazione delle sorti magnifiche e progressive dell’infrastruttura?
Spazzata via dal trasporto low cost. Progetto multimultimiliardario fallito nel peggiore e più insignificante dei brodi di piscio.
Un ragionamento del genere Suz, è proprio analitico delle fonti ufficiali e stop. E degli amici degli amici. Basta il timbro di un ufficio, salvo poi scoprire fra 10 anni che lì c’era la cognata di X a mettere il timbro di benestare.
E poi “Beh ma che potevo saperne io?”
Va bene, allora cerca di non farti schifare dagli Agnoletto in maniera preconcetta, di lasciar stare posti dove mangiare gli Agnolotti, e di dire tutte le verità possibili.
Dall’altro lato non ci saranno 30 mila coglioni
Forse qualcuno che pensa ci sta.
Possibile che la cosa sia così difficile da pensare?
Perchè non si fa un esercizio di pensiero alternativo ogni tanto?
Fra 10 anni quando sta roba sarà in funzione, se mai sarà, costerà quanto le tasche dei poveri morti di fame che saremo diventati non potranno permettersi più.
Oltretutto
By Renzo on Nov 17, 2005
Dai progetti risulterebbero circa 5′000′000 mc di roccia da estrarre che diventano circa 7′500′000 mc da depositare in qualche posto: sono circa 625′000 viaggi di camion (un camion da cava dovrebbe portare circa 12 mc)che trasportano il materiale di smarino. Siccome fanno un viaggio col carico e uno a ritroso senza carico, diventano 1′250′000 viaggi. Se i lavori durano 15 anni, saranno 83′333 viaggi l’anno, cioè 228 viaggi al giorno concentrati su tratti di strada prevalentemente già molto trafficati. Naturalmente non sono calcolati i viaggi di altri camion per il trasporto dei materiali da costruzione: cemento, ghiaia, ecc., quindi per 15 anni la valle si dovrà sorbire un aumento di traffico sulle strade locali non indifferente.
Per 15 anni ci saranno enormi cantieri lungo la Valle che produrranno traffico, polveri, inquinamento acustico, e deturpamento, nonchè elevato, se non certo, rischio di inquinamento delle falde, con conseguente influenza negativa sull’economia della Valle, dalla diminuzione del turismo al deprezzamento delle case. Poi c’è il problema dello stoccaggio dei 7′500′000 di materiali estratti: in una valle con una larghezza media di 1,5 Km è difficilissimo trovare dei luoghi adatti allo stoccaggio di così ingenti quantità. Infatti dai progetti si evince che nella maggior parte dei casi sono state individuate aree discarica assolutamente inadatte in quanto vanno ad influire sul corretto deflusso delle acque dei torrenti. E che dire dei materiali pericolosi quali Amianto e Uranio: mi fanno ridere (se non fosse che sarebbero da prendere a sberle) quelli che asseriscono che prima bisogna verificare la presenza di questi minerali. Porca miseria, questi hanno fatto il progetto sulla carta senza neanche degnarsi di leggere la letteratura geologica sulla Valle di Susa!
Che ci sia amianto nella zona tra Caselette e Villardora, ma probabilmente anche sino a Condove e oltre(dipende quanto a Nord deve passare il tunnel) lo si sapeva già almeno dal 1913, anno di pubblicazione della carta geologica Foglio 55 Susa. Se non basta è sufficiente fare un giro sul Musinè per imbattersi non di rado in affioramenti con presenza di fibre di amianto. Certo che per verificarne l’effettiva quantità sarebbero necessari sondaggi in sito approfonditi, e molto ravvicinati. Sicuramente non il sondaggio di Mompantero che a tale scopo non serve a nulla, la sua unica utilità sta nel verificare le caratteristiche geotecniche delle rocce e basta.
In ogni caso le rocce di questa zona hanno le identiche caratteristiche della zona di Balangero dove c’era la più grande cava di amianto, quello di miglior qualità (il più fibroso).
Per quanto riguarda l’uranio è innegabile che ce ne sia altrimenti l’AGIP non avrebbe fatto così tante ricerche e cunicoli di prospezione in Valle (all’interno dei quali si misura sempre un elevato livello di radioattività).
I materiali scavati dalle zone interessate da Uranio e Amianto devono (per legge) essere stoccati secondo certe norme e con grandissime precauzioni per pericoli di inquinamento dell’aria e delle acque: ciò si traduce nel fatto che le discariche devono essere impermeabilizzate. Ma, visto che non c’è la certezza della quantità di materiale pericoloso, non si sono nemmeno previste delle discariche adatte a contenere questi materiali. Cioè, è stata prevista una discarica nell’area di Almese posizionata nelle aree di esondazione di 2 torrenti. Quindi tale discarica, se composta di materiali amiantiferi dovrà essere completamente impermeabile e diventerà un’area che influenzerà negativamente il corretto deflusso delle acque dei torrenti aumentando il rischio idrogeologico. In caso di esondazione le acque verrebbero deviate verso l’area industriale e verso la zona dei campi sportivi.
Per quanto riguarda il tunnel vero e proprio è indubbio che con un’opera di queste dimensioni ci saranno delle ripercussioni sulla circolazione e il deflusso delle acque sotterranee che potrebbero portare anche al prosciugamento delle risorse idriche di alcuni paesi.
Analisi dei costi: so, tramite l’esperienza di amici che lavorano nel settore, che spesso i costi di una galleria lievitano molto facilmente a causa di “venute” d’acqua non previste. Proprio quando si stavano scavando alcune gallerie per l’autostrada in Valsusa è accaduto che da un giorno all’altro una galleria perfettamente asciutta, senza la minima traccia di umidità, è stata “invasa” da acqua (senza che fosse caduta una goccia di pioggia) arrivata chissà da dove…. naturalmente i costi di avanzamento sono aumentati a dismisura…. Sono convinto al 100% che ci saranno grosse venute d’acqua in questa galleria, naturali e non, quindi quanto verrà a costare realmente quest’opera? Non lo sa nessuno, sicuramente molto di più di quanto dichiarato perchè troppi problemi sono sottovalutati o non sono stati valutati per niente.
Non si può “sconquassare” una valle così stretta e così densamente abitata per 15 anni (in realtà presumo che saranno almeno 20) senza una VIA ben fatta (Valutazione di Impatto Ambientale) e con una approssimazione del genere.
Agli abitanti della Valsusa è stata sufficiente l’esperienza della costruzione dell’Autostrada quando sono state fatte montagne di promesse poi mai mantenute per poi avere un tracciato che era già inadeguato al momento della progettazione.
In pochi lo sanno, ma la galleria di Salbertrand è in movimento verso il basso da prima ancora che la costruissero: è impostata su un paleofrana che ai tempi della costruzione si muoveva già verso il fondo valle di 0.5 cm all’anno. Nessuno lo dice, ma se la paleofrana crolla a valle si corre il rischio di un disastro sullo stile Valtellina.
Consiglio a chi percorre tale galleria di farlo in fretta….
A poi… per dirla tutta una volta era TAV Treno Alta Velocità, ormai si parla di “TAC” Treno ad Alta Capacità: probabilmente si sono resi conto che l’Alta Velocità non serviva a nulla (d’altra parte in galleria non si possono mantenere assolutamente le velocità che si mantengono in pianura, se va bene un treno passeggeri dovrebbe poter viaggiare a 100 km/h) e quindi ora la spacciano come linea per trasporto merci. A quanto pare nel giro di alcuni anni sono cambiate le priorità di trasporto e come sarà tra 20 anni quando (forse) sarà terminata l’opera?
By Bobby on Nov 17, 2005
sempre senza acrimonia ma se queste sono le tue motivazioni sono contento di essere considerato un idiota…
“io non sono contro il progresso semmai sono contro lo sviluppo in particolare contro questo tipo di sviluppo”
mi spieghi come fai ad esigere onestà e trasparenza? in che modo le esigi?
mandando un mail a Violante o alla Melandri?
che per andare a cena li posso anche preferire ma quando si siedono su certi scranni non vedo grande differenza. Io non faccio il gioco di nessuno e non iniziamo con questa menata qualunquista. Non voto da 18 anni e hanno vinto sia gli uni che gli altri sia alle politiche che alle amministrative per cui non faccio vincere o perdere nessuno è solo che non voglio essere rappresentato da questi cialtroni nessuno escluso, se poi a te piace la sinistra riformista acoomodati pure con i vari Rutelli, Mastella, prodi, Dini, De Mita, Marini etc. etc. e dimenticavo Lunardi!
By nomad on Nov 17, 2005
Condivido tutto quello che dici sul boicottaggio alla Coca Cola, ma sulla TAV sarei meno fideistico di te…tutti questi vantaggi io non li vedo (nè è chiaro quanto del traffico su gomma passerà su una linea essenzialmente passeggeri: l’unica cifra nota è l’1%…), mentre sono evidentissime le rogne che il megacantiere porterà in valle. Io concederei almeno il beneficio del dubbio a chi si incazza, ecco…:-)
By Luposelvatico on Nov 17, 2005
Bobby: intervento molto informato, che apprezzo. E dovremmo esattamente concentrare le energie politiche per fare sì che gli studi preliminari, le valutazioni d’impatto ambientale e in generale tutte le operazioni di trasparenza fossero fatte.
Invece vedo che i NO TAV sono andati addirittura a cercare di bloccare i sondaggi sulle rocce. Mossa non molto astuta.
Insomma, chiarito il fatto che fare una linea ad alta velocità/capacità non è un pranzo di gala, bisogna interrogarsi su come fare per rendere questa operazione giusta, ecologica e il più possibile a misura d’uomo. Contando che è un investimento tecnologico: a fronte di una fase di disagi iniziali, i benefici possono essere notevoli.
By Suzukimaruti on Nov 17, 2005
Appunto
Come volevasi dimostrare
Se c’è tutto questo fiorire di dati che sconsigliano la realizzazione dell’opera quando oramai il cantere è stato aperto, significa che non c’è stata nessuna verifica a priori e nessua procedura volta a chiarire anche gli aspetti controversi del progetto.E soprattutto nessun dibattito che coinvolgesse gli abitanti della valle. O vogliamo dire che si tratta solo e soltanto di strumentalizzazioni?
In piu’ ti chiedo. Non è che per caso la gente scende in piazza proprio perchè ha visto l’opera come imposta dall’alto e perchè non ha avuto, come al solito, nessuna voce in capitolo? Se la gente poi scendesse in piazza per esigere trasparenza, sei sicuro che non la accuseresti dello stesso settarismo antimoderno con il quale hai bollato il movimento No Tav?
Essere di sinistra no significa solo esimere trasparenza. Significa, una volta al governo, praticarla.
By spider on Nov 17, 2005
Luposelvatico: concedo benissimo il beneficio del dubbio (per anni – come ho detto – ho bazzicato le assemblee dei NO TAV), ma il fatto è che il dubbio deve portare a fare le cose bene, non a chiudersi a riccio e dire sempre no a tutto.
Cioè se avessero fatto così tutti i cittadini di tutte le valli, a quest’ora addio comunicazioni tra un paese e l’altro, addio valichi, ecc.
Quello che cerco di dire è che c’è una parte di sinistra totalmente utopica, scollegata dalla realtà, irrazionale e disinformata.
Per esempio la questione dell’ 1% è una leggenda metropolitana. Il calcolo sull’impatto va fatto a fronte di iniziative politiche che scoraggino o impediscano il transito su gomma in valle. Ma quale sindaco vorrà mai farlo? Ci sono interessi economici locali in ballo.
Che i valsusini lo dicano: i TIR gli piacciono?
Spider: c’è ben poco di dimostrato. I comitati NO TAV non sono nati per discutere della TAV, ma per dire NO.
Lo dico perché quando il centrosinistra piemontese a fatica ha cercato delle mediazioni, delle richieste di trasparenza, ecc., si è sempre scontrato contro il muro ideologico e settario dei comitati NO TAV, che per anni sono stati in mano agli squatter (alcuni deliranti come Pellissero, altri addirittura para-terroristi, con attentati alle cabine elettriche della linea ferroviaria che c’è già, le minacce alla Bresso, ecc.).
L’errore è proprio quello: l’atteggiamento di muro contro muro e la non apertura al confronto fanno il gioco dei “padroni”. Padroni che come sempre preferiscono avere 100 estremisti contro, piuttosto che 1000 riformisti preparati di fronte, che non lasciano nulla al caso e gli fanno pelo e contropelo.
By Suzukimaruti on Nov 17, 2005
Il problema è che il sondaggio di Mompantero non serve a nulla per la verifica della presenza di amianto o uranio, è un tipo di sondaggio che serve solo a rilevare le caratteristiche geotecniche della roccia (compattezza e fratturazione), in realtà è un sondaggio “politico” per dare il “via” ai “lavori”.
Ricordo poi che una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) ben fatta deve tenere in considerazione tutti i fattori: rapporto costi/benefici, impatto sull’ambiente, impatto sui deflussi delle acque, impatto sulla popolazione, impatto sulla salute pubblica.
Quest’ultimo punto, che è considerato il più importante, non può essere mai negativo, ma dal progetto attuale si evince che questo aspetto è stato nettamente sottovalutato.
Vorrei anche ricordare che prima dell’incidente al tunnel del Monte Bianco, la maggioranza delle merci transitava da lì, solo dopo il blocco del traforo e la successiva limitazione (per legge) c’è stato l’aumento del transito in Valsusa.
E ho sentito molte persone che nei giorni dell’incidente hanno pensato che fosse stato provocato ad hoc per fare aumentare il traffico dei camion in Valsusa per poi “spingere” sul TAV
By Bobby on Nov 17, 2005
a parte che un post così lungo mi indispettisce abbastanza, giacchè la mia soglia di attenzione crolla dopo la terza riga su monitor, devo dire che sulla cocacola sono perfettamente d’accordo.
Sulla TAV e sulle olimpiadi, ti dirò che li vedo come un male necessario. Cioè visto che altri hanno deciso di farle e bloccare tutto sarebbe una cosa stupida ed inutile, propenderei a farle per il meglio. Però se avessero chiesto il mio parere prima di iniziare i lavori (in entrambi i casi) avrei detto di no, perchè secondo me non servono a niente.
Ovvio però che ormai la TAV deve continuare, altrimenti cosa serve che un treno vada a 300 all’ora da Torino a Novara?
Per le olimpiadi, io vedo lo stesso discorso dei mondiali, e per Torino di Italia 61: anni di disagi per un mesetto di “gloria”, e poi una vita di cattedrali nel deserto. Spero che stavolta non succeda, ma quella metropolitana la vedo un po’ come la monorotaia di Italia 61 (e anche come la monorotaia dei Simpson, per chi sa di cosa parlo). E la TAV non molto meglio…
By degra on Nov 17, 2005
cazzo che post e che commenti…
potresti aprire un blog sul tema!
in ogni caso…
Si al TAV ma con attenzione, coinvolgendo il territorio e le persone, evitando “eccessi” di democrazia.
No Coca Cola… Perché? Perché è americana.
Sulla sinistra che sbaglia, hai ragione, ma non è un errore episodico. Ci portiamo dietro nel DNA il germe dei Conservatori… Paradossalmente.
Baci.
By A X E L L on Nov 17, 2005
Mi limito a complimentarmi per l’interessantissimo post…sulla Coca Cola non transigo, guai a chi la tocca…
By Director77 on Nov 17, 2005
Tutte le innovazioni hanno un loro impatto ambientale; quello che bisogna valutare e’ se ne vale la pena. Come hai detto tu: probabilmente per il ponte di Messina no, per la TAV si. Ma come te non sopporto gli ambientalisti e quanti si devono comunque opporre per forza a qualsiasi cambiamento: avete presente chi protesta quando si decide di fare una discarica? E’ ovvio che nessuno la vuole sotto casa, ma da qualche parte bisognera’ pur farla! Non volete la TAV? Allora dai, continuiamo a incentivare il trasporto su gomma! Recentemente ci sono stati a Trapani i preliminari della Coppa America: anche li’ gli ambientalisti a protestare per i moli e le strutture costruite; ma se e’ stata (credo!) l’unica cosa buona portata avanti dal governo regionale di Cuffaro! Dalla soddisfazione dei partecipanti, sembra si siano persino pentiti di avere scelto Valencia come sede principale!
By djdona on Nov 18, 2005
Questo è dovuto a un’interpretazione errata delle istanze ecologiste. Se rispetto a qualche anno fa ci si puo’ rallegrare di uno sviluppo della sensibilizzazione diffusa sulle tematiche ambientali,non si puo’ certo non lamentare un diffondersi di un approccio ai problemi molto superficiale e demagogico(quello che tu Suz, definiresti “cretino”). Bisognerebbe per esempio una volta per tutte dire come le attività umane, costruttive o meno, NON SONO MAI E POI MAI A IMPATTO AMBIENTALE PARI A ZERO. Qualsiasi attività ha un impatto a lungo o medio periodo o di tipo differente a seconda dei contesti nei quali si svolge. Per esempio. Tutti dicono che l’auto elettrica è ecologica. In realtà, l’energia delle batterie va prodotta comunque da centrali elettriche. Se nellla zona dove si passa alla motorizzazione elettrica le centrali sono a carbone, gli impatti saranno maggiori che in una zona alimentata da centrali idroelettriche.
Ovvio che questi ragionamenti richiedono analisi complesse che rientrano in una logica basata sull’idea dello SVILUPPO SOSTENIBILE che è ben altra cosa rispetto all’ecologismo militante da salotto che dice no a tutto ma che alla prova del nove non rinuncierebbe a nulla
By spider on Nov 18, 2005
Perfettamente d’accordo con spider. Se il ponte di Messina non avesse l’impatto ambientale disastroso che avrebbe, io sarei d’accordo a costruirlo; pur essendo siciliana non me ne frega niente di mantenere l’insularita’, mi frega dell’ora abbondante che si vuole quando devi attraversare lo stretto col treno perche’ devono smontarlo e rimontarlo. Qualcuno di voi ha mai provato a prendere il treno per venire in Sicilia?
By djdona on Nov 18, 2005
ecco che ricominciate! io invece, mi spiace, non sopporto la vostra di sinistra!
ma cosa volete? dare la scalata alla bnl a pugno chiuso? risolvere i problemi sociali con le cariche di polizia e le ruspe?
nemmeno io sopporto i veterofreak, coi sandali e la renault4, ma nemmeno chi “fa finta”.
ma poi, sul tav, un’intera valle che sciopera, sindaci di ogni colore contro, quindicimila persone in corteo, ti sembrano poche?
By urza on Nov 18, 2005
urza: grazie a dio i numeri non fanno la ragione, altrimenti Hitler (eletto regolarmente, mica golpista), Berlusconi (idem) e Mussolini (eletto con un plebiscito) sarebbero da considerare nel giusto.
Guarda, io sono assolutamente anti-autoritario, quindi non sopporto le cariche, i soprusi, ecc.
La sinistra delle cariche e della repressione non esiste: è un’invenzione della destra e dei suoi media (tutti). Ed è triste vedere che la gente ci casca.
Però non sopporto i soprusi tutti: quelli della polizia e quelli di chi manifesta in modo violento.
Sono favorevolissimo alla TAV, non amo i NO TAV ma sarei il primo a fare cordone a difendere i manifestanti alla prima carica della polizia contro i NO TAV, anche se insultano la mia parte politica.
(perché la destra è a favore della TAV senza se e senza ma, ma i manifestanti NO TAV se la prendono nei propri slogan con i PRO TAV di sinistra, tanto per capire a chi giovano…)
Ma a questo cerco di unire un po’ di sana lucidità politica di stampo leninista e un po’ di realpolitik.
Come sempre c’è una sinistra miope, che si atteggia ad estrema mentre è solo estremista negli atteggiamenti infantili.
Una sinistra che banalizza i concetti. Ti sembra che qualcuno a sinistra voglia risolvere i problemi sociali con le ruspe?
Cioè – visto che da ciò che scrivi nel tuo blog si capisce che sei intelligente ed informato – se esci un attimo dallo slogan e fai un respiro profondo, ti immagini qualcuno a sinistra che vuole le ruspe e le cariche? Appartiene alla nostra storia, alla nostra identità e alla nostra cultura?
Su BNL: questo è un caso di realpolitik. E’ impensabile che una forza che si candida a governare non abbia rapporti con il mondo della finanza. Magari anche rapporti stretti. Il tutto ben entro il limite del legale.
Non possiamo candidarci a governare un paese se consideriamo la Finanza un nemico. La Finanza esiste e va il più possibile resa trasparente, a misura d’uomo, equa, ecc.
E francamente se esiste una banca con connotati di sinistra, che magari sottoscrive un codice etico (esiste già Banca Etica, ma è una realtà minima, per quanto apprezzabile), che non frega (o frega il meno possibile) i suoi clienti e aiuta finanziariamente (sempre nella legalità) i partiti e i movimenti del centrosinistra, io non ci vedo niente di male.
Anche perché corriamo contro l’uomo più ricco d’Italia e il suo patrimonio.
Come cavolo facciamo? Chi la paga la prossima campagna elettorale?
Perché quando si tratta di fare i volontari o versare due soldi non si vede mai nessuno?
Perché qui a sinistra sono tutti bravi a moralizzare a dire “non si fa”, “non è elegante”, ecc. Poi non ne vedi uno che sia uno ad attaccare i manifesti.
Sono tutti signori, coi soldi degli altri.
By Suzukimaruti on Nov 18, 2005
X Suzukimaruti: sono spesso d’accordo con quello che scrivi, e il tuo blog è uno di quelli che leggo più spesso, il fatto è che ho l’impressione che tu non abbia la più pallida idea di cosa comporti il progetto Tav in Val di Susa (e non il progetto Tav in senso assoluto). Al di là delle questioni ambientali, il tav in val di susa è una presa per il culo, con la riduzione dell’1% del traffico su strada che comporta. A me, che continuo ad essere di sinistra nonostante la sinistra attuale sia nelle mani di personaggi improbabili, continuano a girare i coglioni per il fatto che la linea tav venga sostenuta dalla giunta Bresso solo perchè una buona fetta degli appalti dell’opera (utile quanto il ponte sullo stretto) è affidata alla Lega delle Cooperative…. La val di susa fa schifo ma la devastazione che si trascinerà dietro questa inutile opera non la augurerei neanche a Bondi…. va beh, forse a Bondi sì.
By ale on Nov 21, 2005
… comunque sulla coca cola siamo d’accordo….
By ale on Nov 21, 2005
ale, è che la questione dell’1% è un dato di parte, non sostanziato dai fatti. Ti ricordo che seguo con moltissima attenzione la questione TAV da tempi non sospetti, quando ancora era un’ipotesi. (parlo di anni e anni fa)
Se ci fosse la TAV si potrebbe ridurre DEL TUTTO il traffico commerciale su gomma in valle. Basterebbe che lo volessero gli enti locali.
Ovvio che se si costruisce una ferrovia merci seria è obbligatorio, sano e politicamente utile impedire che in valle passino i TIR.
By Suzukimaruti on Nov 21, 2005
Il fatto è che questo uno percento è tratto da un circostanziato e serio articolo apparso un paio di anni fa sul Sole 24 Ore, non un ciclostilato degli squatter, e i promotori del tav non hanno mai fatto neppure il minimo sforzo di contestare questo dato…. per questo e non solo continuo a schierarmi contro… e poi il progetto ha avuto varie forme nel corso degli ultimi decenni, come se il fatto di alimentare un sistema di appalti fosse più importante del motivo per cui si faceva l’opera…..
By ale on Nov 21, 2005
ale, scusa se mi ripeto: è una questione di condizioni.
Se gli amministratori locali – a TAV funzionante – impediscono il traffico merci pesante su gomma, è palese che la riduzione è ben altra. Capisci?
D’altronde è un modello che già funziona: molte zone all’estero – soprattutto se mono-strada – sono interdette ai TIR.
By Suzukimaruti on Nov 21, 2005
Ottimo il dibattito…il dato dell’1% deriva da un documento del 2000 citato sul sito NOTAV, ma in effetti non starei a dargli ’sto gran peso…l’evidenziare questo dato mi serviva solo per dire che NON vi sono dati che lo contestano, e questo mi sembra grave. Alla fine, poichè la TAV si farà, ci vorrà un fortissimo impegno di tutti per costringere a portare le merci su rotaia. Quello che io non so è: ma il modo in cui la TAV è pensata/costruita, permetterà davvero e QUANTO di realizzare questo spostamento di merci dal trasporto su gomma, visto che è l’unico motivo sensato per farla?
By Luposelvatico on Nov 21, 2005
Luposelvatico: mi trovi d’accordissimo. Secondo me le priorità sono due. La prima è fare sì che la TAV non sia *questa* TAV, ma una versione più umana e più a misura d’uomo e di valle. Quindi richiedere trasparenza, eventuali modifiche radicali al progetto, precisi impegni in termini ambientali, ecc.
La seconda è aprire – e qui sarà dura, perché gli interessi in valle sono tanti – una grossa vertenza contro il trasporto su gomma di tipo commerciale. Cioé fare lobby e chiedere il divieto di transito ai TIR su strade e autostrada in valle. Direi che è una priorità assoluta e per di più un atto di ecologismo responsabile e non un’insensatezza da NIMBY/BANANA.
By Suzukimaruti on Nov 21, 2005
Leggo solo ora, sono un po’ indietro con i blog, ma spero valga ancora: CLAP CLAP CLAP.
(Hai un link al volo a quel documento scritto dal comitato di tecnici indipendenti o me lo devo googlare? Grazie.)
By fmf on Nov 21, 2005
fmf, non è roba freschissima, quindi non so più dove l’ho messa, ma se cerchi su Google e filtri via le decine di siti NOTAV, trovi tutto.
By Suzukimaruti on Nov 21, 2005
ti ringrazio della persona “intelligente e informata”, ma mi sento di dover rivolgere lo stesso invito alla sinistra ‘moderata’. non sono mai stato abituato, fortunamente, a ragionare con gli slogan: quello che vedo è purtroppo una classe politica che si definisce “di sinistra” ma che nei fatti non lo è minimamente.
la tav, poi, io la vedo davvero poco come questione politica: quello che m’innervosisce più di tutto è la linea dura tenuta dal governo e dalle istituzioni. cioè, non vogliono sentir ragioni, capito?
e la storia della cocacola, nonostante io la boicotti e cerchi di farla boicottare, è una stupidaggine…
By urza on Nov 21, 2005
e che ne dite di Mc’Donald sponsor delle Olimiadi invernali senza nulla obiettare?
By mirko on Nov 22, 2005
Io non dico niente: è una sponsorizzazione voluta dal CIO in cui giustamente ha vinto chi ha offerto di più.
La Mc Donald’s è un’azienda come un’altra e non è più morale o meno morale di tanti altri marchi.
Avremmo detto qualcosa di diverso se fosse stata la Nike o la Adidas? O la Fiat?
Cioè la grande impresa esiste, probabilmente fa cose mostruose nel mondo (e per questo va migliorata), ma non possiamo sperare che sparisca o augurarci che le Olimpiadi le sponsorizzi qualcosa di diverso da una corporation.
Facciamo le Olimpiadi sponsorizzate dall’Arci?
By Suzukimaruti on Nov 22, 2005
Sulla coca cola ottima obiezione, ma è un motivo per boicottare tutto il resto non per non boicottare la cocacola.
Sulla tav:
1° non ha il minimo scalo in val di susa, la attraversa e basta, mi dici come fa a ridurre il traffico su ruota della val di susa?
2° nessuna valutazione di impatto ambientale. Non si può procedere così
3°I trasporti a lunghissima distanza sono una sovvenzione latente alle macroeconomie ma stritolano le microeconomie: il fruttivendolo sotto casa non importa la lattuga dalla spagna ma magari il centro commerciale vicino allo svincolo dell’autostrada sì, quindi se io costruisco un’infrastruttura che rende più economico il trasporto locale avvantaggio il fruttivendolo, se metto un aereoporto internazionale avvantaggio esclusivamente il centro commerciale a danno del fruttivendolo; considerato che il centro commerciale è di un investitore francese e il fruttivendolo è il tuo miglior cliente di vestiti hai danneggiato anche te stesso perchè sono soldi che se ne vanno. Quindi i soldi dello stato conviene spenderli in altri modi.
By Paskal007r on Nov 26, 2005
Paskal: sono tutte argomentazioni Nimby, con le quali non si costruirebbe nulla perché nessuno è in grado di vedere le cose in prospettiva maggiore.
Il traffico su gomma in Val Susa, per esempio, è quasi totalmente non locale (cioè la Valsusa è un corridoio europeo per le merci: l’autotrasporto locale è minimo, non ci abita un miliardo di persone…)
Peggio ancora il pensare in piccolo: l’argomentazione pro-fruttivendolo mi spaventa. Con questa ottica non avremmo dovuto costruire nulla, giusto le statali monocorsia. Ci mancano solo più i dazi regionali e siamo al “iccolo mondo antico” voluto dai leghisti più duri.
Favorevolissimo affinché sia fatta una più approfondita valutazione d’impatto ambientale. Peccato che la commissaria che ieri e l’altroieri ha cercato di incontrare i sindaci della valsusa per capire come affrontare i problemi locali dovuti alla costruzione si sia trovata di fronte ad un muro: fermare tutto o non si discute.
Non si fa così, anche perché non si ottiene nulla, cosa che infatti è accaduta.
E’ che la mentalità Nimby è assolutamente a-riformista e intimamente destrorsa, egoista e localista. Questo è un problema ed è imbarazzante che certa sinistra l’abbia abbracciata.
By Suzukimaruti on Nov 26, 2005
E chi ti dice che non si deve costruire? Basta che quello che si costruisce non sia una sovvenzione alla macroeconomia a danno della microeconomia.
Basta che invece di pensare alle autostrade e all’alta velocità, per la quale tra l’altro siamo gli unici che stanno facendo lavori, visto che nè a kiev(fin lì arriverebbe il corridoio 5), ne in francia se ne fa nulla, invece di ciò dicevo, si costruiscano infrastrutture più utili alla gente, come reti di metropolitana, treni regionali ecc ecc, che anzi favoriscono la microeconomia consentendo gli spostamenti addirittura senza automobili (almeno in campania in questo senso ci si sta muovendo abbastanza, al punto di collegare la metropolitana di napoli ad un sistema di ferrovie regionali).
Il commercio internazionale chi arricchisce? non certo la gente comune, arricchisce solo chi si può permettere di svolazzare da un continente all’altro in cerca di salari più bassi.
By Paskal007r on Nov 26, 2005
lungo ma istruttivo…
per chi ha voglia di contestualizzare un minimo l’affare alta velocita’…
buona lettura
Breve storia dell’Alta Velocità
di Claudio Cancelli – Marzo 2004
(Claudio Cancelli è docente al Politecnico di Torino,
consulente tecnico della Comunità Montana Bassa Valle
Susa per l’Alta Velocità, coautore del libro “Alta
velocità. Valutazione economica, tecnologica e
ambientale del progetto” Ed. CUEN-Ecologia)
L’alta velocità ferroviaria è nata a metà degli anni
80 in sede politica. Gli ingegneri dell’Ansaldo, a cui
un paio di anni prima era stato affidato il compito di
progettare, per quanto riguardava il settore
ferroviario, il Piano Generale dei Trasporti, non
l’avevano prevista. In questa prima anomalia si trova
il segno dell’intera vicenda; se in effetti
limitassimo la discussione sull’alta velocità italiana
nei termini tecnici ed economici della scienza
classica, l’argomento potrebbe essere chiuso in tre
righe. I treni A. V. sono treni passeggeri che si
spingono al limite della tecnologia ferroviaria
pagandone, poiché i miracoli sono rari, il prezzo
relativo: una linea interamente nuova, con modificate
caratteristiche geometriche dei binari e con diversa
alimentazione, un costo di manutenzione e di
ammortamento all’incirca triplicato rispetto a quello
delle linee convenzionali. In termini economici,
l’investimento può tuttavia risultare conveniente
quando un numero sufficientemente alto di passeggeri -
tra 30 e 50 mila al giorno, tanto per dare dei numeri
- sia disposto a pagare il relativo biglietto. Fatti i
conti, risulta che questo è possibile quando si hanno
città di qualche milione di abitanti, poste ad una
distanza compresa tra 300 e 500 km, e con una pianura
in mezzo possibilmente poco abitata. Si tratta del
caso della Parigi – Lyon, la cui realizzazione viene
considerata un successo commerciale. Si tratta anche
della maggior parte delle linee costruite in Francia e
Germania. Una notevole eccezione è rappresentata dal
collegamento Parigi – Londra; il destino ha voluto che
qui si trovasse in mezzo non solo della pianura, ma
anche un braccio di mare. Il problema è stato tuttavia
risolto con un crack da 20000 miliardi di lire,
addossato in parte alle migliaia di poveri scemi che
avevano investito i loro soldi nella costruzione del
tunnel, e per il resto a tutti i cittadini francesi.
Si tratta di un metodo brillante, ma non ripetibile in
tempi brevi, per ragioni che non vale la pena di
spiegare.
Seppure tagliato con l’accetta, questo schema permette
di capire per quale motivo le linee A. V. siano state
costruite in Francia, in Germania e nei Paesi Bassi, e
non in Inghilterra, Svezia o in Svizzera, sebbene
anche in questi paesi la possibilità di costruirne sia
stata presa in considerazione. Non serve a capire come
mai si sia deciso di farle in Italia; in questo paese
mancano tutte le condizioni favorevoli e si accumulano
tutte quelle negative, per le caratteristiche
orografiche, la distribuzione e la densità degli
abitati, l’urbanizzazione diffusa et cet. Proprio per
questi motivi nessun tecnico ferroviario l’aveva
proposta, prima che apparisse la società T. A. V., di
cui parleremo tra poco. In Italia ci si era orientati
su un criterio diverso per rendere più veloci i
collegamenti, ed era stata sviluppata, prima che in
altri paesi, la tecnica dei treni ad assetto variabile
– i pendolini. Con questi treni si potevano
raggiungere velocità attorno ai 200 Km/h e ridurre i
tempi di percorrenza di circa il 30%, senza dover
costruire nuove linee. Che per guadagnare ancora
qualche minuto – una decina tra Milano e Roma – ci si
lanciasse in un investimento dell’ordine dei 100 mila
miliardi, sembrava incredibile.
Invece è accaduto; ma prima di raccontare brevemente
come, conviene mettere a fuoco un punto cruciale. Nel
giudicare economicamente infondata tutta l’impresa ci
siamo attenuti al criterio dichiarato del capitalismo,
quello per cui è accettabile qualunque investimento
che comporti un profitto superiore o almeno uguale a
quello medio. Non ci siamo affidati né a
considerazioni etiche, né a modelli di vita e di
sviluppo alternativi. La peculiarità di questa vicenda
è che ci si trova di fronte al mistero di persone che
hanno apparentemente programmato un disastro
economico, sapendo perfettamente di farlo. La
spiegazione non è difficile; per capire è sufficiente
sostituire alla regola del capitalismo teorico quella
del capitalismo reale, la quale dice, più o meno: è
accettabile qualunque disastro economico purché le
perdite siano addossate all’intera comunità e i
guadagni rimangano nelle mani di chi gestisce
l’operazione. Il che, per dirla tutta, non è una
grande novità; ma in questo caso l’applicazione del
principio è stata veramente grandiosa, lo schieramento
di forze che l’ha sostenuta nuovo e impressionante, e
il cambiamento di regole che l’iniziativa ha
comportato tale da modificare strutturalmente i
lineamenti del diritto.
Tornando alla storia, è il ministro Signorile a
introdurre il progetto nel Piano. Al tavolo siedono
personaggi come Emo Danesi e Publio Fiori. Presidente
delle Ferrovie (FS) è, per la prima volta da quando
l’ente è stato creato, un politico, il democristiano
Ligato. A nessuno viene in mente che per adottare un
piano di investimenti da 90.000 miliardi, con le FS
praticamente alla bancarotta, occorrerebbe almeno
un’analisi comparata della redditività. Nonostante la
felice partenza, il progetto passa per fasi alterne.
Ligato in particolare ha qualche problema con le
lenzuola e si dimette, prima di essere ucciso in una
resa di conti in Calabria. Probabilmente per ragioni
di immagine, viene nominato un commissario esterno
nella persona di Schimberni, di provenienza
Montedison. Con grande sorpresa di chi lo aveva
nominato, Schimberni ha la mania di fare i conti:
cancella l’alta velocità sostenendo, all’incirca, che
se uno ha una cinquecento che non funziona, non può
pensare di risolvere il problema comprandosi una
Ferrari. Il nuovo ministro dei trasporti, Bernini,
cancella Schimberni. E finalmente, con Necci sul ponte
di comando delle FS, l’operazione parte nel 1988.
Per gestire l’operazione viene costituita la società
T.A.V., in cui le FS entrano come soci di minoranza,
essendo ufficialmente la maggioranza in mano ai
privati. Le FS affidano in concessione lo sfruttamento
delle linee alla T.A.V., la quale di rimando affida
alle FS la gestione tecnica della realizzazione delle
linee e il loro futuro esercizio. Come gestore tecnico
le FS firmano un contratto in cui restituiscono alla
T.A.V. l’affidamento dei lavori; la T.A.V. subappalta
la costruzione a tre general contractors, FIAT, ENI,
IRI, di cui gli ultimi due al momento di concludere si
defilano lasciando il campo al ben noto gruppo di
Romiti e soci. Il quale subaffitta la progettazione a
Fiat Engineering e incarica una sua controllata, la
Cogefar – Impresit, di costituire due consorzi per la
costruzione delle linee. Vi sono anche altri consorzi
che entrano… lasciamo perdere. Tanto avete capito
poco, diciamo la verità. Se vi consola neppure chi
scrive ha mai capito esattamente come il tutto
funzioni, salvo il fatto che si tratta di un artificio
destinato a permettere l’appropriazione di denaro per
pure attività di transazione.
Prima di spiegare, aggiungiamo un tassello che
riguarda il finanziamento delle opere. Nella
architettura finanziaria prevista sulla carta, il 40%
della cifra veniva messo a disposizione dallo Stato a
fondo perduto più, in grazioso regalo, la direttissima
Firenze – Roma, già costruita vent’anni prima; il
rimanente 60% doveva essere reperito dai privati. Ma
nessuno presta cifre di decine e decine di migliaia di
miliardi ad una società, la T.A.V., con capitale di
appena 140 miliardi, perché manca qualsiasi garanzia
di restituzione. Qui è il colpo di genio. I soldi
saranno dei privati, almeno in parte, ma i loro
interessi e la loro restituzione saranno garantiti
integralmente dallo Stato (dal Tesoro), con solo
questa sottigliezza: che il pagamento degli interessi
verrà messo a bilancio, ma la restituzione del
capitale no, il suo inizio verrà rimandato di una
quindicina di anni, in modo da non sforare i parametri
di Maastricht. Chiamare privato questo finanziamento è
un volgare gioco di parole. E l’altro caposaldo della
presunta natura privata dell’affare, quello che
riguarda la composizione societaria della T.A.V., è
semplicemente falso. Fin dall’inizio la maggioranza
delle azioni è in mano alle FS, solo che la cosa è
mascherata tramite la partecipazione di una banca
interamente posseduta dalle ferrovie di stato. Il
rimanente è in mano ad altre banche. Di queste,
tuttavia, la stragrande maggioranza sono istituti di
diritto pubblico. Di privato vi è, sì e no, una
ventina di miliardi.
Eppure la natura privata dell’impresa è condizione
essenziale perché il tutto risulti formalmente
accettabile. Forse perché non più all’altezza dei
tempi, ma lo Stato liberale classico possiede alcuni
meccanismi di difesa contro l’appropriazione o l’uso
privato di denaro pubblico. Senza questa panzana del
privato, non sarebbe stato possibile né disegnare
questo incredibile garbuglio di società, buona parte
delle quali svolge semplicemente funzioni di
intermediario, né scegliere i general contractors, o
le ditte di progettazione, o quelle di consulenza e
costruzione, a trattativa privata, al di fuori di
qualsiasi meccanismo competitivo. Ma specialmente non
sarebbe stato possibile dilatare le dimensioni e i
costi del progetto senza alcuna analisi dei benefici
ottenibili. Ed anche questo è un aspetto essenziale;
serve a spiegare per assurdo la forza dell’impresa.
La straordinaria trovata di addossare i costi alle
generazioni future, ha aperto di fatto un pozzo senza
fondo. Di lì si pesca per coinvolgere partiti,
consulenti, chiunque esprima dubbi; per promettere
agli enti locali che devono acconsentire al passaggio
delle nuove linee faraoniche opere di compensazione,
per firmare impegni di qualsiasi tipo con la
tranquilla convinzione di non dover, a proprie spese,
mantenere nulla.
Fioriscono nuove figure professionali: Prodi viene
nominato garante, non si sa di che cosa, e retribuito
per questa sua misteriosa funzione; una signora di
nome Agnelli, la quale sa di treni più o meno quello
che chi scrive sa di sanscrito, entra nel comitato che
deve studiare il difficilissimo problema dei nodi
ferroviari; un istituto di ricerca privato, Nomisma,
di cui Prodi è stato fondatore – ci sembra di
ricordare – e sicuramente presidente del Comitato
Scientifico, riceve la modica cifra di 10 miliardi per
studiare l’impatto socioeconomico dell’opera. Ci
fermiamo qui, anche se potremmo andare avanti, nomi e
cognomi, per qualche decina di pagine. Se qualcuno non
ha ancora capito, non capirà mai. E’ che non vuole
capire.
Come abbiamo già ricordato, l’appropriazione di denaro
pubblico è una costante del normale funzionamento
dell’economia. Ma in questo caso non si può che
rimanere perplessi della copertura che l’operazione ha
ricevuto a tutti i livelli. Lasciamo perdere le
mazzette, l’argent de poche di Pacini Battaglia a
Necci o a sua figlia, la farsa insomma. C’è di peggio.
La costituzione della T.A.V. è stata autorizzata dal
governo e dal parlamento con decreto legge,
successivamente convertito; l’opera ha passato il
vaglio del Consiglio di Stato il cui presidente,
Giorgio Corsini, detto per inciso, è passato in pochi
mesi da presiedere il Consiglio a presiedere le FS – e
dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
lo schema di restituzione ritardata dei prestiti,
quella specie di gioco delle tre carte su cui si basa
il carattere privato del finanziamento, è stato
inserito in dispositivi di legge; i sindacati
confederali si sono schierati a corpo morto in favore
del progetto. Per arrivare al dunque, è accaduto che
le dimensioni dell’affare sono state tali da
coinvolgere, salvo rare eccezioni, tutte le forze
organizzate in qualche modo capaci di influire nel
processo – con l’eccezione di Rifondazione Comunista e
dei Verdi, i quali almeno formalmente si sono opposti.
Ma sul carattere di questa opposizione si possono
avere ampi dubbi.
Concludo con qualche osservazione sulla natura di
questo imponente schieramento, a cui concorrono i
grandi gruppi economici e finanziari, i partiti
politici, i sindacati confederali, la delinquenza
organizzata. Non vorrei generalizzare troppo, ma
l’affare del secolo ha caratteristiche troppo
illuminanti perché uno non si faccia delle opinioni.
Sui così detti poteri forti non credo vi sia molto da
dire; il loro ruolo è del tutto evidente. Mi limito a
notare che tangentopoli non li ha affatto danneggiati,
al di là di qualche condanna ininfluente. Anzi, nel
generale sconquasso della politica, sono arrivati nei
posti di comando direttamente i loro uomini. I partiti
hanno subito qualche sconquasso con la stagione di
tangentopoli, ma hanno conservato un forte potere
contrattuale. Rappresentano infatti un anello
fondamentale del processo di appropriazione, poiché
controllano il meccanismo elettorale: hanno quindi, in
ultima analisi, le mani sul rubinetto del denaro
pubblico. Le indagini di Di Pietro li hanno tuttavia
costretti a raffinare i metodi; le borse
ventiquattrore o le scatole di cioccolatini si sono
rivelati di colpo strumenti alquanto rozzi per la
circolazione del denaro. Questo ha portato ad una
forte accelerazione di un processo già in atto, il
fiorire di attività parallele: studi professionali,
società di progettazione, enti precipitosamente
privatizzati, collocati in gran parte nel settore dei
lavori pubblici, e tutti apparentemente clienti del
partito. Tuttavia è molto probabile che i clienti
siano oramai divenuti padroni, se non altro a causa
del trasferimento massiccio di persone dalla sfera
partitica a quella, almeno ufficialmente, privata. I
partiti sembrano essere poco più che scatole vuote la
cui funzione è la cattura del consenso elettorale, con
tecniche professionali di vendita dell’immagine. Il
che spiega, tra l’altro, il carattere del tutto
trasversale dello schieramento che si trova dietro le
operazioni che contano, ed il balletto di
contrapposizione sui grandi temi istituzionali:
presidenzialismo, semipresidenzialismo, tre quarti di
presidenzialismo e un quarto di cancellierato.
Veniamo ora ai sindacati confederali. Vi è stato un
continuo trasferimento di dirigenti dalla struttura
sindacale a quella di FS, T.A.V., Metropolis; in altre
parole alle tante società costruite attorno al
progetto A.V. La cooptazione della dirigenza sindacale
nella élite al potere, che è tratto caratteristico di
questi ultimi venti anni, ha trovato il suo percorso
privilegiato nella formazione di queste società di
comodo, oltre che nell’invasione e nella
moltiplicazione dei ruoli di dirigente delle ferrovie
stesse. Inoltre, i sindacati confederali hanno goduto
di un vantaggio decisivo, nell’espandere la loro
influenza rispetto ad altri attori della partita. Pur
essendo di fatto protagonisti istituzionali, almeno
dall’82, dotati grazie alla concertazione di un
notevole potere di pressione o di interdizione su
eventi macroeconomici, non sono soggetti ad alcun
vincolo di legge, semplicemente perché questo loro
ruolo non era previsto nello stato liberale classico.
I loro uomini sono rimasti immuni da tangentopoli e
hanno invaso gli spazi che la procura di Milano apriva
nei territori della politica. Per intendersi con un
esempio, l’imprenditore Lodigiani ha confessato a Di
Pietro una lunga e dettagliata storia di tangenti
connesse con l’alta velocità. Tra quelli che avevano
battuto cassa figurava la CISL. Lodigiani dichiarò di
avere versato il denaro (100 milioni di lire, una
miseria) direttamente al segretario nazionale Sergio
D’Antoni. Di Pietro convocò D’Antoni per interrogarlo
e subito dopo lo rilasciò; il che diede il via ad una
memorabile conferenza stampa del sindacato, durante la
quale il vice di D’Antoni dichiarò l’amico Sergio
innocente, vergine e santo, oltre che assolto da ogni
turpe sospetto. Eppure il racconto di Lodigiani era
circostanziato, preciso, puntuale; non vi era motivo
di non credergli su D’Antoni, almeno che la sua
attendibilità non fosse contestata in blocco anche nei
confronti di tutti gli altri, numerosi e noti, tirati
in ballo. Cosa che non è affatto accaduta. Solo che
D’Antoni non rivestiva alcuna carica pubblica, e
quindi la donazione di Lodigiani figurava come un
affare tra privati, senza alcuna rilevanza penale. Di
Pietro lo aveva sentito solo come persona informata
dei fatti.
Infine, un accenno alla delinquenza organizzata. Con
questo termine intendo le organizzazioni che derivano
i loro proventi dal contrabbando della droga o dai
rapimenti, seguendo il criterio convenzionale che
classifica come persone per bene quelle che vendono le
mine della Valsella ai paesi in guerra, aggirando i
divieti internazionali con l’artificio della
triangolazione con un paese terzo. Tirare in ballo gli
spacciatori di eroina all’ingrosso sembra
un’esagerazione. Eppure l’inchiesta sugli appalti
dell’alta velocità sulla tratta Napoli – Roma ha
portato un agente infiltrato negli ambienti della
camorra a salire, gradino dopo gradino, una
inaspettata scala arrivando prima in alcune stanze
influenti della politica, e poi addirittura alle porte
del Parlamento. Con il relativo scandalo e
mobilitazione generale dei parlamentari per la
violazione dell’immunità, come qualcuno probabilmente
ricorda.
Il fatto è che anche in questo aspetto della vicenda
si incontra un dato strutturale. Il commercio della
droga è in grado di procurare un fiume impressionante
di denaro; ma per trasformare questa ricchezza sporca
in ricchezza rispettabile occorre farla defluire nel
fiume della finanza lecita, con qualche artificio di
copertura, una attività simulata. Il gioco dei noli
delle macchine movimento–terra, acquistate da queste
organizzazioni e affittate ai cantieri, è uno dei
mezzi più semplici ed efficaci per questa conversione.
Tra l’altro, e per qualche misterioso motivo, i nostri
legislatori hanno lasciato un grazioso buco, proprio a
questo riguardo, nella legislazione antimafia. Conosco
un signore che pensa che la cosa non sia casuale;
probabilmente è pazzo. Personalmente non so cosa
pensare; forse potremmo fare un sondaggio.
Claudio Cancelli
I dati e gli argomenti tecnici sono ripresi dal libro
“Alta velocità. Valutazione economica, tecnologica e
ambientale del progetto”. Quelli giuridici o
amministrativi da articoli di Zambrini e Marco Ponti e
dal libro di I. Cicconi “La storia del futuro di
tangentopoli” che consiglio a tutti di leggere. I
giudizi politici sono miei. Il signore pazzo è un mio
doppio che si fa vivo quando sono stufo di passare,
per amore di garantismo, da imbecille.
By sy.naptic on Dec 1, 2005
Ma perchè non te ne vai a fare in culo, brutto pezzo di merda che non sei altro. Sei un coglione cacasotto rompiminchia. Vai a combattere in Iraq o vai a lavorare nei cantieri tav, così magari sto sito di merda sparisce.
NO TAV-NO OLIMPIADI-NO DS-NO SUZUKI(O COME CAZZO TI CHIAMI)
Chiamparino è un coglione, per questo condividi tutto quello che ha fatto.
By antifa on Dec 1, 2005
antifatico…
By Suzukimaruti on Dec 1, 2005
Bravo e soprattutto simpatico.
Vorrei fare una precisazione per non essere frainteso: il fascista sei tu, per questo mi sono firmato antifa (potevo anche firmarmi anti-te).
Premetto che leggerò solo la risposta a questo post e poi non mi farò vedere più su sto sito di merda. Quanto mi piace insultare quelli come te, saputelli perchè borghesucci, ds perchè ignoranti.
NO TAV-ORA E SEMPRE RESISTENZA POPOLARE
TAV: amianto e uranio
Rischi di esposizione ad amianto e uranio
causati dai lavori di costruzione della linea ad alta velocità
30-05-2004 – Fonte: Medici di base Val di Susa
TAV/TAC: I PROGETTI
La RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha presentato, nel mese di dicembre 2003, il progetto preliminare della linea TAV/TAC per la tratta nazionale della Torino-Lione.
La tratta, da Settimo Torinese a Bruzolo, ha una lunghezza complessiva di circa 44 km, e prevede, rispetto al precedente progetto, una galleria unica da Grange di Brione a Borgone (galleria Musinè-Gravio) di quasi 23 km con il passaggio in galleria anche nella zona di Caprie.
Allo scavo principale andrebbero inoltre ad aggiungersi almeno tre “finestre di sicurezza”, ovvero gallerie secondarie in località Rivera, Caprie e Grangetta.
Per quanto riguarda invece la tratta internazionale, il progetto prevede il cosiddetto tunnel “di base” di 53 km, da Venaus a St. Jean-de-Maurienne.
L’AMIANTO
Nel gennaio 2003 un’equipe di geologi del centro di Geotecnologie dell’Università di Siena ha svolto, per conto di RFI, un’indagine finalizzata alla ricerca di amianto nelle rocce della bassa valle, con prelevamento di 39 campioni in 29 punti di osservazione, ubicati nel territorio compreso fra Grange di Brione e Condove. In circa la metà dei campioni esaminati è stata riscontrata la presenza di amianto in diverse forme.
Sulla base di questo studio RFI ha valutato l’estrazione di materiale roccioso contentente amianto: il volume previsto è di 1.150.000 metri cubi (per avere un’idea si pensi ad un grattacielo di base 50 per 50 alto 460 metri); è previsto che circa la metà (500.000 mc) di questo materiale venga stoccato in località Tetti S. Mauro (Almese); dal progetto non risulta previsto un piano di sicurezza che possa impedire la dispersione di fibre d’amianto durante le fasi di lavorazione e di stoccaggio.
IL MESOTELIOMA
Tra le malattie causate dall’amianto, il mesotelioma, tumore maligno della pleura, è sicuramente la più grave. Si manifesta dopo 15-20 anni dall’inalazione di particelle di amianto, ma ha una mortalità del cento per cento e conduce a morte in media entro nove mesi dalla diagnosi. Non esiste esposizione sicura, cioè non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale l’amianto sia innocuo. Nella nostra provincia si verificano ogni anno 5 decessi per mesotelioma ogni 200.000 abitanti: è una percentuale molto più alta rispetto a quella nazionale. Nel caso di una prolungata esposizione ambientale, come quella che dovrebbe derivare dalla movimentazione di più di un milione di tonnellate di rocce contenti amianto, i casi di questa malattia potrebbero aumentare di molto.
L’URANIO
Nel massiccio d’Ambin attraversato dal traforo sono presenti numerosi giacimenti di uranio, come documentato dal CNR fin dal 1965; per maggior precisione il materiale presente è pechblenda, forma notevolmente radioattiva; non è conosciuta per il momento una previsione di LTF (la società che gestirà la costruzione della tratta internazionale) sulla quantità di uranio che potrà essere contenuto nel materiale estratto (cosiddetto smarino): ben 15 milioni di metri cubi, pari a sei volte il volume della piramide di Cheope.
L’uranio si disperde nell’aria e può essere inalato, ma soprattutto contamina le falde acquifere e va ad inquinare i corsi d’acqua che possono essere utilizzati per l’irrigazione.
I LINFOMI
L’uranio, se inalato o ingerito, provoca contaminazione interna e può essere causa di linfomi. Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato un incremento di linfomi di Hodgkin nei militari impiegati in missione di pace nei Balcani ed esposti all’uranio impoverito: ben il 236% in più rispetto alla popolazione non esposta.
L’uranio che potrebbe essere estratto nelle nostre zone è notevolmente più radioattivo di quello impoverito a fini bellici.
CONCLUSIONI
La situazione che si prospetta per il nostro territorio è, a nostro avviso, estremamente preoccupante, tale da configurare la concreta possibilità di severi danni alla salute pubblica.
Come medici operanti in Val di Susa crediamo sia nostro dovere pretendere che siano attivate misure di sicurezza tali da impedire la contaminazione del nostro territorio.
By antifa on Dec 2, 2005
antifatico, ma il problema (sempre il solito, per altro) è che potevi firmarti con nome e cognome.
Forse ci facevi una figura migliore. (forse, neh)
E forse da fascisti (e codardi) è proprio difendersi dietro l’anonimato.
Insomma, per mandarmi a fanculo e incollare l’ennesimo volantino delirante potevi benissimo usare nome e cognome.
O forse ti vergogni così tanto delle tue idee da non firmarle.
Vedi tu.
By Suzukimaruti on Dec 2, 2005
Beh SUZUKI MARUTI, dicci qual’è il nome e quale il cognome?
By Finaly Doc Semi True Serg1 on Dec 7, 2005
Enrico Sola, da Torino. La mia identità è pubblica da sempre, sul blog: basta andare sul mio profilo di Technorati.
By Suzukimaruti on Dec 7, 2005
….A parte che la nostra Val di Susa, non è affatto bruttissima! Nessuno ti ha obbligato a venirci…sei assolutamente impreparato sull’argomento ALTA VELOCITA’.
Ma con gente come te..come si dice…risparmio il fiato.
Comunque ora e siempre…NO TAV-TAC…!!!!
By no tav on Dec 9, 2005
anonimo notav: non è che chi non la pensa come te è automaticamente impreparato, sai?
anzi, sono favorevole alla tav proprio perché mi informo della questione ormai da anni
confermo che trovo la valsusa bruttissima (questione di opinioni), non di suo ma perché è stata sventrata da un’autostrada indecente e – in cima – da decine di impianti sciistici a quota troppo bassa, che hanno preso il posto di intere aree verdi. In nessuno dei casi si sono segnalate proteste della cittadinanza locale, nonostante il palese attentato all’ambiente. chissà perché.
confesso anche che mi inquieta un po’ farmi contestare da sinistra (si fa per dire) da appartenenti ad una valle che – praticamente unica nella provincia di torino – elegge un parlamentare di forza italia e da sempre vota a destra. ciò non toglie che ci sono tanti valsusini stimabili, ma direi che sono tra quelli che qui dialogano e non espropriano il mio spazio per gli slogan.
insomma, hai fatto una pessima figura. ritenta.
By Suzukimaruti on Dec 9, 2005
Complimenti per il post Suzuki! E per l’assoluta coerenza e onestà intellettuale!
Personalmente seguo da pochissimo la questione No-TAv, e ancora non sono riuscito a farmi un’idea chiara. Spesso su temi delicati come questo ci metto molto tempo a vederci più chiaro, proprio per la difficoltà ad informasi adeguatamente scansando gli “slogan” di parte. Inutile dire che la cosa richiede una grande pazienza.
Per queto ti ringrazio per la brillante esposizine del tuo punto di vista. Cercherò di continuare ad informarmi meglio.
Un saluto
By abboriggeno on Dec 12, 2005
non sono d’accordo per quanto riguarda la tav perchè ognuno ha il diritto di essere ascoltato e di non essere manganellato dalla polizia. non sono stato a leggere tutto il ragionamento ma spero che nelle prossime elezioni la SINISTRA riesca a farsi valere e riuscire a mandar via berlusconi
By sirius_the_cicatrice on Dec 20, 2005
Caro il mio amico-di-sinistra-lettore-di-Lenin,
il tuo mi sembra più un esercizio di scrittura che non un’osservazione critica e circostanziata.
Ho letto con sincero interesse le tue opinioni sul movimento NoTAV, e a dire credo che lascino a desiderare.
A proposito dei “cretini notav” credo che dovresti leggere qualcosa in più rispetto a Lenin, magari qualcosa di tecnico e di politico scritto da tecnici e politici della Valsusa.
Ci sono diversi documenti, molto circostanziati; tra i tanti ti consiglio vivamente questo:
http://www.notavtorino.org/documenti/com-montana-27-2-04.htm
Quanto ai “cretini anti coca-cola”, invece, oltre al Bignami del perfetto marxista” che ti porta a scrivere frasi come “… mi inquieta il dilettantismo di certa sinistra”, ti consiglio di leggere il Manifesto di ieri (o forse è eccessivamente di sinistra???).
Non tanto per il Manifesto in sè, ma perchè a pag. 8 riporta la seguente notizia: “Università USA boicottano la Coca Cola”.
Se non hai avuto occasione di lefferlo non disperare, puoi trovare l’articolo all’indirizzo http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Gennaio-2006/art69.html
Magari, con un po’ di sforzo, capisci che non si tratta di un “atto di vetusto anti-americanismo”.
Concludo con una considerazione, fatta a freddo, dopo un paio di riletture del tuo post: ma sei davvero sicuro di essere “geneticamente” di sinistra?
Dal modo di scrivere ricordi Vittorio Feltri, … sicuro di non essere stato … adottato?
By piergiorgio on Jan 4, 2006
piergiorgio, fai conto che per un breve periodo della mia vita mi è pure capitato di scriverci(cose di poco conto), sul Manifesto.
Senza offesa, ma il documento che linki dal sito dei notav è una pura e semplice presa di posizione, non uno studio con tanto di dati e fatti
In compenso il presidente dell’associazione geologi italiani scriveva l’altro giorno al Foglio (ebbene sì, lo leggo) dichiarandosi sconvolto dal silenzio dei geologi italiani, che temono di dire la verità pro-tav perché rischierebbero di “bruciarsi” politicamente.
Non ho idea di cosa significhi ricordare che un’Università privata ha deciso di boicottare la CocaCola. La CocaCola Italia non sfrutta nessuno (almeno per quanto ne so). E boicottarla non incide sulla CocaCola della Colombia.
Figurati, non sono affatto contro il boicottaggio come strumento di pressione politica. Infatti, per dire, boicotto da sempre i prodotti israeliani.
Ma credo che il boicottaggio vada fatto con intelligenza e non sparando nel mucchio o direttamente agendo alla cazzo di cane contro “il simbolo” (quello lo facevano i brigatisti, o chi per loro).
E aggiungo: che equilibrio, che condotta, che stile adottare nel boicottaggio? Boicottiamo tutte le aziende che maltrattano i dipendenti o fanno cose sgradevoli?
Attenzione, perché è un’arma a doppio taglio. Si rischia di non poter più fare la spesa.
Cioè, siamo certi che se la Coca Cola non fosse la Coca Cola sarebbe boicottata per il fatto che maltratta gli operai in Colombia? (a parte il fatto già citato per cui la Coca Cola in Italia non ha nulla a che vedere con quella colombiana, ma tant’è).
E se boicottiamo la Coca Cola, perché non la Nike? E le multinazionali del tabacco, che alimentano i crimini, portano morte e sfruttano i minori? (mi auguro che tu non fumi altro che tabacco autoprodotto e autocoltivato, altrimenti addio coerenza…). E le sette sorelle del petrolio? Vanno boicottate, giusto? Mi sembra facciano peggio della Coca Cola. Quindi si va a piedi, non si prendono i mezzi pubblici (che usano la benzina o il diesel pure loro), ecc. E poi le canne? Non accetto moralismi da chi compra il fumo dagli spacciatori, magari minorenni extracomunitari. E così via.
Capisci la pericolosità di questo atteggiamento? Quando ci si ferma? Chi boicottiamo e chi no? Li boicottiamo tutti? Dimmi tu.
La mia critica è proprio questa: c’è la voglia di colpire il simbolo e un desiderio effimero di protagonismo, più che una reale strategia politica.
E infatti il tutto si rivela inutile.
Detto questo, piergiorgio, non mi sottraggo – da quando ne capisco di politica – dall’imperativo gramsciano di “capire” prima di “militare”. Non ragiono più per partito preso da ormai molto tempo. E cerco di capire cosa è più giusto e più ragionevole e utile alla sinistra.
Ci metto sempre un po’ a farmi delle opinioni, proprio perché prendo tempo per informarmi.
E se questo significa non andare d’accordo con la sinistra urlatrice che va dietro a chi grida più forte, poco male.
Non so certo qui a difendere la Coca Cola, anzi. Ma in compenso mi sento in dovere di gridare al lupo non appena vedo che certa sinistra fa danni, si perde in battaglie velleitarie e non capisce che per battere lo sfruttamento in Colombia ci sono strumenti efficaci a livello internazionale (sanzioni internazionali, ispezioni, leggi sul commercio, ecc.)
By Suzukimaruti on Jan 4, 2006
completamente d’accordo con te. Anche io sono di sinistra ma mi ritengo riformista e quindi sono a favore della Tav. Puoi dirmi anche dove posso trovare un sito web con le informazioni che smontano le tesi no-tav?
Ciao, sei un grnade!
By Rulle on Feb 9, 2006
Sono finito su questo sito per puro caso mentre cercavo altro… ma dopo averlo letto mi sento in dovere di risponderti, quale ValSusino vero che e’ nato, vive e morira’ in quella bella valle che tu ami denigrare.
Si vede che da queste parti ci sei passato ma non ci vivi, altrimenti non scriveresti tante scemenze sulla ValSusa e sui NoTav Valsusini. Purtroppo esistono ancora persone come te che categorizzano le persone a destra o a sinistra e che credono che le persone non abbiano un cervello e vivano solo per la politica.
Se tu venissi più spesso in ValSusa (e ci abitassi) scopriresti che qui l’alta velocita’ la vuole solo chi ci potra’ lucrarci (ben pochi) e che la strgrande maggioranza della gente e’ contro. Nel movimento NoTav ci sono persone di destra, di sinistra, apolitiche, giovani, anziani, persone di tutti i tipi e il movimento e’ tutto meno che politico o politicizzato (anche se ci sono tante persone a cui piace mettere i bollini rossi e neri sulle persone).
Modernizzati, impara a ragionare con la tua testa, e soprattutto parla di cio’ che conosci bene…
Sono NoTav. I motivi e’ inutile che te li spieghi, tanto se non li hai capiti finora non riusciro’ certo a farteli capire io. Non sono assolutamente ne’ di destra ne’ di sinistra. Anche se alcuni amano bollarci come stupidi e ignoranti, ti aggiungo che sono un ingegnere, non sono ne’ stupido ne’ “pecoraio”, e mi considero al di fuori e al di sopra di ogni idea politica. Giudico le cose secondo la mia coscienza, e non secondo i colori di una bandiera.
Ciao !
By Massimo on Feb 13, 2006
ma quanto sei disinformato da 1 a 10?? cretino sarai tu! massimo rispetto per chi boicotta la coca cola (indagata per l’uccisione di 9 sindacalisti colombiani) e massimo rispetto per i valsusini che la tav NON LA VOGLIONO.. ma perchè non vedi di fare un po di autocritica nei confronti di quel cazz di partito al quale ti accosti idealmente parlando(caso unipol per chi non lo sapesse)…non sono della val di susa ma chi cazz sei tu per dire che è brutta!! sei troppo ignorante veramente, leggi un pochino i giornali che ti fa bene! che ignoranza!!
By mmmmhh on Feb 13, 2006
Come elettore del centro-destra (mio malgrado), e come uomo assolutamente apolitico, trovo questa anilisi perfetta .
Quello che mi chiedo è semplicemente questo: ma siamo sicuri che questi 50.000 NO TAV siano davvero, poveretti, dei completi idioti che credono ai loro deliri?
Oppure sono semplicemente in cattiva fede? Non riesco a pensare che possano “davvero” credere a ciò che sostengono. Saperli semplicemente egoisti mi rincuorerebbe davvero.
By Kav on Feb 19, 2006
Mi scuso per il doppio post, ma ho riflettuto ora circa la questione dell’enorme quantità di Uranio che si troverebbe in val Susa…
Mi chiedo: perchè nessuno ha ancora pensato di aprire una bella miniera? Ci sarebbero vantaggi “sia microeconomici che macroeconomici” (per un economista leggere certi commenti è davvero esilarante…vorrei proprio sapere se chi usa queste “parolone” ha anche solo lontanamente l’idea di cosa significhino)
By Kav on Feb 19, 2006
Caro Kac, questa e’ la prova che spesso chi giudica dall’esterno lo fa senza essere sufficientemente informato sull’argomento. Non te ne faccio una colpa, ma prima di bollare le persone come in “cattiva fede” sarebbe opportuno addentrarsi meglio nelle cose, evitando guidizi superficiali basati spesso sulle opinioni altrui invece che su una sana e oggettiva conoscenza diretta dei fatti.
Chi da queste parti (in ValSusa) ci vive da anni sa molto bene che in zona Molaretto (sopra Venaus, vicino a Giaglione) gia’ esiste una miniera “esplorativa” scavata nel 1977 dall’AGIP per la ricerca di Uranio. La presenza di Uranio in tutta la zona dell’Ambin e del Moncenisio e’ nota da molti anni, fin dal primo dopoguerra e sia italiani che francesi hanno condotto piu’ volte ricerche a riguardo. Persino durante gli scavi effettuati per il recupero del pietrame necessario alla costruzione della Diga del Moncenisio e’ stato rilevato Uranio (materiale che e’ stato estratto al Moncenisio sulla via che porta al Lamet).
Il responso e’ stato che sono state trovate vene Uranifere ma non di dimensione sufficiente a uno sfruttamento minerario, ma non per questo non pericolose per la salute (tant’e’ vero che l’ingresso nella miniera e’ vietato per l’alta concentrazione di radioattivita’ che vi si misura all’interno). La presenza di Uranio non è una fantasia valligiana, ma è stata ben documentata sia dall’AGIP prima che dall’ARPA poi, oltre che da una non certo invidiabile percentuale di tumori gia’ superiore alla media nazionale.
Aggiungo… sotto le montagne del parco dell’Orsiera Rocciavre’ (per indenderci, dove si trova il Colle dele Finestre, orami diventata una epica salita del giro d’Italia 2005) esiste una miniera d’Argento sfruttata per anni. Fino a pochi anni fa era ancora possibile ancora intrudirsi all’interno (ora l’ingresso è stato sbarrato con un mucchio di terra). Dappertutto era possibile trovare pietre contenenti Argento in quantità notevoli, ben visibili. Io stesso posseggo alcune di queste pietre. Lo sfruttamento minerario pero’ non era piu’ conveniente perche’ le concentrazioni richieste sono superiori… ma non per questo l’argento la’ non c’è, anzi.
Questo per far capire che anche se la quantita’ di Uranio non e’ sufficiente per rendere l’estrazione mineraria economicamente vantaggiosa, non vuol dire che non c’è…
Se vuoi saperne di piu’, se cerchi su Internet puoi anche trovare parecchi documenti ufficiali a riguardo.
Il Vajont dovrebbe aver insegnato a tutti che bisognerebbe ascoltare un po’ di piu’ la voce di chi un territorio lo conosce bene vivendoci da generazioni rispetto alla “SADE” di turno che vede il profitto come fine unico. La LTF come allora la SADE pare non conoscere il significato della parola “dubbio”, sembrano avere tutti facili certezze, tecnici e politici (basta sentire le evoluzioni della S.ra Mercedes Bresso per rendersene conto)…
E ricordati che anche all’epoca, cosi’ come si sente oggi affermare da alcuni politici, si pensava che la tecnologia nella costruzione delle dighe fosse cosi’ avanzata da permettere una totale sicurezza dell’impianto, in fondo eravamo i migliori costruttori di dighe al mondo…
La storia evidentemente, ad alcuni, non insegna nulla.
Ciao, Massimo
By Massimo on Feb 27, 2006
Secondo me la coca-cola tu ce l’hai nel cervello al posto della materia grigia. Il rispetto innanzitutto, per le persone e per le idee e mi dispiace che ti definisci di sinistra, sono i sinistri come te che hanno rovinato e fatto scomparire la sinistra.
By Giuseppe on Feb 27, 2006
Forse i “no tav” che conosci tu sono tutti dei cretini. Può essere. Però i “no tav” che conosco io ce le hanno eccome delle RAGIONI per protestare… tu naturalmente avrai letto un sacco di documenti tecnici, suppongo, per essere così convinto delle tue idee. Intendo flussi di traffico, dati tecnici di esercizio dei vari tipi di ferrovia, costi, indagini geologiche, roba del genere. Perché allora non citi un po’ di dati, invece di offendere e basta?
Ovviamente già il fatto che tu dica “non si capisce bene cosa propongano di alternativo, ma si sa a cosa sono contrari” indica che non hai perso molto tempo a indagare.
I documenti che nomini mi piacerebbe conoscerli. Sul serio. Ti sarò eternamente grato se vorrai indicarmi (al mio indirizzo e-mail) quegli studi che provano che le proteste sono tutte sbagliate. Io conosco solo gli studi che provano il contrario, ma ho degli informatori di parte, lo riconosco. Mi interessa veramente, voglio sapere se mi prendono per il culo.
Di sicuro però c’è almeno un punto su cui sbagli di grosso. Dove dici che “il treno non inquina”. Forse non lo sai, ma il treno ha bisogno di una centrale che produca l’energia elettrica che lo fa muovere, e QUELLA sì che inquina. E nel caso del Tav, che richiede un sacco di energia, inquina parecchio.
By Giovanni on Mar 22, 2006
ma infatti, aboliamo l’elettricità e le centrali elettriche e alimentiamo tutto a benzina o gasolio, che non inquinano affatto…
(sul serio: ti rendi conto di quello che hai scritto?)
By Suzukimaruti on Mar 23, 2006
In Italia si produce il 70.5% dell’energia elettrica con centrali Termoelettriche che bruciano Gas Natuale (52.9%), Petrolio (19.3%), Carbone (18.5%) e altri Gas derivati (9.3%). Solo il 16.4% viene prodotto con centrali Idroelettriche, Eoliche, Geotermiche e Fotovoltaiche. Il 13.1% residuo lo importiamo dall’estero e viene principalmente prodotto con centrali Nucleari.
Quindi pensare che l’elettricita’ sia la panacea di tutti i mali e’ solo non vedere un problema spostato altrove…
By Massimo on Mar 30, 2006
e l’alternativa alla TAV proposta dai NO TAV esattamente sarebbe alimentata a…???
A pedali?
A remi?
Ovvero: prendiamocela pure con l’elettricità, ma poi?
Un’altra cosa sarebbe discutere seriamente di politica energetica, ma un dato è certo: meglio un treno elettrico che un’autostrada di montagna invasa dai TIR a gasolio.
Come sempre, la gente straparla.
Per questo mi lamento dell’impreparazione assoluta di certa sinistra.
By Suzukimaruti on Mar 30, 2006
L’impatto zero non esiste
Esistono solo impatti piu’ o meno rilevanti a seconda del contesto dove vanno ad agire e per capire se una tecnologia sia o non sia vantaggiosa dal punto di vista ambientale, oltre che una VIA bisognerebbe fare una LCA (analisi di lungo ciclo), per la quale esistono da anni software specifici
Non è esattamente vero che gli inquinanti da centrale termoelettrica siano paragonabili agli inquinanti da traffico veicolare, perchè i primi sono concentrati mentre i secondi no.E’ ben diverso avere una fonte inquinante concentrata, monitorizzabile e emessa ad alta quota, rispetto a una derivante da un flusso continuo “anarchico” e a livello terra
By spider on Mar 30, 2006
> Per questo mi lamento dell’impreparazione assoluta di certa sinistra.
Ti ripeto che sono apolitico, non sono nè di destra nè di sinistra, ma forse non leggi bene i discorsi altrui prima di rispondere.
La mia preparazione sull’argomento è fuor di dubbio visto che vivo dalla nascita nei luoghi del contendere e conosco bene la faccenda TAV fin dagli albori, quando la maggior parte delle persone che leggono adesso sito e questi post (te compreso) non sapevano ancora neanche cosa fosse il TAV.
> e l’alternativa alla TAV proposta dai NO TAV esattamente sarebbe alimentata a…???
> A pedali?
> A remi?
> Ovvero: prendiamocela pure con l’elettricità, ma poi?
Nessuno se la prende con l’elettricità, ho riportato solo dei numeri reali e verificabili, visto che spesso si parla di inquinamento qua e là, di energia pulita qua e là, di fonti rinnovabili qua e là, ma chi ne parla spesso non ha bene a mente quali sono i reali numeri di ciò di cui sta parlando.
L’alternativa al TAV è che è dubbia l’utilità della TAV stessa, la cui utilità è attualmente sbandierata solo con slogan e parolone anzichè da una vera analisi economica. Le analisi economiche serie sull’argomento dicono esattamente il contrario sulla sua utilità e una della motivazioni la puoi leggere in seguito su questo post.
> Un’altra cosa sarebbe discutere seriamente di politica energetica, ma un dato è certo: meglio un treno
> elettrico che un’autostrada di montagna invasa dai TIR a gasolio.
Tornando al motivo del contendere, che è il SI/NO-TAV e non l’utilità o meno dell’elettricità, forse non è ancora ben chiaro a te (e a molti) una cosa che media e politici evitano di dire in tutta questa faccenda sul TAV.
In tutta la fase progettuale del TAV non è mai stata prevista, e mai lo sarà, alcuna clausola, nè alcun accordo politico, nè di altro tipo che preveda una diminuzione forzata (e quando intendo forzata intendo obbligatoria e controllata) dei TIR in Valle di Susa o negli altri valichi montani. Tutto sarà lasciato al “libero mercato”.
Si possono dire mille cose a favore del TAV, come se ne possono dire mille a sfavore, ma quello che si evita accuratamente di dire è la dubbia competitività economica del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma.
Da alcuni anni è ormai attiva proprio sulla linea Torino-Modane la possibilità di trasportare i TIR su treno, anche se solo cisterne a causa della attuale dimensione delle gallerie che allo stato attuale non consente di trasportare TIR di altro tipo. Ebbene questi viaggiano per metà vuoti in modo permanente. Ho la ferrovia che passa a poche centinaia di metri da casa mia e questa cosa la posso verificare con i miei occhi ogni giorno. L’unico momento in cui hanno viaggiato pieni è l’anno scorso (2005) quando il Frejus è andato a fuoco ed è stato chiuso per mesi.
Questa non concorrenzialità non è certo dovuta a un paio di ore in più che la merce ci mette ad arrivare a destinazione, così come non è certo dovuta alla energia elettrica o al numero di locomotori di cui un treno ha bisogno per trascinarsi da Bussoleno al centro del Tunnel. Un TIR porta la merce direttamente dal mittente alla destinazione e lo fa in un tempo ragionevole. Un treno necessita di essere caricato, raramente un’azienda ha la ferrovia che ci arriva dentro, queste erano politiche di altri tempi (vedi FIAT, acciaierie…). Il treno trasporta la merce più o meno velocemente tra due punti (sinceramente voglio proprio vedere quante merci necessitano di essere portate così “in fretta”) e poi qualcuno le deve ricaricare e riportarle a destinazione.
In tutto questo trin-tran si finisce con avere tempi paragonabili e costi anche peggiori di un TIR. E questo lo dimostrano i fatti, non le teorie. Il trasporto su rotaia esiste da anni e la capacità delle linee non è certo mai stato un problema reale.
Ma questo non è l’unico motivo per cui lo stato evita l’argomento e non prende posizione.
Pensate a cosa succederebbe se dovessero dire a migliaia di autotrasportatori che all’apertura della TAV saranno senza lavoro perchè non potranno più transitare nei trafori. Pensate che gli autotrasportatori saranno disposti a perdere il lavoro in favore del trasporto su rotaia ?
Prima che a qualcuno venga in mente di dire che i TIR viaggeranno sui treni, ricordo che sulla TAV non ci viaggeranno i TIR, ma le merci e basta. Il TAV non è pensato per portare TIR, ma per portare vagoni merci.
Il TAV è tutto fumo degli occhi, solo che la gente non se ne rende conto, o non vuole rendersene conto…
Quando fai l’associazione diretta di SITAV=-TIR, oppure NOTAV=+TIR (tanto bella nelle favole e negli slogan…) stai facendo un’associazione che esiste sono nella testa di alcuni ma che mai si verificherà senza una legge dello stato ad hoc che non ci sarà mai.
> Come sempre, la gente straparla.
Per citarne uno che straparla, il signor Silvio Berlusconi a un Porta a Porta di qualche tempo fa, in uno dei numerosi dibattiti sul TAV, ha parlato del tunnel di Base di Venaus come del “Tunnel del Frejus” (citandolo più volte nella sua convinzione).
Bene, sarebbe opportuno che, se questo “signore” vuole fare l’alta velocità in Val Susa, propagandando a destra e a manca le sue ampie conoscenze dei plichi di carta presenti sull’argomento (parole sue), si studi almeno un poco di geografia spicciola e comprenda che il tunnel e Venaus si trova a oltre 40 Km dal posto che lui cita, noto ovviamente per un altro tunnel ferroviario e stradale di tutt’altra natura.
E con questo penso di aver reso bene l’idea della conoscenza delle persone che sono più direttamente coinvolte sull’argomento e da cui ci si aspetterebbe (vanamente) un minimo di serietà in più…
Concludendo, non pretendo che tu condivida le mie idee, io posso solo esporre a te e a chi legge conoscenze e fatti vissuti direttamente. Per il resto ognuno si farà la sua opinione, ma per lo meno avendo qualche tassello in più della pura propaganda politico-elettorale che si fa sull’argomento TAV in TV, Radio e Internet.
> Non è esattamente vero che gli inquinanti da centrale termoelettrica siano paragonabili agli inquinanti da traffico veicolare,
> perchè i primi sono concentrati mentre i secondi no. E’ ben diverso avere una fonte inquinante concentrata, monitorizzabile e
> emessa ad alta quota, rispetto a una derivante da un flusso continuo “anarchico” e a livello terra
Solo una risposta veloce su questa affermazione.
non ho mai visto centrali termoelettriche con camini che emettono inquinanti ad “alta quota”. A meno che per te sia “alta quota” una 40na di metri da terra… Gli inquinanti pesanti non vanno lontano e quelli leggeri vengono trasportati dai venti e/o riportati al suolo dalla pioggia.
By Massimo on Mar 31, 2006
essere valsusini non significa essere esperti di TAV, anzi. Mi sa che il rischio NIMBY è talmente alto da vanificare qualsiasi ragionamento.
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E poi ricordiamo – caro valsusino – che la Valle Susa ha votato in massa a destra, da sempre. Di fatto nelle ultime elezioni è stata un feudo di Forza Italia e della Lega. Cioè la TAV-brutta (cioè quella della destra, non discussa, non ecologica, ecc.) ve la siete voluta.
.
Questo è il rischio di essere apolitici (e io trovo abominevole definirsi apolitici, in primis perché è un’ipocrisia, visto che discutendo di TAV stai facendo un atto politico): si casca in mano dei primi che passano. E la valle ha espresso i suoi parlamentari: entrambi PRO-TAV e della Casa delle Libertà.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
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Detto questo, se la TAV fosse stata un’opera inutile sarebbe stata fermata dall’Europarlamento. Mentre in tutta Europa gli ecologisti la accolgono tra gli applausi.
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Io la penso come i Verdi francesi (che sono molto più seri dei Verdi italiani): sì alla TAV (fatta con cura per le popolazioni locali) e no ai piccoli poteri locali (per di più conservatori e di destra/leghisti come voi valusini), che fermano il progresso.
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La prossima volta votate meglio. Anche perché quando è stato fatto il vero scempio – cioè l’Autostrada – nessuno in valle si è lamentato. Sapete perché? Perché quell’autostrada deturpante che taglia la valle in due porta soldi a tutto l’indotto, porta i turisti e vi arricchisce. Mentre la TAV vi libererebbe dall’inquinamento dei TIR (perché se si fa la TAV si VIETA il traffico pesante in valle per legge), ma di fatto “salta” la Valsusa (passa quasi tutto il tempo in galleria: le polemiche sono pretestuose) e non vi porta grana.
E lo dico da ex NO TAV militante (complice una fidanzata dell’epoca, figlia di valsusini), che si preoccupava del problema ancora negli anni Novanta, quando la TAV era poco più che un’idea a livello comunitario. Poi man mano mi sono documentato e ho capito che la protesta anti-TAV è un’assurda messa in scena di una comunità locale destrorsa e filoleghista, finta-ecologista (di fatto la Valsusa è un cesso e la colpa è di chi l’ha cementificata: voi valsusini) e interessata solo al vile denaro.
By Suzukimaruti on Mar 31, 2006
> E poi ricordiamo – caro valsusino – che la Valle Susa ha votato in massa a destra, da sempre.
> Di fatto nelle ultime elezioni è stata un feudo di Forza Italia e della Lega. Cioè la TAV-brutta
> (cioè quella della destra, non discussa, non ecologica, ecc.) ve la siete voluta.
> Questo è il rischio di essere apolitici (e io trovo abominevole definirsi apolitici, in primis
> perché è un’ipocrisia, visto che discutendo di TAV stai facendo un atto politico): si casca in
> mano dei primi che passano. E la valle ha espresso i suoi parlamentari: entrambi PRO-TAV e della
> Casa delle Libertà. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
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Questo è il motivo per cui mi ritengo fieramente apolitico e al di sopra della politica. Proprio
perchè c’è tanta, troppa gente come te che categorizza le persone in questo modo : Se non vuoi il
TAV sei di destra, sei di F.I., se non vuoi il TAV sei di R.C. o Verdi e cosi’ via.
Smettiamola con queste cialtronerie…
Ma tu credi veramente che quando si è votato 5 anni fa l’uno o l’altro partito, l’una o l’altra
coalizione abbiano nominato la TAV in ValSusa nel proprio programma ? (Com’è invece di moda oggi
per rastrellare qualche voto qua e là).
Credi veramente che la maggior parte della gente lontanamente immaginasse che il Sig.Lunardi
sarebbe diventato ministro e avrebbe spinto così tanto per far costruire quel Tunnel alla sua
aziendina di famiglia ?
Suvvia siamo seri, viviamo un un mondo reale, evitiamo la fantapolitica e i castelli sulle nuvole…
Vorrei ricordarti che il progetto è stato portato avanti in modo operativo da questo governo solo
nel 2003 perchè frutto di grandi conflitti di interessi da parte di chi aveva il potere di decidere.
Prima era solo tanta carta straccia su cui si sono solo spesi quintali di soldi per anni e su cui in
tanti si sono riempiti le tasche… così come avviene per molti progetti in italia che poi restano
sulla carta…
Il fatto che in Val di Susa abbia vinto questo o quell’altro partito, questa o quell’altra
coalizione, alle politiche, alle regionali, alle provinciali o alle comunali (in cui comunque,
vorrei ricordarti, i risultati sono un tantino diversi tra loro) non vuol dire proprio niente.
Soprattutto quando si parla di un argomento specifico.
Queste associazioni mentali sono le stesse che hanno fatto persone al comando poco lungimiranti
che si sono ritrovate poi con questa patata bollente e sono state totalmente incapaci di gestirla,
tanto da dover “rinviare il problema” di 6 mesi per paura delle conseguenze politiche in vista
delle elezioni… eh Sì la propria poltrona è più importante di 1000 tunnel…
Io non voglio il TAV perchè sono capace di ragionare da solo senza bisogno che qualcuno venga a
dirmi come devo ragionare.
Spesso i più scaldati in politica sono persone che seguono pedestremente le idee politiche di un
partito, finendo con il condividere anche quello per cui non si è daccordo, solo perchè l’ha
detto il “leader”, il capogruppo, o il parlamentare di turno dell’uno o dell’altro partito.
A me sembra più una tifoseria da squadra di calcio che politica.
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> Detto questo, se la TAV fosse stata un’opera inutile sarebbe stata fermata dall’Europarlamento.
> Mentre in tutta Europa gli ecologisti la accolgono tra gli applausi.
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Ma per favore… Evitiamo di idolatrare l’Europa come la panacea di tutti i mali e colei che
tutto vede e tutto può perchè non è così nemmeno a casa nostra, figuriamoci per l’Europa.
Ti ricordo che l’Europa sul sistema dei trasporti ha solo un ruolo di coordinamento tra le nazioni
e non ha alcun potere esecutivo sulla realizzazione di opere pubbliche. Al massimo può offrire
finanziamenti. Per farti capire… il compito dell’Europa è quello ad esempio di cercare di evitare
che un stato faccio un’autostrada fino al proprio confine e oltre confine un altro stato decida
di farci invece una ferrovia… ma nulla più. L’Europa non ha mai forzato l’Italia nè altri stati
per avere una TAV tra Torino e Lione, l’Europa parla di ” potenziamento delle infrastrutture
stradali e ferroviarie esistenti, realizzazione di nuove infrastrutture e eliminazione di punti
di strozzatura con specifici progetti “. La capisci la differenza o te la devo spiegare ?
Il resto è il condimento inserito da chi in Italia vuole fortemente quest’opera per farci un po’
di soldi.
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> Io la penso come i Verdi francesi (che sono molto più seri dei Verdi italiani): sì alla TAV
> (fatta con cura per le popolazioni locali) e no ai piccoli poteri locali (per di più conservatori
> e di destra/leghisti come voi valusini), che fermano il progresso.
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Questa frase è il sunto di quello che ho detto prima.
Impara a pensare come te stesso non come altri.
Tu ragioni con la testa del partito o della sponda politica a cui credi di appartenere. Se loro dicono
Bianco tu pensi Bianco, se dicono Nero tu pensi Nero. E quando qualcuno non è daccordo che le tue idee
diventa automaticamente un “nemico del progresso” non semplicemente uno che non è daccordo con te…
Io sono un Ingegnere, in particolare un Ingegnere Informatico, l’Informatica che è da sempre stata
la mia passione e poi il mio lavoro… ti sembro veramente un “nemico del progresso” ?
In politica vale la pena scaldarsi solo ci sei dentro, ricordalo… loro sono pagati profumatamente
per litigare, tu lo fai gratis.
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> La prossima volta votate meglio. Anche perché quando è stato fatto il vero scempio – cioè l’Autostrada
> nessuno in valle si è lamentato. Sapete perché? Perché quell’autostrada deturpante che taglia la
> valle in due porta soldi a tutto l’indotto, porta i turisti e vi arricchisce.
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Perchè l’Autostrada era ritenuta da quasi tutti, io in primis, un’opera utile, e lo è ritenuta ancora
oggi. Ma tu ci sei mai stato in questa valle fino a 15 anni fa ?
Sai come erano le nostre due statali (la 24 e la 25) prima che fosse costruita l’autostrada ?
Credi che i TIR in ValSusa ci siano arrivati con l’Autostrada ?
Prima della costruzione dell’A32 i TIR transitavano tranquillamente sulle due statali, ed erano
migliaia al giorno come oggi.
Le condizioni del traffico locale erano disastrose… per andare a Torino si era costretti ad
attraversare le città di Avigliana, Alpignano e Rivoli. Una condizione quasi da terzo mondo.
Il Tasso di incidenti sulle statali causato dai mezzi pesanti era altissimo. Ogni volta che cadevano
due fiocchi di neve in media ed alta valle le statali venivano bloccate dal primo TIR che si metteva
per traverso, risultato, code per decine di Km, code che a volte arrivavano fino alle porte di Torino.
Per chi era costretto a viaggiare in macchina per recarsi al lavoro era un’odissea.
Ma poi di quale indotto parli? Dal punto di vista economico locale, hai mai provato a chiedere a Bar,
Ristoranti e affini cosa ha portato l’autostrada? Se prima era pieno di TIR che lungo le statali si
fermavano, ora con l’autostrada transitano direttamente senza più fermarsi. Lo stesso dicasi per i
“merenderos” del fine settimana.
E tu questo lo chiami indotto ?
Non si può certo dire che la TAV produca altrettanti benefici nè alla valle, nè all’italia, nè
all’europa, nè al mondo… ma di questo si può discutere per settimane…
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> Mentre la TAV vi libererebbe dall’inquinamento dei TIR (perché se si fa la TAV si VIETA il traffico
> pesante in valle per legge),
.
Ma tu che dici alla gente che “straparla” e che è “disinfomata” ti sei preso la briga di informarti?
Perchè se tu ti fossi informato meglio sapresti che non è mai stato neanche lontanamente presa in
cosiderazione l’ipotesi di fare una legge a riguardo, nè ora nè mai. E le motivazioni sono facili
da trovare, rileggiti il post precedente, anche se chi dovrebbe darle glissa l’argomento.
Lo stato attuale è che sarà “Il mercato” a decidere.
Così avremo in valle Treni e TIR.
Senza contare che ancora si parla del raddoppio del Traforo autostradale del Frejus… e questa
sarebbe una politica contro il trasporto su Gomma ?
Se chi ha il potere di decidere avesse avuto il coraggio di prendere una posizione chiara e netta
su questo tema, con azioni chiare, decise e “NERO SU BIANCO” con una legge ad hoc, probabilmente
oggi troverebbe una situazione molto diversa in ValSusa.
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> ma di fatto “salta” la Valsusa (passa quasi tutto il tempo in galleria: le polemiche
> sono pretestuose) e non vi porta grana.
> E lo dico da ex NO TAV militante (complice una fidanzata dell’epoca, figlia di valsusini), che si
> preoccupava del problema ancora negli anni Novanta, quando la TAV era poco più che un’idea a livello
> comunitario. Poi man mano mi sono documentato e ho capito che la protesta anti-TAV è un’assurda messa
> in scena di una comunità locale destrorsa e filoleghista, finta-ecologista (di fatto la Valsusa è un
> cesso e la colpa è di chi l’ha cementificata: voi valsusini) e interessata solo al vile denaro.
.
Queste affermazioni sono demagogiche, specchio del tuo modo di ragionare, offensivo nei confronti di
una intera popolazione, legato esclusivamente a luoghi comuni e mirato a fare una sterile politica di
basso livello. Far di tutta l’erba un fascio è sempre comodo.
Esprimi le tue idee ma abbi un po’ piu’ di rispetto per chi non la pensa come te.
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By Massimo on Apr 3, 2006
> essere valsusini non significa essere esperti di TAV, anzi. Mi sa che il rischio NIMBY è talmente
> alto da vanificare qualsiasi ragionamento.
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giudica le argomentazioni con argomentazioni, e non con pregiudizi.
P.S.:
Mi scuso per qualche errore di battitura nel post precedente ma ho scritto di fretta.
By Massimo on Apr 3, 2006
la ditta di scavo per la TAV è della moglie di Lunardi perchè c’è dietro Lunardi stesso, ovviamente. Pensar male? E di che? Lunardi è l’inventore del metodo di scavo ADECO-RS, uno dei più rivoluzionari al mondo, quindi non vedo perchè non affidarsi alla sua esperienza.
By gigio on May 17, 2006
mente la capocommessa dei lavori lato italiano e’ la CMC (Cooperativa Muratori Cementisti) di Ravenna.
stante al suo fatturato, la piu’ grande cooperativa (rossa) d’Italia.
nulla contro le cooperatve, sia ben chiaro.
sono una grande risorsa del paese.
ma questa composizione bipartisan degli appaltatori mi rende un po’ sospetta la convergenza bi-partisan degli appaltanti politici…
pensero’ male?
mah…
By marco.inge on May 18, 2006
> la ditta di scavo per la TAV è della moglie
> di Lunardi perchè c’è dietro Lunardi stesso,
> ovviamente. Pensar male? E di che? Lunardi è
> l’inventore del metodo di scavo ADECO-RS, uno
> dei più rivoluzionari al mondo, quindi non
> vedo perchè non affidarsi alla sua esperienza.
forse perchè proprio per evitare l’ovvio conflitto di interessi gli era vietato di prendere appalti per lavori in Italia ?
forse perchè per farlo si è avvalso di un doppio subappalto (strategia tipica italiana per aggirare le leggi) ?
non confondere l’esperienza con la furbizia…
By Massimo on Jun 6, 2006
ciao. io sono un “idiota” (perchè per te tutti coloro che votano Berlusconi sono idioti tout court) e devo dire che il tuo post mi è piaciuto molto:è scritto con la testa ,ben argomentato e con un’obiettività che farebbe molto comodo oggigiorno! continua così
saluti
p.s. l’idiozia è bipartisan,non trovi?
By marco on Apr 9, 2008