<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Suzukimaruti &#187; Politica</title>
	<atom:link href="http://www.suzukimaruti.it/category/politica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.suzukimaruti.it</link>
	<description>Oui, je suis un relativiste</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 03:18:44 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Chi voterò alle Europee (un endorsement un po&#8217; geek e un po&#8217; politico)</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2009/06/05/chi-votero-alle-europee-un-endorsement-un-po-geek-e-un-po-politico/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2009/06/05/chi-votero-alle-europee-un-endorsement-un-po-geek-e-un-po-politico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 23:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=866</guid>
		<description><![CDATA[Lo so, questo weekend si vota e ci sono le elezioni europee. E so anche che la voglia di votare PD, che è il partito su cui ho messo la crocetta l&#8217;ultima volta, è decisamente bassa e non per snobismo, ma perché da quelle parti non ne hanno azzeccata una e personalmente ho le balle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, questo weekend si vota e ci sono le elezioni europee. E so anche che la voglia di votare PD, che è il partito su cui ho messo la crocetta l&#8217;ultima volta, è decisamente bassa e non per snobismo, ma perché da quelle parti non ne hanno azzeccata una e personalmente ho le balle un po&#8217; girate per lo strapotere dei cattolici all&#8217;interno di quello che dovrebbe essere (e a tutti gli effetti è) il più grande partito di sinistra del paese. </p>
<p> </p>
<p><strong>LA VOGLIA DI NON VOTARE PD E LE ALTERNATIVE RIDICOLE</strong></p>
<p> </p>
<p>Insomma, la voglia di non votare per il &#8220;Grande Partito Unitario Del Centrosinistra&#8221; è tanta e i motivi comprensibili. </p>
<p>Però mi guardo intorno e vedo il disastro: a sinistra del PD il nulla. Cioè in verità il contrario: un&#8217;accozzaglia di liste &#8220;comuniste&#8221;, tutte fatte da capetti vendicativi e insignificanti, con programmi politici deliranti. </p>
<p> </p>
<p>La lista peggiore è un cartello elettorale che si chiama Sinistra e Libertà ed è capeggiata dal politico più sopravvalutato della storia italiana, cioè Nichi Vendola: si tratta di un curioso agglomerato fatto da ex rifondatori bertinottiani, gli apprezzatissimi (&#8230;) Verdi di Pecoraro Scanio &#8211; pare tutti e quattro &#8211; i socialisti liberal di Boselli e gli ex diessini ritardati (quelli che si sono accorti nel 2007 che non gli era piaciuta la svolta della Bolognina di Occhetto nel 1991) di Sinistra Democratica. Sono talmente divisi e inconciliabili, animati solo da un astio delirante verso il PD e verso Rifondazione, da non essere assolutamente in grado di produrre un programma comune. Ma fortunatamente non ci hanno nemmeno provato: il loro unico selling point politico è &#8220;noi siamo quelli immediatamente più a sinistra del PD: ci votate?&#8221;.</p>
<p> </p>
<p>E poco importa che su temi come la TAV, il lavoro, le infrastrutture, i salari, la responsabilità di governare, i termovalorizzatori, i rigassificatori, le discariche, ecc. quelli di SD e del PSI la pensino in maniera opposta ai Verdi o agli anticapitalisti bertinottiani. Basta non scrivere il programma e il gioco è fatto.</p>
<p>Ecco, finalmente, la politica fatta di puro posizionamento. Perché produrre contenuti, sintesi e idee quando bastano le coordinate? Siamo alle soglie della geografia. Materia che non amo.</p>
<p> </p>
<p>Il resto mi sembra ancora più improponibile: liste che, al di là del fondatore, non hanno classe dirigente meritevole (Italia dei Valori), partitini insignificanti numericamente, partiti che voterei volentieri se non ci fossero due o tre temi che per me sono dealbreaking (i Radicali: vorrei tanto iniziassero a pensarla come Obama, su Israele, per dire) e poco altro. </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>E INVECE QUESTA VOLTA SO COSA VOTARE E SONO PURE CONVINTO</strong></p>
<p> </p>
<p>La verità è che in quelle che dovrebbero essere le elezioni che dovrei affrontare con più incertezze mi trovo, invece, perfettamente conscio di chi voterò. E per una volta sono davvero convinto, non mi trovo a dover votare per disperazione.</p>
<p> </p>
<p>Per farla breve, alle Europee &#8211; dove è possibile scegliere un partito e dare fino a 3 preferenze &#8211; darò un solo voto di preferenza a Roberto Placido, penultimo della lista del Partito Democratico, proprio sopra Scalfacoso.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>UNA STORIA NERD CON HAPPY END</strong></p>
<p> </p>
<p>Perché voto per Placido? I motivi sono tanti e cominciano con una storiella un po&#8217; nerd. Eccola.</p>
<p> </p>
<p>Qualche tempo fa il Governo Berlusconi propose l&#8217;adozione degli ebook nella scuola pubblica. &#8220;Finalmente una cosa progressita fatta da quei pazzi clericofascisti che ci governano&#8221;, pensai. E invece il PD, per bocca del suo ministro-ombra per l&#8217;istruzione Maria Pia Garavaglia si oppose, peraltro con argomentazioni risibili (non avevano nemmeno capito bene cosa fossero gli ebook e credevano fossero libri da stampare a casa) e talmente ignoranti da irritarmi in modo bestiale.</p>
<p> </p>
<p>Preso da una sonora indignazione e decisissimo a fare l&#8217;elettore rompipalle (cosa che dovremmo fare più spesso e in maggior numero, ragazzi), ho scritto una mail arrabbiatissima praticamente a tutti i politici locali degni di nota, spiegando che stavamo facendo un errore e che i libri elettronici a scuola erano una cosa progressista, intelligente, ecologica e di aiuto alle famiglie più povere.</p>
<p> </p>
<p>Tra tutti quelli che hanno ricevuto la mia email, solo uno mi ha risposto: Roberto Placido, che peraltro è il vicepresidente del Consiglio Regionale.</p>
<p>E non mi ha mandato una mail precompilata o un suo sostitutivo liquidatorio: mi ha scritto &#8220;spiegami meglio&#8221;.</p>
<p> </p>
<p>Tempo un paio di settimane e gli ho spiegato meglio: gli ho spedito un po&#8217; di link, lui nel mentre si è documentato e ha riconosciuto che il suo/nostro ministro ombra e il partito intero si stava coprendo di ridicolo.</p>
<p> </p>
<p>Che fare? Beh, rimediare. Placido si è attivato, ha reperito i fondi e ha attivato una sperimentazione della Regione Piemonte in una scuola superiore di Torino: una sezione, a partire da settembre, studierà sugli ebook, grazie ad un accordo &#8211; che è una prima assoluta in Italia &#8211; tra Simplicissimus di Antonio Tombolini (che è all&#8217;avanguardia nella diffusione della cultura dell&#8217;ebook in Italia), i principali editori di testi scolastici (in precedenza a dir poco recalcitranti alla sola idea di fare libri non di carta) e la Regione Piemonte.</p>
<p> </p>
<p>Ecco un esempio di politica che funziona: un cittadino esprime un&#8217;istanza, la politica lo ascolta, si documenta se non è competente, accoglie le sue istanze, le trasforma in proposta politica/amministrativa e realizza qualcosa che &#8211; personalmente &#8211; trovo innanzitutto giusto e poi anche di sinistra, progressista e anche un po&#8217; geek come piace a me.</p>
<p> </p>
<p><strong>CHIEDI AL TUO CANDIDATO SE HA MAI MANDATO UN POKE</strong></p>
<p> </p>
<p>Da quell&#8217;episodio lì &#8211; tenendo conto che con Placido ci conoscevamo già, ma in termini puramente non politici (lo ospitavo spesso in radio, perché ha un passato da deejay di cui va piuttosto fiero e avere la seconda carica del tuo Consiglio Regionale in studio a mettere dischi e cazzeggiare non guasta mai, anzi diverte) &#8211; ho visto nascere in un politico un interesse reale per le nuove tecnologie.</p>
<p> </p>
<p>E&#8217; un classico caso di politico che fa tutto da solo: ha voluto un blog (che usa eccome e non solo per fini markettari ed elettorali: per esempio ha beccato i furbetti che fregavano, non avendone diritto, i soldi del contestatissimo &#8220;buono scuola privata&#8221; voluto dalla precedente amministrazione regionale di destra e ha piacevolmente rotto le scatole a destra e a manca online) e lo usa decisamente bene. Si è aperto un profilo di Facebook (che usa lui, mica il suo staff) e lo alimenta personalmente, senza retorica elettorale o politichese. E usa pure FriendFeed, anzi verificate: potreste esservi beccati qualche suo like.</p>
<p> </p>
<p>Lo ammetto, voto Placido anche per mera affinità di scelte: come tutti i politici che preferisco, non è un mestierante della politica, ma ha un passato da manager della comunicazione, anzi lavorava proprio in pubblicità e la cosa si nota (in città e non solo, alcune sue campagne sono rimaste memorabili). E&#8217; un ex dj, ogni anno organizza un mega-concerto rock per il 25 aprile (quest&#8217;anno con gli Afterhours) e ha una passione evidente per la tecnologia. Beh, mi ci riconosco <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>UN PD LAICO E PIU&#8217; DI SINISTRA: LAVORIAMOCI</strong></p>
<p> </p>
<p>Ma ci sono anche motivi più strettamente politici per cui voterò Roberto Placido e per cui vi invito a farlo, se state in Piemonte, Liguria Valle d&#8217;Aosta e Lombardia. </p>
<p>Il più importante è che Placido è il primo politico del PD che dice *apertamente* che il partito è troppo poco di sinistra, che è troppo spostato al centro e che va riportato a sinistra, dove peraltro c&#8217;è la sua vera vocazione. </p>
<p>E&#8217; il tema portante della sua campagna: fare qualcosa di sinistra, campionando Nanni Moretti. </p>
<p> </p>
<p>Tra il dirlo e il farlo, mi rendo conto, ce ne passa. Ma anche da questo punto di vista Placido si è dato da fare. Giusto oggi ha organizzato una video-chat online con i più importanti esponenti del PSOE spagnolo (cioè, per i non informati, il partito di Zapatero). Tema della discussione, una politica europea di sinistra. E tra le priorità della politica europea di sinistra, Placido ha messo i diritti civili, la libertà di accesso alla Rete e la sua neutralità, gli incentivi per l&#8217;impresa che fa innovazione e &#8211; internamente &#8211; la collocazione del PD al Partito Socialista Europeo. Sarà difficile spiegarlo a certi baciapile cattolici candidati nel P, ma lui personalmente ha scelto. E mi pare una scelta condivisibile.</p>
<p> </p>
<p>Tutto questo mi fa votare in modo convinto per Roberto Placido. Mi rendo conto che votando per lui non voto per questo PD, ma per quello che potrebbe esserci, se i Roberto Placido e le Debora Serracchiani fossero tanti, all&#8217;interno del partito.</p>
<p> </p>
<p>Stiamo per affrontare le elezioni europee, quelle in cui è possibile dare una preferenza, scegliere, premiare esattamente le persone che ci piacciono e nelle cui idee ci riconosciamo maggiormente.</p>
<p> </p>
<p>Punire il PD non votandolo è comprensibile, ma in questo momento è sbagliato, perché queste sono elezioni in cui abbiamo la possibilità di incidere direttamente nelle scelte del PD, far capire ai democristiani oscurantisti che si sono insediati nei suoi organi amministrativi che sono una minoranza non gradita e che la maggioranza degli elettori di sinsitra è laica, progressista e pure un po&#8217; arrabbiata.</p>
<p> </p>
<p>Credo anche che sia impensabile, anzi forse è risibile, immaginare che il futuro della sinistra in Italia passi da qualcosa che non sia la ridefinizione del PD. Cioè, rendiamocene conto: il PD non implode, per quanti pochi voti prenda. Semmai, se noi di sinistra ci allontaniamo dal Partito Democratico, finiranno solo per avere sempre più linfa vitale le Binetti e i Rutelli di turno.</p>
<p> </p>
<p>Lo ammetto: ci fossero state le liste bloccate non avrei votato PD, meno che mai con Cofferati capolista nel Nord Ovest, uomo che riesce miracolosamente a racchiudere tutto ciò che detesto di certa sinistra: la vecchiezza della mentalità sindacale classica, che rifiuta la modernità, il suo essere un politico che ha lavorato ben poco nella vita, lontano dal paese reale, i gusti snob, l&#8217;antipatia, l&#8217;incoerenza (ma non si era dimesso per stare a Genova?), lo snobbare la Rete, l&#8217;attrazione per il potere a tutti i costi (personalmente *odio* chi si candida sindaco in una città in cui non vive; e lo odio anche se vince!).</p>
<p> </p>
<p><strong>QUINDI? VOTO ROBERTO PLACIDO E VI INVITO A FARE ALTRETTANTO</strong></p>
<p> </p>
<p>Grazie al voto di preferenza riesco a votare una persona che credo meriti il mio voto e in questi giorni si è meritata il mio supporto e pure un po&#8217; della mia militanza. </p>
<p>Tutto separa una figura come Roberto Placido, che è un self-made-man, figlio dell&#8217;immigrazione lucana a Torino, da Cofferati e da cosa rappresenta (l&#8217;arroganza di certi dirigenti del PD). </p>
<p> </p>
<p>Quindi voto Roberto Placido e mi rendo conto che saremo in tantissimi a farlo. Non è un caso che, alle scorse elezioni amministrative, sia stato il politico che ha preso più preferenze nel Centrosinistra in tutto il Nord Italia. Di fatto è una persona che si spende, che presenzia, che vuole capire. </p>
<p>Potrà sembrarvi stupido, ma da qualche anno insegno &#8211; insieme ad una collega &#8211; a delle classi di pensionati come si fa ad aprire un blog di quartiere, con cui raccontarsi. E tra i &#8220;nonni tecnologici&#8221; mi ha sorpreso scoprire che, per motivi diversi, Placido è popolarissimo. Perfino quelli di destra lo conoscono, lo stimano e gli riconoscono lealtà e &#8211; cosa importante &#8211; presenza. Perché, non so bene come faccia, ma è dappertutto. E ogni nonno dotato di mouse poteva ricordare almeno un paio di eventi recenti in cui Placido si era palesato ad osservare, ascoltare, spiegare, capire.</p>
<p> </p>
<p>In effetti forse ho trovato qualcuno che, col suo scooter un po&#8217; sgarrupato, gira più di me e dorme meno di me e va in giro a ficcare il naso, a fare domande, a cercare di capire. Anche solo per questo (e per il fatto che trova perfettamente normale convocarti per una riunione a mezzanotte) dovrei votarlo. E lo farò. Come, spero, molti di voi.</p>
<p> </p>
<p>Se volete conoscerlo meglio, <a href="http://www.robertoplacido.it" target="_blank">www.robertoplacido.it,</a> oppure aggiungetelo su Facebook.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2009/06/05/chi-votero-alle-europee-un-endorsement-un-po-geek-e-un-po-politico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Azienda trasporti emotivi</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/21/azienda-trasporti-emotivi/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/21/azienda-trasporti-emotivi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 22:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[al gore]]></category>
		<category><![CDATA[alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[atac]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[current]]></category>
		<category><![CDATA[current tv]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[tabacchiera]]></category>
		<category><![CDATA[vanguard]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=855</guid>
		<description><![CDATA[Per questioni culturali ed affettive (ci lavorano un bel po&#8217; di amici e di persone che stimo), mi sento molto vicino a Current Tv, che per i non pratici di tv è il canale 130 su Sky, quello voluto da Al Gore e prevalentemente dedicato al giornalismo d&#8217;inchiesta e all&#8217;informazione non comune, d&#8217;avanguardia, spesso &#8220;user [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per questioni culturali ed affettive (ci lavorano un bel po&#8217; di amici e di persone che stimo), mi sento molto vicino a <a href="http://www.current.it" target="_blank">Current Tv</a>, che per i non pratici di tv è il canale 130 su Sky, quello voluto da Al Gore e prevalentemente dedicato al giornalismo d&#8217;inchiesta e all&#8217;informazione non comune, d&#8217;avanguardia, spesso &#8220;user generated&#8221;.</p>
<p>La formula innovativa, in uno scenario &#8211; quello televisivo &#8211; dove l&#8217;innovazione è amata quanto la sabbia tra le lenzuola &#8211; sta dando i suoi frutti, tanto che a Current hanno pensato, visto il successo, di lanciare il nuovo formato (che lascia spazio a contenuti ancora più &#8220;forti&#8221;, a inchieste e documentari lunghi, a tv magari &#8220;scomoda&#8221; ma veritiera) con una campagna di affissioni che promuove due imminenti video-inchieste di Vanguard, il programma di punta della Rete.</p>
<p>I manifesti sarebbero dovuti essere affissi nelle metropolitane di Roma e di Milano, ma sorprendentemente l&#8217;ATAC di Roma ha deciso di rifiutare all&#8217;ultimo minuto le affissioni di Current. Che succede?</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>LA PATRIA POTESTA&#8217; DELL&#8217;ATAC SULLE NOSTRE VITE</strong></p>
<p>Succede che all&#8217;ATAC non se la sentono.<br />
I visual della campagna di Current promuovono due inchieste non banali.<br />
La prima è sul rapporto tra la Chiesa e il crimine organizzato e si intitola &#8220;Cosa succede quando la camorra entra in chiesa?&#8221; e il relativo manifesto raffigura una bibbia crivellata di colpi di arma da fuoco.<br />
La seconda video-inchiesta, rappresentata sul manifesto da un mitra a stelle e strisce e una mazzetta di dollari, è  altrettanto &#8220;scomoda&#8221;, visto che si intitola &#8220;Gli Stati Uniti stanno finanziando i terroristi?&#8221; e parla dei curiosi rapporti tra gli States e le forze paraterroristiche anti-Iran.</p>
<p>L&#8217;ATAC, che è l&#8217;azienda trasporti del Comune di Roma, rifiuta la campagna (che invece è stata tranquillamente accettata dall&#8217;azienda trasporti di Milano).<br />
Il motivo? Lo spiegano direttamente con un comunicato stampa:</p>
<blockquote><p> </p></blockquote>
<blockquote><p>Tale decisione trova fondamento nel <strong>difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo</strong> riguardo alla <strong>percezione della sicurezza personale e sociale</strong>, in considerazione del quale <strong>ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio</strong>.</p></blockquote>
<p> </p>
<p>Cioè, tradotto in termini più comprensibili: i tempi sono bui, la gente si agita facilmente e noi dell&#8217;Azienda Trasporti dobbiamo aiutare il Sindaco Alemanno a tenere tutti buoni</p>
<p>Che bello. E io che credevo che il compito dell&#8217;azienda trasporti di una grande città fosse spostare la gente dal punto A al punto B nel modo più efficace possibile.</p>
<p>Invece scopriamo che a Roma l&#8217;azienda trasporti si preoccupa prevalentemente di noi, dei nostri sentimenti, dei nostri stati d&#8217;animo. Ci vogliono bene e non vogliono che ci agitiamo. Nel mezzo sì, ci portano da una parte all&#8217;altra della città, ma senza pensieri negativi.</p>
<p>E io che credevo che pagare il biglietto del tram servisse giusto a comprare la corsa! Stolto.<br />
Invece no, l&#8217;ATAC a Roma dà anche una piacevole assistenza psicologica, anzi *non può non* aiutare il Sindaco a farci credere che tutto va bene, madama la marchesa, fosse anche impedendoci paternalisticamente di essere esposti a contenuti che &#8211; a giudizio del team di tranvieri psicologi che sicuramente dirige l&#8217;ATAC &#8211; potrebbero urtare la nostra sensibilità. Che gentili.</p>
<p>D&#8217;altronde siamo tutti dei minus habens incapaci di intendere e di volere ed è giusto che sia l&#8217;azienda trasporti del Comune di Roma a decidere cosa è bene e cosa è male per noi. </p>
<p> </p>
<p><strong>I CONTI NON TORNANO</strong></p>
<p>Qualcuno, però, si ricorda che forse abbiamo compiuto la maggiore età da un pezzo e non abbiamo bisogno di tutori o sostitutivi della figura paterna che decidano per noi cosa possiamo vedere e cosa no, meno che mai se i suddetti tutori sono aziende municipalizzate.</p>
<p>Altri notano che, visto anche il merito dei visual della campagna di Current, non è che i manifesti siano così minacciosi. Anzi, ancora devo capire come un manifesto possa minacciarmi, a meno che non ci sia sopra la mia faccia e la scritta &#8220;wanted, dead or alive&#8221;.</p>
<p>Altri bolscevichi si ricordano che in Italia ci sarebbe quella clausolina della Costituzione che dice che da queste parti c&#8217;è la libertà di espressione e che l&#8217;eventuale grado di offensività di una campagna pubblicitaria è valutato da un codice di autoregolamentazione professionale e, in extremis, dalla legge. Non certo dalle preoccupazioni dell&#8217;ATAC per la nostra salute mentale.</p>
<p>La cosa, poi, inizia a puzzare. Il Presidente dell&#8217;ATAC, Massimo Tabacchiera, <a href="http://kttbblog.splinder.com/post/19905016/Campagna%20Current:%20da%20dove%20vien" target="_blank">intervistato sulla questione</a>, dice cose che non sono esattamente in linea con il comunicato stampa ATAC del giorno prima. In primis dice</p>
<blockquote><p>&#8220;Nella scelta (di rifiutare la campagna, ndSuz) non ha avuto alcun ruolo il tema della sicurezza&#8221;.</p></blockquote>
<p>I casi sono due: o sono duro di comprendonio io, o Er Tabacchiera ha un problema con chi gli scrive i comunicati stampa, visto che basta leggere qualche riga più in su la citazione che dice &#8220;riguardo alla percezione della <strong>sicurezza personale e sociale</strong>, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio&#8221;.</p>
<p>Si fa largo l&#8217;ipotesi che ci stiano vagamente prendendo in giro. Per di più le motivazioni &#8220;tecniche&#8221; addotte da Tabacchiera per il rifiuto della campagna sono deliziose e ci permettono di identificare subito un grande comunicatore, attento al dettaglio:<br />
 </p>
<blockquote><p>&#8220;Quei manifesti non vanno bene per dei mezzi in movimento, la gente non ha il tempo di fermarsi a leggere e comprendere il senso del messaggio&#8230; i caratteri sono troppo piccoli per poterli leggere mentre l&#8217;autobus si sposta&#8221;<br />
 </p></blockquote>
<p>A parte il fatto che sono gioiosi problemi di Current se il testo è troppo piccolo o troppo grande per il messaggio che vuole ottenere, c&#8217;è un problemino non da poco: i manifesti non dovevano essere attaccati agli autobus, ma dovevano essere giganteschi e statici, appesi sulle pareti delle stazioni della metropolitana, che salvo in caso di terremoto è ragionevole pensare ferme.</p>
<p>E siamo alle solite: o il Presidente dell&#8217;ATAC è mal informato sulle questioni che riguardano la società che dirige o ci sta prendendo in giro. </p>
<p> </p>
<p><strong>A PENSAR MALE SI FA PECCATO</strong></p>
<p>Certo che a voler essere perfidi e malpensanti (e qui lo si è con slancio) c&#8217;è da pensare che forse tanto affabile altruismo manifestato dall&#8217;ATAC nei confronti delle nostre povere menti di verginelle seicentesche sotto sotto è altro. </p>
<p>Qualcuno ha detto censura? Personalmente sì, dico censura. E delle più gravi. Il fatto è che un&#8217;indagine sui rapporti (non esattamente conflittuali, anzi) tra Chiesa e camorra evidentemente a qualcuno non piace. E meno che mai una sulla faccia sporca della &#8220;war on terror&#8221; di Bush, che da queste parti ha trovato ciechi sostenitori nella parte politica ora al potere.</p>
<p>Di fatto, anche sforzandomi davvero a pensare all&#8217;ATAC come ad una società di filantropi preoccupati per noi tutti, quello che vedo è uno scenario desolante:</p>
<p>- un&#8217;azienda municipalizzata di trasporti che compie decisioni politiche e funzionali all&#8217;ideologia politica dell&#8217;amministrazione comunale e lo dice apertamente: questa campagna non è in linea con gli obiettivi del Comune, che vuole rassicurare e garantire la (sua) pace sociale.</p>
<p>- un presidente di nomina politica che, invece che occuparsi di trasporti, usa la società che dirige come braccio armato politico del Sindaco, censurando contenuti scomodi</p>
<p>- un presidente di nomina politica che è totalmente disinformato sulla questione o ci prende in giro (tristemente è più probabile la prima ipotesi), contraddicendo le comunicazioni ufficiali della propria amministrazione</p>
<p>- una censura *sui contenuti* alle videoindagini di Current Tv: non vogliono che si vedano, non vogliono che la gente sappia che esistono</p>
<p>- una visione paternale &#8211; con motivazioni pretestuose, perché l&#8217;immagine di una bibbia e di un mitra non sono certo ragione di scandalo o turbamento, visto soprattutto cosa passa normalmente sotto i nostri occhi sui manifesti &#8211; della società italiana: &#8220;pensiamo noi per voi, voi state tranquilli, va tutto bene, circolare!&#8221;</p>
<p> </p>
<p><strong>LE DUE DESTRE</strong></p>
<p>E&#8217; impossibile non buttare in politica questa storia di censura, operata dall&#8217;amministrazione di destra &#8211; guidata da Alemanno &#8211; su due contenuti che peraltro nessuno ancora ha visto in Italia. E&#8217; proprio vero che le inchieste fanno paura, che le domande terrorizzano, che lo spirito irrequieto di chi vuole sapere di più fa tremare i potenti, comunque e sempre.</p>
<p>Ed è un caso curioso, perché questa storia di censura &#8211; che non finirà qui &#8211; racconta le due destre in Italia. Una è quella di Milano, che non censura &#8211; come è giusto &#8211; la campagna di Current, magari storcendo il naso, ma ricordandosi che in Italia esistono delle leggi che tutelano la libertà di espressione.<br />
E soprattutto ricordandosi che non c&#8217;è niente di meglio che un atto di ingiustizia e di censura per &#8220;pompare&#8221; un contenuto sui media e dargli una visibilità insperata.</p>
<p>Dall&#8217;altra c&#8217;è la destra infinitamente stupida, quella ancora &#8220;fascia&#8221;, rozza e picchiatrice, che calpesta i diritti dei cittadini tutti. Quella che censura con motivi ridicoli, gestendo malissimo la vicenda, con personaggi evidentemente non all&#8217;altezza, comunicazioni che si contraddicono e un&#8217;aria ingiustificabile di improvvisazione.</p>
<p>E questa è la destra peggiore, anche se &#8211; detto da uomo di sinistra &#8211; la più auspicabile, perché è da operetta nel perseguire le &#8220;maniere forti&#8221; che risultano inesorabimente in una sconfitta.<br />
Sì, perché oggi la notizia di questo atto di censura <a href="http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=51710801867&amp;h=SXU1z&amp;u=_kIfx" target="_blank">è sui giornali</a> (per esempio in home su Repubblica.it), se ne parla diffusamente in Rete  e l&#8217;attesa per le due video-inchieste di Current è altissima non solo a Roma e a Milano, ma in tutta Italia. E questo senza che Current abbia attaccato un singolo manifesto sui tremolanti muri della metropolitana capitolina.</p>
<p>Verrebbe da dire &#8220;grazie Alemanno (o Tabacchiera), continua così&#8221;, perché questo è il più grande favore che si poteva fare a Current, ai suoi valori e ai suoi temi. I contenuti di questa tv iniziano &#8211; perfino preventivamente &#8211; a fare &#8220;paura&#8221;.</p>
<p>E viene da domandarsi chi è che può avere paura di una video-indagine sui rapporti tra la Chiesa e la camorra, tanto da non volerne diffondere la pubblicità. E soprattutto viene da domandarsi da che parte stia chi, politicamente, non vuole dare l&#8217;opportunità alla gente di informarsi su un tema così forte e controverso.</p>
<p>Ovvero, se la Chiesa non ha nulla da temere, perché censurare questa video-inchiesta?</p>
<p> </p>
<p><strong>SUPPORTIAMO CURRENT E LA LIBERTA&#8217; DI INFORMAZIONE</strong></p>
<p>Quello che conforta è che la questione non finisce qui, anche perché gli episodi di censura tramviaria (mi duole dirlo: bipartisan, visto il caso della pubblicità della UAAR sui mezzi pubblici di Genova) stanno iniziano a diventare dei pessimi precedenti in questa Italia in cui si avvallano per legge le ronde e progressivamente spariscono i diritti personali, primo fra tutti quello all&#8217;espressione e, a breve, quello di libero accesso alla Rete.</p>
<p>E proprio la Rete, nel suo piccolo, si incazza. Qui c&#8217;è <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=128786715074" target="_blank">un gruppo di Facebook</a>, a cui vi invito a partecipare, in cui è riassunta la questione, in cui c&#8217;è una rassegna stampa che spiega per filo e per segno cosa è accaduto e in cui si può discutere della questione e coordinarsi per protestare contro la censura.</p>
<p>Anche il sito di Current <a href="http://current.com/items/89830965/roma_censura_le_affissioni_di_current.htm">segue la questione qui</a>. E c&#8217;è pure un <a href="http://current.com/live.htm" target="_blank">sondaggio</a> in cui è possibile esprimere la propria opinione su questo caso.</p>
<p>E presto sarà possibile vedere le due video-inchieste su Current che tanto fanno paura a quei filantropi dell&#8217;azienda trasporti romana e ai loro padrini politici.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/21/azienda-trasporti-emotivi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I princìpi sulle nuvole, le persone sulla terra &#8211; riflessioni su una battaglia che non potremo che vincere</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/05/i-principi-sulle-nuvole-le-persone-sulla-terra-riflessioni-su-una-battaglia-che-non-potremo-che-vincere/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/05/i-principi-sulle-nuvole-le-persone-sulla-terra-riflessioni-su-una-battaglia-che-non-potremo-che-vincere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 18:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=849</guid>
		<description><![CDATA[Vorrei scrivere qualcosa di sensato e di freddo sul caso di Eluana Englaro, ma mi è difficile.
Proprio non ci riesco, nonostante gli sforzi, perché sul tema mi considero un pratico, un semplice, ma contemporaneamente un estremista. E ne sono fiero, perché credo che su una questione come questa non esistano posizioni intermedie.
Non si può mediare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei scrivere qualcosa di sensato e di freddo sul caso di Eluana Englaro, ma mi è difficile.<br />
Proprio non ci riesco, nonostante gli sforzi, perché sul tema mi considero un pratico, un semplice, ma contemporaneamente un estremista. E ne sono fiero, perché credo che su una questione come questa non esistano posizioni intermedie.</p>
<p>Non si può mediare su un concetto semplice e contemporaneamente life-defining come la libertà di disporre del proprio corpo.  Non esiste sfera più intima, salvo il controllo del pensiero. Ma all’atto pratico siamo questo: siamo corpi più o meno vivi e ci definiamo esseri viventi e senzienti perché ne disponiamo volontariamente. Scegliamo, cioè, che farne. E la libertà di “agire” liberamente il nostro corpo è una di quelle che – nella mia visione – sta a monte di tutte le altre. Io sono mio, mi sembra un principio inalienabile e non negoziabile.</p>
<p>Ecco perché trovo assurdo che la destra italiana, insieme alla Chiesa, si schieri per la limitazione di quella che è la “libertà madre” di tutte le libertà. E non c’è etica che tenga: se voglio dettare le condizioni per la mia morte, se voglio disporre liberamente di me, intimamente di me, con riflessi solo su di me, è anti-umano. E&#8217; disumano nel vero senso della parola che qualcuno decida per legge cosa posso e cosa non posso fare di me, del mio corpo, della mia vita.</p>
<p>In linea di principio &#8211; pur combattendolo &#8211; trovo meno barbaro che la Legge e la politica decidano di mettermi il naso in camera da letto o nel repertorio di idee che porto addosso. Ma il corpo è ancora più intimo, non abbiamo altro: è il nostro ultimo bastione. Da lì, mi spiace, ma non si passa.</p>
<p>L’etica, la bioetica, la filosofia, ecc. per quanto mi riguarda contano davvero poco, perché viene tutto dopo: è sovrastruttura, mentre qui stiamo a parlare di carne.<br />
Vanno giusto bene per normare le zone grigie, quelle in cui la volontà del cittadino non è espressa, quelle in cui è ambigua. Ma se voglio mangiare un gelato o morire o fare dieci flessioni è una scelta mia e risponde solamente alla mia coscienza, ai miei valori e alle mie relazioni con gli altri. Ma inizia e finisce dentro di me.</p>
<p>Il vero estremismo pericoloso è proprio quella malata ideologia che si maschera da “difesa della vita”. Ed è veramente qualcosa che confina con il peggiore estremismo e che ha tratti paraterroristici, perché si basa su principi assoluti (e peraltro non so quanto condivisi), non sulla realtà.</p>
<p>Le persone di buonsenso parlano di episodi, di casi, di individui. Gli estremisti della “difesa della vita” parlano di simboli, di categorie , di “bene assoluto” imposto a terzi, senza pensare cosa ci sia nel mezzo.</p>
<p>Ho già visto quel modo di pensare lì, animato da ottime intenzioni sulla carta. C’era gente che pensava di riscattare le masse e salvare il mondo. Per farlo bisognava sparare a qualche uomo, ma suvvia: non erano uomini, erano simboli. E si sa che ogni rivoluzione ha bisogno dei suoi boia, ecc. Abbiamo già dato.</p>
<p>Io ho paura di quelle persone lì, indipendentemente dalla bandiera che sventolano, perché sotto sotto è una sola: quella dell&#8217;alienazione dalla realtà. Ho paura di quelli che parlano per categorie assolute e agiscono di conseguenza. Il vero estremismo è quello: restare indomiti sulla nuvoletta dei principi puri senza guardare cosa succede realmente là sotto, dove c&#8217;è il paese reale, che per una volta non è un&#8217;espressione comune ma siamo noi.</p>
<p>Mi consola una cosa: perderanno. E perderanno perché non hanno tenuto conto che la morte, la sofferenza, il dolore, sono cose comuni a tutti.</p>
<p>E non lo dico per ecumenismo: moriamo tutti e tutti scontiamo da vivi la morte di alcuni che ci sono accanto.<br />
E a tutti, indipendentemente dal colore politico, è capitato di vedere soffrire tanto qualcuno vicino e lontano e trovarsi un giorno ad un funerale e dirsi che sì, dispiace, ma è meglio che sia andata così.</p>
<p>Tutti abbiamo avuto un nonno, un prozio, un vicino di casa, un cugino, ecc. per cui la nostra pietà umana ha, obtorto collo, augurato una fine , piuttosto che un prolungamento sine die del capitolo del dolore, dell’umiliazione, della non-vita.</p>
<p>E quando i brigatisti del “movimento per la vita” parleranno di assoluti, di diritto alla vita e di sacralità, cercando di imporci un’ideologia che è antitetica al nostro senso pratico e praticato di pietà umana, al nostro non voler veder soffrire inutilmente le persone a cui teniamo, noi tutti saremo lì coi piedi per terra e penseremo ai nostri morti, ai nostri parenti, conoscenti, amici, alle loro storie, alla loro sofferenza. E sapremo, come abbiamo sempre fatto, cosa pensare e cosa fare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2009/02/05/i-principi-sulle-nuvole-le-persone-sulla-terra-riflessioni-su-una-battaglia-che-non-potremo-che-vincere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;anno che verrà &#8211; ovvero il mio primo Post sotto l&#8217;Albero</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/12/14/lanno-che-verra-ovvero-il-mio-primo-post-sotto-lalbero/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/12/14/lanno-che-verra-ovvero-il-mio-primo-post-sotto-lalbero/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 05:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[grandi tra i grandi]]></category>
		<category><![CDATA[marchetta fiogovernativa]]></category>
		<category><![CDATA[marchettone]]></category>
		<category><![CDATA[schifani]]></category>
		<category><![CDATA[sudditanza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=823</guid>
		<description><![CDATA[Quello che segue è il mio primo Post sotto l&#8217;Albero.
In quanto versione stalinista del Grinch, con punte quasi autolesioniste di odio per tutto ciò che è vagamente natalizio, mi sono perfino sorpreso io stesso della mia partecipazione ad una simile iniziativa.
Poi ci ho riflettuto e ho scoperto che scrivere il PSLA è una sorta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quello che segue è il mio primo Post sotto l&#8217;Albero.<br />
In quanto versione stalinista del Grinch, con punte quasi autolesioniste di odio per tutto ciò che è vagamente natalizio, mi sono perfino sorpreso io stesso della mia partecipazione ad una simile iniziativa.</em></p>
<p><em>Poi ci ho riflettuto e ho scoperto che scrivere il PSLA è una sorta di passatempo per sadici. Il fatto è che <a href="http://blogsquonk.it" target="_blank">Sir Squonk, uomo dal multiforme talento,</a> è una persona prima di tutto paziente. Quindi pone una data di scadenza in cui raccogliere i post dei partecipanti e attende fiducioso. E rigorosamente si trova a mani vuote o quasi.</em></p>
<p><em>Ecco, quindi, che scattano i primi appelli, con l&#8217;inevitabile arrivo dell&#8217;improcrastinabile. Prima appelli pubblici, inizialmente autorevoli, poi minacciosi, poi complici, poi ricattatorio/affettivi, poi ancora livorosi e infine disperati. E in seconda battuta gli appelli privati, dall&#8217;SMS vagamente mafioso fino alla mail dai toni barocchi del periodo bizzarro.</em></p>
<p><em>Il risultato è che chi partecipa e tarda a consegnare (cioè praticamente tutti) riceve dal Sir nel corso del tempo vere e proprie opere d&#8217;arte multimediale, da semplici haiku via SMS a lacrimevoli e-mail con biliosi allegati. Uno scritto meglio dell&#8217;altro, in un&#8217;escalation in cui è palese che l&#8217;autore ha un talento alimentato a disperazione.</em></p>
<p><em>Il resto è trascurabile: un po&#8217; di gente attende proprio l&#8217;ultimo istante utile, pur di collezionare altre gemme squonkiane, e consegna un post. Il risultato della dialettica sfuggente fra il talento del raccoglitore e la cialtronaggine media dei partecipanti è, incredibilmente, ottimo nonostante l&#8217;impaginazione un po&#8217; così, le clipart d&#8217;illustrazione prese da Office 95 e una generalizzata propensione al refuso. </em></p>
<p><em>E&#8217; qualcosa di inspiegabile, una sorta di ossimoro in cui la combinazione tra alto e basso, tra talento e intima bruttezza dei partecipanti produce accostamenti inaspettati  e forieri di gioia, come il tartufo bianco: un alimento eccellente che dà il meglio di sé su piatti vili, come l&#8217;uovo fritto. </em></p>
<p><em>Quindi godetevi l</em><a href="www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2008.pdf" target="_blank"><em>&#8216;intera raccolta di quest&#8217;anno di Post sotto l&#8217;Albero</em></a><em> e, se proprio ci tenete, solo il mio contributo, che è qua sotto. <br />
Per fare quello filologico (leggi: non avevo altro), non ho scritto un post ad-hoc, ma ho letteralmente rubato al blog un post, l&#8217;ho incollato in Word e spedito al talentuoso curatore.<br />
Risultato, una brutta figura: gran parte dei partecipanti ha prodotto piccole perle narrative e io sto qui a scaldarmi per un calendario con la Carfagna. Vestita, peraltro.</em></p>
<p><em>Buona lettura, neh</em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Uno ci prova anche a fare quello che non demonizza Berlusconi, che si dimentica la tessera della Loggia P2, i mafiosi e i corruttori in parlamento, l’ego smisurato che confina col borderline e tutte le altre porcherie che tutti conosciamo benissimo e che quasi tutti scordano quando si tratta di votare.</p>
<p>E giuro che io ci provo davvero, faccio un sacco di docce tiepide, mi stronco di tisane al tiglio e continuo a ripetermi &#8220;suvvia, è solo un governo di destra come tanti altri, siamo tutti democratici, sotto sotto siamo tutti fratelli, è la democrazia dell’alternanza e via di mantra rassicuranti.&#8221;</p>
<p>Ormai privo di riferimenti politici al di là del signor Spock in “Star Trek, l’ira di Khan”, uno arriva perfino a dirsi che tutto sommato un mezzo regime vagamente argentino, con a capo un ibrido tra un re travicello e un miles gloriosus, non è poi questo dramma, che alla fine perfino le cose brutte e cattive hanno un ruolo nel grande schema dell&#8217;esistenza e poi, insomma, in Argentina c’è il tango che non è così male, no?</p>
<p>Insomma, si cerca la via zen e si prova &#8211; dopo aver fallito nell&#8217;intento del &#8220;non pensiamoci, dimentichiamoci che la politica esiste e occupiamoci di altro&#8221; &#8211; ad accettare o quantomeno rendere più digeribile il male che non si riesce a rimuovere.<br />
Serenamente. Pacatamente. Piano piano. Come vuole Veltroni.</p>
<p>L&#8217;operazione dopo un po&#8217; ti riesce, perché l&#8217;essere umano ha grandi capacità di adattamento e se riesce a vivere negli igloo a sessanta sotto zero nutrendosi di yogurt di renna, figuriamoci se non può reggere queste cosucce qui.<br />
Ci vuole ben altro per abbatterci, ha!</p>
<p>Poi, però, quando hai finalmente ottenuto la tanto sospirata semiserenità politica e ti sei quasi convinto che perfino La Russa al governo abbia una sua razionale utilità e che se non la vedi è solo perché lo schema delle cose è più grande della tua comprensione, Orazio, ecco il crollo, il rigurgito dell&#8217;inevitabile.</p>
<p>Maledetta Internet.<br />
Sì, maledetta. Perché senza la Rete sicuramente mi sarei perso tutto ciò: apro La Stampa online e scopro che esiste il calendario 2009 &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&amp;pm=1&amp;IDmsezione=18&amp;IDalbum=14170&amp;ti po=FOTOGALLERY#mpos" target="_blank">Grandi tra i grandi: i politici per i bambini</a>&#8220;. <br />
Ora, già il nome è tremendo, ma il disgusto da copy è il meno. Ci si mette pure il progetto: fotografie di politici &#8220;casualmente&#8221; ritratti in atti di grazia e tenerezza con dei bambini.</p>
<p>Di norma detesto tutto ciò che sfrutta l&#8217;immagine dei bambini, ridotti spesso a versioni umane dei LOLCats da genitori infami. Figuriamoci che reazioni può suscitare un mix “bambini sfruttati + Schifani”, sponsorizzato dalla Presidenza del Consiglio, del Senato e della Camera.</p>
<p>Se poi clicchi sul link, attratto dall&#8217;orrido e poco propenso a cliccare sui calendari alternativi con l&#8217;ennesima velina photoshoppata desnuda, il gioco è fatto: ecco il regime che salta fuori.<br />
Il regime, sì, quello vero, cioè quello fenotipico, che puoi toccare. Suvvia, gli aspetti estetici del regime, quelli più tangibili.</p>
<p>Perché tutti gli elementi &#8220;reali&#8221; del regime (i privilegi, le pastette, l&#8217;assenza di democrazia, la disuguaglianza, ecc.) un po&#8217; te li nascondono, un po&#8217; ormai li accetti come assodati e un po&#8217; li dai per scontati come espressione dell&#8217;italianità.</p>
<p>Insomma, a noi che ci sia o meno il retroscena del regime non importa.<br />
Ma a noi ultimi mohicani di sinistra danno fastidio alcuni aspetti visivi, cioè l’estroversione del regime, la sua retorica pubblica e i suoi atti trionfali.</p>
<p>Avete corroso la già esile tenuta democratica di questo paese? Fa lo stesso. Ma almeno fate finta che tutto vada bene.<br />
Tanto noi siamo tra quelli che mangiano il surimi a forma di gambero e si convincono davvero che un po’ il gusto gli assomiglia.</p>
<p>Il pensiero del regime già ti aveva sfiorato la mente nei giorni intorno al 4 novembre, quando in tv passava uno spot – tutto rallentatore e controluce &#8211; che celebrava le Forze Armate con toni da dittatura bielorussa ed estetica da tv di stato irakena ai tempi di Saddam: militari che passano per le strade e la gente impettita che si alza e gli fa l&#8217;applauso, chissà poi perché.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=C5F8OapOsfs" target="_blank">Va visto</a>, perché certe cose tra le righe si percepiscono meglio live che con una descrizione.<br />
Vi basti sapere che si intitola “Grazie ragazzi”, come allo stadio.</p>
<p>Il calendario politici+bambini è la conferma di quel retropensiero novembrino: il regime, stufo del retrobottega, sta venendo fuori nei suoi aspetti estetici, i più fastidiosi per noi sinistrorsi.<br />
Segno che dall&#8217;altra parte hanno rotto gli indugi e si stanno finalmente togliendo qualche soddisfazione personale.</p>
<p>Ecco, il calendario &#8220;Grandi tra i grandi&#8221; è la perfetta incarnazione della weltanschauung berlusconiana.<br />
No, non quella antidemocratica, aziendalista e &#8220;brianzola&#8221; dell&#8217;imprenditore con le mani sporche prestato alla politica. Quella, invece, del &#8220;re buono&#8221; (che da queste parti era un certo Umberto I, noto cannoneggiatore di poveri che chiedevano pane), del presidente che riceve le classi delle elementari alla Camera e interrompe un Consiglio dei Ministri per andare a recitare a memoria &#8220;Rio Bo&#8221; ai bambini forzosamente plaudenti.</p>
<p>Basta scorrere un&#8217;immagine dietro l&#8217;altra, controllando la bile.<br />
Non c&#8217;è una casualità nelle fotografie, c&#8217;è un indice preciso, un piano estetico/retorico e una line-up studiati a tavolino perfetti nei loro intenti.<br />
E i valori di questa operazione d&#8217;immagine sono perfetta espressione di cosa è l&#8217;Italia da cartolina di Natale dell&#8217;immaginario berlusconiano.</p>
<p>Sembra l’ennesima pubblicità della Bauli, in cui la keyword dominante è &#8220;bontà&#8221;.<br />
E allora ostentiamola, questa bontà!<br />
Ed ecco i vari politici colti in casuali pose carine accanto a bambini sorridenti. Bambini da cartolina, peraltro, vestiti appositamente a festa (ho già messo in preallarme l&#8217;equipe di psichiatri che si occuperà di curare, una volta adulta, la povera bambina col papillon marrone nella foto con Cossiga) e messi lì a figurare, dopo chissà quante dolorose prove circondati da fotografi incazzati e urla del tipo &#8220;Michela fai più l&#8217;occhio da derelitta, altrimenti il Presidente Schifani poi ti sculaccia, eh!?&#8221;.</p>
<p>Telefono Azzurro? Sì, già all’altezza di maggio ho composto le prime 2 cifre del numero. Ma siamo il paese di &#8220;Piccoli fans&#8221;: di fronte a scene simili la stragrande maggioranza degli italiani si commuove, non chiama di certo la polizia.<br />
Bisogna rassegnarsi.</p>
<p>Al di là dello sfruttamento paraculo dell&#8217;immagine dei bambini in situazioni potenzialmente pericolose (ve lo vedete Cossiga che chiede ai frugoletti &#8220;la vostra maestra è ancora viva? O è stata bastonata ad arte, come ho &#8211; modestamente &#8211; proposto?&#8221;), quello che spaventa è soprattutto la lineup delle playmate politiche di ciascun mese.</p>
<p>In primis l&#8217;opposizione non esiste. O meglio, esiste quello che il berlusconismo considera l’opposizione ideale. Cioè, su 12 fotografie gli &#8220;oppositori&#8221; sono 2, ovvero un nonnetto democristiano di lungo corso come Franco Marini e &#8211; ripescato dall&#8217;oblio nonostante politicamente e istituzionalmente conti quanto il mio verduriere &#8211; nientemeno che Fausto Bertinotti.</p>
<p>Peraltro il cittadino semplice Bertinotti è ritratto &#8211; a conferma di una precisissima progettazione estetica di queste foto &#8211; con le uniche due bambine non vestite a festa, anzi opportunamente conciate un po’ da zingare e un po’ da hippy, con un non trascurabile dettaglio per cui una delle due sfoggia sul vestitino un’inspiegabile quanto eloquente stella rossa.</p>
<p>Facendo i ragionieri, un&#8217;opposizione democristianissima, vecchia e alle soglie dell&#8217;impresentabile, con in più il &#8220;comunista fenotipico&#8221; da zoo o da commedia di Pozzetto: il mostro da tenere in salotto perché fa chic e anche un po’ orrore alle madame. </p>
<p>Insomma, Bertinotti se lo coccolano su Mediaset da secoli, è tempo di ritirarlo fuori non appena la crisi si ammoscia un po&#8217;.</p>
<p>E dire che l&#8217;assenza di esponenti dell&#8217;opposizione sarebbe tecnicamente una buona notizia. Pensate che bello sarebbe se i vari Fassino, Rutelli, ecc. si fossero semplicemente eclissati dicendo &#8220;Il calendario coi bambini fatevelo voi, noi nonostante tutto abbiamo un senso della decenza e non ci prestiamo ad operazioni paracule di questo genere&#8221;.<br />
Ma conoscendo Veltroni &amp; C. è inevitabile pensare che su un calendario così i &#8220;nostri&#8221; si sarebbero buttati a pesce.<br />
Semplicemente non li hanno invitati.</p>
<p>Segnalo a parte, in quarta di copertina, defilata, una figura mezzo bipartisan come Umberto Veronesi, che sì, si è candidato per il PD &#8220;ma alla fine è uno dei nostri, perché fa i miliardi&#8221;.</p>
<p>Il resto delle 10 immagini è emblematico: i ministri più in vista, quelli più televisivi, presentabili e utilizzabili a fini professionali (quindi niente leghisti e spazio ai più popolari secondo i sondaggi), due senatori a vita (in sostanza gli unici due ascrivibili alla destra, cioè Andreotti e Cossiga) e i presidenti di Camera e Senato, cioè un untuosissimo Schifani e un Fini a cui bisognerebbe spiegare che gli anni Ottanta sono finiti e il &#8220;bronzo&#8221; non tira più, soprattutto nella versione “fratello di Sammy Barbot”.</p>
<p>In ultimo, lui: Silvio la Tigre, rigorosamente a dicembre, in una posa che non lascia spazio ad interpretazioni terze: sguardo adorante e &#8211; notate bene &#8211; bambini non ariani, anzi vagamente stranieri ma non &#8220;negri&#8221; o &#8220;musi gialli&#8221; o peggio ancora &#8220;arabi&#8221;: quel bel mulatto da spot della Barilla, che piace tanto alle nonnine.<br />
E Lui in mezzo, che li tiene in braccio, occhi socchiusi a dire &#8220;dio mio come sono buono, sto proprio bene in mezzo ai bambini&#8221;. </p>
<p>Insomma, l&#8217;immagine perfetta per il &#8220;nonno d&#8217;Italia&#8221;, che in un paese civile sarebbe qualche vecchietto fotogenico infastidito dalla stampa che lo obbliga a fare la faccia buona mentre beve vinaccio alla bocciofila<br />
In Italia, tristemente, il nonnino buono nazionale ha un ruolo precisissimo: Presidente della Repubblica.</p>
<p>Se vi state chiedendo cosa voglia fare Berlusconi da grande, guardate quella foto e la risposta verrà da sé. Come la nausea.<span> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/12/14/lanno-che-verra-ovvero-il-mio-primo-post-sotto-lalbero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Who&#8217;s gonna drive you home?</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/28/whos-gonna-drive-you-home/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/28/whos-gonna-drive-you-home/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 20:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[binetti]]></category>
		<category><![CDATA[bobba]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fassino]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[partito socialista europeo]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[vernetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=822</guid>
		<description><![CDATA[Dopo aver dato il meglio di sè nella gestione del problema della presidenza della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI, candidando un impresentabile e incompetente e vedendosi eleggere con un colpo di mano &#8211; coi voti della maggioranza berlusconiana  &#8211; un poco di buono ex mastelliano pronto a tutto (e mi inquieta che il PD candidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver dato il meglio di sè nella gestione del problema della presidenza della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI, candidando un impresentabile e incompetente e vedendosi eleggere con un colpo di mano &#8211; coi voti della maggioranza berlusconiana  &#8211; un poco di buono ex mastelliano pronto a tutto (e mi inquieta che il PD candidi uno così, davvero), il partito che teoricamente dovrei votare sta consumando le sue preziose energie politiche per un&#8217;altra battaglia di altissimo profilo e che non mancherà di appassionarci per la sua utilità per il paese.</p>
<p>Quanto avrei voluto che dio mi avesse fulminato seduta stante il giorno in cui ho lasciato la mia email agli uffici stampa nazionali e locali del partito che teoricamente dovrei votare, perché è ormai da una settimana che quotidianamente le caselle di posta si intasano a causa di una pioggia di comunicati stampa su un tema fondamentale come la collocazione nel Parlamento Europeo del Partito Democratico.</p>
<p>Ovvero, fra un anno ci saranno le europee e verosimilmente il PD riuscirà a fare eleggere qualcuno, nonostante stia facendo di tutto affinché ciò non accada. Dove si siederanno costoro? Staranno nel gruppo del Partito Socialista Europeo? O con i Popolari? Oppure con un terzo gruppo?</p>
<p>Certo, se il tuo partito è fatto da una mai completata sintesi tra ex ex comunisti e ex ex democristiani, il problema è spinoso, perché non puoi certo chiedere a quella simpatica donna della Binetti di sedere tra i socialisti europei. Così impari a candidarla, peraltro.</p>
<p>Però, per quanto mi riguarda, è un problema inutile. E trovo pure insultante leggere che Fassino, Rutelli, Bobba, ecc. si lancino strali su una questione puramente formale mentre avrebbero un bel po&#8217; di cose da fare (opposizione, costruire un&#8217;alternativa credibile al berlusconismo decadente di questi anni, ecc.)</p>
<p>Ma davvero, ci interessa dove siederanno gli eletti del Partito Democratico nel Parlamento Europeo?<br />
A me francamente il dibattito dà le stesse vibrazioni che la serie B di pallamano femminile.<br />
Mi interessa, invece, molto come il PD voterà, quali sono le sue proposte, le sue scelte e le sue posizioni. E mi sembrano questioni a monte rispetto al gruppo parlamentare a cui iscriversi.</p>
<p>Invece no, i pezzi da novanta del PD continuano questa guerra di comunicati piccati e stronzetti in cui di fatto gli ex DS continuano a dire &#8220;la grande tradizione riformista europea sta tra i socialisti&#8221; e gli ex democristiani rispondono &#8220;col cazzo, piuttosto ce ne andiamo&#8221;, coi pochi laici ex Margherita che tergiversano e, nel dubbio, dicono tutti la loro.</p>
<p>E quindi via con illuminanti e promettenti discussioni su un ipotetico scioglimento del PD, su una scissione, ecc. Non che si rovini nulla più di tanto, eh? Però c&#8217;è sempre un limite al peggio.</p>
<p> </p>
<p><strong>E&#8217; UN FATTO DI APPARTENENZA</strong></p>
<p>La cosa che mi spaventa e mi fa capire che a sinistra (ma in verità il problema è trasversale, sebbene con intensità differenti a seconda degli schieramenti) siamo ancora mostruosamente indietro nella visione dello scenario politico.</p>
<p>Continuiamo, cioè, a pensare alla politica come ad una questione di appartenenza. Quindi il problema numero 1 dell&#8217;esordio del PD nel Parlamento Europeo non sarà cosa voterà caso per caso, ma come si definirà, a quale &#8220;grande famiglia trasversale&#8221; della politica europea si iscriverà.</p>
<p>Tradotto in termini pratici, il PD spende il 99% delle sue già esigue e contraddittorie energie politiche per cercare litigiosamente di distillare una sintesi identitaria tra le sue componenti. E consuma se va bene l&#8217;1% a fare politica, cioè a compiere gli atti materiali che permettono ai suoi diretti e potenziali &#8220;consumatori&#8221; di definirlo.</p>
<p>E questo è un po&#8217; il dramma della sinistra e del suo approccio al paese. Continuiamo, noi che di sinistra lo *siamo*, a non capacitarci come il resto del paese possa non esserlo senza sentirsi sporco, in colpa, ecc. E continuiamo a fare una politica in cui il nostro fine reale non è risolvere problemi (o proporre soluzioni per) e su questo conquistare voti, ma è di fatto lavorare affinché la gente si converta e *diventi* di sinistra o centro sinistra o centro centro sinistra.</p>
<p>In verità basta riavvolgere minimamente il nastro per notare come la dimensione identitaria a sinistra sia una priorità assoluta. Democratici di Sinistra, Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, ecc. Lo vedete? L&#8217;ossessione di definire un&#8217;appartentenza che è a monte, a priori rispetto all&#8217;azione politica.</p>
<p>Ovvio che la gente che magari è così intelligente da non votare per Berlusconi ma non è de facto di sinistra o non si percepisce/definisce tale finisce per votare per Di Pietro, che di fatto è l&#8217;unico partito della coalizione in grado di intercettare gli swing voters tra uno schieramento e l&#8217;altro proprio in virtù del suo essere definito da scelte, da pratiche, da posizioni e non da appartenenze politiche ottocentesche.</p>
<p> </p>
<p><strong>QUASI QUASI MANDO UNA LETTERA A VELTRONI (NO, CHE POI LA LEGGE IN PIAZZA)</strong></p>
<p>Il tragico è che ad ogni comunicato stampa che ricevo &#8211; l&#8217;ultimo, piccatissimo, di <a href="http://www.giannivernetti.it/" target="_blank">Gianni Vernetti</a>, persona a cui sono peraltro vicino umanamente e che come sottosegretario agli esteri nella passata legislatura ho molto apprezzato, che sfancula Fassino &#8211; mi scatta una voglia tremenda di rispondere da semplice elettore.</p>
<p>E mi viene una voglia pazza di gridare ai dirigenti del mio partito che questo dibattito inutile viene fatto sulla pelle dei cittadini ed è un po&#8217; un insulto per chi ha votato PD, fidandosi che non avrebbe votato per un partito di stupidi.</p>
<p>E mi piacerebbe segnalare ai vari Rutelli, Fassino, ecc. che le priorità politiche mi pare siano altre. E se per loro non è così, beh allora voto altrove.<br />
Perché qui lo tsunami ci ha colpito in pieno (ricordate? quello <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/" target="_blank">con la cacca-Berlusconi che ci galleggia, irrilevante, in mezzo</a>) e chi ci dovrebbe salvare sta a riva a dibattere se farlo nuotando a delfino o a rana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/28/whos-gonna-drive-you-home/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>My generation</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/05/my-generation/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/05/my-generation/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 04:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[mccain]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=819</guid>
		<description><![CDATA[Sono qui, alle 5 del mattino, l&#8217;angoscia e passata e il vino lo stappo ora. Per festeggiare!
Sì, perché è avvenuta quella che, politicamente, finora è la cosa più positiva e potenzialmente più rilevante per la mia generazione: hanno eletto Barack Obama presidente degli Stati Uniti, che poi è come dire &#8220;capo del mondo&#8221; ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono qui, alle 5 del mattino, l&#8217;angoscia e passata e il vino lo stappo ora. Per festeggiare!</p>
<p>Sì, perché è avvenuta quella che, politicamente, finora è la cosa più positiva e potenzialmente più rilevante per la mia generazione: hanno eletto Barack Obama presidente degli Stati Uniti, che poi è come dire &#8220;capo del mondo&#8221; ed è un bene, anzi è un&#8217;ottima notizia.</p>
<p>Non voglio dire altro su Obama, perché, ora che la sua elezione è praticamente sicura, i media insisteranno ulteriormente nel propinarcelo in tutte le salse e l&#8217;unico rischio per il nuovo Presidente è che ci venga a noia come il marziano di Flaiano.</p>
<p>Anzi, c&#8217;è un secondo rischio <em>[warning: sto facendo dell'ironia scimmiottando il gergo paranoico dei complottisti]</em> e cioè che la CIA, Israele o i poteri forti lo ammazzino. Incrociamo le dita. E confidiamo in un Jack Bauer (possibilmente meno fascio di quello televisivo), casomai fosse necessario.<em>[/warning: sto facendo dell'ironia]</em></p>
<p>Intanto mi godo McCain che fa il suo discorso di commiato, sconfitto dopo tutte le porcate che ha fatto in campagna elettorale. Gli sta bene, è una persona orribile, finto eroe di una guerra in cui stava dalla parte sbagliata e si è pure fatto beccare.</p>
<p>Capita che ogni tanto le storie finiscono bene, i cattivi, le brutte persone, i fascisti, i guerrafondai, i disonesti, perdono. Raramente, però, vengono umiliati dal voto popolare.<br />
Oggi è capitato ed è un buon segno. Ed è un bel giorno. Uno dei pochi, francamente, che mi capita di vivere in questa esistenza che, tra &#8211; ehm &#8211; calcio e politica, nega da sempre gioie collettive a quelli come me.</p>
<p>Ma non è solo una questione di &#8220;vincere&#8221;, che è un verbo vuoto. E&#8217; davvero una questione di speranza, di cambiamento, un presagio positivo in un momento brutto per tutti. Se perfino gli Stati Uniti sono riusciti a capire che il cambiamento sta dalla parte giusta, forse c&#8217;è un barlume di speranza perfino per questo paese orribile in cui viviamo, circondati da gente in gran parte schifosa, familista, disonesta.</p>
<p>Nonostante pericolose tentazioni che scorrono a sinistra, sono un uomo di sinistra da sempre filoamericano, fin da tempi non sospetti.<br />
Amo gli Stati Uniti e penso che laggiù, per molti aspetti, ci sia un grado di civiltà superiore, bastava guardare come gli elettori si mettevano in fila per votare (e per votare bene!).<br />
E poi adesso un pezzo dell&#8217;America che mi piace, quella multietnica, multiculturale, quella black si appresta a sedere lì, nella stanza ovale.</p>
<p>Ed essendo uno che si commuove ad ascoltare Archie Shepp che suona &#8220;<a href="http://songza.com/z/fqdn4g" target="_blank">Blues For Brother George Jackson</a>&#8221; mi piace pensare che le lotte di quella generazione lì, che ha combattuto contro il razzismo, il bigottismo, la repressione, sono finalmente finite. E i 12 anni di carcere di George Jackson, il Gramsci di pelle nera, non sono stati vani.</p>
<p>E se oggi il capo del mondo è una persona in cui per mille motivi &#8211; non ultima l&#8217;età &#8211; mi riconosco (e, tra l&#8217;altro, il primo adulto vero in 16 anni a guidare gli USA) e che sento familiare, vicina e &#8220;umana&#8221;, è merito di chi in passato ha lottato per le cose giuste, anche quando lottare era impopolare e talvolta criminale.</p>
<p>E adesso, a vino stappato, tutti ad ascoltarsi &#8220;Black President&#8221; di Fela Kuti, un altro che aveva previsto tutto con qualche decennio d&#8217;anticipo.</p>
<p>Poi domani, con comodo, razionalizzo. Ora godiamoci il risultato e una provvidenziale pennellata di speranza.<br />
E voi subitevi un post emozionato, scritto male. Capitemi <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/11/05/my-generation/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>33</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettera ad un fratello occupante</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/10/24/lettera-ad-un-fratello-occupante/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/10/24/lettera-ad-un-fratello-occupante/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 03:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[fratello]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=816</guid>
		<description><![CDATA[Caro ipotetico fratello minore,
immagino che mentre io me ne sto qui comodo nei miei borghesissimi 100 metri quadri di proprietà, tu avrai abbandonato la tua cameretta in condivisione in qualche brutto bilocale in zona Università e starai occupando qualche aula per protestare contro i tagli all’Istruzione pubblica.
Ti confesso che oggi, vagamente scazzato da una giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro ipotetico fratello minore,</p>
<p>immagino che mentre io me ne sto qui comodo nei miei borghesissimi 100 metri quadri di proprietà, tu avrai abbandonato la tua cameretta in condivisione in qualche brutto bilocale in zona Università e starai occupando qualche aula per protestare contro i tagli all’Istruzione pubblica.</p>
<p>Ti confesso che oggi, vagamente scazzato da una giornata riempita male di cose lavorative, ho fatto un giro dalle parti di quell’Università in cui tu ora e io allora abbiamo più o meno studiato. <span style="text-decoration: line-through;">Ecco, no, Scienze della Comunicazione a Torino  &#8211; il corso di laurea più facile al mondo, alla portata di chiunque &#8211; non giustifica il verbo “studiare”, che è una cosa seria.  Facciamo che tu (forse) ci studi e io ci ho dato gli esami, ok?</span></p>
<p>No, non era una passeggiata per i portici di Memory Lane. Banalmente volevo capire, dare un’occhiata ad un’occupazione del 2008 e confrontarla con quelle dei primi anni Novanta, quando stavo dalla tua stessa parte della cattedra.</p>
<p>Il fatto è che, contrariamente alle occupazioni dei miei tempi, stavolta avete proprio ragione. Incontestabilmente. Anzi, io vorrei proprio capire, se non fosse che si nascondono, da un elettore di Berlusconi e soci come mai un Governo, indipendentemente dal colore, tagli i fondi all’istruzione. </p>
<p>Cioè, anche in un’ottica di destra, nella più marcia e fetida possibile, la scuola teoricamente dovrebbe essere comunque fondamentale. E se per noi che ancora ci definiamo democratici vale il principio per cui un buon sistema scolastico produce buoni cittadini, credo che per anche il più turpe governo iperdestrorso la scuola sarebbe ugualmente una risorsa, magari pronta a formare buoni guerrieri o buoni camerati o chissà cosa.</p>
<p>Boh, mi è sempre sembrato naturalmente bipartisan il pensare che, se uno ha a cuore le sorti del proprio paese, voglia che le scuole funzionino al meglio, con il massimo delle risorse possibili. Insomma, anche in un’ottica addirittura golpista è meglio avere una scuola che funziona: mal che vada la controlli politicamente e poi, forte della tua superiorità accademico-scientifica, invadi l’Istria e la Dalmazia. Ma perché tagliarle le gambe?</p>
<p>È per questo che non mi spiego come mai il Governo attuale stia smontando pezzo dopo pezzo la scuola pubblica. Qualcuno mi sa spiegare perché? C’è una verità di destra che è difendibile o che mi sfugge? So che qualche elettore di destra spia questa mia missiva. Ha per caso voglia di rispondere?</p>
<p>E dire che mi sono spaccato la testa in mille ragionamenti, dando fondo alle classiche paranoie sinistrorse che ancora mi attanagliano. <span><br />
</span>Vabbè, tiriamole fuori, sapendo che sono – appunto – paranoie.</p>
<p>La prima è che tutto questo smantellamento dell’istruzione pubblica sia funzionale a quella privata. Ma, salvo qualche diplomificio e qualche Università privata di poco conto, non c’è niente di rilevante e non mi sembra che la lobby delle scuole e università private sia così potente da giustificare tutto questo macello.</p>
<p>Seconda paranoia: che ci siano di mezzo – al solito – i preti? <span><br />
</span>Ok, è una fissa della destra, in barba al suo preteso liberalismo economico, regalare soldi pubblici ad imprese private (nello specifico le scuole private) per fare un favore alla Chiesa e ai suoi istituti privati. Ma è davvero questo? Non bastava il buono scuola, che è già una porcheria di per sé? Bisogna proprio smontare la scuola pubblica per rendere appetibile la scuola confessionale dei preti?</p>
<p>La terza ipotesi paranoica è vecchia come il cucco: vogliono una classe di dominati e una di dominanti. Insomma, italiani di serie A e di serie B. </p>
<p>Ma anche qui i conti non tornano tanto. Di fatto manca tuttora una scuola che formi i ricchi e i fortunati (cioè, è pieno di scuole private per soli ricchi, ma l’eccellenza in quell’ambito è tutta all’estero e questo vale ancora di più per l’Università) e francamente per dividere l’Italia tra elite ricca e poveri ignoranti è più semplice e perfino accettabile una vecchia soluzione.</p>
<p>Già, basta tornare a come era l’Università una volta, quando le lezioni erano obbligatorie (e addio studenti lavoratori: studiava solo chi aveva la grana di papi) e, soprattutto, c’erano dei sani blocchi all’accesso, per cui se avevi per caso fatto 5 anni di istituto professionale col cavolo che ti iscrivevi a Lettere o a Scienze Politiche.<br />
Insomma, il principio – in salsa maccheronica – delle caste, per cui a 13 anni prendi una via e da quella non ti schiodi più. Così addio alla promozione sociale: i figli degli operai fanno, in gran parte, gli operai. E quelli dei professionisti fanno in gran parte i professionisti. Non è così che è funzionata l’Italia democristiana per anni?</p>
<p>Per decenni quel metodo è servito ad evitare la “miscela tra l’alta e bassa gente”. E costa decisamente meno fatica che smantellare la scuola pubblica (e si prenderebbe pure un bel po’ di voti cattolici, perché agli ex democristiani sotto sotto questa cosa della scuola coi blocchi è sempre piaciuta, perfino a gente che sta nel PD) </p>
<p>Vorrei, in verità, caro ipotetico fratello minore occupante, che i motivi che stanno alla base delle scelte del Governo me li spiegassi tu, tanto hai un sacco di tempo da impiegare, mentre occupi.</p>
<p>In compenso beccati un bel po’ di avvertimenti paternali, di quelli per cui dovresti fare altre occupazioni per puro esercizio di rabbia generazionale. </p>
<p>Il primo è di non fidarti di quelli della mia età. Aspetta, lo rispiego altrimenti sembra che mi contraddico. <span><br />
</span>Vedi, oggi sono entrato in quella che era la mia Università e, a capo di tanti ventenni incazzati perché la destra al potere gli toglie la scuola (cioè il futuro) da sotto il naso, ho visto gli stessi che erano in prima fila 15 anni fa, quando facevo lo studente io. Ed erano già vecchierelli all’epoca. </p>
<p>Sì, il problema è proprio quello. Ed è il solito. I capetti. <span><br />
</span>E’ uno dei motivi per cui, dopo anni felici di politica nelle scuole superiori, arrivato all’Università ho preferito passare ad altro. Il fatto è che all’Università c’è sempre qualcuno che è più a sinistra di te (a parole), che grida di più, che fa più rumore. E vince, perché nelle assemblee (luoghi rumorosi, dove la dialettica è un sottoprodotto del wrestling) conta quello.</p>
<p>Ecco perché oggi sono entrato all’Università e ho visto centinaia di ventenni monopolizzati da cariatidi coi capelli bianchi dei centri sociali o dell’estremismo politico. </p>
<p>E’ che alla fine un’occupazione si riduce al puro atto di ordine pubblico, mentre dovrebbe avere un valore politico, simbolico e perfino pratico (occupiamo e nel mentre ragioniamo, studiamo il problema, ecc.).</p>
<p>Invece finisce che prende tristemente il sopravvento il valore puramente fisico dell’occupare. E gli estremisti, che hanno un ottimo know-how per quanto concerne gli aspetti “ginnici” della protesta, monopolizzano il movimento, perché trasudano un antagonismo fenotipico che – solo in quelle occasioni – sembra irresistibile.</p>
<p>Ecco, se vuoi un consiglio, gira alla larga da quelle cariatidi. Sì, lo so, è gente che a quarant’anni suonati è ancora legittimamente all’Università e continua a fare lo studente con i soldi che i genitori gli passano direttamente dal loculo. Lo so, perché me li ricordo ai miei tempi: stonavano già allora, vecchi nel look, nei modi, negli slogan. E perennemente portati a tirare il sasso, nascondere la mano e lasciare che la polizia picchi voi, i ventenni lì dietro.</p>
<p>Ecco, le botte. Parliamone. Mamma è preoccupata. Non per te, perché sei uno responsabile. È preoccupata per il clima. Perché le parole di Berlusconi prima e di Kossiga poi (oggi si prende la cara vecchia “k”, poi se fa il bravo e prende tutte le pastiglie gli restituiamo la “c”) non sono solo semplici fandonie di due anziani in crisi psichiatrica: sono un preciso segnale politico. E chi doveva intendere ha inteso.</p>
<p>Ecco, questi hanno paura. E hanno paura perché in questo caso hanno torto marcio, non hanno una singola giustificazione. E hanno capito che l’unica minaccia alla loro solida presa del potere in Italia, legittimata da milioni di voti scriteriati, è questo movimento qui, che può dilagare e in effetti ha misure sorprendenti. </p>
<p>Insomma, non hanno certo paura del PD, che ormai aggiunto moderazione all’espressione “acqua di rose”. Hanno paura di voi. <span><br />
</span>E hanno paura delle madri e dei padri, in gran parte loro elettori, che con la scuola dell’obbligo a ramengo si troveranno seriamente nei guai per gestire i figli (senza il tempo pieno dove li si mette?). <span><br />
</span>E hanno paura dei genitori preoccupati perché loro figlio studia in università pessime, con insegnanti svogliati e non aggiornati e – una volta sul mercato del lavoro – finisce a servire Big Mac nella migliore delle ipotesi., oppure gli pesa sul groppone fino alla soglia dei quaranta.</p>
<p>Insomma, questa protesta qui – ben oltre lo stretto merito che la ispira – è potenzialmente dannosa per questa destra. E loro lo sanno.</p>
<p>E hanno solo un modo per fermarvi, che è criminalizzarvi, farvi passare tutti per sfascia vetrine, casseur e chissà cos’altro. E poi riempirvi di botte. Il segnale ai picchiatori di stato è già stato inviato.<span></p>
<p></span>E tristemente ci riusciranno, complici (non ho mai capito quanto volontari) i rappresentanti di quell’antagonismo politico di cui ti dicevo sopra. Sì, quelli che giocano a fare gli spartani ma poi hanno il fiatone da uomo di mezza età alla prima carica della celere.<span><br />
</span>Saranno loro ad imporvi di radicalizzare il movimento, ad iniziare ad alzare il tono del dibattito e poi dello scontro, a tirare fuori i barotti e i sampietrini e poi a lasciarvi lì, mentre la polizia carica.</p>
<p>Diffida di quella gente lì, prova a fare qualcosa che esuli dal ripetere tristi riti che dal 1977 ad oggi non sono cambiati. <span><br />
</span>Perché io oggi ho visto una sorta di filmato di repertorio: un’ostentazione di kefieh (e dio solo sa quanto significhi per me – da sempre filopalestinese militante – quel simbolo), di parole d’ordine vetuste (sono dovuto uscire dall’assemblea per reale disagio fisico di fronte al ripetersi di tic verbali), di cartelloni teletrasportati dai tempi della Pantera (però coi fumetti più manga-like, giusto una piccola discontinuità da parte dell’ala creativa del movimento).<span><br />
</span> <span><br />
</span>Sembra quasi che, nel 2008, protestare contro i tagli all’istruzione sia una sorta di interpretazione teatrale in cui si fa a gara a chi imita meglio il settantasettino medio. Let’s do the timewarp again.</p>
<p>In verità mi ero già preoccupato, perché l’altra sera ho dato un’occhiata a Matrix (per errore: volevo guardare le donne nude delle pubblicità degli 166 su una rete privata, cosa sicuramente di cui vergognarsi meno) e ho visto un po’ di presunti capetti del movimento, ospitati ad arte in studio a scioccare i borghesi.</p>
<p>Erano tremendi, sembravano figuranti e stavano alla Sinistra così come il look dei travestiti sta alla femminilità. Cioè, solo un redattore di Libero particolarmente stupido avrebbe potuto immaginarli così temibili, stereotipati e caricaturali: brutti, sloganistici, inutilmente aggressivi, capaci di parlare solo per formule e, ovviamente, antagonisti oltre ogni limite, roba da record del mondo.</p>
<p>Renditi conto che dopo 2 minuti che ho sentito parlare uno di loro (anzi, era una ma ci ho messo un po’ a capirlo) mi è cresciuta una sana voglia di manganellare il prossimo, che ho faticosamente domato con un sorso di grappa di Arneis. E io sono un nonviolento di sinistra, quindi figurati gli altri.</p>
<p>Prova, caro fratello minore ipotetico, a liberarti da quella gente lì, catapultata da qualcuna di quelle sigle ridicole (Socialismo Rivoluzionario, Movimento Comunista Internazionalista, Marxisti Nudisti Albini, ecc.) che compaiono solo ai cortei e alle occupazioni, ma che poi nel mondo reale non esistono, come le camicie Dino Erre Collofit. </p>
<p>Anche perché siete così in tanti, là dentro, che è palese che questa protesta qui è vostra e non va monopolizzata dai soliti capetti. <span><br />
</span>E sai che lì, tra tutti voi, c’è gente che non è di sinistra, ma è semplicemente interessata ad avere una scuola che funziona, che ha dei fondi e che crea gente competitiva dal punto di vista intellettuale, curiosa, profonda, capace di dire la sua in Italia e nel mondo.<span><br />
</span>E non è necessario essere i più comunisti del mondo per volere quello. Basta essere intelligenti, cosa molto più auspicabile che essere comunisti, se vogliamo proprio dircela tutta.</p>
<p>Sai, insomma, cosa rischi. Ma sai anche che hai l’opportunità di fare un’esperienza politica positiva. <span><br />
</span>Perché la battaglia che combatti, se non ti si piazza di fronte un quarantenne sfigato col suo simboletto politico insignificante, è giusta ed è una battaglia per tutti, inclusi quelli che si iscriveranno dopo che tu ti sarai laureato. Perfino per i figli di quelli che comprano Libero ogni mattina in edicola senza provare vergogna.</p>
<p>Quindi tieni dritte le antenne, non fare cavolate (se devi darci sotto col sesso, droga &amp; rock’n’roll, fai pure, ma non mi pare che questo sia il ’68: i costumi nella nostra società sono tali per cui puoi darti alla pazza gioia dei sensi anche senza occupare l’Università, no? O ti senti, da quel punto di vista, represso? E poi, fidati di me, al di fuori di qualche film di Bertolucci, durante le occupazioni non si batte chiodo, si dorme scomodi, ci si lava necessariamente come si può e ci si fa solo un mazzo tanto) e diffida di chi viene a parlarti di rivoluzione, quando tu vuoi solo (si fa per dire) che il tuo futuro non sia messo a repentaglio da un governo di improvvisatori.<span><br />
</span>Ma non smettere di lottare per nemmeno un secondo. </p>
<p> </p>
<p>Stammi bene.<br />
Un abbraccio militante,</p>
<p> </p>
<p>Suz</p>
<p> </p>
<p>P.S. Mamma dice di coprirti, che le aule universitarie di sera non sono riscaldate. Ho provato a spiegarle che il concetto di &#8220;golfino&#8221; è di destra, ma non mi sembra convinta. Temo insisterà.</p>
<p>P.P.S. Ne abbiamo già parlato: no, non ti addo su MSN perché non lo uso. Passati i 25, sicuramente userai anche tu degli IM da adulto, tipo Gtalk o Skype. Nel mentre, usiamo la cara vecchia e-mail, che è intergenerazionale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/10/24/lettera-ad-un-fratello-occupante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>37</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il ticket De La Rocha &#8211; Morello</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/09/04/il-ticket-de-la-rocha-morello/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/09/04/il-ticket-de-la-rocha-morello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 11:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[rage against the machine]]></category>
		<category><![CDATA[ratm]]></category>
		<category><![CDATA[rnc]]></category>
		<category><![CDATA[st.paul]]></category>
		<category><![CDATA[tom morello]]></category>
		<category><![CDATA[zack de la rocha]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=805</guid>
		<description><![CDATA[ 

WPvideo 1.10


Download!

Dimenticatevi Obama-Biden e &#8220;nonno&#8221; McCain-&#8221;baciapile&#8221; Palin: questi sì che esprimono davvero lo spirito americano: figli dell&#8217;immigrazione (chi non lo è, negli Stati Uniti, nativi americani a parte?), talentuosi, preparati, un po&#8217; selvaggi, coraggiosi, capaci di parlare all&#8217;America working class (il momento in cui Morello fa il Mario Capanna parlando ai celerini è da antologia) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/CYwzW2QFnwo" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CYwzW2QFnwo"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=CYwzW2QFnwo">Download!</a></div>
</div>
<p>Dimenticatevi Obama-Biden e &#8220;nonno&#8221; McCain-&#8221;baciapile&#8221; Palin: questi sì che esprimono davvero lo spirito americano: figli dell&#8217;immigrazione (chi non lo è, negli Stati Uniti, nativi americani a parte?), talentuosi, preparati, un po&#8217; selvaggi, coraggiosi, capaci di parlare all&#8217;America working class (il momento in cui Morello fa il Mario Capanna parlando ai celerini è da antologia) e pure capaci di fare una barca di soldi.</p>
<p>E poi pensa che bello: un candidato presidente che in campagna elettorale ad ogni slogan fa seguire un riff di chitarra e accetta la nomination facendo stage diving sulle nonnine dell&#8217;Arkansas, opportunamente borchiate. E alle primarie vince la delegazione che poga più duro.</p>
<p>Vado ad asciugarmi il sudore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/09/04/il-ticket-de-la-rocha-morello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riprendiamo(ci) le città</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/08/04/riprendiamoci-le-citta/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/08/04/riprendiamoci-le-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 16:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abuso di potere]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di stato]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti individuali]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[ignazio la russa]]></category>
		<category><![CDATA[infamia]]></category>
		<category><![CDATA[la russa]]></category>
		<category><![CDATA[libero arbitrio]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mario placanica]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[militarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[somalia]]></category>
		<category><![CDATA[stupri]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[voltagabbana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=800</guid>
		<description><![CDATA[A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l&#8217;inerzia di sinistra e la &#8220;fascistata&#8221; di destra, ecco i militari che presidiano le città, con il fantomatico secchiello di scuse della &#8220;sicurezza&#8221;.
C&#8217;è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l&#8217;inerzia di sinistra e la &#8220;fascistata&#8221; di destra, ecco<a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-12/4-agosto/4-agosto.html" target="_blank"> i militari che presidiano le città</a>, con il fantomatico secchiello di scuse della &#8220;sicurezza&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione qualsiasi, senza nemmeno il portamento di Aldo Maccione: gente come lui ha il sogno bagnato dei militari in giro per le strade da anni.</p>
<p>Il prode ministro dichiara che la misura è apprezzata da tutti, tranne che dai malfattori e dai sessantottini e da quelli che gridavano &#8220;polizia fascista&#8221;, &#8220;ps-ss&#8221;, &#8220;basco nero il tuo posto è al cimitero&#8221; e quelli che pensano che i militari italiani siano golpisti.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>ESERCITO ITALIANO: MEGLIO NON PARLARE DI STORIA</strong></p>
<p>Il problema dei fascisti è il solito: macchiano di sangue le pagine di storia e finiscono per non leggerle mai, perché purtroppo la storia militare italiana è una collezione lineare di infamie riconosciuta dagli eserciti di tutto il mondo, tanto che i nostri militari storicamente passano per mal preparati, armati ancora peggio, voltagabbana e diretti da personaggi da operetta.<br />
Ed è un disprezzo bipartisan, visto che, per esempio, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale la pensavano così sia gli alleati dell&#8217;Asse, sia quelli dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>E ricordiamo che all&#8217;esercito italiano va anche attribuito il merito di aver usato per primo al mondo su larga scala le armi chimiche, durante le sue patetiche guerre coloniali.<br />
Ma poi, anni dopo, in Somalia si sono comportati <a href="http://www.cisf.it/fc98/0898fc/0898fc18.htm" target="_blank">decisamente meglio</a> (ci terrei a far notare che l&#8217;articolo linkato proviene dal sovversivo bollettino denominato Famiglia Cristiana, roba da squatters).</p>
<p>Poi basta leggersi un qualsiasi libro di storia (<a href="http://www.ibs.it/code/9788854109681/flamini-gianni/italia-dei-colpi" target="_blank">questo</a> è semplice, riassuntivo e focalizzato solo su di essi e non prevede una laurea in storia contemporanea per essere compreso) per scoprire che dietro il 100% dei tentativi di golpe italiani ci sono sempre state le alte sfere del mondo militare italiano.<br />
Anzi, i Carabinieri (che, ricordiamolo, sono militari e non polizia) nell&#8217;ottobre 1957 sono pure riusciti a farne uno, coronando un&#8217;aspirazione frustrata dopo anni di tentativi falliti.<br />
Fortunatamente (per noi) era a San Marino: se la sono cavata con un paio di camionette.</p>
<p><strong>PAURA DEL GOLPE? NO!</strong></p>
<p>Ora che vedo i militari marciare per le ex libere strade della mia città ho paura del golpe?<br />
No, perché i golpe nel 2008 in un paese sviluppato non si fanno più così: una volta la forza militare serviva per conquistare i centri di potere e i centri di controllo del consenso (giornali, tv, radio, ecc.) e per reprimere o eliminare le voci discordanti, il dissenso.</p>
<p>Ora, in Italia, non serve più. Perché i centri di potere si conquistano tranquillamente con le elezioni, i centri del consenso li possiede e controlla direttamente il Presidente del Consiglio ed è inutile sparare alle voci che si oppongono, quando è più semplice renderle marginali grazie ad una potenza di fuoco mediatica infinitamente superiore.</p>
<p>Sparare ai giornalisti avversi? E&#8217; fuori moda. Molto più semplice affondare la loro controinformazione in un mare di propaganda governativa assordante. Un servizio di due minuti su Lucignolo vale mille volte un qualsiasi editoriale su un giornale &#8220;contro&#8221;.</p>
<p>Quindi no, i militari non mi spaventano perché temo un golpe che è già in atto e operativo da anni, cioè da quando in Italia non esiste una legge che impedisca al proprietario unico dei grandi mezzi di comunicazione di candidarsi a governare e partecipare alla vita politica.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>HO PAURA DELLA LORO PAURA</strong> <strong>(AKA: PLACANICA? NO GRAZIE)</strong></p>
<p>In compenso temo una cosa più banale: la cialtronaggine dei militari italiani che, ricordiamolo, sono tra i peggiori al mondo e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi occidentali.</p>
<p>Come in mezzo mondo, fare il militare è una scelta per disperati, per chi non ha più alternative e deve campare in qualche modo. E la qualità dell&#8217;universo militare italiano, la capacità di quel mondo di essere in sintonia con la realtà, la professionalità degli attori che lo animano, la modernità (&#8230;) delle strutture e dei metodi insegnati, ecc. credo che siano evidenti a chiunque abbia fatto il servizio militare.<br />
E se per caso anche solo i 2 o 3 giorni di visita militare vi sono sembrati il trionfo dell&#8217;inefficienza kafkiana, la sagra dei raccomandati e un sostanziale spreco di tempo ed energie in mezzo a brutte persone con i gradi, oltre che un viaggio nel tempo negli anni Quaranta, beh sappiate che la vita militare reale è peggio.</p>
<p>Ecco cosa mi spaventa: mi spaventano i tanti potenziali Mario Placanica mandati allo sbaraglio, piazzati in una divisa, armati con i tradizionali fucili a banana (chiunque abbia fatto un salto al poligono durante il militare sa di cosa parlo) e pompati a suon di retorica contro un nemico inesistente e con una sola missione: la caccia al diverso, che può essere il primo zingarello che passa o il primo sfigato che assomiglia ad uno zingaro, ad un fricchettone o a chissà cosa.</p>
<p>Pensateci: per fare il poliziotto sono necessari anni di preparazione, di formazione specifica su un territorio che si conosce, di aggiornamenti, ecc. e tuttavia la polizia italiana già non brilla per efficienza ed efficacia. Figuratevi che cosa possono ottenere bande di militari invasati, totalmente impreparati ad azioni di polizia sul territorio e mandati a mitra spianato su un territorio che non conoscono, in una città che non è la loro, senza sapere nulla di quello che succede da quelle parti e, in certi casi, verosimilmente impauriti, inadeguati.</p>
<p>Ho paura? Sì, ho paura della loro inadeguatezza. Ho paura del ventenne disperato con un mitra in mano e in delirio da onnipotenza, ho paura degli abusi di potere, del bullismo, della violenza gratuita, del potenziale criminale che un esercito porta sempre con sé, frutto della paura e dell&#8217;arroganza.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>PIU&#8217; POLIZIOTTI, MENO SOLDATI</strong></p>
<p>Il fatto è che la destra che spadroneggia in questo paese strumentalizza il concetto di sicurezza. Ci mette paura coi media che controlla e decide che per noi &#8220;happiness is a warm gun&#8221;, mentre personalmente il principio numero 1 del mio senso personale di sicurezza è non avere gente armata, impaurita e/o delirante tra i piedi, militari o criminali che siano.</p>
<p>La stupidità del provvedimento &#8211; che è tutto immagine e niente sostanza e risponde solamente a pure esigenze politiche (cioè far vedere alla ggggente che loro sì che si muovono per la famigerata &#8220;sicurezza&#8221;), oltre che a saziare qualche desiderio &#8220;greco&#8221; (nel senso dei colonnelli) dalle parti di Alleanza Nazionale &#8211; è evidente. E&#8217; un mostrare i muscoli che non ha significato.</p>
<p>Vuoi aumentare la sicurezza in Italia? Assumi più poliziotti, pagali meglio, usali meglio, formali meglio, sceglili meglio e avrai forze di polizia sul *loro* territorio, più preparate, più volenterose, utilizzate in modo più efficace.<br />
Cioè, caro governo da operetta, credi che la sicurezza sia un tema fondamentale e all&#8217;ordine del giorno in Italia? Bene, allora investi sulla nostra sicurezza. Metti dei soldi sul tavolo e onora la missione per cui sei stato disgraziatamente votato! Le parate militari, grazie, limitiamole al 2 giugno, tanto io vado al mare.</p>
<p>Invece accade il contrario: le Forze dell&#8217;Ordine, umiliate da questo provvedimento, reclamano paghe migliori, lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera e i tanti bravi poliziotti che ci sono in Italia fanno una vita pessima.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>RIPRENDIAMO(CI) LE CITTA&#8217;</strong></p>
<p>C&#8217;è un solo rimedio al dilagare delle bande di militari nelle nostre città: marcarli ad uomo, difendersi, tutelarsi.</p>
<p><a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;vxChannel=Dal%20Mondo&amp;vxClipId=2524_0eed4abe-620f-11dd-bd3f-00144f02aabc&amp;vxBitrate=300" target="_blank">Facciamo come a New York</a>, dove finalmente i cittadini hanno imparato che la tecnologia a volte giova alla trasparenza e può difendere effettivamente i cittadini: <a href="http://www.youtube.com/user/JimmyJustice4753" target="_blank">riprendiamoli</a>.</p>
<p>Sì, non perdiamoli di vista un secondo: accendiamo le fotocamere, le videocamere, ecc. dei nostri telefonini ogni volta che disgraziatamente incappiamo in una di queste squadre armate. Registriamo tutto, non si sa mai. Mal che vada, una volta giunti a casa, si cancella tutto e ci si prepara alla prossima evenienza.<br />
Facciamo girare la voce, creiamo comunità online di condivisione, uniamoci. Una sola videocamera non può nulla, migliaia sì.</p>
<p>E poi condividiamo, documentiamo ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza, ogni fascistata derivata da questa occupazione militare indebita, inutile e assurda. State certi che ne capiteranno molte, purtroppo. E la soluzione sta nel portare all&#8217;attenzione dei media (magari quelli non italiani, visto il conformismo imperante entro i patri confini) ogni abuso.</p>
<p>Dobbiamo difenderci, tutti. Non è una questione di destra o sinistra. In un qualsiasi paese civile, anzi, sarebbe la destra per prima ad insorgere di fronte ad una simile e inaccettabile ingerenza dello stato nella vita dei cittadini.</p>
<p>Documentare il presente, difendersi dall&#8217;arroganza del potere, difendere i propri diritti di cittadinanza, di libero arbitrio, ecc.: bastano una telecamera o un telefonino (possibilmente che faccia i video) e un po&#8217; di attenzione e possiamo avere un&#8217;arma in più per difenderci, casomai fosse necessario.</p>
<p>Diceva una vecchia vignetta dei Peanuts, ormai diventata un piccolo riassunto esistenziale: &#8220;parla piano e vai in giro armato&#8221;. Di videocamera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/08/04/riprendiamoci-le-citta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>55</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rifondazione ultimo atto: un dramma in costume con venature di fantascienza</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/07/27/rifondazione-ultimo-atto-un-dramma-in-costume-con-venature-di-fantascienza/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/07/27/rifondazione-ultimo-atto-un-dramma-in-costume-con-venature-di-fantascienza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 15:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[fausto bertinotti]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[nichi vendola]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[pci]]></category>
		<category><![CDATA[psi]]></category>
		<category><![CDATA[ridicoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[Seguo sempre con estrema attenzione tutti i congressi di Rifondazione Comunista. Dico sul serio: mi sorbisco ogni giorno tutte le pagine congressuali di Liberazione (che grazie al cielo ti fa scaricare ogni pagina in Pdf) e mi godo il cosiddetto dibattito interno nella mitica pagina delle lettere dell&#8217;organo ufficiale del partito di Bertinotti, Vendola, Ferrero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguo sempre con estrema attenzione tutti i congressi di Rifondazione Comunista. Dico sul serio: mi sorbisco ogni giorno tutte le pagine congressuali di Liberazione (che grazie al cielo ti fa scaricare ogni pagina in Pdf) e mi godo il cosiddetto dibattito interno nella mitica pagina delle lettere dell&#8217;organo ufficiale del partito di <span style="text-decoration: line-through;">Bertinotti, Vendola, Ferrero, chicchessia.</span></p>
<p>Il motivo per cui mi sottopongo ad un simile suppostone di gergo comunistese concentrato non è frutto di sola propensione all&#8217;autolesionismo, ma anzi risponde ad una sana esigenza di intrattenimento paracinematografico.<br />
Sì, perché vivo i congressi di Rifondazione come drammi in costume, peraltro quelli un po&#8217; cheap in cui la ricostruizione storica lascia un po&#8217; a desiderare, mitizzando le epoche: personaggi,parole, riti, gesti, completamente sganciati dalla realtà attuale e proiettati ad emulare un passato che non solo non ritorna, ma che come Baffone non si è presentato già la prima volta.</p>
<p>Insomma, giuro che ogni volta provo a prendere sul serio Rifondazione Comunista e le sue parole e ogni volta resto sconvolto dal totale sganciamento dalla realtà che si evidenzia nei suoi documenti congressuali e nei discorsi dei delegati.</p>
<p>D&#8217;altronde come reagire di fronte al fatto che una delle mozioni congressuali si pone come obiettivo (cito testualmente) &#8220;la realizzazione della società comunista&#8221; in Italia? Sì, ovvio, viene a tutti naturale un sano istinto di tenerezza.<br />
Ma il problema è che non si tratta di una frangia minoritaria di ibernati nei sotterranei delle Frattocchie nel 1947 e scongelatisi 10 minuti fa: quello che ho citato è il documento congressuale e programmatico di una delle mozioni che, verosimilmente, farà parte della maggioranza congressuale di Rifondazione ed eleggerà (contestatissimo) segretario l&#8217;ex ministro Ferrero. Sì, proprio quel Ferrero che durante la sua attività di governo si è luminosamente distinto per&#8230; per&#8230; ehm&#8230; Cavoli non mi viene in mente niente.</p>
<p>Uno ci prova anche, visti i suoi trascorsi adolescenziali nella sinistra marginale, a prendere sul serio Rifondazione Comunista. E scopre che l&#8217;intervento più applaudito &#8211; l&#8217;unico in grado di unificare la platea congressuale, che prima e dopo si è gioiosamente presa a male parole, canzonacce e fischi come un qualsiasi congresso missino negli anni Ottanta &#8211; è quello del &#8220;semplice delegato&#8221; Bertinotti, che da ex presidente della Camera è tornato a fare l&#8217;autoproclamato &#8220;padre nobile&#8221;.</p>
<p>Certo, dall&#8217;ex segretario storico del partito ci si aspettano grandi cose: una linea unitaria, una prospettiva matura e serena sul futuro, idee brillanti, innovative, svecchianti.<br />
La realtà è che i 7 minuti di standing ovation tributati dalla platea congressuale al prode Fausto sono dovuti in sostanza a due affermazioni che è sano riportare.</p>
<p>La prima è &#8220;ripartiamo dagli operai&#8221;, seguita da un &#8220;facciamo un grande sciopero generale&#8221;.<br />
Ecco, lungi da me il trascurare la condizione operaia e la vita di quei pochi operai che rimangono in questo paese, ma credo che anche i muri più scrostati sappiano che i nuovi operai, i nuovi sfruttati, i nuovi non garantiti sono quei poveracci dai vent&#8217;anni in su che &#8211; magari con una laurea appesa nella cameretta in casa dei genitori, dove tuttora vivono &#8211; prendono la partita IVA e lavorano come dipendenti (ma senza le loro garanzie, senza gli straordinari riconosciuti, con solo 11 mensilità pagate ogni anno, ecc.) per imprese grandi, piccole e medie.<br />
E quelli con la partita IVA, si sa, non possono de facto scioperare.</p>
<p>Insomma, dalle parti di Rifondazione si guarda, come al solito, ai soliti vecchi interlocutori. Cioè i pochissimi (sempre meno!) lavoratori salariati dipendenti delle grandi aziende e del settore pubblico. Gente che, peraltro, appena può vota Lega Nord (pur avendo la tessera della CGIL in tasca).<br />
Difficile spiegare ad un rifondatore che lo scenario è lievemente cambiato negli ultimi anni e che quelli che loro chiamano &#8220;evasori fiscali&#8221; e &#8220;piccoli imprenditori vampiri&#8221; al 90% sono ventenni sfruttati, non garantiti, senza mutua, senza contratto e *costretti* a prendere la partita IVA pur di sbarcare il lunario.<br />
E meno male che l&#8217;identità di sinistra si riconosce nell&#8217; &#8220;interpretare il reale&#8221;!</p>
<p>Però io un&#8217;idea ce l&#8217;avrei: trasferire in massa Rifondazione Comunista in Cina o in India (militanti inclusi). Lì è pieno di operai e lì si concentra la maggior parte della produzione operaia e manifatturiera del pianeta. Sarebbe una liberazione (altra parola chiave del congresso dei rifondatori) e ci sarebbe pure molto lavoro da fare. Peccato che, per quanto riguarda la Cina, dalle parti di Rifondazione tifino per la parte sbagliata.</p>
<p>Le seconda frase trascina-applausi del subcomandante Fausto è &#8220;ritorniamo alla politica dei nostri avi&#8221;. Ecco, da persona che è &#8220;nata&#8221; nella cultura della sinistra posso anche capire questo appello. Peccato lo pronunci una persona che, prima di diventare segretario di Rifondazione Comunista, ha avuto in tasca solo una tessera: quella del PSI, per di più all&#8217;epoca in cui in quel partito spadroneggiava Craxi.<br />
E poi, francamente, la storia del PCI non ha nulla a che vedere con Rifondazione Comunista, che è un partito settario e minoritario con evidenti e radicati flirt extraparlamentari (andati a buon fine: ora sono fuori dal parlamento) e più o meno riusciti tentativi di egemonizzare il movimentismo dell&#8217;extrasinistra.<br />
Agnoletto e Caruso (e quelli come loro, maggioritari in Rifondazione, da oggi) non posso annoverare nella loro storia il PCI (nel bene e nel male).</p>
<p>Quindi io non so a che avi si appelli Bertinotti. Di certo non al PCI. E anche lo facesse &#8211; appropriandosi di qualcosa che non appartiene alla sua storia di craxiano e alla storia del suo partito &#8211; finirebbe per non produrre nulla.<br />
Mi spiace dirlo, perché è parte della mia storia umana e politica, ma il PCI è quel partito che è stato 50 anni all&#8217;opposizione, che non ha sviluppato una cultura di mercato, che si è sempre distinto per antimodernismo, moralismo, scarsa propensione all&#8217;innovazione in ogni campo.</p>
<p>Esattamente a che cosa si vuole appellare Bertinotti? Cosa vuole fare? Cinquant&#8217;anni di opposizione? Visto come si è comportato le due volte che il centrosinistra è stato dolorosamente e brevemente al governo, direi che le premesse ci sono tutte.</p>
<p>Il fatto è che nel 2008 dobbiamo riconoscere che gli slogan non valgono più niente. Non si costruisce nulla con il crudo e solitario appello alle emozioni, peraltro un appello improprio ad una storia altrui.</p>
<p>E soprattutto non si costruisce nulla senza idee chiare. L&#8217;appello ai valori, il voto &#8220;alla memoria&#8221;, ecc. sono cose che producono uno zerovirgola di voti e la mazzata esiziale di aprile credo lo abbia dimostrato.<br />
Cosa vuole Rifondazione Comunista? Fare l&#8217;opposizione per sempre? Vuole governare? E se vuole governare, con chi vuole farlo, visto che non conta nulla? E se poi disgraziatamente governasse, come governerebbe visto che non ha uno straccio di prospettiva o anche solo di visione sul presente?</p>
<p>Io, fossi un precario, mi incazzerei come una iena con l&#8217;orrendo spettacolo decadente che Rifondazione Comunista sta dando in questi giorni. Il Governo precarizza ancora di più il lavoro senza alcuna garanzia, senza alcun ammortizzatore sociale e questi stanno lì a Chianciano a blaterare di &#8220;partito degli operai&#8221;, quando la preoccupazione numero uno sarebbe quella di preoccuparsi del &#8220;partito dei consulenti da 1.000 euro lordi al mese&#8221;, che guadagna meno dell&#8217;operaio medio e non ha una singola garanzia.</p>
<p>Mi va anche bene che ci siano dei partitini estremisti e folkloristici, ma li vorrei seri, allineati al presente, capaci di proporre &#8211; - magari accompagnate da soluzioni bislacche &#8211; analisi ragionevoli e lucide dell&#8217;attuale stato di cose.</p>
<p>Mi consola il fatto che nei paesi più civili del nostro, cioè ovunque, i partitini trotskisti, le formazioni minoritarie assurde e il folklore politico di ogni colore contano pochissimo e sono meno che marginali sullo scenario elettorale.<br />
Ma questo che vediamo &#8211; finalmente &#8211; morire oggi è un partito che fino a qualche tempo fa prendeva il 6-8% dei voti validi, pur non avendo un benché minimo programma di governo che non fosse la ridistribuzione del reddito.</p>
<p>Se c&#8217;è uno scenario politico da guardare in prospettiva &#8211; perché la misura di Rifondazione e della piccola umanità che la abita ancora prima della definitiva estinzione è irrisoria rispetto alla portata degli eventi importanti &#8211; è la sparizione dallo scenario politico dei partiti che pensavano che i problemi italiani si potessero risolvere solo con una diversa distribuzione della ricchezza presente.</p>
<p>Quello che l&#8217;elettorato di sinistra tutto (non solo quello che votava per gli estremisti arcobaleno) dovrebbe capire è che i modelli che propongono diverse modalità di spalmare la poca Nutella su una fetta di pane sempre più grande sono totalmente inadeguati.<br />
La giustizia sociale non si ottiene se non si riflette anche sul *modo* in cui la ricchezza si produce e se non si aumenta la dimensione di quest&#8217;ultima.<br />
Insomma, o un certo pezzo di sinsitra pauperista si mette a produrre ottiche di sviluppo, o la sola mentalità ridistributrice è destinata al fallimento totale e all&#8217;inadeguatezza. E gli elettori se ne sono accorti.</p>
<p>E&#8217; quindi con somma gioia e un po&#8217; di sano sentimento di vendetta per il 1998 che vedo Rifondazione Comunista svanire nel nulla, presa nella sua inadeguatezza, nelle sue contraddizioni, nei suoi estremismi e nella sua totale a-storicità.<br />
Se sparisce un partito simile è un bene per tutti:</p>
<p>- per la politica, che perde un protagonista irrazionale e da sempre funzionale alla destra berlusconiana</p>
<p>- per la sinistra, che perde un concentratore di voti incapace di esprimere una cultura di governo e responsabile, insieme ai Verdi e ai Comunisti Italiani, di alcune delle più grandi figure di merda della sinistra italiana</p>
<p>- per l&#8217;elettorato, che finalmente avrà l&#8217;occasione di farsi furbo e, per quanto riguarda la sinistra, maturare, crescere e capire che lo scimmiottamento apocrifo di vecchi riti di un partito perdente e antimoderno non è il futuro e non è nemmeno il presente.</p>
<p>Ha ragione, alla fine, proprio Bertinotti. Rifondazione deve fare come i suoi (i nostri) avi: giunta la sua ora, deve morire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/07/27/rifondazione-ultimo-atto-un-dramma-in-costume-con-venature-di-fantascienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>99</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A change&#8217;s better come</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/05/a-changes-better-come/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/05/a-changes-better-come/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 03:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[altalena]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[fascistata]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[fiera del libro]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lassismo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/?p=770</guid>
		<description><![CDATA[Al di là del fatto che in questi giorni sono un po&#8217; incasinato per questioni ospedaliere (che riguardano una persona a me cara), riflettevo più in prospettiva sui cambiamenti degli ultimi tempi.
E&#8217; una banalizzazione ridurre tutto alla politica e non intendo farlo, ma va da sè che il risultato elettorale è stato il fattore scatenante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là del fatto che in questi giorni sono un po&#8217; incasinato per questioni ospedaliere (che riguardano una persona a me cara), riflettevo più in prospettiva sui cambiamenti degli ultimi tempi.</p>
<p>E&#8217; una banalizzazione ridurre tutto alla politica e non intendo farlo, ma va da sè che il risultato elettorale è stato il fattore scatenante di una reazione che, devo ammetterlo, è benvenuta.</p>
<p>Quindi no, non è il fatto di avere i fascisti al governo a cambiarmi la vita. Semmai, sapere di avere i fascisti al governo mi ha fatto capire che era ora di cambiare alcune cose dalle mie parti, principalmente spostamenti di prospettiva.<br />
Ma erano cambiamenti utili e necessari già prima, tenuti ovviamente in sonno per pigrizia, inerzia o chissà cosa.</p>
<p>Di seguito trovate un elenco di riflessioni o menate apocalittiche che mi girano per la testa negli ultimi tempi. Hanno la caratteristica distintiva di essere tutte assolutamente unrelated e di fare pure un po&#8217; senso se accostate. E&#8217; che i pensieri non sono lineari, mentre i post tendenzialmente sì. E sono pure lunghi, quindi cliccate oltre se avete voglia e tempo.</p>
<p> <span id="more-770"></span></p>
<p><strong>1 &#8211; L&#8217;ALTALENA</strong></p>
<p>Qualcuno, letto il mio post precedente, mi ha chiesto via mail (e i commenti cosa li metto a fare, eh?) come mai considero l&#8217;Italia una partita persa, un paese diretto verso il male e senza possibilità di salvezza.</p>
<p>Il discorso è, come sempre, più ampio della politica stessa ed è lungo da affrontare.<br />
Me ne rendo conto perché da qualche tempo, quando il raro fascistello viene qui a fare lo sbruffone hooligan nei commenti, non mi prende nemmeno più quella piccola incazzatura da antifascismo militante.</p>
<p>E&#8217; che la bega da stadio mi sembra così infima da non accendermi nemmeno più l&#8217;istinto politico identitario (che c&#8217;è, beninteso, ma merita avversari più dignitosi).<br />
La penso come Flaiano, insomma: certe cose si curano con la psicanalisi. E il problema è più ampio. Ficchiamocelo in testa.</p>
<p>Per farla breve, le beghe tra partiti e schieramenti sono la manifestazione in piccolo di un male più ampio che colpisce l&#8217;Italia da sempre, che ho recentemente soprannominato &#8220;l&#8217;altalena&#8221;.</p>
<p>Sì, in questo paese oscilliamo collettivamente tra due &#8220;soluzioni&#8221;: il lassismo e la &#8220;fascistata&#8221;.</p>
<p>Volete un esempio?<br />
Credo che il fenomeno immigrazione dimostri perfettamente cosa accade in questo paese perduto per sempre: per anni non si è fatto nulla, perdendosi in retorica dell&#8217;accoglienza e terzomondismo fanè. E ora si va in giro a dare fuoco alle roulotte degli zingari o si fa la &#8220;caccia al negro&#8221;.</p>
<p>A nessuno viene in mente di *governare* il problema: basta compiere atti pubblici eclatanti che riguardano *l&#8217;immagine* del problema e ognuno rassicura la propria parte, che si nutre appunto solo di fenotipi politici. Ai nostri interessa fare la figura dei &#8220;buoni&#8221;, agli altri quella dei &#8220;cattivi&#8221;. E la parola chiave qui è &#8220;figura&#8221;.</p>
<p>Il risultato è che non solo non cambia niente, ma entrambe le parti politiche rivendicano risultati di superficie, spacciandoli come successi.</p>
<p>Ovvio, tuttavia, che &#8220;venda&#8221; molto di più chi dice &#8220;picchiamo i negri&#8221; rispetto a chi dice &#8220;accogliamo chiunque a braccia aperte, anche le brutte persone&#8221;, ma questo è un discorso elettoralistico che francamente mi vede distante.</p>
<p> </p>
<p><strong>2 &#8211; PERCHE&#8217; SI SONO ESTINTI I DINOSAURI</strong></p>
<p>Piccolo racconto di vita vissuta, con abituale premessa lunghissima e un po&#8217; off-topic.<br />
Ho la fortuna di fare un lavoro che mi fa vivere in sostanziale libertà, cioè decido io i miei orari, i miei spostamenti e i miei carichi di lavoro, non ho padroni e soprattutto non ho colleghi. Tutto cio&#8217; mi permette di vivere abbastanza bene, per i miei standard.</p>
<p>Il lavoro on my own ha un pregio di cui ora capisco l&#8217;enorme importanza: se ritengo, per esempio, di aver lavorato/guadagnato a sufficienza dopo 4 giorni di lavoro, posso *scegliere* (verbo che adoro) se lavorare anche il quinto giorno e guadagnare di più, oppure perdermi volentieri quei soldi aggiuntivi e dedicarmi ad altro.</p>
<p>Quell&#8217;extra-time facoltativo (che purtroppo pratico poco, anzi spesso mi trovo a faticare pure il sabato e la domenica, magari by night) è di fatto un &#8220;costo&#8221; che affronto volentieri per comprarmi una cosa rarissima: la qualità della vita.</p>
<p>Il piano originale era impiegare questo extra-time per coltivarmi (leggere, imparare, studiare, informarmi, conoscere nuovi luoghi, ecc.), lasciando il riposo improduttivo ai weekend.<br />
Mi sono accorto, tuttavia, che sono in gran parte attività che riesco a diluire nella settimana, nei ritagli di tempo e nelle ore sottratte al sonno.</p>
<p>Nell&#8217;extra-time, quindi, ho deciso di fare, nei limiti del possibile e della mia scarsa perseveranza, delle &#8220;cose di sinistra&#8221;.</p>
<p>Detto, fatto: sono ormai due anni che, per un tot di mesi, dedico una mezza giornata alla settimana a progetti in cui credo molto e che mi danno tantissime soddisfazioni *umane*, che davvero non hanno prezzo.</p>
<p>In sostanza insegno ai pensionati come si crea un blog e, insieme, apriamo piccoli blog legati al loro territorio, che ovviamente sanno interpretare e raccontare nello spazio e nel tempo.<br />
Nel giro di pochi mesi i pensionati - spesso a-tecnologici in partenza &#8211; imparano non solo a bloggare, ma diventano autonomi, formano vere e proprie redazioni, (ri)scoprono il piacere di scrivere (e spetta a me liberargli &#8220;il chakra della scrittura&#8221;) e mandano avanti veri e propri urban blog senza bisogno di aiuti esterni.</p>
<p>In verità vorrei scrivere meglio di queste esperienze e temo che questo non sia lo spazio giusto, quindi taglio.<br />
Quello che mi preme dire è che non si tratta di progetti di beneficienza/carità (non ne faccio per scelta): sono lavori finanziati dagli enti pubblici &#8211; in quest&#8217;ultimo caso dalla Circoscrizione 5 della Città di Torino &#8211; per cui vengo pagato circa un decimo del mio costo orario come consulente, ma che faccio più che volentieri perché *il guadagno è altro* e non si misura in euro, ma in soddisfazione personale/sociale e soprattutto nel piacere di conoscere persone straordinarie (e una persona che a 70 anni decide di rimettersi in discussione e imparare qualcosa di nuovo, state pur certi che è straordinaria, per un verso o per un altro), che spesso vedo materialmente ringiovanire giorno dopo giorno.</p>
<p>Ecco l&#8217;espisodio che è al centro di questo pensierino.<br />
Qualche settimana fa, durante la Fiera del Libro, abbiamo presentato il blog creato dalla nostra nuova classe di pensionati &#8220;avanti&#8221; (più un altro progetto, di grande valore, che agevola l&#8217;integrazione e la &#8220;liberazione&#8221; delle donne immigrate regolari attraverso la creazione di blog in lingua italiana).</p>
<p>Al di là della mia immancabile goffaggine quotidiana (un&#8217;ora di ritardo, essendo rimasto chiuso in casa e senza chiavi, in compagnia di un&#8217;amica, nonché nota blogger, e non riuscendo in due a trovare per mezz&#8217;ora l&#8217;ingresso relatori al Lingotto nonostante l&#8217;apposita segnaletica oversize), è successa una cosa che mi ha fatto riflettere: all&#8217;evento, peraltro gremito, non si è presentato nessun rappresentante della Circoscrizione 5 che, come già detto, patrocina i progetti.</p>
<p>Il motivo dell&#8217;assenza non è casuale, anzi è politico. Il consigliere che segue e finanzia queste attività non si è presentato apposta alla Fiera del Libro perché appartiene ad uno di quei partitini estinti che hanno pensato bene di boicottare la Fiera perché quest&#8217;anno ha ospitato gli scrittori israeliani.</p>
<p>Ecco, per l&#8217;ennesima volta, ma forse con più forza, ho toccato con mano la stupidità della cosiddetta sinistra estrema italiana.<br />
Quell&#8217;assenza era un atto sbagliato e pessimo da tutti i punti di vista.</p>
<p>Sbagliato nel merito, perché contestare che si ospitino gli scrittori israeliani alla Fiera del Libro è sintomo di ignoranza (bisogna proprio ignorare totalmente la letteratura israeliana per non rendersi conto che è composta al 99% da autori pacifisti e nemici della politica sanguinaria di quel paese) ed è pure un atto bellamente fascista, perché tutti hanno diritto di esprimersi e i libri bruciati o all&#8217;indice sono roba da nazisti o da cattolici.</p>
<p>Sbagliato nel metodo, perché i &#8220;nonni tecnologici&#8221; non meritano, dopo la fatica che hanno fatto e i risultati ottenuti, di essere ignorati dalla Circoscrizione, alla quale peraltro regalano un blog di quartiere aggiornato, pieno di informazioni interessanti, ecc. <br />
E soprattutto i &#8220;nonni&#8221; non meritano di essere presi in mezzo ad una polemica politica che oltre ad essere assurda non li riguarda affatto.</p>
<p>Sbagliato politicamente, perché quella cosa lì ti fa pure perdere voti (perché da buon arrogante figurati se la vai a spiegare ai diretti interessati), peraltro in un elettorato che teoricamente è in gran parte dalla tua parte, proviene dal quartiere più &#8220;rosso&#8221; di Torino, ma se lo maltratti, giustamente, si incazza.</p>
<p>Ecco, nell&#8217;assolutismo di una questione di principio per di più sbagliata e nelle sue implicazioni pratiche, forse anche nei suoi aspetti minimi (anche banalità tipo il fatto che agli anziani si porta rispetto, ancora di più se sono anziani che in quanto a militanza politica hanno tanto da insegnarti), nella totale assenza di intelligenza politica e nella piccolezza umana dei suoi interpreti vedo le enormi ragioni dell&#8217;estinzione politica della sinistra estrema-conservatrice.</p>
<p>Datemi pure del minimalista politico, ma a volte la sineddoche è una figura retorica molto rivelatrice. E credo che la forma mentis che architetta azioni così sgradevoli per motivi così sbagliati sia la stessa anche in contesti diversi.<br />
E poi ci si chiede ancora come da un bacino potenziale del 12% siano finiti al 3%? Il 3% dei voti sono fin troppo per della gente che si comporta così! </p>
<p>Insomma, a giudicare da questo episodio vissuto in diretta (ma potrei portare mille esempi che mi hanno riferito, da ambiti diversissimi) i dinosauri di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani e dei Verdi si sono estinti per un motivo banalissimo: erano impreparati, ingenui e pure stronzi.</p>
<p> </p>
<p><strong>3 &#8211; LA META&#8217; OSCURATA</strong></p>
<p>In piena crisi esistenziale causa sconforto per il paese che mi circonda, mi sono recentemente scoperto infelice. Anzi no: &#8220;infelice&#8221; è una parola forte, sistematica e pure abusata. Preferirei dire, citando (mannaggia) i CSI &#8220;non contento di me&#8221;, ma anche così non dico tutto.<br />
Perché in verità sono &#8220;contento di me&#8221;, ma solo di recente mi sono accorto che non ero più contento di alcune scelte che ho fatto negli ultimi anni. E allora ho deciso di cambiare la situazione.</p>
<p>La faccio breve: mi sono dedicato troppo al lavoro. E sì, il mio lavoro è in gran parte leggero e creativo, ma nonostante questo (o forse proprio per questo) mi ha lentamente prosciugato le energie dal punto di vista &#8220;artistico&#8221;.</p>
<p>Ecco, &#8220;artistico&#8221;: un&#8217;altra parola che non calza bene con quanto voglio dire e sembra pure presuntuosa. Mettiamola così: anni fa, oltre a fare il dj in radio, suonavo (techno), avevo pure aperto (ma mai praticato tanto, visto che la New Economy mi distrasse e mi portò a lavorare e vivere a Milano) uno studio musicale, scrivevo (narrativa), facevo il cinefilo e in generale coltivavo la mia parte creativa in modo sistematico, anche nei consumi.</p>
<p>Intendiamoci: nulla di tutto ciò tranne lo scrivere, che di fatto è tuttora buona parte del mio mestiere (ma appunto, è &#8220;mestiere&#8221;, anzi techné, non &#8220;arte&#8221; e il piacere di produrla), ha mai avuto una misura superiore a quella hobbystica.<br />
Cioè, sì, suonavo (per di più spesso con un amico che ne ha poi fatto un mestiere) ma il piacere era tutto lì, nel suonare. Mai avremmo pensato di fare dischi o anche solo far uscire una singola nota dal nostro stretto ambito amicale. Lo stesso vale per lo scrivere narrativa: è tutta roba che è rimasta nei cassetti e che pochi hanno letto.<br />
Insomma, erano hobby veri, come il bricolage, e con le stesse pretese. Quelli per cui il &#8220;fare&#8221; è più bello e importante del risultato, indipendentemente dalla sua qualità.</p>
<p>Ecco, lavoro dal 1992 ma in realtà è dal 1999 (colpa della New Economy) che ho sacrificato quell&#8217;aspetto lì sull&#8217;altare del lavoro.<br />
Sì, perché scrivere, suonare, girare video, guardare i film al rallentatore, ecc. sono tutte cose che richiedono tanto tempo e per di più continuativo. E purtroppo sono le prime cose che si tagliano quando la vita &#8220;seria&#8221; (&#8230;) ti chiede di più.</p>
<p>Ovvio, non è che mi sono inaridito mostuosamente dal 1999 ad oggi (cioè, spero proprio di no), ma sicuramente ho lasciato perdere quella parte creativa di me stesso che, a fronte di poco talento, mi dava grandi soddisfazioni personali, destinate a rimanere tali.</p>
<p>Da circa un mese non è più così, perché ho scoperto dopo 9 anni che quella vita lì mi mancava. E mi mancava esistenzialmente, mi impoveriva, mi lasciava comunque e sempre un&#8217;insoddisfazione di fondo, perfino a fronte di risultati professionali/economici soddisfacenti.</p>
<p>Boh, mi spiace constatarlo, ma non sono uno di quelli che si realizza sul lavoro, che peraltro è assolutamente creativo per un buon 50% ed è molto esposto (cioè le cose che creo spesso vengono viste e giudicate da migliaia di persone, ma sono &#8220;mestiere&#8221;; non sono cose che sento &#8220;mie&#8221;, nonostante le abbia prodotte io). Sarà anche per questo che non me la prendo mai troppo per questioni lavorative: non ne faccio una questione esistenziale. Mai.</p>
<p>Il risultato di questa riflessione è che ho ripreso, dopo anni, a curare la mia parte creativa: scrivo, suono,  fotografo, pasticcio, ecc.. E&#8217; un&#8217;operazione del tutto trasparente e credo che pochi si accorgeranno dell&#8217;avvenuto cambiamento, anche perché è qualcosa che devo a me stesso e che faccio per il piacere di fare, non per condividerne i risultati.</p>
<p>Però l&#8217;outcome è che mi trovo meglio, mi riconosco di più e posso indossare, anche se in privato, anche altri panni oltre a quelli noiosi del professionsta comunicatore.</p>
<p>Insomma, l&#8217;unica cosa che mi sento di condividere (no, non vi mando nemmeno per idea un mp3 delle cose che suono, no non vi mando le cose che scrivo, ecc.) è appunto questa riflessione: non dimenticatevi del vostro lato creativo, anche se non avete un milligrammo di talento.</p>
<p>Per di più ho scoperto che rispolverare le proprie attitudini creative sommerse dopo anni di soffitta è un&#8217;ottima occasione per imparare cose nuove. Per dire, ho imparato a montare i video secoli fa usando le centraline analogiche (e ho anche lavorato un po&#8217; tagliando a mano il nastro) e ora ho 1000 pagine di Final Cut da studiarmi (e una pila di manuali sul video digitale da leggere), contando che ora qualsiasi software di montaggio che fa cose che all&#8217;epoca erano fantascienza.</p>
<p>Ci sono anche casi in cui imparare è meno divertente, come per esempio affrontare altre 1000 inutili pagine di Logic (mai nome fu più paradossale, visto che è il software con la peggiore usabilità al mondo ed è ideato da un sadico che odia i musicisti), sapendo ancora usare Cubase da bendato.<br />
Ma in generale ritrovarsi ad imparare nuove tecniche per esprimersi è bello. Ed è un concetto di studio che confina col piacere.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/05/a-changes-better-come/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/25/quelli-che-hanno-letto-milioni-di-libri-e-quelli-che-non-sanno-nemmeno-parlare/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/25/quelli-che-hanno-letto-milioni-di-libri-e-quelli-che-non-sanno-nemmeno-parlare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 14:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/2008/04/25/quelli-che-hanno-letto-milioni-di-libri-e-quelli-che-non-sanno-nemmeno-parlare/</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;autoblinda sparava rabbiosamente con la mitragliera da 20 incrociando su e giù, sicura del fatto suo.
Ma non aveva fatto i conti con la Bufalo da 13,2. Attilio Sola, il gigante del gruppo, se la portava di qua e di là come uno sten, aspettando il momento buono.
Si fece sotto sotto e quando l&#8217;autoblinda mise il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;L&#8217;autoblinda sparava rabbiosamente con la mitragliera da 20 incrociando su e giù, sicura del fatto suo.<br />
Ma non aveva fatto i conti con la Bufalo da 13,2. Attilio Sola, il gigante del gruppo, se la portava di qua e di là come uno sten, aspettando il momento buono.<br />
Si fece sotto sotto e quando l&#8217;autoblinda mise il muso fuori da un angolo morto gli infilò una raffica nel ventre immobilizzandola. Un urlo di gioia si levò dal crinale della colline ed il combattimento si riaccese più violento&#8221;</em></p>
<p>tratto da <a href="http://www.anobii.com/books/Banditi/9788806163228/012746b5970c5eed60/" target="_blank">&#8220;Banditi&#8221; di Pietro Chiodi</a> - Einaudi, pagina 121.</p>
<p>Attilio Sola (il cui vero nome era Quintilio), di Vezza d&#8217;Alba, era mio nonno.<br />
Prima coltivatore diretto al suo paese, poi operaio a Torino negli anni Cinquanta, spesso nei reparti punitivi perché iscritto al PCI (nonostante fosse un partigiano di Giustizia e Libertà, insieme a Beppe Fenoglio), poi pensionato stanco e povero come tutti quelli della sua generazione.</p>
<p>E&#8217; morto qualche anno fa, restando una forza incontrollabile della natura fino a pochi istanti prima. Selvaggio, burbero, istintivo, silenzioso, non conciliante, irrequieto, non era e non è mai stato un &#8220;nonnino&#8221;.</p>
<p>Non aveva studiato, ma sapeva da che parte stare ed è stato dalla parte giusta. E non si è mai sentito un eroe per un singolo istante.<br />
Non l&#8217;ho considerato un eroe nemmeno quando al suo funerale c&#8217;erano decine di partigiani in lacrime, la banda che suonava, la sua medaglia d&#8217;oro, i discorsi ufficiali, gli applausi e tutti lo definivano tale, ricordandomi che &#8220;non c&#8217;era pezzo di pane che tuo nonno non abbia diviso in due&#8221;.</p>
<p>Ricordo che tante facce anziane perlopiù sconosciute mi guardavano e mi additavano interrogandosi esplicitamente se in me &#8211; unico erede maschio della famiglia &#8211; ci fosse stato anche un solo millesimo di lui, del suo istinto che &#8220;per amore di giustizia travolge la prudenza&#8221;. Avevano legittimamente bisogno di continuità, di capire che non tutto si perde, di generazione in generazione. E non erano capitati benissimo.</p>
<p>Se sono sopravvissuto al senso d&#8217;inadeguatezza di quel giorno è perché quattro valori in croce li ho ereditati e li difendo, non mi sogno di negoziarli con alcunché e li trasmetto come e dove posso. E sono quelli per cui al mattino mi guardo allo specchio e nonostante tutto mi rispetto.</p>
<p>Ecco perché il 25 aprile è una festa di famiglia: perché festeggio quella minima eredità che riesco a sostenere e mi dà senso come uomo.<br />
Ed ecco perché mi agito quando sento criticare una &#8220;festa di parte&#8221;. Ma perché, ci può essere un&#8217;altra parte? </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/25/quelli-che-hanno-letto-milioni-di-libri-e-quelli-che-non-sanno-nemmeno-parlare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>46</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cose che ho capito non facendomi capire</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/16/cose-che-ho-capito-non-facendomi-capire/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/16/cose-che-ho-capito-non-facendomi-capire/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/2008/04/16/cose-che-ho-capito-non-facendomi-capire/</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto in ritardo, ma li ho letti tutti (e proseguo, visto che ne arrivano ancora), i commenti al post che ho fatto stanotte per commentare il boom dei voti al centrodestra tutto.
Mi scuso, ma un po&#8217; per necessità e un po&#8217; per piacere ho preferito impiegare la giornata a consolarmi con delle belle persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto in ritardo, ma li ho letti tutti (e proseguo, visto che ne arrivano ancora), i commenti al post che ho fatto stanotte per commentare il boom dei voti al centrodestra tutto.<br />
Mi scuso, ma un po&#8217; per necessità e un po&#8217; per piacere ho preferito impiegare la giornata a consolarmi con delle belle persone in riva al mare, in attesa che Tremonti venda pure quello.</p>
<p>Sarò franco, sono delusissimo di quello che ho letto.<br />
Ok, la voglia di sfogarsi è tanta e c&#8217;è confusione, enfasi, emotività. Ma ho capito di non essere stato in gran parte capito. E mi sono un po&#8217; inquietato perché ho letto e continuo a leggere vecchi schematismi spaventosi di certa sinistra.</p>
<p> </p>
<p><strong>ARRICCHIRSI: CHE ROBA, CONTESSA</strong></p>
<p>Ho letto un bel po&#8217; di commenti inorriditi alla mia constatazione: in un&#8217;Italia in cui i miei diritti e i miei stili di vita sono minacciati e non garantiti, il denaro è l&#8217;unico modo per garantirmi la libertà, l&#8217;informazione corretta, il mantenimento dei miei valori e una vita laica e rispettabile.</p>
<p>E altri sono sobbalzati al corollario inevitabile: per salvarsi da questa Italia bisogna arricchirsi.</p>
<p>Ecco, per il solo fatto di aver detto quanto sopra, mi sono preso del berlusconiano, del venduto, dell&#8217;evasore fiscale, del corrotto.</p>
<p>Questo è uno dei motivi per cui la sinistra (che, ricordo, è la mia parte politica, la mia categoria interpretativa della vita, ecc.) perde socialmente perfino contro quel miles gloriosus di Berlusconi.</p>
<p>Perché se il verbo &#8220;arricchirsi&#8221; diventa automaticamente una mostruosità, allora sì che siamo fuori sintonia col mondo.</p>
<p>Solo arcaismi culturali di una sinistra fuori dal mondo possono fare l&#8217;equazione per cui arricchirsi equivale a rubare, abbrutirsi, diventare berlusconiani, frodare il fisco, essere cattive persone, ritirarsi nel privato, imborghesirsi, parcheggiare il SUV sui marciapiedi, ecc. (il prossimo che mi fa ancora la polemica sui SUV lo arroto con la mia Punto: perdiamo per stronzate di questo livello, rendetevene conto: su certe cose siamo infantilmente patetici!)</p>
<p>Ho per caso scritto che voglio arricchirmi con mezzi illeciti o abbrutendomi umanamente e culturalmente?<br />
Ho per caso scritto che arricchirsi è un fine?<br />
Ho per caso scritto che avrei rinunciato ad un singolo valore per arricchirmi? (mi pare di aver scritto esattamente il contrario) <br />
Ho per caso scritto o anche solo implicato che la necessità (perché di questo si tratta) di arricchirsi per difendere i miei valori e il mio stile di vita avrebbe minato il mio impegno affinché la libertà che &#8220;compro&#8221; spetti di diritto a tutti?<br />
(mi permetto di autovirgolettarmi: &#8220;<em>Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza</em>&#8220;)</p>
<p>Sarò franco: mi spaventa questo automatismo quasi pavloviano per cui l&#8217;idea di arricchirsi &#8211; seppure funzionale al mantenimento di libertà, idee e valori sani - fa scattare immediatamente la reprimenda da parte di molti che si definiscono di sinistra.</p>
<p>Che poi, diciamocelo, è un&#8217;ipocrisia bella e buona. E lo sapete. I soldi fanno comodo a tutti e non c&#8217;è niente di male a farli o ad aspirare ad averne di più, se si è onesti, se non ci si vende, se non si è volgari. Mai sentito parlare di moralità del profitto?</p>
<p>Personalmente guadagno in modo onesto (nei limiti di onestà di chi lavora nel campo del marketing e della comunicazione, per cui c&#8217;è un girone apposito in Purgatorio): lavoro a tempo più che pieno da quando ho 18 anni &#8211; sono giusto 15 anni di contributi INPS &#8211; e nel mezzo ho sempre trovato il tempo per fare politica, quella anonima, faticosa e senza poltrone. E non ho mai fatto un singolo euro in nero o evaso alcunché.</p>
<p>E non credo ci sia nulla di male nel dire che in 20 anni di militanza ho forse trascurato un po&#8217; il vivere, tra una battaglia e l&#8217;altra. <br />
Ho fatto mia per anni questa frase di Enrico Berlinguer: &#8220;<em>Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell&#8217;uomo, *del suo benessere*, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.</em>&#8221;</p>
<p>Al di là che perfino l&#8217;ormai remoto Berlinguer parlava di benessere, senza i pauperismi banali che mi è capitato di leggere oggi nei commenti, è vero che la militanza e l&#8217;impegno politico riempiono una vita.</p>
<p>Reclamo, tuttavia, il diritto di definire forme di impegno più serene e più compatibili con la mia felicità. Perché ogni tanto vorrei essere felice, pur sapendo che il mondo è una merda e bisogna continuare a lottare, lottare, lottare.<br />
E poi da un po&#8217; mi sono convinto che l&#8217;essere migliori e più felici sia parte della lotta. E forse ci aiuta a vedere lo tsunami e non la cacchina irrilevante che vi galleggia in mezzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/16/cose-che-ho-capito-non-facendomi-capire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>74</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’opportunità del male – riflessioni postelettorali stranamente serene</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 00:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/</guid>
		<description><![CDATA[Serve un bilancio elettorale, visti i risultati più che eloquenti?
Credo di sì. Credo anche serva farlo da lucidi. E per una volta lo sono, perché la portata del successo del progetto berlusconiano, nell’anno in cui si presenta più “brutto”, più privo d’idee e più incattivito, invita ad una riflessione in prospettiva che va ben al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Serve un bilancio elettorale, visti i risultati più che eloquenti?</p>
<p>Credo di sì. Credo anche serva farlo da lucidi. E per una volta lo sono, perché la portata del successo del progetto berlusconiano, nell’anno in cui si presenta più “brutto”, più privo d’idee e più incattivito, invita ad una riflessione in prospettiva che va ben al di là del mero risultato elettorale.</p>
<p>Il post è lunghetto, ma credevo peggio. Ed è un po&#8217; più ragionevole del solito. Forse per una volta potreste provare a leggerlo tutto.</p>
<p><span id="more-754"></span></p>
<p>Se facciamo due somme, tenendo conto che scrivo questo a spoglio in corso e con dati provvisori, il risultato reale è che in quella penisola che si chiama Italia nel 2008 i partiti che costituivano la vecchia CDL prendono il 56-57% dei voti. Tantissimi. Un record nella storia italiana.</p>
<p>Attenzione, non è una svolta a destra di un paese che sceglie i Tories britannici o De Gaulle. Questi sono voti ad una destra fatta prevalentemente di estremisti xenofobi  &#8211; con un partito come la Lega che in pratica prende un quinto dei voti al Nord: il 20% – ad un progetto peronista di un imprenditore estraneo alla democrazia e ad un complesso di clientele e arcaismi familisti al Sud.</p>
<p>Se pensiamo che la “parte migliore” del vecchio centrodestra, presentatasi inutilmente da sola, è l’UDC, cioè il partito di Cuffaro e in generale del malaffare e della contiguità tra politica e crimine organizzato, forse abbiamo la misura del voto dato dal 56-57% degli italiani.<br />
Paura, eh?<br />
Cioè, quasi 6 italiani su 10 hanno votato in massa per questa cosa qui, non per una “destra economica” o per una destra del rigore, un partito conservatore, uno liberale, ecc. È una bella responsabilità.<br />
Già, la responsabilità. Per dirla con i Nine Inch Nails, attualmente l’unico riferimento politico a cui mi sento di appellarmi, “you’re going to get what you deserve”. L’Italia ha scelto quella cosa lì. E l’hanno scelta in tanti, perché pure quelli che hanno votato UDC o La Destra parteggiano per quel complesso di valori rappresentato dal PDL, pur non concorrendone alla vittoria.</p>
<p> </p>
<p><strong>NON STUPIDI, DISPERATI </strong></p>
<p>Trovo offensivo per gli italiani che si dica che, visto il voto, la gente “è stupida”. È una classica consolazione da centrosinistra: non ci hanno capiti, si fanno abbindolare, poverini.</p>
<p>Poverini una mazza. Sono 14 anni che Berlusconi e i valori che esprime stanno sul campo politico. Non regge più la scusa dei sempliciotti abbindolati dall’uomo con 6 televisioni. Sì, forse qualche nonnina, ma non nascondiamoci dietro questo.</p>
<p>Ammettiamolo: il 56-57% degli italiani sposa scientemente e in modo responsabile il progetto politico e i valori umani e culturali espressi dal berlusconismo in alcune o tutte le sue forme (quella nordista, quella sudista, quella antifiscale, quella clericale, quella non democratica).</p>
<p>Suona tremendo, vero? Suona incredibile, punk, oltraggioso? Ma è la verità. E francamente sono stufo di tecnicismi, di fughe nell’autocommiserazione, ecc.<br />
Signori, capiamolo: alla stragrande maggioranza degli italiani Berlusconi piace, gli piacciono i suoi valori e vuole essere guidata da lui!</p>
<p>E lo sanno benissimo che non è adatto, che è una brutta persona e che si circonda di incapaci e di loschi figuri. Lo sanno perfettamente.<br />
E lo votano *per quello*.  </p>
<p>Votano Berlusconi perché sono disperati. Nel vero senso della parola. Non hanno speranza.<br />
Cioè non sperano più in una risoluzione “di sistema” dei problemi, in un passo avanti collettivo. Non credono, insomma  (direi anche con alcune ragioni), in una prospettiva di giustizia, fosse anche minima.</p>
<p>Sanno benissimo, gli italiani, che Berlusconi fa esclusivamente i fatti suoi (e tra l’altro tra un po’ li avrà fatti tutti, cosa gli manca ancora?) e insegue in seconda battuta un sogno delirante di gloria personale.<br />
Lo sanno benissimo e conoscono perfettamente il suo valore morale.<br />
È per quello che tutti a parole dicono di non amare Berlusconi ma poi all’atto pratico lo votano eccome.</p>
<p>Il fatto è che nella disperazione un capo disastroso e pronto a tutto può essere un’opportunità, perfino se ti disgusta. Cioè, se non c’è più speranza, se non credi nella giustizia, un potente gradasso è quello che fa per te.</p>
<p>Perché, in uno scenario senza speranza, gli interessi del potente gradasso di turno possono essere in parte anche i tuoi.</p>
<p>Perché non esiste potente vanitoso e gradasso senza corte, senza sotto-corte e senza sguatteri. E fare lo sguattero di questi tempi pare sia un privilegio, nel paese che ha inventato la figura dell’usciere.</p>
<p>Perché se non c’è giustizia tanto vale tifare per la banda del più forte. Male non fa. Al massimo non cambia nulla.</p>
<p>Perché se tu disperato senti la necessità di una scossa sceglierai sempre la scossa più forte, quella che dà risultati più disastrosi, ma che come tutti i disastri cela grandi opportunità per pochi.</p>
<p> </p>
<p><strong>LA PELLE (L&#8217;ORRORE, L&#8217;ORRORE!)</strong></p>
<p>In questi giorni ho smesso di leggere di politica, ho accantonato i giornali, i libri, gli studi. E ho ripreso in mano quello che credo sia – in tutta la sua intima mostruosità e la sua sostanziale ipertrofia – il libro più politico e più veritiero, pur essendo artefatto al 90%, sull’Italia di sempre: <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804496151/malaparte-curzio/pelle.html" target="_blank">“La pelle” di Curzio Malaparte</a>.</p>
<p>Un consiglio: rileggetelo. Perché racconta la disperazione.<br />
La disperazione che si trasforma in cosciente furbizia, in una ricerca delle opportunità che – tramontato il senso di giustizia – coincide perfettamente con il fatalismo.</p>
<p>E il ritratto atroce di quella Napoli affamata del dopoguerra, derelitta, cattiva, spogliata, che mangia i rifiuti (sic), vende e trasfigura le proprie figlie e si fa serva schifosa indistintamente di tutto ciò che ha i crismi del potere è la fotografia perfetta dell’Italia di oggi.</p>
<p>No, non sto dicendo che l’Italia è schifosa come la Napoli affamata di Malaparte perché ha votato per Berlusconi.<br />
Sto dicendo esattamente il contrario: è un’Italia misera, disperata, spaventata e a corto di fiato quella che come ultimo atto di disperazione vota per il male maggiore, sperando di farne parte.<br />
L’opportunità del male.</p>
<p> </p>
<p><strong>GRATIS, PER PAURA E OPPORTUNISMO</strong></p>
<p>Mi è già capitato di scriverlo, ma il voto a quella cosa lì di Berlusconi (non riesco a chiamarla “destra”, perché è tutt’altro) è davvero un voto punk, nella sua etica “no future”.</p>
<p>Lo sanno benissimo gli italiani che il sistema ingiusto in cui vivono non potrà che diventare ancora più ingiusto, con Berlusconi e le sue masnade. Cioè, non equivochiamo. Gli italiani lo sanno già che Berlusconi fa schifo come persona ed è pessimo a governare. Ma sanno che con Berlusconi una minoranza più coraggiosa e spregiudicata può trovarsi dalla parte di coloro che beneficiano della situazione.</p>
<p>No, questa volta nemmeno Berlusconi è riuscito a vendere l’idea di miracolo. E gli italiani – che sono ufficialmente dei disperatissimi furbi – non hanno certo votato l’uomo dei sogni del 94, del 2001 e del 2006, perché sanno benissimo che non lo è.</p>
<p>E non pensiamo che la quota di coloro che hanno votato Berlusconi per clientele e maneggiamenti sia così ampia. Sì, in certe zone d’Italia è un problema endemico, ci mancherebbe, e il voto di scambio clientelare continua a prevalere nel centrodestra, ma la realtà è che stavolta la gente in gran parte ha votato Berlusconi gratis.</p>
<p>Non siamo così ingenui da credere che siano bastati i gadget promessi dal nano malefico per raccogliere consensi.<br />
Sì, una parte di disperati si vende per pagare 80 euro l’anno in meno di bollo o un paio di centinaia di euro in meno di ICI, perché non si chiede come faccia lo Stato a fargli quei graditi regalini. Perché non sa che li paga altrove e con gli interessi.</p>
<p>La situazione è altra. Non lo fanno per elemosina. Non lo fanno per clientela. Lo fanno per un maligno senso di paura, che dà risultati esattamente contrari a quelli studiati da Hobbes. La paura diventa antisociale, familista, personalista. Senza nemmeno più le certezze delle vecchie e sane (…) clientele di una volta.</p>
<p> </p>
<p><strong>UN PROBLEMA DI SCALA: LA TEORIA DELLO TSUNAMI</strong></p>
<p>È per questo che sono stranamente tranquillo nel giorno della massima espansione elettorale della destra in Italia.<br />
Perché mi rendo conto che l’episodio elettorale resta tale.</p>
<p>Il danno è nella società, nell’insicurezza delle persone, nella cattiveria di chi sente di non avere più speranze.<br />
E questo non è un dato politico contingente: è un problema più “lungo”, che viene da lontano e non finisce domani (anzi…).</p>
<p>Certo, recentemente ha avuto le sue esplosioni fenotipiche (la monnezza, un Governo Prodi perennemente in bilico e contestato dai suoi stessi ministri, il potere d’acquisto che cala, ecc.), ma basta riflettere per qualche secondo per capire che c’è un problema di valutazione di scala.<br />
Vista così da vicino l’Italia può solo generare rabbia, sconforto e paura (i sentimenti prevalenti di oggi) e voti conseguenti.</p>
<p>Mi sono convinto che la scala dei problemi italiani (ma vorrei usare una parola meno negativa, tipo “issues”) sia altra.<br />
Va visto tutto da più lontano, nello spazio e nel tempo. Perché altrimenti non si spiega e non si risolve nulla. Che poi è quello che accade da tempo.</p>
<p>Insomma, Berlusconi al potere, il più brutto e cattivo di sempre, non è che una delle manifestazioni di un problema più ampio, più vecchio, più profondo. E non ne è la soluzione, semmai una minima aggravante.</p>
<p>Accettiamo questo: in sostanza Berlusconi è un fenomeno irrilevante rispetto alla portata del problema-Italia, che è infinitamente più ampio. Berlusconi non è che una cacca in uno tsunami. Vogliamo iniziare a preoccuparci dell’onda?</p>
<p> </p>
<p><strong>I DIRITTI, PERO’…</strong></p>
<p>Quel che mi spaventa di più (pur essendo un residente nel nord produttivo, lavoratore creativo in proprio e pagante un sacco di tasse, che quindi beneficerà sicuramente delle regalie berlusconiane) è ciò che accadrà dal punto di vista dei diritti.</p>
<p>Parlo dei diritti della persona. Perché su questo risultato la Chiesa profitterà mostruosamente. Ma ho un po’ di speranze.</p>
<p>Credo che buona parte di quel 56-57% di italiani che hanno votato per Berlusconi non sia molto convinta a far entrare i vescovi in camera da letto.</p>
<p>È disposta a tutto, ma non a rinunciare a quel pezzo di vita. Proprio come ne “<a href="http://www.anobii.com/books/La_pelle/9788804342861/01b36ad71de6d18947/" target="_blank">La pelle</a>” (questo link porta alla sua pagina su Anobii): nella miseria totale l’unica forma di attaccamento alla vita è il sesso, forse l’amore (disperato, alla Nada). Di ogni tipo.</p>
<p>Sarà per quello che mentre scrivo la parola d’ordine su Twitter, condivisa da molti, è sostanzialmente “scopiamo per reagire”. È una reazione umana che trovo bellissima, perfino nel suo eccesso verbale. </p>
<p> </p>
<p><strong>PESSIMI BUONI PROPOSITI</strong></p>
<p>In ultimo, qualche rapida riflessione sul “che fare?”.</p>
<p>Capitolo difficile. Non ho consigli da dare e francamente non credo di essere legittimato a farlo.</p>
<p>Posso dirvi cosa conto di fare io, avvertendovi che ragiono da una posizione di relativo privilegio (lavoro in proprio nel ricco nord produttivo, guadagno abbastanza bene, posso disporre liberamente del mio tempo e non devo rendere conto a nessuno delle mie azioni) e che ognuno fa storia a sé.</p>
<p>Una parte riguarda direttamente me. Le sconfitte fanno crescere, perfino se prese a raffica (ricordo a tutti che tifo per il Toro). Non amo il rito comunista dell’autocritica, preferisco riflessioni più pratiche e costruttive e detesto chi si piange addosso.</p>
<p>Un’Italia così mi disgusta, certo. Forse dovrei essere più compassionevole, ma vengo da un’altra cultura.</p>
<p>Posso solo prendere un impegno serio, che è migliorare me stesso. Tra l’altro c’è molto da fare. Credo laicamente alla teoria per cui i miglioramenti interiori portino benefici a ciò che hai intorno.</p>
<p>Credo anche che la gente che andrà al potere nei prossimi giorni sia pericolosa per i valori a cui tengo.<br />
Parlo di valori veri, quelli che ti permettono di distinguere tra il bene e il male. E sono valori su cui non sono disposto a cedere, ma nemmeno a trattare.</p>
<p>Possono riscrivere i libri di storia, ma non riscriveranno la storia, possono santificare i mafiosi ma non renderanno appetibile l’ingiustizia a chi la subisce.</p>
<p>Ci sono cose non negoziabili. Ma non lo capiscono. E su questo, su queste vendette idiote e di bassa lega, genereranno tanta negatività che compatterà i loro avversari. Sono stupidi, certi berlusconiani: state pur certi che non mancheranno di farlo.</p>
<p>So per certo che in un’Italia sempre più “a misura di portafoglio” la difesa dei valori e degli stili di vita passa attraverso il denaro: vivere come si vuole è un lusso e lo sarà sempre di più.</p>
<p>E’ per questo che il mio pensiero costruttivo è quanto più di sanamente individualista e libertario si possa concepire e forse scandalizzerà qualcuno.</p>
<p>Per difendere la mia vita, la vita come la voglio io nella sua irrazionalità e irrequietezza (ed è una vita che mi piace e che voglio migliorare sempre di più e di cui non intendo rendere conto a nessuno), ma anche nei suoi valori che reputo buoni, credo che dovrò cercare di arricchirmi il più possibile.</p>
<p>Prima di gridare allo scandalo, rifletteteci.<br />
Perché i soldi ti pagano la libertà, in questa Italia.<br />
Ti pagano il diritto di abortire o anche solo di prendere la pillola del giorno dopo (basta pagarsi un viaggio in Francia), ti pagano il diritto all’eutanasia e ad una morte dignitosa, ti pagano una vita insieme se sei una coppia di fatto, ti pagano la libertà sessuale, la libera informazione, un’educazione laica e libera, una televisione non di regime, la libertà di assumere le sostanze che vuoi, un ambiente migliore, ecc.</p>
<p>Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza.</p>
<p>Ma a quasi 34 anni, dopo esattamente 20 anni di militanza ininterrotta e faticosa, credo che sia giusto ricordarmi che negli spazi tra una lotta e l’altra dovrei vivere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>139</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sign O&#8217; The Times</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/11/sign-o-the-times/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/11/sign-o-the-times/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 10:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/2008/04/11/sign-o-the-times/</guid>
		<description><![CDATA[NoiseFromAmerika è uno dei blog politici più di successo negli ultimi mesi. Il suo pregio è essere contemporaneamente distante e vicino alle cose italiane: ne guadagna in obiettività. E in effetti la lettura del blog regala sempre la quiete riflessiva del passo indietro rispetto a noi che ci troviamo in mezzo alla bolgia. Insomma, il caos [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php" target="_blank">NoiseFromAmerika</a> è uno dei blog politici più di successo negli ultimi mesi. Il suo pregio è essere contemporaneamente distante e vicino alle cose italiane: ne guadagna in obiettività. E in effetti la lettura del blog regala sempre la quiete riflessiva del passo indietro rispetto a noi che ci troviamo in mezzo alla bolgia. Insomma, il caos italiano si capisce meglio se c&#8217;è un oceano di mezzo.</p>
<p>La redazione è composta da economisti italiani in &#8220;fuga&#8221; negli Stati Uniti. Attenzione: economisti di chiara scuola liberale, che tempo fa avremmo definito &#8220;di destra&#8221; (magari non nei valori, ma nelle scelte economiche sì) e che non fanno mistero del proprio orientamento. Niente &#8220;cervelli in fuga&#8221; che flirtano coi girotondini, nessuna baronia radical-chic. Economisti, negli States, liberali.</p>
<p>Ed è davvero curioso, ma forse a modo suo emblematico &#8211; <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Come_ha_votato_nFA" target="_blank">lette le dichiarazioni di voto della redazione di NoiseFromAmerika</a> - scoprire che in redazione o si sono astenuti o hanno votato (magari a malincuore) per il PD. Zero voti per la destra berlusconiana. Zero.</p>
<p>Cioè, i liberali ali ali proprio non ce l&#8217;hanno fatta a votare per il PDL. Anzi, ho letto proprio su NFA le critiche più aspre e motivate all&#8217;identità stessa del PDL, al suo peronismo e al nulla umano e politico che rappresenta.</p>
<p>Fossi uno di destra capirei benissimo la situazione: il PDL &#8211; quello che vuole fare eroe lo stalliere mafioso Mangano &#8211; è invotabile, non è una destra credibile, non ha un programma economico liberale e non ha nemmeno un milligrammo di cultura laica.<br />
Dev&#8217;essere per questo che continuo ad incontrare ex elettori della CDL che questa volta si astengono, schifati dalle connivenze tra la peggiore Chiesa e il malaffare berlusconiano.</p>
<p>Insomma, da destra si sta alzando (non so quanto timida) una voce che reclama una destra migliore e qualcosa di meglio di Berlusconi. E finalmente qualcuno ha capito che il modo migliore per fare una destra più civile in Italia è non votarlo più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/04/11/sign-o-the-times/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>We who are not as others*</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/03/25/we-who-are-not-as-others/</link>
		<comments>http://www.suzukimaruti.it/2008/03/25/we-who-are-not-as-others/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 21:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.suzukimaruti.it/2008/03/25/we-who-are-not-as-others/</guid>
		<description><![CDATA[Sì sì, parlate pure male del partito-monolite e del partito-chioccia. Parlate pure male del centralismo democratico, dei comitati centrali, della seriosità filosovietica.
Poi però vi beccate questo.

WPvideo 1.10


Download!

E già me lo vedo Giancarlo Pajetta che si rigira nella tomba gridando &#8220;Ve l&#8217;avevo detto io!&#8221;.
Ai tempi del PCI un&#8217;operazione simile sarebbe finita con un bel processone politico, una lettera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì sì, parlate pure male del partito-monolite e del partito-chioccia. Parlate pure male del centralismo democratico, dei comitati centrali, della seriosità filosovietica.</p>
<p>Poi però vi beccate questo.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/wJE4AAfV7b0" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wJE4AAfV7b0"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=wJE4AAfV7b0">Download!</a></div>
</div>
<p>E già me lo vedo Giancarlo Pajetta che si rigira nella tomba gridando &#8220;Ve l&#8217;avevo detto io!&#8221;.</p>
<p>Ai tempi del PCI un&#8217;operazione simile sarebbe finita con un bel processone politico, una lettera indignata ai &#8220;compagni della federazione di Milano&#8221;, un sano commissariamento della suddetta e una polemica culturale contro i giovani su Rinascita. E niente viaggio in delegazione sull&#8217;Oder per i colpevoli di tale affronto.<br />
Per certe cose era meglio quando <strike>c&#8217;erano gli Squallor</strike> c&#8217;era il PCI.</p>
<p>Poi se proprio dobbiamo entrare nel merito del video, altro che Pajetta.</p>
<p>Passi l&#8217;operazione &#8220;simpatia&#8221;, ma almeno evitate che il testo del brano faccia cagare, con passaggi tipo &#8220;per l&#8217;Italia che ancor s&#8217;innamora&#8221;, al cui confronto l&#8217;inno di Forza Italia è un pezzo del De Andrè più criptico.<br />
E magari evitate tutte quelle facce da fighetto milanese nel video (ma questo è un problema mio, lo so).</p>
<p>Mi va benissimo che facciamo gli anticonformisti e i simpatici, visto che per anni abbiamo ascoltato i peggiori dischi di Fossati all&#8217;indietro perché non li ritenevamo abbastanza tristi e noiosi per il nostro umore umano e politico, ma se iniziamo a comportarci da berlusconiani (il berlusconismo non è essere di destra, ma è quel misto di facce da pubblicità progresso anni Ottanta, i sorrisi finto-simpatici, il testo volutamente cazzone, l&#8217;abuso cialtrone della parola &#8220;amore&#8221;, ecc.) allora mi agito.</p>
<p>Ma dev&#8217;essere proprio capitato qualcosa di brutto a sinistra e il declino estetico era nell&#8217;aria. Mi ero, infatti, già spaventato guardando l&#8217;ultimo spot della Coop, che anni fa si faceva dirigere le pubblicità da Woody Allen e ora si presenta al pubblico con un&#8217;orrida cover di &#8220;Si può dare di più&#8221; e un video che sembra quello di &#8220;Amico è&#8221; di Dario Baldan Bembo.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/-4Rpc87Ch8A" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-4Rpc87Ch8A"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=-4Rpc87Ch8A">Download!</a></div>
</div>
<p>Eppure non è che a sinistra manchino i creativi, i musicisti, i fresconi. Invece no, si è fatto tutto in casa. E non c&#8217;è niente di più triste di gente vecchia mentalmente che cerca di sembrare ggggiovane. Un po&#8217; come quando i tuoi genitori cercano di emulare il gergo giovanile e fanno una pena pazzesca.</p>
<p>Ci sono diversi infiniti di differenza tra l&#8217;essere più informali e funky e il fare i trenini in crociera cantanto &#8220;L&#8217;unico frutto dell&#8217;amor è la banana&#8221;.</p>
<p>Cazzo, mi va bene tutto. Trangugio per amor di patria perfino la Binetti e Bobba candidati nel PD, ma mi sono sempre cullato nell&#8217;illusione che tra &#8220;noi&#8221; e &#8220;loro&#8221; c&#8217;è sempre stata una marcatissima ed insanabile frattura estetica: loro sono di cattivo gusto, anzi loro sono IL cattivo gusto e noi no.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultimo paletto &#8220;polare&#8221; che mi resta. Se salta pure quello, siamo finiti.</p>
<p> </p>
<p>* Il titolo è preso da un pezzo da &#8220;Two Pages&#8221; dei 4 Hero di cui non ho voglia di caricare l&#8217;mp3. Se proprio vi punge vaghezza di ascoltarlo, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3KD_LgYsILI" target="_blank">qui trovate il remix dei Jazzanova</a> (che peraltro lo rende più accessibile).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.suzukimaruti.it/2008/03/25/we-who-are-not-as-others/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>41</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

