Ansia da sondaggio – aka le insegne luminose attirano gli allocchi
16 February, 2006 – 3:04 pmL’intenzione della destra è chiara: visto che in Italia è pieno di gente desiderosa di andare in soccorso del vincitore, l’unico modo per cercare di reagire allo svantaggio elettorale è proclamarsi vincitori, anche se non è vero. Magari qualcuno ci crede.
Il problema è farlo mantenendo un minimo di credibilità, contando che le agenzie italiane che erogano sondaggi danno la destra indietro di circa 4,5-6 punti percentuali rispetto al centrosinistra. E si sa che i sondaggisti hanno da sempre un debole per la destra e in particolare per Berlusconi.
Quindi è un po’ di tempo che Berlusconi ventila ma non fa vedere un misterioso "sondaggio americano" che darebbe la destra in vantaggio, seppure marginale.
Il resto dei sondaggisti dice che è impossibile, ma l’importante è dirlo. Il meccanismo è quello della self fulfilling prophecy (espressione che Berlusconi non riuscì a pronunciare durante uno dei suoi raid televisivi: ma si può farsi governare da uno che non sa nemmeno l’inglese? [vale anche per D'Alema, che però ha fatto un corso accelerato]). La strategia è quella per cui se gli italiani hanno abboccato al "contratto con gli italiani", possono abboccare pure a questo.
In ogni caso i risultati del sondaggio americano sono qui. Sulla serietà dell’agenzia americana che ha fatto il sondaggio basta farsi un giro su Google. Giusto per i pigri, ecco un link che la dice lunga: basta leggere il titolo, ma l’articolo per intero è meglio.
In compenso, per rassicurare gli animi di chi vuole che Berlusconi e soci siano solo più un bruttissimo ricordo, ecco una spiegazione matematico/statistica e – per quanto ne capisco (chiedo lumi a Delio, il mio matematico di fiducia) – affidabile del perché è impossibile che il centrosinistra non abbia una maggioranza al Senato (che è l’unica camera in bilico, vista la sciagurata legge elettorale che non garantisce esiti uniformi). Teoricamente le cifre non mentono, anche se possono essere usate per mentire.
5 Responses to “Ansia da sondaggio – aka le insegne luminose attirano gli allocchi”
Noi invece mentiamo, qualche volta, giusto per cazzeggiare
By Ed on Feb 16, 2006
stamattina Berlusconi per dare più autorevolezza al sondaggio ha tirato in mezzo Bloomberg, associandolo a chi ha fatto il sondaggio (non ho capito se come socio o come committente)…
Riguardo al link rassicurante: ma è così semplice e attendibile fare un pronostico matematico sull’esito elettorale?
By degra on Feb 16, 2006
degra: beh, il fatto è che le statistiche non possono oscillare più di tanto e di fatto questo sistema divide i seggi a metà tra uno schieramento e l’altro (in particolare al senato). Il margine di vittoria lì è dato dal fatto che alcune regioni sono sovra-rappresentate al Senato. E – grazie al cielo – sono tutte regioni ad alto voto a sinistra.
By Suzukimaruti on Feb 16, 2006
Al di là del singolo episodio del sondaggio, mi sembra – deformazione professionale
– che sia la strategia intera ad essere discutibile.
E dire che la questione Bush dovrebbe averci insegnato qualcosa: Rowe fece vincere il primo mandato all’attuale asino concentrando la strategia elettorale sui 4 milioni di indecisi.
Berlusconi va in TV e calunnia. E l’unione? Va bene ignorare le polemiche e concentrarsi sul programma ma l’avete provato a leggere ‘sto programma? 200 pagine. Non i 10 punti del contratto con gli italiani.
Purtroppo credo che in Italia siamo degli analfabeti politici, in generale. E l’unione questo continua a non capirlo. E mi sembra che quotidianamente faccia qualcosa per riuscire a perdere dei punti…
By Luca on Feb 17, 2006
Luca: sulle 200 pagine del programma sono d’accordo con te. Io non ci ho ancora provato a spararmi tutta la mappazza e certo è meno efficace di 10 punti 10.
Quanto alle calunnie: io ho guardato gli ultimi telegiornali e sono inorridita. Cioè se mi perdo qualche giorno di tg1 o tg2 poi il contraccolpo è traumatico: ormai siamo allo schieramento totale e con TUTTE le tivvu contro, non è facile rispondere alle calunnie.
Cioè anche se lo fanno le risposte si perdono poi nell’oceano di contronotizie che seguono.
By Pedro Almaviva on Feb 17, 2006