Per farla finita con la Sicilia

5 April, 2007 – 11:54 pm

Leggo sul Corriere online una notizia bruttissima: qualcuno in Sicilia ha sradicato l’albero piantato in memoria di Peppino Impastato, il dj radiofonico e militante di Democrazia Proletaria ucciso dalla mafia alla fine degli anni Settanta.

Non solo, già che c’erano hanno appoggiato l’albero ad un muro lì vicino e gli hanno lasciato sopra un biglietto con scritto sopra “viva la mafia”. Ok, potrebbe essere banalmente lo sfogo di uno spettatore sconvolto overdose di retorica di quel filmaccio che era “I cento passi”, ma purtroppo è una cosa seria.

Quando leggo notizie simili mi deprimo. In primis perché - come accade sempre in Sicilia – nessuno ha visto niente e nessuno collabora. In secondo luogo perché il tutto tira fuori sui media una serie di atteggiamenti che mi indignano.

In particolare mi spaventa leggere sul Corriere che la Polizia sta cercando di “scoprire se è stata solo una bravata o se il gesto è un messaggio mafioso”.
Ecco, in quel “solo” c’è tutto quello che mi spaventa. Sinceramente preferirei fosse un messaggio mafioso: i mafiosi sono esattamente così vigliacchi da potersela prendersela con gli alberi così come fanno con gli inermi, ci sta perfettamente.

Mi preoccuperei molto di più se fosse una “bravata”, perché la mafia si nutre proprio di quello: quella semi-militanza della gente comune, il fatalismo/nichilismo tipico di certa Sicilia, il familismo, le piccole clientele e quel darwinismo umano e sociale in cui vincono non solo i più forti ma anche i più furbi; e i perdenti li ammirano, li rispettano.

Per quello che in Sicilia Berlusconi è un idolo delle masse: è il campione di questa “coda lunga” di piccoli atti familisti, furbi e clientelari che poi è la spina dorsale della mafia vera e propria. E poi è un uomo potente, “con la minchia”: lo adorano.

Ho cercato per anni di spiegare questo concetto ai tanti amici siciliani (e curiosamente TUTTI di centrodestra) che incontro.
Cioè che farsi gli affari propri è mafioso. Che stare zitti e non indignarsi è mafioso. Che pensare solo all’interesse del proprio “giro” è mafioso. Che essere affascinati dai “furbi” e dai gradassi è mafioso. Che non rispettare le regole, anche se minime, è mafioso.
Tanto per volare basso, la penso come un tal Gesù e cioè che non verremo giudicati solo per il male che non abbiamo fatto.

In media le risposte che ottengo, anche dai pochissimi siciliani di sinistra che ho conosciuto, sono sempre le stesse: “tu non capisci”, “solo noi siciliani possiamo capire”, “sì ma la mafia dà lavoro”, “sì ma bisogna conviverci”, “che cosa ci possiamo fare…”, “tu parli così perché stai a Torino”, ecc.

Normalmente leggo in quelle frasi un mix strano e variabile di accondiscendenza, a volte di partecipazione e un po’ di rassegnazione, oltre che una perenne manifestazione di insofferenza per la mia “incompetenza territoriale”, cioè un gigantesco e implicitamente ironico “la mafia è cosa nostra: stanne fuori, tu non ne puoi parlare perché non sei di qui”.

Voglia di combattere e indignazione, zero. Voglia di complicare il discorso per poi non dire niente e accettare lo stato di cose, tanta. Forse per fatica, forse per colpa della seconda sensazione che rilevo quando parlo di mafia coi siciliani: una sorta di morbosa affezione a qualcosa che viene vissuto come un presidio Slow Food. Insomma, una sorta di affermazione tipo “è brutta ma è di qui e c’è da sempre”.
Il tutto unito a volte da una pericolosa attitudine “gangsta” per cui il cinismo con cui mi sento raccontare l’inesorabilità della mafia a volte sconfina in una velata ammirazione (la stessa che si ha per i cattivi dei film horror, non so se mi spiego).

Qualcuno dirà che è fatalismo, qualcun altro – leghista o giù di lì – ne approfitterà per speculare che “là sotto l’Etna sono tutti mafiosi”, qualche mio compagno diessino indefesso attaccherà la puntina del disco di Jovanotti che dice “sì, ma i gggiovani vogliono reagire”, ecc.
Ecco, io sono un diessino che quel disco lì lo ha rigato a furia di suonarlo. E poi si è accorto che suona stonato e ipocrita.

In una regione che vota in massa uno come Cuffaro (davvero, indifendibile, indefinibile, impresentabile; e non è una questione di destra o sinistra) e Dell’Utri è palese che c’è un cancro nella società. Cioè che la mafia non è un alieno atterrato in Sicilia da un altro pianeta, ma è espressione di quella società lì. Magari non tutta, ma assolutamente maggioritaria, tollerata, intessuta nel sistema, vissuta come un “prodotto regionale” (forse indigesto, ma è come la bagna cauda qui in Piemonte: è pesante, ti fa puzzare l’alito per 3 giorni ma sotto sotto un po’ ci piace, anche se lo neghiamo pubblicamente).

Ecco, volevo approfittare di questo evento sgradevole e odioso per dire che mi sono un po’ rotto le balle di difendere la Sicilia e fingere che vada tutto bene.

Mi spiace, ma la penso come Giorgio Bocca: la considero l’inferno d’Italia, cioè una regione in cui lo Stato ha perso definitivamente la battaglia e regnano le clientele, il malaffare, la prepotenza e in cui i difetti italiani si ingrandiscono: basta guardare come l’abusivismo edilizio quotidianamente violenta quella che, esteticamente, è forse una delle regioni più belle d’Italia.

E’ una considerazione che mi pesa e so che pesa ad una parte (è triste dirlo: minoritaria) di siciliani a cui va tutta la mia solidarietà.
Però è una cosa che va detta e chi se ne importa se qualcuno che legge male mi darà del razzista: l’ipocrisia con cui in questo paese non si denunciano più i mali perché altrimenti qualcuno può offendersi è disarmante (e fa bene alla mafia).

Sì, questo post – che negli ultimi anni avrò iniziato e cancellato decine di volte per amor del quieto vivere - avrebbe potuto tranquillamente scriverlo un siciliano (magari il mio lontano parente siciliano che ebbe a dire che la Sicilia è “una bella barca con un brutto equipaggio”), ma l’ho fatto io che sono piemontese e ho dovuto sprecare i tre quarti del post in preamboli e rassicurazioni per non passare per leghista o antimeridionalista e per far capire che questo post scazzato è scritto nell’interesse della Sicilia e dei siciliani.

Tanto so che non ci riuscirò e i commenti si riempiranno di gente che mi dirà “sì, io sono contro la mafia *ma*…” (o la variante che cambia discorso “sono contro la mafia *ma tu sei…*”), oppure si attaccheranno all’episodio. Ecco, il mio post non è una reazione emotiva all’episodio (odioso) dello sradicamento dell’albero di Peppino Impastato, ma è un ragionamento ponderato. E l’episodio è stato solo il fattore scatenante, che mi ha fatto scrivere cosa penso da tempo. Quindi, per favore, evitate minimalismi, sociologia d’accatto o flame nei commenti, se ci riuscite.

Quello che voglio dire è che per la prima volta dopo anni sono pessimista sulla Sicilia. E lo dico ora, prima che il centrodestra con le sue clientele (avete tutti letto dell’ex assessore della giunta Cuffaro che è stato arrestato per mafia con indizi schiaccianti e ovviamente si apprestava a ricandidarsi nel centrodestra) stravinca le amministrative nell’isola facendo eleggere centinaia di mafiosi e di gente orribile (ma di mafiosi ce n’è pure nel centrosinistra, soprattutto nei partiti cattolici).

Insomma, io non vedo nessuna speranza per la Sicilia: la considero una battaglia definitivamente persa da parte dello Stato e penso sia ormai inutile (e contrario alla volontà maggioritaria tra i suoi abitanti) insistere a cercare di portare la legalità laggiù.

Come non penso che si possa imporre la democrazia a mazzate in medioriente, così penso che non si possa portare la legalità in Sicilia, se la gente (per paura, militanza, ignoranza, fatalismo, cattiva educazione sociale, ecc.) non la vuole o la vuole solo in parte.

Volendo possiamo discutere per anni sulle cause di tutto ciò. Forse è proprio colpa di noi “piemontesi”, che un secolo e mezzo fa non capimmo che “la libertà non è pane e la scuola nemmeno“. Fatto sta che mi sembra che l’Italia abbia fatto abbastanza per cercare di “salvare” la Sicilia da se stessa e rimediare agli errori risorgimentali.

Che fare, quindi? Un’idea estremista sarebbe un’Italia senza Sicilia, con l’isola trasformata in uno Stato a sè, come Malta. Non sarebbe una bestemmia: chiunque abbia studiato un po’ di storia sa che per secoli la Sicilia ha cercato di essere uno Stato indipendente e l’impressione è che le idee di Andrea Finocchiaro Aprile non siano del tutto sopite e piacciano a non pochi siciliani. Senza la Sicilia, l’Italia decollerebbe letteralmente in Europa e avrebbe governi meno viziati da clientele, meno corruzione, conti pubblici enormemente migliori, meno disoccupazione, ecc. Boh, magari l’idea di una devolution siciliana, sul modello scozzese, potrebbe avere un suo perché. Siamo nella pura fantapolitica, quindi prendiamo tutto con le pinze e un granello di sale.

L’altra, a mio giudizio più equilibrata e meno paternalista, è smettere di considerare la Sicilia un’emergenza, un qualcosa da curare. E quindi - fatte salve le spese per impedire alla mafia di dilagare al di là dello Stretto – cessare di spendere soldi a pioggia (guardate un bilancio nazionale qualsiasi e scoprirete che la Sicilia è un buco nero per le finanze italiane, basta guardare la spesa sanitaria in Sicilia, praticamente doppia rispetto al Piemonte, per quanto riguarda i farmaci, a fronte di un numero simile di abitanti) che tanto vanno a finire nelle mani dei soliti noti.

Quindi consideriamo, noi come Stato, la Sicilia come qualcosa di normale, come una regione che non ha bisogno di niente di speciale: anni di pappa pronta da Roma, di casse per il Mezzogiorno, di aiuti speciali e di pensioni a raffica per falsi invalidi hanno creato mostri e consentono agli antimeridionalisti di speculare.

  1. 147 Responses to “Per farla finita con la Sicilia”

  2. però!…il post è stato scritto il 5 aprile alle 11:54 e al 6 aprile alle 8:22 (uuora uuora… )non c’è ancora nessun commento…tutti in vacanza pasquale?…che dire…a me preoccupa quasi di più il fatto che al di là delle prese di posizione di circostanza non c’è una indignazione non dico siciliana ma sopratutto italiana. Chissà cosa sarebbe successo se avessero sradicato un albero nella tenuta di un qualche papavero della politica italiana! Servizi TV, Bruno Vespa con un suo speciale, una legge ad hoc contro lo sradicamento degli alberi delle tenute dei papaveri della politica italiana…puah!

    By alessandro gaja on Apr 6, 2007

  3. Perfettamente d’accordo. Stesse cose dette ad amici napoletani “eh, ma in fondo sai la camorra…”. Però un poco sembra che abbiano capito.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  4. Hai ragione. Ma arrendersi così… non so… l’idea mi ripugna. È una battaglia senza speranza, lo penso anche io. Anche se ci fossero soltanto 10.000 siciliani onesti (cosa che non credo proprio, nel senso che ce ne saranno enormemente di più) Però, davvero, credo che forse bisognerebbe viverci dentro almeno per un po’ per capire quella realtà. Capire i rischi del ribellarsi, lo schifo delle connivenze quotidiane. Il doversi sempre e comunque adeguare a una maggioranza cancherosa di società – diciamolo – di merda.

    E poi… tu dici lo Stato ha perso. Ma quale Stato? Lo Stato non è un soggetto fisico che opera e agisce malgrado noi. Lo Stato – perdonami la banalità – siamo noi. Sono i troppi politici che da sempre (1860) sono venuti a patto con quella realtà. Sono i pochi – magistrati, uomini coraggiosi e senza cariche – che si sono battuti e il più delle volte sono morti.

    La mafia è nata in Sicilia, ma è cresciuta in tutta Italia. Solo che a casa sua si muove e opera con spavalderia, da padrona di casa, appunto. Da noi, nel civile e rispettabile nord, il più delle volte lo fa sotto traccia. In banca. Nelle imprese. Siamo tutti (proprio perché lo Stato siamo tutti noi) venuti a patti con lei. Non solo una parte (maggioritaria, purtroppo) dei siciliani.

    Lo so, sono retorico. Ma allora cosa dobbiamo fare? Iniziare a lasciare andare la sicilia? E poi magari la campania, perché tanto pure là son messi male? E la calabria? E la puglia (almeno una parte)? Io carissimo Suz… proprio non ci sto.

    E comunque i cento passi è un film meraviglioso. Cazzo, ma che gusti malati c’hai? ;-)

    By gommaweb on Apr 6, 2007

  5. Insomma. Per farla breve, temo che l’Italia tutta sia un posto che merita la “maltizzazione”. Non solo la Sicilia.

    By gommaweb on Apr 6, 2007

  6. Il problema è che lo Stato da quelle parti non c’e’ mai arrivato. O meglio c’e’ arrivato la repressione (più che altro di facciata) ma senza far niente di concreto per cambiare la situazione.

    Si dice che i politici siciliani siano mafiosi, che Berlusconi sia mafioso, eccetera.. Bene, secondo me questo è ancora più ipocrita che dire che “in Sicilia sono tutti mafiosi”.

    Mafia e camorra han fatto quello che lo Stato non ha fatto. Dare lavoro. Un lavoro disonesto, certo, fatto di malaffare ma signori miei, i latini dicevano “pecunia non olet”.
    E chi vive da quelle parti beh, sceglie la strada facile per il quieto vivere.

    Ah e poi, clientelismo e cose fatte “dagli amici degli amici” non sono solo in Sicilia o a Napoli.

    Sperarlo è ingenuo… come trovare un politico (o chiunque abbia un minimo di “potere”, dal vostro capufficio al controllore che trovate raramente sul treno) che non ha mai approfittato della sua posizione per fare favori. E’ ingenuo.

    By mousse on Apr 6, 2007

  7. Gommaweb: non si chiede addirittura di ribellarsi alla gente comune, ma di non approfittare anche dei piccoli vantaggi che il sistema mafioso semina per strada.
    Per esempio: già fermarsi col semaforo rosso o pagare le multe quando si viene pinzati senza casco in motorino.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  8. in effetti, dopo aver letto questo post interessantissimo e che mi ha quantomeno dato moo di svegliarmi dal torpore di un venerdì in ufficio, quoto gomma e ti dico che se tui sei pessimista sulla sicilia io sono pessimista per l’italia intera. E hai citato giustamente Bocca…
    PS OT: grazie della dritta sul Labirinto, l’ho adorato!

    By pietroizzo on Apr 6, 2007

  9. mi ha dato modo, non “mi ha dato moo” ;-)

    By pietroizzo on Apr 6, 2007

  10. mmm… sul discorso sicilia mi ero gia’ confrontata con te in post precedenti… magari appena rifletto un po’ meglio su quello che hai scritto riesco anche ad articolare in modo piu’ coerente i trentamila pensieri che questo post mi ha suscitato…
    di cui i primi sono queste domande: ma che amici siciliani hai?
    e poi: la tua conoscenza diretta della sicilia, e non mediata dai media (scusa il gioco di parole) che durata e consistenza ha? cioe’, quanto ci sei stato in sicilia, che citta’ hai visto o in quali hai vissuto? (mi viene il dubbio che sia poca…)

    e poi toglimi il dubbio che la questione siciliana ti urti piu’ di quella campana o calabrese o sarda perche’ in sicilia votano centrodestra e invece in campania, calabria, sardegna no….

    By djdona on Apr 6, 2007

  11. “in questo paese non si denunciano più i mali perché altrimenti qualcuno può offendersi” può essere un buon punto di partenza per costruire qualcosa…
    La società sicula è il problema dunque ?
    Non cambia nulla dirlo, ma il problema, poichè non è quantificabile (quanta parte ?) non si presta a confronti col resto d’Italia.
    E’ un problema diffuso ‘ovunque’, forse più o meno evidente, che non vuol dire che si finisce come al solito, che ci si arrende !
    Ma puoi giusto salvare te stesso, soffocando la mafia che è in te e che cerca di emergere in ogni momento (e gli esempi si sprecano), e qualcuno intorno a te.
    La Sicilia è perduta, da anni e per anni a venire, e l’Italia pure, e via così: si può solo tentare di recuperarla.
    Un pezzo alla volta.

    By sapu on Apr 6, 2007

  12. Djdona: saenza offesa, se noti sei per ora l’unica siciliana a commentare e, come prevedevo, questioni la mia competenza territoriale, seppure di sponda.
    Come volevasi dimostrare.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  13. Nel sud molti sono tuttosommato contenti perchè la mafia dà il pane.

    In fondo la mafia è uno stato che si sostituisce a allo Stato ufficiale: solo che mentre lo Stato ti drena un 40/50% delle risorse in tasse, la mafia te ne estorce il 70/80% senza neppure darti quel minimo di risorse sociali che lo Stato offre. Ma i siciliani, sono mai stati al Nord per capire come si vive meglio con un po’ di mafia in meno?

    By raccoss on Apr 6, 2007

  14. Ma minchia Suz… non è che puoi fare un ragionamento e poi ipotizzare le possibili (e visto il tema francamente probabili) risposte e liquidarle, appunto, come già ipotizzate. È come chi scrive che il Duce è bello, poi dice “e non mi venite a dire che sono fascista”, uno glielo dice e lui: “appunto, come volevasi dimostrare”… Con amicizia, eh fratellone?

    By gommaweb on Apr 6, 2007

  15. Io sono dell’ipotesi che sia opera di un povero deficiente che con la mafia non ha nulla a che fare e che manco sa chi sia Impastato. Poteva scrivere “w la figa” o “forza Palermo”; per lui non avrebbe fatto differenza.
    .
    Ho molti amici siciliani e la mia impressione è che la Mafia sia per loro una specie di tabù e per noi “continentali” una specie di stigma. Per capirci, mi sorprendo a sorprendermi che i miei amici siciliani non girino in scoppola e lupara, perchè mi viene istintiva la vergognosa associazione siciliano=mafioso.Dal canto loro, se acccenni alla mafia, sembrano distanti, disinteressati al problema, lo trattano come un affare quotidiano di cui non ci si deve stupire, come lo smog nel centro di Palermo o gli sbuffi di fumo sull’Etna. Mi sembra fosse Sciascia a dire che la mafia non è semplicemente un’organizzazione criminale o un modo di essere: è qualcosa che sta nell’aria…
    .
    Due giorni fa, da Torino, il procuratore Caselli ha ricordato che, secondo seri studi economici, se non ci fosse la mafia la Sicilia avrebbe lo stesso PIL del Piemonte. E’ deprimente.

    By winston on Apr 6, 2007

  16. Gommaweb: ma è esattamente il cliché che contesto. Cioè se io non siciliano parlo di mafia e mi indigno, normalmente ricevo dai siciliani, anche di sinistra, anche intelligenti, anche “avanti” come djdona, contestazioni sulla mia “competenza territoriale”. Sembra quasi una maledizione: sarà la duecentesima volta che mi capita, a partire da quella volta nel1992 in cui ad un campo della sinistra giovanile i compagni siciliani contestarono sandro ruotolo che era venuto a parlare di mafia e se la presero coi “continentali” che a loro detta non potevano “capire”.
    .
    Sai, fosse un problema locale tipo lo smog, capirei. Ma se vivo in un paese di merda è anche in buona parte colpa della Sicilia, che ormai è il nostro Iraq.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  17. suzuki, se ho sollevato questo paio di interrogativi prima di articolare un ragionamento piu’ completo e’ perche’ ho letto non solo questo post, ma anche altri post o frammenti di post che hai scritto sulla sicilia…

    allora per sgombrare il campo da dubbi, ti posso dire che molto di quello che scrivi e’ condivisibile, ma il problema e’ che non vale per la sola sicilia… il non prendere posizioni chiare e nette e’ un problema del 90% degli italiani, il culto dei soldi e del potere (o l’invidia, quando non si possono raggiungere) e’ un problema del 90% degli italiani…magari, come mi disse un’amica, “qui a Siena non sparano come dalle vostre parti, ma c’e’ la mafia dei soldi”…
    insomma, concordo con gommaweb che forse tutta l’italia e’ da maltizzare…
    con questo non voglio sminuire il problema della mafia siciliana, che e’ cmq diverso dalla mentalita’ mafieggiante, ma non ci si puo’ scagliare sui siciliani quando certi difetti di mentalita’ sono di buona parte degli italiani…
    e le recenti vallettopoli, scandalopoli, ecc ecc lo dimostrano…

    insomma, alla fine mica mi hai risposto sulle due domande che ti ho fatto…

    By djdona on Apr 6, 2007

  18. Allora, djdona, non si può capire la mafia se non si è vissuti in sicilia. Ergo, la mafia è un problema che solo i siciliani possono risolvere e quindi non c’è bisogno di aiuti dallo Stato Italiano. Ergo una secessione sarebbe forse benedetta dagli stessi siciliani, che solo loro riescono a capirsi e risolversi i propri problemi.

    Stai ancora a vedere che è colpa dei “continentali” che stanno in mezzo ai piedi, se c’è la mafia in Sicilia.

    Anzi no, la mafia è una invenzione dei continentali, di quei comunistacci 68ini. E’ un invenzione letteraria, perchè sai Suz, la mafia… non esiste, ahhhh!

    By raccoss on Apr 6, 2007

  19. ti chiedo della tua conoscenza del territorio perche’ cmq le sicilie che io conosco sono tante… c’e’ la sicilia delle grandi citta’ centro e delle grandi citta’ periferie, della provincia povera e della provincia ricca (come mazara del vallo, vicino dove abito, esempio unico di integrazione italo-tunisina fra l’altro), dell’interno e delle zone montagnose, e delle localita’ chic come taormina…
    insomma, nascere e crescere a taormina o nei quartieri buoni di palermo non e’ proprio la stessa cosa che nascere e crescere nello zen…

    oppure ti puo’ capitare come e’ successo a me anche di abitare 20 anni in sicilia senza mai entrare a diretto contatto con la mafia… e non per questo dico che non esiste, bada bene…

    insomma, l’immagine di una sicilia unica e’ quella che io contesto… l’immagine dei siciliani tutti uguali fra di loro e tutti con la stessa mentalita’ e quella che io contesto…
    ci sono anche province o comuni a maggioranza “rossa” in sicilia (e non per questo sono automaticamente liberi dalla mafia)…

    E sono affermazioni come queste che io contesto:
    “Sai, fosse un problema locale tipo lo smog, capirei. Ma se vivo in un paese di merda è anche in buona parte colpa della Sicilia, che ormai è il nostro Iraq.”
    E se magari la colpa fosse ripartita fra berlusconi, legaioli, gente col culto del potere e delle veline, tronchetti provere, moggi, ecc ecc ecc e anche mafiosi?

    Le cose secondo me sono meno monolitiche di come le stai presentando…

    By djdona on Apr 6, 2007

  20. con questo non voglio sminuire il problema della mafia siciliana, che e’ cmq diverso dalla mentalita’ mafieggiante, ma non ci si puo’ scagliare sui siciliani quando certi difetti di mentalita’ sono di buona parte degli italiani…

    Questa frase, ovviamente, si può concludere solo col ragionamento che la mafia c’è da sempre e non ci si può fare (g)niente.

    Altimenti, visto che siete gli unici depositari di mafiologia, djdona, perchè non ci spieghi tu, cos’è la mafia e come combatterla?

    By raccoss on Apr 6, 2007

  21. raccoss, come ho spiegato nel commento piu’ sotto, ho chiesto a suzuki di quale sicilia conoscesse, perche’ il modo in cui presenta la sicilia tutta (e non la mafia) mi sembra molto monolitica e stereotipata…

    “Allora, djdona, non si può capire la mafia se non si è vissuti in sicilia.”
    Questo non l’ho mai detto… e ti diro’ che da siciliana non capisco (nel senso che non riesco a giustificare) la mafia…

    By djdona on Apr 6, 2007

  22. oppure ti puo’ capitare come e’ successo a me anche di abitare 20 anni in sicilia senza mai entrare a diretto contatto con la mafia…

    Cazzo, come direbbe Totò, la mafia è come la nebbia: quando c’è, non si vede.

    Non un siciliano che quando stava in sicilia abbia mai avuto contatti con la mafia. Mi sa proprio che la mafia è un invenzione letteraria di Vittorio Alfieri o di Fruttero e Lucentini.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  23. “Questa frase, ovviamente, si può concludere solo col ragionamento che la mafia c’è da sempre e non ci si può fare (g)niente.

    Altimenti, visto che siete gli unici depositari di mafiologia, djdona, perchè non ci spieghi tu, cos’è la mafia e come combatterla?”

    Ancora una volta no.. non e’ quello che volevo dire…contro la mafia si puo’ fare eccome, altrimenti non avrei aderito al progetto rita express e non sarei sempre nella mia vita personale per prendere posizioni nette sulle cose…
    Pero’ continuo a dire che non si possono attribuire solo ai siciliani difetti (tipo certo lassismo, mancanza di coraggio) che sono di molto italiani…
    Vuoi un esempio? Parlo con una amica dell’emilia romagna e mi dice che se dovesse aprire un’attivita’ non vorrebbe avere rogne e quindi non farebbe certo l’eroina se le dovessere chiedere dei soldi per garantire la sua “sicurezza”…
    e sto parlando di una della rossa emilia romagna…

    oppure… le raccomandazioni, il clienteralismo, esistono solo perche’ c’e’ la sicilia che li ha esportati?

    insomma, adesso si e’ capito cosa contesto? il buttare la croce SOLO addosso alla sicilia e ai siciliani…

    E qui, ripeto, non sto parlando di mafia ma di mentalita’ mafieggiante, di cui tutta l’italia, anche se non la chiama cosi’ e’ (sigh) esperta…

    By djdona on Apr 6, 2007

  24. “Monolitico” e “stereotipato” non sono sinonimi di “falso”. Nel caso in cui ritenessi che, invece, la concezinoe di Suz fosse sbagliata, credo che egli ti lascerebbe sufficientemente spazio in questo blog per fargli (farci) cambiare idea.
    Per ora hai espresso solo stizza e vuota indignazione.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  25. Bene, incominciamo a ragionare:
    . . . . . . . . . . . .
    “le raccomandazioni, il clienteralismo, esistono solo perche’ c’e’ la sicilia che li ha esportati?”

    La risposta è no: siamo tutti un po’ mafiosi in parte, ma non è che se il problema è diffuso allora è una buona scusa per sviare il discorso. No, mal comune non è mezzo gaudio, ma doppio guaio.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  26. “Cazzo, come direbbe Totò, la mafia è come la nebbia: quando c’è, non si vede.

    Non un siciliano che quando stava in sicilia abbia mai avuto contatti con la mafia. Mi sa proprio che la mafia è un invenzione letteraria di Vittorio Alfieri o di Fruttero e Lucentini.”

    sigh…
    doppio sigh…
    ma allora chi e’ che risponde in modo prevedibile, io siciliana o raccoss?
    Guarda che certe cose le sai e basta, anche se non ci entri in contatto diretto… Pero’ dire che io ne so di mafia per esperienza diretta, solo perche’ sono siciliana, sarebbe comunque scorretto, no?
    magari se avessi un genitore o un parente con un piccolo negozietto l’avrei avuto il contatto diretto eccome…

    By djdona on Apr 6, 2007

  27. Djndona, guarda, non si parla di resistere al racket, ma di concezione. Parlando con tali amici di Napoli, più onesti e rispettosi della legge di me, di sicuro, mi dissero che un amico loro era stato rapinato del motorino e che i camorristi gli avevano chiesto una somma di riscatto. Però siccome il rapinato era in difficoltà economiche i ricattatori gli fecero uno sconto e il mio amico commentò soavemente: “in fondo, sono stati onesti, hanno capito il problema e gli sono venuti incontro”… Oppure disse anche “in fondo i mafiosi sono anche ragionevoli, solo se fai troppo il furbo e tiri troppo la corda poi si vendicano e lo posso anche capire…”

    Come si può parlare di “camorristi onesti”?”mafia ragionevole”? o ragioni di mafia????

    A Bologna potrai trovare anche gente che paga o pagherebbe il pizzo, ma nessuno che pensa (anche se in buona fede), che i mafiosi sono onesti.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  28. raccoss… scusa.. non voglio sminuire le tue risposte, ma aspetto quelle di suzuki, proprio perche’ il discorso di era iniziato qualche post fa…
    io qui sto contestando una parte della sua impostazione del discorso e se non contesto l’altra parte vuol dire che sono d’accordo…quindi non mi attribuire dichiarazioni o ragionamente che non faccio (tipo questo: “La risposta è no: siamo tutti un po’ mafiosi in parte, ma non è che se il problema è diffuso allora è una buona scusa per sviare il discorso. No, mal comune non è mezzo gaudio, ma doppio guaio.”)

    By djdona on Apr 6, 2007

  29. Io sono dell’idea che quando parcheggio in doppia fila perchè tanto “chi se ne frega”, mi sto comportando da mafioso e aiuto concretamente la Mafia cui tu attribuisci la M maiuscola.

    E’ come una valanga: io tollero la doppia file, tu tolleri la bustarella, lui accetta il ricatto, loro ricorrono all’omicidio.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  30. Ok, torniamo a lavorà.

    By raccoss on Apr 6, 2007

  31. Assodato che i siculi rivendicano la “competenza territoriale” xche’ non hanno ancora risolto il problema nella loro regione?
    .
    domanda 1 – chi e’ il primo che deve proporre soluzioni?
    .
    domanda 2 – chi e’ il primo che si deve indignare/incazzare?
    .
    domanda 3 – chi e’ chi vota?

    By Er frittata on Apr 6, 2007

  32. guarda che il passo dalla concezione, al resistere ai piccoli soprusi, al resistere al racket, non e’ poi cosi’ lungo…
    il problema e’ chi accetta il piccolo sopruso,chi commette il piccolo abusivismo, e’ lui che fa il danno, e’ proprio partendo da li’ che si dovrebbe spezzare la contiguita’…

    e se questo e’ diffuso nella mentalita’ siciliana (diciamo pure meridionale?) non mi venite a dire che non sia diffuao nell’intera mentalita’ italiana perche’ non ci credo…

    per tutto il resto d’accordissimo con quello che hai scritto…

    By djdona on Apr 6, 2007

  33. “Io sono dell’idea che quando parcheggio in doppia fila perchè tanto “chi se ne frega”, mi sto comportando da mafioso e aiuto concretamente la Mafia cui tu attribuisci la M maiuscola.

    E’ come una valanga: io tollero la doppia file, tu tolleri la bustarella, lui accetta il ricatto, loro ricorrono all’omicidio.”

    vedi che scrivendo i due commenti in modo contemporaneo abbiamo scritto praticamente le stesse cose? :-)

    By djdona on Apr 6, 2007

  34. preciso ancora che non rivendico nessuna competenza territoriale, ma come diceva anche un certo pino scaccia, raccontare le cose da dietro una scrivania o raccontando la realta’ che si vede con i propri occhi non e’ la stessa cosa…

    e anche, a seconda di dove vivi le realta’ che puoi raccontare sono diverse…
    dei miei amici di ritaexpress di palermo mi parlavano di quartieri borghesi con maggioranze del 70% (e persino oltre) per rita borsellino, e di quartieri poveri dove i voti vengono comprati a 50-70 euro…

    Io ti posso solo raccontare per esperienza diretta che e’ molta piu’ la gente che conosco che vota per tradizione forza italia e udc come prima votava per la dc, che quella che vota coscientemente in un certo modo perche’ la mafia e’ bella e quelle sono persone rispettabili…
    nel mio paese alle ultimi regionali votarono in massa uno solo perche’ era compaesano (udc), non tanto per l’appartenenza politica… e poi magari riuscii a convincere molti senza problemi a votare in modo disgiunto per rita borsellino…

    insomma, nella sicilia che conosco io c’e’ piu’ un problema di mancanza di conoscenza politica approfondita che di approvazione per la mafia… non e’ che non sia ugualmente dannosa, pero’ bisogna dire le cose come stanno…

    By djdona on Apr 6, 2007

  35. djdona: scusami ma io contesto le ragioni della tua domanda, per questo che non ti rispondo.
    Indagare sull’eventualità che io mi esprima per stereotipi (rischio che so benissimo di correre, nonostante abbia speso ore a dire che c’è una particina di Sicilia che è civile) è assolutamente ed enormemente inutile se si guarda come hanno votato i siciliani alle politiche, alle regionali, ecc.
    Quando Cuffaro – dio mio Cuffaro! – stravince contro Rita Borsellino, c’è forse spazio per altro che non sia la disperazione?
    .
    Cioè, stabilite tutte le raffinate distinzioni tra siciliani, cosa cambia del discorso? Una beneamata fava. Continua ad esserci la mafia, continuano ad eleggere i mafiosi, la Sicilia continua a fare danni ben più grandi di tutto il resto del Sud messo insieme (sul serio: leggetevi un qualsiasi report su come girano i soldi in Italia e guardate cosa si “mangia” la Sicila). Figurati, ti dico questo dopo aver praticato per anni i siciliani migliori, miei compagni in Sinistra Giovanile: giovani, militanti di sinistra, tutti molto colti e spesso trasferiti al nord per disperazione.
    .
    Ha ragione Raccoss: stai facendo (immagino con tutta la buona fede possibile) un discorso che rileva, come al solito, che è *prima* filosiciliano e *poi* antimafioso. E un pezzodi male sta lì.
    Cioè di fronte al mio sollevare, disperato, un problema, l’oggetto del dibattere divento io. Riflettici bene e pensa che è un cliché che si ripete SEMPRE, indipendentemente da chi solleva il problema: basta che sia un non-siciliano.
    .
    Rispondo a Gommaweb e altri: contesto il benalstrismo e l’atteggiamento apocalittico tipo “in Italia è tutto così” o “è così anche altrove”. Primo: non è così altrove, almeno non così gravemente.
    Qui a Torino non ci sono discariche a cielo aperto, l’abusivismo edilizio è al minimo, il racket lo vediamo praticamente solo in tv e la gente usa il casco, mette le cinture, non parla perennemente dialetto, non ci sono troppe clientele politiche e il voto di scambio è marginale. Certo, è meglio che a Bari, per dire, ma chiunque sa che a Bari è meglio che a Palermo.
    Insomma, la Sicilia eleva a potenza i mali del Sud Italia (che esistono, ci mancherebbe).
    .
    Ma provate a guardare un po’ di dati e spaventatevi: la Sicilia mangia una quantità di risorse in Italia che è terrificante e fa danni superiori a tutto il resto del Sud insieme.
    .
    djdona: mi chiedevi se parte della mia critica è dovuta al fatto che in Sicilia votano per il centrodestra. La risposta è assolutamente sì, ma te la riformulo: la mia critica è dovuta al fatto che in Sicilia votano in gran parte per *candidati mafiosi* e *con il voto di scambio e le clientele*.
    .
    Una regione in cui la larghissima maggioranza vota per Cuffaro e per i suoi è indifendibile. Guardiamoci in faccia. Non è una questione di destra vs sinistra: per me potrebbero anche votare tutti in massa per ErPecora. Qui è una questione di Italia civile vs Italia mafiosa.
    .
    I siciliani sono di destra? Bene, è il sale della democrazia. Ma votino per gente onesta, civile e non per i mafiosi. In Lombardia eleggono Formigoni: lo combatto politicamente, ma non è amico dei mafiosi (suoi assessori) come Cuffaro!!!
    .
    E attenzione: il voto mafioso c’è pure nel centrosinistra, ovvero in quella grande maggioranza di voto ai partiti cattolici del centrosinistra, che sono mafiosi e “scambisti” allo stesso modo, vedi le elezioni a Messina, dove ha stravinto proporzionalmente il centrodestra, ma hanno votato sindaco un potentissimo democristiano candidato nel centrosinistra che personalmente non toccherei nemmeno con un bastone, figuriamoci votarlo.
    .
    Cioè, non prendiamoci per il culo: non c’è scrematura o raffinata distinzione che riesca a negare o sminuire il fatto che la Sicila è l’Iraq italiano, in cui è il sistema ad essere ormai corrotto nelle sue premesse e in ogni suo ambito. Sì, c’è qualche giunta rossa (ma giusto qualche), ma non è quello.
    E’ che c’è la mafia, c’è la cultura degli “amici degli amici”, c’è il familismo amorale, c’è il machismo, c’è un numero di cliniche private (che percepiscono soldi dagli enti pubblici) 100 volte superiore alla media italiana, c’è il peggiore status per l’abusivismo edilizio (lo dice Legambiente), c’è la mafia dietro il mercato dello smaltimento rifiuti (sempre Legambiente), c’è una totale incultura ambientale (a questo proposito ho un racconto tremendo fattomi in prima persona da un imprenditore toscano che opera in Sicilia: Legambiente porta un centinaio di volontari a ripulire le coste di Lampedusa e gli abitanti locali li sfottono e buttano i rifiuti a terra di fronte a loro, per spregio), c’è un orribile intreccio tra mafia e chiesa, c’è un’arretratezza culturale, sociale e – spiace dirlo – anche umana che colpisce buona parte della popolazione.
    .
    Cioè, se perdiamo tempo a discutere della diagnosi, non troveremo mai la cura. Ed è esattamente quello che penso: non c’è cura, la Sicilia va lasciata a se stessa e forse un giorno si pentirà, crescerà, imploderà sulle sue contraddizioni.
    .
    Guarda, io credo all’impianto solidale dello Stato, sono un medio-welfarista, ecc. Ma sono un nemico dell’assistenzialismo, dello Stato-balia, della Cassa del Mezzogiorno, ecc.
    Magari un bel giorno la Sicilia si stuferà di essere una regione in cui ancora si muore di parto per insufficienze strutturali negli ospedali (4 morti in 2 mesi nel 2007, poi ho perso il conto) o in cui è impossibile fare impresa senza incappare nel racket, nelle tangenti, ecc.
    Io non so cosa fare. Qualche anno fa un ministro provò a mandare l’esercito in Sicilia, ma non servì a nulla. Dovrebbe cambiare la mentalità delle persone e forse la morte ci aiuterà, nel senso che credo che le nuove generazioni siano un po’ meno bacate di quelle vecchie, anche se resto pessimista.
    .
    Però dopo anni di assistenza, di sbattoni, di assemblee coi ragazzi siciliani, di dibattiti, lezioni, seminari, manifestazioni sulla mafia, ecc. mi sono francamente depresso. Guardate, sono notoriamente un ottimista, ma sulla Sicilia ho perso qualsiasi speranza. Aspettiamo i risultati delle elezioni amministrative imminenti e vedremo: stravinceranno i candidati mafiosi (al 90% del centrodestra, ma qualcuno anche nel centrosinistra, soprattutto tra i democristiani), votati senza remora alcuna dalla stragrande maggioranza dei siciliani.
    .
    Serve a qualcosa capire se so distinguere tra un catanese inurbato e un siciliano campagnolo o un meninho de rua del CEP?
    O forse è il caso di affrontare il problema vero e cioè che l’Italia sarebbe un paese molto più civile senza la Sicilia o con una Sicilia minimamente più civile? (basterebbe ai livelli della Campania, che pure ha i suoi problemi)

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  36. divagazione cinecritica per Gommaweb: “I cento passi” è un film ORRIBILE come il 90% dei film contro la mafia, proprio perché paternalista, retorico, enfatico, forzosamente pedagogico. Insomma, una sorta di “Schindler’s List” il cui effetto è portare alla lacrima con effettacci retorici (lo speech finale del finto Impastato alla radio è tremendo, soprattutto per come sono gestite le inquadrature, oltre che per il testo).
    .
    Film così vanno bene per commuoversi, convincersi che si è dalla parte del giusto e continuare a non fare niente di niente di niente di niente di niente… E veicolano il solito messaggio per cui la mafia è un alieno che ha invaso la Sicila con i suoi ultracorpi e che i poveri siciliani sono vittime di questa situazione (cosa vera solo per quella minima percentuale di non-mafiosi e non-mafiosi mentalmente).

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  37. Vivo in Marocco da un anno e mezzo.
    Recentemente il ministro D’Alema e il presidente Cuffaro sono venuti in visita in Marocco. Separatamente e a distanza di qualche giorno. Cuffaro il 23 marzo e D’Alema il 27.
    D’Alema era accompagnato da una decina di persone, Cuffaro da oltre quaranta. Le mie fonti sono i miei amici che lavorano all’ambasciata.
    La cosa è drammatica. C’è da vergognarsi.
    Provo una rabbia e schifo per come vengono spesi anzi sprecati anzi no rubati i soldi pubblici.

    By cliomedia on Apr 6, 2007

  38. Suz, a me I cento passi non è dispiaciuto, ma concordo con te sulla retorica esagerata.

    Hai visto il film “Placido Rizzotto”? te ne consiglio vivamente la visione.

    By cliomedia on Apr 6, 2007

  39. “Familismo amorale”. Ci sei cascato a rinominarlo, non ne hai potuto fare a meno :)
    .
    Io vivo in Puglia, in una città terribilmente somigliante ad un non-luogo siciliano. Sembra di stare in un film di Montalbano ma senza sole e senza spiagge. Non si può fare nulla senza chiedere il permesso agli amici degli amici. Vorrei un giorno aprire uno studio professionale, ma anche solo per avere le autorizzazioni devi essere di Forzitaglia o conoscere qualche scarafaggio del genere, altrimenti hai calecchia.
    .
    Sputerei in faccia al primo siciliano che mi dice che sono pugliese e non posso capire, e al diavolo la nonviolenza, perché te le tirano dalle mani.
    .
    Qui siamo al non ritorno, proprio per il fatto che nemmeno il voto serve a nulla. UNA ricarica da 50€ e rimani inculato per 5 anni, UN posto di lavoro a tre mesi in cambio di tutta la famiglia.
    E in Sicilia non ci andrei più nemmeno in vacanza.

    By regulus21 on Apr 6, 2007

  40. prima di girarmela l’italia da piccolo credevo che i siciliani del solo “noi siciliani possiamo capire”, “sì ma la mafia dà lavoro”, “sì ma bisogna conviverci”, “che cosa ci possiamo fare…”, “tu parli così perché stai a Torino”, ecc. fossero soltanto gli ultracinquantenni bigotti ed ignoranti dei quartieri piu popolari della mia città (Palermo) e dei paesini limitrofi (per esempio Corleone) purtroppo devo dirti che l’italia è cosi da trapani a trieste in forme diverse ma esattamente identiche nella sostanza e di questo te ne puoi accorgere solo se conosci profondamente la sicilia nel senso che ci hai VISSUTO e che quindi ti sei trovato di fronte a determinate situazioni (parlo di raccomandazioni al lavoro ,urbanistica palermitana disastrosa ed illogica dovuta allo storico “sacco” o ancora ad una classe politica dirigente nullafacente e mafiosa) questo magari conferma la tua ipotesi ma rimane comunque un fatto..
    Hai ragione quando parli della Sicilia come “l’inferno d’Italia, cioè una regione in cui lo Stato ha perso definitivamente la battaglia e regnano le clientele, il malaffare, la prepotenza e in cui i difetti italiani si ingrandiscono” ma questo è dovuto proprio alla “forma storica” che la Sicilia nei secoli ha plasmato quella dell’ ultimo feudalesimo (leggendo Verga e non solo potrai accorgerti di quanto è stato breve il passaggio dal feudatario/signorotto —> cavaliere al Boss/mafioso—->sicario..) che ha reso la sicilia più “SFACCIATA” dal resto d’Italia che pero’ vive esattamente sotto la stessa “ninfa”.. dopotutto pensiamoci bene Cuffaro è un mafioso e questo è esattamente plateale e chiaro come lo è il fatto che lo sia il nostro ex presidente del governo Silvio Berlusconi o come Andreotti o come 100 altri..
    in Sicilia esistono i “sicari macellai” come Rina e Provenzano altrove in Italia più al nord invece ci sono i diplomatici” della Mafia, i principotti puliti, cinici e viscidi che a me siciliano onesto fanno schifo nella stessa uguale identica misura..
    ..ripeto è solo la forma che cambia la sostanza è la stessa in tutta Italia da Trapani a Trieste e
    “facendola finita con la Sicilia” si farà esattamente il “gioco” che fa piu comodo ai mafiosi e che già in passato ha fatto “crescere” la politica mafiosa del nostro paese..

    ciao
    Giorgio

    By Devon on Apr 6, 2007

  41. allora facciamo cosi’: alle prossime elezioni i siciliani non votano o anche se le fanno non conta…

    By Er frittata on Apr 6, 2007

  42. Sono quasi sicura di avere letto un post identico dopo le regionali siciliane, me lo ricordo per due motivi. Innanzitutto per l’ansia identica che mi ha messo, ora come la volta precedente dovuta evidentemente a tutto ciò che di condivisibile hai scritto, ma anche per quel familismo che citi da ginsborg, e a cui attribuisci il male della sicilia. Vero, anzi direi centrale, con la precisazione che ginsborg non parla, mi pare, di familismo come ‘male’ siciliano, ma come ‘male’ italiano. Con questo voglio solo dire che mi sembra impensabile considerare il male concentrato dentro ai confini di una regione, che la mafia è un focolaio e come tale ha un centro, ma come ha già detto qualcuno prima di me, non si accontenta certo di guardare il continente da messina.
    Quanto a Cuffaro, ora banalizzerò molto, però per ben due volte mi pare che tutto il paese abbia eletto un ineleggibile. E non erano tutti siciliani.

    By emauff on Apr 6, 2007

  43. Er frittata: potrà sembrarti folle, ma è una soluzione che non mi scandalizzerebbe. In un paese scandinavo (non ricordo più quale: è roba di quando ero liceale) annullarono il risultato elettorale di un distretto perché viziato da clientele e voto di scambio.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  44. emauff: vero, il familismo amorale – che Ginsborg utilizza come categoria interpretativa per la sua bellissima Storia dell’Italia contemporanea – è un male italiano. Ma bisogna vedere come si applica e in che proporzioni a seconda delle zone. Ad esempio in Emilia Romagna non c’è praticamente stato e infatti lì è nato il movimento cooperativo, il mutuo soccorso, le società contadine collettive, ecc.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  45. Er frittata la sicilia è in scacco dalla mafia da anni ed io come molti altri siciliani sarei ben contento di tenerla fuori dalle elezioni..

    By Devon on Apr 6, 2007

  46. Devon: concordo.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  47. L’Italia sarebbe un paese migliore senza i mafiosi siciliani, senza i camorristi campani, senza la ‘ndrangheta, senza la sacra corona unita, senza i furbetti del quartierino, senza i tanzi e i cragnotti, senza i moggi, senza i berlusconi, senza il vaticano, senza le mille corporazioni, senza il familismo (morale e amorale), senza la cementificazione delle coste (in Sicilia come in Liguria, legale o benedetta dai piani regolatori), senza le distese di capannoni della pianura padana, senza il razzismo leghista, senza i nostalgici del duce, e così via.
    Tutte queste cose, che ci piaccia o meno, riguardano l’Italia intera, senza isole felici e isole perdute. I soldi che la mafia fa in Sicilia vengono lavati e reinvestiti altrove, a piazza affari magari, il distretto della moda lombardo usa l’intermediazione della camorra campana, i giovani rampolli del civile nord comprano la coca dalle varie mafie. Sono quasi 150 anni che esiste questo paese, a me sembra che lo schifo siciliano sia una rappresentazione all’eccesso dello schifo italiano. Possiamo anche dire addio alla Sicilia, e lasciare che affoghi nella propria merda (dimenticandoci del vecchio caro concetto di solidarietà, fossero anche solo 100.000 i siciliani per bene), ma ho seri dubbi che questo salvi il resto di noi.

    By hobo on Apr 6, 2007

  48. hobo: nessuno dice che tutto il resto d’Italia è a posto. Però mi sento assolutamente di dire che lì c’è il peggio e sono recidivi nelle loro pessime scelte.
    E c’è anche da dire che abbiamo speso troppo per quello che abbiamo ottenuto (cioè zero).
    .
    Insomma, fino a che punto lo portiamo questo accanimento terapeutico sulla Sicilia?
    .
    Vogliono votare per Cuffaro e Dell’Utri? Ben venga, ma stiano fuori dagli affari italiani. Il mio vicino di casa è liberissimo di giocare con la trielina, ma eviti di danneggiarmi, insomma.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  49. Quello che volevo dire, Suzuki, è che la mafia (ma un discorso assai simile si può fare con la camorra) dentro agli affari italiani c’è al di là dell’immondo Cuffaro, e ci sarebbe anche se avesse vinto la Borsellino. Non possiamo pensare alla mafia e alla mafiosità come a un fenomeno regionale, semplicemente perché non lo è. Provenzano stava a Corleone, Di Luca a Secondigliano, però i loro soldi girano, eccome se girano, e sporcano un pezzo significativo dell’economia di questo paese (ripeto, pensa all’esempio della moda, eccellenza del made in italy). Io non lo so cosa bisognerebbe fare – se lo sapessi magari avrei fatto il magistrato – però questa idea di lasciare che la Sicilia se ne vada alla deriva mi sembra una cosa pericolosa da pensare, anche solo come paradosso. Insomma, ho paura che il tumore sia troppo esteso per pensare di curarlo amputando l’arto.

    By hobo on Apr 6, 2007

  50. sì, ma resta il problema che quella regione ha una triste influenza elettorale a livello nazionale e pesa sui conti pubblici, esportando malaffare e corruzione nel resto del paese.
    insomma, se la sicilia fosse un paese straniero sicuramente sarebbe più difficile prosperare per il malaffare.
    A me snerva che non reagiscano e amino la merda in cui si costringono da decenni: è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra, semplicemente incomprensibile.
    .
    Vero, l’Italia ha i suoi mali e sono pure tanti. Ma quella è una delle fonti e sicuramente smettere di buttarci dei soldi sarebbe benefico. Li spenderei solo per evitare di esportare la Sicilia in Italia. Anche per quello sono contrario da sempre al ponte di Messina: io ci farei un valico di frontiera.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  51. Vero, ha influenza elettorale, però contribuisce a eleggere un lombardo purosangue.
    Ma poi, una volta separata la Sicilia dall’Italia, che fare della Campania? O della Calabria (se non l’hai fatto, prova a guardare la trasmissione di Iacona sulle elezioni del sindaco di Catanzaro, è tristemente illuminante)? Lì ci sono governi di centro-sinistra, ma purtroppo (e sottolineo tre volte il purtroppo) non mi sembra che ci sia stato un cambiamento sostanziale – tutta la faccenda rifiuti, tanto per fare un esempio.
    Insomma, è sicuramente vero che da tempo immemore si spendono inutili barcate di soldi italiani ed europei per la Sicilia; se si spendono male però la colpa non è solo dell’intreccio politico-affaristico-mafioso locale, ma anche di quello di Roma e di Bruxelles. La cresta l’hanno fatta e la fanno in molti, la mafia serve a molti, ben oltre i confini della Sicilia. Se gli stilisti si fanno cucire gli abiti dai laboratori controllati dalla camorra, o se le aziende edili prosperano sugli appalti di opere pubbliche controllati dalla mafia, non è che tracciare un nuovo confine serva a molto. Siamo in piena globalizzazione, e anche la mafia è globalizzata.

    By hobo on Apr 6, 2007

  52. tutto vero, ma la Calabria ha sì e no gli abitanti di Palermo e i risultati della voglia di cambiare si vedranno col tempo.
    .
    Vedi, il discorso di fondo che voglio trasmettere è che a dire che i problemi sono altrove o sono ovunque non si inizia mai a risolvere un cavolo.
    .
    Insomma, ho gettato il sasso nello stagno e sono 40 commenti in cui perdiamo tempo e nessuno propone una soluzione: questa è l’Italia…
    .
    Io un paio di soluzioni le ho buttate lì: maltizziamo la Sicilia, facciamo una devoluzione. Oppure smettiamo di riempirla di soldi che tanto vanno ai soliti noti e impediamole di rovinare la politica nazionale.

    By Suzukimaruti on Apr 6, 2007

  53. Torno alla metafora del tumore: tu dici (semplifico, scusa) che bisogna amputare l’arto, io che il tumore è troppo esteso perché quella possa essere una soluzione efficace. Dopodiché mi sembra che siamo d’accordo sul fatto che c’è una malattia, e anche piuttosto grave (e cronica).
    Non so se c’è una soluzione globale totale, davvero non lo so. Di per sé mi spaventano le soluzioni troppo nette, perché rischiano di concentrare le energie sui sintomi piuttosto che sulla malattia. Dal mio piccolissimo e inutile canto cerco di fare la mia parte, col mio lavoro, con i miei acquisti, anche col mio voto (pur dovendo usare un numero sempre maggiore di mollette). Basta mica, lo so, e son pieno di contraddizioni, però sinceramente più che cercare di essere una persona per bene non so che altro fare.

    By hobo on Apr 6, 2007

  54. L’idea di levare il voto ai siciliani e’ una soluzione possibile ed e’ estendibile anche alle altre regioni; lo si puo’ regolamentare (restituire) in modo proporzionale al calare della mafiosita’, per esempio.
    .
    Anche i soldi pubblici potrebbero essere erogati seguendo la stessa filosofia.
    .
    La prossima finanziaria, fossi nei panni di padoa schioppa, la farei pagare tutta ai siciliani: aridatece er tesoretto!

    By Er frittata on Apr 6, 2007

  55. Suzuki sei daccordo con me quando dico che i siciliani sono in scacco con la mafia da decenni e poi te ne esci con questa, visto che siamo in tema, “minchiata”: “me snerva che non reagiscano e amino la merda in cui si costringono da decenni: è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra, semplicemente incomprensibile.” ? :D

    Una cosa è togliere il voto ai siciliani e a tutte quelle regioni dove il voto è sporco di scambi e malaffari.. (sono daccordo ripeto come molti altri siciliani anzi mi sembra una buonissima idea!) una cosa e tagliare la Sicilia dal resto d’Italia.. vorrei proprio vedere .. che succederebbe secondo voi? Improvvisamente gli altri politici mafiosi e corrotti italiani imploderebbero? e tutto il resto di italia di botto: civiltà e alta onestà.. italiani che diventano norvegesi puliti ed onesti? :D
    ma finiamola!! ahahah
    scusate
    :)

    By Devon on Apr 6, 2007

  56. Come possono reagire i siciliani se sono avvolti da SOLI PSEUDOPOLITICI MAFIOSI!!.. Alle ultime regionali l’unica speranza era rivolta verso una bravissima ed onesta persona parente di un grande “EROE” come Borsellino ma che purtroppo non è proprio un politico e questo dovrebbe farci pensare..(ha preso parecchi voti e la cosa a noi siciliani onesti e puliti ha fatto moltissimo piacere) ma purtroppo non erano abbastanza..
    ..qui giu i politici giocano con la disperazione e l’ignoranza della gente promettendo lavoro! La gente spesso non sa nemmeno chi sta eleggendo e ripeto non HA ALTERNATIVE!!! SONO TUTTI SPORCHI DAL PRIMO ALL’ ULTIMO!

    By Devon on Apr 6, 2007

  57. Magari fosse solo la Sicilia… pensa al voto di scambio in Calabria, all’impero della camorra in Campania, ecc. ecc… e fa tristezza pensare che, a differenza del monolitismo politico di Cosa Nostra, altrove con le varie mafie scendono a patti troppe giunte di centrosinistra.

    By Cachorro Quente on Apr 6, 2007

  58. Per la sicilia sono concomitanti due infezioni quella antica la mafia, la più recente il berlusconismo…
    sono due malattie di diverse ma ognuno alimenta l’altra ..
    sulla mafia la soluzione la indicarono a suo tempo Falcone&Borsellino, la via giudiziaria , vanno mandati tutti i galere, dai boss, ai picciotti fino ai fiancheggiatori, altro che convivenza ed allora poliziotti, carabinier, guardie di finanza e magistrati che non siano collusi e che non hanno paura, con indagini a 36O°

    sradicare la mala pianta del berulusconismo è molto più difficile

    Perché un certo italiano “medio” ama i ciarlatani
    e questa caratteristica è presente in misura rilevante nei siciliani

    SB è amato perché lo si vede vede uguale se stessi o meglio come si vorrebbe essere:

    a) raccontare barzellette e fare battute oscene
    b) guardare il culo alle donne
    c) essere ignoranti
    d) essere ricchi ed esibire la propria ricchezza
    e) circondarsi di persone con le stesse abitudini e pensieri
    f) poter non pagare le tasse
    g) poter violare le regole
    i) saper mentire quando conviene
    l) odiare i politici
    m) odiare i sindacati
    n) ma in effetti Mussolini non era tanto male
    o) odiare i gay, i neri, gli arabi , gli zingari
    p) andare in chiesa per farsi vedere
    q) amare il calcio e non importa come si vincere
    o) essere superstizioso
    p) essere mammone
    q) profumarsi tanto piuttosto che lavarsi
    r) essere esibizionista
    s) essere vendicativo
    t) amare gli adulatori
    u) non tollerare che gli si dia torto
    v) non sopportare i comunisti perché sono noiosi
    z) non sopportare i magistrati

    …ce ne sarebbero altre ma ho finito le lettere

    By Raffaele on Apr 6, 2007

  59. non entro nel merito di ciò che dite tutti sulla sicilia.

    dialetticamente mi appassiona di più la questione della competenza territoriale. voglio dire suz: ti sembra così strano? ti sembra sbagliato?

    mi sembra un problema di competenza e basta.

    se io mi mettessi a parlare di familismo amorale avendo letto soltanto la voce di wikipedia non ci sarebbe qualcuno a dirmi: ma hai mai letto qulcosa di serio?
    o tutta quella discussione su un vecchio post e il progressive: prima di dire che il progressive è così o colì, hai mai ascoltato progressive?

    e mi sembra la stessa cosa, parlare di sicilia avendo letto wikipedia.

    By gael on Apr 7, 2007

  60. Scusami, ma è un qualunquismo bello e buono, questo. Parlo di cose su cui sono competente nel modo in cui sono competente: sono documentato, sono un appassionato di storia contemporanea, ho letto la questione meridionale di Gramsci, ho discusso di quieste cose in decine di assemblee e riunioni con i diretti interessati, ecc.
    .
    Le tue sono speculazioni contra personam che boicottano il discorso. Esattamente il male dei siciliani con la mafia: su questi assunti la mafia è materia per soli mafiosi, mentre è un problema nazionale.
    E poi il post è lì: liberissimo di criticare facilonerie, inesattezze, minchiate, falsità. Proprio perché ragionevolmente documentato e informato, non temo certo il confronto. Altrimenti non avrei un blog ma un sito da cui pontifico senza dialogare.

    By Suzukimaruti on Apr 7, 2007

  61. il mio tono era decisamente diverso da quello della tua risposta.
    volevo semplicemente dire una cosa: chi ti dice (e uso la seconda persona in senso impersonale, mettila così anzi: quando si dice) quando si dice “non sei mai stato in sicilia non puoi capire” è la stessa cosa di dire “non hai mai ascoltato progressive” tutto qui.
    calmino

    By gael on Apr 7, 2007

  62. vorrei poter dire che è importante aver visto la sicilia con i propri occhi, esserci stato (non essere siciliano, ma per lo meno esserci stato), per farsi un’idea su un problema che non è stato risolto in 150 anni, senza essere accusato di fare il gioco dei mafiosi.
    grazie.

    By gael on Apr 7, 2007

  63. Mi spiace, ma è una geometria che non regge: si cercano di sommare mele e pere. Con la musica è tutto un altro discorso, poiché non se ne può avere esperienza indiretta (cioè o l’hai ascoltata o non ne sai nulla). Con la mafia, invece, è ovvio ed elementare che per parlarne non è necessario essere siciliani e che portare questo argomento è sotto sotto un po’ filomafioso.
    .
    Riguardo al progressive, quello che mi spaventa più di tutto è l’assolutismo ideologico per cui se parli male di un genere musicale, per i suoi fans è automatico che non lo conosci.
    .
    Cioè i fans non accettano l’idea che uno conosca benissimo il genere e lo trovi barocco, eccessivo, virtuosistico ai limiti dell’onanismo, malato di gigantismo, viziato da una totale mancanza di groove (il progressive, salvo rari casi – tipo certi momenti dei Bad Brains – è tra le cose musicalmente più bianche e rigide al mondo) e spesso con alle spalle un immaginario che personalmente mi dà l’orticaria (tipo le copertine mistico-fumettoso-cavalleresche degli Yes).
    .
    Dai 13 ai 15-16, in piena necessità metal endocrina e fan dei Pink Floyd sbagliati, sono stato assolutamente fan del progressive (magari quello un po’ più rocchettaro e meno tastieroso), spaziando dai metallari Dream Theater ai Genesis pre-Collins, fino al progressive italiano tutto (dalle Orme ai Flora Fauna Cemento, fino ai miei concittadini e mitici Alluminogeni – di cui ho recentemente conosciuto il cantante, che ora fa il medico e ha l’età di mia madre o giù di lì – e The Trip, ma già siamo sul versante space rock), senza contare tutto ciò che suonava progressive senza sapere di esserlo, incluse un po’ di cose tendenti all’elettronica.
    .
    Poi ho giustamente iniziato ad ascoltare i primi Led Zeppelin e i loro antenati Yardbirds e ho scoperto che il rock (anzi, rock-blues per i “gallinacci”) di qualche anno prima era una cosa nera, che aveva dello swing, delle vibrazioni e non suite monumentali da venti minuti per farsi le pippe mentali, sebbene nessuno dei due fosse un gruppo da “3 minuti e via”. E ho scoperto tutto il flaccido elefantismo sonoro ed immaginifico del progressive: a mio giudizio la traduzione in musica del cattivo gusto applicato al rock.
    .
    Poi da ragazzo ho iniziato a leggere le riviste musicali e poi a scriverci. E ho scoperto di non essere solo: salvo rari casi, la critica musicale italiana (e peggio ancora quella inglese) considera il progressive una sorta di parentesi decadente, onanistica e trascurabile della storia del rock (fatti salvi un paio di album tipo appunto “The lamb…” e qualcosa dei King Crimson, che peraltro non sopporto).
    .
    Il tutto per dire che parlo a ragion veduta e quando non lo faccio ho il buon gusto di mettere le mani avanti e avvertire che potrei sparare cazzate. Non è questo il caso. E non lo è nemmeno per il progressive. Fine.

    By Suzukimaruti on Apr 7, 2007

  64. gael, purtroppo dicendo quello FAI il gioco dei mafiosi. Che tu lo voglia o no.
    .
    C’è bisogno di essere siciliani per rendersi conto di cosa fa la Mafia? Devo mettere il dito nelle piaghe del cadavere di Falcone?
    .
    Oppure non parliamo più di fame del mondo perché nessuno di noi l’ha provata. E non parliamo di Cina fino a quando non ci siamo stati, ecc.
    .
    Fammi il piacere: questo è il solito tentativo di boicottaggio di un discorso da parte degli “estremisti dell’esperienza diretta”. Roba dialetticamente poverissima, da assemblea ai tempi del liceo, siamo seri.
    .
    Per dire che la mafia è una porcata e che la Siclia è l’inferno non c’è bisogno di essere siciliani: basta leggere, documentarsi, essere informati e sapersi orientare tra le fonti. Cose che, ti assicuro, ho fatto. Ma se hai dei dubbi, hai i commenti per smentire cazzate, superficialità, facilonerie, ecc.

    By Suzukimaruti on Apr 7, 2007

  65. due cose:
    a me il progressive non piace. l’ho ascoltato poco e non m’ha fatto venire voglia di continuare. era un esempio.
    per quanto riguarda la sicilia, ti ripeto, io credo che sia importante (non che sia l’unica via, non che solo i siciliani possano parlare, ecc. capisci quello che dico) o mettiamola così, credo che aiuti molto, avere visto la sicilia coi propri occhi.
    che la mafia è dappertutto, mica solo nei cadaveri. e, mi dispiace, leggere solo di cadaveri non basta.

    di nuovo, ti dico che volevo solo spiegarti qual è l’obiezione che ti senti fare. mi sembra che ne avevi parlato nel post. ho i commenti per smentire le facilonerie? questa per me lo è:dire che chi ti dice una cosa del genere fa il gioco dei mafiosi.

    anzi.

    By gael on Apr 7, 2007

  66. Sarà una faciloneria, ma i siciliani sono i primi a non essere stati in grado di fare (o aver voluto fare) niente contro la mafia. E uno dei motivi è proprio questo: il conservatorismo mentale e culturale per cui la mafia è “cosa nostra” e non deve riguardare i “continentali”.
    La cosa mi andrebbe benissimo se la Sicilia fosse un paese straniero tipo Malta, ma purtroppo la Siclia contribuisce (è un eufemismo) al voto nazionale, eleggendo in gran parte gentaglia tipo Dell’Utri.E ancora più purtroppo costa allo Stato una quantità spaventosa di soldi anche se comparata a regioni più abitate: è un buco nero per i soldi pubblici.
    .
    Sì, sicuramente aver visto e “vissuto” la Sicilia può essere utile, ci mancherebbe. Ma è una condizione aggiuntiva, non necessaria.

    By Suzukimaruti on Apr 7, 2007

  67. se andassi in sicilia due giorni parleresti in modo un pò diverso, ma sulle premesse di quello che dici sono d’accordo con te.
    la colpa è soprattutto dei siciliani, perchè la mafia è soprattutto nella testa della gente.
    questo significa che per capire davvero la mafia, come atteggiamento e non come organizzazione, bisogna capire i siciliani.
    e di siciliani in sicilia ne incontri tantissimi.

    (e ho finito. anche se continuassi a dirmi qualunquista e liceale, che, insomma, non è il massimo in una discussione.)

    buona pasqua

    By gael on Apr 7, 2007

  68. gael: forse ti sei perso quella parte del post e dei commenti in cui spiego che ne ho parlato e ne parlo con decine di siciliani, che ho fatto assemblee, riunioni, seminari sulla mafia per anni, che ho fatto anni di campi della sinistra giovanile confrontandomi con ragazzi di tutta italia su questo (fu lì che i siciliani contestarono Ruotolo). Insomma, fidati, ne posso parlare, ne so più che a sufficienza e – aggiungo – per indignarmi quanto mi indigno basterebbe molta meno competenza in merito.

    By Suzukimaruti on Apr 7, 2007

  69. bellissimo post, condivido pienamente la tua opinione.
    non trovo giusto però eliminare gli investimenti sul territorio. Vivo a Napoli che sotto alcuni aspetti è peggio di Palermo, per me il male è l’ignoranza, e l’ignoranza si combatte con la cultura. Eliminare gli investimenti sul territorio significa abbandonare l’isola ad un destino infelice. Certo è ovvio che si potrebbero controllare di più dove vanno a finire questi soldi, ma questo non è un problema siciliano, ma italiano!
    Per quanto riguarda Dell’utri, non vedo qual’è la differenza tra un palermitano che vota forza italia e un torinese che vota forza italia, se è filomafioso il palermitano mi spieghi perchè non dovrebbe esserlo anche il torinese?

    By nu.labs on Apr 8, 2007

  70. nu.labs: la differenza è nei candidati, qui in Forza Italia candidano persone pessime, disoneste e in malafede, ma non (tecnicamente) mafiosi.

    By Suzukimaruti on Apr 8, 2007

  71. Caro Suz, concordo con te su tutta la linea (tranne che sui Cento Passi, perchè l’interpretazione di Luigi Lo Cascio è davvero notevole e soprattutto la sua somiglianza fisica con Impastato fa venire i brividi).
    Trovo ridicolo il discorso della competenza territoriale: nessuno, neanche i siciliani che ci abitano, conoscono la Sicilia palmo a palmo, quindi liberiamoci da questa utopia.
    Sul fatto che estirpando il tumore risolveremmo le cose, invece sono convinto solo a metà.
    Quando sono andato a vivere a Roma per tre anni, ho capito qualcosa di più del paese. In primo luogo che il carattere degli italiani è estremamente frammentato. E che per di più la differenza tra Sud e Nord è incolmabile e rappresenta la vera questione.
    Infatti, c’è poco da fare: si tratta di due Italie. Che poi andando sempre più in fondo diventano tre, quattro, dieci, venti, etc. (a me fa altrettanta paura anche il profondo Nord). Parlando con molti meridionali le mie impressioni sono state in percentuale molto negative: non dimenticherò mai un gruppo di napoletani che ci davano (a noi del NOrd, che vabbeh, mi vien da ridere perchè mio padre è di Roma e mia madre è di Caserta…)dei coglioni perchè paghiamo le tasse mentre loro si vantavano del contrario, sostenendo di non averle mai pagate. E qualcosa di vero c’è in questa sbruffoneria: l’applicazione delle leggi, quelli della normale convivenza, al Sud è tutta un’altra cosa.
    Oppure un mio amico imprenditore siciliano che mi ha illuminato su molta parte della psicologia dei siciliani: questa è la nostra terra, perchè lo Stato viene ad invadere una cosa che è mia?
    Ma al di là di nord e sud la verità è questa cioè che una parte del paese (alcune parti di più altre di meno) è assolutamente IRREDIMIBILE.
    Tanta parte della nostra società è incivile e non si potrà salvare – non illudiamoci – e la sua massima epressione culturale ce la siamo sorbiti tutti: si chiama Berlusconi.

    By no hay banda on Apr 9, 2007

  72. Da catanese mi sono posto molte volte la stessa domanda di Suzuki: perchè un “continentale” dovrebbe tollerare la palla al piede siciliana?
    Penso però che ci siano gruppi di potere economici ai quali fa comodo una Sicilia terra di conquista. Penso prima di tutto all’Eni, che in Basilicata paga royalties pesantissime alle comunità locali per lo sfruttamento del suolo, mentre in Sicilia ricatta con la solita storia che crea occupazione e che se non si accettano le proprie condizioni smantella gli impianti. Penso al sistema bancario italiano che ha colonizzato questa regione assorbendo tutti gli istituti di credito locali. Penso al settore del turismo di lusso (Caltagirone, Kempinsky, Hilton solo per citarne alcuni) che ha usufruito di enormi contributi e agevolazioni e ha ascquistato a prezzi di saldo immobili di lusso per realizzare alberghi e resort.
    Sei davvero certo che questi e altri potentati siano favorevoli all’idea di una Sicilia indipendente e quindi con maggior potere contrattuale nei loro confronti.

    Altra questione, il berlusconismo.
    Qui in Sicilia è meno diffuso di quello che tu pensi. Berlusconi stravince solo perchè si appoggia a baroni locali con un enorme potere elettorale, ma non c’è un culto della personalità berlusconiana come altrove. Anzi, poichè il politico siciliano mafioso si sente “sperto”, credo che molti leader del centrodestra locale considerino Berlusconi solo una marionetta di facciata che garantisce loro di esercitare un comando indisturbato nell’ area di appartenenza, come dei prefetti formalmente alle dipendenze dello Stato ma di fatto autonomi nelle loro scelte.

    Altra questione, la sinistra. Cosa ha fatto la sinistra italiana e siciliana in questi anni? Dove è stata? Dove si è nascosta? Si è imborghesita al punto da perdere qualsiasi contatto con la realtà territoriale di base?
    A Catania il modo più semplice per acquisire una solida base elettorale è quello di gestire un CAF, centro di assistenza fiscale. Sono tutti gestiti da associazioni vicine a politici dell’UDC, di Forza Italia o dell’MPA di Lombardo, oltre naturalmente a quelli dei sindacati di base. Come mai invece nessun diessino locale si sporca le mani con i problemi quotidiani del meccanico o della parrucchiera, offrendo loro un servizio piccolo ma tangibile e che al momento del voto verrà ricompensato?
    Infine, nel caso specifico di Catania la responsabilità totale del degrado in cui è piombata è dell’ex sindaco Bianco. Era un politico amatissimo, assai più di Orlando a Palermo e Borsellino a Napoli, ma nel ‘99 decise di abbandonare la carica di primo cittadino (mancavano ancora due anni alla fine del mandato) per fare il Ministro dell’Interno nel governo fantoccio di D’Alema. Lasciò la città senza PRG e con alcuni grossi progetti incompiuti, si attirò le antipatie dei suoi stessi elettori che si videro traditi e consegnò di fatto la città al medico personale di Berlusconi.

    By kaos on Apr 9, 2007

  73. La Sicilia non è comprensibile.
    Non lo è neanche per i Siciliani figurati per noi gente del Nord.
    Credo che ci sia bisogno di tempo e di gente in gamba. E i Siciliani sono gente in gamba.
    Il resto degli Italiani non ha aiutato questa terra. I Siciliani devono vincere da soli. E pensare che la Mafia si sconfigge solo con il coraggio dei giusti.
    Io credo in questa gente, ma please, smettetela di votare così male!!!!

    By Axell on Apr 9, 2007

  74. Vespaz: concordo pienamente. Berlusconi è la vera espressione della cosiddetta “Società Civile” che tutti reclamavano al potere nel 92/93 con la crisi dei partiti tradizionali. Non sapevano in che mani si stavano mettendo.
    .
    Axell: la mia impressione è che, considerati gli errori storici (non a caso cito “Da Quarto al Volturno”), l’Italia abbia dato di tutto e di più alla Sicilia e alla pessima classe dirigente mafiosa che si è scelta. Ora basta: non ci credo più.
    .
    Forse c’è bisogno che implodano nelle loro contraddizioni.

    By Suzukimaruti on Apr 9, 2007

  75. “la differenza è nei candidati, qui in Forza Italia candidano persone pessime, disoneste e in malafede, ma non (tecnicamente) mafiosi.”

    ..aggiungerei che è cosi solo perchè li a Torino non esistono i clan mafiosi ..
    la differenza è veramente minima, o forse mi perdo qualcosa? Qualè oggi nel 2007 la differenza tra un uomo “pessimo”, “disonesto” e “in malafede” che “fa politica” ed un “mafioso” ?
    Suzukimaruti mi accorgo che più vanno avanti i commenti e più, a mio vedere, perde campo la tua idea radicale di siciliani colpevoli della mafia e mi convinco che in realtà questo paese è tutto uguale nella sostanza con la differenza che certe regioni del sud, specialmente la sicilia, sono in “scacco dalla mafia” e quando si è in scacco le pedine contano davvero poco anzi nulla..
    la mafia è vero in Sicilia è endemica rispetto a gran parte del resto di Italia ma perchè lo è? non certo per il volere dei siciliani spesso ignoranti e superficiali.. la Cultura si! La Cultura e l’educazione civica potrebbero sicuramente migliorare tutto in Sicilia e al sud e non la magra ottusa emarginazione di chi si crede meglio, (anche e sopratutto per un privilegio “geografico” nel senso che conta molto la vicinanza e la “centralità” rispetto agli stati più “civili” del nostro come ad esempio la germania, la svizzera etc..rispetto alla lontananza e la “chiusura” di un isola..) quando non lo è affatto e la cronaca e la politica italiana ne sono la prova..

    By DevoN on Apr 10, 2007

  76. Sì ma la cultura, il senso civico, il patriottismo, certi valori, ecc. non si esportano con le mazzate (e con le buone sono secoli che non c’è verso).
    .
    E poi, insomma, la mafia c’è in Sicilia e non qui. Certo, in giro per l’Italia c’è il malaffare, ma con gradi e modalità differenti. Della Sicilia mi preoccupa che il 60% dei votanti *voti* per un mafioso conclamato. Insomma, c’è una differenza pazzesca tra il subire la mafia o il malaffare (e capita talvolta anche altrove) e il farsi rappresentare da essi, tributarndogli maggioranze elettorali bulgare.
    .
    Mi rispiego: assodato che finora le abbiamo provate tutte (perfino i militari di presidio alle strade) e la situazione in Sicilia non solo non cambia ma peggiora giorno dopo giorno, con un evidente degrado umano e politico che ha superato qualsiasi soglia di tolleranza e va ben oltre la già povera media nazionale, che facciamo?
    .
    Attenzione, la mia non è una provocazione ma una domanda reale. Personalmente ho finito le soluzioni possibili e sono arrivato alla conclusione che non c’è speranza, che la Sicilia è persa per sempre e che il meglio solitamente se ne va a studiare/lavorare altrove e resta lì, tornando sull’isola solo per le feste comandate.
    .
    Insomma, se qualcuno ha delle soluzioni al di là delle semplici frasi di rito, è più che benvenuto.
    .
    Però diamoci un obiettivo maturo e sensibile, cioè che se non ci sono soluzioni e non si vedono migliorie ce ne facciamo tutti una ragione e cerchiamo di fare l’unica cosa che reputo sensibile: limitare i danni, cercare di non esportare la Sicilia (in senso negativo) in Italia e cominciare a non sprecare più soldi pubblici che tanto vanno solo e sempre in mano ai soliti noti.
    .
    Insomma, se abbiamo perso prendiamone atto e affrontiamo il risultato, elaboriamo il lutto e andiamo avanti. Non c’è nessun intento punitivo ma solo di autoconservazione e riduzione del danno. Mi sembra un atto maturo e responsabile, ben più del nascondersi dietro alla retorica dell’”insistiamo” e accanirsi terapeuticamente dietro un malato che non si riconosce come tale ma che, anzi, adora i suoi germi e i suoi sintomi. E in parte infetta, almeno politicamente, anche noi.

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  77. La provocazione ci sta quando sa di essere provocazione. Cioè quando serve a squarciare un velo o ad esprimere un’esasperazione o ad accarezzare una tesi impopolare o a fare un ragionamento per assurdo ma potenzialmente fecondo o ad arrivare al nocciolo del problema per via espressa scartando la barriera delle obiezioni di comodo. Insomma è un inizio, non un punto di arrivo. Se una provocazione si vuole pensiero e punto conclusivo non funziona più. Perché non è vero che basta denunciare un certo clima autoassolutorio o dire a muso duro che la Sicilia è perduta per limiti suoi insormontabili per esaurire l’argomento. Se dopo aver fissato dei punti fermi non sviceri la questione o non leggi i problemi in un’ottica di paese, dove sta la differenza con quello che da sempre sostengono i leghisti? Intanto bisognerebbe verificare che cosa nostra sia ancora la mafia più influente. Poi bisognerebbe vedere che tipo di legami intercorrono la mafia espiantata nel centro-nord (da molti considerata rilevantissima) e i luoghi di origine: se questa gode di un certo grado di autosufficienza, “sigillare” la Sicilia (idea che mi ricorda un po’ la tribuna politica di telemeno, ma quella era satira) a cosa servirebbe? Idem per i legami clientelari e i malaffari che caratterizzano questa nuova destra berlusconiana, con tutta la selva annessa in posizioni piccole o grandi nelle amministrazioni della penisola (per quanto col voto delle regionali gli si sia prosciugata notevolmente l’acqua): a rigore di logica bisognerebbe sigillare o inibire al voto ampie aree del nord Italia allora.

    By Tonino on Apr 10, 2007

  78. Tonino: ho scritto che questa NON è una provocazione. Riformula.

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  79. Appunto: ho scritto che se non lo è, non fa molti passi secondo me :)

    By Tonino on Apr 10, 2007

  80. “Mi rispiego: assodato che finora le abbiamo provate tutte (perfino i militari di presidio alle strade) e la situazione in Sicilia non solo non cambia ma peggiora giorno dopo giorno”

    ……

    Suzuki ma è solo per darti ragione e far valere la tua tesi che dici certe falsità?? O solo perchè al contrario di quel che vuoi far credere sei molto ignorante in termini di Sicilia, storia della mafia e cronaca odierna??

    Cioè vuoi dire che in Sicilia la situazione “mafia” è peggiorata ???????!!!????

    Guarda che è la piu grossa fesseria che ho letto finadesso questa!
    Daccordo siam daccordo a dire che esista ancora la mafia ma arrivare a dire che sia peggiorata è un offesa verso chi si muove e purtroppo si è mosso (lasciandoci spesso le penne) nella direzione della legalità e dell onestà in sicilia e altrove al sud!
    E i giovani di “no al pizzo” a di tante altre lotte che tuttora si muovono in sicilia ne sono la prova..

    By DevoN on Apr 10, 2007

  81. ecco, aspettavo esattamente un commento come questo, cioè l’elencazione dei (di fatto minoritari) pochi ma buoni che cercano di reagire. Persone che hanno tutta la mia solidarietà, ma che non cambiano il dato: in Sicilia non solo la mafia impera, ma ora c’è un mafioso conclamato presidente della Regione (e chissà quanti negli enti locali). Non solo, ma i partiti amici della mafia sono al massimo storico (guarda un qualsiasi sondaggio elettorale recente).
    .
    Certo, rispetto agli anni tremendi dell’omicidio di Falcone e Borsellino, sembra meglio. Ma è solo che la mafia si è fatta meno sanguinaria e più subdola. Di fatto ora è apertamente al potere, eletta democraticamente dalla stragrande maggioranza dei siciliani: perché spargere sangue?

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  82. Tonino: ora ho capito, è che non era chiaro.
    Tornando al tuo commento: non so quale sia la differenza tra ciò che dico e ciò che pensano i leghisti (cioè la so: loro pensano che i siciliani siano “malati” per questioni di sangue, cioè la loro meridionalità sia un fattore determinante per il degrado in cui vivono), ma traggo alcune conclusioni precise.
    .
    Schematizzo.
    .
    BASE DEL RAGIONAMENTO: Per me la Sicilia è perduta per sempre, irrecuperabile e di fatto ormai colonizzata intimamente dalla mafia, senza che io riesca a cogliere segnali concreti di cambiamento in meglio, anche minimi.
    .
    OBIETTIVO: Vivere il meglio possibile in Italia.
    .
    SOLUZIONE/I:
    - smettere di spendere soldi inutili per lo sviluppo in Sicilia, perché vanno tutti nelle mani di gentaglia, fosse anche solo la Regione Sicilia (che è amministrata da Cuffaro, mio dio Cuffaro: basterebbe la sua faccia per far crollare qualsiasi bizantinismo!) o gli enti locali, che sono completamente penetrati dalla criminalità organizzata e i cui rappresentanti campano di clientele.
    - ridurre il danno che la Sicilia fa all’Italia, soprattutto elettoralmente (per quello che ipotizzavo come soluzione estrema la maltizzazione della Sicilia: non voglio 61 parlamentari eletti con minacce, clientele, mafia come fattori determinanti; anche perché il livello degli eletti è da Dell’Utri in giù…)
    .
    ASSUNTO A POSTERIORI: riconoscere una sconfitta definitiva e agire di conseguenza è un atto politicamente maturo. Ad un certo punto è meglio che la Sicilia imploda nelle proprie contraddizioni e cattive scelte, forse un giorno i suoi abitanti si sveglieranno e capiranno che c’è un’alternativa migliore.

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  83. Suz ti appoggio al cento per cento.

    By Er frittata on Apr 10, 2007

  84. sono daccordo forse solo cosi potrebbe sparire la mafia siciliana: non considerandola ed emarginando la Sicilia..
    ahahah
    vorrei anchio essere cosi ottimista verso il resto degli italiani..
    come se la mafia, i disservizi, i politici corrotti, la disoccupazione, il gioco degli scambi, le tangenti e tutto cio’ che ci rende ultimi, unici e zimbelli in Europa dipendesse solo dalla Sicilia..

    By DevoN on Apr 10, 2007

  85. magari non cambia niente, ma ci costa di meno. E avremmo una politica nazionale non infangata dal voto mafioso in Sicilia.
    La Sicilia, votando così, si emargina da sola. Certo, non è l’unico fattore del male italiano. Ma sapessi quanto pesa sui bilanci statali!
    .
    E non possiamo nasconderci che a Torino, a Milano, a Bologna o ad Ancona (ho fatto dei nomi a caso) si viva meglio che in Sicilia. Nessuno qui (il qui vale per molti altri posti in Italia)mi minaccia prima di vota, nessuno cerca di comprarmi il voto, non ho boss di quartiere, non ho come presidente di regione un mafioso e come assessore un mafioso e come sindaco un mafioso, ecc.
    .
    Sarebbe bello che potessimo dire “non abbiamo fatto niente, è colpa del resto del paese”. Poi, dati alla mano, mi rendo conto che la Sicilia ci costa il quadruplo del Piemonte, produce un ventesimo e inquina la politica nazionale con un voto clientelare. Chi ce lo fa fare? Dopo ormai 60 anni di tentativi dal dopoguerra in poi, non sarà il caso di responsabilizzare chi sbaglia?
    .
    Insomma, dobbiamo avere per forza lo Stato-balia che perdona tutto ai figli negligenti? Perché in altri paesi le zone ad alto rischio corruzione sono commissariate e non hanno diritto alla rappresentatività politica fino a quando non torna un clima sereno? Quali parametri etici prendiamo come base per fare un paese? In Sicilia vengono rispettati? E se sì, da quanta parte dei siciliani?
    .
    La battaglia è persa: non è un lavarsene le mani. E’ constatare che le mani non ci sono più, il che è ben diverso.
    .
    Non sono stato certo io, ma fior di economisti, a dire che senza Sicilia l’Italia decollerebbe: sarebbe più facile controllare i flussi di denaro e di persone dall’isola, avremmo quindi meno corruzione, meno criminalità. E forse prenderemmo anche più criminali in Italia. Tra l’altro avremmo una quantità enorme di fondi pubblici in più, da destinare a buon fine (e non da mettere in mano a Cuffaro) e da utilizzare per promuovere le energie positive del paese. Sotto sotto, fatto salvo l’impianto solidale del Fisco, un po’ ho sempre tifato per forme morbide ma sostanziose di federalismo fiscale: pago il 44% di tasse ogni anno e mi gira sapere che parte di questi soldi vengono sprecati per quel buco-nero mangia denaro che è la sanità pubblica in Sicilia (tutta data in mano a privati, con un numero di cliniche per l’outsourcing sanitario che è spaventoso e ovviamente “sporco”: si parla di migliaia) o per finanziare grandi opere in Sicilia interamente realizzate da imprese mafiose.
    .
    Concludendo: puoi anche riderne, ma c’è poco da ridere. La solidarietà della nazione bisogna meritarsela, la stima del resto degli italiani pure. Non credere, c’è del brutto anche altrove (penso a quanta cattiveria umana e miseria ci sia in certo Veneto, tipo Treviso e dintorni), ma lì è peggio. E non lo dico solo io, lo dicono i dati, lo dicono gli economisti, lo dicono i giornalisti che fanno i reportage, lo dicono le cronache. Inutile discutere la diagnosi, perché non c’è prognosi se non l’esportazione del pezzo malato (non l’amputazione) o quantomeno la sua atrofia.

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  86. La Mafia ERA siciliana adesso E’ ITALIANA!!!

    Proprio giorni fa mi è capitato in TV di vedere alle iene un bel servizio su Mastella, e non dimentichiamoci il piu grosso dei boss (che già Marco Travaglio ed altri hanno visto implicato addirittura alla morte di Borsellino) o altri storici..

    Suzuki non puoi prendere come unico esempio per colpevolizzare i siciliani il fatto che abbiano votato un mafioso:
    da un lato è vero ci sono i siciliani che votano Cuffaro, siciliani che non giustifico affatto!
    Ma sono persone che non sanno proprio chi è Cuffaro e spesso purtroppo nemmeno cosa sia la Mafia esattamente! persone ignoranti, superficiali e disgraziate che pur di sfamare la propria famiglia preferiscono il posto di lavoro promesso e se ne sbattono altamente le balle di chi è effettivamente il politico che votano e di quali sono i suoi trascorsi giudirici etc,che poi sono piu spesso collocati nei paesi limitrofi dove la mafia ha un effetto ancora piu “ovattante” rispetto alle grandi città come Palermo, Catania etc. dove oggi invece si combatte il pizzo e si ci incontra davanti il palazzo di giustizia per festeggiare e gridare “assasino” al Provenzano o al Rina presi dalla giustizia!
    E questo è un fatto!

    Per piacere dai qualche motivazione piu logica e provata per colpevolizzare i siciliani! Dire che si meritano la Mafia:il loro piu grande male
    solo perchè il loro 60% ha eletto Cuffaro non basta!

    By DevoN on Apr 10, 2007

  87. Inutile discutere la diagnosi, perché non c’è prognosi se non l’esportazione del pezzo malato (non l’amputazione) o quantomeno la sua atrofia.

    Se fosse stato “inutile discuterne” non avresti dovuto parlarne in un blog lasciando aperti i commenti..

    menomale che questi economisti di cui parli parlano solo di economia e fanno solo i loro “conti” basandosi su fantapolitica e utopia perchè la tua idea ( e per certi versi anche il modo di difenderla) mi ricorda molto la parte piu ostile e illogica dell’ autoritarismo del primo novecento o di un certo totalitarismo alla Gentile per intenderci..

    della serie: “Ma si visto che l’AIDS si presenta in maggiore misura tra i bambini africani chiudiamo l’Africa e lasciamoli fottere prima che fottino noi” oppure “visto che la maggiorparte dei pedofili e della prostituzione minorile si manifesta a Milano lasciamo chiusa Milano o i quartieri dove ci stanno i pedofili cosi non avremo pedofili nelle nostre città!!”

    By DevoN on Apr 10, 2007

  88. Bah, forse la fai un po’ troppo semplice.
    Io ritengo che se la mafia fosse solo una questione siciliana il problema, a prescindere dalle volontà politiche, lo avremmo già risolto e da un pezzo.
    Penso invece che la mafia abbia una base territoriale in Sicilia ma che i veri guadagni li faccia al nord (e non solo)e a livello economico finanziario e con tutte le connivenze politiche necessarie.
    Se vogliamo per forza usare la metafora del cancro, rischieresti con la tua ipotesi di rimuovere il tumore per poi essere invaso dalle metastasi.Cio’ non toglie che tu abbia a mio avviso perfettamente ragione quando lamenti una scarsa sensibilizzazione del problema da parte dei siciliani(se non raramente a livello puramente retorico). Quella dell’ignoranza diffusa che non permette la reazione a fenomeni devastanti sta diventando un alibi. Cioè per dirla grezza ai limiti del brutale; possibile che certa gente sia perfettamente ammaestrata e attenta a sciropparsi qualsiasi merda consumistica gli venga fornita da mamma tivvu’ e non sia in grado di cogliere altri messaggi tipo di non (ri)eleggere politici in odore di mafia facendo cosi’ qualcosa per ottenere uno stato di diritto?

    By spider on Apr 10, 2007

  89. Devon: i paralleli con l’Africa sono fuori luogo. Lì la gente subisce una situazione: in Sicilia la vota.
    .
    Ma poi, e qui rispondo anche a Spider, il succo del mio post non riguarda solo la mafia, ma tutto il “buco nero” che si chiama Sicilia, cioè il fatto che quella regione ciuccia una quantità esorbitante di soldi pubblici e li mette chissà dove, che la raccolta fiscale lì è percentualmente ai minimi, che il tasso di corruzione è ai massimi, che se picchiano uno per strada la gente continua a pretendere di non aver visto. Parlavo delle piccole “mafiosità”, del brutto atteggiamento menefreghista, antistatale, familista-amorale, ecc.
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    Nessuno ha detto che l’Italia sia il paese dei balocchi, però generalizzando e non identificando il posto dove il male italiano è più forte e continua a fare danni è ipocrita. E io ho deciso di non esserlo più.
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    Cioè smettiamola di non agire pur di non voler offendere nessuno: diciamoci le cose come stanno senza retorismi sinistrorsi. Il dato evidente è che la Sicilia è una iattura per l’Italia dal punto di vista sociale e finanziario e non fa nulla per cambiare, non è un paese terremotato: si è procurata i suoi mali con anni di voto mafioso/democristiano e ora anni di berlusconismo militante (di fatto è il loro secondo serbatoio di voti dopo la Lombardia).

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  90. se i siciliani avessero la “cultura del lavoro”, tipica di altre regione italiane, come stella polare del loro essere comunita’ oggi non parleremo con dispiacere di una regione che grazie alla violenza dell’omerta’ subisce la sub-cultura mafiosa.

    By Er frittata on Apr 10, 2007

  91. Er frittata: non so se è una questione di “cultura del lavoro”, ma piuttosto di “cultura della comunità” opposta alla “cultura (distorta) della famiglia”, che poi sarebbe il familismo.
    Quello sì che è un male storico di tutto il Sud e in particolare della Sicilia.
    .
    Ma poi ci sono il fatalismo che serpeggia nel “modo d’essere” siciliano, l’antimodernismo, l’antipolitica, l’omertà, il poco rispetto per la donna (e anche la sua sottomissione psicologica, in certi casi), ecc.
    E’ ancora in gran parte una società arretrata, salvo le poche città (che peraltro hanno altri tipi di orrori, ma anche zone in cui sembra di essere altrove, tipo a Milano)

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  92. il lavoro e la sua evoluzione a cultura e’ il primo segno distintivo di ogni comunita’: il grado di evoluzione di una comunita’ si vede proprio dalla qualita’ che essa e’ in grado di sviluppare nei confronti dell’attivita’ lavorativa come spina dorsare della “cultura della comunita’”.

    By Er frittata on Apr 10, 2007

  93. Beh sarà un luogo comune una scusante o quello che volete ma si vede che la situazione siciliana non la vivete e non l’avete vissuta mai per voi diventa addirittura un alibi quello “dell’ignoranza” della gente del sud, sicuramente perchè dove vivete non esiste a livelli tali da ovattare le menti delle persone.. da voi esistono contatti maggiori con altre culture e sopratutto maggior possibilità di lavoro che da alla gente la possibilità di scelta senza “vie” e “scambi” o altro per un pezzo di pane prima di andare a letto..
    cè addirittura chi parla di scarsa cultura del lavoro..come se i siciliani fossero nati con la lupara e la voglia di uccidere e obbedire ad un boss per fare facili guadagni!!

    Potremmo andare avanti all’infinito ma mi spiace se la Sicilia oggi è un buco nero x l’economia del paese (e questo è vero) non è certo per colpa dei siciliani che votano Cuffaro ma della DC, degli organi politici italiani e della legislazione italiana che gli ha concesso di poter ricoprire quel ruolo da politico..

    ..senza contare poi degli organi politici che forniscono, per propria convenienza (questo è ovvio), tali esagerati fondi alla regione sicilia.

    Quindi invece di “salvare” l’economia del nostro paese allontanando la sicilia pensiamo ad allontanare tutti (sinista e destra) i nostri politici mafiosi o simpatizzanti perchè è dalle loro “leggi” che si decidono i fondi per la sicilia e non dai siciliani che votano per disperazione il solito mafiosetto di turno..

    By Devon on Apr 10, 2007

  94. In qualsiasi altro stato diverso dall’ Italia ai politici come Cuffaro o addirittura come Berlusconi non si permetterebbe non solo la carriera politica ma addirittura la libertà..

    By Devon on Apr 10, 2007

  95. Devon,sia detto senza polemica. E’ indubbio che la situazione sia infernale a tal punto da non riuscire a percepirla da fuori ma è anche ora di piantarla con il delegare le responsabilità personali dicendosi vittima di qualcosa d’altro che non si puo’ sconfiggere. Se la Sicilia continua a votare politici mafiosi a dispetto di campagne che li rivelano come tali lo fanno per disperazione o per scelta? La Puglia è meglio della Sicilia ma non è il bengodi. Eppure ha mandato a casa Fitto e compagnia cantando…

    By spider on Apr 10, 2007

  96. Devon: in poche righe hai commesso due peccati palesi di sicilianità.
    - hai dato la colpa “ai politici”, mentre è palese che quei politici in Sicilia qualcuno li ha votati e non si sono materializzati dal nulla
    - hai detto l’ormai abusata “voi la Sicilia non la conoscete”, cioè la solita polemica di competenza territoriale che è già stata smontata altrove (e che serve a boicottare le discussioni)
    .
    Condivido da morire il tuo appello a non votare i mafiosi. Io l’ho sempre fatto e non ne avrei comunque modo, vivendo a Torino. Bisognerebbe spiegarlo a quel 63-64% (questo dicono le statistiche) che si appresta a votare di nuovo per la mafia alle amministrative in Sicilia.
    .
    Dice giusto Spider: il Sud ha reagito, magari in modo insufficiente, magari a tratti, magari velleitariamente ma ha reagito. In Sicilia non vedo sintomi di miglioramento, anzi…

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  97. Spider quello tuo è un esempio che prova proprio quello che cercavo di dire:

    non è solo in Sicilia che si eleggono certi individui!
    (ci mancherebbe che se lo tenevano pure ancora Fitto!)
    Il problema è che solo in Italia (e quindi anche in puglia ) si da la possibilità a certi criminali di portarsi al voto..

    Spider se un padre di famiglia non ha scelta per il proprio futuro o va via dalla Sicilia o vota chi gli promette il lavoro sbattendosene altamente i cosidetti di chi è e se ha precedenti il politico di turno.. ed in Sicilia di politici puliti non ne conosco..

    By Devon on Apr 10, 2007

  98. - hai dato la colpa “ai politici”, mentre è palese che quei politici in Sicilia qualcuno li ha votati e non si sono materializzati dal nulla
    - hai detto l’ormai abusata “voi la Sicilia non la conoscete”, cioè la solita polemica di competenza territoriale che è già stata smontata altrove (e che serve a boicottare le discussioni)

    suzuki infatti ho esordito dicendo che sarà pure un luogo comune e ti ripeto come ha gia fatto qualcunaltro prima che il fatto che questo sia una realtà non puo esonerarmi dal renderla presente per paura che qualcuno come te mi dia del solito siciliano..

    By Devon on Apr 10, 2007

  99. Devon: però altrove (in Puglia, in Campania, in Calabria, in Sardegna, in Basilicata) hanno reagito dopo aver sbagliato (con tutto che Fitto era una merda, ma comunque meglio di Cuffaro) e questo è un dato tangibile.
    In Sicilia no, anzi sono la capitale del voto berlusconiano, peggio che in Lombardia e Veneto, come mai?

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  100. Devon. Credo che lo abbiamo capito che non sei uno di “quei” siciliani, ma uno della minoranza che reagisce. Col mio post cerco di parlare proprio ai tanti (cioè ai pochi) come te: le colpe sono in casa, sono in gran parte in Sicilia, la situazione è disperata. L’idea è di smetterla con l’orgoglio isolano e accettare la situazione per cui è noto che peggio che in Sicilia in Italia non si sta.

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  101. “non è che puoi fare un ragionamento e poi ipotizzare le possibili (e visto il tema francamente probabili) risposte e liquidarle, appunto, come già ipotizzate” e palesi..

    By Devon on Apr 10, 2007

  102. eheheh Suzuki io amo la mia terra (come tutti amano la propria) ma odio quasi tutta la gente che ci vive per la sua poca civiltà (tantè che piu volte e tuttora mi sono allontanato per vivere altrove..) il mio non è il “classico orgoglio isolano” ma puramente quello che vedo e penso della Sicilia e di tutta Italia :)

    By Devon on Apr 10, 2007

  103. è che in effetti cerco di pre-filtrare i commenti “triti”, ma evidentemente non ci riesco! :)

    By Suzukimaruti on Apr 10, 2007

  104. non ho potuto continuare a partecipare al dibattito perche’ sono stata via da casa in questi giorni, quindi mi sono un po’ disintossicata dal pc :-)

    Suzuki, e’ inutile che fai il progressista, avrai anche ragione sul 90% di quello che dici, ma affermazioni come “la Sicilia e’ l’Iraq d’Italia” o “togliamo il voto ai siciliani per il loro bene” non le accetto, sono solo affermazioni fasciste che mi stupisco di trovare in bocca a te…

    In Sicilia la situazione non e’ rose e fiori, ma paragonarla all’iraq e’ veramente assurdo.. ma dico, avete presente l’Iraq? Come, se si vuole rimanere in metafora, credere che invece nel resto d’Italia ci sono solo santi e’ assurdo…
    In Sicilia c’e’ la mafia, ma nel resto d’Italia c’e’ la mentalita’ mafiosa…
    La Sicilia elegge politici contigui con la mafia, il resto d’Italia elegge politici come Casini (che mpm si preoccupa di prendere le distanze dall’UDC siciliana, pero’ lui e’ considerato un politico a posto), Berlusconi (mica vuoi credere alla favola che lo votino solo in Sicilia?), ecc. ecc.

    Allora io questa sostanziale differenza della sicilia dal resto d’italia non la vedo.. sbaglio?

    Ha ragione Devon, ed e’ la stessa cosa che stavo per scrivere anch’io, in sicilia deve solo diffondersi la Cultura, con la C, che esiste ma molto spesso non arriva a tutti…
    E’ un caso che i giovani in Sicilia, quelli cresciuti come me dopo lo spartiacque Falcone-Borsellino, quelli a cui a scuola si ripeteva fin da piccoli che la mafia e’ male, oggi effettivamente la considerino tale?

    Insomma, io continuo a ripetere che si vota male piu’ per ignoranza che per rispetto nei confronti della mafia… come molti votano Berlusconi per lo stesso motivo..

    Se poi per te invece il problema sono i siciliani in quanto tali, io smentisco categoricamente che non abbiano la cultura del lavoro… esempio ne sono le centinaia di migliaia di siciliani emigrati per l’italia e per il mondo per LAVORARE…fra cui i tanti che sono venuti a lavorare nella tua torino… i tanti insegnanti che insegnano nelle scuole del centro-nord (e non si capisce perche’ invece secondo un tuo post precedente in sicilia la qualita’ delle scuole dovrebbe essere peggiore che nel resto d’italia quando gli insegnanti sono cmq siciliani allo stesso modo)…

    Invece di proporre di togliere il voto, sono d’accordo nell’iniziare a tagliare i soldi a pioggia per la sicilia e il sud tutto, nell’istituire severe commissioni d’inchiesta per vedere come viene spesa ogni lira… ma forse fare dei controlli del genere non conviene nemmeno ai politici del nord?

    Insomma, smettila di buttare la croce solo addosso a noi siciliani, a cui si chiede di essere eroi, quando il resto dell’Italia affonda nella mediocrita’…

    By djdona on Apr 11, 2007

  105. djdona: saranno anche affermazioni fasciste (lo dubito), ma forse ti fai solo spaventare dalle parole.
    .
    - la Sicilia è il nostro Iraq. Lo penso. E non nel senso che *è* l’Iraq, con tanto di case diroccate e kamikaze, ma nel senso che è una situazione disperata in cui fatico a vedere soluzioni.
    .
    - togliere il voto nazionale alla Sicilia. Mi lamento di come votano in Sicilia, cioè unendo il voto ai berlusconiani con il voto alla mafia. Non voglio certo togliere rappresentatività politica all’isola, sarebbe poco democratico. Però vorrei che si facesse come nei paesi civili: dove i magistrati rilevano un clima di intimidazione, la presenza di clientele, ecc. si annulla il voto. Insomma, estendere a livello nazionale un principio simile a quello per cui alcuni Consigli Comunali vengono sciolti per contiguità con la mafia e vengono commissariati. (cosa che peraltro non capita solo in Sicilia, ma altrove, perfino qui dietro in Valsusa, anni fa).
    .
    - nessuno pensa che nel resto d’Italia vada tutto bene. Sicuramente va meglio che in Sicilia, è un dato di fatto (basta consultare qualche statistica, una Finanziaria, ecc.). Poi è ovvio che il malaffare esiste anche altrove, ma con gradi e incidenza e accesso al potere assolutamente diversi dalla Sicilia, dove ormai *è il sistema* e non un tarlo del sistema.
    .
    - ho contestato anche io chi ha scritto che in Sicilia manca “la cultura del lavoro”, perché non mi sembra il caso e poi non lo penso. Quindi concordo con te.
    Ho spiegato che secondo me manca altro, per esempio la cultura della comunità rispetto alla cultura della “famiglia” (in senso negativo). Ma forse, concordo, manca la Cultura tutta, quella con la C maiuscola.
    .
    - sulla qualità delle scuole siciliane, riporto dati non miei e non impressioni. D’altronde lo sai meglio di me che la Sicilia, giusto per appellarsi ad un dato numerico incontrovertibile e alla nostra portata, è la regione in cui si fanno meno giorni di scuola in assoluto in Italia. (mi sono occupato di politiche scolastiche per metà della mia vita: conosco queste cose benissimo).
    Fu il Ministero dell’Istruzione stesso a dirlo, non certo io, che non ne avrei titolo. I motivi sono mille, ma te li lascio immaginare (la diffusione del dialetto nell’uso comune a scuola mina la competenza linguistica con l’Italiano, le scuole fatiscenti, la più alta dispersione scolastica in Europa, ecc.).
    .
    - la croce, mi spiace, la butto sui siciliani. Soprattutto su quella parte di Sicilia che continua a tifare e votare per la mafia. E’ la peggiore regione d’Italia, staccata di gran lunga dalle altre: non mentiamoci su questa diagnosi, non nascondiamoci dietro paraventi di gentilezza o ipocrisia.
    Il dire “anche altrove c’è del male” è una fuga da una diagnosi che sì, forse è impietosa, ma è assolutamente irreprensibile. Ovvio che altrove c’è del male, ma le quantità in Sicilia sono più alte che altrove.
    Ovvio che in Italia ci sono atteggiamenti mafiosi, ma in Sicilia di più e sono radicati nella cultura locale, oltre che nel potere siciliano da sempre.
    Ovvio che in Italia altri milioni di beoti votano per Berlusconi, ma in Sicilia votano per Berlusconi e per quelli come Cuffaro e Dell’Utri (cosa che mi sembra molto grave), cioè gente con la coppola in testa.
    .
    I fatti sono questi e non possiamo sfuggire. Criticare la diagnosi significa ripetere i soliti mali della sicilianità: fingere che tutto vada bene (o non così male) per orgoglio locale. Mi inquieta un po’ (ma non è cosa nuova: mi capita da anni) che in queta logica perversa cadano anche i pochi siciliani illuminati, che reagiscono, che resistono.
    Insomma, lo ripeto da giorni (in verità, offline, da anni, ma era una frase di Falcone): bisogna essere prima antimafiosi e *poi* filosiciliani e non viceversa. Il segreto è tutto lì.

    By Suzukimaruti on Apr 11, 2007

  106. …quindi in soldoni la croce ce la dobbiamo incollare ancora noi, e badando bene a non dire nulla sui siciliani e sulla sicilia tutta pena il degradamento a mafiosetti da mezza tacca? Bene! grazie tante ma respingo (cortesemente e anche se non sono Suzuki) tutto il ragionamento al mittente

    By Er frittata on Apr 11, 2007

  107. la croce DELL’ITALIA ce la dobbiamo incollare tutti gli italiani, non credendo che i mali dell’Italia vengano solo della Sicilia.. era questo che volevo dire…

    a suzuki rispondo appena ho un minuto in piu’ di tempo che al momento sono al lavoro

    By djdona on Apr 11, 2007

  108. Non è vero che in certi paesi a certa gente non viene permesso di fare politica
    E’ vero che nei paesi civili gente come Berlusconi e Cuffaro non viene ELETTA, perchè sono i cittadini stessi che difendono le loro istituzioni. La democrazia per funzionare necessita di individui adulti e coscienti. Per i poppanti va benissimo il fascismo che non richiede sforzo alcuno.

    Diro’ una cosa di una retorica ai limiti dello stucchevole ma lo stato non è un’entità astratta e disgiunta dalla terra come gli dei dell’Olimpo Lo stato siamo noi e se uno non fa nulla per uscire dall’inferno significa che predilige la certezza dell’inferno all’incertezza e all’onere del cambiamento
    Se il ragionamento medio è: voto il politico mafioso perchè cosi’ difendo il mio lavoro cio’ significa che si predilige la tutela del proprio miserevole e apparente interesse personale piuttosto che tutelare l’interesse reale e collettivo.E’ la persistenza di questo modello di pensiero la reale radice della catastrofe.

    Bisogna diffondere la cultura. Vero. Ma se si guardano anche i media di massa, quelli che per intendersi cultura non ne fanno, si nota come sono anni, decenni che la mafia viene in tutte le salse possibili identificata come un male da estirpare. La Sicilia non è l’Africa e tutti guardano la tv. Possibile che certi messaggi (quelli piu’ scadenti) passino e altri no?
    Voi pensate di difendere i siciliani invocando una responsabilità relativa delle loro azioni. In realtà io penso che questa sia una forma di compatimento. La stessa forma di compatimento che si invoca per le persone non in grado di intendere e di volere.

    Visto che i siciliani bambini non sono, sarebbe forse giunta l’ora urlare nelle loro orecchie che se si ostinano a votare per la mafia non sono vittime storiche ma correi. E questo sarebbe un profondo attestato di stima nei loro confronti oltre che forse l’unica possibilità affinchè si emancipino

    By spider on Apr 11, 2007

  109. spider: esattamente quello che penso.
    la tutela dell’interesse personale/familiare di cui parli è esattamente il “familismo amorale” che ormai cito ogni 2 o 3 post altrimenti mi viene l’orticaria :-)

    By Suzukimaruti on Apr 11, 2007

  110. vabbeh

    poi magari un’altra volta ti dico che secondo me è un ragionamento che come antropologia culturale viene dritto dritto dal cattolicesimo e che quindi, nonostante Mussi permangono le mie fortissime perplessità sul PD…ma facciamo un’altra volta vah :)

    By spider on Apr 11, 2007

  111. spider: sicuramente un po’ lo è, ma almeno un paio di cose salviamole di sto fottutissimo cattolicesimo, che io considero uno dei mali del mondo.
    Per di più viviamo il paradosso per cui il familismo amorale pullula dove c’è più devozione e invece è stato abbandonato in regioni come l’Emilia Romagna, producendo ricchezza. (ovvio, con le cooperative bianche e rosse)

    By Suzukimaruti on Apr 11, 2007

  112. spider: concordo

    By Er frittata on Apr 11, 2007

  113. Concordo pienamente tutto quello detto da djdona (evidentemente allora non è per “boicottare i discorsi” che spesso i siciliani dicono che “se non vivi la cultura del nostro paese non puoi capire quali sono i nostri veri limiti”..ma tralasciamo questo).
    Volevo rispondere a Spider lui dice:
    che “Non è vero che in certi paesi a certa gente non viene permesso di fare politica.
    E’ vero che nei paesi civili gente come Berlusconi e Cuffaro non viene ELETTA, perchè sono i cittadini stessi che difendono le loro istituzioni.”

    Non ho mai sentito parlare (almeno fino ad adesso forse tranne rarissime eccezioni..tipo BUSH e compagnia in USA..ma aggiungerei che non è proprio la stessa cosa..) di paesi dove esiste la “frequenza” e la “costanza” oltre che la “radicalità” di certe politiche e politici corrotte/i e mafiose/i..
    non ho sentito di mafiosi con precedenti penali documentati che si portano al voto per esempio..e mooolto altro ma non mi va di elencare tutto..
    è vero pero’ che nei paesi col giusto livello di civiltà e cultura questa gente pur candidandosi prenderebbe solo calci nel culo.. ma ritorniamo sempre a quello che mi son stancato di dire..
    per farvi un esempio io non votero’ mai Cuffaro perchè fin dalle elementari la maestra mi ha insegnato che la mafia fa schifo ed è cosa negativa ( e non la tv! ) e mi ha pure insegnato poi crescendo (visto che ho avuto la fortuna di continuare gli studi e non terminarli alle elementari come molti qui giu’..) che esiste la giustizia e che quel uomo cattivo e potente è debole di fronte ad essa..
    ecco come me molti altri hanno avuto questa fortuna ma molti di piu in sicilia no.. quindi magari sapranno anche che il mafioso è cattivo (e non sempre perchè molti non studiano nemmeno alle elementari eh!) ma di fronte alla possibilità di un dannato lavoro che un politico gli offre non solo potrebbero autoconvincersi che questo non sia un mafioso cattivo ma una persona buona che gli da un lavoro ma nelle migliori delle ipotesi pur considerandolo un mafioso gli mancherebbe la fiducia nella giustizia italiana e la fame lo renderebbe ancora piu cieco..

    e siamo daccordo sul fatto che questo non puo giustificare chi fa danno al nostro paese votando i mafiosi ma arrivare a condannare un popolo solo perchè privo della giusta cultura e quindi del giusto grado di civiltà mi sembra non solo sbagliato ma perfino controproducente..
    cominciamo a tagliare i fondi e amministrarli meglio dall’alto (senza scambi da parte dell’altra politica quella pur sempre mafiosa del resto di italia che spartisce..) e continuiamo la strada della cultura che malgrado gli ultimi esiti delle elezioni si muove da un po perfino in sicilia (non dimentichiamoci degli ottimi risultati della purtroppo troppo sola Borsellino alle regionali..)

    e sottolineando quello gia detto da djdona non crediamo alla favoletta per cui Berlusconi è stato eletto solo dai siciliani…
    ciao

    By Devon on Apr 11, 2007

  114. allora, da quello che qualcuno di voi sta scrivendo, compreso suzuki, sembra che:
    la sicilia e’ la fogna d’italia
    e’ un cancro che va estirpato
    tutti i mali dell’italia vengono dalla sicilia
    in sicilia si vota peggio che in tutte le altre regioni d’italia
    se non ci fosse la sicilia l’italia starebbe meglio
    ecc.

    poi vi stupite che i siciliani insorgono alle vostre parole…
    ne’ io ne’ devon vogliamo negare il problema della mafia…ma rigettare tutti i mali solo sulla sicilia mi sembra assurdo.. considerando che l’italia intera non e’ poi questo specchio di onesta’…
    se poi vogliamo parlare di regioni mal messe a me sembra che la campania nella zona di napoli e la calabria tutta siano messe peggio, la prima come incidenza della camorra sulla vita quotidiana, la seconda come poverta’ e chiusura…

    sulla scuola la polemica e’ vecchia su questo blog.. io ti dico soltanto che in una universita’ come siena, dove sto studiando, arrivano studenti di tutta italia, in particolare dalla toscana, dal lazio e da tutto il sud, ma non solo…
    non mi sembra che le difficolta’ incontrate dai siciliani siano maggiori di quelle degli altri studenti.. ne’ che il fare qualche giorno in meno di lezione sia fondamentale per la preparazione…

    come a devon, cosi’ anche a me le maestre a scuola dicevano che la mafia e’ un male, e come a me cosi’ a molti altri bambini… e non e’ vero che non cambia mai niente, 30 anni fa una associazione come addio pizzo probabilmente non sarebbe nata…

    dare per persa la sicilia vuol dire semplicemente darla vinta a quelli che vogliono che rimanga per sempre com’era…
    alle ultime regionali se non sbaglio la borsellino prese attorno al 38 per cento, e cmq piu’ del voto andato al centrosinistra nel suo complesso.. che cos’e’ questo se non un segnale che la gente vota per l’antimafia, pur continuando molti a votare politici di destra?
    In ogni caso attorno al 35-40 per cento di voto per la borsellino o per il centrosinistra non mi sembra voglia dire che TUTTI i siciliani votano per Cuffaro o per Berlusconi…
    senza contare i molti siciliani come me, che vivono fuori e spesso non possono tornare a votare (la battaglia per garantire il voto ai fuorisede sarebbe giusta e sacrosanta da portare avanti, perche’ altrimenti si toglie molta parte del voto progressista), motivo anche di buona parte delle basse affluenze alle elezioni…

    La Cultura che manca in Sicilia non e’ tanto quella della scuola, ma la cultura diffusa… per esempio, i gusti musicali sono molto piu’ tradizionali che nel resto d’Italia, gente come D’Alessio ha il suo massimo bacino d’utenza a Napoli e a Palermo; il teatro che la gente vuole vedere e’ soprattutto un teatro dialettale e di classici (teatro greco e romano, e pirandello); ci sono poche librerie in provincia…
    Poi succede come alle regionali, quando io e mia sorella ci mettemmo a fare un po’ di discorsi con certi ragazzi al primo o secondo voto; basto’ spiegare chi era Cuffaro perche’ alcuni non votassero piu’ per lui come magari gli aveva consigliato la loro famiglia, o per convincere anche alcuni adulti a usare il voto disgiunto…
    Sembrera’ strano, ma come in tutta Italia molti non si sono resi conto chi e’ Berlusconi, cosi’ in Sicilia molti non sanno chi e’ veramente Cuffaro, e quindi, lo ripeto per l’ennesima volta, votano piu’ per ignoranza che per approvazione della mafia…

    “Insomma, lo ripeto da giorni (in verità, offline, da anni, ma era una frase di Falcone): bisogna essere prima antimafiosi e *poi* filosiciliani e non viceversa. Il segreto è tutto lì.”
    Allora almeno a noi siciliani antimafiosi concedi di essere filosiciliani ;-)

    By djdona on Apr 12, 2007

  115. Suzuki, hai scritto talmente tante idiozie spocchiosamente settentrionali che nonostante in passato sia stato d’accordo con te 10 volte su 10, ti elimino dai miei feed. E mi dispiace sul serio.

    Magari avevi previsto anche questo e i soliti siciliani che si offendono e blablablabla

    By pierobo on Apr 12, 2007

  116. Pierobo: il troncare le discussioni e l’offendersi segnala che tra chi è contro la mafia e chi cerca di dire che la Sicilia “non è poi così male” (di fatto giustificando i siciliani e dando colpa al resto d’Italia) hai scelto i secondi. Involontariamente tutto questo aiuta la mafia.
    .
    Senza offesa, ma è proprio per questo che penso che la Sicilia non si salverà mai da se stessa e che l’Italia debba salvarsi dalla Sicilia: c’è ancora qualcuno che si offende se gli si fanno notare dei fatti incontestabili e cioè che la Sicilia è il luogo con la peggiore qualità media della vita in Italia, che in Sicilia (doh) c’è la mafia e che in Sicilia la stragrande maggioranza dei cittadini vota per dei mafiosi conclamati e li elegge.
    .
    E nota bene – questo vale per le impressioni avute da djdona che finalmente ha detto quello che speravo non dicesse, cioè “ma a napoli e in calabria è peggio” (beh, al di là del fatto che i dati smentiscono questa impressione, guarda come hanno votato in entrambe le regioni: lì reagiscono) – che non lo dico io ma lo dice l’Istat, lo dicono le statistiche, lo dice il mnistero dell’interno, lo dice Legambiente, ecc.
    .
    Togli pure loro dai feed e poi togli tutti quelli che dicono pane al pane quando riportano qualcosa che non ti va in Sicilia.
    .
    Alla fine continuerai a vivere nella certezza che va tutto bene e se qualcosa va male è colpa degli altri e siamo noi “settentrionali” (e per dare del settentrionale ad un mezzo calabrese come me ce ne vuole…). E forse arriverai a pensare anche, come dicevano molti mafiosi, che “la mafia non esiste”.
    .
    Insomma, ragazzi, alla fine TUTTI i siciliani che sono venuti a commentare qui contestano aprioristicamente (cioè senza dati, senza una statistica, un link, ecc.) la diagnosi, che peraltro è opinione diffusa.
    .
    Come possiamo pensare, viste queste premesse, che vi mettiate a fare qualcosa per cambiare la situazione? Se perfino voi siciliani “illuminati” ragionate così, figuriamoci gli “altri”…
    .
    Continuiamo così: autoassolviamoci

    By Suzukimaruti on Apr 12, 2007

  117. Djdona: un consiglio, non basare le opinioni sulle impressioni. Per esempio sulla scuola. Ovvio che all’università trovi le eccellenze, cioè i pochi che sono riusciti ad avere una formazione di qualità anche in Sicilia. Ma i dati dicono altri..
    .
    Sui voti alla Borsellino mi deprimo: uma candidata così ha preo SOLO il 38%, che vuol dire che il 62% ha votato per un mafioso conclamato. Magari alcuni per ignoranza, ma non è una giustificazione o un sollievo!
    Per me un dato simile è terrificante.

    By Suzukimaruti on Apr 12, 2007

  118. Update: ecco un esempio di mentalità terribile e di sfruttamento della situazione da parte di una destra senza pudori.
    .
    Il TAR del Lazio ha (giustamente) annullato la delibera del TAR siciliano che aveva riaperto lo stadio di Catania ai tifosi, dopo l’omicidio di Filippo Raciti e dopo l’attacco dei tifosi neofascisti catanesi a quelli del Palermo.
    .
    Attenzione: lo stadio non è a norma, non è adeguato alla Legge Pisanu e non dispone di strutture adeguate di sicurezza. Insomma, in uno stadio così non si può giocare e non si deve giocare per mille motivi: la violenza della tifoseria ultras (infiltrata da gruppi neofascisti e collusa col crimine organizzato), le strutture inadeguate e fuorilegge, ecc.
    .
    Bene, oggi una delegazione di tifosi del Catania, capeggiata dal sindaco Scapagnini (di Forza Italia), dal suo vice (di centrodestra) e dal presidente della Provincia di Catania (di centrodestra) ha avuto la faccia di andare sotto la sede del TAR del Lazio a protestare per la chiusura dello stadio fino al 30 giugno.
    .
    Ecco, questa è una cosa TRE-MEN-DA. Ma con che faccia può la gente pretendere che sia aperto uno stadio fuori norma? Perché altrove si sono adeguati (magari tardi) e lì no?
    .
    Ma soprattutto, notate che gli eletti e i più votati (Scapagnini è stato eletto con un plebiscito) non sono dalla parte della legge ma stanno con gli ultras fascio-mafiosi e chiedono allo Stato di aprire uno stadio fuori norma, cioè compiere un atto illegale?
    .
    Ecco, questo è vergognoso. E il risultato è che Scapagnini e compagni prenderanno ancora più voti per questa porcata qui.
    In un paese civile sarebbero stati destituiti d’ufficio dalle loro cariche.

    By Suzukimaruti on Apr 12, 2007

  119. “In un paese civile sarebbero stati destituiti d’ufficio dalle loro cariche.”

    E come mai “le pulite ed oneste”cariche italiane non siciliane non gli danno un bel calcio in culo a Scapagnini e company??
    Avviene anche questo per colpa della Sicilia e dei siciliani o forse esistono “mancanze” proprie ed oggettive evidentemente di questo paese che civile non è affatto anche a prescindere dalla Sicilia??
    :D
    ..
    Suzuki convinciti pure che il morbo dell’Italia sia la Sicilia e i siciliani e che magari un giorno l’Italia liberandosene possa essere quello che oggettivamente è:
    un paese di merda (scusate ma non potevo scegliere termine migliore), disonesto, mafioso, corrotto ed incivile come è, tra l’altro, nella sua natura dai tempi dell’antica Roma..

    e questo lo dico non a favore della Sicilia ma a favore dell’ Italia..
    adieu
    :)

    By DevoN on Apr 12, 2007

  120. Suzuki, sono totalmente d’accordo con te per la faccenda del Catania e del Tar e per la strumentalizzazione da parte della classe politica locale, l’ho anche scritto sul mio blog. Sono momenti come questi che mi fanno vergognare di essere catanese.
    Tuttavia è chiaro anche alla più stupida matricola di Giurisprudenza che il Tar del Lazio non ha alcuna competenza per annullare una sentenza del Tar di Catania. Sono tribunali dello stesso grado e con uguali poteri: il tribunale d’appello per la giustizia amministrativa è il Consiglio di Stato (CGA per la Sicilia).

    By kaos on Apr 12, 2007

  121. Se l’Italia è un paese di merda l’unica cosa da fare è spalare e non aspettare che arrivi una vendetta divina a salvare il mondo.

    Scapagnini non lo rimuove nessuno perchè è supportato da un voto. Un voto che tra l’altro sa tutelare molto bene visto che sfila con la teppa magari lamentando il torto subito.

    By spider on Apr 12, 2007

  122. ogni volta che si fa notare una cosa brutta a qualcuno si da sempre colpa agli altri..oppure ci si offende…

    io quando leggo di gente indignata di fronte a post del genenre penso solo che chi si offende ha la coda di paglia. punto.

    io ammiro solo il coraggio di chi ammette quello che succede in sicilia…siciliani o non che siano…
    è vero il male stà dappertutto, ma chi mi usa questo pretesto per farmi sentire una razzista mi fa incazzare!!!
    perchè vuol dire che è lui il primo che vuole discolpare i mafiosi…e quindi andate a farvi un clistere…

    io a casa mia se vedo che anche solo uno fa qualcosa di sbgaliato glie le tiro dietro un carretto…
    e non penso : vabe ma gli altri son bravi e tanto se uno sgarra che male c’è…

    io non discolpo gli sbagli della gente…
    anche gli statunitensi sono brave persone in fondo…
    ma per la maggior parte sono ignoranti come le capre…li conosco ci rido e ci scherzo da matti…è gente buona ed accogliente, ma questo non li discolpa dai loro sbagli.

    anche io sono una brava persona…ma se rompo un vaso, l’ho rotto.
    non c’è molto da fare

    continuerò ad incazzarmi finchè ci sarà gente che dirà che in sicilia c’è brava gente e non bisogna mettere merda su tutti, perchè se tu sai di essere un bravo siciliano, come un bravo torinese, come un bravo lombardo o laziale… allora tirati su le maniche e lavora! fai qualcosa per cambiare qualcosa invece di perdere tempo a trovare stupide argomentazioni per negare certe evidenze.

    un caro vecchio amico mi aveva insegnato che quando sei nella merda fino al collo non puoi dare la colpa agli altri, perchè un pò hai cagato anche tu…

    quindi invece di continuare a piangervi addosso, di sentirvi presi in causa e di incazzarvi per la verità che vi dicono, fate qualcosa.
    altrimenti serratevi quella ca++o di bocca e andate avanti a cagarvi addosso.

    questo è rivolto a qualsiasi problema in qualsiasi parte del mondo, perchè essere egoisti, lamentarsi e fare finta di niente è una prerogativa umana, altro che balle.

    By *Ems*loy* on Apr 13, 2007

  123. qua mi sa che ognuno di noi continua a ripetere le stesse cose…
    ne’ io ne’ devon ne’ gli altri siciliani che siamo intervenuti in questo post abbiamo negato l’esistenza della mafia o i danni che fa, o abbiamo cercato di giustificarci dicendo: ma tanto altrove e’ peggio…
    semplicemente io contesto il fatto che una volta liberatasi della sicilia l’italia possa andare meglio, o che certe cose succedano solo in sicilia…
    una volta anch’io credevo alla favoletta che noi siciliani eravamo proprio dei pezzi di merda, perche’ le porcherie politiche come le facevamo noi non le faceva nessuno…
    poi dalla sicilia sono uscita e mi sono resa conto che anche nel resto d’italia accadono eguali porcherie, che votare i politici con la coppola non e’ poi cosi’ diverso da votare un andreotti o un berlusca, o un calderoli…
    si puo’ essere convinti di questo e contemporaneamente essere convinti che in sicilia le cose vadano male..

    e’ strana la posizione di noi siciliani “in continente”, da un lato prontissimi a criticare la sicilia e i suoi difetti (non siamo quindi negazionisti) proprio con i siciliani, e costretti poi a fare dei distinguo con i non siciliani col risultato di apparire tifosi della mafia…
    -
    per quanto riguarda le elezioni, io contesto che il semplice fatto di votare a sinistra sia indice di cambiamento… a meno che non sia un voto chiaramente innovativo come il voto per vendola in puglia…
    ti asssicuro che anche la sinistra siciliana ne fa di schifezze, non sono tutti dei peppino impastato..
    per esempio nel mio comune per decenni hanno votato a sinistra, sia pci che rifondazione e ds poi avevano una base fortissima, ma questo non ha cambiato di una virgola la situazione (per esempio credo che ancora il mio paese non abbia un piano regolatore, o se ce l’ha e’ stato approvato negli ultimi 2-3 anni); ha fatto persino qualcosa in piu’ una giunta di centro-destra, cercando di rimodernare un po’ piazze e vie (salvo che poi c’e’ chi accusa questa giunta di essersi “mangiata” parecchi soldi)…
    insomma, anche capire per chi votare e’ difficile, come dicevo gia’ piu’ su la gente non sa nemmeno dei processi aperti su cuffaro…
    -
    a proposito delle ultime regionali, ho ricontrollato bene i dati…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_regionali_in_Sicilia_del_2006

    cuffaro 53%, musumeci (che pur essendo di destra ha apertamente preso le distanze da una certa destra in odore di mafia e si e’ candidato da solo) 5%, borsellino 41%…
    probabilmente se non ci fossero stati i famosi voti (comprati?) che certi quartieri danno in massa a udc e forza italia, cuffaro se la sarebbe vista proprio brutta…
    insomma, anche se in sicilia c’e’ gente che continua a votare a destra (61% ai partiti della coalizione della casa delle liberta’, il 36% l’aveva preso l’unione, non la candidata borsellino) il voto per cuffaro non e’ stato plebiscitario…
    se la gente vota per un simbolo come la borsellino o per un politico di una certa destra che si vuole distinguere dalla mafia, e poi invece da’ i voti ai candidati dei partiti del polo io credo che sia piu’ per ignoranza delle conseguenze di un voto disgiunto…
    -
    suzuki, tu continui a vedere il bicchiere completamente vuoto, io un pochino pieno, e voglio mantenere la speranza che piano piano si riempia sempre di piu’… dare per persa la sicilia secondo me non fa bene a nessuno…
    (devo ripeterlo ancora che questo non vuol dire negare i problemi attuali della sicilia?)..

    By djdona on Apr 13, 2007

  124. confrontando i dati delle regionali del 2006 con quelli delle regionali del 2001 il progresso c’e’…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_regionali_in_Sicilia_del_2001

    io voglio mantenere aperta la speranza che le prossime regionali vadano sempre di piu’ in questa direzione…

    By djdona on Apr 13, 2007

  125. Beh, tenendo conto del trend nazionale (cioè il centrodestra ai suoi minimi) e del “peso” della candidata del centrosinistra, cioè Rita Borsellino, il progresso non è esattamente entusiasmante. Inevitabilmente c’è, sarei disonesto a negarlo, ma non so quanto sia indicativo di un vero recupero. Speriamo. Sono dell’idea che non posso fare altro.

    By Suzukimaruti on Apr 13, 2007

  126. guarda, uno dei motivi per cui non ho cambiato la residenza con siena, dove sto la maggiorparte dell’anno, e’ che voglio votare nuovamente alle prossime regionali :-)
    la cosa triste e’ che i giovani se ne stanno andando in massa dalla sicilia (me compresa) :-(

    By djdona on Apr 13, 2007

  127. Suzuki, personalmente ho capito l’Italia vivendo fuori dall’Italia e l’Occidente vivendo fuori dall’Occidente. Sperimentare un modo di vivere diverso per capire VERAMENTE cosa vada e cosa no. Questo mito del “tutto il mondo è paese”, che striscia nei commenti del tipo “ma il malaffare e le mafie sono anche nelle vostre belle città del nord-ovest” o “sì, ma tutto il luccicante mondo finanziario milanese gira con i soldi della camorra”, appiattisce la differenza tra luoghi nei quali è possibile fare qualunque cosa, senza dover avere contatti con la malavita e tra luoghi nei quali per fare qualunque cosa si debba passare per la malavita. Forse è chi vive nelle zone controllate dalle mafie a “dover” acquisire competenza territoriale laddove le cose funzionano meglio, per convincersi veramente. La soluzione della sottoscritta, dunque, è un bel Erasmus ligure/piemontese per i ggiovani.

    By spappari on Apr 13, 2007

  128. Ho letto attentamente i vostri messaggi,specialmente quello iniziale di suzuki,e da sinceramente vi devo fare i complimenti,scritti d’avvero bene ,da giornalisti professionisti,ma come i giornalisti scrivete molto bene ma sparate solo cazzate.
    Io sono di Catania ho 40 anni,per lavoro giro tutta l’Italia e tutta sta differenza con il resto d’Italia non la trovo.Anzi si qualche differenza c’e’ ;da noi si vive molto meglio,e sicuramente la mafia vera e’ a Roma .
    Io penso che il tuo problema, caro susuki,sia un’albero intitolato a Peppino Impastato,che i giovani del paese non sanno neanche chi era,visto che sono passati 30 anni che’ e’ morto,e anche che l’elezioni del parlamento siciliano,che ti ricordo che e’ il parlamento piu’ vecchio d’europa,li ha vinti Toto’ Cuffaro,quindi mafia,contro Rita Borsellino,farmacista per diritto divino,quindi da generazioni e sorella del magistrato morto,quindi mafia contro antimafia.
    Ricordo che non c’e’ solo mafia contro antimafia ,tanto e’ vero che nanche ho votato,come pure le ultime elezioni,visto che a vincere decidevano le segretaerie di partito,non gli elettori.

    By katane on Apr 27, 2007

  129. Ecco un amico (involontario?) della mafia. Non hai votato la Borsellino? Non sai distinguere e scegliere tra lei e Cuffaro? O sei pazzo o sei ignorante o sei in malafede o sei mafioso. Non ci sono alternative.

    By Suzukimaruti on Apr 27, 2007

  130. Credimi non sono ne mafioso ne amico(involontario)della mafia se mi conoscessi non scriveresti certe cose.Ti ripeto io non voto ne mafiosi ne anti mafiosi,ma solo gente seria,onesta e soprattutto capace.
    Lasciamo perdere Toto’ Vasa Vasatanto sapiamo chi e’,ma la Borsellino chi e’?Solo una che nella sua vita non ha fatto niente,ha solo ereditato una farmacia,ha difeso a denti stretti i suoi privilegi(una farmacista di sinistra,mah)e ha avuto un fratello straordinario punto!
    Io mi sento una grande persona,ma mio fratello e’ un cretino.
    Ti consiglio di non dare giudizi affrettati sulle persone ma di guardare oltre.
    Grazie per lo spazio che midai,e complimenti per la discussione,lo so che lo fai apposta a fare il provocatore di discussioni.
    Ciao fratello Italiano con nome giapponese

    By katane on Apr 27, 2007

  131. Sono catanese, vi leggo oggi per la prima volta grazie a un post su http://www.ildito.it (portale catanese in forza della sinistra). Non posso darvi torto e sono morta di vergogna(non da ora e dopo avervi letto un pò di più.). Noi siamo il serbatoio dei voti di destra dai tempi della dc, per questo, pur storicamente ignoranti, le nostre scuole sono obsolete. Siciliani colti sarebbe come dire: fuori una gran bella fetta di maiali dalla Nazione, dalla mia isola. Ci hanno provato in molti a ripulire la Sicilia : quasi tutti morti ammazzati. Qui si ricordano poco e male; a Roma ogni anno l’associazione Libera ne legge i nomi, dei miei conterranei assassinati dalla mafia ( Mafia di Stato) sono quasi 600! Ma c’è di più. In Siclia Orientale non esiste informazione libera. C’è un giornalaccio che opprime da secoli: il qutidianno ‘La Sicilia’ di Mario Ciancio. Quest’uomo ( di destra) ha il monopollio dell’infromazione e impedsce a Repubblica di pubblicare le notizie su Catania, chiude televisioni libere e licenzia giornalisti non allineati con le sue idee politiche. Magari una leggina Nazionale su questo schifo ci gioverebbe che ne dite? Non giustifico il mio popolo miserabile e non mollo la mia piccola lotta quotidiana per un futuro migliore.

    By rita on May 8, 2007

  132. Ci vorrebbero un milione di Rite, per salvare la Sicilia e per salvare l’Italia da questa Sicilia.
    Grazie mille, Rita. Tieni duro.

    By Suzukimaruti on May 8, 2007

  133. non sono d’accordo con i commenti di Rita.La sinistra pecca di ignoranza in materia di economia e spera di conquistare il potere criminalizzando la società.Una volta giunta al potere scopre di essere a capo di una banda di criminali?La lezione di Sarkozy è lenta a penetrare nelle menti di tanti presunti intellettuali di sinistra che pensano di sapere tutto, di avere in pugno la verità, di riportare il paradiso in terra. Un dato è importante: l’economia capitalistica è ignorata e le riforme proposte o suggerite sono vaghe e non specificate. Tutto naviga nell’indistinto.

    By lina arena on May 9, 2007

  134. Talmente ignorante che i conti vanno a gonfie vele, c’è un “tesoretto” di surplus da gestire e le agenzie di rating hanno rivisto in meglio le già buone previsioni per l’economia nazionale. E le entrate fiscali sono un record storico: finalmente gli evasori iniziano a pagare e già si discute di abolire l’ICI, ridurre le tasse, ecc.
    Ma li leggi i giornali?
    .
    E poi ricorda che tu parli di Sarkozy ma la realtà/della destra in Sicilia è Cuffaro e la mafia!

    By Suzukimaruti on May 9, 2007

  135. Grazie suzuchimaruti, lina arena, catanese dice, sul dito.it, ha difeso a spada tratta Totò Riina, è forzista. Dice anche di essere siciliana.(|)
    Più chiara di così la nostra triste storia…E’ per colpa di queste larve che la mia isola sparisce rosicata dall’idiozia.

    By rita on May 9, 2007

  136. Beh, è proprio un caso emblematico: di Forza Italia e che si spende per difendere Riina. I conti tornano.
    Resta solo da capire una cosa: perché?

    By Suzukimaruti on May 9, 2007

  137. Bella domanda amico. Difficile azzeccare risposte senza scadere in lamentele e insulti ( il salotto De Filippi docet).
    Penso ci sia un registro di lettura formato favoletta acre intitolata:. Infatti se qualcuno la indica dicendo: quella strisciando si affanna a cercarne una. La poverina crede di essere umana perchè, come si sa, le larve non possiedono specchi a casa loro e se ne hanno, sono stregati: nn riflettono la loro immagine. ( ti ricorda qualcosa questo?)
    Di registri di lettura ce ne son tanti altri e io scrivo di getto. Per esempio è anche vero che in Sicilia c’è il più grande e importante vivaio di larve del mondo. Chi è il padrone? Lo Stato Italiano? Non credo. Qualunque Stato libero avrebbe già soppresso la mafia. Il pull Falcone- Borsellinno venne frantumato atomizzato distrutto a due passi dalla vittoria contro le migliori larve del vivaio: quelle cui nn gli fa schifo versare sangue, innocente o no nn importa. Ma allora il mio Stato nn è libero? Chi se l’è fregato? Ed ecco un altro registro di lettura: la Storia. Ma per questo e altri spunti, non stasera, sono stanca morta. :-) buona serata. a tutti.

    By rita on May 10, 2007

  138. intitolata: (il titolo edella favola ra saltato)

    dicendo:
    acc è saltato a pezzi se vuoi caro gestore elimina il post che te lo rimando. ciao e grazie per il tuo spazio.

    By rita on May 10, 2007

  139. “O sei pazzo o sei ignorante o sei in malafede o sei mafioso. Non ci sono alternative”.

    come non ci sono alternative al fatto che una frase del genere è straordinariamente fascista, ma fascista fino al midollo.
    quel modo di pensare e parlare (se non la pensi come me sei in malafede o nella migliore delle ipotesi cretino) che fanno gioco alla grande agli amici di Cuffaro e Berlusconi.

    saluti da un siciliano che Cuffaro non lo vota

    Firmato uno

    By holdenC on May 24, 2007

  140. beh, e’ una constatazione. Quali sono, di grazia, le alternative?
    Cioe’ chi vota Cuffaro e lo difende cosa e’?
    Nella migliore delle ipotesi e’ un ignorante, cioe’ vota male perche’ non sa chi sta votando.
    Nella ipotesi intermedia e’ pazzo: non capisce chi sta votando.
    Nell’ipotesi quasi peggiore e’ in malafede: sa chi sta votando, sa che e’ sbagliato votare per un mafioso, ma lo vota lo stesso per un suo tornaconto
    Nell’ipotesi peggiore di tutte, e’ come Cuffaro e lo vota perche’ trova giusti i valori della mafia e della mafiosita’.
    Capisco bene che il mio ragionamento suoni impositivo e apodittico, ma dimmi la verita’: e’ un ragionamento sbagliato?

    By Suzukimaruti on May 24, 2007

  141. sì. è un ragionamento sbagliato.
    primo perchè cuffaro allo stato delle cose non puoi dire che sia un mafioso.
    Non ha mezza condanna sul groppone, manco in primo grado.
    E questo è, o almeno dovrebbe essere un paese civile. E in un paese civile, le parole come “mafioso” si dovrebbero pesare meglio.

    poi tu potrai dire che cuffaro si è incontrato con personaggi ambigui, ha una credibilità politica compromessa alla luce delle sue frequentazioni pericolose. E questo lo potrei condividere, è un punto di vista più che legittimo.

    Però fino al giorno in cui una sentenza passata in giudicato con avrà stabilito che cuffaro è mafioso, Cuffaro non è mafioso.

    Lo capisco che è una cosa antipatica, ma si chiama diritto.
    e il diritto deve valere per tutti. anzi, direi prima di tutto per quelli che poco ci piacciono.

    Ci sono siciliani che votano cdx perchè sono ignoranti.
    Ci sono siciliani che votano cdx perchè sono mafiosi.
    Ci sono siciliani che votano cdx perchè sono fessi.
    ma ci sono anche siciliani perbene che votano cdx perchè sono di dx, perchè sono conservatori, perchè non si riconoscono nella sinistra, perchè non hanno fiducia nella sua (malconcia, permettimi) classe politica locale, perchè si sentono più in sintonia con quelli – tanto per dirne una – che vogliono fare il Ponte piuttosto che con quelli che non lo vogliono fare.

    Ora da tutto ciò uno può dissentire, e io ne dissento, ma quei punti di vista vanno rispettati, perchè questa, porco giuda, si chiama democrazia.

    Sappi che a Gela, quinta città della Sicilia che è un posto pazzesco, credimi, sembra uscita da un film di germi degli anni ‘50, ha stravinto l’altro giorno il sindaco uscente Rosario Crocetta, fiero avversario della mafia, comunista e omosessuale dichiarato.
    Come la mettiamo?
    Troppo comodo liquidare la pratica così, siciliani-ventre molle della mafia, lasciamoli al loro destino, non vedete che gli sta bene così?
    No. Perchè se arriva uno che lavora bene, seriamente, e ha credibilità, persino in questa terra dimenticata da Dio, vince.

    E scusa se l’ho fatta lunga, ma ti leggo spesso e so che sei un sincero democratico. Mi è dispiaciuto leggere quella frase degna di un Diliberto.
    Ciao ciao

    By holdenC on May 24, 2007

  142. Concorderei volentieri in linea teorica, ma per quanto uno sia anticomunista non puo’ votare per Cuffaro senza ricadere nelle categorie che ho elencato sopra.
    .
    Vero, Cuffaro e’ rinviato a giudizio per mafia e in attesa di processo e a norma di diritto in Italia c’e’ la presunzione di innocenza fino a prova contraria, ecc. Ma vale per il diritto. Per la politica e per i giudizi politici basta molto meno.
    .
    Insomma, l’uomo di destra in buona fede ha tutta la mia solidarieta’ ma fino a quando antepone il suo essere di destra al suo essere antimafioso e’ un nemico dell’Italia intera e della civilta’.
    Le persone civili di destra (che rispetto e che mi auguro siano sempre piu’) di fronte ad un Cuffaro non votano. Magari di fronte ad un Casini (che ovviamente non mi piace) votano e non ci vedo niente di male.
    .
    Ma se uno in funzione “anticomunista” o anti-sinistra finisce per votare un mafioso, sbaglia e fa una cosa immorale. E ne penso tutto il male possibile.
    .
    Ovvio che Gela e’ una conferma piacevole, ci mancherebbe. Come lo fu Comiso anni e anni fa.
    .
    La mafiosita’ non e’ mica una cosa genetica (altrimenti il settentrionale Berlusconi non sarebbe mafioso) o di sangue: e’ ambientale, culturale, ecc.. E l’ambiente in Sicilia, il grado di civilta’ politica, ecc. sono quel che sono: disastrosi, irrimediabili, ecc., salvo rari casi che non fanno altro che confermare una regola pesantissima: li’ votano per le clientele, per la mafia e per il malaffare e sono un disastro per l’economia e la politica italiana.

    By Suzukimaruti on May 24, 2007

  143. ehh.. ho scoperto che questa discussione va ancora avanti… come in un post del blog di pinoscaccia ne e’ nata un’altra simile…

    permettimi di dissentire su una cosa suzuki…
    non ci vedi niente di male a votare casini, ma e’ lo stesso casini e la stessa udc che in sicilia propone e sostiene personaggi come cuffaro, perche’ gli portano tanti voti, altrimenti la percentuale dell’udc a livello nazionale sarebbe dimezzata…
    quindi e’ l’udc nazionale che per convenienza o ignoranza o per corruzione chiude gli occhi sull’udc siciliana a su certi personaggi (fosse solo cuffaro!)…

    parentesi, le elezioni comunali palermitane secondo me sono state un’indegnita’: orlando sarebbe ora che si mettesse da parte, ma per le irregolarita’ che ci sono state secondo me se venivano degli osservatori internazionali, come quelli che si mandano in zone di guerra, le avrebbero annullate…

    By djdona on May 25, 2007

  144. scusa ancora.. mi ero persa l’osservazione di chi diceva che ci vorrebbe un’erasmus lombardo/genovese per i giovani siciliani..
    questa persona forse non sa che i giovani siciliani dalla sicilia se ne stanno andando in massa, non per una breve parentesi, ma per non tornare piu’..
    e se io mi sono permessa di dire certe cose e di fare certi confronti e’ perche’ conosco bene sia la realta’ siciliana della mia zona, che quella della toscana o cmq del centro italia..

    By djdona on May 25, 2007

  145. Mi scusi sig. Suzuchi.., sono un visitatore dell’ultima ora, e avendo letto questo post non posso astenermi da aggiungere il mio commento.
    Lei parla del problema Sicilia con una certa ingenuità, mi pare, come se non esistesse la Calabria, la Campania, il Lazio dove converge il potere, per accorgersi che nemmeno la Toscana e l’Emilia sono poi così tanto perfette, sino al Piemonte e la Lombardia dove abitano in maggioranza gli oriundi meridionali, per non parlare del Veneto che anche loro sin non tanto tempo fa andavano in giro per il mondo con le valigie di cartone. Vogliamo allora ritornare al feudalesimo, ognuno con il suo castello? Dice che lo Stato ha dato, mentre io direi che ha reso poco è male, con la sua inefficienza è scarsa oculatezza. Se poi vogliamo ampliare il discorso sulle mafie, come la mettiamo con la Cina? Per non parlare di tutto il resto. Egregio mio signore, sono un meridionale che ha vissuto nel nord e ho potuto constare che l’uomo è quello che è ovunque, a fare la differenza e il contesto sociale economico e il grado di libertà individuale, se non vi sono questi buoni fattori messi insieme ci si può aspettare di tutto.

    By Vittorio on Jun 25, 2007

  146. Per quel poco che ho letto riguardo allo Stato Italiano senza la Sicilia sarei contento.
    Ma resterebbe il fatto per lo Stato Italiano con le regioni che resterebbero a farne parte di una questione morale.
    Si è vero che il fenomeno mafioso in Sicilia tocca enormi livelli ma è pure vero che alcune persone anche non siciliani hanno provato a dare un segnale forte di rieducazione della cultura in Sicilia ma sono stati eliminati dalla mafia appoggiata sempre da alti poteri.
    Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e altri ancora.
    Sarei d’accordissimo nel concedere un indipendenza alla sicilia, e se ci fosse una rivoluzione nell’isola.
    Però credo che ormai la cosa resti com’è, resta il fatto che potremmo provare a combattere per cambiarla.
    In Italia dovrebbero riscoprire il senso del dovere verso le autorità e il prossimo cosi come nel resto del mondo.
    Io cerco di fare il mio dovere.

    By Gioa on Aug 14, 2007

  147. leggo cose scandalose da parte di suzukimaruti…..solo questo….parli solamente per sentito dire senza aver mai visto come viviamo realmente noi in sicilia,e per dire che noi abbiamo paura della mafia parli di 10 15 anni fa,ormai ci siamo stufati di tutto e la gente inizia a denunciare e farli arrestare,ma li serve pure aiuto dal governo,non puoi dire comunque che la sicilia sia peggiore delle altre regioni italiane,soprattutto quelle meridionali….anzi è il contrario,visto che ormai la malavita organizzata esiste anche nel tuo civilissimo nord dove gli imprenditori corrotti sono all’ordine del giorno.
    per piacere,prima di scrivere accuse così pesanti abbi almeno il piacere di venire qua e vedere come siamo realmente.

    By mah on Sep 26, 2007

  148. In sicilia c’è la mafia in quanto sono i siciliani a crearla e a coltivarla, spesso senza accorgersene.

    E’ ovvio che se fossero tutti mafiosi (inteso come membri di qualche clan) la mafia non potrebbe tecnicamente esistere ne sopravvivere.

    Diciamo che il popolo siciliano coltiva una terra dove nascono i suoi figli peggiori: i mafiosi.

    Per questo si può dire a gran voce che la mafia è un prodotto di tutta la sicilia (toh, voglio essere buono, diciamo del 99% degli abitanti).

    A 30 anni circa mi diverte ancora sentire gente che combatte la mafia come se questo fosse un “incidente” storico avvenuto qualche decennio fa’ e che ha creato un mostro da potere abbattere.

    Per svariati motivi legati alla storia e alle dominazioni in sicilia, il popolo che ci vive ha un atteggiamento unico nel pianeta, che non puoi cambiare con uno spot televisivo… difficile da descrivere in una sola parola. Tutto sommato si tratta di un atteggiamento che alla fine ti da l’impressione di un popolo creato e messo assieme in quest’isola per forzatura, senza aver mai ricevuto la più minima nozione di civiltà e vita sociale.

    Il siciliano vive la sua socialità in modo subdolo e diffidente, credendo di fare una cosa normale. La sicilianitudine è uno scherzo della civiltà che andrà probabilmente via con i secoli a venire.

    Al momento l’unica cosa giusta da fare sarebbe quella di staccare politicamente la sicilia dal resto d’italia, in quanto di fatto sono popoli completamente diversi, in modo da tutelare le altre popolazioni.


    Un abitante nativo della sicilia e felice di fuggire via molto presto.

    By Gok on Oct 3, 2007

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