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	<title>Suzukimaruti &#187; Musica</title>
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	<description>Oui, je suis un relativiste</description>
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		<title>Intro the groove: riflessioni spezzettate sul prodotto musicale (finora) più interessante del 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 23:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[420 intros]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel desolante panorama radiofonico nostrano l&#8217;unica ancora di salvezza è rivolgersi all&#8217;estero, tanto c&#8217;è la Rete. E se non c&#8217;è la Rete c&#8217;è il satellite. Insomma, ci si aggiusta. 
Già sapete che qui si ha una passione sperticata per Radio Nova, che personalmente considero la migliore radio al mondo per programmazione musicale, creatrice di uno stile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel desolante panorama radiofonico nostrano l&#8217;unica ancora di salvezza è rivolgersi all&#8217;estero, tanto c&#8217;è la Rete. E se non c&#8217;è la Rete c&#8217;è il satellite. Insomma, ci si aggiusta. <br />
Già sapete che qui si ha una passione sperticata per <a href="http://www.novaplanet.com" target="_blank">Radio Nova</a>, che personalmente considero la migliore radio al mondo per programmazione musicale, creatrice di uno stile tutto suo e senza pari, declinato in <a href="http://www.novaplanet.com/nova-shop/1,@,1,disques-nova-records.html" target="_blank">decine di compilation bellissime</a>.</p>
<p>L&#8217;altra grande passione radiofonica, condivisa con tanti amanti della musica, è <a href="http://www.bbc.co.uk/radio1/" target="_blank">Radio One della BBC</a>, che di fatto è la bibbia per chiunque segua la musica anglosassone in tutte le sue incarnazioni. E&#8217; la radio da ascoltare, insomma, per essere informati su cosa succede nel mondo della musica, ovviamente con largo anticipo sul resto del mondo. </p>
<p>Circa un mese fa, per la precisione il 2 febbraio, <a href="http://www.bbc.co.uk/radio1/robdabank/" target="_blank">la trasmissione di Rob Da Bank</a> su Radio One ha ospitato i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Soulwax">Soulwax</a> che, per i non informati musicalmente, sono un duo che ha riportato il Belgio sulla mappa dell&#8217;elettronica cool europea dopo anni di latitanza (può sembrare strano, ma <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Electronic_body_music" target="_blank">c&#8217;era un periodo in cui il Belgio era una delle capitali della musica elettronica mondiale</a>) e, soprattutto, ha sdoganato commercialmente l&#8217;arte del mashup, cioè l&#8217;ibridamento tra brani musicali fatto di collage, sovrapposizioni, ecc. </p>
<p>Il 2 febbraio si sono presentati ai microfoni della BBC con un&#8217;idea notevole: fare un&#8217;ora intera di mix composta da soli intro di canzoni. E in 60 minuti di mix ne hanno messi ben 420, intitolando tutto &#8220;Introversy&#8221;.</p>
<p>Mi spiego meglio: in 3600 secondi questi signori hanno messo 420 inizi di canzoni di ogni epoca, non limitandosi a piazzarli uno dietro l&#8217;altro, ma facendone un mix creativo, bellissimo.</p>
<p>Se volete godervi l&#8217;ora mixata più intelligente del 2009,<a href="http://www.megaupload.com/?d=MFPSSP40" target="_blank"> potete scaricare il file direttamente qui </a>e la tracklist è <a href="http://kevinenjoyce.com/soulwax/forum/viewtopic.php?id=97" target="_blank">qui</a> (su 420 brani è facile perdere il segno, quindi conviene seguirla con attenzione).</p>
<p>Se fino a qualche tempo fa la massima avanguardia musicale generata dalla diffusione di massa dei computer e dei software &#8220;per suonare&#8221; era la cultura del mashup, il mix di 420 intro di quei diavolacci dei Soulwax sposta la frontiera un po&#8217; più in là.</p>
<p>Sì, perché al di là di uno dei mix più originali mai ascoltati (se la gioca col mitico mix di Fatboy Slim fatto tutto di dischi suonati alla velocità sbagliata), i 60 minuti dei Soulwax sono un perfetto manifesto sul concetto di invenzione e di produzione culturale nel 2009.</p>
<p>E&#8217; opinione diffusa che nel mondo globalizzato e iperconnesso nessuno inventa più nulla: per quanto uno si sforzi ad inventare qualcosa, nel 99% dei casi qualcuno l&#8217;ha già fatto prima e meglio. <br />
In generale nell&#8217;arte del djing e più in particolare nel caso di &#8220;Introversy&#8221;, la creatività non sta nella produzione di materiale, ma nel suo uso o, meglio ancora, nel suo assemblaggio creativo. <br />
E&#8217; la vittoria, per necessità o per volontà?, del &#8220;come&#8221; sul &#8220;cosa&#8221;, uno spostamento di focus che, in altre forme artistiche, è avvenuto da decenni, almeno nelle avanguardie.</p>
<p>Di mezzo c&#8217;è la cultura &#8220;Blob&#8221;, per cui non poca parte del divertimento portato dal mix è dato dall&#8217;accostamento tra i vari intro: si percepisce un&#8217;intelligenza divertita, che a volte associa i pezzi per titolo, altre volte per pura somiglianza sonora o per contrasto, o per genere.  </p>
<p>Volendo, &#8220;Introversy&#8221; è anche un bel gioco dalle parti del marketing: le modalità di costruzione e presentazione di un oggetto ne diventano il principale veicolo comunicativo portando all&#8217;estremo il concetto per cui qualsiasi esecuzione musicale è contemporaneamente oggetto ed &#8220;evento&#8221;.</p>
<p>Intellettualizzazioni a parte, è innegabile il fatto che il mix di 60 minuti prodotto dai Soulwax sia qualcosa di musicalmente notevole, perché di fatto è una raccolta eclettica di citazioni musicali (si spazia da sconosciuti produttori di kraut rock a &#8220;Primavera/Stop Bajon&#8221; di Tullio de Piscopo, passando per Celentano, i MGMT, la peggior disco canadese e i Rolling Stones) in cui tutti prima o poi si ritrovano.</p>
<p>Come molta arte contemporanea e di massa, i 60 minuti dei Soulwax sono anche un&#8217;opera aperta&#8221;. Di fatto c&#8217;è chi può limitarsi al puro intrattenimento: è una bella ora, tiratissima, mixata in modo divertito e divertente, che si può perfino quasi ballare, se si è disposti a cambiare spesso ritmo <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Gli appassionati di musica con propensione alle attività scacciafiga possono anche divertirsi a riconoscere i singoli intro (ho fatto giusto un viaggio Torino-Milano con Giorgio Valletta, pompando a volume 11 il mix e giocando ad &#8220;indovina l&#8217;intro&#8221;, ovviamente ricorrendo alla tracklist nei casi impossibili) e gustarsi le decine di ammiccamenti, inside jokes, ecc. che i due belgi meno noiosi del pianeta hanno prodotto.<br />
E i blogger in vena di menate possono produrre un bel po&#8217; di intellettualizzazioni, perché tanto sono sì e no al ventesimo ascolto in meno di un mese.</p>
<p>Certo è che un mix così, fatto tutto di parti di canzone, anzi di una sola parte, frantuma ancora di più il concetto di musica nel 2009. Insomma, fino a qualche tempo fa era ancora forte in noi la cultura dell&#8217;album, cioè dell&#8217;opera completa, su un supporto fisico, con una durata specifica e un mercato ben definito. Poi ci è scoppiato tra le mani il boom della musica digitale e il concetto di album, spiace dirlo, ma è in lento declino: ha molto più senso l&#8217;idea di playlist, soprattutto in un&#8217;epoca in cui ormai i brani si comprano singolarmente, come decenni fa si faceva con le sigarette. </p>
<p>I Soulwax &#8211; ok, per gioco &#8211; fanno ancora di più: spezzano perfino l&#8217;unità del brano, ne scelgono un pezzo &#8211; l&#8217;inizio &#8211; e ne esaltano le caratteristiche (ed è bellissimo notare come l&#8217;intro di un brano possa essere un manifesto di quello che verrà dopo o una deviazione completa, un depistaggio, un contrasto, una citazione, una trappola, ecc.), compiendo un&#8217;operazione di iper-selezione e moltiplicazione che era avvenuta giusto col primo hip-hop, quello che ancora si faceva con pochi soldi, 2 giradischi ed un microfono, andando alla ricerca dei break ritmici da mettere in loop per costruire le basi.</p>
<p>Se già mi piacevano i <a href="http://www.soulwax.com" target="_blank">Soulwax</a> (e mi piacevano già tanto: date un&#8217;occhiata <a href="http://www.soulwax.com" target="_blank">al loro sito ufficiale</a>, che è composto incredibilmente di loop multimediali in sequenza, usando per una volta Flash in maniera intelligente), beh ora mi piacciono ancora di più. E dire che non c&#8217;è una singola nota, in quei 60 minuti di mix, che sia stata prodotta da loro. Se non è post-post-post moderno questo&#8230;</p>
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		<title>Ukulele is the new cowbell</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 17:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[danielle ate the sandwich]]></category>
		<category><![CDATA[folk]]></category>
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		<description><![CDATA[Da queste parti le infatuazioni musicali sono come i fidanzamenti e sono tutti colpi di fulmine. In sostanza tu sei lì bello tranquillo che fai la tua vita e d&#8217;improvviso entra nei tuoi giorni una &#8220;lei&#8221; che ti scombussola tutto, che ti getta nel mare, ti viene a a salvare, ecc.
E tu reagisci di conseguenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da queste parti le infatuazioni musicali sono come i fidanzamenti e sono tutti colpi di fulmine. In sostanza tu sei lì bello tranquillo che fai la tua vita e d&#8217;improvviso entra nei tuoi giorni una &#8220;lei&#8221; che ti scombussola tutto, che ti getta nel mare, ti viene a a salvare, ecc.</p>
<p>E tu reagisci di conseguenza, la presenti agli amici, la ami appassionatamente per giorni e poi scopri che &#8211; musicalmente (perché nella vita reale le tue dinamiche sono ben altre) &#8211; sei una brutta persona, perché la lasci non appena il destino te ne porge un&#8217;altra e non è detto che sia necessariamente migliore. Basta che sia diversa. </p>
<p>La vecchia musa di prima non è che sparisce: viene relegata giustamente al ruolo di revival e suonata sempre preceduta da un &#8220;ti ricordi?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima infatuazione musicale di cui si ha traccia da queste parti <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/10/little-boots-la-mia-musa-del-momento/" target="_blank">è Little Boots</a>. Temo lo ricordiate tutti perché ho vagamente insistito nel propinarla a tutti. Ora la ragazzina è famosa, è lanciatissima e sta giustamente raccogliendo il successo che, pochi, carbonari e pionieri, le tributavamo quando &#8220;<a href="http://discodust.kalorie.org/Little%20Boots%20-%20Stuck%20On%20Repeat.mp3" target="_blank">Stuck On Repeat</a>&#8221; era solo un mp3 che girava per la Rete.</p>
<p>Ora che la storia con Little Boots è finita (ci sentiamo ancora ogni tanto, cioè io sento lei se il lettore mp3 mi fa la grazia), ecco la mia nuova musa. Tutto il contrario di quella vecchia. Come passare da una bruna ad una bionda, da una introversa ad un&#8217;estroversa, ecc. </p>
<p>Lei si chiama Danielle, ma artisticamente la conoscono tutti (&#8230;) come <a href="http://www.youtube.com/user/daniellesmagic" target="_blank">Danielle Ate The Sandwich</a>. E ha una caratteristica che balza subito all&#8217;occhio: è bellissima, ma di una bellezza per solutori più che abili, che richiede di provare ad immaginare la donna che si cela sotto gli occhiali, sotto gli abiti dimessi e sotto il look volutamente da sfigatona. </p>
<p>Se esiste una versione musicale di Liz Lemon/Tina Fey, Danielle è la candidata numero uno. Niente balletti alla moda, niente look da strafiga, niente pose da diva e modernità elettroniche da classifica. La ragazza sforna un folk che è esagerato definire minimale.</p>
<p>Forse fa la musica più ombelicale al mondo, la più casalinga, la più intima possibile. Il tutto con un&#8217;ironia, una leggerezza calviniana e una malcelata consapevolezza naif per cui &#8220;goffo&#8221; e &#8220;carino&#8221; possono a volte essere un binomio killer se si tratta di colpire un uomo al cuore o alle orecchie. Se spennellate il tutto con l&#8217;ironia consapevole con cui condisce le sue performance, con le mezze risate che provoca, con la consapevolezza che traspare negli ammiccamenti dei suoi video, capirete perché Danielle Ate The Sandwich è lì sul piedistallo come musa del momento.</p>
<p>D&#8217;altronde cosa pensare di una chanteuse che produce una cover di &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7SfQVoMGxfw" target="_blank">Dream A Little Dream Of Me</a>&#8221; e, invece che fare le moine da vamp, pensa bene di cantarla accompagnandosi con un ukulele, usando come luci di scena nientemeno che il lumino del suo frigorifero di casa?</p>
<p>Ecco, l&#8217;ukulele. Parliamone. Per anni ho pensato che fosse uno strumento puramente etnico o un orrido souvenir per turisti alla ricerca di tropici un po&#8217; meno tristi del solito. Poi ho scoperto che esiste un network sotterraneo di ukulele-addicted, che non indulge in noiosità etno, ma usa la simpatica e non arboriana chitarrina per produrre musica occidentale, moderna, con un suono un po&#8217; alieno e un po&#8217; giocattoloso. Potrà sembrare strano detto da uno che considera la Roland 303 il più grande strumento mai costruito, ma la cosa funziona. </p>
<p>Non a caso Danielle ha <a href="http://www.youtube.com/user/daniellesmagic" target="_blank">un canale di YouTube che è tra i più visti in assoluto</a> (cosa notevole su Internet per una ragazza vestita), ha un album in uscita, <a href="http://www.myspace.com/danielleatethesandwich" target="_blank">un MySpace frequentatissimo</a> e va in tour per gli Stati Uniti di locale in locale, pare con altre sparring partner armate di ukulele con uno spettacolo chiamato &#8220;Hey, look! We play tiny things!&#8221;</p>
<p>Ma non sono solo la bizzarria e il look da sfigata che la sera del ballo di fine anno si rivela come la più bella della classe a fare di Danielle la mia musa del momento. Il fatto è che la figliola ha un gusto delizioso per le scelte musicali delle sue cover (ripescare &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=YZoqsfFGGPY" target="_blank">Rich Girl</a>&#8221; di Hall &amp; Oates è da applausi a priori, soprattutto se lo si fa tenendo in primo piano la copertina del relativo vinile) e, quando si tratta di produrre canzoni sue, uno stile unico nello scrivere i testi.</p>
<p>Personalmente impazzisco per &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=OFvrdDGNhXM" target="_blank">Ode to Optophobia</a>&#8220;, che è la canzone d&#8217;amore contemporaneamente più goffa e più intensa che abbia mai ascoltato in vita mia: un loop circolare mono-accordo in cui una ragazza si dichiara disposta a tutto (e non c&#8217;è una singola allusione sessuale in questo) pur di avere l&#8217;uomo dei suoi sogni. E chiude &#8211; scatenando l&#8217;effetto carineria ai massimi livelli &#8211; dicendo &#8220;&#8230;se (mi rispondi) di sì, ci vediamo domattina, se è no, ritenterò domani&#8221;, d&#8217;altronde</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>when obsessed by a man what is a girl to do<br />
than dress-up cardboard cutouts and pretend that they are you</em>&#8220;</p></blockquote>
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<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/OFvrdDGNhXM" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OFvrdDGNhXM"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=OFvrdDGNhXM">Download!</a></div>
</div>
<p>In un mondo ragionevole su  questo verso tutti i non duri di cuore si dovrebbero sciogliere miseramente, ma si sa che le avversità di questi anni ci hanno un po&#8217; incattiviti, quindi al limite ci inteneriamo, ma è già un bel segno.</p>
<p>Quel che resta, alla fine, è una musa che &#8211; da quando Beck lo ha giustamente gettato per fare altro e pure bene &#8211; si prende di diritto lo scettro di loser e se lo tiene lì, accanto all&#8217;ukulele, ricordandoci che le ragazze con gli occhiali continuano ad essere inesorabilmente le migliori.</p>
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		<title>Signore dei dischi, servirebbe un miracolo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 22:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[collezione musicale]]></category>
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		<description><![CDATA[Tanto tempo fa, quando trasmettevo in una nota radio militante torinese, mi era stato attribuito il ruolo di &#8220;addetto all&#8217;archivio discografico&#8221;.
Era il classico lavoro rognoso, che implica fatica aggiuntiva a fronte di zero soldi in più e prevedeva, tra l&#8217;altro, una dedizione certosina ai dischi vecchi e nuovi che transitavano per le sporchissime stanze dell&#8217;emittente.
[divagazione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tempo fa, quando trasmettevo in una nota radio militante torinese, mi era stato attribuito il ruolo di &#8220;addetto all&#8217;archivio discografico&#8221;.</p>
<p>Era il classico lavoro rognoso, che implica fatica aggiuntiva a fronte di zero soldi in più e prevedeva, tra l&#8217;altro, una dedizione certosina ai dischi vecchi e nuovi che transitavano per le sporchissime stanze dell&#8217;emittente.</p>
<p>[divagazione: non uso il verbo "stazionavano", visto il tasso con cui i suddetti dischi venivano trafugati, cosa che peraltro faceva inorridire tutti noi collezionisti, giacché appena un CD o un vinile arriva in radio viene riempito di adesivi, scritte a pennarello, ecc. per renderlo non appetibile ai ladri e ci sembrava oltraggioso che qualcuno potesse tenersi in casa un disco con la copertina pasticciata]</p>
<p>Per me in verità era una manna dal cielo. In effetti cosa potevo desiderare di più? Migliaia di vinili e cd da maneggiare, la possibilità di riordinare intere discografie, scoprire gemme nascoste negli scaffali, ecc. Un lavoro solitario in mezzo a montagne di dischi: il sogno di una vita per un musicofilo misantropo.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL GOVERNO DELLE REGOLE</strong></p>
<p>Sì, ok riordinare dischi non propri sta al possederli tanto quanto la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Table_dance" target="_blank">table dance</a> sta al fare sesso, ma in ogni caso era un&#8217;esperienza che ad un nerd musicomane non poteva che fare piacere, anche perché mentre riordini i dischi se vuoi te li ascolti.<br />
Ed è così che ho riempito un bel po&#8217; di lacune musicali, scoperto nuovi gusti, approfondito vecchie perversioni sonore e saziato indicibili curiosità, in modo ossessivamente &#8220;completista&#8221;.</p>
<p>Al di là delle competenze fondamentali richieste (capirne di musica e saper mettere su un database, all&#8217;epoca in dbIII), fare un database di musica non è facile, perché prevede coerenza (il gruppo di Michael Stipe e soci lo chiamiamo REM o R.E.M.?), l&#8217;imposizione di regole editoriali (i gruppi musicali vanno tutti senza il &#8220;the&#8221; davanti? O alcuni, tipo The Shamen, devono averlo e altri no?), la risoluzione di dilemmi che vanno avanti da decenni (consideriamo le due incarnazioni degli Isley Brothers due gruppi distinti o uno solo? E Sly And The Family Stone si archivia per cognome come i dischi solisti di Sly Stone o è il nome di un gruppo?) e in generale una certa uniformità nel trattare il dato.</p>
<p>All&#8217;epoca, impietosita dallo strato di polvere che mi ricopriva da mesi e dal mio rimuginare solitario tra pile di 45 giri white label (tra cui un 45 giri floscio, di quelli che dava in premio la Settimana Enigmistica, con sopra un pezzo cantato da Battiato, che pare sia rarissimo; chissà che fine ha fatto), la proprietà della radio mi affiancò un collaboratore.</p>
<p>Era una sorta di &#8220;lavoratore socialmente utile&#8221; credo in cura psichiatrica, ma con un passato molto rock&#8217;n'roll, quantomeno negli aspetti devianti. Infatti fumava costantemente, sembrava sempre sulle soglie di un&#8217;overdose e ricordava vagamente il fratello stempiato di Slash dei Guns&#8217;n'Roses.</p>
<p>Viste le sue condizioni, il &#8220;matto&#8221; fece un lavoro non da poco, smazzandosi tutto l&#8217;archivio dei vinili S-Z (e non capendo le mie vanitose inside jokes su Barthes), ma purtroppo anche adottando regole editoriali completamente diverse dalle mie, per cui ad esempio gli Smiths in vinile erano archiviati come The Smiths, mentre in CD (dove avevo messo mano io) erano Smiths, senza articolo. Sembra una cavolata, ma ti incasina il database. Corressi il tutto a suon di bestemmie, perché gli archivisti sono analritentivi per definizione e su certe cose non ci dormono la notte.</p>
<p> </p>
<p><strong>TOYS IN THE ATTIC</strong></p>
<p>Qualche anno dopo, verso la fine degli anni Novanta, è iniziato il boom della musica digitale e ho accumulato, col tempo, una collezione di musica in mp3. Quando quest&#8217;ultima si è fatta voluminosa mi è tornato in mente il matto rock&#8217;n'roll. </p>
<p>Sì, perché ho dato un&#8217;occhiata agli mp3 che vedo qui sul mio iTunes ed è una strage, un dramma.<br />
Già, perché a pescare musica in giro finisce che chiunque dice la sua e ogni singolo file ha una struttura, una denominazione, un contenuto dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/ID3" target="_blank">tag ID3</a>  (cioè le informazioni accessorie sui file audio, tipo il titolo, l&#8217;autore, l&#8217;anno, il genere, ecc.) assolutamente improvvisato e corrispondente ai gusti e allo stile di chi ha creato il file. <br />
E ci sono pure un bel po&#8217; di file con la denominazione sbagliata. Per dire, ho scaricato tutto &#8220;Rubber Soul&#8221; dei Beatles (che pure possiedo in originale in almeno 3 copie, tra vinili e CD) e colui che ha inizialmente ha condiviso i file ha deciso che i Fab Four si chiamano Beattles, con due &#8220;t&#8221;. <br />
Ma c&#8217;è di peggio, per esempio un mp3 rimediato da un tizio convintissimo che &#8220;Stairway To Heaven&#8221; sia un pezzo degli Yes (inorridisco solo a pensarci).</p>
<p>Insomma, con gli mp3 c&#8217;è la babele, c&#8217;è disordine, c&#8217;è caos e la collezione musicale rischia di trasformarsi in una sorta di soffitta sovraffollata in cui accumuli di tutto ma alla rinfusa. La cosa peraltro si accentua se i tuoi gusti sono vagamente disomogenei ed è facile che nella cartellina Musica convivano b-side di Jeremy Steig, sigle dei Muppets in tedesco e mappazze da 25 minuti di ambient radicale della scena tape filippina.</p>
<p>E se sei uno scaricatore compulsivo magari ti ritrovi con un mp3 pescato chissà dove, intitolato &#8220;track1.mp3&#8243;, senza tag ID3 e passi le notti ad arrovellarti per capire chi ne è l&#8217;autore, pur sapendo che non ce la farai mai e non dovevi per forza scaricare tutto l&#8217;archivio di quel sito specialistico sul funk colombiano, senza almeno curarti di dare un nome agli mp3 che tiravi giù.</p>
<p>Col tempo le ho provate tutte. In giro, per esempio, è pieno di software che ti aiutano a ripulire i tag ID3 (e i nomi dei file) e a renderli coerenti. Ma ovviamente vanno alimentati a mano: prendi i file di una determinata cartellina, gli dici a che album corrispondono e &#8211; con un po&#8217; di fatica &#8211; il sistema aggiusta il tutto, rende i nomi di file omogenei, corregge i tag e rimette tutto in ordine.</p>
<p>Peccato che una soluzione simile funzioni praticamente solo se hai interi album scaricati in mp3 e se gli dici tu autore e titolo di ogni album. Se, come capita a molti, il 90% della tua collezione è costituito da singoli file presi qua e là, difficilmente riconoscibili anche dopo un ascolto, sei rovinato perché un programma così può fare ben poco.</p>
<p> </p>
<p><strong>MIRACOLO, MIRACOLO</strong>!</p>
<p>Anzi, eri rovinato.<br />
Sì, perché finalmente è nato <a href="http://www.tuneupmedia.com" target="_blank">TuneUp</a>, software che mi sta letteralmente risistemando la collezione musicale.</p>
<p>Non ho bene idea di quale magia ci stia dietro (funziona e non mi chiedo come, ho un approccio fideistico alle soglie dell&#8217;ottusità religiosa), ma TuneUp fa una cosa meravigliosa: &#8220;capisce&#8221; che brani hai e automaticamente gli corregge i tag ID3. E già che c&#8217;è scarica pure l&#8217;album-art (la copertina).</p>
<p>Da quanto ho capito il segreto di TuneUp è la sua capacità di analizzare l&#8217;impronta audio di un file e confrontarla con un gigantesco database musicale, capendo  - a seconda di come è fatto &#8211; a che brano musicale corrisponde. E&#8217; incredibile, ma funziona, funziona, funziona!!!</p>
<p>Quindi da qualche giorno, alimentando TuneUp a palate di 500 mp3 per volta, il programmino si mette lì, macina per alcuni minuti e poi &#8211; lasciandomi ogni volta a bocca aperta con uno stupore farlocco da odioso bambino della pubblicità della Bauli &#8211; inizia a sistemarmi i brani, azzeccando autore, titolo, anno d&#8217;uscita, album di appartenenza, genere musicale, ecc. E&#8217; pure abbastanza intelligente (per dire, cataloga come genere &#8220;surf&#8221; solo i dischi surf dei Beach Boys e non tutta la loro discografia) ed è aggiornato su cose tipo le edizioni speciali, i remaster, le versioni di dischi classici con track aggiuntive. Insomma, sa il fatto suo. Sembra di avere accanto una versione digitale di Giorgio Valletta, con doti sovrumane (che pure lui ha un po&#8217;).</p>
<p>Ovviamente non sono tutte rose e fiori. In primis, TuneUp è un software a pagamento. Ma si merita tutti i suoi 19$, perché è un programma unico nel suo genere e fa una cosa utilissima che nessun altro software fa.</p>
<p>In secondo luogo è un software che funziona solo se avete iTunes, anzi è una sorta di &#8220;parassita&#8221; di iTunes. E, pur essendo disponibile da quasi un anno per Windows, funziona bene solo su Mac (ovviamente Mac Intel con Leopard).</p>
<p>La versione per Windows è spinosa. La comprai mesi e mesi fa ma non ci fu modo di farla funzionare su nessuno dei tanti computer di casa. E va dato atto alla TuneUpMedia di essere stata onestissima: mi hanno rimborsato all&#8217;istante i soldi che avevo speso, senza batter ciglio e, anzi, ringraziandomi per il contributo.</p>
<p>Pare, tuttavia, che ad alcuni utenti Windows funzioni: non c&#8217;è modo di stabilire una configurazione ideale, perché pare che tutto dipenda dall&#8217;umore di iTunes per Windows (che è una fetenzia) e dalle paturnie di Windows stesso. Un po&#8217; mi diverte, questa piega empirica e ascientifica in un ambito esatto come l&#8217;informatica, ma valutate con cautela magari testando il tutto con la versione demo.</p>
<p>In compenso da qualche settimana è uscita la versione per OSX e funziona senza particolari problemi. Ci mette il suo tempo a ripulire la soffitta musicale, ma i risultati sono sorprendenti. <br />
Raramente mi sento di promuovere software a pagamento e closed source, ma in questo caso vale davvero la pena.</p>
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		<title>Quella emme di MTV (aka &#8220;Aridatece i videoclip!&#8221;)</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 01:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so più da quanti anni non guardo più MTV, ma so esattamente perché non la guardo e cosa mi ha fatto smettere di tenerla anche solo in considerazione: ignoro MTV dal giorno in cui hanno smesso di trasmettere video musicali.
Fateci caso e provate a passarci sopra facendo zapping. Nel 99% dei casi trovate una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so più da quanti anni non guardo più MTV, ma so esattamente perché non la guardo e cosa mi ha fatto smettere di tenerla anche solo in considerazione: ignoro MTV dal giorno in cui hanno smesso di trasmettere video musicali.</p>
<p>Fateci caso e provate a passarci sopra facendo zapping. Nel 99% dei casi trovate una porcheria, solitamente un finto reality con dei giovani mostruosi che ballano o una trasmissione americana piena di ggiovani rifattissimi che o piangono o ballano o flirtano. Oppure vecchie stagioni di serie Tv in cui ci sono giovani rifattissimi che ballano, piangono e flirtano a seconda delle puntate.<br />
E nel mezzo, come diversivo, qualche feature sui soliti VIP del mondo della musica, da Britney Spears in giù.</p>
<p>Stendo un velo pietoso sulle trasmissioni made in Italy (salvo rari casi, ma dio fulmini ora TRL e il suo pubblico) e continuo a pensare che, nei primi anni Novanta, MTV un po&#8217; ci ha cambiato la vita. E continuo a pensare che noi torinesi forse siamo stati più fortunati di tutti, perché una rete locale (Videogruppo) per anni ha preso il segnale di MTV UK (quella bella, con Ray Cokes, Davina McCall, Zig &amp; Zag, Party Zone, Chill Out Zone, Alternative Nation, ecc.) e l&#8217;ha trasmesso sulle sue frequenze, spesso interrompendolo crudelmente in orari impensabili per trasmettere orride pubblicità degli (allora) 144.<br />
Eri lì pronto a goderti l&#8217;unplugged dei REM o di Bjork (in un notevole vestitino corto giallo)? Ti partivano le casalinghe assatanate e ti dovevi adeguare. Ma, insomma, era una bella cosa.</p>
<p>Poi è nata MTV Italia e, a fronte di 24 ore al giorno del canale, c&#8217;era ben poco da gioire. Ora è una tv che di musicale non ha niente di niente ed è un peccato perché ci lavorano un bel po&#8217; di persone di talento e pure un bel po&#8217; di amici. Certo, uno può recuperare con i suoi canali tematici via satellite, ma non è la stessa cosa.</p>
<p>Fortuna vuole che sia nato da non molto un servizio che permette di tornare al vecchio spirito fondante di MTV, che oltre a farti venire voglia di fumare crack dovrebbe essere una televisione musicale.</p>
<p>E&#8217; nato, infatti, <a href="http://www.mtvmusic.com" target="_blank">MTV Music</a> (nome ridondante: a cosa serve la M del brand?), che altro non è che una sorta di YouTube casalingo di MTV in cui lentamente il colosso della videomusica sta riversando la versione digitalizzata di tutti i suoi video in archivio, inclusi quelli delle sussidiarie tipo VH1 e CMT.</p>
<p>Significa, insomma, che lì sopra ci saranno migliaia e migliaia di video musicali, vecchi e nuovi, peraltro fruibili in streaming in qualità decisamente superiore a YouTube. Il giorno che l&#8217;intero catalogo sarà digitalizzato ci saranno da fare i salti di gioia.</p>
<p>Per ora c&#8217;è già una base di video notevole. E c&#8217;è pure qualche pecca strutturale. La prima è che, mi pare, l&#8217;assortimento sia quello di MTV in versione americana. Quindi ben poca elettronica (ho provato a cercare qualcosa dei Future Sound Of London, ma niente) e molto più brutto rock melodico per wasp col mullet o hip hop moderno, da papponi. E i soliti anni Ottanta, che hanno rotto le balle già *negli* anni Ottanta.</p>
<p>Ci sono anche ingenuità tecniche, su tutte un motore di ricerca molto anni Novanta, esigentissimo per quanto riguarda lo spelling dei nomi dei gruppi. Cerchi i REM e non trovi niente. Devi mettere, come vorrebbe la regola, i puntini: R.E.M. Ed ecco che per magia puoi riascoltarti &#8220;<a href="http://www.mtvmusic.com/video/?id=9799" target="_blank">Pop Song 89</a>&#8221; e guardarti il video. Peccato sia la versione censurata. (con Bjork è peggio: vogliono la dieresi e via ad aprire la mappa caratteri).</p>
<p>Già, uffa, la mentalità è quella di MTV USA, super-puritana, pronta a riempire di biiiip ogni &#8220;motherfucker&#8221; e ogni fuck, motivo per cui rinunciate da subito all&#8217;idea di ascoltare i Rage Against The Machine o avranno talmente tanti bip da sembrarvi un gruppo della Warp.</p>
<p>Insomma, la mentalità è pessima, la realizzazione così così e l&#8217;archivio è quel che è, finora, e senza pesanti iniezioni da MTV UK non sarà niente di che. Però, nonostante tutti questi punti a sfavore, MTV Music è uno dei siti che cliccherò più ossessivamente nei prossimi giorni, non tanto per recuperare i grandi classici, ma per recuperare i video minori di cui ci siamo quasi dimenticati, in 30 anni di videomusica.<br />
Anche da brutte premesse possono nascere cose fondamentali. Speriamo cresca bene.</p>
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		<title>Il ticket De La Rocha &#8211; Morello</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 11:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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WPvideo 1.10


Download!

Dimenticatevi Obama-Biden e &#8220;nonno&#8221; McCain-&#8221;baciapile&#8221; Palin: questi sì che esprimono davvero lo spirito americano: figli dell&#8217;immigrazione (chi non lo è, negli Stati Uniti, nativi americani a parte?), talentuosi, preparati, un po&#8217; selvaggi, coraggiosi, capaci di parlare all&#8217;America working class (il momento in cui Morello fa il Mario Capanna parlando ai celerini è da antologia) [...]]]></description>
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<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=CYwzW2QFnwo">Download!</a></div>
</div>
<p>Dimenticatevi Obama-Biden e &#8220;nonno&#8221; McCain-&#8221;baciapile&#8221; Palin: questi sì che esprimono davvero lo spirito americano: figli dell&#8217;immigrazione (chi non lo è, negli Stati Uniti, nativi americani a parte?), talentuosi, preparati, un po&#8217; selvaggi, coraggiosi, capaci di parlare all&#8217;America working class (il momento in cui Morello fa il Mario Capanna parlando ai celerini è da antologia) e pure capaci di fare una barca di soldi.</p>
<p>E poi pensa che bello: un candidato presidente che in campagna elettorale ad ogni slogan fa seguire un riff di chitarra e accetta la nomination facendo stage diving sulle nonnine dell&#8217;Arkansas, opportunamente borchiate. E alle primarie vince la delegazione che poga più duro.</p>
<p>Vado ad asciugarmi il sudore.</p>
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		<title>E sappi che per me passerai la vita così, ad aspettare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 02:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto che Luca ha lanciato il sasso nello stagno elencando quelle che per lui sono le canzoni più tristi in assoluto, ecco qui per un sano ripple effect i miei 2 cents e qualche dritta per farsi venire il magone musicale.
Sì, perché si sa che non c&#8217;è niente di più bello (e risolutore) che essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/07/10/per-questo-canto-una-canzone-triste-triste-triste/" target="_blank">Luca </a>ha lanciato il sasso nello stagno elencando quelle che per lui sono le canzoni più tristi in assoluto, ecco qui per un sano ripple effect i miei 2 cents e qualche dritta per farsi venire il magone musicale.</p>
<p>Sì, perché si sa che non c&#8217;è niente di più bello (e risolutore) che essere di cattivo umore e contagiare il prossimo.</p>
<p>Mi sono fatto l&#8217;idea che il musicista italiano più triste in assoluto sia stato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Ciampi" target="_blank">Piero Ciampi</a>. Sì, un po&#8217; perché era alcolista e ogni concerto finiva in rissa col pubblico e perché i suoi dischi erano incredibilmente dei flop, nonostante fosse un poeta vero.  Ma soprattutto perché aveva la capacità di fare canzoni sulle situazioni e i sentimenti più tristi, umilianti e desolanti. Si ficcava in dei gineprai di contenuto incredibili e ne veniva fuori con grazia. Sempre.</p>
<p>Se penso ad una canzone come &#8220;<a href="http://www.suzukimaruti.it/audio/adius.mp3" target="_blank">Adius</a>&#8220;, che ritrae la scena di un uomo che, facendo la voce grossa e facendosi ridere dietro, tenta l&#8217;ultimo assalto disperato ad una donna che se ne sta andando per sempre, l&#8217;Oscar per l&#8217;esperto in martirio musicale è bello che servito. (e ditemi voi se non è un poeta immenso uno che scrive il verso &#8220;la tua assenza è un assedio&#8221; e lo butta lì in una canzone)</p>
<p>Però il meglio Ciampi lo dà con una canzone minore (cioè sono tutte minori, ma questa ancora di più, nonostante sia musicata in modo strepitoso dal suo compare Reverberi).<br />
Si intitola &#8220;Confesso&#8221; e per qualche assurdo misunderstanding spesso è citata come brano pacifista.</p>
<p>Invece è un brano sull&#8217;inerzia, sull&#8217;attendismo, sul fallimento, sul rimpianto. Agghiacciante e bellissimo. Merita <a href="http://www.suzukimaruti.it/audio/confesso.mp3" target="_blank">un ascolto</a> e una lettura del testo.</p>
<p><em>Io confesso<br />
che non ho fatto la guerra<br />
ed ho parlato alla gente<br />
come se fossi un eroe.<br />
Confesso:<br />
ho parlato per anni<br />
perché qualcuno capisse<br />
quello che sento.<br />
Stasera ti confesso.<br />
che sono entrato in un porto<br />
ed ho cercato una nave<br />
che mi portasse lontano.<br />
Non voglio più vedere le cose<br />
che mi hanno fatto sentire questo silenzio.<br />
E sappi che per me<br />
passerai la vità così ad aspettare.<br />
Stasera ti confesso:<br />
non ci capisco più niente,<br />
io voglio solo dormire<br />
per non vedere nessuno.<br />
E&#8217; tardi per pensare all&#8217;amore<br />
e per andare sui monti<br />
a parlare col sole di noi due<br />
e per svegliarsi al mattino<br />
con la pace nel cuore.</em></p>
<p>Una vita ad aspettare, una ricerca vana e pavida di una nave che porti lontano: ricorda <a href="http://spoonriveranthology.net/spoon/river/view/George_Gray">George Gray dall&#8217;Antologia di Spoon River</a>, forse una delle &#8220;lapidi&#8221; più tristi in assoluto.</p>
<p>Se vi viene un inestricabile nodo alla gola, mandatemi un&#8217;email: ormai mitridatizzato alla melancolia del livornese risolvo casi simili in remoto, stile Giucas Casella. </p>
<p> </p>
<p><strong>E ALL&#8217;ESTERO?</strong></p>
<p>Valicando i confini nazionali, la scelta si fa ancora più ampia. Ci sono veri e propri professionisti della canzone triste, alcuni cialtronissimi, altri strepitosi. Tra questi ultimi il pluricitato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Drake" target="_blank">Nick Drake</a>.</p>
<p>Sì, lo so, è una scelta banale. Ma che ci posso fare se alla fine, per quanto uno scavi negli archivi e nella memoria, la palma (di plastica, ovvio) del più triste spetta a lui?</p>
<p>Con Nick Drake c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta.<br />
Il suo pezzo più triste in assoluto per me è &#8220;<a href="http://www.suzukimaruti.it/audio/strangemeeting.mp3" target="_blank">Strange Meeting II</a>&#8221; (<a href="http://www.lyricstime.com/nick-drake-strange-meeting-ii-lyrics.html" target="_blank">qui il testo</a>), in cui su uno dei più potabili tra i suoi complicatissimi giri di arpeggio acustico (riesco a suonarla perfino io, ma se la suono non riesco a cantarci sopra senza impappinarmi e non è necessariamente un male) racconta di una sua passeggiata notturna in riva al mare, l&#8217;incontro con una &#8220;principessa delle sabbie&#8221;, muta ma con occhi da cui traspira &#8220;l&#8217;eco di mille singhiozzi&#8221;, una passeggiata fianco a fianco in un silenzio consapevole, comune. E poi più niente: lei sparisce improvvisamente, senza spiegare. E Nick, evidentemente cugino del &#8220;lui&#8221; di Marinella di De Andrè, ogni notte torna sulla spiaggia a cercarla tra la sabbia, invano.</p>
<p>Certo che tra Piero Ciampi, etilista, morto giovane di tumore, e Nick Drake, depresso, timidissimo e morto verosimilmente per overdose di farmaci contro la depressione, c&#8217;è da riflettere sul fatto che una vita grama contribuisce alla tristezza delle canzoni. O forse influenza il giudizio di noi ascoltatori.</p>
<p>Quel che è certo è che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jackson_C._Frank" target="_blank">Jackson C. Frank</a>, innegabilmente il musicista più sfortunato e sofferente al mondo (se cliccate sul suo nome potete leggerne la biografia, ma preparate i Kleenex), su cui la vita si è accanita con sadismo fantozziano, ha prodotto &#8220;Dialogue&#8221;, una delle canzoni più tristi al mondo, per i miei gusti, con l&#8217;aggravante di essere una canzone assolutamente ignorata da tutti.</p>
<p>L&#8217;hanno riscoperta i Daft Punk, che chissà per quale motivo si sono messi a ravanare tra dischi minori di folk americano anni Sessanta, finendo per usarla come colonna sonora della meravigliosa scena finale del loro film &#8220;Electroma&#8221;.<br />
Una ciliegina di lacrime sulla torta, insomma: uno dei brani più tristi al mondo come testo e musica, prodotto da uno dei musicisti più sfortunati della galassia (se non il più sfortunato), usato come triste sequenza conclusiva di un film a sua volta tristissimo e senza speranza.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y9BXaJkR2S0" target="_blank">Il video è qui</a>, valutate se e quanto reggete i lacrimoni, sapendo che sono ben spesi. <a href="http://www.wearethelyrics.com/2/jackson_c_frank_lyrics_12978/dialogue_lyrics_150386.html" target="_blank">Il testo è qui</a>, bello nella sua circolarità e vagamente (&#8230;) disperato.</p>
<p>Dopo tutto questo, credo sia d&#8217;uopo tirarsi su il morale in qualche modo. Io normalmente lo faccio leggendo il blog di Paolo Guzzanti (è il più bravo, in famiglia, mi spiace per i suoi 3 figli), ma in nome del relativismo lascio a tutti libertà di scelta.</p>
<p>Se, invece, volete rincarare la dose, direi che potete farvi un bel giro su &#8220;<a href="http://www.worryaboutyou.com/?q=summer+almost+gone" target="_blank">Summer&#8217;s Almost Gone</a>&#8221; dei Doors, che nella sua semplicità ha uno dei titoli più tristi al mondo. E come molti canzoni tristi è bellissima.</p>
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		<title>&#8220;Vedere&#8221; la musica e altre divagazioni psichedeliche sul gadget dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 02:43:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A breve questo post assumerà i toni di una di quelle discussioni che si fanno alla quindicesima canna, roba per cui, dopo, le canzoni dei Tiromancino vi sembreranno lucide dissertazioni su problemi reali e le trasmissioni notturne di Gabriele La Porta finalmente avranno un senso.
Valutate voi se è il caso di proseguire, perché sta per partire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A breve questo post assumerà i toni di una di quelle discussioni che si fanno alla quindicesima canna, roba per cui, dopo, le canzoni dei Tiromancino vi sembreranno lucide dissertazioni su problemi reali e le trasmissioni notturne di Gabriele La Porta finalmente avranno un senso.</p>
<p>Valutate voi se è il caso di proseguire, perché sta per partire un gigantesco trip sulla musica, la sua visualizzazione, la sua natura quantica e non quantica e altre diavolerie che vi sfido a non trovare mostruosamente noiose. Nel mezzo, a parte due video tunz tunz, c&#8217;è anche un mini angolo geek in cui parlo del gadget dell&#8217;anno, ma a che prezzo?</p>
<p><span id="more-788"></span></p>
<p>&#8220;Vedere&#8221; la musica. Per definizione la musica a occhio nudo è invisibile: è pura vibrazione e non ha forma fisica percepibile dall&#8217;occhio. In effetti chi non ha studiato teoria musicale si perde (e tra l&#8217;altro per certi versi fa male, ma il discorso è lungo, complesso e mi piacerebbe un giorno affrontarlo con il mio <a href="http://www.sasakifujika.net/" target="_blank">quasi omonimo amico Sasaki</a>, che è un uomo di note) l&#8217;aspetto visivo della musica.</p>
<p>Banalizzando, il pentagramma e l&#8217;espressione grafica delle note sono una grammatica un po&#8217; impossibile, per di più di pura derivazione matematica (che per secoli è stata la disciplina &#8220;madre&#8221; della musica e basta leggere la vita di Leonardo per rendersene conto, ma sto divagando): si cerca di tradurre il suono in segni grafici convenzionali che, opportunamente intepretati, esprimono rapporti matematici che vengono ritradotti in pratiche che, in ultima istanza, producono il suono &#8220;scritto&#8221; e quindi visivo. Una serie di passaggi decisamente complessa e francamente impossibile da realizzare a freddo.</p>
<p>Molti, quando iniziano a studiare la teoria musicale, schiattano di noia e inquietudine su questa forzosa distanza tra la musica e la sua rappresentazione per iscritto.<br />
Il fatto è che la lettura logica e puntuale del pentagramma è puro wishful thinking. Cioè si può fare agli inizi, quando si solfeggiano cose facili. Ma quando si suona a caldo, lanciati, è davvero impensabile che i singoli musicisti siano matematici così bravi da fare i calcoli con le frazioni in millisecondi e suonino i sedicesimi col doppio punto con pura coscienza matematica di cosa fanno. Si va a senso e, con la pratica, il passaggio dal &#8220;testo&#8221; musicale alla musica vera e propria diventa automatico, come guidare.</p>
<p> </p>
<p><strong>TU COME LA VEDI?</strong></p>
<p>Mi capita spesso, quando incontro gente che suona e ha studiato teoria musicale, di parlare di come i musicisti &#8220;vedono&#8221; la musica nella loro mente.</p>
<p>[modalità intellettuale molesta, con tanto di chiasmo compiaciuto]<br />
Sì, perché il pentagramma è insufficiente: è troppo matematico per comprendere e definire la complessità della musica (ed è il motivo per cui, deo gratias, esiste l&#8217;interpretazione, che è un indefinito &#8220;oltre&#8221; il pentagramma) e, matematicamente, è troppo complesso, freddo e rigido per rappresentare un atto &#8220;caldo&#8221;, naturale e a volte banale come suonare.<br />
[/modalità intellettuale molesta]</p>
<p>Da quanto ho inteso, ogni musicista ha una modalità personale di visualizzazione della musica: c&#8217;è chi vede un flusso costante, dettato dal ritmo, con i picchi che corrispondono all&#8217;altezza delle note, chi scomoda i colori (e non è un caso che lo slang musicale sia pieno di riferimenti cromatici: mai sentito parlare di <em>blue note</em>?), chi &#8220;vede&#8221; la musica in modo lineare, chi tridimensionale, ecc.</p>
<p>Ricordo un amico con cui strimpellavo, patito di musica elettronica e tuttora titolare di una affermatissima scuola di audio engineering, che si era così abituato a vedere la musica allo spettrografo 3D dell&#8217;equalizzatore, da concepirla come una sorta di &#8220;panettone&#8221; (la forma di un brano allo spettrografo più o meno gli somiglia) da smussare o appuntire a seconda dei casi.</p>
<p>Ma gli esempi di associazioni semantiche tra suoni e forme sono infiniti. Mettete piede in uno studio e sentirete tranquillamente espressioni tipo &#8220;vorrei un basso che suona più rotondo&#8221;, &#8220;la voce è troppo appuntita&#8221;, &#8220;il riverbero è troppo dritto&#8221;, ecc.<br />
E, generalizzando, le invasioni di ambito semantico, per quanto riguarda la musica, sono infinite. Perfino nella normale conversazione musicale la musica prende forme, colori, caratteristiche estetico-visive. Cioè, se parlo di un pezzo dark un po&#8217; legnoso mi capisce anche chi non sa suonare Fra Martino al flauto dolce perché quella settimana in prima media aveva il morbillo.</p>
<p> </p>
<p><strong>FACCIAMOLA ALLA GRIGLIA</strong></p>
<p>Per quanto mi riguarda, ma credo sia un sentire comune con i tanti che nella vita si sono trovati ad avere a che fare con la musica elettronica, visualizzo mentalmente la musica come una griglia.<br />
Non invento nulla di originale: di fatto la musica armonica occidentale *è* una griglia di eventi sonori che avvengono alle intersezioni di una griglia regolare (immaginate un bel foglio vuoto di Excel), in cui le colonne rappresentano frazioni regolari di una misura e in cui le righe raffigurano l&#8217;altezza dei suoni (cioè le note, che sono solo 12, ad intervalli fissi tra loro).</p>
<p>Il fatto che nel paragrafo precedente faccia riferimento a chi si è trovato a produrre musica elettronica non è casuale. Di fatto la musica elettronica (parlo della house, della techno, ecc. cioè di quella che fa tunz tunz) è composta senza l&#8217;ingombro del pentagramma.<br />
Per fare un pezzo house, di solito, si utilizzano i cosiddetti grid sequencer, cioè vere e proprie griglie su cui si piazzano i suoni. E&#8217; un modo semplicissimo di suonare cose non eccessivamente complesse ed è accessibile anche a chi non sa leggere o scrivere la musica.</p>
<p>Con un grid sequencer, cioè la quasi totalità dei sequencer in commercio, (nota banalizzante per i profani: un sequencer è il programma con cui si &#8220;fanno&#8221; i brani, scrivendo le note dei singoli strumenti e facendo poi suonare tutto insieme), scrivere musica è immediato.</p>
<p>Non c&#8217;è bisogno di teoria, basta guardare lo schermo e si capisce come funziona: le note più acute stanno più in alto, quelle più gravi in basso, le note più lunghe sono rappresentate da righe proporzionalmente più lunghe e la posizione delle note in un brano è immediatamente percepibile: più spazio orizzontale c&#8217;è tra un nota e l&#8217;altra e più, proporzionalmente, è lunga la pausa tra le due. (se guardate <a href="http://www.hattrixx.co.uk/breakbeat/upld/hattrixx_tutorial_image_12.jpg" target="_blank">questa immagine</a>, che ritrae una sequenza ascendente di note, con le prime più lunghe delle altre,  si capisce subito come funziona, senza stare lì a capire cosa volevo dire)</p>
<p>Prima ancora, proprio agli albori della musica elettronica, si componevano i brani con uno strumento ancora più povero e più intuitivo: lo step-sequencer. In sostanza ogni misura di un brano (rigorosamente in quattro quarti, ecco perché non esistono remix house di valzer famosi!) era divisa sedici caselle (cioè in sedicesimi) e il compositore doveva specificare, sedicesimo dopo sedicesimo, se in quella casella c&#8217;era o meno una nota (o il proseguimento di una nota) e, se c&#8217;era, che nota era.<br />
Se ascoltate <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FE7ApLM66VI" target="_blank">un classico dell&#8217;elettronica come &#8220;Chime&#8221; degli Orbital</a>, si sente l&#8217;influenza del sequencing a step: le note più corte sono sedicesimi e tutto il brano evidenzia la sua natura a griglia, semplice ed efficace. Non a caso è una pietra miliare, nella sua austerità.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL GADGET DELL&#8217;ANNO</strong></p>
<p>Comprendo perfettamente che la pippa immensa appena scritta possa aver annoiato anche un monaco stilita e, verosimilmente, fatto imbestialire i musicisti per la banalizzazione e scappare i non musicisti, appena hanno intravisto l&#8217;ombra del solfeggio.<br />
Il fatto è che la semplicità, ma contemporaneamente la straordinaria efficacia nel visualizzare la musica, del grid sequencer è tornata alla ribalta grazie a quello che si appresta a diventare lo strumento musicale dell&#8217;anno o addirittura del prossimo decennio.</p>
<p>Probabilmente lo avete già visto all&#8217;opera, perché ha avuto un ottimo coverage mediatico: sto parlando del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tenori-on" target="_blank">Tenori-on</a>, nato inizialmente come progetto para-artistico e trasformatosi di recente in un (purtroppo oscenamente caro) <a href="http://www.global.yamaha.com/design/tenori-on/" target="_blank">vero e proprio strumento musicale della Yamaha</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-789" style="vertical-align: bottom;" title="Tenori-on" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/tenorion_4101-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></p>
<p>Basta guardare il Tenori-on per capire cos&#8217;è e come funziona: è una griglia portatile di 16&#215;16 caselle, in cui è possibile, grazie allo schermo tattile, accendere le note che intendiamo suonare, misura dopo misura, esattamente come i produttori di musica elettronica fanno da anni col mouse sui più diffusi sequencer.</p>
<p>Il pregio del Tenori-on, oltre ad essere polifonico, cioè a permettere di fa suonare più &#8220;strumenti&#8221; contemporaneamente, è che non si limita a consentire ai suoi utenti di produrre musica in modo istantaneo, efficace e facilissimo, ma durante la sua esecuzione &#8220;raffigura&#8221; la musica grazie ad alcuni effetti visivi che rispondono matematicamente alla natura delle note. Cioè, le note più alte di volume producono scie di puntini più luminosi, quelle più lunghe producono scie (anzi, per la precisione &#8220;esplosioni&#8221;) più marcate e, ovvio, più lunghe, ecc. Tutto funziona in modo talmente naturale che è stupido spiegarlo, perché rende complicato un concetto banale.</p>
<p>Anzi, c&#8217;è un modo semplice per capire come funziona il Tenori-on ed è godersi la mia musa <a href="http://www.myspace.com/littlebootsmusic" target="_blank">Little Boots</a> che produce *istantaneamente* il suo hit &#8220;Stuck On Repeat&#8221;, che di fatto è basato su un loop tutto di sedicesimi che traspone e su un break di 3 accordi, usando l&#8217;infernale e bellissimo strumentino Yamaha.<br />
Cioè, il suo brano si &#8220;vede&#8221;. (e se apprezzate &#8211; e come non potreste &#8211; eccola ahimé ossigenata che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=N6tLRCDqJ2c" target="_blank">disegna passo dopo passo una cover di &#8220;Ready For The Floor&#8221; degli Hot Chip</a>)</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/-CWBgm_-Ggs" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-CWBgm_-Ggs"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=-CWBgm_-Ggs">Download!</a></div>
</div>
<p>Ed è notevole come il Tenori-on riesca, con la sua visualizzazione a griglia e i suoi effetti, a rendere perfettamente la natura paradossale della musica elettronica e in particolare della dance. Da un lato, infatti, l&#8217;elettronica contemporanea è squadrata, perfetta, geometrica e saldamente ancorata al ritmo quattro quarti (cioè, se volete fare un ritmo 4/4 basta che mettete il kick della batteria sulle caselle 1, 5, 9, 13 di ogni misura e così via), quindi da quadratini che riempiono delle caselle di una griglia perfetta. Cioè, è il lato &#8220;quantico&#8221; della musica, fatto di intervalli esatti: scale, note e pause matematicamente esatte, tempi definiti, ecc.</p>
<p>Dall&#8217;altro gli effetti applicati ai suoni sono quanto di meno geometrico ci sia: sono tutte curve che si alzano, si abbassano, si intersecano e si controllano a mano con manopole rotative (tipo quella del volume dello stereo) o con controlli analogici di ogni genere, spesso tattili. <br />
Un qualsiasi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ol8eGPsE1J4" target="_blank">brano classico dei Daft Punk</a>, per dire, è l&#8217;esempio lampante di come funziona la musica elettronica: precisione geometrica dei suoni e dei ritmi e filtri, effetti, ecc. che svisano liberamente e producono la varietà e la &#8221;pittoricità&#8221; (cioè l&#8217;alternanza di chiari e scuri, qui in senso musicale, che crea le forme) dell&#8217;esperienza sonora. </p>
<p>Esaurito l&#8217;orgasmo con cui il dj che c&#8217;è in me accoglie il Tenori-on, scatta l&#8217;entusiasmo del geek che gli convive accanto (è affollato, qui dentro). Sì, perché l&#8217;infernale pannellino della Yamaha è un gadget che fa impallidire la Apple in quanto a design, implicita carineria, facilità d&#8217;uso e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/KISS_principle" target="_blank">filosofia KISS</a>.<br />
Bello, divertente da usare, facilissimo, intuitivo, con un design che grida da tutte le parti &#8220;toccami!&#8221;, se non costasse 1200 dollari potrebbe essere davvero uno strumento in grado di democratizzare ancora di più la produzione di musica, rendendola davvero possibile alle masse.</p>
<p>Per di più il Tenori-on fa altre tremila cose divertenti (ma un po&#8217; inutili al fine della produzione musicale, salvo sperimentazioni coraggiose, tipo emulare Pong facendo rimbalzare la pallina tra due note) che non vi sto a raccontare: i video che lo spiegano <a href="http://tenori-on.yamaha-europe.com/uk/see/" target="_blank">sono qui</a> e meritano di essere visti tutti.</p>
<p>In verità covo la speranza che creino (presto!) un clone virtuale del Tenori-on. Cioè non mi sembra affatto impossibile creare un&#8217;applicazione che lo emuli e finalmente dia un senso ai tanti touch-screen che ci sono in giro (ma funzionerebbe pure coi mouse, senza problemi).</p>
<p>Anche perché se non fanno la versione virtuale finisce che intensifico ulteriormente la mia attività domenicale di scippatore di anziane e me lo regalo per Natale. Quindi se siete dei bravi programmatori, per il bene delle vostre nonne e zie, rimboccatevi le mani e sfornateci un bel Tenori-on software.</p>
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		<title>Un motivo in più per trasferirsi negli Stati Uniti (e per comprarsi un Mac)</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/16/un-motivo-in-piu-per-trasferirsi-negli-stati-uniti-e-per-comprarsi-un-mac/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 01:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[No, non è che sono impazzito tutto d&#8217;un colpo. E&#8217; che ho trovato &#8211; finalmente &#8211; la prima applicazione per Mac (e solo per Mac) che, nel mio ambito d&#8217;interesse, non abbia corrispettivi migliori o uguali su altri sistemi operativi.
E per di più è un programma straordinario, che devo assolutamente condividere. Si chiama Delicious Library [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è che sono impazzito tutto d&#8217;un colpo. E&#8217; che ho trovato &#8211; finalmente &#8211; la prima applicazione per Mac (e solo per Mac) che, nel mio ambito d&#8217;interesse, non abbia corrispettivi migliori o uguali su altri sistemi operativi.</p>
<p>E per di più è un programma straordinario, che devo assolutamente condividere. Si chiama <a title="Delicious Library 2" href="http://www.delicious-monster.com/" target="_blank">Delicious Library </a>e altro non è che un software che cataloga la collezione di libri/dischi/film/gadget/ecc. dell&#8217;utente.</p>
<p>Programmi così, mediamente noiosissimi, infestano a milioni la Rete e francamente uno fa più in fretta a farsi un piccolo database casalingo.<br />
Però Delicious Library è speciale. Da un lato ha un&#8217;interfaccia che è assolutamente godibile e super-grafica. Al posto di sorbirsi un algido elenco di titoli, l&#8217;utente può scorrere le immagini (o le copertine) dei suoi prodotti catalogati, percorrendo con lo sguardo veri e propri scaffali virtuali di oggetti perfettamente rappresentati.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-778" title="delicious-library" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.jpg" alt="" width="400" height="266" /><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.png"></a>Può sembrare poco, ma è una feature che cerco da tempo, principalmente perché sono abituato a cercare i dischi &#8220;per copertina&#8221; più che per titolo.<br />
E credo lo siano tutti quelli che hanno trasmettono in radio dal tempo in cui negli studi non c&#8217;erano ancora i computer con gli archivi di mp3, e ogni dj era costretto a scovare in archivio e programmare il disco giusto nei pochi minuti di durata del brano precedente.</p>
<p>Pur avendo una casa che trabocca di libri e dischi, mi sono sempre rifiutato di fare un archivio esaustivo di ciò che c&#8217;è. Cioè, ci ho provato tremila volte e altrettante mi sono fermato dopo un po&#8217;, stufo di stare piegato sul computer a digitare titoli su titoli.</p>
<p>Il bello di Delicious Library è che ha una feature che evita a noi poveri utenti ore e ore di digitazione. Come fa? Semplice: usa la webcam integrata nei Mac di ultima generazione e la utilizza come un lettore di codici a barre. Basta piazzare il cd/libro/gadget/film/ecc. di fronte alla webcam e il sistema interroga il db di Amazon alla ricerca del prodotto. E così senza nemmeno un click non solo si cataloga il prodotto, ma è possibile raccogliere informazioni da quel grande db di contenuto e di opinioni che è Amazon.</p>
<p><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.png"></a></p>
<p>Sembra incredibile, ma funziona. Certo, per i primi 2 o 3 codici a barre bisogna fare un po&#8217; di kamasutra con la webcam e capire come posizionarli, ma dopo 2 minuti i CD volano via uno dietro l&#8217;altro e magicamente le loro copertine compaiono sullo scaffale, per di più con un effetto grafico frù frù (che pagherei pur di poter disabilitare).</p>
<p>Tutto ciò è molto bello, perché significa che una collezione di CD, per quanto ampia, è archiviabile in pochissimo tempo e con risultati entusiasmanti.<br />
Però c&#8217;è un inghippo notevole, anzi probabilmente deal-breaking.</p>
<p>Il fatto è che Delicious Library funziona perfettamente grazie alla sua integrazione con Amazon, da cui prende le immagini dei prodotti, i contenuti testuali, ecc.<br />
Se un prodotto non c&#8217;è su Amazon, non c&#8217;è niente da fare: va immesso a mano.</p>
<p>Per i CD, a meno che uno ascolti tanta musica italiana (e allora ha problemi ben peggiori), il problema è secondario: l&#8217;archivio di Amazon (in tutte le sue versioni nazionali) è sufficientemente ampio e i dischi da immettere a mano non potranno che essere una minoranza. Cioè, il sistema a spanne riconosce tutto, tranne magari i cd singoli dei gruppi rap francesi, qualche ristampa strana, le raccolte fuori commercio e così via.</p>
<p>Anche per i gadget non ci sono molti problemi: il catalogo di gingilli tecnologici di Amazon è decisamente pasciuto e gli unici problemi di riconoscimento impossibile li ho avuti con i cellulari brandizzati dagli operatori telefonici. Poco male.</p>
<p> </p>
<p><strong>LA PERIFERIA DELL&#8217;IMPERO</strong></p>
<p>Delicious Library crolla miserabilmente, peraltro non per colpa sua, quando si tratta di riconoscere libri e DVD italiani. D&#8217;altronde c&#8217;è poco da meravigliarsi: Amazon non vende libri e DVD italiani e quindi non possiamo che attaccarci gioiosamente al tram, visto che non riconosce un singolo titolo.</p>
<p>Peccato, perché l&#8217;idea è buona ed è a misura di pigro e ha mille altre feature intelligenti (la mia preferita è la gestione dei prestiti: basta trascinare l&#8217;oggetto prestato sul nome di un amico presente in rubrica e automaticamente il sistema si aggiorna e tiene traccia di chi ha cosa).</p>
<p>Anzi, mi chiedo se il sistema del riconoscimento via webcam non sia adattabile per il mercato librario e home-video italiano e magari trasposto su altri servizi.<br />
Sarebbe strepitoso, per dire, se un servizio come <a href="http://www.anobii.com" target="_blank">Anobii </a>permettesse agli utenti di immettere i libri letti con una semplice passata di fronte alla webcam, anche perché digitare il codice ISBN è pallosissimo ed è il motivo per cui ho sempre desistito dal proposito di usarlo.</p>
<p>Boh, continuiamo ad essere la periferia dell&#8217;impero e Delicious Library non fa che confermarlo. E in quanto periferia dell&#8217;impero ma con una moneta continentale piuttosto forte possiamo tranquillamente valutare se 40$ (cioè poco più di 25€) sono troppi o sono giusti per un software che è oggettivamente bellissimo e intelligente ma che possiamo usare solo parzialmente.</p>
<p>Nel dubbio, meglio metterle Delicious Library alla prova. Qui si scarica <a href="http://www.delicious-monster.com/downloads/DeliciousLibrary2.zip" target="_blank">la versione demo</a>, che non cataloga più di 25 pezzi, ma per il resto fa tutto. Se vi è piaciuto, qui è spiegato come <a href="http://www.delicious-monster.com/buy.php" target="_blank">comprarne una licenza definitiva (che toglie il tetto dei 25 oggetti), pagando 40$</a>.<br />
Valutate voi: io ci sto riflettendo. Tutto sommato ho così tanti CD da poter giustificare la spesa, però che noia toglierli tutti dalle mensole&#8230;</p>
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		<title>Daje Torino! In diretta oggi dalle 21 e 15 alle 24</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 18:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[E tanto per cambiare ecco Casa Torino nuovamente in diretta dalle 21 e 15 alle 24, dopo una settimana di sosta. In studio, come sempre, Giorgio Valletta (il blogger che migliorò, migliora e migliorerà i vostri ascolti musicali) e il sottoscritto (quello che ve li peggiora linkando brani anni Settanta dei Ricchi e Poveri).
Se siete nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E tanto per cambiare ecco Casa Torino nuovamente in diretta dalle 21 e 15 alle 24, dopo una settimana di sosta. In studio, come sempre, <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a> (il blogger che migliorò, migliora e migliorerà i vostri ascolti musicali) e il sottoscritto (quello che ve li peggiora linkando brani anni Settanta dei Ricchi e Poveri).</p>
<p>Se siete nel Nord Ovest ci potete ascoltare via etere su chissà quale frequenza (cercatela, è una delle radio più ascoltate: so che a Torino sono gli ormai proverbiali 91.2 in FM).</p>
<p>Se, invece, non siete nel Nord Ovest o preferite guardarci oltre che ascoltarci, potete collegarvi al nostro streaming e oltre alla radio vi beccate pure la mia faccia mentre trasmetto (faccio smorfie orribili: siate gentili e dimenticatele). E durante i passaggi pubblicitari potete godervi (?) il cazzeggio fuori-onda.</p>
<p>C&#8217;è pure una chat con cui potete interagire con noi, ma soprattutto tra voi (vale flirtare, si sappia). Tanto se richiedete di brani non ve li mettiamo: è il minimo, dopo aver ascoltato i vostri Muxtape, cribbio! <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per guardarci (e sentirci) , fate un bel click qui <a href="http://www.ustream.tv/channel/casatorino">http://www.ustream.tv/channel/casatorino</a>.</p>
<p>Ricordatevi di registrarvi su <a href="http://www.ustream.tv/">www.ustream.tv</a> se volete parlare in chat e non risultare utenti anonimi.</p>
<p> </p>
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		<title>Due blogger via etere (e via rete) &#8211; stasera Casa Torino, dalle 21 a mezzanotte</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 14:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; mercoledì, quindi stasera preparatevi alle consuete 3 ore di Casa Torino, condotto nientemeno che da Giorgio Valletta (l&#8217;uomo che con i suoi podcast ha migliorato gli ascolti musicali di mezza blogosfera) e Enrico Sola, cioè io (l&#8217;uomo che ha peggiorato ulteriormente gli ascolti musicali dell&#8217;altra metà).
Gil ingredienti: cazzeggio creativo, musica fresca da Londra, invettive, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; mercoledì, quindi stasera preparatevi alle consuete 3 ore di Casa Torino, condotto nientemeno che da <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a> (l&#8217;uomo che con i suoi podcast ha migliorato gli ascolti musicali di mezza blogosfera) e Enrico Sola, cioè io (l&#8217;uomo che ha peggiorato ulteriormente gli ascolti musicali dell&#8217;altra metà).</p>
<p>Gil ingredienti: cazzeggio creativo, musica fresca da Londra, invettive, flirt, ego-trip, bullismo musicale e gavettoni mediatici fuorionda (devo ancora capire cosa significhi ma mi piace l&#8217;espressione a priori).</p>
<p>Se siete nel ridente (&#8230;) Nord Ovest neoberlusconiano capita che ci possiate ascoltare via etere e trovate le frequenze su <a href="http://www.radiocentro95.it/">www.radiocentro95.it</a>. Se siete a Torino, siamo sui 91.2 Mhz in FM.</p>
<p>Se, invece, siete online ci trovate su <a href="http://www.ustream.tv/channel/casatorino">http://www.ustream.tv/channel/casatorino</a> e se vi va ci guardate/ascoltate in streaming audio/video.</p>
<p>C&#8217;è pure una frequentatissima chat in cui potete interagire con noi e tra voi e che nei fuorionda (cioè quando c&#8217;è la pubblicità in radio, che vi risparmiamo) fa storia a sè. E sì potete richiedere pure dei brani, tanto non li mettiamo e vi dileggiamo pubblicamente per i vostri gusti musicali.</p>
<p>Un consiglio: registratevi su <a href="http://www.ustream.tv/">www.ustream.tv</a>. Ci mettete 10 secondi perché non vi chiede praticamente nulla e potete entrare in chat in modo non anonimo.  </p>
<p>Accorrete numerosi, <strike>portate un&#8217;amica.</strike></p>
<p>Ah, se siete di Torino o se siete a Torino passate pure a trovarci in radio, basta che mi mandate una mail a <a href="mailto:suzukimaruti@gmail.com">suzukimaruti@gmail.com</a>: siamo in Via Druento 98 a Venaria (in verità assolutamente a Torino: a 200 metri dal Delle Alpi).</p>
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		<title>Little Boots: la mia musa del momento</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 13:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da queste parti ci si esercita a far scoppiare piccole mode di nicchia: cose carbonare, per pochi aficionados, tanto per non morire di noia in questi giorni tristi.
La mia musa del momento, tanto per cambiare in arrivo da un&#8217;intuizione di Giorgio Valletta, è Little Boots, ragazzina inglese (di Blackpool, per la precisione, che è come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da queste parti ci si esercita a far scoppiare piccole mode di nicchia: cose carbonare, per pochi aficionados, tanto per non morire di noia in questi giorni tristi.</p>
<p>La mia musa del momento, tanto per cambiare in arrivo da un&#8217;intuizione di <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a>, è Little Boots, ragazzina inglese (di Blackpool, per la precisione, che è come nascere all&#8217;Aquafan di Riccione quando è nuvoloso) improvvisatasi one-man band e capace di produrre un pezzo immenso come &#8220;<a href="http://www.myspace.com/littlebootsmusic" target="_blank">Stuck On Repeat</a>&#8220;, classico quattroquarti digitalissimo con voce femminile, a metà tra &#8220;Fine Day&#8221; degli Opus III, &#8220;I Feel Love&#8221; e qualche drittone da disco di provincia.<br />
Un pezzo che si ferma giusto un millimetro prima di diventare tamarro. Bellissimo. E ancora più bello e struggente se lo ascoltate <a href="http://www.youtube.com/watch?v=S_sefFkHPUs&#038;feature=related" target="_blank">in versione acustica, suonata da lei in pigiama nella sua cameretta</a> (solo abbiate un po&#8217; di pietà per il pigiama). </p>
<p>Il bello è che il piccolo genio dietro questo pezzo è una ragazza (e carina, by the way, sul genre Dolcenera) che nel tempo libero riempie il suo canale di YouTube di suoi cazzeggi musicali, francamente uno più curioso dell&#8217;altro. Per dire, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ofJSoPHatbw" target="_blank">la sua cover </a>di &#8220;Wearing My Rolex&#8221; di Wiley (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=CQxjbofGO-o" target="_blank">qui l&#8217;originale</a>) spacca.<br />
Ma pure la sua esecuzione in mutande di &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FKBZStc23cw" target="_blank">What Is Love</a>&#8221; di Haddaway (nonsense tamarrissimo degli anni Novanta più commerciali) ha un suo perché.</p>
<p>Cioè, nel caso di Little Boots è palese che siamo un passo più in là rispetto al cazzeggio amatoriale su YouTube, non fosse altro perché le cover sguaiate dei suoi video sono belle, divertenti, arrangiate in modo originale e raramente banali (cosa ne sa una ragazzina degli Human League?).</p>
<p>Cioè, la figliola ha talento. E qualcuno se n&#8217;è accorto, visto che pare che il suo pezzo sia stato prodotto nientemeno che dagli Hot Chip.<br />
Intanto io mi sono abbonato <a href="http://www.youtube.com/user/littlebootsvideos" target="_blank">al suo canale di YouTube</a>, ma oltre ai suoi video di cazzeggio musicale resto in attesa di qualche sua uscita discografica. Intanto non meravigliamoci se &#8220;Stuck On Repeat&#8221; inizia a girare pure in radio e nei club. E&#8217; un pezzo da 3 di mattina e &#8220;hands in the air!&#8221;. Quindi su le mani! </p>
<p> </p>
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		<title>Anche stasera Casa Torino in diretta</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/09/anche-stasera-casa-torino-in-diretta/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 18:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle 21 e 15 fino a mezzanotte siamo in diretta, come al solito, sui 91.2 di Radio Centro (e se state in Piemonte su mille altre frequenze che non so: ci sentite ovunque tranne che a Biella).
Se, invece, siete sul Web, ci ascoltate e guardate direttamente qui: http://www.ustream.tv/channel/casatorino
C&#8217;è pure la chat con cui interagire con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle 21 e 15 fino a mezzanotte siamo in diretta, come al solito, sui 91.2 di Radio Centro (e se state in Piemonte su mille altre frequenze che non so: ci sentite ovunque tranne che a Biella).</p>
<p>Se, invece, siete sul Web, ci ascoltate e guardate direttamente qui: <a href="http://www.ustream.tv/channel/casatorino">http://www.ustream.tv/channel/casatorino</a></p>
<p>C&#8217;è pure la chat con cui interagire con noi. Ricordatevi di registrarvi su <a href="http://www.ustream.tv/">www.ustream.tv</a> se volete accedere alla chat in modo non-anonimo.</p>
<p>Promettiamo di maltrattarvi in diretta se ci fate richieste musicali imbarazzanti. Parlerò male di vostri muxtape, tra l&#8217;altro <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per chi vuole passare in studio, Strada Druento 98, Venaria. Dalle 21 alle 24 le nostre porte sono aperte.</p>
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		<title>First of all, you&#8217;re using someone else&#8217;s poetry to express how you feel &#8211; il lato B su Muxtape</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 03:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il lato B di un post sui mixtape, cioè sulle cassette mixate, tornate metaforicamente in auge grazie a Muxtape.
Sul lato A vaneggio di marketing, qui sul lato B non so bene. 
Non saranno edibili, ma le compilation su cassetta sono vere e proprie madeleines. E scatta inevitabilmente l&#8217;amarcord, che poi sarebbe un concentrato di vecchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il lato B di un post sui mixtape, cioè sulle cassette mixate, tornate metaforicamente in auge grazie a <a href="http://muxtape.com" target="_blank">Muxtape</a>.<br />
<a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/06/marketing-a-nastro-il-lato-a-delle-mie-considerazioni-su-muxtape/" target="_blank">Sul lato A</a> vaneggio di marketing, qui sul lato B non so bene. </p>
<p>Non saranno edibili, ma le compilation su cassetta sono vere e proprie madeleines. E scatta inevitabilmente l&#8217;amarcord, che poi sarebbe un concentrato di vecchi cavoli miei mescolato a discutibili considerazioni di marketing. Valutate voi se avete così tanto cattivo gusto per continuare la lettura.   </p>
<p>E&#8217; che in effetti, come tanti, ho passato parte del mio tempo libero in passato a fare cassettine.<br />
Tante, tantissime. Tutte regalate a ragazze o ad amici che me le richiedevano per regalarle ad altre ragazze. (nell&#8217;altro senso usava poco. Ricordo tuttora il nome dell&#8217;unica ragazza che ai tempi del liceo mi ha regalato una compilation da lei prodotta &#8211; un best of dei Suicidal Tendencies&#8230; &#8211; con evidenti fini di abbordaggio, peraltro da me non considerati: Floriana [per gli amici di vecchia data che leggono il blog, un'altra Floriana rispetto alla tragica Floriana di cui tutti sappiamo: questa era una brava ragazza]).</p>
<p>Anzi, sul tema devo essermi fatto un discreto know-how, perché con gli anni, complice una gioventù dissoluta e vinilica, ho affinato lo stile della compilation fino ad arrivare a produrre vere e proprie raccolte &#8220;studiate&#8221; per assediare i cuori delle donne. Pare efficacissime, viste quante me ne chiedevano.</p>
<p>Tuttora ho sottomano un file con le tracklist di &#8220;compilation allegra&#8221; e &#8220;compilation triste&#8221;, un duo di compilation che ho continuato a fare &#8211; aggiornato &#8211; fino al 2004 e che è colpevole di un numero notevole di fidanzamenti, storie, storiacce. Ne chiacchieravo tempo fa con un amico, che mi ricordava la perfidia dell&#8217;accoppiata.</p>
<p>La compilation &#8220;allegra&#8221; le metteva in un bel mood positivo e diceva di lui &#8220;sono uno raffinato, non uno coi polsini e il mullet che ascolta i Queen&#8221; e poi quella &#8220;triste&#8221; (che non era tecnicamente triste, ma ben spolverata di spleen poetico/sentimentale, con due o tre momenti strategici da &#8220;abbraccio-rapace&#8221;, un paio di brani messi lì per dirle cose carine e un momento-Bacharach per far capire che si è romantici e un po&#8217; tenebrosi) dava il colpo di grazia e terminava rigorosamente con &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ShN8UIk5-mw" target="_blank">The Power Of Love</a>&#8221; in versione extended, sufficientemente lunga per baciarsi a perdifiato senza dover far scattare l&#8217;autoreverse (e sì, lo so che è il brano più gay dell&#8217;universo, ma ho sempre suggerito di dire &#8211; qualora una ragazza se ne accorgesse &#8211; &#8220;si vede che piaci anche al mio lato femminile&#8221;).</p>
<p>La cosa che mi ha sempre sorpreso è stata la mia quasi totale incapacità di usare quelle due compilation per le mie storie. Forse per onestà, forse per pudicizia. O semplicemente perché non erano spontanee: per quanto mi riguarda la tecnica esiste solo per le storie altrui. Tutto sto ben di dio sprecato per malcelato romanticismo.<br />
Però confesso che non ho una singola relazione nel mio passato che non sia sostanzialmente iniziata con uno scambio/condivisione di musica dopo poco tempo.</p>
<p>In ogni caso accettiamolo: le compilation sono un oggetto meraviglioso, complesso e a modo suo inquietante, che meriterebbe di essere studiato e analizzato in modo serio.<br />
Hornby, che vedo con piacere che <a href="http://www.casaizzo.com/2008/04/05/non-e-facile-fare-i-muxtape/" target="_blank">il buon Pietro Izzo ha citato</a>, ha scritto righe bellissime sull&#8217;arte di fare una compilation e ha colto nel segno. E&#8217; vero: creare una compilation per &#8221;beccare&#8221; è un atto sentimentale, è un dire cosa si sente dentro. Ed è notevole che lo si faccia usando un alfabeto curioso: l&#8217;accostamento di arte/poetica altrui.</p>
<p>Al di là delle gioie dell&#8217;appropriazione indebita, delle compilation (in modo inconsapevole: sto intellettualizzando adesso) mi è sempre piaciuta la duplice capacità comunicativa.</p>
<p>Da un lato dicono qualcosa di te. E se sei bravo dicono esattamente quello che vuoi tu, bugie incluse. Cioè, è possibile darsi un&#8217;identità, un tono, una posa a seconda della musica che si sceglie. E questo se devi &#8220;beccare&#8221; (e una compilation, prima della vanità di Muxtape, al 90% si faceva per quel fine e al 10% prima di andare in vacanza) è fondamentale, perché &#8211; mi perdoni il dio del marketing &#8211; &#8220;definisce e posiziona il prodotto&#8221;. Ovvio, è un&#8217;azione che si compie in modo intuitivo e non esiste una scienza esatta della comunicazione tramite compilation. Però esiste sicuramente una pratica inesatta della comunicazione tramite compilation, che indubbiamente funziona. A spanne ma funziona.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, le compilation parlano a chi le ascolta. Con un&#8217;accorta selezione di brani è possibile dire cose precise e definite (e se i destinatari sono tonti, lo si può sottolineare durante un ascolto insieme). Certo non bisogna creare equivoci, come capitò a quel mio amico che pensò bene di accompagnare un suo ritorno di fiamma con una ex con &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=QWncI51ggH8" target="_blank">Closer</a>&#8221; dei Nine Inch Nails (di cui, ricordo, il ritornello introduce il romantico concetto &#8220;I wanna fuck you like an animal&#8221;, cosa peraltro usabilissima per altri contesti, altre ragazze, altri fini), ma si possono fare vere e proprie compilation parlanti, complimentose, accusatorie, tentatrici, educative.</p>
<p>In ultimo, una cassettina ben fatta ha un pregio: crea, se ascoltata e apprezzata da chi la riceve, un territorio comune di riferimento. Cioè qualcosa su cui parlare, su cui improvvisare altre derive e chissà dove si va a finire (se si è fortunati, alla definizione de &#8220;la nostra canzone&#8221;).<br />
E&#8217;, insomma, un ottimo cavallo di Troia se vuoi far entrare qualcuno nel tuo mondo o se vuoi entrare nel suo o crearne uno comune.</p>
<p>Non ho molta idea di come funzionino le cose per un ragazzino di 15 anni di questi tempi. Con buona probabilità scambia tonnellate di mp3 di ogni genere con le tipe senza che da quello emerga una comunicazione, anche un solo segno.</p>
<p>Il valore delle vecchie cassette stava proprio lì, nella scarsità, nel lavoro di cesello, nella scelta ad personam.</p>
<p>&#8220;Ho preso 12 brani, li ho scelti proprio per te e li ho messi in quest&#8217;ordine perché ti voglio dire qualcosa ed è un qualcosa che puoi capire solo tu perché sei come sei (<strike>e adoro ogni tua fottuta molecola</strike>)&#8221; è ben diverso dal dire &#8220;ecco il mio hard disk portatile con cinquemila mp3, prendi quello che vuoi&#8221;.</p>
<p>No, non è luddismo, passatismo o nostalgia (se me lo chiedete, vi passo il mio hard disk e prendete quello che volete e ugualmente vi faccio una compilation personalizzata, se ci tenete), è semplicemente la considerazione che il progresso rischia di privare i ragazzini di uno strumento bello potente per godersi il bello della vita.</p>
<p>Già tremo all&#8217;idea che il quindicenne di turno masterizzi il suo sudatissimo CD audio compilato con tanto trasporto per una ragazza e questa lo geli con un &#8220;Gaetano mi ha passato 8 Giga di mp3 e tu te ne vieni fuori con 10 canzoni?&#8221;</p>
<p> </p>
<p>Postilla: se volete ascoltare i miei Muxtape, li trovate qui:</p>
<p><a href="http://suzukimaruti.muxtape.com" target="_blank">primo</a> (vagamente soulful, progressivamente strappacuore e deprimente, con colpo di grazia finale)</p>
<p><a href="http://suz.muxtape.com" target="_blank">secondo</a> (un viaggio ad Ibiza andato sentimentalmente male)</p>
<p><a href="http://ganja.muxtape.com" target="_blank">terzo</a> (danzereccio, per folgorati sulla via di Kingston, con in chiusura una bonus-track tipo Pubblicità Progresso)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marketing a nastro: il lato A delle mie considerazioni su Muxtape</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 01:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Praticamente tutta la blogosfera italiana, inclusa quella che proprio non dovrebbe, sta usando Muxtape, che poi altro non è che un sito che permette di creare semplici compilation di mp3 caricati dagli utenti stessi. Regole fisse: 12 pezzi al massimo, nessuna personalizzazione grafica e nulla più.
Un servizio così normalmente muore dopo 2 giorni perché non lo usa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Praticamente tutta la blogosfera italiana, inclusa quella che proprio non dovrebbe, sta usando <a href="http://muxtape.com" target="_blank">Muxtape</a>, che poi altro non è che un sito che permette di creare semplici compilation di mp3 caricati dagli utenti stessi. Regole fisse: 12 pezzi al massimo, nessuna personalizzazione grafica e nulla più.</p>
<p>Un servizio così normalmente muore dopo 2 giorni perché non lo usa nessuno. E invece straordinariamente funziona, si fa usare e sforna compilation una dietro l&#8217;altra. Il motivo di tanto successo a fronte di così poco? Per quanto ne capisco, uno solo: un&#8217;idea di vincente di marketing che, ovviamente, altro non è che una metafora.</p>
<p>La cassetta, la cassetta, la cassetta! Ecco l&#8217;origine del successo. I signori di Muxtape si sono inventati che il loro è un &#8220;simulatore&#8221; della vecchia piastra su cui tutti abbiamo costruito cassette su cassette di compilation, hanno fatto un naming astuto, aggiustato opportunamente la grafica e noi tutti abbiamo accettato la metafora. Basta crederci.</p>
<p>E ci abbiamo creduto in tanti. Curiosamente, i limiti strutturali di Muxtape giocano a favore della credibilità del servizio. Capiamoci: l&#8217;asimmetria delle connessioni a banda larga fa sì che la procedura di caricare 12 mp3 su un sito sia estremamente lunga e noiosa, per i tempi istantanei dell&#8217;informatica contemporanea. Esattamente quanto era noioso trasferire materialmente i brani da vinile a cassetta e creare le compilation. Questo è vero judo marketing: usare una propia debolezza per sferrare un colpo vincente.</p>
<p>Eccoci, quindi, di fronte al &#8220;simulatore di piastra&#8221;, oggetto di cui amiamo più le pratiche operative, l&#8217;esperienza, che le funzionalità.<br />
Strano, vero? La Rete è piena di siti in cui in 2 minuti produci una playlist di brani ascoltabili in streaming e condivisibili col prossimo. Eppure Muxtape, con i suoi tempi biblici, piace di più e sembra qualcosa di diverso, di più concreto. Perché?</p>
<p>Me lo chiedo da tempo. Tempo che ho felicemente impiegato a produrre ben 3 compilation (<a href="http://suzukimaruti.muxtape.com" target="_blank">la prima</a>, <a href="http://suz.muxtape.com" target="_blank">la seconda</a>, <a href="http://ganja.muxtape.com" target="_blank">la terza per noi drogati</a>). E mi sono quasi convinto che il principio di piacere per cui usiamo Muxtape è lo stesso per cui la gente affolla i siti di retrogaming, ricompra i vecchi dischi in vinile, le auto d&#8217;epoca, ecc.</p>
<p>Quello che piace di Muxtape è la dedizione che richiede. L&#8217;esperienza non è istantanea, è un lavoro, a modo suo una fatica. E&#8217; un concetto un po&#8217; cattolico che normalmente rifiuto, ma certe volte è vero che la fatica favorisce la creazione d&#8217;arte. Cioè mi sono convinto che il dover impiegare del tempo per costruire e caricare permette di fare compilation migliori.<br />
Forse perchè questo tipo di creatività rende meglio se declinato su tempi più lunghi? Forse perché nell&#8217;economia del dono i tempi di elaborazione lunghi accrescono il valore percepito del dono stesso (e quindi tutti tendiamo a curarlo di più)?.</p>
<p>Possibile, nell&#8217;era dell&#8217;istantaneo, che i tempi cambino i modi e, indirettamente, gli esiti estetici?</p>
<p>Pensateci mentre girate il blog e <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/06/first-of-all-you-re-using-someone-elses-poetry-to-express-how-you-feel-il-lato-b-su-muxtape/" target="_blank">vi preparate al lato B della cassetta su Muxtape</a>, dove parlo prevalentemente di cavoli miei, amorazzi adolescenziali, autoreverse, tecniche di seduzione e altre mostruosità. Riavvolgete bene, mi raccomando. </p>
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		<title>Let&#8217;s roll another one*</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 10:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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Visto che il primo è piaciuto, ecco il secondo Muxtape, questa volta un po&#8217; meno esoterico nelle scelte.
Anche in questo caso il mood iniziale è rilassato e positivo e galleggia pure dalle parti di Ibiza (nel senso del Café del Mar) e poi si incupisce man mano che passa il tempo, anche se questa volta vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image744" title="tape1.jpg" style="height: 264px" alt="tape1.jpg" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/04/tape1.jpg" align="bottom" /> </p>
<p>Visto che il primo è piaciuto, <a href="http://suz.muxtape.com/" target="_blank">ecco il secondo Muxtape</a>, questa volta un po&#8217; meno esoterico nelle scelte.</p>
<p>Anche in questo caso il mood iniziale è rilassato e positivo e galleggia pure dalle parti di Ibiza (nel senso del Café del Mar) e poi si incupisce man mano che passa il tempo, anche se questa volta vi ho risparmiato il tema di &#8220;In The Mood For Love&#8221;, che è oltremodo bellissimo, ma la cosa più contagiosa al mondo in quanto a magone.</p>
<p>Che ci posso fare se mi vengono solo cassettine che volgono al triste?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>*qualche punto-stima musicale a chi coglie la citazione</em></p>
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		<title>Do us a tape</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 15:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Se proprio ci tenete, ecco qui la mia cassettina (ma ne sto ragionando altre due), che parte speranzosa, frivola e un po&#8217; da night e finisce inesorabilmente amarissima e disperata.
Ed tutta fatta di cose vecchie.
Nei limiti del possibile, enjoy.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se proprio ci tenete, <a href="http://suzukimaruti.muxtape.com/" target="_blank">ecco qui la mia cassettina</a> (ma ne sto ragionando altre due), che parte speranzosa, frivola e un po&#8217; da night e finisce inesorabilmente amarissima e disperata.</p>
<p>Ed tutta fatta di cose vecchie.</p>
<p>Nei limiti del possibile, enjoy.</p>
]]></content:encoded>
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