Liberalizzazioni – farmaci al supermercato: era ora!
4 July, 2006 – 1:55 amFrancamente l’esclusiva dei farmaci da banco alle farmacie non l’ho mai capita. Perché possono vendere solo loro le pastiglie Valda? Capisco l’antispasmina colica (pare che 4 pasticche sotto la lingua ti sballino per una notte intera: don’t try this at home), ma l’aspirina, il moment, il nimesulide proprio no…
Finalmente – con in verità la mia nemesi Livia Turco un po’ perplessa (a conferma che il provvedimento è giusto) – super- Bersani ha decretato che da adesso in poi i supermarket possono vendere farmaci da banco. E che i farmacisti si attacchino, dopo anni di privilegio e di monopolio su questi prodotti.
Pur avendo un caro amico figlio di farmacisti, non ho mai avuto molta simpatia per la categoria. Sarà che mi ha sempre fatto ridere quel loro comico indossare un camice bianco per conciarsi da dottori, quando in realtà non fanno altro che fare i commercianti, ma ho sempre percepito nelle farmacie italiane un sussiego inspiegabile, alimentato dalla venerazione che le vecchiette (immancabili in farmacia) hanno verso il farmacista: ai loro occhi una sorta di taumaturgo dai poteri illimitati.
Le nonnine vedono il santone, io vedo il commerciante. Anzi, il commerciante privilegiato, con l’esclusiva di migliaia di prodotti di cui noi esseri umani siamo assolutamente avidi: i farmaci.
E allora perché non vendere i farmaci anche al supermarket, di fatto riducendone i prezzi (con benefici per tutti), dovuti ad ovvie economie di scala?
I farmacisti – falsi come i loro camici – non dicono la verità (e cioè “con l’esclusiva dei farmaci da banco ci arricchiamo come dei nababbi, abbiamo fatturati miliardari e ci facciamo un motoscafo nuovo all’anno grazie ai vostri abusi di No Gas Giuliani, brutti flatulenti ipocondriaci che non siete altro”), ma fanno finta di preoccuparsi per noi: i farmaci al supermarket porterebbero molti cittadini all’abuso di farmaci, perché non più sotto il controllo dell’ “amico farmacista” (bleah).
Ovviamente le loro preoccupazioni assolutamente non interessate (…) lasciano il tempo che trovano. Il buon Bersani, infatti, ha pensato ad una norma intelligente: farmaci in vendita nei supermercati, ma attraverso un farmacista (assunto: niente precariato, con tanto di valorizzazione di chi ha studiato Farmacia o CTF, ecc.) che da dietro il bancone ti passa i farmaci e se ti stai per comprare 250 scatole di aspirina, ti ferma e rifiuta la vendita, come è suo potere.
Cos’altro possono dire? Niente: sono una categoria che si è fatta straricca con dei privilegi e che di fatto vive – come coi taxi – con una licenza ad uso familiare. Non a caso le farmacie sono a gestione familiare, nel senso che solitamente un farmacista lascia in eredità il negozio ai figli, che studiano Farmacia ed ereditano il ricchissimo business paterno.
Tra l’altro l’apertura di rivendite di farmaci da banco nei supermercati ha un vantaggio: dà una sponda lavorativa a chi fa studi in campo farmaceutico. Infatti, chi si laurea in Farmacia o CTF ora ha poche possibilità: o si mette a fare ricerca, o va a fare il commesso in una farmacia. (oppure, se è fortunato, eredita la farmacia del babbo e prenota la prima Porsche)
Insomma, il diritto ereditario sul business è un anacronismo inquietante, che fa schifo quasi come i famosi “giovani imprenditori” e la loro omonima associazione: quelli che ogni anno si trovano a Cernobbio e fanno un convegno dove parlano di successo di imprenditoria giovanile, ecc. e poi si scopre che sono TUTTI giovani imprenditori nel senso che hanno ereditato dal babbo o dal nonno fior di imprese. Son capace perfino io, così.
Anche in questo caso, non vedo come si possano muovere critiche al provvedimento. Anzi, è dà applausi: farmaci meno cari per tutti, più lavoro per chi ha studiato e un privilegio in meno per i farmacisti, che già sono monopolisti dei farmaci prescritti (e spesso fanno i loschi: non consigliano quasi mai i farmaci generici su cui guadagnano poco, preparano il doping per la juve e poi patteggiano ammettendo la colpa, ecc.).
L’unico dubbio – mi dicevano – sono le farmacie dei piccoli centri abitati (quelli più isolati): come faranno a sopravvivere? L’argomento è capzioso, visto che normalmente nei piccoli centri abitati (isolati) non ci sono ipermercati o cose simili. Per di più è risaputo che una farmacia vive e guadagna benissimo anche solo coi farmaci prescritti. Certo, il farmacista magari non si compra 5 Porsche ma solo una, ma non mi sembra un dramma, no? Nessuno qui impone un pauperismo veterocomunista per cui il farmacista deve guadagnare come un facchino, ci mancherebbe. Però se il mercato si moralizza e taglia certi picchi iperbolici, è un bene per tutti. Anche perché la ricchezza in eccesso, tagliata dai privilegi, non viene dispersa: viene ridistribuita dal mercato stesso su soggetti nuovi e diversi.
Detto questo, se si tratta di valorizzare le farmacie di montagna e quelle sulle isolette sfigate o in centri rurali dimenticati da dio, ha senso trovare dei modi per tutelare chi di fatto porta un servizio prezioso in angoli sfigati e commercialmente non appetibili. Ma sono eccezioni ad una norma per cui è utile trovare soluzioni straordinarie e personalizzate, non certo scuse per non applicare una sana norma liberale che aumenta la concorrenza tra soggetti.
95 Responses to “Liberalizzazioni – farmaci al supermercato: era ora!”
sono un farmacista, non ho la porsche, il farmaco da banco è un farmaco a tutti gli effetti, con pericoli di abuso ,infatti nei paesi in cui è anche fuori farmacia stanno aumentando le malattie iatrogene con aumento costi sociali e conseguente recente revisione delle norme. sarebbe stato sufficente che il prezzo lo decidesse il governo secondo la media europea. in questo caso il risultato sarebbe stato sicuro non al super con i prodotti civetta!
By gian piero gaja on Jul 4, 2006
Quoto in tot il tuo post. Una sola postilla, ovvero che sarebbe cosa saggia e giusta poter vendere i farmaci a dosi. Un esempio semplice semplice: una volta o due all’anno mi capita di avere bisogno di un’aspirina, e tutte le volte sono costretto a comprarne una confezione intera – che poi immancabilmente finisce in un qualche recesso di casa mia e viene ritrovata oltre la data di scadenza. Se si vuole combattere seriamente lo spreco – se non l’abuso – dei farmaci, questa potrebbe essere una politica sensata.
By hobosapiens on Jul 4, 2006
Caro Enrico, leggere le tue righe mi ha innalzato la temperatura di quasi 2 gradi. Infatti mi ritrovo a leggere un blog (molto letto per quanto ne so) dove il pressapochismo e il nichilismo è alle stelle.
Vado con ordine, “Francamente l’esclusiva dei farmaci da banco alle farmacie non l’ho mai capita.” forse perchè è appunto una farmacia e non un negozio di scarpe? Se ti sbagli a comprare una scarpa, non succede niente, la riporti al negoziante e te ne prendi una che ti va bene, ma se prendi un farmaco al posto di un altro, può farti male… ed è per questo che il farmacista è lì, per evirtare questo. Sarà forse che ho la FORTUNA di ereditare una farmacia da mia madre, sarà che non è prettamente il mio studio preferito e sono un po’ troppi anni che sono dietro ad esami difficili e faticosi che sto dedicando la mia via per portare avanti l’azienda di famiglia. Se tuo padre avesse una fabbrichetta di sedie, ti sembrerebbe giusto ereditarla? La farmacia che abbiamo in casa, caro il mio amico, l’abbiamo COMPRATA, ovvero abbiamo fatto un investimento molti e molti anni fa. Cosa che puoi fare anche tu con qualsiasi attività commerciale. MI sono stancato di leggere cose sui farmacisti, che cazzo ne sapete voi di cosa succede dietro al bancone? che cosa ne sapete della fatica, dei rischi che si corrono ogni ricetta che ci viene portata. che ne sai?
“I farmacisti – falsi come i loro camici -” falso ci sarai te. forse ti sfugge che in farmacia ci sono laboratori dove si fanno le preparazioni, e in campo farmaceutico e medico l’uso del camice è d’obbligo per legge. Solo commercianti? caro mio, io non so che scuole hai fatto, ma per diventare farmacisti devi superare un po’ di esami di tutto rispetto. negli ultimi 10 anni è cambiata la storia, è di molto!! altra cosa, quando sarai vecchio anche te e nessuna persona ti ascolterà più perchè ritenuto “inutile alla socità”, molte volte il farmacista che sa ascoltare e consigliare è la persona più vicina a te. molte volte chiamano prima il farmacista invece del medico, in quanto è l’anello finale della catena malato-farmaco. posso capire che tu sia contento della liberazione della vendita di farmaci, affari tuoi (vedremo se finirà come in america dove c’è un aumento esponenziale di patologie da abuso di farmaci da banco, informati prima di ritenere che una cosa che giova al tuo portafogli giovi anche alla salute), ma non ti passo il fatto di denigrare una categoria di professionisti.
“monopolisti dei farmaci prescritti (e spesso fanno i loschi: non consigliano quasi mai i farmaci generici su cui guadagnano poco”, prendi pure il farmaco generico, che non è uguale a quello “tradizionale”. Se prendi nimesulide non avrai effetti identici all’Aulin pur avendo il medesimo principio attivo, infatti la cinetica di rilascio è diversa (uso termini troppo tecnici? scusami, sai, ho studiato…). Il farmaco generico poi in Italia non va non per colpa dei farmacisti, ma della gente che è abituata a seguire più la marca che altro, la TV insegna.
mi fermo qui e mi scuso se sono stato un po’ aggressivo, ma proprio non sopporto discorsi generici senza un riscontro sul campo.
premetto ho una punto del 2004 e mia sorella una punto del 99 ammaccata e non una Porsche.
By Alessandro Venturi on Jul 4, 2006
Alessandro, capisco il tuo innalzamento di temperatura (vai di antipiretico!), ma il problema è che questa norma è sacrosanta, per il semplice fatto che il provvedimento di Bersani piazza un farmacista vero anche nei supermercati. Quindi non c’è nessun rischio in più per i consumatori. Cioè nessun rischio di abuso (anzi, gli stessi rischi di abuso che possono esserci ora in farmacia).
Insomma, porta tutti i benefici dell’assistenza di un farmacista abilitato, aggiungendo in più una sana liberalizzazione del mercato.
Tradotto in termini pratici: di cosa si lamentano i farmacisti?
Secondo me solo di una mancata rendita di posizione su cui hanno beneficiato per anni.
By Suzukimaruti on Jul 4, 2006
Alessandro a me nessun farmacista ha mai detto niente quando compravo l’aspirina. La chiedo, me la danno e finisce lì.
E per abusarne è sufficiente che entri in 4/5 farmacie diverse – nel mio quartiere ce n’è in abbondanza – e mi compri tutto il cacchio che voglio, sempre nell’ambito dei “fuori ricetta”.
Ecco che il mio vizio da farmaco dipendente (non il mio personale, intendo in termini generici) è bell’e accontentato senza dover prendere la macchina e arrivare all’ipercoop per farmi una pera d’aspirina.
Inoltre nei supermercati ci sarà un angolo dedicato ai farmaci con tanto di farmacista – uno di quelli che ha studiato, ma non ha i soldi per comprarsi una farmacia o una famiglia da cui ereditarla – che presiederà alla vendita.
Non ci saranno le aspirine vicine alla passata di pomodori Pummarò.
E’ una mini farmacia all’interno dei supermercati e con prezzi più ragionevoli. Tutto qui.
Il fatto che il nimesulide e l’aulin non abbiano lo stesso effetto a me non l’ha spiegato MAI nessun farmacista, lo sapevo già io perchè so leggere e mi informo.
Nessuno mi ha spiegato nulla niente. Anzi sono sempre io a chiedere “ha il generico?” e la risposta è “certo. Fa xx euro in meno” e non “ecco, ma sappia che non è la stessa cosa”. Si vede che non tutti i farmacisti studiano quanto te, immagino.
Ah e il fatto che l’anziano vada prima dal Farmacista – che NON E’ UN MEDICO – e poi dal suo medico lo considero un fatto aggravante, non un punto a favore delle farmacie.
Non siete medici.
E’ come se avessi problemi alla schiena ed andassi in un negozio di scarpe – magari artigianale, con tanto di laboratorio nel retrobottega – e chiedessi il paio che fa per me quando la cosa giusta sarebbe andare da un ortopedico e POI a comprare le scarpe.
Un’ultima cosa: l’aumento dell’abuso di farmaci non è dovuto alla SOLA libera vendita.
Abusare dei farmaci, imbottirsi di pillole ad ogni piè sospinto è un male dell’occidente, è un male sociale, non una conseguenza di una liberalizzazione.
La tua è un’equazione superficiale e pressapochista (le stesse critiche che muovi a questo post) soprattutto perchè l’abuso di farmaci si registra anche qui da noi in Italia (fior di servizi su quotidiani, magazine e tv news, non so se li hai mai letti/visti) ed è legato al disagio nei confronti del malessere fisico, all’impossibilità in certi contesti – lavorativo e purtroppo anche familiare – di mostrarsi deboli e in difficoltà.
Gli antidolorifici – quelli senza ricetta a base di ibuprofene o ketoprofene – sono fra i più abusati in assoluto. Ce ne sono alcuni in libera vendita che io non posso prendere perché mi danno una mazzata per giorni.
Non ho visto farmacisti stendersi per strada o incatenarsi ai pali per impedire alla gente di prenderne e di farsi del male, ho solo sentito il tintinnio del registratore di cassa e il rumore dello scontrino strappato e consegnato al cliente.
Hobo: il India lo fanno già. E pensare che è considerato un paese in via di sviluppo.
By Pedro Almaviva on Jul 4, 2006
@Suzuki: dalla risposta che mi hai dato si capisce meglio il tuo concetto di libero mercato, ma dal post che hai scritto, si legge più un tuo astio nel confronto del farmacista! Ed questo che mi ha fatto “scaldare”. La liberazione è una scelta presa democraticamente che posso capire ma, ovviamente, non condividere.
@Pedro: l’abuso lo si legge in una facilitata possibilità di fruizione. Se sei al supermercato, ci vai per la spesa e per gli eventuali farmaci, se vai in farmacia solo per i farmaci. ok? quindi non è da leggersi che si permette l’abuso, quello è possibile anche oggi, ma è una cosa contenuta all’interno di solo un’attività commerciale (la farmacia appunto). Se facciamo vedere i farmaci anche al supermercato, scatta quella molla consumistica del farmaco come se fossimo al discount. Ricordo anche che i prezzi non verranno così abbassati a discrezione del commerciante, in quanto il prezzo è impresso sulla scatola all’origine, quindi se c’è un abbassamento del prezzo per singola scatola, lo si potrà avere sia in farmacia che al supermercato.
Scrivi: “uno di quelli che ha studiato, ma non ha i soldi per comprarsi una farmacia o una famiglia da cui ereditarla”, sembra che ereditare una farmacia sia una colpa…. uno che eredita uno studio tecnico geometra, ingegnere, architetto, oppure un’attività di idraulico, imbianchino, edicola, fruttivendolo o quello che vuoi… non ha comunque ereditato un’attività commerciale come un’altra? Che cos’ha di così “mistico” una farmacia?
“Ah e il fatto che l’anziano vada prima dal Farmacista – che NON E’ UN MEDICO – e poi dal suo medico lo considero un fatto aggravante, non un punto a favore delle farmacie.
Non siete medici.” infatti, non facciamo ricette. ma un consiglio potrebbe essere quella anche semplicemente di prendere un placebo, mica vengono perché gli è esplosa una cornea.
MI accusi di aver scritto una cosa superficiale e pressapochista, mi dispiace contraddirti, ma io la vivo sulla mia pelle la quotidianità della farmacia e non saltuariamente come i clienti, quindi ti assicuro che vederla da un’altra visuale aiuta a capire meglio. Ripeto, io ho criticato il post in quanto puntava il dito sui “ricchi” farmacisti che sul fatto della vendita di farmaci da banco.
“ho solo sentito il tintinnio del registratore di cassa e il rumore dello scontrino strappato e consegnato al cliente”, in farmacia se lavori bene guadagni bene, perchè gli altri liberi professionisti non guadagnano bene? Potrei dire così anche del mio idraulico che va in giro in Mercedes, però sono affari loro… Liberiziamo l’ordine degli ingegneri e architetti, così anch’io posso costruirmi un grattacielo (esempio estremo ovvio).
By Alessandro Venturi on Jul 4, 2006
Alessandro: zero astio nei confronti dei farmacisti (anzi, ho qualche amico che lo è), ma molto astio nei confronti dei privilegi ingiusti di cui hanno goduto finora. E moltissimo nei confronti della categoria, nel momento in cui difende privilegi ingiusti con giustificazioni ben poco credibili.
Anzi, ti chiedo: nel merito, chiarito il fatto che il presunto abuso di farmaci non è un argomento evocabile, su che termini non condividi?
By Suzukimaruti on Jul 4, 2006
beh, a mio parere l’astio contro i farmaci c’è, ma non voglio contiunuare, altrimenti si finisce in un botta e risposta che non porta a nulla. ovviamente ognouno ha le proprie visioni.
tu dici privilegi ingiusti di cui hanno goduto finora”, non capisco proprio lo ritieni ingiusto. ognuno fa il mestiere che deve fare. il farmacista ha da smepre fatto farmaci e poi sono entrate le case farmaceutiche. è normale che i farmaci vengano venduti in farmacia. io personalmente ritengo i supermercati un po’ la rovina delle piccole attività commerciali, dal fruttivendolo, macellaio, piccoli alimentari e ultimo i farmaci…. ma questo è un discorso generico.
By Alessandro Venturi on Jul 5, 2006
alessandro: il problema è proprio il modello “negozietto vs grande distribuzione”.
Nell’interesse del consumatore, non è scritto da nessuna parte che il negozietto debba esistere, se il mercato globale moderno lo rende superato come forma di vendita.
Altrimenti con questo principio di tutela a scapito della concorrenza e dei consumatori se ne possono fare di tutti i colori.
Su questa linea di principio, allora, avrebbe senso mettere i dazi contro la Cina per fare un favore ai produttori del “tondino” in Veneto e ai cenciaroli di Prato, ecc. Cioè, insomma, drogare il mercato di privilegi ad hoc che minano tutta la concorrenza.
Invece io credo nel mercato: più libertà di scelta c’è, più il mercato è equo.
E se essere proprietari di una farmacia da domani non è più un business milionario ma è un lavoro che fa “solo” guadagnare decentemente, non ho nessun problema. Capisco che ti pesi, ma renditi conto che è più giusto per tutti.
La mia proposta è semplice: verifichiamo tra un anno se la farmacia di proprietà della tua famiglia è fallita oppure no (uso la tua come esempio, ma il discorso vale per tutti). La mia previsione è che guadagnerà – come tutte – qualcosa in meno rispetto a prima (non so quantificare), ma sarà comunque un bel business, che varrà la pena proseguire. Insomma, non vedo il fallimento alle porte (e non lo auguro a nessun farmacista tranne al farmacista del mio quartiere che preparava il doping alla juve)
By Suzukimaruti on Jul 5, 2006
oltretutto, quello di cui non si tiene conto è che se togliere privilegi a pochi fa bene al consumatore, fa bene anche ai “pochi”, in quanto anch’essi consumatori. Quindi il taxista risparmierà quando compra la macchina, quando trova i saldi liberi e quando compra il farmaco da banco al supermercato; il farmacista risparmierà quando prende il taxi, quando chiude il conto in banca e quando va dall’avvocato, ecc…
Se, e dico SE, il tutto va a buon fine, ne dovrebbero derivare vantaggi per tutti, anche per chi si sente, all’inizio, svantaggiato.
Un po’ come è successo per l’aumento dei prezzi (ma al contrario) durante il passaggio lira-euro: non ci ha guadagnato nessuno, perchè anche i commercianti sono a loro volta clienti di commercianti e anche a loro è toccato pagare il doppio dai loro “colleghi”…
By degra on Jul 5, 2006
caro suzuki mi sembra che tu sia un bel po’ invidioso. Sei laureato? Ti sei indebitato con le banche per comprare una farmacia? (banche=vere lobby). Sei solo un povero sfigato invidioso. io sono un farmacista giovane indebitato, ho il conto in rosso di 50000 euro un vitalizio da pagare e una porsche. Si chiama spirito imprenditoriale, certo che se perdi tempo a criticare non puoi fare niente altro.
Vedrai come sarai contento ad andare alla coop a comprare tutti i medicinali ( perchè è così che andrà a finire) tra 30 anni e vedrai quanto risparmierai.
p.s non e vero che ho una porsche ma appena me la posso permettere me la compro, d’altraparte penso che i dirigenti coop abbiano un bel po di soldi in più.
By guido on Jul 12, 2006
guido: sono un piccolo imprenditore anche io, da ormai 7 anni. Quindi conosco bene lo scenario e so che a lavorare in proprio si guadagna bene comunque e sempre.Soprattutto se non si ha concorrenza.
E mi chiedo come mai il mio macellaio non abbia l’esclusiva sulle bistecche (le vende anche il supermercato) eppure sia felicissimo del lavoro che fa, guadagni decentemente e conduca una vita serena.
E mi chiedo come mai questo paradigma non si possa applicare anche alle farmacie e a tutte le rivendite di qualsiasi genere. Davvero, da uomo di destra quale sei, non credo che tu sia contrario alla libera concorrenza, no?
Ma è un discorso vecchio: i piccoli bottegai abituati a non avere concorrenza, contro la grande distribuzione che invece campa di concorrenza (a volte spietata) e di fatto ha ridotto i prezzi al consumo, che in verità non è affatto in mano alla Coop, ma in gran parte alle aziende francesi (i vari Auchan, Continente, ecc.).
Alla fine la grande distribuzione dei farmaci da banco è assolutamente positiva, perché l’aumento dell’offerta riduce automaticamente i prezzi (è una naturale legge economica che funziona da sempre). E i negozianti-farmacisti continuano ad avere il privilegio di vendere in esclusiva i farmaci non da banco (con cui campano benissimo).
Come dicevo già ad un altro farmacista incazzato che scriveva qui, facciamo una prova: ci scrivi quanto fattura e quanto utile fa la tua farmacia attualmente e poi verifichiamo quanto ci perdi dal momento che i supermarket iniziano a vendere i farmaci da banco. La mia idea è che sicuramente la farmacia guadagnerà di meno, ma continuerà ad essere un business che fa guadagnare bene.
Cioè, i farmacisti da straricchi diventeranno solo ricchi. Il che mi sembra equilibrato. La straricchezza si deve conquistare con il merito e non con le rendite di posizione.
By Suzukimaruti on Jul 12, 2006
mi fanno veramente schifo questi veleni nei confronti delle farmacie.
la vogliamo smetter di pensare che la farmacia sia un pozzo di SAn Patrizio, che il figlio del titolare vada in giro col porsche( io ho visto più gli avvocati fare questo) o compri ogni anno uno yacth?? ma dove vivete e perchè poi SOLO CONTRO I FARMACISTI che si spaccano il culo 9 ore in piedi al giorno senza contare i turni festivi dispensando consigli gratis??
Nessuno si scandalizza della casta dei NOTAI professione del tutto inutile perchè potrebbe essere svolta da un qualsiasi avvocato o commercialista,o ufficio imposte, e il monopolio disgustoso??Anche con la liberalizzazione del notaio si risparmierebbe tanto ( ma tanto), ci sarebbero più transazioni economiche e non produrrebbe danno a nessuno ( tranne alle tasche dei notai plurimiliardari)
E del MONOPOLIO DEI MEDICI DI FAMIGLIA non ne parla nessuno ?? ci può essere un medico SOLO OGNI 1500 ABITANTI , guadagna 5000 euro al mese e lavora solo 3 -2 ore al giorno ( lavora poi!!! scrive ricette e esami al computer perchè in 2 ore con 1500 pazienti non ha nemmeno il tempo di dire buongiorno come sta??),
Perfare una ricetta si aspettano ore, ecco perchè poi la vecchietta và dal farmacista che è sempre disponibile e non stà coll’orologio a vedere i minuti.
perchè non liberalizzare la medicina di base?? Tanti posti in più per i tanti medici disoccupati!!
ma no tutti a scagliarsi contro la farmacia il mito della ricchezzza, andate a stare un giorno in farmacia e a contare alla fine , tra sconti, tasse, affitti, stipendi ai collaboratori quanto si guadagna realmente.
By rosi on Jul 13, 2006
e smettila SUZUKI di paragonare i farmacisti ai macellai ( con tutto il rispetto che ho per loro) hanno studiato 5 anni per poter dire quello che dicono quando qualcuno chiede loro” dottore ma questo farmaco lo posso prendere con quell’altro, lo posso prendere anche se ho l’allergia’ lo posso prendere prima di guidare la macchina, lo posso dare anche al bambino??” se sbagli risposta quella persona ce l’avrai sulla coscenza LO CAPISCI QUESTO ma tu sei analfabeta o cosa??
By rosi on Jul 13, 2006
e se le stesse cose me le dice un farmacista in un supermercato, è forse meno credibile?
certo, perchè a lui, che ha studiato 5 anni come gli altri, non rode di aver pagato fior di euro per una licenza di farmacista…
By degra on Jul 13, 2006
ma che cazzo c’entra anche un laureato in medicina è in grado di prescrivere farmaci ma non è pagato dal SSN anche un laureato in giurisprudenza può fare un trasferimento di proprietà anche se non ha lo studio naotarile, che c’entra ma perchè odiate i farmacisti?
By rosi on Jul 13, 2006
DEGRa parli di togliere a pochi per i consumatori, ma tu sai quanti piccoli commercianti sono andati a finire sul lastrico grazie alla grande distribuzione e tu che ci hai guadagnato???
Io ho visto intere famiglie di commercianti piangere essere disperate mentre non ho visto nessun consumatore contento dei prezzi malgardo la spaventosa concorrenza che fra l’altro ha dato la possibilità anche ai cinesi di occupare negozi di poveri italiani
che bello vero, che stato civile!!!
By rosi on Jul 13, 2006
e aggiungo: chi ha oggi la farmacia quasi sempre l’ha vinta a concorso non ha comprato la licenza!! Informati prima di parlare
e aggiungo che nessuno si laurerebbe in farmacia per fare il banconista in un supermercato, tutti quelli che si iscrivono a questa facoltà lo fanno perchè sognano la loro farmacia , poi non vincono i concorsi e si battono per la distruzione di quelle che ci sono….
By rosi on Jul 13, 2006
veramente mi sembra strano… come si fa a ridistribuire le farmacie per concorso? forse quelle comunali, che nessuno vuole perchè i comuni pagano quando vogliono… le altre farmacie, per la maggior parte, vengono passate da padri/madri a figli/figlie, visto che quasi tutti i figli di farmacisti fanno farmacia. Però ci sono anche laureati in farmacia che non hanno farmacie in casa, e devono fare i commessi nelle grandi farmacie altrui. E che differenza c’è tra fare il commesso (che significa prendere la scatoletta nel cassetto e porgerla al cliente come un qualsiasi commesso) in una farmacia di proprietà di altri, piuttosto che in un supermercato? Per il giovane laureato nessuna, anzi, magari visto che non ce ne sono milioni rischia pure di non essere costretto ad accettare una paga bassa a piacere del farmacista…
Io non odio i farmacisti, visto che non mi hanno fatto nulla, però non li vedo questi eroi nazionali che hanno la vita degli altri in mano come dici tu. Se è solo per quello anche i macchinisti delle ferrovie hanno la vita degli altri in mano e un loro errore o distrazione può provocare un disastro, ma non hanno una laurea e non guadagnano così tanto come un farmacista.
Per me categore lavorative di santi non ce ne sono: ognuno fa il suo lavoro ed è utile alla comunità. Sono a favore della grande distribuzione perchè per me rappresenta la comodità di poter fare la spesa in un solo posto una volta alla settimana, senza dovermi sbattere e spendere a far chilometri per passare da un negozio all’altro. Abito in un piccolo paese dove c’è solo un negozio che vende un po’ di tutto (ma ovviamente non può competere con i prezzi della grande distribuzione), una sola farmacia e una tabaccheria. Per comprare qualcosa di diverso devo fare 20 km: già che ci sono li faccio in direzione di un centro commerciale dove trovo tutto. È molto semplice, e il risparmio c’è, perchè anche all’interno della grande distribuzione c’è forte concorrenza, almeno qui, con 4 centri commerciali in un raggio di 30 km.
Hai ragione che molti piccoli commercianti hanno chiuso, ma la colpa è di come hanno cercato di sopravvivere: aumentando i prezzi. E io dovrei andare a spendere di più, ma soprattutto girare tutta la mattina per la città per poter far sopravvivere chi con la scusa dell’euro ce l’ha messa in quel posto? No, grazie! PErchè i signori si sono accorti di essere consumatori anche loro, e il triplo di quello che hanno guadaganto con i prezzi gonfiati lo hanno dovuto lasciare ai colleghi. E sì, perchè anche il macellaio va a comprare i vestiti, e li paga il doppio, il panettiere non vive di pane, ecc… E ora che si becchino le liberalizzazioni! E stai tranquilla che un farmacista sul lastrico non lo vedrai mai, (per fortuna, ci mancherebbe altro), ammenochè non sia incapace di gestire l’attività…
By degra on Jul 13, 2006
Tanta enfasi da parte di rosi, per un risultato semplice: fare del “benaltrismo”, cioè dire “ma perché iniziate da noi e non da altri?” (ottimo discorso per non cambiare mai niente).
.
Il fatto è che finora nessun farmacista titolare ha avuto voglia di dirci un singolo motivo per cui i farmaci da banco non dovrebbero essere venduti nei supermarket.
.
Anzi, un motivo lo hanno detto: “perché così guadagnamo di meno!”.
.
Chiarito il fatto che in un paese civile è il mercato e non lo stato a dettare chi ha successo e chi no, francamente a me che le farmacie guadagnino di meno non importa affatto: basta che non falliscano, visto che hanno in indubbio ruolo sociale.
.
Ed è esattamente qui che casca l’asino: questa riforma farà fallire le farmacie? Per quanto ne so io, assolutamente no. Saranno tutte coincidenze, ma conosco solo farmacisti (anzi, famiglie di farmacisti) che guadagnano decisamente bene. Ma bene bene bene. E ne conosco tantissimi (un paio sono anche amici).
.
E’ ovvio che con la liberalizzazione di Bersani le farmacie guadagneranno di meno, ma è giusto così. Finora hanno guadagnato anche (ma non solo) grazie ad un monopolio assurdo, che esiste solo qui (nel resto del mondo i farmaci da banco sono venduti nei supermarket e le farmacie non falliscono: come la spieghiamo?), quindi se fare il farmacista titolare prima era un business ultraredditizio, da domani sarà un bel business, che consentirà di vivere bene, magari con qualche soldo in meno.
.
Su altre cose – francamente un po’ deliranti – di rosi, potrei dire mille cose. Mi limito a far notare che:
1) il titolo di studio non è la condizione che misura quanto uno deve guadagnare (grazie al cielo). Fortunatamente sono le capacità, le attitudini e a volte il puro e semplice culo a determinare il successo. Bastasse aver preso il “pezzo di carta”…
2) quella sui cinesi è razzista ma bellissima: i piccoli negozi italiani chiudono perché i titolari “muoiono di fame”, schiacciati dalla grande distribuzione, e – orrore! – li rilevano gli sporchi musi gialli. Al che mi chiedo cosa hanno i cinesi più di noi, visto che riescono a far girare i negozi che gli italiani fanno fallire… Perché loro resistono alla grande distribuzione e i piccoli commercianti italiani no? (forse perché si accontentano di guadagnare decorosamente, senza arricchirsi notevolmente, come capitava spesso a chi aveva un negozio)
.
Chiudo questo pippone infinito con qualche domanda ai farmacisti:
1) quanto guadagna la vostra farmacia in un anno? Quanto incidono i farmaci da banco sui guadagni?
2) a parte i vostri mancati guadagni, che male fa alla società italiana la vendita di farmaci da banco nei supermercati, con un farmacista come banconista? (questo per evitare che usiate l’argomento fasullo dell’abuso di farmaci)
3) voi che siete più del mestiere, mi spiegate perché le farmacie nel resto del mondo non falliscono nonostante i farmaci da banco siano venduti nei supermarket?
4) avete mai sentito parlare di redistribuzione delle ricchezze sui basi più eque? E la parola “concorrenza” che effetto vi fa?
5) ma soprattutto, preferite la Cayenne o la Carrera Sport? (scherzo, neh!)
By Suzukimaruti on Jul 14, 2006
Nella piccola cittadina da cui provengo ci sono 3 farmacie e da 75 anni (3 generazioni) le famiglie che le gestiscono non sono cambiate.
Concorso ? Ma dove ?
By gareth jax on Jul 14, 2006
Buongiorno,
io ci lavoro con i farmacisti, e sono lacategoria peggiore che si possa vedere. Loro hanno la laurea (ma perchè, noi no?). Loro pensano alla salute del cittadino (e poi vedi che alcuni sono bravissimi e altri pessimi con tre SSS), loro sono il messia. Ma piantiamola! Loro sono commercianti o imprenditori come altri. Faranno i loro affari solo se li sanno fare e li faranno bene, e non falliranno. Per il resto, basta coi piagnisdei. A proposito…ma se uno è figlio di un imprenditore ed è uno stupido, cosa fa ?! Perde la fabbrica. E allora?! Ad ognuno le sue chances personali e Dio per tutti!
By Anna on Jul 14, 2006
Buongiorno,
sono una farmacista dipendente, mio malgrado sfruttata (devo accettare che mi venga retribuito meno della busta paga e devo effettuare i turni gratuitamente), non mi dilungo su facili giudizi sul decreto Bersani le cui risultanze mi sembrano ovvie: i consumatori sono aavvantaggiati, i farmacisti dipendenti sono avvantaggiati i farmacisti titolari guadagneranno circa l’8% in meno.
Mi chiedo e vi chiedo se posso aprire, nel paese di trentamila abitanti dove vivo, una sanitaria (sono proprietaria di un locale commerciale di 30 metri quadri)e vendere i farmaci liberalizzati.
Se la risposta fosse affermativa mi verrebbe da urlare una sola frase….viva Bersani!!!
By Giulia on Jul 16, 2006
….dimenticavo….nella mia ipotetica sanitaria di 30 metri quadri, se mi fosse preclusa la vendita promiscua di prodotti vari e dei farmaci liberalizzati…mi sarebbe concesso di vendere solamente i farmaci liberalizzati?
grazie a chiunque voglia illuminarmi in merito
By Giulia on Jul 16, 2006
come non detto…il problema è il seguente: non sopportiamo che i farmacisti guadagnino molto , quindi chi se ne frega di tutto il resto?’
-chi se ne frega che bersani stà strumentalizzando i consumatori per pagare la tangente alle coop che hanno fatto vincere la sinistra??
chi se ne frega se bersani si è alzato in piena notte ( quando era in atto un tavolo di concertazioni tra le parti) e ha fatto il decreto perchè ha chissà e quante pressioni dalla grande distribuzione, e non può aspettare ???
chi se ne frega se a bersani e alla sinistra non gliene sbatte un cazzo di far risparmiare i cittadini ( il risparmio annuo si aggirerebbe si e no sulle 100 euro a famiglia!!) perchè se così fosse rinuncerebbero ai loro tanti privilegi ( tra cui stipendi milionari)abbasserebbero le tasse o colpirebbero anche altre categorie ( vedi notai e medici) che sono però molto più rappresentate in parlamento??, CHI SE NE FREGA tanto basta che gli odiati farmacisti ( causa dei prezzi alti dei farmaci!!!) guadagnino meno!!!!
Come siete manipolabili dal potere!!! Non vi rendete conto che questo può essere solo il cavallo di troia , una volta entrati i farmaci da banco nella grande distribuzione si potrebbe andare avanti, facendo dei farmacisti tutti dipendenti degli ipermarcati portanto alla morte le farmacie come è stato fatto per le botteghe dei macellai dei fruttivendoli, dei salumieri ect. tutti assorbiti dal grande strapotere della distribuzione, dove tu entri per comprare un etto di pasta e te ne esci con 100 euro di meno perchè drogato da tutti i prodotti offerti..
Io sono figlia di commercinate è ho visto decimarsi i guadagni di mio padre ma non percchè abbia aumentato i prezzi, ma perchè come fà un piccolo dettagliante a competere con la grande distribuzione???Che potendo acquistare tonnellate di materiale può abbassare i prezzi perchè guadagna sulla quantita??
IL RAZZISMO CONTRO I CINESI si e allora? STANNO DISTRUGGENDO L’ECONOMIA ITALIANA, TUTTO QUELLO CHE SI VENDE IN ITALIA è PRODOTTO IN CINA , e come mai costa tanto meno ve lo siete mai chiesto?? Perchè il lavoro è sottopagato, c’è lo sfruttamento minorile le condizioni di lavoro dei cinesi sono disumane!!
i negozi dei cinesi, certo la loro merce la vendono a 2. euro ma vale 0.50 cent purtroppo la qualità italiana è maggiore e i negozianti non possono abbassare più di tanto i prezzi e poi avete mai sentito parlare della mafia cinese voi cari esterofili??
infine per Giulia, domandina?? perchè cara giulia ti sei laureata in farmacia?’ il tuo sogno era aprire una farmacia liberalizzata ?? schiacciata dalla concorrenza dei grandi magazzini?? dove devi lavorare tutti i giorni e senza ferie solo per pagarti l’affitto?? come fai ora con al tua bella sanitaria?’ che immagino sia sempre vuota perchè tanto gli stessi prodotti li trovi al supermecato a prezzi più bassi??’
pensa a qualche anno fà Giulia e poi rispondimi
By rosi on Jul 22, 2006
rosi, c’è una domanda che DEVO proprio farti: perchè noi dovremmo odiare i farmacisti?
Che poi si può anche rivoltare: perchè tu puoi permetterti di odiare la grande distribuzione e i cinesi, e ce l’hai con chi “odia” i farmacisti?
Ma soprattutto: non ti vergogni nemmeno un pochino di parlare di risparmio di SOLI 100 euro a famiglia, quando 100 euro in più all’anno farebbero comodo a molte famiglie?
Lo stesso dicasi per la grande distribuzione: perchè mai dovrei spendere di più e perdere ore a girare per negozi, solo perchè i poveri commercianti (che dall’oggi al domani hanno raddoppiato i prezzi) riescano a sopravvivere? Se permetti, visto che tu fai i tuoi interessi, io faccio i miei…
E i prodotti cinesi costano meno di quelli italiani sicuramente perchè sono di qualità minore, ma soprattutto perchè i prodotti italiani costano troppo per via dei marchi che non sempre sono garanzie di qualità.
I cinesi, quelli che lavorano in cina, non sono sottopagati e sfruttati più che gli occidentali, in proporzione: è il loro modo di lavorare. La manodopera costa poco perchè sono più di un miliardo, e se uno rifiuta un lavoro perchè lo stima sottopagato, ce ne sono subito altri mille pronti a sostituirlo. Quello è il mercato del lavoro in un paese che si sviluppa vorticosamente, non possiamo prenderlo come scusa per lamentarci, chiedere dazi e continuare ad aumentare i prezzi.
E poi, a proposito di grande distribuzione, ricordati che non esistono solo le coop (dalle mie parti non ce n’è nemmeno una), ma ci sono tantissime altre catene di ipermercati che non sono certo di sinistra, e molte nemmeno italiane, quindi vediamo di non fare di ogni erba un fascio…
By degra on Jul 22, 2006
Direi che i commenti di Rosi dicono tutto sulla protesta dei farmacisti: niente preoccupazione per i consumatori (impresentabile visto l’obbligo di vendita assistita nei supermarket), ma solo tutela di interessi corporativi e anti-mercato.
.
Insomma, ora le carte si sono scoperte: i farmacisti ci dicono “cari consumatori, continuate a pagare i farmaci cari, perché così noi non riduciamo i nostri guadagni di un singolo euro”.
.
E ovviamente noi consumatori mica chiediamo le medicine gratis e l’abolizione della proprietà privata, ma solo più mercato, più concorrenza e prezzi meno alti.
.
Alla fine, per il bene comune, è più importante garantire l’inattaccabilità della ricchezza – notevole – dei farmacisti (ricordo che rosi continua a rifiutarsi di dire quanto guadagna una farmacia in un anno, credo perchè se ce lo dicesse le rideremmo tutti dietro) o quella dell’intero popolo italiano? (a proposito: 100 euro di risparmio per ogni famiglia è più o meno come se si abolisse l’Ici x le famiglie, cari berlusconiani…).
.
Insomma, far ripiegare i farmacisti dalle Porsche alle Audi, preferendo garantire unm risparmio a tutta Italia, è scandaloso o è sano?
.
Ma soprattutto (rosi rispondi alle domande se vuoi onorare la discussione!): perché in tutto il mondo occidentale i farmaci da banco sono venduti nei supermarket e le farmacie prosperano lo stesso?
By Suzukimaruti on Jul 22, 2006
a voi dell’economia italiana che va a rotoli non ve ne frega niente vero??
non è risparmiando 100 euro all’anno ( con le quali una famiglia non si paga neanche il latte) che si aiutano gli a italiani.
Stiamo diventando una nazione povera dove non si produce più nulla dove tutto è made in china ( e che schifo giustificare lo sfruttamento della popolazione cinese dicendo , beh sono tanti è il loro modo di lavorare a noi che c’è frega!!) dove i negozi chiudono e si parla di intere famiglie al lastrico e voi che fate vi preoccupate di non perdere tempo a girare per i negozi, ma preferite andare nei grandi ipermercati dove ve ne uscite col carrello strapieno di cose che non avevate nessuna intenzione di comprare.
Io stò difendendo i farmacisti perchè la farmacia è una istituzione italiana che funziona e la sinistra vi ha preso per i fondelli dicendovi che se i farmaci costano molto è perchè non c’è concorrenza. Ma come siete ignoranti: non dipende dai farmacisti il prezzo dei farmaci ma dalle aziende. i farmacisti stanno lottando perchè i farmaci costino meno, ma al governo ciò non interessa deve solo assicurarsi l’appoggio delle grandi lobby economiche, ma voi polli non lo capite e credete che bersani non ha dormito la notte per fare il decreto per i consumatori, che grande uomo!!!!
negli altri paesei tutti i farmaci costano meno anche quelli venduti solo nelle farmacie perchè è inferiore il prezzo imposto dalle aziende produttrici lo volete capire???
basta vedere a cosa a portato la liberalizzazione della benzina!!! e della telefonia ect!! del gas e cos’ via.
finchè ci saranno polli egoisti come voi i potenti mangiasoldi potranno avere vita lunga.
poi vi scandalizzate del fatto che io sottovaluti il risparmio di 100 euro l’anno , e voi non vi vergognate a dire che non vi frega niente se tante famiglie che vivevano col commercio sono finite in povertà ?? Intanto voi non avete perso tempo a girare per i negozietti!!!
mi fate schifo è questa l’Italia di oggi , è questa l’Italia dove si considerano eroi i calciatori , miliardari mercenari e si getta fango sugli onesti lavotaori, dove ognuno pensa al suo orticello , fregandose se tutto il resto va in malora
per concludere una farmacia guadagna sulle 7/8.000 l’anno ma se ci paghi 3.000 di affitto come succede in città ditemi se è veramente un pozzo di San Patrizio.
Io ho risposto alle vostre domande, ma perchè non risponedte alle mie ora??
Come mai il governo non liberalizza i medici di base che guadagnano 5.000 euro al mese lavorando 2 ore al giorno ( così tutti i disoccupati in medicina potrebbero liberamente aprire l’ambulatorio) o perchè non liberalizza i notai( veri milionari), sai che vantaggio economico?? Non sarà mica perche non ha niente da guadagnarci????
By rosi on Jul 22, 2006
Diciamo che non sei proprio informatissima, e te la puoi ancora cavare a testa alta.
By fede on Jul 22, 2006
Insulti a parte: se una farmacia guadagna 7000 euro l’anno, io allora sono babbo natale. Giusto perché Repubblica riportava ben altri dati sul guadagno medio di una farmacia, qualche giorno fa. Immaginando che una farmacia media incassa non meno di 500 euro al giorno, fanno circa 11000 euro di incasso mensile (alla peggio), il tutto moltiplicato per 12 mesi. Da questo bisogna levare eventuali dipendenti e i costi fissi (affitto locali, se c’è, bollette, ecc.) e calcolare l’utile risultante dai margini sui medicinali.
.
Quindi anche un bambino scarso in matematica capisce che una farmacia fa guadagnare decisamente di più. Capirei gli 8000 di guadagno puro solo se nelle spese fosse conteggiato anche la (lauta) paga mensile che il farmacista titolare si versa ogni mese (e come lui eventuali familiari farmacisti). Quindi i 7-8000 sono solo un ulteriore guadagno oltre agli stipendi autoversati.
.
Insomma, rosi, la serietà di chi discute si misura da quanto è onesto nel discutere. Non ce la conti giusta.
.
Così come non ce la conti giusta sui prezzi dei farmaci: ovvio che il prezzo lo fanno le case, ma lo farebbero per forza più basso in un regime di concorrenza. Senza offesa, ma non siamo nati ieri e la legge economica della domanda e dell’offerta non è una novità. Ed è una legge che vale per le bistecche, per le medicine e per i servizi (come la telefonia: di quanto si sono abbassate le telefonate quando è finito il monopolio Telecom? Vi ricordate i prezzi astronomici delle interurbane e delle intersettoriali, che manco sapevi di farle perché erano numeri nel tuo stesso prefisso e dovevi sapere cosa costava caro e cosa no? Con la liberalizzazione del mercato i costi sono crollati).
.
Riguardo alla battaglia tra grande distribuzione e piccoli negozi (discorso che non riguarda le farmacie ma che tu butti nella mischia), fammi capire: dovremmo comprare a prezzi alti nei piccoli negozi, perché? Perché così i piccolio negozi sopravvivono? Per lo stesso motivo agli inizi del secolo bisognava comprare le carrozze e non le prime automobili così i produttori di carrozze sopravvivevano. Avevano ragione i luddisti, ai tempi della Rivoluzione Industriale a bruciare i telai meccanici a vapore…
.
Il fatto è che non è scritto da nessuna parte che i piccoli commercianti debbano sopravvivere per forza. Se il loro business non rende, chiudono. Dov’è scritto che fare il commerciante è un’attività a guadagno garantito?
.
Chi studia economia sa che il commerciante di zona è un anacronismo, per certe categorie commerciali tipo gli alimentari e gli household objects. Per capirci: i droghieri non esistono più, se non nei paesini. Così come non esistono più gli arrotini per strada: il mercato ha superato il loro ruolo. E non vedo perché lo stato dovrebbe garantirgli alcunché. Il mercato va avanti e chi non sta al passo si adegua.
In caso contrario, domani apro un negozio di ghiacciaie (le antenate dei frigoriferi) e mi incazzo perché la gente compra i frigo dalla grande distribuzione. E pretendo che la gente compri le mie ghiacciaie altrimenti sono tutti stronzi.
.
Riguardo alla grande distribuzione: credo che tu non la conosca bene. Primo: è un settore estremamente concorrenziale in cui i principali protagonisti sono aziende a livello europeo (le prime 3 come dimensioni sono francesi).
Secondo: in questo scenario la Coop è un player relativamente piccolo e concentrato in poche regioni (quelle centrali, perlopiù: in piemonte c’è ma non tantissimo).
Terzo: la grande distribuzione, essendo conorrenziale, fa prezzi bassi e c’è una guerra al ribasso, con ovvi benefici per i consumatori.
Quarto: è stato calcolato che i farmaci da banco venduti nei supermarket (tutti, anche quelli piccoli e non solo i megamercati) avrebbero già da subito un prezzo inferiore del 20% ed entro un anno potrebbero arrivare al 50% per alcune tipologie, tipo gli antiinfiammatori e gli antipiretici.
.
Un risparmio di 100 euro a famiglia è un dato medio, cioè ” spalmato” su tutta la popolazione. Ma questo vuol dire che tiene conto dei giovani (che hanno una spesa farmaceutica ridotta) e dei vecchi (che spendono mezza pensione in medicine). Quindi per una categoria debole come gli anziani il risparmio sarebbe molto più alto in senso assoluto e in senso relativo ai loro introiti.
.
Ma poi, insomma: 100 euro saranno pochi per te, ma dobbiamo proprio rinunciarci per darli ai farmacisti? E perché non ai vigili delfuoco o alla Caritas? O a me?
.
Vedi, se tu fossi onesta e ci dicessio davvero quanto percepisce la tua farmacia (stipendi dei titolari – tutti – + guadagno di risulta a fine anno), allora capiremmo se le farmacie falliranno con la vendita dei farmaci da banco nei supermarket o se semplicemente guadagneranno un po’ meno ma il loro business resterà redditizio e ambito.
.
Giusto perché farci credere che una farmacia rende 7-8000 euro all’anno (sarebbero 650 euro al mese: siamo seri!) è un insulto alla nostra intelligenza. Inizia a dire la verità, poi calmati (i tuoi commenti sono agitati, poco lucidi e si rivolgono ad un “voi” imprecisato e un po’paranoico) e prova a ricommentare. Ma non permetterti più di prendere in giro con cifre fasulle le persone con cui dialoghi. Almeno non qui nel mio blog.
By Suzukimaruti on Jul 23, 2006
all’anno?? ma ci vuole un intelligenza da nobel per capire che quella cifra è riferita al mese???
E? logico ! anzi l’ho anche gonfiata perchè il gudagno medio ( al netto degli stipendi dei collaboratori, ) è circa 5.ooo euro AL MESE ( quant un medico di base che però lo ricordo lavora due ore al giorno!!!) se a quella somma ci sottrai il costo del fitto del locale ( stratosferico!!!) e le spese luce riscaldamento ect vedi un pò quanto ti rimane
voi italiani siete rimasti agli anni 80 quando la farmacia era un pozzo senza fondo vi capisco!! Le percentuali di guadagno sui farmaci si sono drasticamente abbassate ( massimo il 10%) molti prodotti sono usciti fuori e in farmacia non si vendono più( latte per bambini, alimenti e prodotti prima infanzia, molti cosmetici ect) ma sull’uscita di questi io SONO PIENAMENTE D’ACCORDO e provo ribrezzo per quelle farmacie che hanno le vetrine da profumerie , io sono dell’opinione che in farmacia si devono vendere solo farmaci e ormai questo è l’orientamento dell’intera categoria anche su prescrizione dei dirigenti anzi ti dico di più i farmacisti hanno proposto al governo la revisione delle tabelle merceologiche cioè si sono offerti a rinunciare a tutto ciò che non è farmaco purchè appunto i farmaci restassero però in farmacia. e il governo non ne ha voluto sapere
infine ti dico che il sindacato delle farmacie ormai ha accettato la vendita dei farmaci fuori ed è grazie alle loro insistenze se ci sarà l’assistenza di un farmacista, aveva però proposto una distinzione tra i farmaci come accade IN TUTTE LE AlTRE PARTI D’EUROPA ma anche qui il governo non ne ha voluto sapere
infine forse voi non conoscete l’altro punto quello più spinoso del decreto bersani cioè la possibilità di creare catene di farmacie, e su questo punto il governo non intende mediare
se questa non è una guerra contro la farmacia non lo sò
volevo poi aggiungere che il farmacista non vende solo farmaci ma dispensa consigli in continuazione, che è una figura di riferimento sopratutto per i tanti anziani soli nella città e per TUTTO IL TEMPO CHE DEDICA ALL’ASCOLTO E AL CONSIGLIO NON E’ CERTO REMUNERATO.
A differenza del vostro caro medico di famiglia dal quale andate a fare file di ore per una ricetta ( ma di questo nessuno si lamenta) che poi quando ti riceve và di fretta e non ti ascolta nemmeno , spesso sbagla la ricetta e ci devi ritornare e tutto perchè dopo due ore deve chiudere l’ambulatorio tanto lo stipendio fisso gli arriva comunque anche se non fa un cazzo
e anzi nell’ultima convenzione ha avuto anche l’aumento per non sò cosa, ma perchè nessuno di voi interviene su questo!”
secondo voi il lavoro del medico di famiglia oggi è ancora così rilevente ( come era un tempo quando era davvero il dottore delle famiglie) da giustificare quei guadagni??
e il notaio??’ a che serve pagare onorari fantasmagorici dal notaio quando il trasferimento di proprietà delgli immobili lo si può fare al comune ??con l’assistenza di un qualsiasi legale???
Come mai questi soggetti non sono toccati dall’evoluzione ?? ve lo ribadisco perchè il governo non ha niente da guadagnarci chi gliela dovrebbe pagare la tangente la massa di laureati in medicina o in legge disoccupati???
By rosi on Jul 23, 2006
Rosi, abbassa la cresta. Tu hai scritto all’anno “per concludere una farmacia guadagna sulle 7/8.000 l’anno”.
Informati. Comincia con l’abbecedario, poi qualche giornale e infine leggiti il decreto Bersani, e noterai che le professioni con rendite di posizione liberalizzate sono notai, avvocati, architetti, ingegneri.
By paul on Jul 23, 2006
concordo con paul.
.
E aggiungo: rosi, prima di parlare verifica di sapere la differenza tra guadagno e ricavo, giacché non esiste da nessuna parte la voce “guadagno – affitto”.
.
E quindi dicci quanto guadagna all’anno il titolare di una farmacia, cioè il suo stipendio + quelli dei suoi familiari se vi lavorano, più gli utili netti complessivi a fine anno (cioè prendi il margine sul venduto a cui hai sottratto gli stipendi e gli togli anche l’affitto, le bollette, i dipendenti). Poi ci dici quanto fa.
.
Per me fa – come minimo – 5 o 6.000 euro al mese di guagagno puro (vado a spanne, ovviamente). Che è poi quanto dicono i giornali e più o meno quanto stimano le associazioni di consumatori.
.
E aggiungo che se sono 5.000 euro al mese, anche se calano a 4.000 non muore nessuno. Anzi, si riequilibra il reddito con altri negozi a gestione familiare.
.
Riguardo ai consigli del farmacista, li darà anche il farmacista obbligatoriamente assunto nei supermercati: cosa ci rimettono i consumatori?
.
Sul benaltrismo di Rosi, che consiglia a Bersani di occuparsi di avvocati, notai, ecc. non posso che aggiungere un clamoroso e gigantesco INFORMATI: sono esattamente le categorie privilegiate che sono state interessate dal decreto Bersani (non ti sei accorta che gli avvocati scioperano in questi giorni?).
.
E’ ufficiale che fare le liberalizzazioni in questo paese è difficilissimo: tutti sono attaccati con le unghie e con i denti ai privilegi. E ha ragione Battiato a dire che non c’è senso del pudore, visto che le categorie privlegiate difendono le loro rendite di posizione in modo sfacciato, senza vergognarsi neanche un po’.
By Suzukimaruti on Jul 23, 2006
ok ho fatto un errore di scrittura a scrivere un anno , comunque ribadisco a chiare letter il guadagno netto di un titolare AL MESE è SIMILE A QUELLO DI UN MEDICO DI FAMIGLIA solo che questo non lo dice nessuno con la differenza che il medico di base LAVORA NON 8 MA 2 ORE AL GIORNO!!!!!
AVETE ROTTO CON QUESTA STORIA DEI GRANDI GUADAGNI!!!
E INFINE IGNORANTI SARETE VOI , il decreto bersani non liberalizza i notai , ma ( altrimenti in italia ci sarebbe un pandemonio) ma toglie ai notai il passaggio di proprietà delle auto usate, tutto qui…per il resto continuerà a esserci un NOTAIO OGNI 5000 ABITANTI con guadagni tripli rispetto a una farmacia , ma anche di questo non dice niente nessuno
By rosi on Jul 23, 2006
Cioè confermi che un titolare di farmacia guadagna 7-8000 euro al mese? Ma fossero anche “solo” 5000, non è esattamente che va in rovina se i supermarket vendono i farmaci da banco.
Come volevasi dimostrare.
By Suzukimaruti on Jul 23, 2006
non capisci=???? i farmacisti non sono preoccupati per la riduzione del guadagno , ma per il fatto che questa potrebbe essere una miccia per stravolgere il sistema delle farmacie ( come è successo in america che ricordiamo ha il sistema sanitario più squallido che esista) che in italia sono il fiore all’occhiello della sanità
Non è la perdita del guadagno degli otc a preoccupare tanto è vero che i farmacisti sono d’accordo anche a svuotare la farmacia di tutto ciò che l’ha resa simile al supermercato, e anche perchè è abituata alla riduzione dei guadagni, per vostra conoscenza proprio in questi giorni sono stati abbassati tutti i prezzi dei farmaci etici, per cui la percentuale di guadagno si è assottigliata, ma i farmacisti non hanno detto nulla, come non chiedono nulla per i consigli professionali che elargiscono gratis, per il servizio cuf che è gratis ect , sono solo preoccupati che andando di questo passo il farmaco venga banalizzato e che la grande distribuzione si mangi le piccole farmacie come ha fatto con tutti gli altri negozi, solo che le farmacie sono un presidio sanitario importantissimo perchè non tutti sono giovani e hanno il tempo a disposizione per andare negli ipermercati e perchè per molti il farmacista di sotto casa è fonte di sicurezza E’ QUESTO IL PUNTO LO VOLETE CAPIRE??????
E COMUNQUE NESSUNO DI VOI HA ANCORA COMMENTATO SSULLA SITUAZIONE DEI NOTAI E DEI MEDICI DI BASE, VOGLIO SENTIRE COSA NE PENSATE.
By rosi on Jul 24, 2006
ripeto (ad nauseam): visti i soldi in ballo è assai improbabile che le piccole farmacie chiudano. In ogni caso a margine del decreto, Bersani ha detto che il ruolo delle piccole farmacie nelle realtà minori (campagne, zone impervie, isole, ecc.) sarà valorizzato.
Il tutto ricordando che le farmacie continuano ad avere l’esclusiva dei farmaci normali, che devono esse la loro naturale fonte di business: il resto è un plus.
D’altronde è assai probabile che in una zona impervia se c’è una farmacia, quasi sicuramente non c’è un megamercato.
.
Detto questo: ti sei lamentata dei mancati guadagni per 6 o 7 post e ora è cambiato il motivo?
.
Riguardo alle tue richieste benaltriste su notai, ecc: ovvio che approvo che i professionisti privilegiati siano oggetto di liberalizzazioni. Il bello di Bersani è che ha detto che questo è solo l’inizio e che rivolterà come un calzino l’Italia dei monopoli e dei privilegi.
By Suzukimaruti on Jul 24, 2006
inoltre non mi pare che la liberalizzazione vieti alle farmacia di vendere i medicinali da banco, come non vieta di vendere tutto ciò che non c’entra con la farmacia: profumi, cosmetici, spazzolini da denti, dentifrici, scarpe…
E sicuramente chi ha bisogno SOLO di un’aspirina non prende la macchina per andare al Carrefour, ma va in farmacia come finora, così gli anziani…
Per cui non vedo assolutamente nè una diminuzione drastica degli introiti della farmacie, nè la banalizzazione del farmaco, nè, tantomeno il rischio che pur di sopravvivere le farmacie debbano associarsi in catene o vengano fagocitate dalla grande distribuzione.
Riguardo ai guadagni, no comment: non pensavo nemmeno minimamente che fossero così elevati…
Certo, c’è chi guadagna di più, è pacifico, ma non penso che ci debba essere un ordine preciso per andare a “colpire” i privilegi e i privilegiati…
Sui medici di base sarebbe da fare sicuramente qualche taglio, soprattutto per il fatto che il medico guadagna un tanto per “assisitito” anche se l’assisitito non ha bisogno di lui, mentre sarebbe più giusto che fosse lui a dover presentare “il conto” al SSN alla fine del mese in base a quanti dei suoi assistiti ha veramente assistito.
Comunque, visto che è lui, e solo lui, che può fare prescrizioni mediche (e anche se le fa un collega, la ricetta deve firmarla lui, e se non è d’accordo, ciccia [come ha fatto il mio medico più volte]), penso che abbia qualche diritto in più rispetto ai farmacisti. Senza nulla togliere alla vostra ctegoria, è il medico quello che rischia di più se la prescrizione è sbagliata, voi non siete tenuti a sapere per quale malattia mi è stato prescritto un farmaco, e se il medico si è sbagliato, mica è colpa vostra…
By degra on Jul 24, 2006
anche i medici ospedalieri rischiano , ma guadagnano la metà!!1
i rischi di un farmacista sono elevatissimi: se sbaglia a leggere la ricetta ( es dosaggio ) cosa piuttosto frequente sopratutto prima quando tutte le ricette erano illegibili, e il paziente stà male LA COLPA è SUA , se alle 8,oo la farmacia non è aperta e qualcuno ha bisogno di un farmaco, rischia di grosso, se la ricetta è scaduta o se qualcuno chiede un farmaco senza ricetta dicendo che è urgente e poi stà male è lui che rischia.
per non parlare di tutte le complicazioni burocratiche che ci sono ogni giorno
ma voi in che mondo vivete????
By rosi on Jul 24, 2006
sì, ma detto questo, cosa cambia?
.
Cioè detto che il mestiere del farmacista non è come bere un bicchier d’acqua (e infatti lo fanno solo i laureati), non vedo cos’altro c’è da aggiungere.
.
Mi sembra un lavoro ultra-stra-mega ben pagato per le responsabilità che comporta. Se penso a chi guida i pullman o a chi fa il pilota di aereo, vedo più responsabilità e meno soldi.
.
Quindi, fare il farmacista è un lavoro invidiabile e presumo che molti metterebbero la firma subito per guadagnare 7-8.000 euro al mese con un lavoro che comporta un limitato rischio d’impresa.
.
Quindi 2: i farmacisti che si lamentano sono di fatto solo ricchi che cercano di difendere interessi corporativi basati su privilegi anacronistici.
.
Io nel dubbio boicotto le farmacie private già da qualche giorno, visto che hanno annunciato uno sciopero (illegale: lo ha testè detto il Garante) per il 26 luglio. Vado alla Farmacia comunale (ne ho 2 in zona) e invito tutti a fare altrettanto, fino a quando i vari satrapi non scenderanno a più miti consigli.
E’ anche un po’ ora che noi consumatori ci diamo una mossa, senza fare del consumerismo vuoto alla Nader, ma con un po’ di sana concretezza emiliana. Alla Bersani, appunto.
By Suzukimaruti on Jul 24, 2006
ah, guarda, suz, io non boicotto nulla per principio, ma si dà il caso che la mia farmacista sia in ferie da un mese e la farmacia (l’unica al mio paese) sia chiusa, quindi non ho scelte diverse dal non andare in una farmacia privata…
Comunque mi chiedo anch’io in che mondo viviamo, visto che non mi è mai successo di chiedere consigli in farmacia, nè di averne spontaneamente, di avere problemi di ricette sbagliate o incomprensibili (se ci vuole la ricetta e non ce l’ho, la mia farmacista mi dà il farmaco, poi passo dal medico a fare la ricetta, gliela porto e pago). In pratica non sapevo nulla di questo eroismo tutto italiano dei farmacisti in prima linea…
Ovviamente quelli privati, perchè quelli delle farmacie comunali saranno degli scansafatiche, no? Come quelli che venderanno aspirina al supermercato, visto che non sono stati capaci di comprarsi una farmacia in proprio e lavoreranno come dipendenti (cosa terribilissima!!) per tutto il resto della loro, ormai inutile, vita…
Che mondo difficile, che vita intensa…
By degra on Jul 24, 2006
degra: in verità i dipendenti delle farmacie comunali sono solo persone che si sono laureate in medicina ma non hanno avuto la fortuna di ereditare la Farmacia (e la Porsche) da papi.

.
In verità non vedo perché non dovrei chiedere consigli al farmacista del supermarket (anche perché è ovvio che i consigli li si chiede sui farmaci da banco, giacché gli altri sono normati dalla ricetta del medico e non c’è niente da chiedere), contando che finalmente potrei fare un viaggio solo e comprare i carciofi, i calzini e l’ibuprofene in un colpo solo, senza dover cercare parcheggio 3 volte, pagare 3 volte, firmare 3 volte la carta di credito, ecc.
.
Probabilmente è merito dell’effetto-Bersani, se la popolarità del nuovo Governo è alle stelle, in questi giorni (migliore risultato in assoluto da 10 anni) http://brunik.altervista.org/governo.html
By Suzukimaruti on Jul 24, 2006
basta non ho più voglia di parlare con voi.Siete del tutto ignoranti
per vostra informazione il comune ai concorsi si pappa il 505 delle farmacie a concorso sottraendola ai laureati, questo è giusto??
e poi io qui non stò parlando di eroismo di nessuno, ma ci sono professinisti che rischiando meno , lavorando meno ( i voastri amati medici di famiglia) e senza investire niente o poco guadagnano molto di più
se le farmacie hanno indetto un altro sciopero è perchè oggi per l’ennesima volta si sono andati ad abbassare le brache davanti a bersani che ha chiuso ogni possibilità di confronto
continuate a sostenenere questa dittatura …tanto vabbene finchè non saranno i vostri interessi a essere toccati senza posssibilità di dialogo, ma con imposizioni totalitarie.
e con questo concludo con gente come voi non si può parlare
By rosi on Jul 24, 2006
è bello farsi dare dell’ignorante da chi scrive sistematicametente “stò” e “stà” con l’accento.
.
rosi: non hai argomenti per difendere l’equa redistribuzione della ricchezza che sta facendo il Governo.
.
E meno male che i Comuni sottraggono fino al 50% delle farmacie per creare farmacie comunali (quelle che stanno aperte comunque, indipendentemete dal reddito prodotto e offrono un servizio pubblico anche nei comuni minori, ecc.).
By Suzukimaruti on Jul 24, 2006
ho solo un commento l’ultimo: idiota
By rosi on Jul 24, 2006
Il tutto era destinato a finire in vacca.
D’altronde l’insulto è il rifugio in cui ci si ricovera quando non si hanno più argomenti.
La prova del nove che le liberalizzazioni sono giuste.
By Suzukimaruti on Jul 24, 2006
beh, puoi sempre cambiare ancora una volta il titolo del blog: dopo suzikimaruti – coglione in tempo di elezioni, passi a suzukimaruti – idiota, per le liberalizzazioni…
così fai contenta la categoria dei farmacisti tutti
By degra on Jul 24, 2006
domani faccio un atto dadaista: invece che cambiare il titolo del blog, vado dal farmacista all’angolo e gli regalo un paio di euro, possibilmente quando la farmacia è piena.
E glielo giustifico così: “sa, mi è giunta notizia che faticate ad arrivare a fine mese con quei 7-8000 euro che riuscite a racimolare”.
Così lo spolpano direttamente gli anziani in coda (tutta gente da pensione minima, nel mio quartiere). Già mi vedo scene di rivolte, nonne che fanno espropri proletari di Voltaren, razzie di Zigulì, distribuzioni pubbliche di Maalox, ecc.
Perché se i nonni scoprono quanto scuce il farmacista dalle loro pensioni, mi sa che si incazzano sapendo che questo si prende pure il lusso di lamentarsi…
By Suzukimaruti on Jul 25, 2006
Ho letto solo ora questa edificante conversazione. Ma mandare a quel paese rosi prima ancora che aprisse bocca, no, eh? Sei troppo civile, Suz.
E’ per quello che ti stimo.
Ma a volte esageri
By regulus21 on Jul 25, 2006
RITIRO l’insulto e chiedo venia , ero veramente arrabbiatissima perchè ho l’impressione di combattere contro i mulini a vento.
quello che mi dispiace è il pregiudizio che avete contro questa categoria , ma non è colpa vostra è colpa del governo che vi ha fatto credere quello che a lui interessava che voi credeste.
per questo ( certo sbagliando ) vi ho dato degli ignoranti perchè purtroppo tanti come voi non sanno cosa c’è dietro alle losche manovre del governo e che ciò che preoccupa il farmacista NON E’ RIPETO IL FARMACO DA BANCO CHE ESCE , MA TUTTO QUELLO CHE QUESTO POTREBBE SCATENARE,
Partiamo dal fatto che la sinistra aveva parlato di decisioni prese in CONCERTAZIONE CON LE PARTI SOCIALI .Livia Turco ( che poi non ho capito che ruolo ha???) dopo che al suo diniego alla vendita extra-farmacia dei farmaci era stata bombardata dalla codacons, aveva indetto un tavolo di concertazione con le parti interessate, data la delicatezza dell’argomento
I farmacisti erano più che disposti a un dialogo per la riduzione dei prezzi , ma la notte un tal Bersani si è svegliato e come un ladro ha stilato il decreto all’insaputa di tutti
potete immaginare lo sgomento di chi si apettava una concertazione civile. non solo, ha detto che nulla di quello stabilito poteva essere modificato
Come mai , questo comportamneto??
Vi siete chiesti come mai con tutti i problemi che ci sono in Italia il governo per prima cosa si è preoccupato di liberalizzare i farmaci???
aggiungo i farmacisti stanno scioperando perchè vorrebbero che il farmaco da banco , se proprio deve uscire, sia venduto anche nei piccoli supermercati che non possono permettersi di assumere il farmacista è QUESTA LA MODIFICA CHE CERCANO , ma no il governo CHE SI VERGOGNA COME UN LADRO (pensate che ieri all’incontro con federfarma non si è presentato Bersani , ma un suo segretario ) ha fatto sapere che il decreto, stranamente aperto per i tassisti è blindato.
CIOE’ I FARMACI SI POSSONO VENDERE SOLO NEGLI IPERMERCATI CON L’ASSISTENZA DI UN FARMACISTA
Vi siete chiesti come mai??
Non avete capito che BErsani sta progettando una liberalizzazione a esclusivo favore della grande distribuzione?? Che se ne frega di quello che fà credere a voi cioè del risparmio ( le misure per abbassare i prezzi potevano essere altre) , visto che non solo i supermercati non saranno abilitati ma nemmeno i laureati potrebbero aprire un negozio di farmaci da banco..come invece accade in tutte le altre parti d’Europa.
E vi siete chiesti perchè si rifiuta di discutere con i farmacisti?? Perchè il suo ragionamento è privo di logica
Il suo obiettivo (condiviso con la grande distriduzione ) di cui lui è il braccio politico è quello di cominciare così per poi passare a vere e proprie farmacie supercommerciali contro le quali le farmacie private non potrebbero competere e voi non immaginate cosa significherebbe questo per tutta quella popolazione ( sopratutto anziani) che vanno ogni giorno in farmacia e che considerano la farmacia la loro seconda casa!!!! ( e non pagano i farmaci con la pensione vi posso garantire perchè i pensionati hanno l’esenzione)
pensateci bene prima di sparare contro i farmacisti e venerare bersani, non stà facendo nulla per i consumatori ( vedrete come aumenteranno le tassa,in più vogliono introdurre il ticket per i ricoveri ospedaliei ect) ma solo per se stesso che dovrà pagare la tangente alla grande distribuzione che si accinge ormai a diventare il vero MONOPOLIO italiano
purtroppo tutto questo non è conosciuto ai più e agli occhi della popolazione i farmacisti sono quelli che non vogliono ridurre il loro cassetto, ma se fossero dalla parte del torto perchè il caro ministro bersani rifiuterebbe di presentarsi agli incontri, sicuramente si vergogna.
chiedo ancora scusa per i toni , non è da me , ma è la rabbia accumulata in questi giorni dall’assistere impotente al modo subdolo in cui il governo sta rivolatndo la frittata
By rosi on Jul 25, 2006
post. aggiungo l’altro intento del decreto bersani è la costituzione di catene di farmacie , cosa devono fare i farmacisti privati di fronte a questo??
per informazione voglio poi aggiungere che eclusa la francia,la farmacia italiana ha il fatturato più basso d’europa dove i quorum sono elevatissimi , provate a dare uno sguardo alla situazione farmaceutica in europa e vedrete e …provate a leggere i cartelli che domani le farmacie affiggeranno sulle vetrine per giustificare lo sciopere e poi rifletteteci
By rosi on Jul 25, 2006
in realtà le farmacie italiane guadagnano il 30% in più della media europea.
By paul on Jul 25, 2006
http://www.galenotech.org/mercato2.htm
LEGGI
By rosi on Jul 25, 2006
Paul: appunto.
.
Davvero è ammorevole l’altruismo per cui i farmacisti scioperano incazzatissimi: lo fanno per tutelare i piccoli supermarket, che probabilmente non potrebbero permettersi di tenere il farmacista nel loro esercizio.
.
Dev’essere il primo caso di “solidarietas non petita”. Speriamo sia un modello futuro: magari domani i dipendenti di banca scioperano a favore dei postelegrafonici.
.
Tradotto in termini pratici: rosi, non ci prendere in giro! (e con te i farmacisti tutti). E’ ovvio che i farmacisti scioperano per ben altri motivi di tornaconto personale. Insomma, prenderci per fessi non mi sembra ragionevole.
.
Riguardo alla grande distribuzione, ripeto quanto già detto prima: non è un problema, anzi probabilmente è l’unica realtà che può far abbassare di molto i prezzi dei farmaci da banco, per la sana e vecchia legge della domanda e dell’offerta.
.
A parte qualche leghista, sono solo i bottegai che continuano ad avercela con la grande distribuzione. Che, ricordo, è iper-concorrenziale. (detto questo, esiste un apposito osservatorio asd hoc istituito dal primo governo Prodi per monitorarla ed evitare che i soggetti facciano cartello).
.
Continuo a dire: se la cosa porta benefici ai consumatori e non fa grandi danni ai farmacisti (ed è questo il caso), che male c’è?
.
Riguardo alle catene di farmacie: c’è una legge “geografica” che vieta l’eccessiva vicinanza tra farmacie, quindi che concorrenza temete?
By Suzukimaruti on Jul 25, 2006
ho cercato di farvi capire che l’interesse del governo è ben altro che quello che vuol fare apparire, ve ne accorgarete quando aumenterà le tasse e introdurrà i ticket per i ricoveri ospedalieri come intende fare
se i farmacisti stanno lottando ( e lo fanno per la prima volta dopo 36 anni, pur avendo avuto altre batoste che nessuno conosce, basti pensare che negli anni ?80 le farmacie guadagnavano il doppio) è perchè hanno paura che lo strapotere e la concentrazione dell’offerta della grande distribuzione possa distruggere le farmacie e non per falsa solidarietà ai supermercati ma proprio perchè capiscono l’incongruenza di un sistema che parla DI LIBERALIZZAZIONE E POI AMMETTE LA VENDITA SOLO NELGLI IPERMERCATI E LA PRESENZA necessaria DEL FARMACISTA CHE NON è PREVISTA IN NESSUN ALTRO PAESE EUROPEO.
E NON VENITEMI A DIRE CHE LO Fà PER OCCUPARE I LAUREATI ( PERCHè ALTRIMENTI NON POTREBBERO APRIRE DEI NEGOSI LORO DI OTC??) O PER TUTELARE LA SALUTE DEL CITTADINO!!!, MA LO FA’ PER far entrare IL CAVALLO DI TROIA , in MODO CHE POI DA QUELLO SI PASSI A VERE FARMACIE
COME AVRETE VISTO NEGLI ALTRI PAESI ( QUEL pAUL APPUNTO NON L’HO CAPITO!!) LA LIBERALIZZAZIONE è AVVENUTA IN ALTRO MODO: farmaci anche nei negozi e senza l’assistenza del farmacista.
questa stranezza è solo italiana è DIETRO C’è SICURAMENTE QUALCOSA.
INFINE TRA QUEI BOTTEGAI DI CUI TU PARLI c’era anche mio padre e con quella sua bottega ci ha fatto studiare , laureare e avere una casa , senza mai concedersi un giono di vacanza, ha vissuto nel e per il suo negozio e ora con quello che guadagna non potrebbe nemmeno pagarsi l’affitto del locale se non fosse suo
e di BOTTEGAI con famiglie a carico in italia ce ne sono tanti , ma tanti credimi….
By rosi on Jul 25, 2006
rosi: mettiti d’accordo con i tuoi rappresentanti di categoria, che per giorni si sono lamentati che vendere i farmaci da banco nei supermarket avrebbe portato all’avvelenamento dell’intero paese, perché la gente avrebbe finito per abusarne senza *la consulenza di un farmacista laureato*.
Per questo motivo c’è (ed è un bene) l’obbligo di avere un farmacista che ti dà i farmaci da banco al supermarket: per evitare che io entri e compri 500 scatole di Euchessina o mi auto-stronchi con 15 scatoloni di antidolorifici.
Francamente mi sembra un provvedimento assai di buon senso e assolutamente logico, in un’ottica di tutela della salute pubblica.
.
Tu dici che l’obiettivo del Governo prima o poi è far nascere nei Supermarket vere e proprie farmacie complete?
Se permetti, questa è dietrologia (o propaganda berlusconiana). Lo dimostra il tuo “DIETRO C’E’ SICURAMENTE QUALCOSA”.
Fino a prova contraria, un’affermazione simile non vale la carta (o lo spazio Web) su cui è scritta. Insomma, balle, congetture, fantasie, propaganda.
Se affermi delle cose, basati sui fatti (non pugnette!) o squalifichi la discussione. Le paranoie si esercitano su altri blog, qui si parla di politica.
.
Detto questo, lavorando di fantasia su un’ipotesi che riferisci tu ma che non ha alcun aggancio con la realtà fattuale, mi sento di dire che non sarebbe poi la fine del mondo se nei supermarket aprissero delle farmacie vere e proprie, così come ci sono i reparti macelleria, i reparti verdura, la gastronomia, ecc. Basta che ci sia sempre un’assistenza professionale e preparata. Perché per i salumi sì e per le medicine no? Cos’hanno i farmacisti titolari di farmacia in più dei salumai?
.
Lo stesso vale per la propaganda berlusconiana che fai – che vale come terrorismo psicologico – riguardo all’aumento delle tasse e ai ticket per i ricoveri ospedalieri.
In primo luogo, nel merito le due cose non sono affatto tabù (ma più che aumentare le tasse, si sta cercando di farle pagare a chi le ha sempre evase, come per esempio i commercianti [raramente i farmacisti, per i quali è difficile fare il nero: questo va detto]). Anzi, io sono assolutamente favorevole a mettere i ticket sanitari di ogni tipo per chi ha redditi alti: l’errore è metterli a pioggia, come fece il governo Berlusconi sulle prestazioni sanitarie (per cui la vecchietta da 700 euro al mese di pensione e il farmacista da 7000 euro al mese di guadagno pagavano lo stesso ticket, indipendentemente dal reddito).
.
In secondo luogo, di nuovo fai affermazioni basate su qualunquismi di parte (cioé, cose simili si leggono su Libero, su Il Giornale e sulla Padania [e misteriosamente non su “Lando Treppalle il camionista”, che ha lo stesso valore giornalistico) e non su fatti comprovati.
Il tutto con zero valore per la discussione.
.
Quindi, o discuti di fatti concreti, o ti rivolgi altrove, tipo quella paginetta del sito di Forza Italia dove i fans di Berlusconi mandano gli SMS. Lì il livello delle discussioni è adeguato e il tema più serio mediamente è “i comunisti mangiano i bambini” oppure “i cinesi ci portano via il lavoro”.
By Suzukimaruti on Jul 25, 2006
suzuki, credo che ora il tono offensivo lo abbia tu nei miei confronti.
le cose di cui io parlo non sono mie fantasie da incompetente di politica che osa discutere con un esperto come te, ma è quanto è risultato dall’ultima riunione di farmacisti tenutasi nella mia città dove erano presenti gli stessi rappresentanti che hanno parlato con bersani.
che tu poi sia sfacciatamente di sinistra e abbia un attegiamento reverenziale verso questo governo, buon per te ma non tutti abbiamo il posto fisso, non tutti siamo impiegati o operai o docenti o medici , ma molti sono imprenditori hanno rischiato fior di soldi per la propria impresa e non gioiscono certo del fatto che c’è chi la vuole distruggere.
certo il tuo è un ragionamento tipicamente comunista; tutti lo stesso reddito, tutti salariati, ma dovrebbe valere anche per chi ci governa allora metterei la firma anch’io per questa realtà , ma come tu sai bene ( visto che sei un politologo) questa è solo utopia.
tralascio l’affermazione che hai fatto circa la similitudine tra macellai e farmacisti ( ho capito bene che tu non sei laureato), anche per il rispetto che io ho per i macellai visto che provengo da una famiglia di macellai, e ti invito a essere più comprensivo anche verso le realtà che non ti appartengono personalmente, perchè sono convinta che se fosse toccata la tua categoria ( che non sò quale sia) tu non saresti tanto entusiasta. Con questo concludo davvero la discussione perchè credo si sia protratta anche fuori tema e sono sicura che non troveremo mai un punto di incontro, pertanto ti saluto e tolgo il fastidio augurandoti che questo governo non intacchi mai i tuoi ideali e ciò per cui hai lottato e sudato per anni
By rosi on Jul 25, 2006
rosi: quello che è emerso dalla riunione di farmacisti, se permetti, non è un fatto, ma tuttalpiù un’opinione paranoica che avete tirato fuori.
.
Per “fatto” intendo qualcosa di dimostrabile con prove documentali. Non è che se io e 5 miei amici siamo tutti convinti che Iva Zanicchi è un alieno del pianeta Djabame, lei improvvisamente si rivela in tutta la sua mostruosità verdastra e si presenta a “Una rotonda sul mare” guidando un’astronave.
.
Cioè, ti sfido a dimostrare con un singolo fatto (una dichiarazione di un diretto interessato, un testo non congetturale, ecc.) quanto affermi, cioè che il Governo vuole soppiantare le farmacie mettendo farmacie vere e proprie (quelle che vendono tutti i farmaci) nei supermercati.
Finora non ne ho trovato traccia, magari tu hai fonti migliori. Però dimostra quanto affermi, altrimenti non vale niente.
.
Altra dimostrazione del fatto che o leggi male o capisci male o sei troppo agitata quando affronti gli argomenti: ti sembrerà strano, ma come già detto sopra da ormai quasi 7 anni io SONO UN PICCOLO IMPRENDITORE (e non so quanto lo sia un farmacista, che tenderei a classificare tra gli esercenti). Piccolissimo, per carità, per di più faccio un lavoro d’agenzia, quindi senza grandi investimenti infrastrutturali. Ma ovviamente guadagno meno di un farmacista, ma decisamente molto di più di un impiegato. E trovo che sia giusto: rischio, devo vendermi e se sbaglio pago i miei errori in moneta sonante. Quindi percepisco più soldi in cambio di meno certezza sul lavoro (cioè un domani potrei fallire, il 27 del mese non ho la certezza dello stipendio, mi pago i giorni di malattia, ecc.)
Quindi conosco bene la cultura del rischio d’impresa, ma vorrei invitarti a considerare che il lavoro dipendente ha pari dignità. Lavoro ogni giorno con centinaia di “salariati” e da molti ho solo da imparare, visto quanto lavorano bene, con impegno, passione e innovazione.
.
Il tuo problema è di scarsa cultura politica ed economica: insomma, mi rendo conto che sto polemizzando con una persona la cui profondità di analisi socio-politica si ferma all’asilo e – cosa ancora più grave – agli anni Cinquanta.
.
Cioè, sono rimasti giusto quel sempliciotto di Berlusconi e qualche vecchia perpetua con le seconda elementare a pensare che la Sinistra voglia “distruggere l’impresa” (e magari la proprietà privata, sgranocchiando anche qualche minore nel frattempo).
Siamo seri, suvvia! Il livello della discussione è patetico, se resta sul tema “I comunisti mangiano i bambini e i preti”. Quindi o dibattiamo tra persone adulte, o mi fai perdere tempo. Sono convinto che puoi fare discorsi meno elementari (e sbagliati).
.
Lo stesso vale per la malsana idea del reddito identico per tutti. Ma dove diavolo l’hai sentita? L’hai letta in qualche programma di qualche partito politico?
Certo, all’ultimo dibattito elettorale Berlusconi (facendo una gaffe politica clamorosa) accusò Prodi di “volere che il figlio dell’operaio sia uguale al figlio dell’imprenditore”, ma se permetti mi sembra una cosa sana (e ti chiedo come si può pensare diversamente): i due figli devono avere *le medesime opportunità*.
.
Il discorso delle *medesime opportunità* è alla base del decreto sulla competitività di Bersani: mettere le imprese in grado di competere realmente (cioè senza privilegiati, monopolisti, licenziatari unici, ecc.), contemporaneamente dando un vantaggio ai consumatori.
.
L’impressione che tu sia poco lucida arriva nel momento in cui travisi completamente il discorso sui macellai, che è tuttaltro che offensivo (io adoro i macellai).
Ripeto il concetto: ma se non c’è niente di male nel fatto che i supermarket vendano la carne esattamente come la vendono i macellai, che male c’è se i supermarket vendono i farmaci da banco esattamente come li vendono i farmacisti?
Cioè, ripeto nuovamente il concetto, perché i farmacisti dovrebbero avere l’esclusiva dei farmaci da banco e i macellai non dovrebbero avere l’esclusiva della carne?
Forse perché i farmacisti sono laureati? No, perché se è così siamo alle comiche: ho già discusso in un altro post con un giovane avvocato che diceva che la società e il mercato devono premiare i laureati perché appunto si sono laureati. E il discorso fa talmente ridere (nel mercato la gente premia i più bravi, non i più “studiati”) da lasciare il tempo che trova. La meritocrazia si fa sul merito, non sui titoli acquisiti, che altrimenti provocherebbero altre rendite di posizione (e poi vuoi mettere le ingiustizie? Per fare i ricchi basterebbe avere i soldi, fare il CEPU e laurearsi? Lasciamo stare).
.
Vero, rosi, finiti gli studi non ho mai scritto la tesi in Scienze della Comunicazione e non mi sono laureato (e dubito lo farò nell’immediato futuro, meramente per scarsità di tempo e di assoluta non-necessità della laurea). In compenso – pun intended – scrivo in italiano corretto e non abuso di accenti non richiesti (quelli non imputabili a distrazione). Ti assicuro – e non lo dico perché non laureato, ma perché lo dimostra la vita di tutti i giorni – la laurea non certifica la qualità di una persona, tantomeno la sua professionalità. Insomma, la “bravura” nella vita si dimostra coi fatti e non con gli studi (che sicuramente la agevolano, ma non la sostituiscono). Anche perché – come dimostrato – esiste gente con la laurea che non scrive bene in italiano (e tanta altra che scrive perfettamente, ci mancherebbe).
.
In compenso alla fine del tuo ultimo commento scrivi una frase illuminante, che inquadra il problema. Dici, infatti “… se fosse toccata la tua categoria (…) tu non saresti tanto entusiasta”.
Ecco, la differenza è tutta qui: la mia categoria (cioè la piccola impresa nel ramo dei servizi) è una delle più toccate. Paghiamo molte tasse, siamo oggetto di studi di settore ogni anno e con buona probabilità il Governo ci toglierà alcuni privilegi e regalie che il governo Berlusconi fece per meri fini elettoralistici. Per esempio con la legge Tremonti all’epoca ci siamo tutti comprati il fuoristrada immatricolato come autocarro (o il capannone da subaffittare in nero) praticamente a costo zero, detraendolo completamente dalle tasse. Un regalo puro, assolutamente inutile all’economia (comprare capannoni e fuoristrada stranieri non migliora l’economia e non genera occupazione)
.
Bene, se toccano la mia categoria – che come ti ho segnalato sopra è privilegiata e coccolata da certe parti politiche – fanno solo bene, perché con un po’ di escamotage fiscali (tutti legali) per un piccolo imprenditore è facile guadagnare più del doppio di un impiegato di medio livello e pagare zero tasse o quasi. Ed è una vergogna.
Quindi ben venga se Bersani decide di dare una ripulita alla mia categoria, perché è piena di gente che fa truschini, che apre partite IVA per fare illeciti, che usa l’impresa per scaricare costi privati e personali, ecc.
.
Guarda che la differenza tra Sinistra e destra italiana è proprio qui: io imprenditore di sinistra valuto la bontà di un provvedimento in base alla sua giustezza, i destri giudicano la bontà di un provvedimento in base alla sua convenienza per loro. L’etica è a zero, ma è proprio così che la destra – dopo i disastri fatti negli ultimi 5 anni di governo – sopravvive. Berlusconi ha puntato tutta la campagna elettorale su questo, cioè dicendo “Vota noi, ti conviene, ti daremo di più, ecc.”. Tanto per cambiare, il male è sempre il solito vecchio familismo amorale (http://it.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale), spruzzato di corporativismo fascistoide.
.
Su tutto, poi, c’è una piccola differenza: per ottenere un lavoro io piccolo imprenditore devo beccare potenziali clienti, fare prezzi minori e servizi migliori della concorrenza, ecc. Non ho l’esclusiva su nessuna cosa che vendo (e chiunque con una partita IVA può fare il mio stesso lavoro), quindi vivo in un regime concorrenziale. Da un lato la cosa è un limite (se fossi monopolista dei miei prodotti, come una farmacia, sarei sicuramente più ricco), dall’altro è un’opportunità (anche io posso competere con altri e non sono fuori dai giochi). E’ soprattutto una cosa sana. Quindi viva la concorrenza, anche se magari va a mio discapito. Le cose giuste non sempre sono le cose migliori per i miei interessi.
.
L’ultimo capitolo di questo lungo commento che certifica la tua confusione e ti richiede di riflettere maggiormente prima di scrivere (e soprattutto di leggere con più attenzione) riguarda la tua ultima frase: il Governo non sta attaccando gli ideali di nessuno.
.
Magari sta attaccando gli *interessi* e i privilegi di qualcuno. Cioè di qualcuno che – per limiti del sistema e per protezioni politiche a livello corporativo o di lobby – ha goduto di un mercato agevolato, non concorrenziale e sostanzialmente chiuso, anzi quasi a reddito garantito.
.
Ma gli ideali, se permetti, sono una cosa più alta che non il borsellino mio, di un taxista o di un farmacista.
.
Aggiungo un’altra cosa, che magari qualcuno penserà essere ben poco di sinistra: la retorica del lavoro (quella per cui finisci il tuo commento dicendo “… e ciò per cui hai lottato e sudato per anni”), che tanto piace alla mia parte politica (quante volte sento idolatrare dai miei compagni di militanza gente che “si è ammazzata di lavoro per una vita intera” e ogni volta non riesco a smettere di pensare che se ti sei ammazzato di lavoro tutta la vita forse hai fatto un errore), ha assolutamente rotto le balle. Cioè se uno si sveglia la mattina e fa il negoziante, non ha fatto niente di monumentale, così come non faccio niente di monumentale io quando mi alzo e scrivo al computer e non fa nulla di monumentale chi timbra buste all’ufficio postale.
Se il lavoro avesse intorno meno retorica e più pragmatismo emiliano, il mondo sarebbe migliore. E forse la gente smetterebbe di pensare di dover meritare per diritto 7-8000 euro al mese di guadagno per fare l’esercente.
A sentire la gente, sono tutti lavoratori che si immolano, che lottano, che sudano e che faticano per chissà quali grandi imprese. Poi scopri che fanno lavori normali, con orari normali (a cui, ci mancherebbe, aggiungiamo pure un corposo quid di extralavoro). Tutti grandi lavoratori che fanno imprese titaniche, stakanoviste, ecc.
Ovvio allora che un semplice negoziante si senta un eroe e pesti i piedi se qualcuno gli spiega che 7-8000 euro al mese sono un po’ troppi e che il reddito andrebbe redistribuito equamente.
.
Ho appunto riletto un po’ di tuoi commenti e da essi emerge che sembra che al mondo lavorino solo i farmacisti, sulle cui spalle pesano secoli di fatiche ancestrali. Di fatto non è così: sono persone che lavorano, ma fanno un lavoro al calduccio, con tutti i confort e non fanno certo pratiche logoranti per il corpo e la mente come cavare tufo, stare in catena di montaggio o stendere catrame per strada. E così fanno milioni e milioni di persone: tutti lavoriamo più o meno lo stesso, chi più e chi meno, ma siamo lì. Quel che conta è farci meno retorica.
Se tutti avessimo una misura del nostro lavoro meno drogata di iperboli, sarebbe infinitamente meglio e la gente comincerebbe ad avere ego meno gonfi.
Torna imperante l’adagio di Belbo nel Pendolo di Foucault, che consigliava un sano “gavte la nata” ai tronfi e ai pomposi. Davvero, il male è la retorica.
By Suzukimaruti on Jul 25, 2006
Per Rosi, ci andrei Piano a dire che i notai non servono a niente. Io sono avvocato e ti posso dire che soltanto una piccola parte degli atti notarile potrebbe essere fatta dalla mia categoria… come del resto i notai srebbero incapaci ad assumere una qualsiasi difesa penale o civile: non basta aver fatto la stessa facoltà , è la pratica successiva che fa la differenza…Lascia stare i commercialisti poi non sanno nemmeno di cosa si parla, come io del resto so a mala pena cosa è la partita doppia, credimi ad ognuno il suo mestiere è maglio… se poi di notai ce ne sono troppo pochi, questo è un altro discorso….
A te auguro vivamente di essere ricompensata per i duri studi che hai dovuto compier per essere quel che sei… insisti e non demordere
By Andrea on Jul 26, 2006
beh, sui notai il discorso è lungo. diciamo solo che a) sono un’invenzione quasi esclusivamente tutta italiana (altrove esistono avvocati con funzioni diverse, ma spiegare il concetto di “notaio” ad un pragmatico anglosassone è difficile) b) sono forse la professione meno liberalizzata in assoluto (”notaio” ormai è un titolo nobiliare ereditario, visto che passa praticamente di padre in figlio)
c) sono forse la categoria che viene pagata di più a fronte di meno lavoro d) sono forse la categoria che fa più nero in assoluto (mai trovato un notaio che non mi chiedesse dei soldi in nero)
By Suzukimaruti on Jul 26, 2006
Vedi Rosi, il discorso di suzuki ha un vizio alla base: il professionista è un imprenditore. Purtroppo non lo è! E anche se Bersani e la sinistra lo faranno diventare uguale, rimane sempre una differenza ontologica tra le due figure…. Esercitare una professione ( classica: medico, avvocato ingegnere) presuppone uno studio universitario fare attività di impresa, come vendere mele, produrre bottiglie o essere agente assicurativo o di altro non necessariamente ( dico non necessariamente) presuppone…..
Con ciò non si deve assolutamente affermare che un laureato DEVE guadagnare più di un piccolo imprenditore o anche più di un operaio…..
ma piuttosto che alcune professioni, necessitando di uno studio lungo e faticoso ( come la laurea in farmacia)e avendo a che fare con interessi fondamentali del cittadino ( nel caso di Rosi l’art.32 Cost, tutel della salute) non possono essere considerate mere attività imprenditoriali
Pertanto paragonare un farmecista ad un esercente mi sembra una follia, iopotrei improvvisarmi esercente di balocchi o di cavatappi, esercente di farmaci o farmacista non me la sentirei davvero Tu ì suzukimaruti, bravo davvero! dico sul serio!
By Andrea on Jul 26, 2006
Caro suzuki non travisare volutamente il pensiero del giovane avvocato, che poi sarei io …..potrei accusartti di plagio o diffamazione .. scherzo eh! Guarda che il Pendolo di Foucault l’ho letto anche io il contesto in cui il povero Belbo lo diceva ( parlava a maghi occultisti e fattuchiere mi sembra un po’ diverso) sei tu forse che tagli un potroppo le cose con l’accetta. Ti ripeto non ho detto che il mercato DEVE premiare i lureati dico solo che certe profesioni solo unlaureato le può fare. te lo ripeto di guadagnare più di te PICCOLO imprenditore non mi frega niente!
By Andrea on Jul 26, 2006
e poi BASTA tirare in ballo sempre il vil denaro La cultura è cultura col denaro non c’entra te lo dice uno che al CEPU non c’è mai stato
By Andrea on Jul 26, 2006
Complimanti per le letture comunque il pendolo di foucault l’ho letto anche io due volte! bello vero? Il nome della Rosa lo hai letto?
By Andrea on Jul 26, 2006
ohè suzuki sei morto? oramai tifaccio questo effetto?
By Andrea on Jul 26, 2006
I notai passano di padre in figlio ma dico ma vivi proprio di luoghi comuni! per diventare notaio devi: laurearti, fare pratica per due anni, superare un concorso statale difficilissimo ….
By Andrea on Jul 26, 2006
tu fai tutto in bianco ehhhhhhhhhhhhhhhh
By Andrea on Jul 26, 2006
se ci sei batti un colpo spirito ribelle di suzuki
By Andrea on Jul 26, 2006
via ti sei già stancato, non ci credo! dove è la tua vis polemica….. non ti riconosco più
By Andrea on Jul 26, 2006
Suzuki ma che dici il pilota d’aereo guadagna meno del farmacista ohhhhhhhhh ?????
By Andrea on Jul 26, 2006
Andrea: questo è un blog e non una chat. Può capitare che uno non sia al computer e non segua il blog o banalmente stia facendo altro (io per esempio ieri sera leggevo un libro).
By Suzukimaruti on Jul 26, 2006
ANDREA dirò una cosa che ora vi stupirà molto ANCH’IO SONO AVVOCATO, LAUREATA IN GIURISPRUDENZA, ABILITATA ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE FORENZE, E HO FATTO PER DUE ANNI L’ASSISTENTE UNIVERSITARIA.
POI suzuki potrà anche affermare che io non sappia scrivere , beh alla fine non può fregarmene meno anche perchè io non ho bisogno di citazioni o vocaboli eruditi per dimostrare la mia cultura, sò di averne abbastanza e di poter intervenire su questo argomento , qualora si trattasse di cose a me del tutto estranee non avrei nemmeno intrapreso la discussione.
Ti posso garantire suzuki ,e questo Andrea potrà testimoniarlo, che ci sono ben altri scandali in italia che i guadagni dei farmacisti
io ho lavorato 6 anni in un studio legale dalla mattina alle 8.00 alla sera alle 22.00 e NON HO PERCEPITO UNA LIRA perchè gli avvocati TITOLARI DELLO STUDIO non ti pagano , ma anzi devi tu ringraziere loro se ti fanno fare “pratica”
Di tutti i miei colleghi laureati in giurisprudenza solo i FIGLI DEGLI AVVOCATI GUADAGNANO le donne in genere hanno ripreso a fare le casalinghe e gli altri hanno cercato qualche impiego pubblico.
lo stesso dicasi per il PIANETA UNIVERSITA’ se non hai il papà docente puoi stare anni a portare la borsa al barone e se sei una donna gliela devi pure dare!!!
lo schifo che io ho potuto vedere intorno a me è veramente tantissimo quindi non capisco questo tuo astio verso i farmacisti che non sono certo peggio di altre categorie di professionisti e certo non gudagnano di più
ti ho fatto anche l’esempio dei medici di base , stanno due ore in ambulatorio , la maggior parte del lavoro lo fanno fare da una segretaria con la terza media e guadagnano 5000 euro al mese senza spese nè rischi d’impresa. perchè anche se un giorno l’ambulatorio è vuoto loro percepiscono lo stesso un tot per assistito, e questo anche se non lo hanno mai visto in faccia
per quanto riguarda i NOTAI caro Andrea è vero che si fanno studi particolari, ma si fanno studi diversi anche per fare il tributarista , il penalista il matrimonialista, solo che anche se tu fai studi notarili non potrai mai aprirti uno studio tuo perchè HANNO IL MONOPOLIO, UN VERO MONOPOLIO ( 1 ogni 5000 abitanti) e per quale ragione???? boohhhh.
infine suzuki smettila di parlare di realtà che non conosci semplificandole il farmacista non è un esercente , e te ne ho anche spiegato i motivi, ma purtroppo sei assolutamente presuntuoso, come lo sei nelle tue convinzioni politiche e poi a me questo tuo altruismo mi convince molto poco credo invece che il tuo motto sia ” mal comune mezzo gaudio” A buon intenditor poche parole ( o devo scriverlo in latino???)
By rosi on Jul 26, 2006
Comunque Rosi un po’ di calma…. non si deve mai urlare quando si eprimono le proprie opinioni, che, a meno che non siano offensive ( e suzuki non lo è ) sono sempre legittime. Recupera il self control che un avvocato e un giurista deve sempre avere….
By Andrea on Jul 26, 2006
Scusa Rosi sei avvocato, credevo fossi una frmacista ……
By Andrea on Jul 26, 2006
Scusa Rosi, un’altra cosa…. ma nessuno vieta ad una donna di aprire uno studio legale in proprio… se hai bisogno di consigli chiamami dico sul serio….. abbi un po’ più di coraggioe di fiducia in te stessa. E’ chiaro che se rimani in un grande studio a fare la galoppina cosa ti aspetti… io sono venuto via è ovvio…
By Andrea on Jul 26, 2006
rosi: il fatto che fai un sacco di errori di ortografia (non casuali o accidentali, cioè per esempio accenti sistematicamente parole che non li prevedono) è davanti agli occhi di tutti.
Non lo uso per attaccare te, giacché la scarsa competenza scrittoria non è un’argomentazione, ma per stigmatizzare una situazione che ho già evidenziato: la laurea non certifica un bel niente, visto che chi la prende spesso non sa scrivere in modo corretto. E’ l’esperienza a fare un buon professionista. In questo la laurea giova, ma non è certo dirimente.
.
Detto questo, stiamo divagando. Il mondo è brutto, è pieno di privilegiati e raccomandati ed è giusto che si faccia qualcosa. A me l’ambiente universitario (con cui in quanto docente occasionale ho a che fare abbastanza spesso) non piace proprio perché unisce due cose che detesto: burocrazia e raccomandazioni.
.
Sul benaltrismo che continui a fare (spiego il concetto: benaltrismo significa quando qualcuno rifiuta di affrontare dei problemi, perché i problemi sono “ben altri”; il fenomeno è la principale causa di immobilità in Italia), direi che in verità agire sui farmaci è prioritario per i consumatori. Ecco perché si è iniziato da lì.
.
E intanto il Governo ha iniziato a liberalizzare le altre professioni, tanto che pure gli avvocati sono sul piede di guerra.
.
Riguardo ai medici di base, la realtà è che lì c’è assoluta concorrenza. Nulla vieta ad un medico privato di esercitare la sua professione, specialistica o generica, in piena competizione con la “medicina di stato”.
E infatti è così. Per certe cose, per esempio il dentista, io preferisco la sanità privata. Ovvio che mi costa di più, ma ho maggiori garanzie, più scelta, ecc.
.
Detto questo, mi considero fortunato perché ho un medico di base che è preparatissimo, intelligente, lavora 8 ore al giorno (al mattino fa visite a domicilio e al pomeriggio studio), non è un prescrittore assatanato di farmaci (anzi: sono noti i suoi cartelli minacciosi in cui dissuade i pazienti dal richiedere farmaci a raffica) e continua a fare ricerca. (Ed è pure un uomo di centrosinistra).
.
Anzi, nella sanità forse c’è troppa liberalizzazione, con medici che privilegiano il ruolo privato a discapito di quello pubblico. La Bindi provò a metterci una pezza (con la distinzione tra intra-moenia ed extra-moenia), ma fu fermata dal baronato e dalle lobby. Credo sia il caso di intervenire pure lì.
.
Lo stesso vale per i notai: la liberalizzazione va fatta al più presto. Anzi, io sarei per l’abolizione degli ordini professionali (che esistono solo in Italia), che sono realtà con un valore legale molto dubbio e che di fatto servono a tutelare interessi di parte e spesso a strozzare il mercato (in quanto avvocato saprai meglio di me – Andrea può confermartelo – come funzionano gli esami di Stato, col numero massimo di promossi, i raccomandati, i “figli di…”, ecc.).
.
Ovviamente non ho capito l’ultima parte del tuo commento, quella dell’altruismo del “mal comune mezzo gaudio”. Cioè, di cosa mi accusi, se pur insinuando?
By Suzukimaruti on Jul 26, 2006
Sì suzuki liberalizzi i notai e i rogiti chi li fa…. gli avvocati non sono preparati te lo assicuro…. suzuki un po di ragionevolezza…. un conto liberalizzare .. altro conto distruggere..
Quanto alla laurea e al percorso professionalizzante… vedi c’è una differenza fondamentale tra un buon autodidatta e chi ha studiato una materia per utilizzarla professionalmente: io ho fatto studi classici prima dell’università, l’amore per la filosofia le lettere antiche mi è rimasto anche dopo, allorchè decisi di rivolgere il mio impegno verso un percorso formativo più tecnico.
Tutte le sere, infatti dopo aver pasato la mia gioranata sui codici mi dilettavo a leggere le tragedie di Euripide o i testi di Cartesio, Platone o Aristotele.
Ma per improvvisarsi filosofo non basta.. una conversazione con un mio amico che studiava all’UNIVERSITA’ sul serio Cartesio, mi dimostrò che le due o tre cose che superficialamente avevo letto su Cartesio, sfogliando l’Abbagnano o il Russell non mi avevano permesso di capire il senso profondo del ” cogito” crtesiano come invece era riuscito a lui dopo mesi e mesi di studi e di letture dirette dei testi di Cartesio
Al contrario, anni di studi e di esercitazioni pratiche, di serate passate a scervellarmi sulla ratio degli istituti giuridici mi hanno permesso di sviscerare la mia materia, al punto tale ( e questa è la caratteristica del professionista)che qualsiasi cosa che accada la vedo in termini giuridici, come fosse appunto un fatto giuridico e la mia cultura, che altro non è se non l’essenza stessa della mia professione, mi porta sempre a chiedermi quali obblighi e quali diritti nascano appunto da questo fatto…..( così come credo che un ingegnere sia portato a matematizzare la realtà)
Io caro suzuki sono ORGOGLIOSO degli studi che ho fatto e della cultura che solo essi mi hanno consentito di avere..( non dei soldi che mi consento di fare… sono sempre vissuto con molto poco, con NIENTE da ragazzo, a me basta campare)
Quanto ai concorsi.. è vero sono tutti un po’ truccati ( non solo quelli per le professioni ma anche quelli per i Comuni, le ragioni ecc.. oppure no?)
Non sempre però chi è povero non ha la possibilità di emergere.. io stesso sto a dimostrarlo.. nessua raccomandazione, figlio di poveri cristi, son diventato avocato al primo tentativo in una delle sedi più difficili
By Andrea on Jul 26, 2006
Scusa po’ con l’apostrofo se no bacchetti anche me.
By Andrea on Jul 26, 2006
vedi il fatto è che una selezione ci deve pur essere… ti piacerebbe andare da un avvocato che non ha mai letto un codice o da un medico che non sa la differenza che pssa tra un’appendicite e una peritonite????????????????
By Andrea on Jul 26, 2006
andrea, però non vorrei ripetermi: abbiamo già detto dei lavori in cui la laurea è fondamentale (le professioni) e di cosa vuol dire abolire gli ordini professionali (che è una riforma/battaglia dei liberali contro le lobby e i potentati). Quindi, visto che i concetti li hai capiti, evitiamo di riavvolgere il nastro.
.
riguardo all’apostrofo dimenticato, non bacchetto: chi scrive male l’italiano è chi *mette* apostrofi e accenti non richiesti (cioè non non sono dimenticanze, ma errori). La tua è una dimenticanza.
By Suzukimaruti on Jul 26, 2006
i concetti fondamentali forse li ho capiti… quello che non ho capito è la tua frase: “la laurea non certifica un bel niente”. Quindi secondo te la mia laurea do DOTTORE IN GIURISPRUDENZA non certifica che io sono dottore quindi esperto in quella materia….
P.S.:scusa la mia pedanteria… è una deformazione professionale….
By Andrea on Jul 26, 2006
suzuki: la vuoi smettere con questa prepotenza e arroganza??
la vuoi smettere di ergerti a tutore della lingua italiana?? se ci sono molti accenti è perchè scrivo velocemente e non rileggo quasi mai e ho sviluppato degli automatismi da “tastiera” . SONO SEMPRE STATA LA PRIMA DELLA CLASSE IN ITALIANO QUINDI ADESSO BASTA STAI ESAGERANDO
per Andrea grazie per la tua offerta ma io non ho nessuna intenzione di fare l’avvocato , lavoro che aborro , infatti ho chiuso con gli studi legali da circa 6 o 7 anni pur essendo molto stimata dai miei capi che mi affidavano gli atti più complessi e molte volte si sono complimentati per la mia preparazione giuridica
Io non sò in che realtà tu vivi, io in una grande città piena zeppa di mega studi per cui se aprissi il mio studiolo, forse passerei il tempo a pulirlo visto che non saprei poprio come “accalappiare i clienti” e questo non perchè io non sia in grado di fare l’avvocato ( anch’io ho superato l’esame a primo colpo) ma perchè per farlo devi essere intrallazzata e io non lo sono.
Per quanto riguarda i MEDICI io non parlo dei liberi professionisti, ma dei medici di base , forse tu sei un caso raro suzuki ( visto che invece tutti si lamentano)e in questo settore , io sono molto competente perchè conosco moltissimi medici e sò come funziona.
La medicina di base NON E’ LIBERALIZZATA ci può essere un medico SOLO OGNI 1500 CITTADINI . il pacchetto ( chiamiamolo così ) degli assistiti spesso si tramanda da padre in figlio.
Ho conosciuto medici che hanno fatto le sostituzioni nello studio del padre per anni e poi quando hanno avuto la convenzione ( la mutua detto in temini poveri) hanno preso tutti gli assistiti del padre in gruppo.
e la cosa assurda è che se tu hai la mutua in un rione della città ma li non ti conosce nessuno e quindi ti devi spaccare per farti i clienti , puoi sempre aprirti l’ambulatorio dalla’altra parte della città dove magari hai gli assistiti pronti del papà che va in pensione e dove magari poteva esserci un altro medico che invece rimane disoccupato.( chiedilo al tuo bravo dottore se non ci credi)
per avere la mutua devi fare punteggio cioè tante sostituzioni e se non hai il papà che te le fà fare è difficile perchè gli altri colleghi hanno paura che gli freghi i pazienti.in più devi superare un corso a numero chiuso e lì le raccomandazioni….c’è gente che è da anni che tenta di entrare in graduatoria , anni …
concludo poi col riportare la protesta delle farmacie rurali, che hanno aderito allo sciopero perchè già versano in condizioni difficili ( proprio perchè hanno un bacino di utenza molto ristretto) e perchè temono la formazione di catene che le annienterebbe del tutto
oggi ho cercato di spiegare questo a un signore che leggeva una locandina di una farmacia chiusa, lui come tanti altri non AVEVA CAPITO NULLA DELLE MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA ED ERA MOLTO PREOCCUPATO DOPO QUELLO CHE GLI HO DETTO DELLA EVENTUALITA’ CHE LE FARMACIE PRIVATE POSSANO CHIUDERE
By rosi on Jul 26, 2006
Rosi… via .. io non sono intrallazzato… i miei clienti sono tutti delinquentelli extracomunitari e mi diverto moltissimo ugualmente anzi forse di più di uno che ha il megastudio!
By Andrea on Jul 26, 2006
beh ti diverti perchè forse non hai una famiglia da mantenere!!!!
By rosi on Jul 26, 2006
Cara Rosi …. avere dubbi sulle liberalizzazioni è lecito ( amche io ne ho diverse su quelle riguardanti la mia professione: posso essere d’accordo sul togliere i minimi tariffari, molto meno sull’abolizione del divieto di pibblicità)… avercela con tutti per partito preso e non rispettare le opinioni altrui ( per quanto distanti dalle proprie esse possano essere )no. Mi diverto perchè svolgo un ‘attività che mi piace e che mi consente di guadagnare quanto mi basta per vivere… presto credo che avrò anche una famiglia… a Dio piacendo ovviamente…
By Andrea on Jul 26, 2006
ho deciso di concludere i miei interventi in questo forum perchè non si può discutere con persone che credono ciecamente a tutte le cazzate propinate loro dal governo solo perchè non ne sono state toccate
ma prima vorrei invitarvi a riflettere su questi punti:
1.la sinistra durante la campagna elettorale aveva parlato di concertazioni con le parti sociali; una volta al governo livia turco sosteneva ” no ai farmaci nei supermercati il farmaco non è un bene di consumo”
2. il giorno dopo ritirava magicamente quanto detto , ma istituiva un tavolo di concertazioni con tutte le parti interessate a questo delicatissimo argomento
3. i farmacisti pur delusi dal voltafaccia si sono offerti a partecipare al tavolo proponendo loro stessi rimedi per abbassare i prezzi e andare incontro alla cittadinanza, ( con la creazione di farmacie nelle autostrade, dove c’è effettivo bisogno, rinuncinado in più alla ereditarietà della azienda e alla vendita di tutto ciò non fosse farmaco
4. bersani si alza in piena notte e all’insaputa delle altri parti redige il decreto
4.malgrado i ripetuti tentativi di conciliazione bersani non ammette nessun dialogo ( strano però lo abbia fatto per i tassisti)
5. le farmacie allora passano al legittimo diritto di sciopero garantendo i servizi essenziali
6 bersani non cede
7.i farmacisti si chiedono come mai i farmaci potranno essere venduti solo negli ipermercati e non anche nei supermercati e nelle autostrade??
E’ evidente che bersani stà appoggiando la grande distribuzione e suo obiettivo è quello di creare farmacie in ogni ipermercato
8. federfarma chiede un emendamento almeno sulla possibilità prevista di creare catene , per evitare la concentrazione del potere economico nelle grandi multinazionali
9.bersani dopo l’ultimo sciopero risponde che nulla sarà modificato ma sarà indetto UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE PER EVITARE CHE QUESTE SITUAZIONI SI VERIFICHINO
ora aldilà del fatto che possiate essere o meno d’accordo con le ragioni dei farmacisti il comportamento di questo governo come vi sembra?? Serio? Rispettoso delle categorie??e sopratutto rispettoso degli impegni presi o un grande paraculo che si stà occupando di interessi ben diversi da quelli della cittadinanza??
By rosi on Jul 26, 2006
Buongiorno,
)
sono una farmacista dipendente, mio malgrado sfruttata (devo accettare che mi venga retribuito meno della busta paga e devo effettuare i turni gratuitamente), non mi dilungo su facili giudizi sul decreto Bersani le cui risultanze mi sembrano ovvie: i consumatori sono aavvantaggiati, i farmacisti dipendenti sono avvantaggiati i farmacisti titolari guadagneranno circa l’8% in meno (pazienza…sopravviveranno!!).
Mi chiedo e vi chiedo se posso aprire, nel paese di trentamila abitanti dove vivo, una sanitaria (sono proprietaria di un locale commerciale di 30 metri quadri)e vendere i farmaci liberalizzati.
….dimenticavo….nella mia ipotetica sanitaria di 30 metri quadri, se mi fosse preclusa la vendita promiscua di prodotti vari e dei farmaci liberalizzati…mi sarebbe concesso di vendere solamente i farmaci liberalizzati?
grazie a chiunque voglia illuminarmi in merito Per favore qualcuno mi dica qualcosa….datemi la speranza di sapere che non morirò da farmacista dipendente (BRUTTA RAZZA!!
By Giulia on Jul 27, 2006
ultima cosa rivolta a rosi…ho letto il decreto bersani, ho letto la legislazione previgente a cui fa riferimento il decreto, mi sbaglierò ma dalla mia lettura non riesco a trovare nulla che impedisca la vendita dei farmaci liberalizzati anche in altri esercizi commerciali diversi dagli ipermercati (tranne gli alimentari)…se hai elementi documentabili diversi dai miei ti prego di darmi i riferimenti
grazie
By Giulia on Jul 27, 2006
D.L. 223/06…………..Art. 5.
Interventi urgenti nel campo della distribuzione di farmaci
1. Gli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono effettuare attivita’ di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione, di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica, secondo le modalita’ previste dal presente articolo. E’ abrogata ogni norma incompatibile.
2. La vendita di cui al comma 1 e’ consentita durante l’orario di apertura dell’esercizio commerciale e deve essere effettuata nell’ambito di un apposito reparto, con l’assistenza di uno o piu’ farmacisti abilitati all’esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a
premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci.
3. Ciascun distributore al dettaglio puo’ determinare liberamente lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla confezione del farmaco, purche’ lo sconto sia esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti. Ogni clausola contrattuale contraria e’ nulla. Sono
abrogati l’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, ed ogni altra norma incompatibile.
4. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 105 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e’ aggiunto, infine, il seguente periodo: «L’obbligo di chi commercia all’ingrosso farmaci di detenere almeno il 90 per cento delle specialita’ in commercio non si applica ai medicinali non ammessi a rimborso da parte del servizio sanitario nazionale, fatta salva la possibilita’ del rivenditore al dettaglio di rifornirsi presso altro grossista.».
5. Al comma 1 dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono soppresse le seguenti parole: «che gestiscano farmacie anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge»; al comma 2 del medesimo articolo sono soppresse le seguenti parole: « della provincia in cui ha sede la societa»; al comma 1, lettera a), dell’articolo 8 della medesima legge e’ soppressa la parola: « distribuzione».
6. Sono abrogati i commi 5, 6, 7, 9 e 10 dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.
7. All’articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Le attivita’ di distribuzione all’ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia sono tra loro incompatibili se svolte dal medesimo soggetto imprenditoriale.».
art.4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114
Definizioni e ambito di applicazione del decreto
1. Ai fini del presente decreto si intendono:
a) per commercio all’ingrosso, l’attivita’ svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti, all’ingrosso o al dettaglio, o ad utilizzatori professionali, o ad altri utilizzatori in grande. Tale attivita’ puo’ assumere la forma di commercio interno, di importazione o di esportazione;
b) per commercio al dettaglio, l’attivita’ svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale;
c) per superficie di vendita di un esercizio commerciale, l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi;
d) per esercizi di vicinato quelli aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
e) per medie strutture di vendita gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto d) e fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
f) per grandi strutture di vendita gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto e);….
chissà se imparerò aleggere!!!!
bye
By Giulia on Jul 27, 2006
Giulia: dubito che qualcuno qui possa aiutarti: questo è un blog, non un forum specialistico
In compenso concordo con te: è una pura invenzione di rosi (o della sua parte politica) il fatto che Bersani voglia mettere le farmacie solo nei supeermarket giganti. La legge su questo punto è chiara: qualsiasi attività di commercio può vendere farmaci da banco: basta che lo facciano fare ad un farmacista laureato. E la spesa non è eccessiva (in effetti costate poco!
), quindi potranno farlo gli autogrill, i supermarket di quartiere, i negozi di paramedicali, ecc.
rosi: quello che mi inquieta è che discuti per giorni e poi spunta una farmacista e ci racconta che hai letto/capito male la legge. Infatti il testo inviato da Giulia non dice da nessuna parte che il provvedimento è limitato solo ai supermerket.
e poi un’altra cosa: è la seconda volta che parli di “invidia”. Chi invidia chi? Ma soprattutto, se per caso pensi che qualcuno invidi i farmacisti, non è forse perché guadagnano un pacco di soldi? Altrimenti perché invidiarli?
By Suzukimaruti on Jul 27, 2006
Quello che mi inquieta più di tutto è il fatto che qualcuno abbia scambiato il tuo blog per un forum, per di più magari dedicato a Bersani e/o alla farmacologia…
By Pietro on Jul 27, 2006
Pietro: capita spessissimo (ed è una cosa inquietante)…
By Suzukimaruti on Jul 28, 2006
beati voi vhe alla favola della tutela degli interessi dei consumatori ci credete ancora….
intanto vi mettono le mani in tasca,
ho paura che quando vi sveglierete sarà troppo tardi.
By motti on Oct 2, 2006
No, motti, niente mani in tasca. Hanno provato a metterle, ma c’erano già quelle dei farmacisti, dei notai, degli avvocati, degli ingegneri, ecc. che hanno provveduto a svuotare le tasche ben bene.
.
Le uniche tasche toccate sono quelle strapiene (ingiustamente) di privilegi e denaro esentasse facile dei professionisti e dei farmacisti: titolari di privilegi arcaici e anti-liberali.
By Suzukimaruti on Oct 2, 2006
Piantatela.I peggiori sono medici e farmacisti.I farmacisti perchè è un sistema sostanzialmente feudale:la licenza passe di padre in figlio.
I medici perchè sono paraculati da numeri che impediscono ogni tipo di concorrenza ottenuto l’accesso della facoltà.Un pediatra lavora per contratto 15 ore la settimana senza l’obbligo di visite domiciliari o notturne e prende con 800 assistiti 12.000€ al mese.Peggio ci sono solo notai e dentisti.
By Paolo on Apr 21, 2008