Cominciamo a dire le verita’ scomode

11 July, 2007 – 2:49 pm

Da queste parti si è totalmente solidali con Giuliano Amato, che è uno che non le manda a dire. E dice con coraggio anche le verità scomode.

E chi si indigna è in malafede. O non conosce la storia italiana (mica la preistoria: cose che una quarantina scarsa d’anni fa erano ancora presenti e diffusissime; possibile che nessuno ha visto “Comizi d’amore” di Pasolini, giusto per fare un esempio? O una qualsiasi commedia sul ruolo della donna?)

Io poi la destra proprio non la capisco. Da un lato spinge sul revisionismo più estremo, forse sperando di guadagnare qualche radice pulita e non zozza di sangue. Dall’altro, quando si tratta di riconoscere una verità che è talmente nota che è entrata nel lessico comune, si maschera dietro la peggiore ipocrisia, credo a fini puramente propagandistici.

Non riconoscere che qualche decennio fa la donna in Sicilia era in gran parte repressa dagli uomini e che questa repressione faceva parte di una cultura identitaria condivisa è pura ipocrisia. Pensare che gli basterebbe chiedere al loro nume tutelare in campo culturale – Lando Buzzanca (non è una battuta) – per averne conferma.

  1. 91 Responses to “Cominciamo a dire le verita’ scomode”

  2. Ok. detto questo… non é che altrove in Italia le donne se la passassero da regine…

    By Matteo on Jul 11, 2007

  3. Matteo: ovvio, ma c’è posto e posto. E lì il muro del maschilismo è stato durissimo da abbattere. Tanto che credo resti qualche mattone qua e là.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  4. ma che stai dicendo….sono le tua parole che risuaonano da ignorante…sono siciliana e negli anni 70 nn vivevemo come in pakistan

    By cit on Jul 11, 2007

  5. il ministro deve a tutti le sue scuse….

    By cit on Jul 11, 2007

  6. il maschilismo h ada sempre colpito…da qua a dire che è sempre colpa dei siciliani ne corre…mi è piaciuto il commento di matteo

    By cit on Jul 11, 2007

  7. cit: quindi vuoi convincerci che negli anni Sessanta in Sicilia non era diffusa la repressione della donna? Vuoi davvero farlo?
    Cioè, una delle culture più maschiliste d’Occidente (e che probabilmente deve la sua identità un po’alla cultura islamica – presente in Sicilia per anni – e un po’ a quella cattolica) facciamo finta che ce la siamo inventati?
    E il film “la ragazza con la pistola” lo tolgo dalle commedie e lo metto nel reparto fantascienza?
    Facci il piacere.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  8. ma nessuno dice che il resto d’Italia fosse la Svezia, ci mancherebbe.
    Però è innegabile il fatto che la repressione della donna e la cultura maschilista siano parte della sicilianità. Certo, è una parte deleteria ma va detta per poter porre rimedio ai mali della Sicilia di oggi (per esempio il maggior tasso di disoccupazione femminile in Italia)

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  9. Mi riesce difficile credere che l’autore di numerosi post brillanti e intelligenti sia lo stesso di questo post. Davvero, non riesco. Quando parli della Sicilia assumi i toni della peggiore destra, quella ignorante e presuntuosa, la stessa che millanta la superiorità dell’occidente sull’oriente, per capirci. E la mia non è ipocrisia: ho vent’anni, quindi non posso parlare di qualche decennio fa ma lo possono fare i miei genitori, le mie nonne e tutte le donne della mia famiglia. Le loro storie non parlano di repressione, violenza e maschilismo, piuttosto di donne che lavoravano accanto ai mariti, si curavano della famiglia e delle scelte che la riguardavano. Penso alle donne che per prime hanno sfidato la mafia o a quelle artefici della rivoluzione (i Vespri ti dicono niente? La cacciata dei Borboni?). Esiste tutta una letteratura che racconta storia bellissime di donne siciliane e che probabilmente non conosci (Le donne di Messina, di Vittorini, Horcynus Orca, di Stefano D’Arrigo, un libro che non conosce nessuno ma che merita la stessa gloria dei Promessi Sposi).
    Un siciliano punto nell’orgoglio. ;)

    By Davide on Jul 11, 2007

  10. Ovvero un siciliano che non conosce la storia della Sicilia e della sua cultura. Mi spiace, ma non stiamo parlando di una macchietta tipo i genovesi avari e i torinesi falsi e cortesi, ma di una cosa reale.
    E’ inutile negare il male di una cultura elencando chi se ne è astratto o chi ne ha tirato fuori il bene (e te lo dice uno che si è consumato gli occhi su “I fatti della fera” e su tutto l’epos che lo circonda, cosa che tra l’altro per me implica il superamento di 5 o 6 barriere linguistiche).
    Per di più è inutile e ipocrita negarlo quando è una cosa condivisa da tutti, ormai storicizzata, oserei dire proverbiale: la cultura maschilista dell’onore (anzi, degli uomini d’onore), il delitto d’onore, la “fuitina”, le tarantolate, la repressione femminile in ambito rurale in tutto il Sud, ecc.
    .
    E non è certo un florilegio di esempi controcorrente a smentire la linea generale, per di più – già lo dicevo – diventata proverbiale, al punto che si parla di “atteggiamento siciliano” nel caso di un partner repressivo, gelosissimo, che “chiude in casa” le donne, ecc. E non credo sia casuale, no?
    .
    Il vero dramma della Sicilia è proprio che perfino i ventenni che leggono D’Arrigo riescono a essere prima “militanti” siciliani (anche se va contro il buon senso, la storia e la ragione) e poi persone colte e intelligenti.

    Capiscimi, pur apprezzando le tue letture, se penso che quella regione non abbia speranza. Per fare bene bisogna sapere, innanzitutto, riconoscere il male. E invece l’orgoglio (altro male locale) acceca perfino la poca gente a posto.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  11. Ma tu ti basi su immagini costruite che sono perfettamente assimilabili agli stereotipi genovesi e torinesi. Secondo quale principio quelle definizioni non hanno dignità storica mentre la gelosia siciliana sì? Io sono perfettamente conscio della perifericità geografica, sociale e culturale della Sicilia ma io ti parlo di storia concreta, reale, vissuta, non desunta da un libro di storia. E non sto dicendo neanche che le donne siciliane fossero tante Margaret Thatcher, però non mi sembra che la differenza con il resto dell’Italia fosse così grande.

    By Davide on Jul 11, 2007

  12. Ma poi, tu, D’Arrigo, l’hai letto?

    By Davide on Jul 11, 2007

  13. ma avete sentito bene cosa ha detto? La frase esatta dico… e se l’avete sentita tutta questa polemica non ha senso.
    Devo cmq dire di essere d’accordo con Suz.
    Ma non e’ una pratica solo Siciliana, e non è solo degli anni 70…

    By Axell on Jul 11, 2007

  14. Uh la fiera degli stereotipi ha aperto un nuovo stand?

    Ma è veramente un piacere sentir parlare così una persona che in Sicilia non ci ha messo mai piede ma che “si è consumato gli occhi su “I fatti della fera” e su tutto l’epos che lo circonda”.
    Un po’ come voler conoscere i dublinesi da quello che scrisse Joyce, insomma.

    La repressione subita dalle donne è comune a tutte le popolazioni, etnie, paesi, continenti proprio perchè la donna è più debole, cambiano i modi, cambiano le persone ma per secoli la storia è rimasta immutata.

    Come dice Davide sopra, ognuno di “noi” ha ben presente storie di donne che con lo stereotipo del siciliano e della siciliana non hanno nessuna somiglianza.

    Una cultura, nè tantomeno una storia, non la si conosce se non la si vive.

    By Caterina on Jul 11, 2007

  15. Davide: ovvio che ho letto D’Arrigo, mi pare di aver menzionato “I fatti della fera”.
    .
    Caterina: siamo alle solite: la mafia, la repressione della donna, ecc. sono “cosa nostra”, che solo i siciliani possono capire.
    Mi pare di aver già evidenziato in un altro post la cialtronaggine di questo ragionamento ipocrita.
    .
    La realtà è che un pezzo di Italia si rifiuta di ammettere pubblicamente gli aspetti più imbarazzanti della propria identità. Ed è esattamente un modo per non cambiare niente: fingere che in passato non sia accaduto nulla, difendere l’identità locale a tutti i costi. Prima “noi altri” e poi il senso civico.
    .
    Lo sa bene chiunque abbia letto Engels che la donna è sfruttata per definizione, ma ci sono culture dominanti più maschiliste di altre. E in Italia quella arcaica siciliana non ha pari da quel punto di vista, non mentiamoci! Un po’ di onestà intellettuale non fa mai male.
    .

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  16. quindi tu mi ASSICURI dall’alto delle tue letture che in Calabria sono messi meglio, che in Campania altrettanto, che in Veneto le donne votavano nel 1862 e in Lombardia chiedevano il divorzio quando ancora non si sapeva cosa fosse una Guerra Mondiale?
    .

    E comunque scrivere un punto dopo ogni paragrafo non ti dà automaticamente ragione.
    .

    By Caterina on Jul 11, 2007

  17. Amato c’ha ragione. E, quanto al resto d’italia, basti ricordare che l’articolo 587 del codice penale Rocco che prevedeva per il delitto d’onore di coniuge, sorella, figlia e amanti anche per sentito dire una pena ridicola da tre a sette anni con possibilita’ di attenuanti e condizionale e’ stato abolito solo nel 1981.

    By Ja on Jul 11, 2007

  18. Sono siciliano, non cretino (anche se probabilmente per te le due cose sono sovrapponibili). Forse mi sono espresso male, ma la domanda esprimeva il dubbio: l’hai letto e pensi certe cose?
    Comunque, il concetto è semplice e banale: tu fondi i tuoi giudizi quello che hai letto, noi siciliani su quello che abbiamo visto. Se poi mi vuoi parlare di disoccupazione, mafia, criminalità, ci rifacciamo a dati scientifici indiscutibili. Ma parlare di un fenomeno sociale ammettendone una singola verità è assurdo e stupido. Significa considerare un problema italiano, forse mondiale, ed estremizzarlo solo perchè una generalizzazione vuole che la donna siciliana sia repressa e il maschio geloso e dominante. E chissenefrega se qualcuno dice che forse non era proprio così.

    By Davide on Jul 11, 2007

  19. Non ho scritto quello. Ma ho scritto che l’affermazione di Amato è veritiera: in Sicilia la cultura esclusivamente maschilista per anni ha proseguito la repressione della donna (spesso mascherata come gelosia, possessività) quando altrove era sostanzialmente stata superata. E tra l’altro la cosa permane nella mafia, i cui vincoli di sangue sono esclusivamente maschili.
    .
    Ciò non toglie che ci fosse il problema anche altrove (anche nel profondo nord rurale, tipo il veneto), ma lì c’era di più e soprattutto c’era una cultura che esplicitamente teorizzava.
    .
    Ultima nota: i punti servono a saltare una riga. È l’unico modo nei commenti.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  20. mi dispiace solo di contribuire a creare traffico su questo blog perchè da un pezzo in qua ci leggo solo verità “supposte” più che “scomode”.
    ah, comunque sono sardo, e volevo rassicurarti sul fatto che noi siamo tutti pastori, o rapitori al massimo.

    buena vida

    By hondacivic on Jul 11, 2007

  21. davide: ma a te non mette curiosità la natura di quella generalizzazione? È un puro caso? O forse studiare un po’ di storia dei costumi in Italia può essere d’aiuto?
    Come può esserlo leggere “la questione meridionale” di Gramsci, no?
    .
    O anche un po’ di letteratura siciliana? O un po’ di letteratura giuridica? (tipo tutta la casistica sul delitto d’onore, quasi esclusivamente usato in Sicilia).

    Facciamo che ti documenti e poi ne riparliamo?

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  22. hondacivic: gli orgogli regionali sono proprio una delle cose che rendono arretrato questo paese.
    .
    E questo sprizzare orgoglio locale, anche di fronte al buonsenso, mi spaventa.
    .
    Detto questo, la pastorizia e la sua società arcaica e il fenomeno dei sequestri in Sardegna sono fenomeni correlati: è un’analisi condivisa da tutti gli storici.
    .
    Ma il discorso è lungo e prevede che si parli di banditismo sardo, di indipendenza, di unità d’Italia e di nuovo di Gramsci, che sull’identità sarda (che io rispetto tantissimo) ha scritto pagine eccellenti.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  23. Carissimo Suzuki, io non ho il tempo di leggere certe cose, devo occuparmi di organizzare fuitine e picchiere le donne. La tua opinione è figlia della stessa ignoranza che fa pensare la Sicilia come il posto dove si va in giro con la lupara sotto braccio, il mezzo di trasporto preferito è il mulo, la coppola è in testa a tutti gli uomini, le donne hanno i baffi e se li coprono con un velo nero. Quella che hai visto al cinema e dici di aver letto.
    Facciamo che rinunci a un po’ di presunzione e poi ne riparliamo?

    By Davide on Jul 11, 2007

  24. davide: vedi come ragioni? Si parla di cultura arcaica siciliana e tu, ventenne completamente scevro da alcuna accusa, ti senti piccato, quando è palese che nessuno ti ha accusato di nulla. Ma perché? chi ti ha mai accusato?
    .
    Qui non si chiedono autocritiche (i figli non scontano di certo le colpe dei padri), ma la condivisione di una semplice verità storica (quella detta da Amato) che è demenziale contestare.
    .
    A me, più o meno piemontese (ma pure calabrese), non costa nulla riconoscere storicamente il familismo amorale della cultura contadina padana. Che peso ha per i siciliani rabbiosi qui riconoscere quello che tutti e tutto confermano?
    É una cosa del passato, suvvia! Sono ragionamenti storici e mi inquieta che il campanilismo provinciale provochi ancora questi stupidi sussulti di appartenenza. Nel 2007!

    Faccio un esempio: una tradizionale canzone brigantesca lucana dice dei piemontesi che “mangiano le creature” e sono da cacciare. Ecco, io piemontese non ho problemi a riconoscere gli errori storici dei piemontesi durante l’unità d’Italia, pur sentendomi piemontese “dentro”. E concordo con la canzone lucana, nonostante le sue iperboli. E non mi sognerei mai di negare una verità storica per spirito di identità regionale.
    .
    Ecco, credo che l’essere intellettualmente onesti venga prima dell’identità regionale (che per di più è farlocca: le regioni sono un’invenzione geografica). E capire questo farebbe molto bene a chi dice che l’inferno-Sicilia è il migliore dei mondi possibili.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  25. Ma la destra adesso che ci azzecca?
    La mentalità maschilista siciliana credo che se è esistita ed è stata tra le più “forti” sia per lo più un fato culturale e non politico.
    Correggimi se sbaglio.

    By Davide Salerno on Jul 11, 2007

  26. hai dato un calcio all’alveare.
    in ogni caso ‘hasta suz siempre’.

    By stranigiorni on Jul 11, 2007

  27. Beh ci azzecca molto. In primis sono stati i politici di destra ad attaccare Amato per la sua sacrosanta affermazione. Evidentemte prendere il 70% in Sicilia non gli basta, vogliono di più.
    In secondo luogo il maschilismo in Italia è storicamente espressione della destra politica.
    Insomma, a destra la parola “femminista” è un insulto.
    Ma la destra era anche contro il diritto ad abortire, vera e propria posizione clericofascista contro le donne.
    Oppure, tanto per ricordarselo, la destra contraria alle quote rosa in Parlamento, contanto di sottosegretario del governo Berlusconi che dice “le donne non ci devono rompere i coglioni” di fronte a giuste proteste.
    .
    Insomma, se le donne hanno conquistato qualcosa politicamente in questo paese non lo devono certo alla destra, anzi. Lo devono a un pezzo della sinistra (non tutta) e molto all’ala più progressista dei Radicali.

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  28. E siete entrambi di sx…. mah!
    http://unpercento.blogspot.com/2007/07/tradizioni.html

    By Samuele on Jul 11, 2007

  29. Samuele: sai che io sono atipicamente di sinistra (tra l’altro di una sinistra diversa dalla sua, credo, visto che ha il banner di Kilombo sul suo blog) e non amo il politically correct a tutti i costi, anzi preferisco chi dice le cose come stanno.
    E patisco la sinistra sempre pronta a dire “poverini” e a giustificare porcherie e inciviltà. Quindi trovo assolutamente di sinistra dire una verità storica (con una battuta: ci mancherebbe che qualche cretino lo prenda alla lettera e si metta spiegarci che la Sicilia, almeno geograficamente, non confina con il Pakistan) senza timore di sputtanarsi elettoralmente.
    .
    E Amato ha detto una cosa indiscutibilmente vera, cosa ancora più evidente se si tiene conto del contesto in cui l’ha detta.
    .
    Tutto il resto è speculazione politica (spiace dirlo, Samu, fatta ad arte dai “tuoi” [sempre che non cambi idea: io ci spero ancora! :-) ]).
    .
    E sarà l’occasione per i pochi siciliani non berlusconiani per votare a destra (e quindi la mafia, le clientele, ecc., in Sicilia), dicendosi offesi. Contenti loro di eleggere uno come Dell’Utri con percentuali bulgare senza vergognarsi…

    By Suzukimaruti on Jul 11, 2007

  30. Ma i nazionalisti di AN dov’erano nei 5 anni di governo Berlusconi? Un partito nazionalista con la Lega? Roma ladrona gli andava bene?
    Per piacere…

    By sonounprecario on Jul 11, 2007

  31. vabeh era tutta una scusa per parlare di politica, finalmente lo si è capito!

    By Caterina on Jul 12, 2007

  32. e tu tanto per cambiare hai votato per…? Berlusconi! Ci scommetto.

    By Suzukimaruti on Jul 12, 2007

  33. comunque i luoghi comuni qualcosa di vero al fondo…
    a prescindere dallo specifico del post.. in fondo che i piemontesi siano falsi e neanche troppo cortesi è vero.
    di sicuro la frase di amato non denota una grande capacità comunicativa e/o strategica ma personalmente non sono doti che ricerco in amato, anzi non ne ricerco (e non ne trovo) proprio nessuna. buona giornata a tutti

    By SonoUnEkidna on Jul 12, 2007

  34. @tutti i siciliani che hanno commentato il post:
    Credo che nessuno vi abbia accusati di essere mafiosi, picchiare donne, ecc… Tutti sanno che ancora oggi le donne sono vittime di abusi, violenze tra le mura domestiche, ecc… Secondo me la parola fraintesa sta in “tradizione” e nel brutto vizio dell’orgoglio “regionale”, come lo definisce suz, che sta un po’ in ognuno di noi. Se vogliamo superare certi arcaismi, se vogliamo cambiare le cose, tirare fuori luoghi comuni per difendersi del tipo “Carissimo Suzuki, io non ho il tempo di leggere certe cose, devo occuparmi di organizzare fuitine e picchiere le donne. La tua opinione è figlia della stessa ignoranza che fa pensare la Sicilia come il posto dove si va in giro con la lupara sotto braccio, il mezzo di trasporto preferito è il mulo, la coppola è in testa a tutti gli uomini, le donne hanno i baffi e se li coprono con un velo nero. Quella che hai visto al cinema e dici di aver letto”, credo sia lievemente sbagliato e arretrato. Ed è il primo passo per non voler cambiare le cose, in ogni luogo. Verga l’avrete letto tutti bene o male.
    .
    “La realtà è che un pezzo di Italia si rifiuta di ammettere pubblicamente gli aspetti più imbarazzanti della propria identità. Ed è esattamente un modo per non cambiare niente: fingere che in passato non sia accaduto nulla, difendere l’identità locale a tutti i costi. Prima “noi altri” e poi il senso civico.
    Esattamente. Credo che questo “orgoglio meridionale” non debba essere tirato fuori in questi casi, perché è un dato di fatto che ancora oggi, molte donne al sud vivano in un certo tipo di condizioni: pensate solo a come viene trattata una figlia femmina rispetto ai fratelli maschi. Dico questo non perché sono razzista, né tantomeno leghista, per l’amor del cielo, ma perché anche io conosco persone meridionali (non è una brutta parola, specifico per evitare risposte stupide) che mi raccontano e mi spiegano, anche io ho letto, anche io ho visto nel mio piccolo. Spesso mi chiedo perché questo forte “orgoglio del sud”, questo senso di appartenenza non esisteva nei 5 anni in cui al governo del paese intero c’era un partito di nome LEGA NORD che offendeva le persone dal Po’ in giu ogni giorno. Capite? Vi siete fatti governare per 5 lunghi anni da razzisti, dove diavolo erano allora le vostre voci? A votare Forza Italia?! E ora che a Lampedusa c’è un vicesindaco leghista, che cavolo succede?
    E ve la prendete per una frase sì, un po’infelice, ma pur sempre veritiera dopotutto (non solo in Sicilia, ripeto).
    .
    La questione meridionale non potrà mai venire risolta o superata se i primi a non ammetterne l’esistenza sono la maggioranza che la vive da protagonisti. Perché non deve per forza essere lo stato a dover risolvere tutto quanto; potrei fare un esempio stupido a supporto, anzi lo faccio: l’omertà.

    By sonounprecario on Jul 12, 2007

  35. Se parli di maschilismo-siculo a me pare che non abbia alcuna radice politica quanto culturale.
    Quanto detto da Amato anche se può infastidire i siciliani è vero.
    Che il maschilismo-siculo sia di destra beh mi sembra un’affermazione fatta senza conoscere la tradizione e la cultura siciliana fino agli anni ‘70: l’onore ed il rispetto era quelli sia che eri di destra sia che eri di sinistra…

    Per l’aborto, come per l’eutanasia, se legalizzare degli omicidi è un segno di civiltà allora sinceramente preferisco l’inciviltà di dice no.

    By Davide Salerno on Jul 12, 2007

  36. io condivido quasi tutto quello che ha detto Amato, non condivido il limite temporale, in Italia, al meridione, ancora oggi la donna ha un ruolo particolare…

    By raffaele on Jul 12, 2007

  37. Non sono siciliano, non me ne frega una cippa delle reazioni che ha suscitato Amato che poi sono più politiche che popolari. Amo pensare che la maggior parte dei Siciliani svegli ed intelligenti ora sia in spiaggia a godersi il bellissimo mare e non ad inveire e a organizzare manifestazioni contro il “Neo leghista”! Concludo premettendo che non sono Siciliano ma 50% Piemontese e 50% Veneto e che io una donna e dico una a sonori ceffoni la prenderei: è la Prestigiacomo che si, lo ammetto, tira fuori da me i peggiori istinti maschilisti e violenti quando dice “Amato straparla. Chieda subito scusa ai siciliani o lo querelo”. Amato straparla!? Ma si è mai sentita lei? La decerebrata di Siracusa?! Minchiaaaaaa!

    By Virus1973 on Jul 12, 2007

  38. Non serve sicuramente a nulla, ma hai tutta la mia solidarietà Suzukimaruti.

    By PieroS on Jul 12, 2007

  39. Bene, visto che i luoghi comuni da queste parti si sprecano, vorrei precisare che, sino all’altro ieri, i siciliani nel mondo erano conosciuti per:
    a) l’indiscutibile focosità amorosa;
    b) l’inossidabile propensione alla fedeltà coniugale (eccetto per le oridanarie storielle causate dal precedente punto);
    c) la caratteristica durezza del membro fallico maschile (tanto da far meritare al siciliano l’epiteto di “minchia dura”);
    d) la particolare bellezza delle “fimminazze bbone” che popolano l’isola.

    Da ieri però la sinistra (della quale ricordiamo la particolare superiorità morale di cui gode), per bocca del dott. Sottile, ci fa sapere che quelle appena elencate sono tutte minchiate.
    L’unica verità (assoluta… s’intende!) è che in Sicilia gli uomini(?), anzichè fottersele, le femmine le “mazziano”, non prima però di essersi fumati un bel tocco di “pakistano”.

    W la sinistra italiana.

    By ubuddaci on Jul 12, 2007

  40. Io ho parlato esclusivamente della questione femminile perchè m’infastidiva che si presentasse come un’esclusiva sicialiana (quella sul delitto d’onore era legge nazionale). Non ho parlato di politica nè della situazione generale della Sicilia, ma sono rimasto nello specifico del problema riferendomi a quello che, da siciliano, non da torinese, ho visto e mi è stato raccontato. Poi se vogliamo parlare di Cuffaro, della collusione tra politica e mafia, di Dell’Utri, sono il primo a darvi ragione. Sono vergogne tutte sicialiane, come gli operai che votano Forza Italia. Questo per dire che il senso d’appartenenza c’entra poco (mi sento prima europeo, poi italiano e infine sicialiano).

    By Davide on Jul 12, 2007

  41. FATE SCHIFO! DESTRA DI MERDA! Lì a dire e a parlare della nostra superiorità morale con ironia eh eh poveracci è forse colpa nostra se voi avete tra le fila sottosviluppati come la Prestigiacomo, Gasparri e picchiatori fascisti come Storace e La Russa!? E non c’entra nulla di dove siete sicilia o piemonte, a me fate schifo!

    By Virus1973 on Jul 12, 2007

  42. anche io penso che Amato abbia ragione. Per il passato e anche (putroppo) per il preente e non solo per la Sicilia. Quella della Sicilia è una battuta da professore che sintetizza, non un’affermazione esaustiva. il fatto che la Prestigiacomo si preoccupi più dell’offesa alla Sicilia che del fatto che un uomo si batta per le sue stesse idee (necessità di rispetto e conquista effettiva di pari opportunità9 la dice lunga sulla voglia di far polemica superficiale anczichè affrontare la concretezza delle questioni. Magari il mistro è stato un po’ troppo sintetico.

    Che poi il ministro Amato ritrovi oggi sui giornali la querelle da lui generata e le botte che una donna abbia dato a Coco e ad un’altra donna all’uscita del Billionaire, rivela un mondo che potremo descrivere in modo altrettanto sintetico: AMATO, DALL’ALLARME COCA ALL’ALLARME COCO.

    By mario de santis on Jul 12, 2007

  43. Puntato, colpito e affondato!!!
    Ah, ah, ah,… :-)

    By ubuddaci on Jul 12, 2007

  44. Siamo stati in vacanza in Sicilia, 15 giorni,
    era la prima volta in vita mia…..
    abbiamo trovato un paese magnifico, gente
    cordialissima ed educata, persone pronte a farsi
    in quattro per darci una mano quando si
    sbagliava strada…..tutti cortesi ed educati,
    in albergo, per strada, nei negozi, dappertutto.-
    Senza contare il cibo meraviglioso, i paesaggi
    stupendi, il sole ed il mare magnifici,
    le citta’ le chiese, i monumenti, la storia,
    fantastici.-
    VIVA LA SICILIA E I SICILIANI !!!
    DOWN WITH MR: AMATO GOVERNMENT !!!!

    By Ermete on Jul 12, 2007

  45. Boh, a me sembra che i riferimenti culturali, coi quali ti riempi tanto la bocca, si fermino a “Mimì Metallurgico ferito nell’onore”.

    Il mio, eventualmente, è La cavalleria rusticana, e la grande tradizione cavalleresca e di rispetto per la donna e per la sua rilevanza sociale, familiare e culturale.

    E’ comunque indicativo il fatto che tu, come Amato, traiate verità storiche da opere letterarie e cinematografiche. Un ottimo metodo investigativo, complimenti. Dimmi un po’, tu credi anche che in in Arizona siano conservati i resti di un alieno, vero?

    Tra l’altro, nel caso in cui ti sfuggisse (e ti sfugge), ti volevo informare del fatto che in Sicilia, e solo in Sicilia, non esisteva l’istituto dello Ius Primae Noctis.

    Noto con particolare piacere il fatto che quando parli di un argomento, uno qualsiasi che afferisca la Sicilia, ti spunta una notevole bava alla bocca.

    Continua così.

    By Alessio on Jul 12, 2007

  46. Ummaria, la discussione – come prevedibile – ha degenerato, presa com’è tra campanilisti anni Cinquanta, ultras berlusconiani, ultras sinistrorsi (1973: evita altri toni come quelli del tuo ultimo commento, per favore: lasciamo queste cadute di gusto alla destra), insicuri bisognosi di conferme della propria esistenza(ubuddaci), passivo aggressivi, clamorosi generatori di autogol [Alessio: l'onore della Cavalleria Rusticana io non lo citerei, fossi in te: la gente che si spara per questioni di minchia - "hanno ammazzato compare Turiddu" - non è un bell'esempio, no?] e in generale gente incapace di discutere senza litigare o attaccare il prossimo.
    Uno spettacolo tristissimo.
    .
    E si imbarazzino più di tutti quelli che non hanno capito il contesto, quelli che hanno creduto che Amato avesse parlato della Sicilia contemporanea quelli che “sì ma io in vacanza mi ci sono trovato bene”, ecc.
    .
    Lo scenario che emerge qui è imbarazzante: ancora l’Italia degli anni Cinquanta, con il campanilismo cieco, retrogrado e ignorante. D’altronde cosa aspettarsi da un posto in cui ancora si ammazzano tra catanesi e palermitani? (per di più per una questione di campanilismi calcistici). Tutto fila, in nome di quel proverbio arabo che dice “io contro mio fratello; io e mio fratello contro mio cugino; io, mio fratello e mio cugino contro lo straniero”.
    .
    Mi spiace, ma ne devo evincere che l’identità locale, perfino quella più imbarazzante e di cui vergognarsi, è più forte del buonsenso. E forse sono qui le ragioni dell’arretratezza siciliana, la debolezza/collusione con la mafia, l’amore spassionato per il berlusconismo “paternalista” e macho.
    .
    Ma di nuovo, cosa aspettarsi da una regione dove 2 cittadini su 3 votano per una coalizione collusa con la mafia?
    .
    Mi spiace, ma più passa il tempo, più leggo e più mi rendo conto che la situazione in Sicilia è disastrosa. E che i siciliani sono vittime che “militano” per il proprio male. Non è più una questione meramente politica, ma è una questione sociale, che ha radici profonde nella storia.
    La stessa storia che i commentatori di questo post si rifiutano di affrontare, preferendo tifare per la mafia, che vellica il loro ego localista.
    .
    L’unica forma di consolazione è sapere che là fuori sono veramente pochi i siciliani “vittime” di questo malessere. Gli altri sono contentissimi. E tra Falcone (un siciliano criticissimo della sicilianità arcaica, da cui a suo parere derivava l’atteggiamento di sudditanza alla mafia) e Dell’Utri hanno scelto il secondo.
    .
    La regione degli “uomini d’onore”, alla fine, si rivela ben poco onorevole: tutti in massa a votare per Berlusconi (settentrionale e alleato numero 1 della Lega Nord), ma inalberatissimi di fronte ad una indiscutibile e veritiera critica al loro passato da parte di un uomo di sinistra posato, riflessivo e attento.
    .
    Se i siciliani non riescono nemmeno ad ammettere che in passato la loro regione non era il massimo della vita in quanto a rispetto della donna, figurati come riescono a ragionare sulla mafia e sul perché è cosa tutta loro, nata lì, prosperata lì, ecc. Prima di fare dell’antropologia bisogna essere in grado di fare un minimo di introspezione, ma sono cose da iarrusi, quelle. Lasciate perdere.

    By Suzukimaruti on Jul 12, 2007

  47. Suzuki, ribadisco, tu hai le idee un bel po’ confuse.

    “D’altronde cosa aspettarsi da un posto in cui ancora si ammazzano tra catanesi e palermitani? (per di più per una questione di campanilismi calcistici).” Puoi aspettarti esattamente quello che t’aspetteresti da un posto dove si ammazzano tra genoani e milanisti, per di più per una questione di campanilismi calcistici.

    “Mi spiace, ma ne devo evincere che l’identità locale, perfino quella più imbarazzante e di cui vergognarsi, è più forte del buonsenso.” Fai una cosa, apri una pagina di Google, digita marito picchia la moglie e poi mi fai una statistica. Vediamo se riusciamo a parlare per fatti concreti e non per produrre anidride carbonica.

    “La regione degli “uomini d’onore”, alla fine, si rivela ben poco onorevole: tutti in massa a votare per Berlusconi (settentrionale e alleato numero 1 della Lega Nord), ma inalberatissimi di fronte ad una indiscutibile e veritiera critica al loro passato da parte di un uomo di sinistra posato, riflessivo e attento.” Come al solito, cazzi per lampioni. La politica devi farcela entrare sempre, c’é poco da fare. Che la casistica sia “indiscutibile e veritiera” lo avete deciso tu e Amato sulla base di film e libri (ripeto, Mimì metallurgico), e se qualcuno prova a dire “Mah, io sono stato accolto come un pascià” lo fa, chiaramente, per campanilismo, perchè ha trascorso una bella vacanza, perchè rifiuta di ammettere che “in passato la loro regione non era il massimo della vita in quanto a rispetto della donna” (concetto che, ribadisco, hai imparato guardando i film della Wertmuller).

    “La stessa storia che i commentatori di questo post si rifiutano di affrontare, preferendo tifare per la mafia, che vellica il loro ego localista.” I commenti li ho riletti, attentamente, uno per uno. Tifare per la mafia? Ma che cazzo fai, ti droghi?

    Oh, tanto per conoscenza. Ne La Cavalleria Rusticana non si spara, ci si sfida a duello. Io, da parte mia, eviterò di tornare sul lago di Como. Ci sarà anche George Clooney, ma i fanno anche pessimi incontri. L’ha detto Manzoni, cazzo, deve essere vero.

    By Alessio on Jul 12, 2007

  48. Primo: il povero Spagna (che tra l’altro era un conoscente) è stato accoltellato per questioni politiche da un berlusconiano del Milan Club Barbour e non per questioni campanilistiche. In ogni caso io condanno la violenza sempre.
    .
    Secondo: allora sei sordo o non capisci. *Amato parlava del passato* (in che lingua lo devo scrivere?) e fare le statistiche di adesso non significano nulla.
    .
    Terzo: gli esempi isolati non significano nulla, nè in un senso, nè nell’altro. In compenso la letteratura, l’arte, la cultura, ecc. sono ottimi indicatori – in assenza di altri parametri – della “condizione” dei costumi in una certa area.
    .
    Per di più, guarda, mi sono occupato per anni di politiche per le pari opportunità e ho studiato la condizione femminile in Italia su testi, testimonianze, ecc. (ci ho perfino dato un esame di storia contemporanea all’università): ti trovi tu un elenco di testi da leggere, li leggi e poi ne parliamo? O te ne suggerisco qualcuno? E vuoi vedere che la cultura locale siciliana ha fatto quanto dice Amato?
    .
    Cioè, qui non c’è un confronto tra opinioni, ma un confronto tra fatti storicamente dimostrati e gente che si rifiuta di accettarli perché provinciale e campanilista. Oltre che totalmente priva di comprensione della dimensione storica.
    .
    Puoi insistere a negare che in passato in Sicilia il maschilismo dominante della cultura siciliana arcaica non reprimesse le donne, ma sai di essere in malafede. Che cacchio ti costa riconoscere una cosa che è talmente sotto gli occhi di tutti da essere data per assodata? E’ storia *e nessuno dice che i siciliani di adesso sono così*.
    .
    Ti servono dei link?
    Questo, per esempio, che parla della cultura mafiosa e del maschilismo? http://www.storialab.org/mafia.htm
    .
    O questa statistica? (del 2004, non di mille anni fa)
    http://www.arcidonna.org/indexweb/inprogress/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=35
    .
    O un libro serissimo sulla storia d’Italia attraverso consumi e costumi, molto diffuso nelle università, come la Storia Contemporanea di Silvio Lanaro?

    By Suzukimaruti on Jul 12, 2007

  49. Sul delitto d’onore (prima che fosse abolito): l’articolo 587 del codice penale diceva che
    “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.”

    Tutto questo non fa squillare campanelli nella testa di nessuno, suppongo…

    Per il resto (costruzione critica di una conversazione/discussione):
    Quale parte della parola “tradizione” non e’ chiara?
    Cosa c’entra il turismo con la condizione delle donne?

    By svaroschi on Jul 12, 2007

  50. Link interessante da un sito molto interessante: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2006/12/14/debito-storico-no.-solo-un-po-di-etno-antropologia.

    By Suzukimaruti on Jul 12, 2007

  51. svaroschi: santa donna; ora però “componiti” :-)

    By Suzukimaruti on Jul 12, 2007

  52. svaroschi, io invece non capisco, a) dove hai letto “tradizione” nel passaggio che riporti, e b) com’é che da un articolo del codice penale riconduci il tutto alla condizione delle donne siciliane di quarant’anni fa, visto che, correggimi se sbaglio, il codice penale é in vigore in tutta Italia.

    Suzuki, veniamo a noi.Scusa, ma mi tocca continuare a citarti. “Puoi insistere a negare che in passato in Sicilia il maschilismo dominante della cultura siciliana arcaica non reprimesse le donne, ma sai di essere in malafede. Che cacchio ti costa riconoscere una cosa che è talmente sotto gli occhi di tutti da essere data per assodata?” Sotto gli occhi di tutti chi? Tuoi e di Giuliano Amato?

    Ho capito che sei olimpionico di rigiro frittate, ma mi spieghi dove, nel rapporto arcidonna hai letto di violenze? perchè é di questo che si parla, no? Che la società siciliana sia “matriarcale” non credo che l’abbia mai negato nessuno: proprio per questo, nella cultura siciliana, la donna é rispettata e le è riconosciuto un ruolo insostituibile. Che poi esistano situazioni, nell’entroterra di calascibetta, all’interno delle quali si verificano episodi di violenza, sopraffazione e tutto il resto, vabbè, sarei un idiota a negartelo. COsì come succede nelle langhe, o in Ciociaria, o a Beverly Hills o in un sobborgo di Kioto. O vuoi che parliamo della condizione delle mondine? Io, a differenza tua, non mi convinco che sia una “tradizione”

    “Primo: il povero Spagna (che tra l’altro era un conoscente) è stato accoltellato per questioni politiche da un berlusconiano del Milan Club Barbour e non per questioni campanilistiche. In ogni caso io condanno la violenza sempre”. La condanni sempre, ma la stigmatizzi (con la bava alla bocca) solo quando c’è la Sicilia di mezzo: o é una coincidenza? Poi, visto che siamo in vena di puntualizzazioni, a Catania è morto un ispettore di polizia catanese, e l’indagato principale é catanese. Il campanilismo non c’entra un emerito cazzo.

    “Secondo: allora sei sordo o non capisci. *Amato parlava del passato* (in che lingua lo devo scrivere?) e fare le statistiche di adesso non significano nulla”. Non sognifica nulla perchè non è funzionale alla tua tesi? O perchè hai cercato su Google e non hai trovato quello che cercavi?

    “Terzo: gli esempi isolati non significano nulla, nè in un senso, nè nell’altro. In compenso la letteratura, l’arte, la cultura, ecc. sono ottimi indicatori – in assenza di altri parametri – della “condizione” dei costumi in una certa area”. Perfetto. Dici che I Promessi Sposi sono indicativi di qualcosa?

    “Per di più, guarda, mi sono occupato per anni di politiche per le pari opportunità e ho studiato la condizione femminile in Italia su testi, testimonianze, ecc. (ci ho perfino dato un esame di storia contemporanea all’università): ti trovi tu un elenco di testi da leggere, li leggi e poi ne parliamo? O te ne suggerisco qualcuno? E vuoi vedere che la cultura locale siciliana ha fatto quanto dice Amato?”: La Provincia Regionale di Messina, tanto perchè tu lo sappia, é stato il primo ente in Italia a sottoscrivere la “Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne”. E questi sono fatti, sono documenti, non film della Wetmuller (ribadisco, il tuo principale riferimento culturale). E senza bisogno di consultare Google.

    “Cioè, qui non c’è un confronto tra opinioni, ma un confronto tra fatti storicamente dimostrati e gente che si rifiuta di accettarli perché provinciale e campanilista. Oltre che totalmente priva di comprensione della dimensione storica.”
    Questa nemmeno te la commento, tanto é arrogante, faziosa, pezzalculista e idiota.

    Questo é l’ultimo intervento che faccio. Sinceramente mi sarei anche rotto i coglioni di cercare di argomentare con chi ha non ne ha la minima intenzione (nè la minima umiltà). Resta tranquillo con le tue opinioni, e continua seguire Amato.

    E ogni tanto asciugatela, la bava.

    By Alessio on Jul 12, 2007

  53. Dunque con la patente di femmina sicula, penso di avere titolo ad esprimermi con cognizione di causa sulla questione.
    Stuzzicata dalla profusione di commenti di blogger siculi ansiosi di smentire Amato ho scritto una cosa su questa storia, documentando con dati e bibliografia, sostenendo che Amato abbia semplicemente scoperto l’acqua calda.
    http://www.rossomalpelo.org/archives/35#comment-331
    Cioè per me sono elementari cose di buon senso, ma si vede che per ammetterlo è ancora presto.

    PS: X Suzukimaruti: anche a me è immediatamente venuto in mente “comizi d’amore”.

    By manuela collarella on Jul 12, 2007

  54. Secondo me non è solo qualche decennio fa…ma tutt’ ora la donna in sicilia viene considerata molto al di sotto dell’uomo e trattata di conseguenza

    By Cernobil on Jul 12, 2007

  55. @Alessio: io invece non capisco se tu non comprendi quello che viene detto o se leggi le frasi interpretandole a tuo uso e consumo.

    Per risponderti:
    a) “tradizione” e’ proprio quello a cui faceva riferimento Amato e, in ogni caso, il focus della discussione. Tutti continuano a dire che oggi in Sicilia le donne sono trattate bene ecc. Ma i “difensori” della Sicilia lo hanno capito o no che si sta parlando di passato? Che l’affermazione di Amato sia vera o no le motivazioni per confutarla dovrebbero rifarsi alla situazione passata non ai giorni nostri, semplicemente per la discussione in corso.

    b) proprio a questo scopo ho separato il riferimento al codice penale (”sul delitto d’onore”) dagli appunti che facevo al modo in cui veniva condotta la conversazione (vedi punto a)
    Quanto al merito dell’articolo citato, scusa, forse sono stata troppo sottile nel pensare che avresti colto il riferimento a una situazione che si e’ certo verificata in tutta Italia (cosi’ come il codice penale era ed e’ in vigore in tutta la nazione), ma che *forse* ha visto una maggiore diffusione in Sicilia.
    Mi vuoi dire che una situazione come quella citata nell’articolo non si e’ verificata *piuttosto frequentemente* in Sicilia?
    Dobbiamo cercare i dati di diffusione di delitto d’onore nel passato?
    O quelli non sono funzionali alla tua, di tesi?
    Perche’ ok, la Wertmuller no, ma tu, di dati concreti, a parte le statistiche dei giorni nostri (again: non l’argomento in discussione!), ne hai forniti?

    Perche’ poi qualcuno (non tu) ha anche parlato di basarsi sulla “storia concreta, reale, vissuta, non desunta da un libro di storia.”. Allora, che si fa? Ci basiamo solo su quello che ci raccontano i nonni e gli zii anziani (che’ la vita vissuta in questione sarebbe la loro e non la nostra)?

    By svaroschi on Jul 12, 2007

  56. Svaroschi, io mi baso sugli oggettivissimi dati che mi hanno tramandato mio padre, mia madre, i miei nonni, i loro genitori e via dicendo.

    Probabilmente gli antenati di Amato picchiavano le loro donne, non saprei. I miei di certo no, così come ad occhio e croce, nessuno degli avi delle persone che conosco.

    Ritengo che questi siano dati oggettivi, e, per quanto riguarda la mia famiglia, assolutamente inconfutabili. I tuoi (non ho capito se ironia o sarcasmo o confusione) riportavano “forse”, “piuttosto” e tutto il resto degli avverbi dubitativi.

    Quanto alle sottigliezze, scusami, casomai usale per farti bella con le amiche. Io mi baso su quello che leggo, non sulle interpretazioni estensive tra le righe.

    Ripeto, e spero di farlo per l’ultima volta. Amato ha detto una cazzata su una realtà che conosce, per sua stessa ammissione, solo attraverso libri e film (poi magari mi spiega quali sono, e se qualcuno di questi sia stato scritto per caso da autori siciliani, ai quali tutto si può imputare tranne che mancanza di autocritica).

    Se tu sei in possesso di dati scorporati sull’incidenza dei delitti d’onore in Sicilia, ti prego di farmelo sapere.

    (ovviamente l’imperativo di non commentare più se ne é andato affanculo)

    By Alessio on Jul 12, 2007

  57. Alessio, ormai è palese che sei un troll e ci stai prendendo tutti in giro.
    .
    Uno che considera dati oggettivi i racconti dei nonni (io ho tutti parenti antifascisti, dal primo all’ultimo, incluso un nonno medaglia d’oro per la Resistenza eppure non nego che in Italia sia esistito il fascismo…) è qui per far perdere tempo al prossimo. O non sa distinguere tra esperienza soggettiva e dati oggettivi storici, statistici, ecc.
    .
    Uno che continua ad insistere sul presente, quando l’oggetto del contendere è il passato è qui per prenderci in giro e farci perdere tempo. E gli è stato spiegato in tutte le salse, ma fa finta di non capire. O non capisce davvero.
    .
    Uno che viene qui per fare attacchi personali (ovvero: la bava alla bocca ce l’avrà tua mamma, amico mio: non permetterti mai più di aggredire il prossimo su questo spazio o ti sarà impedito di commentare oltre, ignorante maleducato!) a chi parla e non a discutere cosa dice è un provocatore o un poverino. O forse entrambe le cose.
    .
    Riguardo al delitto d’onore, è cosa nota che la quasi totalità dei casi siano avvenuti in Sicilia (credo sia citato sul manuale di storia contemporanea di Lanaro: è in ogni caso facile da verificare)
    .
    Quindi, Alessio, facci il piacere. O capisci le regole della discussione e ti comporti correttamente, o vieni qui a fare i comodi tuoi e a sbraitare idiozie e fai la figura che fai.
    .
    In sostanza, vergognati.

    By Suzukimaruti on Jul 13, 2007

  58. Mi spiace per i vari commenti di parte politica che fuorviano l’obiettività. Se posso dare un contributo alla discussione aggiungo che conosco tre persone originarie da un paese siciliano ed emigrate per motivi vari le quali affermano che almeno fino a una ventina anni fa, dopo la prima notte di nozze occorreva esporre le lenzuola insanguinate almeno un po’ (tanti da farmi credere che spesso si ricorreva a sacrifici animali per soddisfare questa usanza), ad uso e consumo dei suoceri. Aggiungo poi ancora che si organizzavano i matrimoni senza che ci fosse sentimento dietro, alla faccia del sacro vincolo, con tanti problemi di comprensione dietro. Buon lavoro! ;-)

    By Luca Rosso on Jul 13, 2007

  59. Nulla è più fuorviante del pregiudizio e in questo blog di pregiudizi ne ho letti più che a sufficienza. Provo, allora, ad abbozzare un ragionamento ammesso che da queste parti vi sia ancora qualcuno che usi la ragione in modo corretto.
    “Nietzsche – scrive un giornalista in un noto quotidiano – consigliava di frustare la moglie a prescindere, perché il marito non sa quale colpa abbia commessa ma lei sì. Il filosofo era ateo e per giunta tedesco. E purtroppo il ministro dell’Interno Giuliano Amato, soprannominato in tempi migliori Dottor Sottile, non lo sapeva. A meno che, cosa ancora più grave, non lo abbia volutamente ignorato perché altrimenti gli sarebbe crollata l’elaborazione del sistema teologico maschilista siculo pakistano. Secondo Amato quei furbacchioni di maschi siculi e pakistani hanno stravolto a tal punto il pensiero di Dio da farsi autorizzare a picchiare le donne. Ne deriva che chi non le bastona commette peccato. Ignoriamo che studi abbia fatto il ministro, o quali documenti riservati gli abbiano fornito i servizi segreti per poter affermare questa comunanza tra popoli geograficamente e culturalmente diversissimi. Tranne che accomuni il Pakistan islamico all’eredità della Sicilia araba, annullando così ogni prospettiva storica. La teoria ha due punti deboli: ignora che le streghe son tornate sulle ali del femminismo, e si fonda sulla tradizione, la quale spesso nella memoria di figli di siciliani emigrati come Amato lascia residui fossili che si mutano in pregiudizi. Per documentarsi su emancipazione e furbizia delle siciliane il ministro legga i «Mimi» di Francesco Lanza, scrittore degli anni Trenta del Novecento da Caropepe. Scoprirà una tradizione di sicule pakistane che gabbavano i maschi senza l’aiuto di Dio”.
    Perchè allora, stando così le cose, Amato ha voluto offendere i siciliani?
    Egli – dall’alto della sua superiorità morale – ha la pretesa che in Italia, per poter vivere in pace con l’Islam, si abbia bisogno della sua pomposa quanto inutile carta dei valori. Forse Amato – sempre dall’alto della sua superiorità morale che gli deriva dall’essere uomo di sinistra – crede che per suscitare simpatie negli ambienti islamici sia utile insultare gli italiani, nel caso specifico i siciliani, e soprattutto presentare i cattolici come sostenitori dell’esclusione e della discriminazione. Tutti sanno, e lo sa anche Amato, che è vero esattamente il contrario, ma il dottor Sottile ha deciso, speriamo non definitivamente, di diventare “the new italian muezzin”. 8-P

    By ubuddaci on Jul 13, 2007

  60. Allora, visto che sono femmina e sicula penso di potere parlare con cognizione di causa. A me tutti questi siciliani punti da orgoglio regionale che si rifiutano di ricordare cos’era per le donne la sicilia di trent’anni fa mi suscitano molto sarcasmo… Forse le donne se lo ricordano meglio, ma non ci giurerei, perchè ad “orgoglio etnico” non siamo messe meglio…
    Però per uscire, dai ricordi familiari “tipo mio nonno non lo faceva e mio zio nemmeno”, che non mi pare abbiano valore statistico, bisogna fare un ragionamento più ampio. Citando dati e ed esempi che aiutano a capire cos’era il contesta dell’epoca e quali strascichi abbia sull’oggi.
    Ma per favore, finiamola con questo negazionismo che non fa bene alla Sicilia e non fa bene alle donne.
    http://www.rossomalpelo.org/archives/35

    By manuela collarella on Jul 13, 2007

  61. Ma chi è questo giornalista di questo noto quotidiano? (sono curiosa)

    Quanto al ragionamento mi sa che non tiene conto della prima parte della frase di Amato, che è: “Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna.”
    E a rileggere i resoconti della cosa non vedo da nessuna parte una presentazione dei cattolici come sostenitori di esclusione e discriminazione.
    Ma forse non sono stata attenta, eh.

    Ah, poi a rileggere gli articoli in merito ci sono un paio di frasi che non tutti sembrano aver letto:

    - “Non esiste il concetto noi contro gli altri – se lo deve cacciare fuori di testa tutto l’occidente: ognuno di noi è diverso e questo è importante soprattutto quando si parla di Islam”

    - “da siciliano ho parlato di una Sicilia che non esiste più. Da figlio di famiglia siciliana, da bambino, ho conosciuto una Sicilia che, insieme alle tante cose positive che amavo, era anche la tradizione cui ho fatto riferimento.”

    Beh, ma del resto i giornali amplificano quel che fa comodo per far notizia…e chi legge, spesso, si ferma ai titoli…

    By svaroschi on Jul 13, 2007

  62. vogliamo vedere Suz picchiato da una donna Siciliana… :)

    By A X E L L on Jul 13, 2007

  63. @svaroschi, ho provato a dirlo 40 commenti fa.
    Amato non ha detto le frasi che sono state riportate. Per la serie, la stampa è tutta di Sinistra…

    By A X E L L on Jul 13, 2007

  64. …Sto ancora ridendo per chi ha tirato fuori la frase sul turismo, che si è trovato bene in vacanza (probabilmente è uno di quelli che vota Berlusconi scrivendo sulla scheda “io voto Berlusconi”) e su chi digita “marito picchia la moglie” su google.
    .
    La cosa che mi fa sorridere è che tutta questa bella gente non fa che dimostrare quello che ha detto Amato. Perché nessuno di voi ha chiesto un’opinione alle donne siciliane, alle mamme, alle nonne (quelle che hanno il coraggio di parlare e di ammettere lo sanno); nessuno ha dato voce al genere femminile siciliano. Basta ricordare quello che si è sentito in tv (non considero più nemmeno la povera Prestigiacomo, si barzellettizza da sola) per averne la prova.
    .
    La limitatezza e il negazionismo di cui parla Manuela Colarella sono provate dalle risposte dai siciliani orgogliosi, che solo quando vengono chiamati in causa televisivamente da un’uscita poco precisa di Amato si dimostrano uomini.
    Ancora nessuno poi mi ha risposto sui 5 anni di lega nord al governo (dove eravate?!) e sull’esempio della figlia femmina rispetto ai fratelli maschi (trattamento diffuso in tutto il meridione).
    .
    Omertà, negazionismo, campanilismo. Cazzate inventate che non esistono. Per non parlare della questione meridionale; tutti subito pronti a discolparsi come se avessero la coscienza sporca piuttosto che capire che si parla di una cosa che fino a 20 anni fa purtroppo si faceva. Coda di paglia? Se poi pensate che sia un attacco contro la Sicilia, parliamo di altre regioni, chissenefrega, è giusto fare critica. Ma ora parliamo di un caso specifico, mi pare.
    .
    Volevo farvi notare infine che ha commentato il mitico Mario De Santis!

    By sonounprecario on Jul 13, 2007

  65. Non c’è l’ho fatta a leggere i commenti. Però tutto ciò va al di fuori della politica.
    Purio vorrei vedere Suz picchiato da una donna possibilmente Siciliana come dice Axell: solo perchè ogni volta che vengo sul suo blog sono tentato di scrivere copiosi commenti ma alla fine cerco di tagliare e ridimensionarmi ad una battuta. Accidenti.
    In ogni modo se il presente è diverso dal passato lo si deve in gran parte alle donne. Senza dubbio.

    By Dario Salvelli on Jul 13, 2007

  66. un paio di appunti qua e là lggendo tra i commenti

    Storicamente le società matriarcali non rispetta le donne in quanto tali. Rispettano le donne che assumono tale ruolo. Fermo restando che il potere economico in tali società rimane comunque saldamente nelle mani degli uomini, qualsiasi donna che si sottrae a tali regole viene punita o con l’isolamento o con la violenza

    Chi teorizza che arte e letteratura non servano a descrivere un fenomeno teorizza sostanzialmente che la cultura non serve a nulla

    Patetico negare che storicamente in Sicilia (e purtroppo non solo e non solo in passato anche se le cose sono naturalmente migliorate) ci sia stata una a dir poco disagevole condizione femminile. Ancor piu’ patetico negarlo ricorrendo a discorsi da volantino della pro-loco

    Un saluto

    By spider on Jul 13, 2007

  67. Ognuno di noi ha almeno una mamma, due nonne, quattro bisnonne etc etc.
    .
    Io sono SICULA e mia mamma è SICULA e le mie nonne sono SICULE e così risalendo almeno per un altro paio di generazioni.
    .
    Posso sentirmi di affermare che quando detto da Amato è una fesseria perchè dai racconti delle donne della mia famiglia, che se non si fosse capito è SICULA, traspare tutt’altro e si parla non solo di 40 anni fa ma praticamente di quasi un secolo di storia vissuta da DONNE?
    .
    Oppure i testi, i manuali, i B-movies all’italiana sono più meritevoli di attenzione e di credito?
    .
    Poi se Amato da piccolo viveva nutrendosi di radici e bacche sulle Madonie è un altro paio di maniche.

    By Caterina on Jul 13, 2007

  68. Giusto, i testi (!), i manuali (!), la cultura (B-movies?) mica servono…allora io posso dire che tutte le donne ferraresi lavoravano in Comune ai tempi della seconda guerra mondiale…come? Eh, beh, mia nonna si’…del resto, da quando i numeri contano? statistiche, pfui!;)

    Ora, capisco pure che (nel migliore dei casi) uno tende ad assolutizzare quello che ha sentito (sentito!) e nel peggiore si tratta di gente che scrive frasi a caso solo per provocare, pero’…

    By svaroschi on Jul 13, 2007

  69. “Non riconoscere che qualche decennio fa la donna in Sicilia era in gran parte repressa dagli uomini e che questa repressione faceva parte di una cultura identitaria condivisa è pura ipocrisia.”

    Solo in Sicilia caro Suz?

    By djdona on Jul 13, 2007

  70. Giuro, ultimo commento.

    Non entro più nello specifico, non mi riguarda e continuo a credere che le TRADIZIONI siano quelle che raccontano le persone che conosco, più che quelle che si apprendono da fonti terze (e quarte, e quinte, fino alle trecentesime, probabilmente). Mi fa piacere notare poi come le testimonianze che smentono Amato (testimonianze DIRETTE) sia imputate al folclore o alla chiusura mentale, quelle che invece fiancheggiano la sua tesi siano riportate come passi della bibbia.

    Per ultimo, voglio complimentarmi con il padrone di casa che non ha trovato di meglio da fare che rivolgersi a mia madre (a proposito di ruolo subalterno della donna e via stronzeggiando, eh?) e dandomi dell’ignorante e maleducato.

    Pienamente in sintonia col tono del discorso.

    By Alessio on Jul 13, 2007

  71. Azzo si è passati ai b-movies, facendo rivoltare nella tomba un po’ di gente. Consiglierei vivamente di leggere tutti i commenti prima di postare qualcosa, davvero. Lo dico a quelli che continuano a dire “non accadeva solo in Sicilia”. L’abbiamo detto almeno 20 volte :)
    .
    Caterina il tuo è un caso, è come dire che siccome i tuoi non sono divorziati…non esistono famiglie divorziate. Ma porc…, scusate! Che ragionamenti sono??? Vai a chiedere, dopo un omicidio di mafia o camorra in mezzo ad una piazza se qualcuno ha visto qualcosa. Cosa ti diranno?! Davvero, rileggetevi con calma i commenti, uno per uno, secondo me è conveniente.
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    @Alessio: io l’ho già detto che l’equivoco sta nella parola “tradizione”. Però io non direi “smentono” ma “smentiscono”, al massimo. Non sosterrei nemmeno il discorso adducendo scuse vittimistiche come i paragoni ai passi della bibbia ed al folclore; a meno che non hai altro da riportare se non queste parole. Più che dati di fatto in un discorso cosa serve dimostrare? Abbiamo capito che i tuoi antenati non picchiavano nessuno.
    Ma qui infatti nessuno ha affermato che i maschi della famiglia di Alessio menavano le donne per educarle; nemmeno che parlavano di dote o lenzuola della prima notte.
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    Separiamo il personale dalla storia vera e propria.

    By sonounprecario on Jul 13, 2007

  72. Alessio è che non sappiamo chi altri incolpare del fatto che ti comporti da ignorante e maleducato, nonostante tu sia stato avvertito con le buone più volte.
    .
    Ma poi la tua ultima uscita sull’inutilità della storia si è rivelata emblematica. Sei incapace di distinguere tra personale e storico, o forse non lo vuoi fare, perché le esperienze personali sono l’unico argomento che riesci ad esprimere a favore della tua tesi.
    .
    Di fronte ad un mondo che riconosce come assodato il maschilismo dell’identità arcaica siciliana, roba su cui si sono scritti libri (ti ho perfino indicato un link, tratto da un sito molto serio e documentato, leggilo visto che in precedenza non lo hai fatto: http://www.storialab.org/mafia.htm), il tuo unico argomento è dire “non è vero, perché i miei nonni non hanno mai menato nessuno”.
    .
    Di fronte ad un caso così non so più cosa fare se non scoppiare a ridere, cosa che – avrai notato – stanno facendo in molti.
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    Conosco quindicenni con più capacità dialettica e soprattutto più capacità di capire che c’è qualcosa al di fuori del proprio orticello familiare. E capire che una famiglia virtuosa non è un argomento nemmeno lontanamente sufficiente per diventare “storia” o “statistica”.

    By Suzukimaruti on Jul 13, 2007

  73. Ma perchè se lo dice Amato è storia e se lo dico io è solo un accadimento personale? ma leggeteli anche voi i commenti, e con attenzione.

    By Caterina on Jul 13, 2007

  74. Ciao ,
    sono Marco Saccenti, studente Scidecom di A.Toso.
    Ti ho visto al concerto dei Daft Punk alla Pellerina.
    Non ho letto ancora il tuo post e quindi non posso commentarlo.
    Ricordi la promessa..? un misero punticino in piu’ al prossimo esame di A.Toso!

    Saluti

    By MaRcO on Jul 13, 2007

  75. ..si, pero’ negare che i torinesi siano falsi e cortesi, mi pare un po’ eccessivo..

    By Manolo on Jul 15, 2007

  76. @Manolo: negarlo è impossibile: è una caratteristica del modo di essere del piemontese (non dei torinesi in particolare). Che poi sia una cosa che risalta a chi non è di queste parti, perchè associa l’eccessiva (anche se non è mai troppa) cortesia usata anche in momenti in cui pare fuori luogo ad una volontaria presa in giro (appunto la falsa cortesia), è un’altra cosa.
    Però se qualcuno si offende a sentir parlare di “falsi e cortesi”, è un pirla che: o è in buonafede e non si accorge di ciò che ha intorno, o è in malafede e non vuole ammettere l’evidenza, neanche fosse colpa sua…
    L’unica difesa che accetterei, da piemontese, potrebbe essere che ora il “fenomeno” si è molto diluito, a causa della progressiva integrazione di e con altre culture. Cosa che in molte altre paerti d’Italia non è, invece, avvenuta…

    By degra on Jul 15, 2007

  77. Completamente d’accordo con il tuo post, trovo pura ipocrisia nelle polemiche suscitate dalle parole di Amato.

    By viola on Jul 15, 2007

  78. Sta nascendo un nuovo genere:uomini di sinistra razzisti. Che Iddio ci scampi!

    By Ueuè on Jul 16, 2007

  79. Ueuè, non dire stronzate.

    By Suzukimaruti on Jul 16, 2007

  80. Grazie per aver cancellato l’ultimo commento (sabato 14, a mezzogiorno).

    Sempre un signore.

    By Alessio on Jul 16, 2007

  81. nessuno ha cancellato alcun tuo commento
    paranoia?

    By Suzukimaruti on Jul 16, 2007

  82. e se per caso non ti si pubblica, giralo via mail all’indirizzo del blog e sarà pubblicato

    By Suzukimaruti on Jul 16, 2007

  83. Suzuki, ’sta cosa è diventata stucchevole.

    Prendo per buona la spiegazione, fino a ieri il commento era lì, in bella mostra, non fa niente. Lo riposterei, ma io i commenti non li salvo, e da sabato ad oggi (per di più su un computer diverso) mi sa che l’ho sommerso da altri miliardi di parole.

    Pazienza, non avrebbe cambiato nè le sorti del mondo nè quelle della discussione.

    Amici come prima.

    By Alessio on Jul 16, 2007

  84. Trovo assai strana la polemica iniziata qui, e anche il fatto che non ci sia mai stato risposta alla domanda banale sul ruolo della donna nel “Nord”, (i.e. non soltanto nel “profondo nord rurale”). Negare le violenze e i soprusi del passato è un fatto strano, ma m’incuriosisce in particolare quest’aspetto. Sono straniero e meridionale insieme (e anche di varie altre zone, sebbene ora vivo a Torino da un po’, suzuki già conosce le mie bizzarrie genealogiche) e credo che, almeno dal mio punto di vista esterno, ci sia una sottile differenza nei due tipi di maschilismo mostrati in Italia, che poi sono vagamente riconducibili alle aree geografiche battezzate “nord” e “sud”. La frase di spider sulle società matriarcali (Storicamente le società matriarcali non rispetta le donne in quanto tali. Rispettano le donne che assumono tale ruolo.) mette parola a una quasi verità, naturalmente usando quello strumento retorico fondamentale del revisionismo e falsificazione storica chiamato negazione dell’antitesi, cioé negando di menzionare la conclusione di un discorso. La società matriarcale che impone un ruolo alla donna è considerata dalle postfemministe (una cosa per tutti: il femminismo è morto da vent’anni, se volete parlare di oggigiorno parliamo con termini contemporanei almeno) la società che rispetta di gran lunga più onesta, perché intrisa nella sua teoria di base e nell’assioma di costruzione societaria c’è il fatto che uomo e donna sono costruzioni sociali e non naturali, perciò le persone si devono rifare al modello di costruzione (per avere una spiegazione migliore di questa teoria basta guardare Thelma e Louise: la donna si emancipa quando riesce a vivere il ruolo maschile: in psicoanalisi si direbbe spostamento), mentre il maschilismo “nordico” (che quotidianamente mi sciocca stando qui e vedendo i rapporti e le storie generazionali che sento) si basa sul “oggetto naturale” donna. Il problema del secondo sistema è che non ci può essere una vera emancipazione perché com’è noto da persino i peggior teorici sociali “la natura non si cambia”. Ci sarà una ragione per la quale negli ultimi vent’anni tutte le battaglie per le pari opportunità siano passate al fronte di far riconoscere le costruzioni sociale come tali (per chi fa finta di essere di sinistra: la decostruzione dei modelli sociali dovrebbe essere la base della teoria di sinistra, non il mantenimento gerarchico sociale sotto forme diverse dal passato). Ripeto io non nego niente, anzi so bene e parlo per me stesso che il ruolo della donna per esempio in sardegna quarant’anni fa era di totale abuso, immagino che fosse simile in Sicilia sebbene non voglio parlare di una realtà che non conosco bene. La divisione tra i due tipi di maschilismo spiega anche la differenza tra le storie familiari e la cosidetta ricostruzione storica “oggettiva” (Suzuki, da te proprio non me la aspettavo questa, sai bene e meglio di me che non si usa mai la parola oggettivo nella storia, tutto si basa sul punto di vista teorica e filosofico, se no perché esisterebbe la sinistra?), perché in una società matriacale dal modello maschilista, si parla non della donna oggetto ma di ruolo (non so quanto volte in sardegna ho sentito, “però la donna in casa comandava”), mentre dal tuo punto di vista è proprio questo il male. Però quando si fa un’analisi sociale storica si deve usare la cosiddetta linea di profondità (immagino che nel tuo esame te l’avranno fatto fare), cioé si studia dal punto di visto contemporaneo (e perciò comparativo) il cambiamento societario. Se no è roba da aneddoti o di sociologia alla Woolf. Ripeto, tenendo conto del fatto che non si vuole fare assolutamente utilizzo del negazionismo, la domanda dev’essere, come hanno questi modelli societari influito sulla possibilità di un’emancipazione femminile. Per favore, non ditemi che nel Nord, e qui parlo di nuovo di visione dovuta all’esperienza personale (altra cosa Suzuki, scusami, ma mi hai un po’ infastidito con vari punti: com’è possibile provare a sostenere la validità della ricostruzione culturale e non di quella dovuta all’esperienza personale, quando qualunque studio che utilizza l’uno, di necessità assiomatica fa riferimento all’altra.) Un’ultima cosa per Suzuki poi: la storia culturale non si usa per formulare teorie sociali MAI (anzi questo concetto è proprio uno degli anatemi dei “culture studies”), bensì si cala nello studio storico/politico (nel senso vero del termine, non quello becero dei giornali) per completare un quadro. Ne si utilizza soltanto il contenuto dei prodotti culturali, ma anche l’analisi della forma e dell’autorialità delle opere.

    By Wanderer on Jul 16, 2007

  85. sono siciliano, ho vissuto per 7 anni a torino e gli ultimi tre ho convissuto con una torinese (d.o.c.) spesso ho mangiato a casa dei suoi.

    nel frattempo

    mio padre (siciliano) sa a mala pena farsi un panino imbottito, e non sa che differenza c’è tra una spugna per i piatti e una per lavarsi sotto la doccia (lavorando 10 ore al gg fuori casa).
    ma, per esempio, non si è mai permesso di offendere e dare dell’idiota a mia madre (siciliana) così, per sport o per fare il simpatico.

    MENTRE

    questa era pratica comune (l’offesa gratutita intendo)del padre della mia ex ragazza che non faceva altro con sua moglie (piemontesi DOC).
    per esempio nè….

    saluti

    By mha... on Jul 16, 2007

  86. dimenticavo…

    nonstante quanto scritto sopra adoro torino:D ora come ora credo sia l’unica città italiana dove vale la pena vivere. ..

    By mha... on Jul 16, 2007

  87. Ecco Wanderer, questa della contrapposizione tra un modello di maschilismo “sociale” e uno di tipo “naturale” è una questione che mi piacerebbe approfondire

    By spider on Jul 16, 2007

  88. Sì, è un’interessante modo di distinguere due cose differenti e reali.
    E ha ragione mha: la stessa cosa succede nella mia famiglia (e in molte altre, da queste parti), però c’è una differenza: gli “insulti” (che poi tali non sono sempre) sono “liberi”, cioè vanno da marito a moglie, ma anche viceversa. Nessuno tace perchè è (o si sente, o dev’essere) sottomesso: quando qualcosa non (ci) piace, si manifesta la cosa “amabilmente insultando” l’altra persona.
    Ma non solo la moglie o il marito, ma anche i figli.
    E da sempre.
    Gli unici che venivano rispettati (nei tempi passati, fino agli anni ‘50) erano gli anziani: la moglie e i figli davano del voi ai genitori del marito/padre.
    Questo in Piemonte, regione natale di mio padre.
    In Liguria, invece (da dove proviene mia mamma), era simile, ma anche la moglie dava del voi al marito (in tempi ancor precedenti).
    Ma senza gli “insulti”.

    Il problema, però, del post non è se fosse solo la Sicilia il posto in cui la donna veniva maltrattata o se la condizione femminile fosse povera anche in altre regioni, ma il fatto che non si possa negare che là lo era (come in altre regioni).
    Che, poi, ci sia differenza tra sottomissione psicologica e fisica, è abbastanza ovvio. Sbagliate entrambe, ma se la cultura locale prevede che la donna che si sposa debba essere sottomessa al marito, negli anni questo diventa un’abitudine.
    Le botte e gli omicidi giustificati dal disonore subito, non potranno mai essere un’abitudine…

    By degra on Jul 16, 2007

  89. ho letto tanti dei vostri commenti e devo dire che alcuni di voi si sono riferiti a dati oggettivi piuttosto che basati su voci sentite dire al bar….io tengo a dire che sono siciliana..e sono orgogliosa di appartenere a questa meravigliosa terra che molti conoscono solo come la terra dei mafiosi….la MIA ISOLA è fatta dalla gente che vi abita,che la mattina si reca a lavorare onestamente,che ha voglia di farsi sentire dal resto d’italia per quello che vale e non per il passato che ha vissuto….doloroso per quanto possa essere noi non vogliamo dimenticarlo anzi non possiamo…ma si deve trovare il coraggio di costruire sugli errori la nuova sicilia.Rispetto a 40 anni fa molte cose sono cambiate,ma certe mentalità persistono ancora…i cambiamenti così radicali richiedono molto tempo.Il ministro Amato ha fatto un paragone con il Pakistan,che personalmente non discuto.Le mie nonne mi raccontano che nel mio paese molte ragazze per semplice piacere di un uomo,venivano rapite e da quel momento appartenevano al loro rapitore,nessun altro infatti sognava di poterle avere perchè ormai erano “sporche”…ma una ragazza ebbe il coraggio di ribellarsi..e sulla sua scia le altre…passa tempo ma le cose si superano.Non si possono dare per assolutamente vere o false alcune cose,perchè comunque hanno caratterizzato un paese,non devono ripetersi ma non possono essere dimenticate

    By francesca on Jul 17, 2007

  90. da queste parti (leggi io) oltre che essere d’accordo con Giuliano Amato, che di solito è uno che dice anche verità scomode, siamo perfettamente d’accordo anche con te.
    ciao

    By ivan on Jul 18, 2007

  91. La cultura maschilista appartiene a tutta l’Italia. Dire che la Sicilia lo è di più perchè ci hanno fatto un film, è davvero deprimente! Come dire che i Romani antichi erano possenti e alti come nei film mitologici degli anni ‘60, quanto invece erano uno e 50 di media fino a quarant’anni fa! QUELLO E’ CINEMA: BALLE! Se confondiamo la realtà con le invenzioni dei media, ci siamo bevuti il cervello! Ma il problema è un altro: se un ministro dice una cosa razzista e infondata suscita in ogni caso un dibattito di aria fritta. Perchè tante persone saranno contente di sfogare i loro livori e frustrazioni insultando qualcuno e illudendosi di essere migliori…E’ terapeutico!

    Se io fossi ministro e dicessi che la cultura del norditalia è quella violenta e distruttiva di Pietro Maso che ammazza genitori per soldi, perchè i lombardi (e non gli ebrei come ritiene qualcuno) hanno inventato l’usura e hanno l’avidità di soldi mei cromosomi…avrei detto una stupidaggine molto vaga ma con un vaghissimo fondo di veridicità che avrebbe innescato un dibattito. Come questo. Inutile! E ci sarebbe stato un frustrato blogger Sola del meridione felice di inchiappettare i nordici, pronto a dire: Solidale col ministro Bonsuar!

    E giù diluvi di bla bla bla…
    Secondo me Amato ha solo detto una minchiata e bisognerebb evitare di dargli corda!

    By Bonsuar on Aug 2, 2007

  92. do’ un altro piccolo contributo di bla bla…è la prova del nove che dimostra che amato ha detto una minchiatona. Sicuramente infatti la supposta cultura maschilista siciliana non è inferiore a quella calabrese, campana, sarda, e della mia regione, la Puglia. Mi limito solo alle regione del sud, ma avendo parenti laziali ti assicuro che potrei spingermi oltre. Tu stesso poi ha citato il Veneto contadino (e il Friuli no?)…Eppure qui si parla solo di Sicilia. Per via di Monica Vitti con la pistola? (che tra l’altro la Vitti è cesciuta a messina e non è poi tanto repressa). I siciliani si sentono imputati e ovviamente si difendono. Questa è la prova che dire stupidaggini generiche crea solo un capro espiatorio: tranne che tu mi dimostri che in tutte le regioni che ti ho citato non c’era la stessa cultura. O non c’era forse Lando Buzzanca…

    Quanta fatica sto facendo stanotte per spiegare a me stesso come può inquinare l’aria fritta!

    E se a quelle regioni ci aggiungi le altre, dove in ogni caso vigeva il codice Rocco sul delitto d’onore: saranno state un po’ meno maschiliste, ma se uno ha una gamba amputata no puo’ certo gioire perch altri ne hanno due monche!

    Ti rendi conto adesso quanto stupido il “processo alla Sicilia”, e di come sia giustificata la rabbia dei siciliani contro il professorino cretino, per giunta di origine siciliana? (minchione doppio: forse lo hanno fatto traslocare per questa ragione!)

    Buonanotte: guarda meno film magari e vienici a trovare nel Sud!

    By Bonsuar on Aug 3, 2007

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