Liberalizzazioni – bisogna tenere duro
18 July, 2006 – 8:14 pmNon sono affatto contento di come si è sviluppata la questione taxi. Sì, ieri sera si è firmato un accordo ed è finito tutto a tarallucci e vino, ma mi girano le balle.
Il fatto è che non considero affatto il volemose bene come una soluzione valida, almeno in questo caso.
Mi spiego: l’obiettivo del decreto Bersani non è portare la pacificazione sociale (quello tuttalpiù è un auspicio), ma è di fatto liberalizzare il mercato, dare più servizi e a prezzi più bassi ai consumatori.
Quindi sono scontento: è bastato far casino a un manipolo di taxisti fascistoidi e violenti per farci fare mezza marcia indietro? (perché quella di ieri è stata una mezza sconfitta per il Governo, con il decreto Bersani totalmente annacquato).
Beh – lo dico al centrosinistra tutto – io vi ho votati perché voglio che governiate bene e questo significa che se dovete fare delle scelte impopolari e farvi detestare da tutti i taxisti dello Stivale, lo dovete fare perché è giusto.
Preferisco un Governo che cambia davvero le cose in questo schifo di paese in cui il motore della società sono le pacche sulle spalle e piuttosto non si fa rieleggere perché è totalmente impopolare. Cioè, io voglio il cambiamento e non l’autoconservazione della sinistra, se poi non incide e se si fa prendere dall’ansia di cambiare.
Il tutto, per di più, ha senso proprio ora: Governo e paese in pieno effetto honeymoon, qualcosa tipo il 90% degli italiani contro le pretese (folli e anacronistiche) dei taxisti ed estate incombente. Insomma, c’erano le ragioni per mandare a stendere i taxisti, denunciarli tutti per sciopero selvaggio, eventualmente farli bastonare dalla celere alle prime intemperanze (così si picchiano tra fascisti e noi ce la ridiamo). E lasciare il decreto così com’era, senza cambiare una virgola. Cazzo, ora comandiamo noi e non ci dobbiamo fermare.
Condivido l’ansia di Capezzone: se abbiamo fatto così coi taxisti, figuriamoci come faremo con categorie ben più ricche potenti e arroganti, come i farmacisti, gli avvocati e i notai. Anzi, domani i farmacisti si apprestano a fare una serrata, per dire al mondo che loro reclamano come diritto il monopolio della vendita dei farmaci da banco, in nome di non si sa quale principio (forse sono più belli degli altri).
Quindi il mio appello (temo inutile ma si sa mai) è che il Governo tenga duro e – soprattutto – sia duro: le liberalizzazioni fatte sono sacrosante e se ci facciamo fermare da mille ansie (ma davvero ci dà l’ansia perdere il voto dei farmacisti? Ma esistono i farmacisti di sinistra?), allora tanto vale lasciare governare la destra, che almeno è apertamente schierata coi potentati, coi prepotenti, con i grandi e piccoli satrapi. I privilegiati sono la loro base sociale, se vogliamo farli vincere tanto vale farlo bene. Così almeno fanno schifo marcio e noi ce ne emigriamo in Sudafrica o in un paese a scelta.
Oppure decidiamo che l’obiettivo di un governo di sinistra è lottare contro i privilegi ingiusti, contro i monopoli assurdi, contro le incrostazioni del potere. E governiamo di conseguenza. Insomma – per buttarla sul calcistico – forza ragazzi, tirate fuori le palle. Ero felicissimo del decreto Bersani, che mi auguro sia il primo di una lunga serie di mazzate al sistema di privilegi italiani: non rovinatemelo.
E a proposito di Bersani: tieni duro! Ormai sei più popolare tu di Samuele (e si dice che pure tu canti bene), piaci a tutti, inclusi gli intelligenti di destra, ispiri efficientismo emiliano (pieno Nord produttivo: inattaccabile perfino dai leghisti), quando vai in Tv fai sempre bella figura e se continui così ti facciamo segretario dei DS dopo Fassino, che è della juve e non è quindi più compatibile con un partito di sinistra (l’alternativa – ottima – è la Finocchiaro). Fatti valere, insomma.
78 Responses to “Liberalizzazioni – bisogna tenere duro”
Che ne pensi di quello che sta accadendo tra Israele e Libano?
By archeogaia on Jul 19, 2006
E adesso tocca ai farmacisti. Qualche giorno di serrata e vedrai come va a finire…
By Lorenzo on Jul 19, 2006
il Governo, per evidenti motivi d’immagine, la può mettere giù come vuole, può far dire alla Finocchiaro tutto il dicibile – e detto da lei suona sempre bene – ma la retromarcia sui taxisti ha fatto perdere tantissimi punti a questo governo.
quelli che l’han votato son delusi e i destrorsi-liberisti che erano rimasti stupiti hanno avuto una triste conferma del perchè non han votato Prodi & C.
Che tristezza. La solita roba all’italiana.
By Pedro Almaviva on Jul 19, 2006
ma io aspetterei a dire che si tratti del tutto di un passo indietro… certo, i tassisti hanno esultato più di quando abbiamo vinto i mondiali, ma già da come si lamentavano, si capisce che non capiscono un cazzo (senza offesa, ma pare proprio così).
Io, per ora, do ragione a Besani che ha ammesso che lo scopo della liberalizzazione non era far cadere privilegi o colpire una categoria, era avere più taxi in italia, e il fatto che a proprio Chiamparino abbia annunciato l’aumento di 1000 taxi in città, e che Milano sia pressochè della stessa idea, sembra dimostrare che il fine sia stato raggiunto.
D’altra parte Bersani ha “mollato” non sul merito del provvedimento, ma su una proposta che era stata fatta proprio per non penalizzare troppo i taxisti: regalare una licenza a chi ne aveva una, o pter gestire 2 auto con una sola. Loro hanno preferito i turni più lunghi invece di 2 auto (che sarebbero state comunque troppe) e Bersani s’è accordato così. Che sia una sconfitta o un passo indietro del governo, è la solita storiella che piace raccontare alla destra (che fino alla settimana scorsa difendeva i taxisti)…
By degra on Jul 19, 2006
Scusa Degra, immagino che sarai piu’ documentato di me, ma dove hai tratto l’informazione che Milano voglia aumentare i taxi?
La Moratti ha espressamente promesso in campagna elettorale che non avrebbe aumentato il numero delle licenze e da quello che so io, pare proprio voglia rimanere della stessa linea, anche perchè Milano è diventata il Fort Apache della CDL
Sul merito, quello che a mio avviso è grave e pericoloso è che in qualche modo i tassisti con il successo dei loro blocchi selvaggi, costituiranno un esempio che tutte le categorie eventualmente colpite da provvedimenti del governo seguiranno
Avrei sperato in una maggiore decisione
By spider on Jul 19, 2006
l’ho letta, mi pare su televideo ieri sera. diceva che per torino sono pronte 1000 licenze e anche la moratti pare stia per decidere in quel senso. anche a me è sembrato strano che la moratti facesse una cosa simile, ma così era scritto e ci ho creduto…
By degra on Jul 19, 2006
Ma
Per il momento la Moratti è impegnata a insediarsi e a distribuire poltrone e poltroncine
Sulla questione taxi ha detto cose fumose del tipo che migliorerà la mobilità (ahahahahahahaha…)
e che agevolerà i doppi turni
Ma dell’aumento delle licenze non ha detto assolutamente nulla
Del resto i taxi di Milano in campagna elettorale erano tutti ma proprio tutti sponsorizzati col suo faccione ritoccato con Photoshop
Non penso proprio che voglia danneggiare un suo importante bacino di consenso
By spider on Jul 19, 2006
Quante banalità che dite….. vedi un farmacista si arroga il diritto di vendere i farmaci perchè ha studiato 10 anni per fare questo… come io che ho studiato 10 anni legge mi arrogo il diritto e faccio l’avvocato… tu suzukimaruti che fai nella vita? datti da fare vai a lavorare o a studiare, invece di sputare su chi si è sacrificato e si è fato un mazzo così…invece di criticare sterilmente il sistema: sarà stato bello il tuo comunismo sovietico lì sì per davvero che contavano solo le raccomandazioni dl tuo partito comunista, compagno!!
By Andrea on Jul 19, 2006
In fatto di banalità (e superficialità di analisi, e disinformazione) hai battuto tutti, Andrea.
By paul on Jul 19, 2006
evidentemente è un consiglio che viene dalla tua esperienza: 10 anni per fare legge non sono pochini…
e se poi arriva un comunista e ti toglie la tariffa minima, un po’ ti girano…
è normale…
ma mai che si lamenti qualcuno che non è direttamente interessato? forse sarebbe più credibile e meno prevedibile…
By degra on Jul 19, 2006
In realtà temono tutti il libero mercato: liberalizzare le tariffe vorrebe dire conccorenza e vinca il migliore. A maggior ragione in una professione entry level come quella del tassinaro per la quale basta solo la patente. Poi discorso più complesso per la professione forense eliminare il divieto del patto di quota lite significherebbe accesso alla difesa anche per le persone meno abbienti (conosciamo tutti il fallimento del gratuito patrocinio). Per contro però aumenterebbe la litigiosità, i tempi del processo civile si allungherebbero, condanne a carico dello Stato; in più l’avvocato, traendo profitto mettiamo solo in caso di vittoria, sarebbe sicuramente tentato a giocare scorrettamente per averla vinta… Insomma un lato della medaglia da non sottovalutare..
By paul on Jul 19, 2006
Cara degra io non ho fatto legge in 10 anni ma: laurea in 6 anni ( sotto la media e laureato a pieni voti a Siena, una delle Università più antiche e prestigiose d’Italia) 2 anni di praticantato ( è la legge che lo prevede ) esame o meglio concorso superato alla prima presso la Corte di appello di Firenze ( percentuale di promossi all’incirca del trenta per cento), ma MI è occorso comunque un anno e mezzo o giù di lì ( vi assicuro che è molto ma molto difficile), nel frattempo ha preso anche un diploma di specializzazione all’Università equivalente più o meno ad un dottorato di ricerca… per diventare avvocato non basta la laurea i legge, cara degra, inforamti ed abbiate tutti un po’ più di rispetto per chi si è guadagnato il DIRITTO di esercitare una professione , avvocati ingegneri, architetti medici e così via… studiare, laurearsi, e poi studiare e studiare ancora, specialmente per chi, come me è figlio di povera gente ( babbo operaio e mamma insegnate elementare, con tre figli a carico) non è stato per niente semplice.Altro che le sciocchezze di cui blaterate voi
By Andrea on Jul 20, 2006
E poi care Degra si vede che non pratichi le aule di giustizia: leggi che ti dice il compagno Paul: è vangelo. L’abolizione del divieto di patto di quota lie ( ammesso che tu sappia che cosa è..)non solo è indecoroso per la professione che con onestà e dignità esercito da anni ( pochi perchè sono giovane), ma si ritorce sull’utente. In America, dove viene da anni praticato ( edove gli avvocat, basta guardare i film guarda caso sono miliardari) gli onorari dell’avvocato si aggirani inmedia sul trentatre per cento del risarcimento ottenuto in caso di vittoria di lite: In italia, per tua fortuna, finora non è stato così: lavvocato ha solo diritto alla taridffa professionale… e devo dirtila verità .. avvocati come me che sanno cosa vuol dire sudarsi il pane non applicano ormai da tempo il tariffario dell’ordine ( la prassi è ormai da tutti tollerata).. o lo applicano al minimo con importi ridicoli.. E’ chiaro che se vai da un avvocato di settant’anni, abituato ai bei tempi che furono nopnpuoi pretendere una parcella come la mia.. ma questo vale per tutti i mestieri e per tutte le professioni. In Italia ci sono la bellezza di circa 185.000 avvocati… uno ogni 300 abitanti 8 compresi i bimbi) ti pare che ci sia poca concorrenza?
By Andrea on Jul 20, 2006
a parte che sono un UNO e non UNA
e che non sei l’unico al mondo ad esserti laureato…
quali sarebbero le sciocchezze di cui qui si blatera?
Mi è sembrato che si parlasse di quanto possano favorire il cittadino-utente le liberalizzazioni che un governo cerca di fare.
Tu non sei solo un avvocato, ma sei anche un cliente di altri professionisti, taxisti, commercianti, ecc… Quindi potresti anche essere fruitore dei benefici di queste liberalizzazioni, sicuramente più di quanto possa essere la tua perdita a causa di esse (se tutto va come dovrebbe, ovviamente).
Se, poi, per te queste sono sciocchezze, vuol dire che andremo a lavorare, giacchè noi siam tutti ignoranti e nullafacenti, a parer tuo…
By degra on Jul 20, 2006
Andrea: i privilegi di casta, basati sulle posizioni acquisite e non sul merito esistevano proprio nella “mia” (mia?) Unione Sovietica, dove si arricchivano i raccomandati, i satrapi, i privilegiati e non i più bravi.
Sappi che stai difendendo quelle posizioni lì.
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Riguardo ai farmacisti che si “arrogano il diritto”, mi sorge il dubbio che a) tu non abbia letto bene o capito bene b) che tu forse non sia avvocato, perché per fare quella pratica è richiesta una minima conoscenza della lingua italiana scritta e parlata.
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In ogni caso mi rispiego. La locuzione fondamentale nella mia frase è “in esclusiva”. Cioè, mi chiedo come mai i farmacisti si arrogano il diritto (traduco: chiedono di avere per sè il diritto) di vendere “in esclusiva” (cioè solo loro) i farmaci da banco. Perché? Perché per i farmacisti sì e per i macellai no?
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Se giova alla discussione sapere che mestiere faccio, lavoro full-time da più di 14 anni e sono da 7 anni un piccolo imprenditore (tecnicamente da alcuni mesi sono libero professionista, ma per pura formalità). Quindi non credo di essere affatto animato da “odio di classe” o revanchismo operaista.
Non solo, ma da 7 anni *lavoro in un contesto di forte concorrenza*, dove c’è gente che magari lavora meglio di me, a meno di me e mi frega (giustamente) il lavoro. E così faccio io ad altri. Non vorrei deludere il tuo sogno psichedelico in cui mi pensi filosovietico, ma io penso che la concorrenza sana sia la base dell’economia di mercato. Sono proprio farmacisti, notai, avvocati, ecc. a non avere elementi di concorrenza. Anzi, avvocati e notai fanno cartello e fissano tariffe minime altissime, sotto le quali nessuno può scendere, pena l’espulsione dagli “ordini professionali” (entità che esiste solo in Italia, antico retaggio corporativo fascista), che di fatto sono lobby di interese.
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So anche che in questo mondo il successo non si misura con la fatica. Altrimenti avvocati, farmacisti (e noi comunicatori) non guadagnerebbero una mazza, mentre i facchini tirerebbero su un pacco di soldi.
Invece conta la bravura, l’intraprendenza (da cui la parola “imprenditore”, “impresa”, “intrapresa” – come dice Silvio)
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Riguardo agli avvocati, non capisco perché li hai tirati in ballo in modo così confusionario. Mi sembri confuso e ignorante della questione che stiamo dibattendo. Scusa, ma passo oltre. Informati e torna pure qui a discutere.
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Una cosa mi preme, tuttavia, aggiungerla: vedo molti che scrivono “ho studiato x anni, mi sono laureato, QUINDI HO DIRITTO A…”. Ecco, io ve lo voglio dire: nell’epoca della scolarizzazione di massa, delle Università facili, del CEPU, ecc. la laurea non è affatto un punto d’arrivo. Prenderla non dà diritto morale o psicologico a una sana mazza. Al massimo la laurea dà una preparazione in più con cui dimostrare – coi fatti, non col titolo di studio – il proprio valore. L’idea di usare il “foglio di carta” (sia esso un diploma, una laurea, un attestato, ecc.) come ascensore per la promozione sociale è folle e ingenua.
Anzi, in questo discorso vedo spettri ottocenteschi: una società in cui si è prestigiosi e bravi solo perché “dottori”. Allora torniamo alla reverenza di paese, dove ci si toglie il cappello e si fa l’inchino di fronte ai ricchi e ai “dutùr”. Mia nonna buonanima, classe 1911 aveva questa soggezione d’altri secoli.
Ora che cani e porci si laureano e che le lauree a livello professionale e materiale preparano – (con zero ore di stage in azienda) – per lavorare in un call-center, *la bravura si dimostra sul campo*.
E c’è gente con la quinta elementare che ha avuto il colpo di genio (o il colpo di culo) e fa cose eccelse, guadagna da dio (in un regime di concorrenza) e si merita ogni centesimo di quanto guadagnato.
Insomma, non basta studiare. Bisogna essere bravi. Anzi, più bravi di altri.
Paul: vedo che il tema è passato – credo per errore – sugli avvocati. In ogni caso i tuoi rilievi sono assolutamente da tenere in considerazione. E qualcosa si può fare, in tal senso. L’idea, in ogni caso, è evitare la situazione attuale in cui la minaccia di una denuncia fa paura più per i costi di avvocato che per le eventuali sanzioni ricevibili.
Sul patrocinio gratuito (insomma, l’avvocato a spese dello Stato per i non abbienti), posso confermare che è un flop: da diciottenne mi capitò di doverne usufruire e fu pessimo (avvocato visto una volta sola mezz’ora prima di un interrogatorio e adieu: fortunatamente ero estraneo ai fatti, altrimenti con quel difensore svogliato e scazzato, col cavolo che avrei avuto tutela).
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Andrea: cioè, ti tagli le balle da solo col tuo ragionamento. Ovvero: in America – dove non ci sono tariffe fisse ma prezzi liberi per gli avvocati – gli avvocati sono miliardari. Che vuoi di più?
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Ma soprattutto, chi ti vieta di fare l’avvocato? Anzi, ora hai qualche strumento per emergere. Per esempio – se sei bravo – puoi fare prezzi inferiori alla media, avere più clienti (quindi guadagnare bene, per la sana legge della domanda e dell’offerta), farti un nome ed emergere. E poi applicare prezzi altissimi appena sei famoso!
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Visto che sei di destra, vorrei capire bene. Ma siete liberali o no? Perché se – come dovrebbe – siete liberali in economia, siete per il laissez faire: tariffe libere, concorrenza libera, darwinismo: vinca il migliore.
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Però mi sa che voi destri italiani siete liberali solo quando non si toccano i vostri interessi (al mio paese, dove non brilliamo per finezza si dice “essere cupi/gay coi culi degli altri”). Quindi vi va bene che le compagnie telefoniche si facciano concorrenza, con relativa caduta dei prezzi. Ma non vi va bene che lo facciano gli avvocati. E perché?
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La risposta – e finora (chiedo conferma ai lettori) è l’unica che abbiamo ricevuto da tutti i rappresentanti delle varie categorie giunte qui a protestare – è sempre una sola, anche se spesso mascherata da “preoccupazioni per il consumatore”: PERCHE’ COSI’ RISCHIAMO DI GUADAGNARE DI MENO.
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Questo è il mercato, baby: la pappa garantita è finita e bisogna misurarsi in uno scenario competitivo. E vale per tutti. Vale per me che faccio il piccolo imprenditore d’agenzia (cioè senza prodotti: vendo creatività), vale per il mio verduriere che cerca di fare i prezzi più bassi del verduriere di fronte, vale per le compagnie telefoniche (che giocano al ribasso sulle tariffe). E da domani vale anche per notai, avvocati, ingegneri, ecc.
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Se penso che riforme simili in UK le fece la Thatcher e che – a guardarle con occhio fuori contesto – sarebbero da considerare “di destra” (in senso economico), perché liberalizzatrici, mi scappa da ridere.
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Insomma, siete tutti qui che difendete non la pagnotta, ma la glassa del panettone che per anni le incrostazioni del sistema-Italia vi hanno garantito. Capisco che ci sia un po’ di delusione nel vedere una pacchia che finisce, ma era un’inguistizia, uno squilibrio e un danno ai consumatori (a me capitò quando ripararono il famoso telefono pubblico al Palasport di Torino, con cui si chiamava gratis in tutto il mondo: fu una delusione, ma era giusto così).
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Ah, dimenticavo. Qualche anima in pena criticò il governo dicendo che era “amico delle grandi banche”. Vorrei far notare che le prime colpite da queste liberalizzazioni sono proprio le banche, con l’obbligo di notifica preventiva, di uscita gratuita, ecc.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Caro suzukimaruti, non ne faccio un fatto economico a me di guadagnare più di te non importa un fico secco! Ritengo che però, se vuoi fare una certa professione DEVI STUDIARE, non c’è alternativa…. se vuoi fare il chirurgo devi conoscere la medicina e la devi studiare… se vuoi fare l’ingegnere devi studiare ingegneria ( i ponti e le case crollano se no) se vuoi difendere un omicida ( o presunto tale, magari è innocente) devistudiare le leggi, le norme del diritto penale sostanziale e del processo penale.. su queto siamo d’accordo oppure no Ti faresti operare un medico che non ha la laurea o abiterseti in una casa costruita senza il progetto di un architetto???? Non eageriamo dai.. vedi il fatto poi che ci siano fior fiore di laureati che, poveretti sopno costretti dopo anni di studio a lavoare nei call center è un segno della decadenza del nostro paese credimi.. sono stato all’estro varie volte .. nelgi altri paesi non è come da noi e se l’Italia sta decadedno è perchè non investe abbatsanza sui suoi laureati, sulla ricerca, sul sapere Il sapere non è nè di destra nè di sinistra caro suzuki… lo diceva anche Pasolini . la cultura è cultura e basra punto…
By Andrea on Jul 20, 2006
Tengo a precisare: non mi sono laureato e basta .. ho vinto un concorso o esame di abilitazione dopo tirocinio o stage come lo chiami tu suzukimaruti.. penso possa bastare o occorre anche il certificato di buona condotta?
Quanto al mio essere di destra .. la cosa ti stupirà ma non lo sono…. non sono nè di destra nè di sinistra non me ne frega niente di queste divisioni, come non mi importa niente della Juventus e del calcio, che a te, suzukimaruti invece preme tanto… povera Italia
By Andrea on Jul 20, 2006
Ma scusami Andrea, tutto questo cosa ha a che fare con la liberalizzazione delle tariffe? Cioè non si tratta di far fare l’avvocato al verduraio del buon Suzuki che si alza la mattina con la voglia di di emulare Matlock, ma di introdurre la possibilità per i 2 avvocati di proporre la tariffa che vogliono, anche a percentuale.
By paul on Jul 20, 2006
Comunque sia complimenti per suzukimaruti .. è una vettura che mi è sempre stata simpatica…
By Andrea on Jul 20, 2006
ma non capisco di che ti lamenti: ma c’è qualcuno che ha detto che i verdurieri devono fare gli avvocati?
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cioè di che parli? Sul serio: non capisco a cosa ti riferisci. Qualcuno ha messo in dubbio il ruolo dell’avvocato? O semplicemente ne ha liberalizzato il mercato? (che vuol dire che si fanno concorrenza tra avvocati, non che il mio giornalaio si mette a fare l’avvocato).
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Qui si è solo detto che è un bene che il Governo abbia liberalizzato le tariffe degli avvocati, così ci saranno avvocati cari e avvocati meno cari.
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La pippa sul sapere come valore di base ci trova tutti d’accordo, ci mancherebbe.
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Riguardo a quelli “nè di destra nè di sinistra”, è risaputo che sono di destra e si vergognano a dirlo. Per il famoso mistero irrisolto per cui chi dice che “rossi e neri sono tutti uguali”, rigorosamente vota per i neri. Anzi, faccio che chiedertelo: cosa hai votato il 9 aprile?
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
E comuque tua Unione sovietica tua e lo ripeto: sul sito c’è un’immagine con la falce e martello e le scritte in cirillico oppure mi sbaglio… abbi il coraggio delle tue idee…
By Andrea on Jul 20, 2006
ci ho fatto un pisello
By Andrea on Jul 20, 2006
Caro Paul si tratta di più: abolizione del divieto di patto di quota lite, vergognoso per la nostra professione e possibilità di pubblicità ancora più indecoroso: te lo immagini? venite da me asassini e ladri tutti assolti con trecento euro? Onestamente ti sembra che la difesa dei diritti del cittadini sia suscettibile di una pubblicità di tipo commerciale Le tariffe ti ripeto di fatto, almeno per noi gfiovani avvocati sono libere ed è giusto così
By Andrea on Jul 20, 2006
boh, nel logo c’era un po’ di ironia. E poi l’immagine è carina. si vede il grano e il libro: alimento per il corpo e per la mente.
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in ogni caso sono un liberal di sinistra, di formazione marxista come studi, ma arrivato negli anni a riconoscermi in una cultura di mercato (giusta concorrenziale, ecc.).
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Piuttosto: chiarisci i tuoi messaggi prima. Perché mai ti sei messo a parlare di diritto degli avvocati a fare l’avvocato? Qualcuno lo ha mai messo in dubbio?
Io penso che l’avvocato lo debba fare SOLO chi ha i titoli per farlo. Ma da questo a pensare che avere i titoli per fare l’avvocato dia il DIRITTO a essere ricchi, ce ne passa. Bisogna, giustamente, meritarselo.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
io sono favorevole alla pubblicità (per di più il decreto Bersani le irregimenta molto fortemente, quindi niente cose oscene, ecc.). Nota: ci sono in tutto il mondo civile, le pubblicità degli avvocati.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
e aggiungo che se opportunamente regolato, il patto di quota lite mi sembra introducibile. Certo, bisogna evitare la giungla (cioè, un iperliberale direbbe che bisognerebbe fottersene e che il mercato si autoregoli), ma personalmente da liberal non estremista credo sia utile introdurre forme *controllate* di flessibilità di compenso anche nell’avvocatura.
Tra l’altro, introducendo la class-action, il patto quota lite diventa una necessità automatica. Non mi vedo un avvocato che emette 15.000 parcelle per un’eventuale class-action sul caso Parmalat, per dire.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Caro suzukimaruti… quella sul sapere non è una pippa ( potresti usare anche espressioni un po’ più eleganti) L’India ci sta passando avanti perchè ha saputo investire e pagare bene i suoi ingegneri; i nostri laureati vanno tutti all’estero . Il discoro sul sapere poi caro suzuki lo hai tirati in ballo tu, dicendo che non conta niente perche tu, imprenditore comunista riesci a guadagnare più di un laureato.. scusa ma il tuo modo di ragionare che tutto misura col denaro non è un po’ di destra anzi della destra più bieca… Ti parrà strano ma io sono contro l’abolizione del divieto del patto di quota lite non per ragioni economiche ( ni porterebbe vantaggi).. ma per il decoro dela mia attività e ti parrà ancora più strano per il consumatore che si fiderà sempre meno dell’avvocato, trasformato in un imprenditore maneggione.
By Andrea on Jul 20, 2006
Ti ripeto suzuki di essere ricco ti parrà strano non mi importa. Il decreto Bersani non irreggimenta proprio niente nè per il pato di quota lite nè per la pubblicità. Quella meramente informativa era già prevista dal nostro codice deontologico P.S. un marxista per la libera concorrenza ….. Da ragazzo ero anche io marxista e comunista poi mi sono accorto che sono idee che si sposano male con il popolo italiano… troppo individualista e comunista con i soldi delgi altri mai con i propri
By Andrea on Jul 20, 2006
Ti spiego ancora meglio i Bersa vuole inoltre estndere la forma societaria anche agli studi professionali, con possibile ingresso del socio non professionista.. ecco comechi non è professionista poi di fatto lo diventa.. e l’autonomia ed indipendenza del difensore prevista dalla nostra costituzione dove la mettiamo?
By Andrea on Jul 20, 2006
Forme controllate ma flessibili…. vedi che quasi quasi ti ho convinto e siamo d’accordo se le controlli…. allora non sono più libere….
By Andrea on Jul 20, 2006
Andrea, non ci capiamo: il valore sul mercato non è la misura del valore “umano” di una persona.
Volevo farci un post, ma per mancanza di tempo è saltato, ma mi spiego.
1) La laurea non misura il sapere. Misura gli studi fatti, anzi gli esami passati.
Ed è per quello che sono favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio nei concorsi pubblici.
Il sapere è una cosa più complessa e non finisce con la laurea, ma è un insieme di attitudini, curiosità, voglia di osare, ecc. Conosco gente con la quinta elementare che dà lezioni di vita a me che gioco a fare l’intellettualino, tronfio dei miei trentaelode presi all’Università.
2) In compenso – sul mercato e sul lavoro – io tifo per la meritocrazia. E i meriti non sono certo i titoli di studio, ma i risultati materiali sul lavoro. Conosco fior di laureati che non sanno lavorare (ovvio: hanno passato gli anni migliori a studiare e basta!) e personalmente trovo che i migliori collaboratori siano coloro che hanno lavorato mentre studiavano: hanno esperienza di lavoro, hanno le nozioni acquisite con lo studio, e magari da un po’ di anni hanno smesso di farsi mantenere, quindi non fanno i capricci.
Ai tempi della scuola era diverso: io ero uno oggettivamente bravo a scuola, che non studiava quasi mai. La cosa dava i nervi ai professori, i quali premiavano i più fessi che si ammazzavano di studio e rendevano così così. E’ l’idea vagamente cattolica del premiare l’impegno anziché i risultati.
Nel mondo del lavoro non è così: si guarda al risultato. Ed è naturale che sia così. Non che la cosa mi piaccia al 100% ma più che prenderne atto non so che fare. Insomma, là fuori vincono i “bravi” e non i “buoni”.
3) La fuga dei cervelli è un’altra cosa. Ed ha altre radici, non certo i pagamenti bassi: qui va via chi fa ricerca, non gli ingegneri di professione (salvo rari casi, ovviamente).
E i ricercatori vanno via perché il governo di destra ha tagliato i fondi alla ricerca (tagliato tanto, riducendoli ad un decimo di prima).
Ecco perché il 9 aprile non avresti dovuto disegnare il pisello sulla scheda. Bastava già questo.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Guarda poi caro suzuki che non ho mai detto che essere laureato debba voler dire essere ricco.. significa solo aver il diritto a svolgere il lavoro per cui si è studiato anche su questo mi pare siamo d’accordo o no ?
By Andrea on Jul 20, 2006
Ma perchè scusami la concorrenza ti toglie il diritto a svolgere la professione?
By paul on Jul 20, 2006
eh no! caro suzuki l’Università attraverso gli esami ha il compito di certificare il sapere punto e basta se no non servirebbe a niente.Allora ho ragione io: abolisci il valore del titolo e consenti anche al verduraio di fare l’igegnre perchè passa l’esame di abilitazione, dove la laure anon conta più niente. Eccola qui la tua liberalizzazione……
By Andrea on Jul 20, 2006
Insomma ho ragione io: vuoi o forse volete far fare l’avvocato o il medico anche a chi non è laureato.. siete per la liberalizzazione e per l’ablizione del valore legale del titolo di studio… Scusate una domanda indiscreta ma voi una qualsiasi laurea, fosse anche in pedagogia ce l’avete’
By Andrea on Jul 20, 2006
Per paul suzukimaruti me lo vuol togliere lo vorebbe fare anche lui….
By Andrea on Jul 20, 2006
attenzione: il Governo (e personalmente nemmeno io) non è per il liberismo selvaggio. Quindi ben vengano le liberalizzazioni, ma non il laissez faire.
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come dire: non mi devi convincere di nulla perché è quanto penso già dal primo minuto: liberalizzare con giudizio, cioè senza buttare il sasso nello stagno e vedere che effetto fa.
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ed è esattamente quello che prevede il decreto (che prevede di concordare con le categorie professionali le norme sulla pubblicità). Ugualmente – cioè stabilire regole leggere per evitare sproporzioni o cazzate – faranno per il patto quota lite.
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Insomma, le riforme di Bersani non è che tolgono le regole di colpo e dicono “arrangiatevi!”. Piuttosto, sono riforme che normano *in senso liberalizzatore*, abbattendo alcuni privilegi e alcune resistenze anti-concorrenziali. Il tutto a beneficio degli utenti.
Il tutto, poi, è la base del riformismo socialista liberale, che francamente è la linea politica in cui mi riconosco riguardo al mercato. (a proposito: per decenza e decaduti termini esistenziali non mi definisco più comunista italiano dal 1992; voto ds e spero di votare il partito democratico tra 5 anni)
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Sulla questione soci e non soci entranti, non sono tanto del mestiere. Credo – da quel che ho capito – che l’ipotesi sia rendere più facile la “crescita” di un avvocato, agevolandogli l’ingresso in società. Ma diciamo che è una norma minore (per me consumatore: per gli avvocati non so)
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Caro suzuki ero di sinistra prima che il tuo Treu inventasse: 1) il lavoro interinale 2) i co.co 3) le agenzie di lavoro temporaneo IO ho trenta anni tu forse qualcuno in più e non tirendi ben conto.. la mia generazione E’ STATA ROVINATA da questi provvedimenti di sinistra .. ma erano davvero di sinistra…..
By Andrea on Jul 20, 2006
Andrea: il valore legale del titolo di studio è il punteggio aggiuntivo che il titolo dà quando fai un concorso.
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Ed è il motivo per cui chi si è comprato il diploma o la laurea al CEPU o in un diplomificio privato ti passa davanti ai concorsi per lavorare.
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Nessuno qui vuole mettere fuori legge le lauree.
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Però insisto: la laurea non dà nessun diritto a fare il lavoro per cui si è studiato. Dà l’OPPORTUNITA’, ma non certo il diritto. E’ il mercato a decidere chi lavora e chi no. E chi non fa il mestiere per cui ha studiato si adegua. E lo dico da marito di un’ingegnera che (felicemente) ha smesso di fare la sua professione e ora scrive libri.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Caro suzuki non è affatto una norma minore nemmeno per te……. ti rivolgi ad una S.r.l. che eroga servizi legali e poi non sai nemmeno che è partecipata dalla tua controparte….
By Andrea on Jul 20, 2006
Insomma non mi rispondi … per fare l’ingegnere ( costruire case, firmare progetti, impianti , ponti autostrade ecc ecc.) nella tua ottica è indispensabile la laurea o è solo opportuna Risposta secca: Si o NO!!!
By Andrea on Jul 20, 2006
Andrea: il decreto Treu mi trovò perplesso già allora. In compenso la legge Maroni (loro la chiamano Biagi, ma detesto chi strumentalizza i morti) fa molto peggio e rende ancora più penalizzante il lavoro precario (”flessibile è un eufemismo”).
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Cioè, mi sa che non sei di sinistra perché sei di ultra-sinistra.
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Personalmente non credo che abbia senso nemmeno ipotizzare un mercato in cui tutti hanno il posto fisso. E’ un’irrealtà.
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Detto questo, se alle forme di flessibilità affiancassero ammortizzatori sociali ed efficaci controlli (per evitare sfruttamenti, tipo le aziende che “macinano” stagisti per non pagare dipendenti), si potrebbe fare. In Svezia funziona bene. La legge Maroni va rivista pesantemente. E pure il decreto Treu.
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Però non viviamo nel mito del posto fisso: nel 2006 non è più praticabile su larga scala. Basta solo che al posto non fisso faccia seguito una ricchezza di opportunità di lavoro e non una scarsità come ora. Per questo che (cosa di sinstra) bisognerebbe per esempio vietare per legge gli straordinari.
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Ma stiamo divagando e allargando il discorso troppo.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Vedi il discorso di CEPU .. per me dovrebbero proibire certe agenzie il fatto che qualcuno si compri la laurea non significa però che tu debbe tutte buttarle nel cesso. Meti fuori legge quei due o tre furbacchioni no!?
By Andrea on Jul 20, 2006
Andrea, ti ho già risposto: i titoli di studio sono OBBLIGATORI per svolgere alcune professioni critiche. Ed è una cosa sacrosanta e indiscutibile, ma ti ho già spiegato che non stiamo parlando di questo, che peraltro è un non-discorso, visto che TUTTI (salvo i malati di mente) sono d’accordo su questo punto.
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Ma, perdonami, è una cosa talmente ovvia che mi inquieta che tu pensi che qualcuno possa tifare per un mondo in cui il primo che passa fa l’avvocato.
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Hai letto il mio commento sopra dove spiego cosa significa “valore legale del titolo di studio”?.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Chiudiamo subito la divagazione La legge Maroni non aggiunge granchè al pacchetto TREU sostituisce i co. co.co con i co.co.pro. punto e basta.. penso devvero a tutti i miei amici che, meno fortunati di me, grazie al tuo governo fintamente di sinistra sono stati schiavizzati dalle vostre agenzie di lavoaro interinale, per me di aporalato organizzato…
Non hai risposto alla mia domanda
By Andrea on Jul 20, 2006
Santa pazienza.
By paul on Jul 20, 2006
Ripeto: stiamo discutendo di una non-questione a causa di un’incomprensione (evidentemente ho spiegato/hai capito male cosa significa “abolizione del valore legale del titolo di studio”).
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Abolire il valore legale è importante, in primis perché nei concorsi pubblici (non quelli per i professionisti: lì il titolo di studio ha valore necessario d’ingresso, cioè ad un esame di stato per avvocati ci va solo chi ha i titoli necessari, ma è un’altra cosa) si deve valutare la capacità materiale del candidato al lavoro e non meriti acquisiti nello studio (peraltro non sindacabili).
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E questo per un principio di giustizia: si valutano i risultati e non le rendite di posizione acquisite. E lo dico perché il mondo è pieno di gente che a scuola era un pessimo studente e nella vita grandi lavoratori nei loro ambiti. Magari c’è chi ha messo la testa a posto a 18 anni dopo il diploma, magari c’è chi aveva impedimenti a studiare e poi si è svegliato.
Insomma, il titolo di studio non dice nulla di un lavoratore. Conta l’esperienza e – è lo scopo dei concorsi – la performance dimostrata in loco.
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Per di più – lo dico dopo anni di politica nelle scuole a livello nazionale – in Italia la disparità tra scuola e scuola è inquietante. Cioè, in genre fare il liceo al Sud è dieci volte più facile che farlo al nord. Lo stesso vale se lo fai in una piccola cittadina o in una grande città. Non sono considerazioni razziste, ma banalmente esperienza diretta: c’è troppa disparità di preparazione, non c’è uniformità tra scuola e scuola.
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Faccio un esempio: se ad un concorso per impiegato comunale in un ufficio stampa arrivano un diplomato all’istituto tecnico (un geometra, per esempio) con 100 alla Maturità presa al CEPU e un diplomato al liceo classico con 80 alla Maturità presa in un liceo cazzuto, attualmente prende più punti di partenza il geometra (che tra l’altro è squalificato per il lavoro, almeno sulla carta).
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Ecco un esempio di ingiustizia che si crea.
Per quello che molti (di sx e dx) vogliono abolire il valore legale dei titoli di studio (e non è che vogliono abolire I TITOLI DI STUDIO), ma solo il plus che danno ai concorsi misti.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
paul: appunto
Andrea: ti ho risposto nel commento immediatamente sopra al tuo. Per favore, leggilo: ti sei agitato per un tuo misunderstanding.
paul: ma mi sono spiegato male io o non ha colto?
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Ti faccio un altro esempio: cattedra di matematica in un liceo? concorso. è obbligatoria la laurea in matematica? o va liberalizzazto anche quello?
By Andrea on Jul 20, 2006
E poi sei un po’ razzista … mi sembra di sentire accenti leghisti nelle tue parole o mi sbaglio.. sempre un po’ snob e presuntuosi, comunque, voi polentun….
By Andrea on Jul 20, 2006
Riguardo a destra e sinistra, mi pare psichedelico e assurdo (cioè è un’altra discussione demenziale alla Rapone [che è un mio amico situazionista]) accusare la sinistra di voler più precariato della destra. Insomma, ci sono 5 anni di legislatura passata che dicono tutt’altro. Basta leggere. Scusa se su questo non seguo oltre: capisco che lo fai per partito preso.
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Detto questo, entro nel merito cococo e co-pro.
I primi impedivano alle aziende di sfruttare il cococo per più di un tot di tempo (3 mesi), altrimenti avrebbero dovuto assumere.
Coi co-pro i tempi si allungano a 6 mesi e 1 anno. E questo genera sottocupazione, cioè lavori così lunghi da essere “coinvolgenti” per il lavoratore, ma non così lunghi da dargli prospettive (es. fare un mutuo, comprare un’auto a rate, ecc.).
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Per questo era meglio un cococo trimestrale in cui l’azienda dopo 3 mesi o ti assumeva o passava ad altri. Perché così il cococo era veramente un plus e non il sostitutivo di un dipendente.
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La critica alla legge Maroni è tutta qui: crea sottocupazione prolungata e non crea “fermento”.
Infatti è pieno di piccole imprese che fanno lavorare gente (molti laureati) con co-pro annuali. E questi manco possono prendere un videoregistratore a rate, le società di finanziamento non gli riconoscono le buste paga e i contratti, ecc.
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Col cococo, invece, le aziende sapevano che potevano “provare” i lavoratori, formarli, ecc. Ma o li assumevano o niente. Cioè non avevano forme a basso costo di sostituzione di lavoro dipendente. La differenza era molta. E tutta a favore dei lavoratori.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Andrea: di nuovo, credo che parli senza sapere.
Mi ripeto per l’ultima volta. Confondi il valore legale dei titoli di studio nei concorsi con il ***valore abilitante*** dei titoli di studio per determinate professioni, cioè il titolo di studio come REQUISITO per fare certe cose. Ed è un principio sacrosanto: per fare certe professioni E’ SACROSANTO AVERE DETERMINATI TITOLI DI STUDIO ABILITANTI (ma in quel caso il titolo di studio non ha valore legale nel concorso, visto che ce l’hanno tutti). Sono riuscito a farti capire la differenza?
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Quindi nel mio mondo ideale per fare il medico bisogna essere laureati in medicina e per fare l’avvocato bisogna essere dottori in legge, aver fatto la pratica, aver superato l’esame di stato, ecc.
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In compenso, per fare il bagnino in una piscina comunale prendi più punti al concorso a seconda del voto preso alla Maturità (indipendentemente dal fatto che uno abbia fatto l’istituto per panificatori o il liceo linguistico). Cioè in questo caso il titolo di studio è un valore fuorviante, giacché in un concorso simile dovrebbe vincere chi nuota meglio, chi è più preparato sulle tecniche di salvamento, ecc.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Riguardo alle accuse di razzismo: ho sposato una donna di Gallipoli, che ha studiato prevalentemente qui a Torino ma ha fatto un anno di liceo a Bari dove – parole sue – non ha praticamente studiato per un anno e preso otto di media o giù di lì.
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Ti ripeto: per anni sono stato tra i responsabili a livello nazionale della più grande associazione di studenti di sinistra in Italia e conosco molto bene la situazone. Tra l’altro la cosa è confermata dagli studenti stessi, dagli insegnanti, ecc. Ed è un problema noto da tempo al Ministero della Pubblica (evviva!) Istruzione.
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Ti faccio un solo esempio, che non è che uno dei tanti: al sud, soprattutto in zone turistiche, un allievo fa in media il 10-15% di giorni di lezione in meno rispetto alle scuole del nord. Questo perché a metà maggio al sud si smette (anche se formalmente è vietato) di andare a scuola: fa caldo, lì inizia la stagione turistica e per tradizione non si va.
Quando seppi della cosa la prima volta, ne fui sorpresissimo. Anzi, invito i lettori del sud a testimoniare la situazione.
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Questo è anche il motivo per cui, per esempio, molti vanno a fare gli esami di stato al Sud: passa più gente.
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Anzi, ma stiamo divagando ed è una materia che credo interessi solo me, uno dei problemi dell’Istruzione italiana è uniformare il grado di preparazione tra zona e zona.
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Prendo atto della tua precisazione. ma non era cosa scontata come credi tu
By Andrea on Jul 20, 2006
evidentemente no, in effetti. ma fidati: nessuno su questa terra vuole abolire i titoli di studio!
By Suzukimaruti on Jul 20, 2006
Mi fai RIDERE!!!! grazie a Treu ( altro che partito preso) i miei coetanei sono stati sballotati (a differenza dei tuoi tutelati dalla CGIL) da un ‘azienda all’altra dalla Man Power, dalla Adecco ecc. ecc. ottopagati ed umiliati senza alcuna garanzia Negli anni 1996-2001: queste cose le ha fatte la SINISTRA non il Berlusca… parli bene forse perchè non ci sei passato
By Andrea on Jul 20, 2006
Intendevo tuoi coetanei
By Andrea on Jul 20, 2006
ti sei chiesto come mai dopo cinque anni di governo fallimentare del Berlusca la sinistra ha rischiato di perdere? e non dare la colpa alle telvisioni nessuno la beve più
By Andrea on Jul 20, 2006
ma hai letto questo?
dove si dice che lost potrebbe fermarsi alla terza stagione per il passaggio di j.j.abrams alla concorrenza
By franco on Jul 20, 2006
vedo che stanotte non avete dormito molto …
e che, soprattutto, si è andati terribilmente fuori tema rispetto alle liberalizzazioni.
Quindi ci ritorno.
@andrea: no, non mi intendo minimamente di aule di giustizia, e per fortuna, aggiungo: non essendo avvocato le avrei potute frequentare solo da imputato, e non è il caso…
Quindi riguardo alla “quota lite” non so nulla, ma mi pare che Paul dicesse l’esatto contrario di ciò che sostieni tu, cioè che l’abolizione della quota lite permetterebbe l’accesso alla difesa anche ai meno abbienti…
Inoltre, riguardo al fatto che la legge obblighi a 2 anni di praticantato più un successivo esame di abilitazione (dove tu stesso hai detto che passano il 30% degli iscritti) è chiaro che si tratta di protezionismo corporativo: avvocati (in questo caso) che non vogliono altri avvocati a far loro concorrenza. E questo è ovvio perchè nel praticantato, nella maggioranza dei casi, il praticante non fa nulla che possa aumentare la propria preparazione in vista dell’esame (se non studiare e sperare), ma si occupa delle cose noiose dello studio e di fare fotocopie. Ovviamente gratis o quasi. E poi non è assolutamente detto che in quello studio ci resti a lavorare dopo l’esame di abilitazione…
Questo non vale solo per gli avvocati, ovvio, ma anche per tutti gli altri professionisti. E gli ordini professionali tutelano quello. A questo punto sarebbe più onesto verso chi vuole intraprendere una certa carriera universitaria che gli ordini sovrintendessero all’istituzione di un “numero chiuso” alla iscrizioni per le facoltà universitarie. Del tipo: “ogni anno ci servono x avvocati. quindi, considerando gli abbandoni e chi non passerà l’esame, si possono iscrivere x + 40% studenti”. Sarebbe più semplice e il protezionismo sarebbe “a monte”, quindi chi vuole accedere alla professione si mette l’anima in pace da subito, invece di doversi scontrare contro i vari muri di gomma…
Poi mi piacerebbe sapere come mai ritieni indecoroso farsi pubblicità, e cosa c’è di male nella mancanza di tariffe minime.
By degra on Jul 20, 2006
che sfiga! solo io allora sono capitata in un liceo classico al sud (sicilia per la precisione) in cui facevano studiare un sacco… guarda tu, e anche molti amici miei che hanno fatto scientifico, commerciale,ecc…
e poi si’, che bello, aboliamo il valore dei titoli di studio per i concorsi, cosi’ almeno non bisogna fare tutti quei calcoli complicati per far passare i raccomandati…
By djdona on Jul 20, 2006
dalle mie parti non si smetteva di andare a scuola a meta’ maggio, ma al primo giugno.. senza contare che molti avevano da fare interrogazioni per recuperare, quindi andavano a scuola fino al 5-6 giugno.. insomma alla fine si saltavano al massimo una decina di giorni, altro che 15% dei giorni di scuola saltati… e non credo che sono quei giorni li’ che influiscono sulla preparazione…
cmq per avere un’idea della preparazione delle scuole superiori nel sud basta farsi un giro nelle universita’ di tutta italia, al nord e al sud, e vedere che chi viene dal sud non e’ in media piu’ impreparato…casomai a volte a me sembra il contrario…
poi non si puo’ mai generalizzare, dipende da che professori ti capitano… se sono preparati e se hanno voglia di fare studiare… e considerato che la maggiorparte dei prof delle scuole del nord viene dal sud…
insomma suzuki, mi sembri una persona intelligente, ma gia’ in un paio di post hai parlato della sicilia e del sud senza conoscere come stanno le cose, ma solo per sentito dire… non ti dico che sei razzista perche’ non lo sei, ma superficiale nei giudizi questo si’…
By djdona on Jul 20, 2006
Caro degra sul fatto che l’esame di abilitazione è iniquo sono d’accordo con te … ci sono passato due anni fa quando ero praticante … sul praticantato no e tu mi sembri assai disinformato.. l’avvocato non è una professione che si può imparare solo sui libri ma occorre frequentare sotto la guida di chi ne sa qualcosa di più le aule di giustizia ed occorre frequentare a lungo unos studio per imarare a redigere una miriade di atti giudiziari ( tanti e diversi tra loro. Sul numero chiuso non sono d’accordo affatto. chi se lo merita deve avere la possibiltà di fare il lavoro che vuole La cosa più giusta sarebbe sostituire l’eame con corsi di formazione post lauream gestiti dalle università, con la collaborazione degli studi professionali.
Quanto alla pubblicità non è per presunzione o per rivendicare a tutti costi un prestigio e un decoro che il mio lavoro deve per forza avere. Ma rifletti bene: un omicidio, uno stupro, una rapina ti sembrano cose suscettibili di una pubblicità commerciale ? Io francamente credo che un avvocato non debba essere assoggettato totalmente a logiche mercantilistiche…. cerdo al contrario che la professione dell’avvocato, che è strettamente legata al diritto di difesa costituzionalmente garantito per il cittadino nei confronti di una pretesa punitiva dello stato debba mantenere o casomai riacquistare se inparte lo ha perso un ruolo ed una funzione sociale… Non ti dimenticare poi dell’istituto del gratuito patrocinio, che è asai diverso da come viene descritto in questo forum, dove viene confuso con la difesa d’ufficio ( cosa assi deiversa).
Con il gratuito patrocinio il soggetto indigente che denuncia meno di 9000 Euro viene assistito gratutiamnete da un avvocato ( di sua scelta) che viene pagato dallo stato con parcelle ridotte ai minimi tariffari. Non capisco il perchè dielle vostre critiche … ritengo al contrario che questo istituto sia indispensavile per garantire a tutti anche ai meno fortunati una idonea difesa
By Andrea on Jul 20, 2006
Sul patto di quota lite : cliente ed avvocato possono accordarsi nel senso che il compenso del professionista viene detrminato su una percentuale di quanto ottenuto per il cliente in caso di vittoria di lite. Fino ad ora era vietato… ma anche qui ragazzi c’è un frainteso.. era vietato perchè cio poteva ritorcersi sul rapporto fiduciario che si viene ad instaurare tra avvocato ed assistito… immagina di vincere una causa e di non esserti accorto che hai firmato un mandato che ti obbliga a dare metà di quello che hai ottenuto al tuo legale…. ( in America dove è ammesso siamo intorno al trenatre per cento)Mi dirai che ti importa per te meglio così! No caro Degra.. sono abbastanza intelligente per capire che alla lunga anche una pratica di questo genere si ritorcerà ancora di più sulla nostra categoria facendogli perdere di credibilità…. ripeto ritengo che lottare in giudizio per l’affermazione di un dirito del cliente non possa e non debba essere ridotto ad attività mercantile o imprenditoriale…..
By Andrea on Jul 20, 2006
Vedi … si parla di liberalizzazioni… ma il merito dei provvedimenti non lo si conosce tanto bene.. prendi il caso di Degra non sa nemmeno cosa è il patto di quota lite .. ma la vertenza tra legali e governo si basa pproprio su quello oltre che sulla pubblicità
By Andrea on Jul 20, 2006
Anche a me caro suzuki sembri persona intelligente… anche se a volte, pur dimostrando una non comune cultura, ti arrocchi su dei partiti presi e manchi di ragionevolezza e spirito critico…. il tuo è il modo di ragionare del politico di sinistra lo so bene prchè nelle segreteri dei DS( abito a Castelfiorentino ( provincia di Firenze , il paese più comunista d’Italia) ci sono stato tanto anche io.. poi mi sono stufato delle loro clientele e delle loro cricche
By Andrea on Jul 20, 2006
Per Tutti :Ciao a tutti e grazie della piacevole e costruttiva chiaccherata. P.S. se avete bisogno di un buon legale potete rivolgervi al sottocritto
Ciao ancora!
By Andrea on Jul 20, 2006
djdona: capisco quanto dici, ma se permetti la tua testimonianza rafforza quanto ho detto a proposito della scuola al Sud. Certo, da voi si saltavano meno giorni (e ricordo che si va a scuola circa 200 giorni all’anno), ma altrove se ne saltano di più (potrei citarti centinaia di casi). E nelle scuole al centro-nord non se ne saltano affatto.
Certo, ci sono le eccezioni. Ma il dato generale è che al sud si va a scuola meno giorni che al nord. In media i giorni persi variano tra i 15 e i 30 (su un periodo ottobre-giugno). Ma c’è un dato che credo dimostri già quanto il problema sia sclerotizzato: guarda ogni anno in che giorno inizia l’anno scolastico nelle varie regioni. Incredibilmente, più si va a sud, più si inizia tardi. E – non mi sono mai spiegato il perché se non con il fatto che lì l’estate dura di più per ovvie ragioni climatiche – la Sicilia è sempre l’ultima regione ad iniziare, spesso già 10 giorni dopo le altre.
E – ripeto – questa non è una novità, ma un problema noto al Ministero ormai da anni e anni. (conta, era già una storia vecchia quando iniziai il liceo nel 1988)
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Riguardo al razzismo: quelli che espongo non sono opinioni, ma dati, quindi non credo siano bollabili. E non è neanche disinformazione.
La politica scolastica è stata il mio interesse principale per anni. L’ho svolta a livello nazionale, girando decine di scuole in tutto il paese, incontrando migliaia di studenti, ecc. Ho passato anni ad occuparmene, a studiare, ecc. Tuttora vengo considerato, per dire, un esperto di sistemi scolastici comparati e all’epoca fui tra quelli che fecero gli incontri paritari tra studenti e Ministro (era la Jervolino, all’epoca) per l’approvazione della carta dei diritti dello studente.
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Cioè su questi argomenti abbiamo fatto anni di studi, incontri, seminari, ecc. Il problema del divario di preparazione tra allievi del nord e allievi del sud non è una mia opinione, ma un fatto riconosciuto. Ed è vissuto come un problema dagli studenti stessi.
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Per fare un esempio: il mio diretto capo quando faceva politica era un ragazzo di Napoli, ora dirigente dei DS e futuro parlamentare. E nel direttivo forse ero quello più a nord di tutti.
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Vorrei, insomma, fosse chiara una cosa: dire che al sud certe cose vanno male non significa essere razzista, anzi: significa conoscere le realtà da vicino e cercare di evidenziare i problemi. Basta non strumentalizzare i dati. E credo di non farlo.
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Dire che al sud c’è un problema di qualità dell’insegnamento, di carenza di strutture, di scuole fatiscenti, ecc. non è razzista: è semplicemente reale. E lo dico sulla scorta del fatto che dal 1990 al 1993 ho compilato personalmente insieme ad una manciata di altri compagni il libro bianco annuale sull’edilizia scolastica. E per quanto ne so le cose sono cambiate ben poco: so di licei al sud e in provincia anche al nord dove si parla in dialetto a scuola, ecc.
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Rilevare le differenze tra sud e nord capisco possa essere una cosa antipatica. Ma non lo faccio da leghista, non lo uso per dimostrare alcunché. Però dire che al nord mettiamo le cinture di sicurezza in auto e il casco in moto e al sud no è un dato puro. L’etica dell’affermazione dipende dalla frase che segue. Se uno dice “non mettono il casco perché sono terroni” allora è razzista. Se uno (è il mio caso) si chiede come mai non mettono il casco e come mai le forze dell’ordine non fanno le multe, magari non è simpatico ma è solo uno che vuole capire e – ove possibie – dare una mano.
By Suzukimaruti on Jul 21, 2006
Andrea: senza offesa, la tiratina paternale (non richiesta e – credo – non meritata) era evitabile, non fosse altro perché fatta con qualunquismo un tanto al chilo.
Giusto una precisazione: un blog in cui tutti possono commentare e in cui il titolare partecipa alle discussioni e lascia ampio spazio a chi commenta non è il blog di uno che “si arrocca”.
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E potrei dirti anche che non milito nei DS (ma li voto, li voterò e li faccio votare) perché molti miei compagni patiscono il mio non ragionare come un politico di sinistra per partito preso.
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Il fatto è che in quest’epoca in cui il disinteresse viene mascherato da superiorità e in cui l’avalutatività viene venduta come serenità mentale, capita che le opinioni forti siano scambiate per apodissi.
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Insomma, per farla breve, un militonto di sinistra non ti avrebbe più dato retta dal secondo commento in poi, trincerandosi.
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Ultima cosa: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una proposta dei Radicali e – all’epoca – del PLI. I DS, ad esempio, sono perplessi ma tendenzialmente contrari. Questo per far capire quanto sono ortodosso e fedele alla linea (anche se la linea non c’è)
By Suzukimaruti on Jul 21, 2006
P.S. titarina paternale un corno … mi sembra che tu subito mi hai chiesto per chi votavo o mi sbaglio.. sei tu che etichetti per primo le persone caro suzuki… il fatto poi che tu stesso ammetti che un militante di sinistra, a me che mi considero nè di destra nè di sinisra perchè ti ripeto non mi importa niente, non avrebbe lasciato spazio .. la dice lunga sulla serenità del dibattito politico in Italia e sulla faziosità e sattarismo anche della tua parte politica….. sbaglio o qualcuno disse: odio le tue opinioni, darò la vita affinchè tu possa esprimerle….. Potrei anche ammetter di essere qualunquista.. sai che ti dico Giannini diceva tante cose giuste secondo me…. ma il bello è che non lo sono e non mi sento nemmeno superiore .. non mi piacciono nè gli uni nè gli altri, è un reato è una colpa….. Ho dei valori, non più degli ideali politici, ammesso che ci siano ancora …. Ti dico una cosa però non giudicare bene o male le persone solo per come votano..( come hai voluto fare con me ponendomi la fatidica domanda) ho incontrato tante volte delle persone che votavano a destra, ma in perfetta buona fede, credendo di fare l’intersse generale del paese ed erano bravissime persone
By Andrea on Jul 21, 2006
^^”Ti dico una cosa però non giudicare bene o male le persone solo per come votano..”
o anche per che squadra tifano…
basta che tu sia della Juventus che lui ti etichetta come merda umana senza dignità di esistere, senza morale, senza intelligenza…
bella roba!
By stayin on Jul 21, 2006
gran bel post…
By stone on Jul 21, 2006
Uhm, pensa invece che la sottoscritta è stata più volte ospitata, il che forse vuol dire che un minimo di dignità di esistere mi è stato riconosciuto…e dire che tutta la mia famiglia è di juventini sfegatati!!
Al di là della critica becera, votare per un partito è abbastanza esplicativo di certe idee di una persona. Non vuol dire essere buone o cattive persone ma è certamente indicativo della visione della società che ognuno ha.
Certo, questo ragionamento può valere per chi vota con convinzione e sulla base di idee/ragionamenti/valori ecc e non per la prima promessa “conveniente” che sente, si capisce…
By svaroschi on Jul 21, 2006
Per stayin: ticapisco sono juventino anche io….
By Andrea on Jul 21, 2006
Andrea e stayin: ovvio che se siete di destra e della juve dovete morireeeeee!

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Scherzi a parte: essere della juve è di cattivo gusto, riduce le dimensioni del pisello ai maschietti, imbruttisce le donne ed è antisportivo, ma è un male minore.
In ogni caso a breve apriremo delle cliniche di rieducazione in Siberia, in cui gli juventini saranno “ospitati” per periodi a tempo indeterminato fino ad avvenuto rinsavimento…
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Personalmente, essendo un fottutissimo relativista, non giudico le persone per ciò che votano (per dire: ho fatto da testimone di nozze ad un caro amico che è fascistissimo militante). In compenso capita che ciò che votano sia espressione del loro modo di essere e fare. E su quello le giudico. E se uno vota per Berlusconi, in my opinion nella maggior parte dei casi lo fa in malafede (per convenienza/egoismo) o perché ignorante/razzista/gradasso. E in quel caso allora giudico il loro modo di essere/fare.
Ma questo vale per tutti i colori: il mondo è pieno di stronzi e idioti che votano il centrosinistra: bene o male siamo il 50% del paese e lì in mezzo c’è una bella quota di gente detestabile.
Certo, la mia impressione è che tra chi vota a destra il tasso di idiozia/disonestà/ignoranza sia più alto, ma è un effetto del Berlusconi-pensiero.
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Nel resto d’Europa, infatti, la destra si arroga (e spesso ha) il primato morale: loro sono i guardiani delle regole, i tradizionalisti, quelli con un alto profilo istituzionale, con una concezione altamente etica dello Stato, ecc.
In Italia è il contrario: da noi la destra ha sempre flirtato con il malaffare, il crimine, gli evasori fiscali, i prepotenti, ecc. Insomma, le famose leggi ad personam.
Per quello che la destra – ma quella spicciola, cioè la gente – ha perso il primato morale in Italia: perché è diventato il partito dei furbi, di quelli che saltano le code, che si fanno la villetta abusiva, ecc.
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Ci fosse una bella destra europea cazzutissima e super-attaccata alle regole e all’etica, non la voterei nemmeno morto ma ne rispetterei molto di più gli elettori.
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Tornando ad Andrea: il chiederti (rileggi il contesto) cosa voti non implica automaticamente etichettarti (vedi sopra: stimo decine di persone di destra). Anzi, il pensiero categorico assoluto mi è estraneo. Sono, come già detto, un relativista. La cosa dà molto fastidio a Ratzinger e ad alcune prefiche dell’assolutismo sinistrorso, ma è così.
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Però, detto questo, e detto che giudicare le persone senza conoscerle a fondo non è consigliabile, è palese che pur non conoscendoli so benissimo cosa pensare – per fare un esempio – degli iscritti al partito pro-pedofilia in Olanda o degli Irriducibili della Lazio.
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Cioè, relativisti sì, open-minded sì, ma non piciu.
By Suzukimaruti on Jul 21, 2006
ma infatti l’ho detto chiaramente ” non ti dico che sei razzista perche’ secondo me non lo sei”, da quello che leggo sul tuo blog credo che tu e il leghismo siano due cose ben separate e distinte
)…ma le generalizzazioni sud-nord le fai eccome…
gia’ quando dici al sud e al nord in provincia per fortuna ti riprendi… ecco, nella provincia del nord, o nelle periferie delle citta’ non credo che la situazione sia migliore di certe scuole del sud, sia in quanto a uso del dialetto, che a strutture fatiscenti, che a prof poco motivati…
secondo me quei 10 giorni in meno di scuola non possono essere considerati indicativi della preparazione raggiunta a fine anno.. ripeto, se vogliamo usare una pietra di paragone, usiamo l’impatto con l’universita’ di chi esce da scuole del sud e del nord, non credo ci siano differenze sostanziali…
e poi ti vorrei vedere a te il primo settembre ad andare a scuola (o i primi di giugno) quando fa un caldo boia che ti suda anche il cervello…
)
non so quanti anni hai, credo qualcuno piu’ di me (io ne ho 27), ebbene, quando andavo io a scuola, almeno negli anni in cui frequentavo la scuola superiore, c’e’ stata una legge che imponeva che i giorni di scuola dovessero essere uguali in tutta italia, quindi quei giorni in meno fatti a settembre si scontano poi come giorni in meno disponibili per la scuola per vacanze-ponti, gite scolastiche, attivita’ collaterali….
gli unici giorni per cui c’e’ ancora disparita’ sono questi di giugno, ma non so se nella tua scuola erano dei giorni fondamentali in cui venivano spiegate cose nuove, o se venivano solo utilizzati per le ultime interrogazioni… insomma, io non li considererei cosi’ fondamentali per la preparazione complessiva…
se invece vogliamo parlare del divario nord-sud (e delle differenze culturali, tipo il casco, giusto per fare un esempio) e’ ovvio che ci sono, ma alla fine piu’ che alla scuola in se’ i problemi vengono da altre componenti: ambiente in cui si cresce, dalla famiglia al luogo e contesto sociale, poca diffusione della “cultura” (inteso come qualcosa di vivo), ecc.
Ma queste sono cose che in parte esistono anche al nord nelle periferie e in certa provincia, e inoltre sono cose imputabili solo in parte alla scuola..
Una domanda, che non e’ un’accusa ma solo una curiosita’: in Sicilia ci sei mai stato?
By djdona on Jul 21, 2006
non arroccarsi e vabbè, ma la massima “don’t feed the troll” a te ti fa una pippa, eh?
By pietro on Jul 23, 2006