Il tema delle medie sulla pioggia, per sfuggire alla noia

7 June, 2007 – 12:08 pm

Casomai non ve ne foste accorti, piove. E piove cazzuto. Cioè sono praticamente 24 ore che non smette di cadere acqua dal cielo, per di più fitta: una sorta di temporale prolongée.

Torino, direbbe un pilota d’aereo, è “in nube”, cioè piove ma non troppo dall’alto. Per capirci, stamattina non vedevo il palazzo di fronte perché era avvolto nelle nuvole basse e lente.

Tecnicamente sembra di essere a Bergen, città norvegese in cui piove 350 giorni all’anno. Cioè la pioggia è inevitabile, imprescindibile, ovunque e sempre.
Però a Bergen i norvegesi vivono considerando irrilevante la pioggia. Come direbbe mio padre, passano tra una goccia e l’altra. E se gli fai notare che piove sempre, ti guardano come se fossi scemo e dicono “ah, già, vero”. Come se gli avessi fatto notare che c’è ossigeno nell’aria o che le ortiche pungono. Classico caso di pioggia pleonastica, insomma. Fossero nati più a sud, chioserebbero con un sapido “e sti cazzi!”.

Non a caso in Norvegia hanno reso pleonastici i funghi: non li mangiano, per loro sono un fastidio come lo è per noi la gramigna: crescono giganteschi ai bordi delle strade e non li raccoglie nessuno. Giusto i turisti si emozionano, li raccolgono, fanno qualche foto per stupire i parenti e poi provano a cucinarli, buttando via il tutto (non sanno quasi mai di niente o hanno un blando gusto cattivo).
D’altronde è così da noi per le ortiche: sono ottime da mangiare (si fanno risotti, frittate, minestre, ecc.) ma non le raccogliamo, salvo rarissimi casi, tipo a maggio, per scherzo, ma solo nella zona di Pechino. Vai a capire perché. (questa e’ per i musicofili).
Fatto sta che Torino non è Bergen e non ti fanno fare assaggi gratuiti di tocchi di salmone crudo al mercato (esattamente il mio sogno: sotto il diluvio, con 6 o 7 gradi di temperatura, a stomaco vuoto, dopo un caffè blando, alle 8 di mattina ti piantano un pezzo di pesce crudo in bocca e devi pure ringraziare). Però quando piove tutti si sentono in dovere di dire qualcosa sulla pioggia, inclusi i blogger che bloggano sulla pioggia pur di fuggire mentalmente dal tedio lancinante di una conferenza.
Il tragico è che sulla pioggia puoi dire poco. Piove. E’ pure un verbo intransitivo, non c’è molto da dire.
Eppure la gente si sforza a dire. E non so se mi dà più fastidio questo o il salmone crudo alle 8 di mattina.
Ma forse alle 8 di mattina mi dà fastidio tutto, capitemi.

Il problema è che sono ad una conferenza (noiosa, ma non è questo il punto) che si tiene in collina, cioè – a Torino – al di là del Po. E qui casca l’asino. Una delle tante persone che oggi si è sentita in dovere dire qualcosa sulla pioggia ha asserito (mentre ero in coda in Corso Vittorio Emanuele, a seguito di un bel tamponamento causa diluvio), con tanto di assenso tra gli altri automobilisti, “se continua così fino a mezzogiorno, chiudono i ponti e non passiamo più il Po fino a quando cala”.

Capite il mio dramma: se la conferenza non finisce in tempo e se il tizio di Corso Vittorio ha ragione, sono prigioniero. E ho una parmigiana di melanzane prodotta da sapienti mani muliebri che mi attende a casa e che non vorrei lasciare da sola, che poi mi si intristisce.
Sto progettando soluzioni psichedeliche, tipo un transito in statale in mezzo ai colli, fino a raggiungere Asti e lì capire se riesco a prendere un’autostrada funzionante, con un bel ponte alto sul Po a prova di rischi. Oppure uso il portatile come zattera e guado il fiume (così imparo ad averlo preso piccolo, da 13 pollici). Oppure pernotto qui: la fascistissima villa che ospita la conferenza noiosa è pure un albergo e magari servono la parmigiana per pranzo, giù al ristorante.

Casomai vi foste chiesti il perché di questo post inutile e privo di contenuti, fatta salva la fuffa, ecco la risposta: mi annoio, non ho niente da dire, devo tenere impegnate le mani e il cervello oppure mi abbiocco e mi metto oscenamente a russare qui nella stanza. E magari nel sonno grido pure “melanzane!”. Non sono cose belle a vedersi.
In ogni caso, sapere che ci sono centinaia di blog alimentati quotidianamente da post simil sull’infinita vanità del tutto, un po’ mi rassicura. La fuffa, a modo suo, ha un suo perché. Ti tiene compagnia, non sporca ed è di facile digeribilità.

  1. 12 Responses to “Il tema delle medie sulla pioggia, per sfuggire alla noia”

  2. Fuffa rulez, ecco! :)
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    (Sei salvo, e ringrazia, perché a me la parmigiana non piace per nulla! :P )

    By regulus21 on Jun 7, 2007

  3. esatto! Ma sei a villa gualino? due palle…

    By pietroizzo on Jun 7, 2007

  4. Uff…si piove Uff sono anche io annoiato e lascio un commento inutile ma lo faccio anche io per occuparmi e poi ho un collega che mi sta parlando del tempo…KRISTOOOOOOO !!!!

    By Virus1973 on Jun 7, 2007

  5. Ha iniziato a piovere venerdì 25 maggio sera, nel momento esatto in cui ho posato il culo sulla moto nuova. Sono molto contento.

    By gommaweb on Jun 7, 2007

  6. Sarà anche intransitivo come verbo, però quando piove piovo anch’io (e a Genova ormai sono quasi 10 giorni…) :-(

    By Mitì on Jun 7, 2007

  7. “La fuffa, a modo suo, ha un suo perché. Ti tiene compagnia, non sporca ed è di facile digeribilità”

    meno ironie, questa fuffa è iodegradabile

    By utenteanonimo on Jun 7, 2007

  8. D’accordo per le melanzane e l’ultima frase (me la devo segnare e spacciarla per mia, visto che non c’è nemmeno la CC :P ), ma le ortiche no!
    Le ortiche non pungono: urticano (lo dice il nome stesso), visto che poi non hanno nemmeno le spine.
    E io le raccolgo per fare la frittata.
    Chi ne vuole me lo dica, che qui ne stano crescendo “un po’”, grazie alla pioggia…
    :D

    By degra on Jun 7, 2007

  9. Ehy, verso le 4 e’ venuto fuori il sole ed il sereno! Speriamo rimanga tale :)

    By garethjax on Jun 7, 2007

  10. non c’è che dire:
    il post aveva del sublime
    ma il loggione, qui, fa venire la twitterizia

    By utenteanonimo on Jun 7, 2007

  11. mi son ricordato di certi giorni che ho passato a Torino…
    la pioggia scema, penetrante, continua…

    arrivava anche sotto i portici

    By Raffaele on Jun 7, 2007

  12. Ciao!

    Volevo solo informarti che a Bergen ci sono i distributori automatici di ombrelli, mi sembra che tu abbia tralasciato questa informazione fondamentale. Tra l’altro, ho un amico ucraino che si é appena trasferito lassu’, ma siccome qui a Lione piove ogni benedetta sera a partire dalle 19 circa, non mi é sembrato troppo angosciato dal cambiamento….Anch’io, come torinese anche se non piu’ abitante a Torino, volevo dire la mia ;-)

    By Chiara on Jun 8, 2007

  13. senti io voglio che tu scrivi temi da copiare per portarli a scuola… sulla pioggia ecc..

    By lara on Oct 22, 2009

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