25 years party people – post musicalmente nostalgico

26 April, 2007 – 5:20 pm

L’Haçienda compie 25 anni. Auguri!

Se il nome non vi dite niente, tenete conto che un bel pezzo della musica inglese degli anni Novanta è nata o passata di lì, a Manchester, trasformatasi da seriosa cittadina operaia a centro di una “scena” in cui il rock britannico abbandonava i cascami della new-wave e la plastica degli anni Ottanta e si apriva al ritmo, al soul, all’elettronica. Il tutto consumando secchiate di birra. La scena fu ribattezzata “Madchester”, facile capire perché.

Dall’Haçienda è passato tutto il meglio (e il peggio: Madonna fece lì il suo esordio live nel Regno Unito) di quegli anni, dai New Order agli Happy Mondays, fino agli Stone Roses e ai “nonni” The Fall, più tutto il giro intorno alla Factory Records. Ma la scena live è il meno. E’ che in quegli anni il capannone mancuniano si è trasformato nel primo vero e proprio super-club, con un pubblico fedelissimo, dj che diventano star e un sound unico, personale, distintivo.

Esiste un Haçienda-sound che ha marcato quegli anni, fondendo il rock britannico più ispirato e danzereccio con i primi battiti in quattro quarti dell’elettronica, il breakbeat, i suoni “chimici”. E non è un caso che proprio i due Chemical Brothers si siano formati artisticamente lì, in mezzo alla pista  come semplici weekenders, tra una birra e una tiratina di nitrato di amile (popper, per gli amici) o di speed.
Per farsi un’idea dello spirito di quei tempi basta guardardarsi “24 Hour Party People

Certo, dalle parti di Bristol si muoveva qualcos’altro che suonava meno speed-induced e più “ispirato” dalle canne. Ma la formula era sempre quella: recuperare suoni caldi, neri, sporchi e innestarli su quello che c’era prima.

A Manchester c’erano gli Happy Mondays. Sì, quelli con l’omino inutile Bez, il cui compito nella band era ballare durante i concerti e fare il fesso col pubblico, ovviamente sfondato di birre. Una sorta di Repetto degli 883 ante-litteram.
A Londra c’erano i Flowered-up, cioè gli Happy Mondays un po’ meno sguaiati (e il loro lunghissimo video di “Weekender”, con tanto di remix in mezzo, è da guardare assolutamente perché di fatto testimonia un’epoca; peccato che sia tagliato di 10 minuti, causa limite di YouTube). E dal 1989 in poi iniziava la scena rave, con tutto il bello che ne consegue.
A Bristol già dagli ultimi anni Ottanta se la prendevano più comoda e imperversava una posse dal nome cinematografico: Wild Bunch, suonando leeeeenta e più nera, ma d’altronde Bristol è la Napoli del Regno Unito, oltre che la città più “black”. Poi quel collettivo di dj, musicisti, vocalist (tra cui Neh Neh Cherry a fare da corista) ha cambiato nome, facendosi Chiamare Massive Attack e non dico altro.

Insomma, musicalmente erano anni bellissimi, forse i più belli dagli anni Settanta e tuttora, a mio giudizio, senza rivali. C’era creatività e paradossalmente un gran riciclaggio di vecchie idee con nuove forme. Nascevano nuovi generi musicali (in modo del tutto ingenuo: erano i critici a dargli i nomi a posteriori), c’erano decine di nuove band una più interessante (e spesso effimera) dell’altra. Il clubbing, almeno in UK, era una gioia per le orecchie e non era in mano ai tamarri o a gentaglia.
Tutto questo, a voler essere precisi, avveniva 15-20 anni fa e non esattamente 25, quando nasceva l’Haçienda.

Lo spirito e il sound di quegli anni si fanno sentire un po’ ancora adesso. Non a caso a giorni arriva un nuovo singolo (e poi l’album) dei Chemical Brothers (ma per sentirlo in anteprima, rivolgetevi a Valletta), altrettanto non a caso da metà anni Novanta in poi sono nati grandi club britannici (con succursale ad Ibiza) tipo il Cream o il Ministry Of Sound, proprio usando come modello l’Haçienda.

Ok, fatto questo post nostalgico ora vado ad ascoltarmi “Step On” degli Happy Mondays e a sentirmi vecchio.

  1. 4 Responses to “25 years party people – post musicalmente nostalgico”

  2. Gran bel post nostalgico. Io sono cresciuto musicalmente con i suoni di Manchester e Bristol e ricordo come fosse ieri la tipica italica vacanza studio estiva in Inghilterra e la visita alla mecca: HMV e Virgin.
    La storia della musica la fanno gli artisti in primis, i locali e le case discografiche: la Factory da te citata, ma anche la Creation, che in quegli anni sfornava gruppi eccellenti, dai Jesus & Mary Chain ai My Bloody Valentine, dai Primal Scream agli Slowdive.

    By kaos on Apr 27, 2007

  3. Nell’82, in vacanza studio a Bournemouth, avevo 15 anni, mi rirovai per puro caso a un concerto degli Human League, non so se mi spiego. I 45giri costavano 99p e gli Lp 3.99£. Gli skinheads davano la caccia all’italiano perché avevamo vinto il mondiale e sul torpedone che ci portava a Stonehenge anche i futuri paninari cantavano Battiato. Ora capisco perché sembravamo felici.
    Cambio argomento, hai sentito “Twelve” di patti Smith? Lo trovo straordinario, neho fatto una recensioncina su blog.tokonoma.org . ciao ciao

    By tokonoma on Apr 29, 2007

  4. Mi inchino a questo post. Grazie.
    I adore the Stone Roses

    PS: prendo mica il tuo programma radio in Sardegna? (considerala una battuta, nonostante qui arrivi tutto ciò che porta il vento…)

    By Elisa on Feb 9, 2008

  5. di solito quando trasmettiamo (cioè i mercoledì dalle 21 alle 24) mandiamo la trasmissione in streaming audio e video, con in più una chat per interagire con noi.

    By Suzukimaruti on Feb 10, 2008

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