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	<title>Suzukimaruti &#187; Tecnologia</title>
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		<title>iPhone 3.0: come fare se non vi funziona il tethering con Tre (post notturno per nerd senza una vita)</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2009/06/18/iphone-30-come-fare-se-non-vi-funziona-il-tethering-con-tre-post-notturno-per-nerd-senza-una-vita/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 02:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito il firmware 3.0 dell&#8217;iPhone e il mondo vi sorride. Sì, perché siete dei nerd all&#8217;ultimo stadio esattamente come il titolare di questo blog.
Quindi vi sarete sicuramente fiondati a scaricare i 230 Mb di aggiornamento sul vostro gadget preferito, pronti a godervi il cut&#38;paste, gli MMS e &#8211; finalmente &#8211; il tethering, che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito il firmware 3.0 dell&#8217;iPhone e il mondo vi sorride. Sì, perché siete dei nerd all&#8217;ultimo stadio esattamente come il titolare di questo blog.<br />
Quindi vi sarete sicuramente fiondati a scaricare i 230 Mb di aggiornamento sul vostro gadget preferito, pronti a godervi il cut&amp;paste, gli MMS e &#8211; finalmente &#8211; il tethering, che per i non-nerd dotati di una vita sessuale sarebbe a dire &#8220;usare il cellulare come modem 3G per navigare in Internet col computer&#8221;.</p>
<p>Vi sarete subito accorti che, pur essendo tecnicamente possibile, il tethering non funziona subito sui vostri telefoni, meno che mai se avete Tre, che teoricamente non dovrebbe nemmeno supportare l&#8217;iPhone, visto che la Apple continua a non filarla.<br />
Però in giro è pieno di soluzioni per attivare il tethering con le SIM di tutti gli operatori. Si tratta di scaricare un piccolo file di configurazione che &#8211; in teoria &#8211; dovrebbe risolvere tutti i problemi. Se siete fortunati, queste soluzioni funzionano al primo colpo.</p>
<p>Se non siete fortunati, con buona probabilità le avete provate tutte, incluso rivolgere preghiere al Santissimo, inginocchiati verso Salita Ruinà, con il risultato che spesso il vostro iPhone smette di navigare via 3G.</p>
<p>Niente panico. Ripristinate il profilo del telefono (andando su Impostazioni &#8211; Generale &#8211; Profilo, cancellando il profilo corrente e poi rimettendo l&#8217;APN giusto in Impostazioni &#8211; Generale &#8211; Rete &#8211; Rete dati cellulare) e leggete sotto.</p>
<p>Se non vi funziona il tethering può darsi che siate clienti business di Tre e abbiate scelto una delle opzioni <a href="http://www.tre.it/public_bus/scheda_offerta_BS.php?ido=49&amp;idOF=109&amp;fil=2" target="_blank">Simply Dati Business (sono 3: B.on, B.time e B.unlimited)</a>, che vi garantiscono una chiavetta HSDPA con  dentro una SIM che, come molti, avete messo nell&#8217;iPhone.<br />
[Personalmente ho la B.on che mi garantisce (esclusivamente, cioè non potete usarla per telefonare) un traffico dati di 5Gb alla settimana, cioè molto di più di quanto potrei immaginare, a un prezzo veramente basso: 14€ al mese.]</p>
<p>La caratteristica delle SIM di queste offerte è che utilizzano, per accedere a Internet, un APN diverso dagli altri terminali Tre. Infatti il loro APN è datacard.tre.it.</p>
<p>Tutte le soluzioni per abilitare il tethering sull&#8217;iPhone che si trovano online finora non tengono conto di questa famiglia di SIM e, per Tre, contemplano solo l&#8217;APN tre.it, che ovviamente non funziona con le SIM Simply Dati Business, col risultato che se le adottate il vostro iPhone smette di navigare.</p>
<p>Che fare?<br />
L&#8217;unica è farsi un file di configurazione personalizzato. E&#8217; facilissimo.</p>
<p>1 &#8211; Andate qui <a href="http://www.iphone-notes.de/mobileconfig" target="_blank">http://www.iphone-notes.de/mobileconfig</a> e, invece che selezionare un operatore preconfigurato, fatevene uno personalizzato. In sostanza scegliete &#8220;<strong>custom carrier</strong>&#8221; e scrivete <strong>datacard.tre.it</strong> nel campo <strong>APN</strong>.  Lasciate tutti gli altri campi vuoti.</p>
<p>2 &#8211; Inserite in cima alla pagina uno degli indirizzi e-mail che leggete con l&#8217;iPhone (anzi, con il programma di posta dell&#8217;iPhone), riempite il noiosissimo captcha, cliccate su &#8220;send&#8221; e vi verrà spedito il file.</p>
<p>3 &#8211; Sull&#8217;iPhone aprite il messaggio di posta che vi è testé arrivato, cliccate sull&#8217;allegato, dite sì a tutto (fidatevi) e come per magia il tethering funzionerà anche a voi.</p>
<p>Attenzione, a volte il menù del tethering sull&#8217;iPhone (che si trova in Impostazioni &#8211; Generali &#8211; Rete) non funziona a meno che non abbiate fisicamente collegato il telefono al vostro computer tramite USB. Fatelo e vi permetterà di collegarvi anche via Bluetooth, ma la prima connessione è meglio che sia via cavo.</p>
<p>Da lì in poi tutto dovrebbe funzionare bene. Qui, almeno, va tutto (usando un Macbook): infatti questo post è stato pubblicato usando l&#8217;iPhone come modem.</p>
<p>Sicuramente emergeranno soluzioni più raffinate (anzi, se ne avete sono benvenute e aggiorniamo il post), ma nel mentre il tethering c&#8217;è.</p>
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		<title>Quelli che ce l&#8217;hanno con FriendFeed: un invito alle danze</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 15:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre in giro per la Rete esplodeva l&#8217;ennesimo dibattito - stavolta innescato da un post di Gilioli- sulla natura di Facebook, da queste parti si manifestava, per la prima volta in modo evidente, una fronda anti FriendFeed, social network che uso con sommo gusto quotidianamente.
La cosa mi ha un po&#8217; sorpreso, anche perché a mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in giro per la Rete esplodeva l&#8217;ennesimo <a href="http://www.memesphere.it/conversations/288822.html" target="_blank">dibattito </a>- stavolta innescato <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/30/linsostenibile-leggerezza-di-facebook/" target="_blank">da un post di Gilioli</a>- sulla natura di Facebook, da queste parti si manifestava, per la prima volta in modo evidente, una fronda anti FriendFeed, social network che uso con sommo gusto quotidianamente.</p>
<p>La cosa mi ha un po&#8217; sorpreso, anche perché a mio giudizio FriendFeed riesce ad esprime e concentrare in un servizio solo molte cose del social Web che considero positive. Provo ad elencarle, poi do un&#8217;occhiata a cosa dicono di FriendFeed i suoi detrattori:</p>
<p>- aggregazione: FriendFeed è prima di tutto un aggregatore. Cioè ogni utente decide quali parti del proprio lifestream quotidiano &#8211; che normalmente è sparso su più servizi non interoperanti &#8211; costituiranno il suo feed. Per dire, io ci metto i post del mio blog e del mio tumblr, le mie twittate, le foto di flickr, i preferiti su Last.fm e altre cavolatine sparse qua e là. Così ho un &#8220;fiume&#8221; unico alimentato automaticamente dai vari &#8220;affluenti&#8221; e se uno ha una vita così triste da voler seguire tutto quello che faccio di social in Rete, basta che si abbona al mio FriendFeed e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>- conversazione</strong>: trovo che la conversazione su FriendFeed funzioni con le stesse dinamiche di Twitter ma senza il caos di quest&#8217;ultimo. Se su Twitter volevi rispondere ad un utente, la tua risposta finiva lì nel mucchio, elencata in puro ordine cronologico, con il risultato che i grafomani come il sottoscritto erano in grado di riempire 2 o 3 schermate di twittate in mezz&#8217;ora, se presi da una discussione che li interessava.</p>
<p>Il tutto su Twitter generava caos, scazzo e portava (ne parlo al passato perché lo uso pochissimo) al fenomeno per cui la gente ti chiedeva di scrivere di meno perché paradossalmente lo scrivere sul tuo Twitter invadeva i loro spazi.</p>
<p>Il vero problema, tuttavia, era che spesso non ci si capiva: mi è capitato più volte su Twitter di ricevere reply a cose scritte 2 giorni prima e non capire a cosa si riferivano. A volte la cosa avveniva in massa e il caos cresceva a dismisura.</p>
<p>FriendFeed da questo punto di vista offre tutti i vantaggi di Twitter con in più l&#8217;enorme feature di disporre le conversazioni per thread, ciascuna in ordine cronologico sotto il post che l&#8217;ha scatenata. Mi pare un incontestabile progresso, no?</p>
<p> </p>
<p><strong>- strumenti per migliorare la conversazione</strong>: oltre a favorire la conversazione, FriendFeed ha un paio di strumenti che la migliorano. Il primo è stupidino ma va di moda (è arrivato pure sui Tumblr) ed è il &#8220;like&#8221;. Se ti piace un intervento, esprimi il tuo apprezzamento premendo un pulsante e hai la possibilità di filtrare i vari interventi, isolando quelli a cui hai aggiunto un commento o un like: cosa utilissima per riprendere conversazioni lasciate a metà o passate (su Twitter, invece, o eri &#8220;qui e ora&#8221; o ti perdevi).</p>
<p>Ci sono, poi, strumenti di &#8220;moderazione&#8221;. Non amo particolarmente la categoria, ma sono molto light e rispettosi. Il più utile credo sia il tasto &#8220;hide&#8221;: se una conversazione non ti interessa, la nascondi. Ma questo non ti impedisce di parteciparvi (è paradossale, lo so) e soprattutto non impedisce agli altri di continuarla. Ed è un&#8217;opzione che si cambia con un singolo click.</p>
<p>Sorvolo sull&#8217;opportunità di rendere privato (decidendo chi lo legge e chi no) il proprio feed di contenuti, perché è un&#8217;opzione identica a quella di Twitter e non mi ha mai entusiasmato, perché non ne comprendo l&#8217;utilità (perché rendere privata una propria attività su un social network? non è un controsenso? o forse viene usato come misura anti stalker?).<br />
In compenso si possono creare &#8220;stanze&#8221; tematiche in cui discutere liberamente, al riparo da occhi indiscreti (si vocifera, per esempio, di una stanza women-only in cui gli ormoni volano liberi come pterodattili su di giri).</p>
<p>C&#8217;è, in ultimo, lo strumento &#8220;block&#8221;, che permette di bloccare un utente. Il che non significa privare qualcuno del diritto di esprimersi, ma semplicemente decidere di non visualizzare più gli interventi di un utente sgradito, molestatore, deviante, spammer, ecc. L&#8217;utente sparisce dalla tua vista ma continua liberamente ad esprimersi: di fatto non gli togli nulla.</p>
<p><strong>- allargamento della sfera degli amici</strong>: la feature che mi piace di più di FriendFeed è quella per cui &#8211; con dinamiche che non comprendo &#8211; il sistema ti mette a disposizione  anche gli interventi degli &#8220;amici degli amici&#8221;, così non leggi solo la tua combriccola di amichetti, ma vai oltre il solito giro di conoscenze.</p>
<p>Mi sembra una scelta vincente, oltre che buona e giusta. Prima di FriendFeed avevo un&#8217;area &#8220;blog che leggo&#8221; nel mio lettore di feed RSS. Li leggevo e morta lì: raramente aggiungevo nuovi nomi, perché ero costretto nella cerchia delle mie conoscenze.</p>
<p>Ora che ho FriendFeed, grazie allo strumento &#8220;amici di amici&#8221;, ho praticamente eliminato la cartella &#8220;blog che leggo&#8221; dal lettore di feed RSS (restano solo quelli che ancora non si sono convertiti) e leggo tutti su FriendFeed, con la differenza che leggo pure i loro amici (quelli non interessanti li nascondo) e ho scoperto un sacco di persone interessanti, che ora leggo quotidianamente.</p>
<p> </p>
<p><strong>LE CRITICHE</strong></p>
<p>Ho letto, nei commenti ai post precedenti, varie critiche a FriendFeed. Provo a riassumerle per sommi capi:</p>
<p>- <strong>è elitario:</strong> la principale tesi a sostegno di questa accusa è il fatto che FriendFeed è un servizio aperto solo a chi si registra. Quindi è sì uno spazio ordinato, ma perché si perde un po&#8217; lo spirito selvaggio del blog, che è un porto di mare.</p>
<p>In parte concordo: sul blog può capitare lo sconosciuto &#8211; magari &#8220;illetterato&#8221; di social Web &#8211; che lascia un commento. Dopo quasi un lustro di esperienza bloggante, tuttavia, mi sono accorto che quegli illustri sconosciuti prendono la forma di 2 o 3 commenti al mese a post vecchi di 2 anni, scritti in stampatello da individui che immagino dotati di tentacoli (ecco perché così tanti refusi), che solitamente si lamentano perché &#8220;HAI SCRITTO CHE TZN FRR E GAY MENTRE NN E VERO: LUI MI AMA&#8221;. E tra l&#8217;altro usare FriendFeed non gli impedisce di continuare ad imbrattare di commenti demenziali e oscenamente sgrammaticati il mio blog, quindi dov&#8217;è il problema?</p>
<p>Riguardo alla registrazione, mi chiedo perché non ci si lamenti del fatto che sul 99% degli altri servizi online sia necessaria. Perché nessuno l&#8217;ha mai scritto di Twitter?</p>
<p><strong>- è cazzone:</strong> non riesco a trovare una sintesi migliore, ma è quanto dice &#8211; peraltro in modo condivisibile &#8211; <a href="http://www.placidasignora.com/" target="_blank">Mitì</a>.<br />
Il fatto è che in effetti chi si approccia a FriendFeed può trovare commentini di una riga, battutine che pochi capiscono, una diffusa aria di &#8220;qui tra noi blogger&#8221; e la conseguente implicita e involontaria chiusura a chi viene da fuori.</p>
<p>Riconosco, a tratti, questo difetto. Però mi sembra sia una fase comune e inevitabile dei social network: i prime movers che li colonizzano tendono a farsi comunità stretta e &#8211; come tale &#8211; tendenzialmente autoriferita.</p>
<p>Però è, appunto, una fase e mi pare di averla già affrontata in ambiti diversi, per esempio quando secoli fa aprii un blog su Splinder, poi quando mi affacciai su Twitter. C&#8217;è sempre una sorta di iniziale &#8220;disagio da social network nuovo&#8221;, perché chi è lì da prima ha più dimestichezza, ha più amici e oggettivamente si diverte di più. </p>
<p>Alla fine è un fenomeno che, per quanto ne so, prima o poi finisce.<br />
Su Twitter &#8211; e prima ancora nella blogosfera &#8211; è finito nel momento in cui ai pionieri del sistema si sono affiancati sempre più utenti.<br />
Giocoforza finiremo per usarlo meglio, perché le platee si allargheranno, arriveranno sempre più utenti e non sarà tanto facile sussurrarci battutine che capiamo in tre in un luogo così pubblico. Se proprio vogliamo flirtare, apriamo una stanza apposita e la usiamo come pied-à-terre.</p>
<p>E poi, se il problema di uno strumento &#8220;buono&#8221; non è lo strumento stesso ma l&#8217;uso che se ne fa, forse ha senso iniziare ad usarlo bene, dando il buon esempio. Conoscendo FriendFeed, i buoni contenuti attirano buoni commenti, buoni utenti, ecc.</p>
<p><strong>QUINDI?</strong></p>
<p>Quindi il consiglio per tutti è di provare FriendFeed, perché mi pare funzioni davvero bene. E più siamo più la conversazione migliora come qualità, più le reti, i giri, le &#8220;cricche&#8221; si allargano. Da quando uso FriendFeed leggo abitualmente una ventina di blog in più, tutti meritevoli e tutti colpevolmente ignorati/trascurati in precedenza. Mi sembra un buon risultato.</p>
<p>E se inizialmente vi trovate male, pazientate, partecipate alle conversazioni altrui, fate un po&#8217; di amici (non è stupido aggiungere come friends su FriendFeed i blog che si seguono di più, quelli sul blogroll, ecc.) e in tempo breve potreste trovarvi più a vostro agio. E&#8217; un po&#8217; come andare a ballare: ci si mette un po&#8217; ad entrare nel mood della serata, ma poi appena si ingrana si fa l&#8217;alba. E in alcuni casi gli afterhour.</p>
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		<title>Gente tranquilla, che commentava</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 01:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo che chiunque bazzichi un po&#8217; la blogosfera avrà notato che negli ultimi tempi il numero di commenti sui blog è generalmente calato (sto facendo una statistica a spanne, ok? Non arrivate in massa a dirmi &#8220;no, sul mio sono aumentati&#8221;, please). Anche da queste parti, dove già scarseggiano i post, i commenti sono pochini.
Eppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che chiunque bazzichi un po&#8217; la blogosfera avrà notato che negli ultimi tempi il numero di commenti sui blog è generalmente calato (sto facendo una statistica a spanne, ok? Non arrivate in massa a dirmi &#8220;no, sul mio sono aumentati&#8221;, please). Anche da queste parti, dove già scarseggiano i post, i commenti sono pochini.</p>
<p>Eppure non è che la gente ha finito le cose da dire e non credo sia svanita la voglia di conversare. Il fatto è che un bel pezzo di chiacchiera intorno ai post si è trasferito su <a href="http://friendfeed.com/suzukimaruti" target="_blank">FriendFeed</a>, attualmente il servizio più adatto alla conversazione, alla condivisione e  - da qualche tempo &#8211; mio personale compagno di viaggio durante tutta la giornata.</p>
<p>Ho già fatto un post su FriendFeed e vi evito la paternale su quanto sia bello. Credo basti sapere che è una sorta di luogo molto ben organizzato e chiaro in cui vanno a finire tutte le cose che uno produce, dai post di blog, tumblr, ecc. alle twittate, fino alle foto caricate o anche solo favorite su Flickr. E la gente commenta, in modo ordinato, funzionante, grazie al sistema che non permette molta &#8220;devianza&#8221; e consente agli utenti di bloccare gli utenti cialtroni, molesti, ecc. o bloccare/nascondere i contenuti considerati sgraditi.</p>
<p>Insomma, se ancora non lo avete fatto, registratevi a FriendFeed e partecipate alla chiacchiera (<a href="http://friendfeed.com/suzukimaruti/friends" target="_blank">qui il link al FriendFeed mio e dei miei &#8220;amici&#8221;</a>). Potete farlo anche se non avete un blog o un Tumblr, anzi è un bel modo per conversare ed essere non anonimi.</p>
<p>Alla fine i commenti sono tutti finiti su FriendFeed. Va sempre così: pubblichi un post, aspetti un po&#8217; e scopri che nel giro di 10 minuti su FriendFeed una decina di persone lo ha commentato, mentre sul tuo blog ci sono le ragnatele nell&#8217;area commenti.</p>
<p>E visto che la chiacchiera è laggiù e mi spiace un po&#8217; che si perda, ho pensato di integrare i commenti di FriendFeed sul blog. Quindi se per caso leggete un post, subito sotto ai commenti fatti direttamente sul blog troverete i commenti fatti su FriendFeed e pure un boxino per commentare su FriendFeed.</p>
<p>E&#8217; una cosa che consiglio a tutti quanti, perché così si fanno collidere due universi che a modo loro sono vicini. Tra l&#8217;altro non ci va una laurea in wordpressologia: basta <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/friendfeed-comments/" target="_blank">scaricare e installare questo plugin</a> e inserire una stringa di testo nel file del &#8220;single post&#8221; del vostro tema di Wordpress. Se ci sono riuscito io, ci può riuscire chiunque.</p>
<p>Mi raccomando, iscrivetevi a FriendFeed.</p>
<p> </p>
<p><em>Aggiuntina: se per caso leggete il blog via iPhone vi perdete, almeno per ora, i commenti di FriendFeed, a meno che non leggiate il blog con il tema standard e non quello ottimizzato.</em></p>
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		<title>Un mese con l&#8217;unto del signore &#8211; una recensione laica e personalissima dell&#8217;iPhone</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 03:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3g]]></category>
		<category><![CDATA[difetti]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
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		<category><![CDATA[tethering]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; passato poco meno di un mese da quando mi è capitato fortuitamente per le mani un iPhone 3G e credo sia il tempo di un parere dopo un accurato tempo di utilizzo.
Quando mi capitò, anche lì per pura fortuna, di provare il primo iPhone a poche ore dal suo lancio negli USA, scrissi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato poco meno di un mese da quando mi è capitato fortuitamente per le mani un iPhone 3G e credo sia il tempo di un parere dopo un accurato tempo di utilizzo.</p>
<p>Quando mi capitò, anche lì per pura fortuna, di <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/07/05/unora-con-lunto-del-signore-ho-provato-liphone-e-sono-rimasto-ateo/" target="_blank">provare il primo iPhone a poche ore dal suo lancio</a> negli USA, scrissi la mia recensione dopo poche ore di uso. Curiosamente, non fu una recensione-lampo dovuta a fretta editoriale o ad ansia di pubblicare qualcosa. Il fatto è che col primo iPhone mi erano bastati pochi minuti per accorgermi di pregi e difetti del melafonino, anche perché all&#8217;epoca c&#8217;era ben poco da fare: lo si poteva accendere, si poteva giocare un po&#8217; con il software di sistema in dotazione e nulla più.</p>
<p>Il post è lungo, trattandosi di una recensione che tiene traccia di 30 giorni di molestie ad un prodotto tecnologico. Quindi se ci tenete a non bruciarvi il resto dell&#8217;estate, passate oltre. Se, invece, siete già stati in vacanza o contate di passare quel periodo seduti di fronte al computer, cliccate qui sotto e proseguite.</p>
<p><span id="more-801"></span></p>
<p><strong>LA STORIA DI UN&#8217;EVOLUZIONE</strong></p>
<p>Vorrei ripartire proprio <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/07/05/unora-con-lunto-del-signore-ho-provato-liphone-e-sono-rimasto-ateo/" target="_blank">da quella recensione ultra-rapida</a> per far capire l&#8217;evoluzione dell&#8217;iPhone nel tempo.</p>
<p>Non ho timore a dire che, all&#8217;epoca del primo approccio, l&#8217;iPhone non mi impressionò più di tanto. Sì, perché l&#8217;iPhone era un telefono chiuso, su cui non si potevano installare applicazioni, per di più con una tastiera virtuale scomodissima da usare e un software di sistema tanto carino a vedersi quanto, inizialmente, lento e mal congegnato in alcuni aspetti (su tutti il client di posta). E, oltre a risultare irraggiungibile mentre si navigava, aveva un prezzo altissimo.</p>
<p>Le cose col tempo sono cambiate e pure tanto. Inizialmente non certo per merito di Apple.<br />
Il prezzo altissimo, per esempio, era evitabile comprando l&#8217;iPhone in negozio e svicolando dalla sottoscrizione di un abbonamento. Apple si è fatta furba e ora ti danno il telefono in mano solo dopo che hai firmato per un contratto biennale con un operatore telefonico. Oppure lo paghi a prezzo pieno.</p>
<p>Il problema della mancanza di applicazioni di terze parti (cosa davvero mostruosa: cosa farsene di un cellulare che si dice moderno e su cui non gira nulla di simile a Fring?) è stato inizialmente risolto dall&#8217;hacking.<br />
Contro la volontà di Apple e con un po&#8217; di coraggio piratesco (che, ormai da decenni, è uno dei motori dell&#8217;innovazione: bisognerebbe che lo capissero tutti), ecco gli installer di terze parti, le applicazioni sviluppate anche da software house &#8220;serie&#8221; e piazzate sull&#8217;iPhone con vere e proprie capriole tecnologiche e i tentativi (tramite aggiornamenti di firmware) di Apple di impedire tutto ciò.</p>
<p>Ecco, il primo punto di distinzione (ed è un punto enorme) tra l&#8217;iPhone &#8220;originale&#8221; (che non mi stupì) e l&#8217;iPhone 3G (e i 2G aggiornati) è proprio questo: dal luglio 2008 il melafonino non è più un feature-phone, ma è un vero e proprio smartphone su cui è possibile installare programmi di terzi, sebbene ancora con dei limiti assurdi che vedremo dopo.</p>
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<p><strong>I PUNTI DI FORZA &#8211; LO SCHERMO</strong></p>
<p>Tutti scrivono che il punto di forza dell&#8217;iPhone è il suo browser. E&#8217; una mezza verità, che sa di comunicato stampa giornalistico. La vera killer-application dell&#8217;iPhone è lo schermo: 480&#215;320 pixel di risoluzione sono esattamente il doppio del classico QVGA standard sugli smartphone più diffusi della concorrenza.</p>
<p>Non so se rendo l&#8217;idea: il doppio. Vuol dire piazzarci sopra il doppio delle cose, il doppio del testo, il doppio delle immagini, ecc. Non è una cosa banale. E mi chiedo come mai molti produttori di telefoni insistano con la risoluzione 320&#215;240, che è palesemente troppo piccola per la navigazione, indipendentemente dalla raffinatezza dei browser &#8220;ottimizzatori&#8221; utilizzati.</p>
<p>Chi ha le antenne dritte &#8211; come la RIM &#8211; ha capito l&#8217;antifona (non ci andava un master, neh) e ora sforna telefoni con una risoluzione notevole. Per dire, il nuovo (e prossimamente mio) <a href="http://www.blackberry.com/blackberrybold/" target="_blank">BlackBerry Bold</a> ha una risoluzione di 480&#215;360, così come il futuro <a href="http://www.crunchgear.com/2008/07/26/nokia-5800-tube-caught-in-the-wild-looks-like-the-device-in-the-dark-knight/" target="_blank">Nokia &#8220;Tube&#8221;</a> toccherà la vetta del 640&#215;360: ci manca poco alla cara, vecchia, VGA, che sa molto di Windows 3.0, ma cerchiamo di dimenticarcelo.</p>
<p>No, non è una banalizzazione dello &#8220;straordinario lavoro fatto da Apple sull&#8217;interfaccia, eccetera, eccetera&#8221; (il disco con i mantra Apple mettetelo su voi): è una mera constatazione tecnologica. L&#8217;interfaccia tutta frizzi e lazzi è una conseguenza dell&#8217;adozione di uno schermo risoluto, che permette di dispiegarla in tutta la sua beltà. Una scelta vincente, senza dubbio.</p>
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<p><strong>I PUNTI DI FORZA &#8211; L&#8217;INTERFACCIA CHE NON SI VEDE</strong></p>
<p>Ecco, parliamo dell&#8217;interfaccia, elemento che dalle parti della mela si tende a sopravvalutare. Mi ripeto: bella, ma secondaria. Insomma, gli effetti grafici &#8220;cool&#8221; dell&#8217;iPhone sono la parte più trascurabile dei suoi tanti meriti. Certo, ora che non è diffusissimo potete ancora stupire gli amici in pizzeria, ma dopo un po&#8217; passa.</p>
<p>Quello che pochi colgono è che gli elementi vincenti dell&#8217;interfaccia dell&#8217;iPhone sono sostanzialmente due e non sono tra quelli &#8220;cool&#8221;.<br />
Il primo è evidente perché non si nota: l&#8217;interfaccia raramente è invadente. Insomma, i 480&#215;320 pixel dell&#8217;iPhone sono quasi totalmente dedicati al contenuto, alle applicazioni e non ci sono elementi strutturali &#8220;pesanti&#8221; del sistema operativo ad occupare spazio prezioso sullo schermo.</p>
<p>Penso a Windows Mobile e alle sue tremende barre di scorrimento standard (cioè larghe su un cellulare quanto sono larghe su un computer) e mi scappa da ridere: ci va tanto a capire che su uno schermo mobile ogni pixel è prezioso e se ne sprechi 50 per delle barre stai facendo una fesseria?<br />
Ecco, sull&#8217;iPhone le barre di scorrimento non esistono. Anzi, no, esistono ma spariscono subito e sono sottilissime. Tanto si scorre il testo senza usarle: servono solo a far capire a che punto della pagina ci si trova.</p>
<p>Il secondo elemento &#8220;forte&#8221; dell&#8217;interfaccia dell&#8217;iPhone è il suo essere progettata per essere zoomata con facilità. Chi ha studiato l&#8217;iPhone si è posto con intelligenza la questione dei *limiti* di un terminale mobile. E i limiti sono chiari: per quanto sia risoluto, uno schermo piccolo non ti fa vedere molto di una pagina Web se non puoi farci lo zoom.</p>
<p>Ecco, il punto di forza dell&#8217;iPhone è che non fai degli zoom generici (quello lo fanno molti smartphone), ma è possibile zoomare localmente, cioè ingrandire una sola colonna e massimizzarne l&#8217;occupazione dello schermo in modo automatico: basta farci doppio click col dito.<br />
Non ho bene idea di come funzioni tecnicamente questa feature (credo che il browser capisca quali sono le colonne e i riquadri delle pagine Web e vi si adatti), ma funziona e di fatto rende possibile un&#8217;esperienza Web ragionevole anche con uno schermino con una risoluzione non eccelsa, per quanto superiore alla media in ambito mobile.</p>
<p>Tutto il resto, cioè le animazioni, gli effetti, ecc. sono decorazioni di glassa che mi interessano poco e che, purtroppo, per molti utenti superficiali (i vari Jerry Calà <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/07/13/tra-jerry-cala-e-il-futuro-riflessioni-con-un-iphone-in-mano/" target="_blank">di cui si diceva qui</a>) sono il vero selling point della torta iPhone.</p>
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<p><strong>I PUNTI DI FORZA &#8211; IL GPS E SOPRATTUTTO LA SUA INTEGRAZIONE NELLE APPLICAZIONI</strong></p>
<p>Ho <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/07/13/tra-jerry-cala-e-il-futuro-riflessioni-con-un-iphone-in-mano/" target="_blank">già scritto un post sul potenziale innovativo dell&#8217;avere un cellulare con al suo interno un GPS</a> e un&#8217;adeguata dotazione di software che utilizzi le tante possibilità offerte dalla geolocalizzazione.<br />
E in verità ho poco da aggiungere: stanno uscendo sempre più applicazioni che sfruttano il GPS. In generale sono fatte tutte ancora malino, ma col tempo gli sviluppatori cresceranno e credo riusciranno ad usare l&#8217;SDK di Apple in modo migliore. Se, poi, Apple consentisse ai suoi sviluppatori &#8220;terzi&#8221; di parlarsi e di fare comunità, oltre a fare una cosa intelligente, forse garantirebbe ai suoi utenti software migliore.</p>
<p>In ogni caso, il GPS integrato nel cellulare (che è ben diverso da un cellulare che ha *anche* una funzione GPS che usa solo per farti da navigatore) è uno degli elementi di crescita maggiori per l&#8217;iPhone. Già il fatto, con un&#8217;applicazione come Twinkle, di poter sapere istantaneamente chi sta twittando entro un certo raggio di metri da me, apre mille prospettive.</p>
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<p><strong>I PUNTI DI FORZA &#8211; IL BROWSER</strong></p>
<p>Il browser, eccolo. C&#8217;è chi lo chiama Safari perché vuole credere alla panzana di Jobs per cui il browser dell&#8217;iPhone è parente del Safari che c&#8217;è sui mac, ma la realtà è che è un ottimo browser mobile. Ma resta, appunto, un browser mobile.</p>
<p>Il mini-Safari funziona bene, è relativamente veloce a caricare le pagine Web e riesce a rendere potabile la navigazione anche su siti Web reali, non obbligando l&#8217;utente alle forche caudine dei siti ottimizzati per dispositivi mobili.</p>
<p>Dopo un mese di utilizzo mi rendo conto che con l&#8217;iPhone e il suo browser riesco a gestire in modo efficace la mia routine online, cioè banalmente la lettura dei feed (con il <a href="http://i.bloglines.com" target="_blank">client per iPhone di Bloglines</a>, attualmente il migliore lettore di feed RSS per questo terminale, meglio anche di NetNewsWire), il chiacchiericcio su Twitter (con Twitterrific, ma fossi una persona seria utilizzerei Twinkle, di cui però detesto il look), la conversazione su <a href="http://friendfeed.com/iphone" target="_blank">FriendFeed</a> (con la versione ottimizzata per iPhone) e la lettura di un po&#8217; di giornali, nello specifico <a href="http://iphone.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>, <a href="http://i.corriere.it" target="_blank">Corriere</a> e NY Times, tutti con versioni ottimizzate o &#8211; nel caso del NYT &#8211; <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284862083&amp;mt=8" target="_blank">un client specifico</a> (che crasha spesso e volentieri, ma ne riparliamo).</p>
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<p><strong>COSE CHE NON SO E/O CHE FUNZIONANO COSI&#8217; COSI&#8217;</strong></p>
<p>E&#8217; un mese che ho l&#8217;iPhone e non ci ho fatto una singola telefonata. Non mi serve, ho già altri cellulari che svolgono perfettamente la funzione e restano accesi per giorni, cosa importante se il telefono serve a farti trovare, no?<br />
Quindi non so dire nulla sulle funzioni telefoniche, ma insomma è un telefono. Sicuramente funzionerà. La rubrica è discretamente integrata col telefono, è facile da usare e, sebbene non sia un fulmine come sui Nokia, è decorosa in quanto a velocità. Di più non so e francamente non mi interessa, visto che uso un piano tariffario solo dati.</p>
<p>Tra le cose che funzionano così così metto subito i tanti (troppi, tutti brutti salvo qualche eccezione, cioè i 3 o 4 titoli più noti) videogiochi che escono sull&#8217;App Store. Sicuramente il sistema ha potenza grafica da vendere e infatti, complice lo schermo con una buona distribuzione di pixel in rapporto alle dimensioni, escono giochi graficamente apprezzabili. Ma, senza controlli fisici e con una batteria poverissima, l&#8217;esperienza videoludica è sostanzialmente riservata solo a chi gioca a casa con l&#8217;iPhone attaccato alla presa elettrica e non ama i giochi di azione.</p>
<p>Anzi, mi chiedo come mai escano tanti giochi che usano gli accelerometri dell&#8217;iPhone (poco utili e comunque ancora troppo poco reattivi quando si tratta di ruotare lo schermo) e non ci siano, invece, giochi &#8220;fermi&#8221; come gli strategici a turni, dove non bisogna ammazzarsi a premere tasti virtuali che fanno un po&#8217; i comodi loro, ma si ha tempo per ragionare e premere le zone giuste sullo schermo. Tra l&#8217;altro sarebbero tra i pochi giochi compatibili con un uso in mobilità, visto che raramente abbondano di effetti 3D e altre menate grafiche.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che funziona così così è il supporto multimediale. Cavoli, per essere il frutto della relazione segreta tra un iPod e un cellulare, l&#8217;iPhone è schizzinoso e a volte incomprensibile per come si comporta con video e musica che si trovano in Rete.</p>
<p>Mi spiego: come è possibile che un telefono che suona senza problema gli mp3 che gli carico si rifiuti di suonarmi gli mp3 che trovo online? Cioè, se un sito presenta un link ad un file .mp3 c&#8217;è il serio rischio che l&#8217;iPhone non lo suoni, vai a capire perché. Coi video è peggio, perché la Apple insiste a privarci del supporto per i file DivX, sperando che &#8211; esasperati &#8211; compriamo film e serie tv su iTunes. E ovviamente tutti i video che utilizzano player Flash non c&#8217;è verso che funzionino (così come i video di YouTube che embeddo sul mio blog, nonostante l&#8217;iPhone sia compatibile con YouTube).</p>
<p>Ecco, il fatto di non riuscire ad ascoltare molte (troppe) radio online, tra cui la mia preferita Radio Nova, e troppe risorse musicali in Rete mi frustra un po&#8217;. Francamente ecco un&#8217;area in cui c&#8217;è del lavoro da fare. E dire che quando tutto funziona, l&#8217;interfaccia mutuata dagli iPod ha un suo perché.</p>
<p>Metterei tra le cose che vanno così così anche la posta push, i calendari push, ecc. No, non sto parlando del fallimento del lancio di MobileMe, destinato pare ad ereditare la sfiga di .mac. Parlo proprio della posta push, che push non è e non è nemmeno lontanamente parente del servizio BlackBerry.</p>
<p>In compenso, evitando MobileMe come la peste (peccato: adoro la sua icona), sono riuscito a sincronizzare un modalità push i miei vari Google Calendar con il calendario interno dell&#8217;iPhone, in modo del tutto gratuito grazie a <a href="https://www.nuevasync.com/apple_info.html" target="_blank">NuevaSync</a>. <br />
Non sembra, ma non è cosa da poco, contando che Google Calendar, appena capisce che hai un iPhone, ti presenta il calendario in una versione ottimizzata (anzi, pessimizzata) per iPhone in cui non puoi fare altro che consultare gli appuntamenti presi e nulla più.</p>
<p>Anzi, allargo il concetto: tra le cose che vanno così così per iPhone ci sono le Google Apps. Vanno ragionevolmente tutte malino o funzionano perfettamente in sola consultazione. Peccato, perché visto che l&#8217;iPhone non dispone di un wordprocessor, usare Google Docs mi avrebbe fatto davvero comodo. Ma per ora nulla, salvo usare servizi online minori e molto scadenti. <br />
In compenso, Google Talk &#8211; usato solo come chat &#8211; disponde di una versione online ottimizzata per iPhone che funziona davvero bene. Boh, speriamo che l&#8217;integrazione tra iPhone e Google prosegua, perché così è pochina. E l&#8217;uscita di Android potrebbe fermare tutto ciò per evidenti fini di concorrenza.</p>
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<p><strong>L&#8217;APP STORE: UNA COSA BELLA GESTITA MALE (E PIENA DI COSE INUTILI)</strong></p>
<p>Come tutti sapete, l&#8217;iPhone ora accetta, anche senza hack, applicazioni da terze parti, basta che provengano dall&#8217;Application Store su iTunes. Insomma, in pratica Apple mette un&#8217;infrastruttura centralizzata per acquistare/scaricare applicazioni per gli iPhone e in cambio fa del caporalato sugli sviluppatori terzi, pretendendo un terzo degli introiti per sè: pratica commerciale discutibile e, credo, di futura analisi riga per riga negli uffici delle autorità antitrust di mezzo mondo, ma con il merito di fornire una sola repository sicura e garantita di applicazioni, con una sola interfaccia mono-click. Ricorda Synaptic su Linux? Esatto.</p>
<p>App Store è una bella idea, realizzata così così. Il problema è Apple, che al solito agisce in modo poco trasparente. Ci mette settimane a pubblicare le applicazioni sullo store (e questo include eventuali upgrade, magari critici, tanto che molti sviluppatori scrivono &#8220;avremmo in uscita la versione 1.3 del nostro software, ma Apple non lo fa uscire, chissà perché: pazientate!&#8221;), visto che ne fa una review manuale; dispone della presenza delle applicazioni in modo del tutto autonomo e oscuro anche ai diretti interessati, togliendo dallo store applicazioni utilissime (il mitico <a href="http://gizmodo.com/5031802/iphone-apps-we-love-netshare-+-share-your-3gedge-connection-with-your-computer" target="_blank">NetShare</a>, che rende l&#8217;iPhone un modem, permettendo il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tethering" target="_blank">tethering</a>) e magari consentendo <a href="http://gizmodo.com/5033621/99999-iphone-app-i-am-rich-probably-only-applies-to-developer" target="_blank">un&#8217;assurda applicazione da 1000€</a> che non serve a nulla e che è lì per fregare i cliccatori disattenti (basta un click per comprare, su iTunes).</p>
<p>E poi ci sono ingenuità notevoli. Per esempio è impossibile provare il software: o lo compri o speri che qualcuno lo faccia prima di te e scriva una recensione.<br />
In compenso chiunque può scrivere e far pubblicare su iTunes una recensione di un programma senza averlo provato. Fatevi un giro sull&#8217;App Store e troverete centinaia di recensioni di utenti che si basano sul look degli screenshot delle applicazioni. Può sembrare una minuzia, ma in realtà quelle recensioni &#8211; in assenza di versioni di prova &#8211; sono spesso l&#8217;unico modo per capire se un programma fa al caso tuo o no. E mai come un questo caso un filtro di qualità sullo user generated content è necessario.</p>
<p>Ora si parla di far crescere l&#8217;App Store, garantire lo sviluppo di versioni Beta, favorire la crescita dei programmi attraverso le prove degli utenti, ecc. Ma ora come ora lo store è elementare, poco raffinato e male organizzato. E francamente il 99,9% delle applicazioni presenti sono inutili, brutte e identiche tra loro. In compenso quello 0,1% è valido (come l&#8217;applicazione per <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=285073074&amp;mt=8" target="_blank">WordPress</a>, ora migliorata), funzionale anche se limitato (<a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284882215&amp;mt=8" target="_blank">Facebook</a>), ottimo (<a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=281796108&amp;mt=8" target="_blank">EverNote</a>), sorprendente (<a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=285512415&amp;mt=8" target="_blank">BeatMaker</a>) e grandioso (<a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284417350&amp;mt=8" target="_blank">Remote</a>). Ma resta una minoranza e ci sono troppe mancanze. </p>
<p>(in più fa rabbia notare che l&#8217;App Store statunitense dispone di applicazioni come un client mobile per Last.fm o un client Google, che fastidiosamente non si materializzano qui in Italia, periferia dell&#8217;impero e aspirante repubblica delle banane)</p>
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<p><strong>COSA PROPRIO NON VA &#8211; LA TASTIERA (E IL PREDICTIVE TEST ANALFABETA)</strong></p>
<p>Veniamo alle dolenti note, cioè le cose che ancora non vanno nell&#8217;iPhone.<br />
La prima è nota: è la terribile tastiera virtuale. Lo so, me ne lamento ogni 5 minuti. Evidentemente un motivo ci sarà, no?</p>
<p>Funziona male, malissimo. E non solo perché è una tastiera virtuale e, quindi, inferiore sotto ogni aspetto alle tastiere reali. Fosse quello il problema, capirei.<br />
Il vero dramma della tastiera è che non è intelligente, anzi è vessata da un sistema di predictive text che fa schifo, anzi che è uno dei motivi per cui talvolta detesto l&#8217;iPhone che ho per le mani.</p>
<p>Immaginate di avere difficoltà a parlare e, mentre vi esprimete lentamente, un tizio lì accanto completa le vostre parole, sbagliandole.<br />
Il predictive text della tastiera dell&#8217;iPhone funziona esattamente così ed è stato programmato da un sadico o da un demente completo. Iniziate a scrivere una parola e, giunti alla fine, vi accorgete che è cambiata. Colpa vostra? No, colpa sua, dell&#8217;iperzelante predictive text.</p>
<p>Il problema è che la tastiera dell&#8217;iPhone è stata pensata per gli Stati Uniti e non ha accentate e apostrofi in prima battuta. Per accentare una lettera bisogna faticare un po&#8217; (tenere premuta la lettera e aspettare che compaiano le alternative, da scegliere strisciando il dito e poi rilasciando), ma alla lunga si impara.<br />
Purtroppo chi ha progettato il predictive text ha deciso che la suddetta operazione è troppo pesante per noi: ci pensa lui ad accentare e apostrofare quello che scriviamo. Il problema è che accenta ed apostrofa TUTTO.</p>
<p>Provi a scrivere una parola banale come &#8220;ma&#8221; e lui scrive &#8220;m&#8217;a&#8221;. Gran parte delle parole che finiscono in &#8220;o&#8221; vengono accentante, perché il sistema adora il passato remoto. Peggio ancora, una parola usatissima come &#8220;che&#8221;, diventa &#8220;chè&#8221;, per di più con l&#8217;accento chiuso. E tutte le volte che scrivi &#8220;sto&#8221;, lui scrive &#8220;stò&#8221;, facendoti pure passare per ignorante.</p>
<p>Il risultato è che, una volta padroneggiata la tastiera virtuale, il 90% del tempo di digitazione è speso a correggere gli errori fatti dal predictive text. E correggere gli errori sull&#8217;iPhone non è facilissimo, al punto che non sto a spiegarvi come si fa perché è lunghetto. Fidatevi. Ci vorrebbero proprio delle belle frecce direzionali da qualche parte, ma niente.</p>
<p>Teoricamente il predictive text dovrebbe imparare dai propri errori, per cui all&#8217;ennesimo &#8221;che&#8221; trasformato in &#8220;chè&#8221;, dovrebbe capire. Il problema è che il sistema non solo non tiene conto della &#8220;popolarità&#8221; di un&#8217;espressione (cioè, è ragionevole pensare che un utente scriva più spesso &#8220;ma&#8221;, rispetto ad espressioni che iniziano con &#8220;m&#8217;a&#8230;&#8221;) quando si tratta di fare delle correzioni, ma è duro di comprendonio. Dopo un mese d&#8217;uso, sono ancora lì che correggo i &#8220;chè&#8221;.</p>
<p>Per di più la tastiera non è intelligentissima. Personalmente contesto il fatto che in prima battuta non ci siano tasti come il punto, la virgola, lo slash e la chiocciolina (che compare in certe configurazioni della tastiera, tipo quando si digita il campo destinatario di una mail).<br />
Il fatto è che sono tasti di uso comune, nel Web del 2008 in cui spesso si digitano indirizzi email per accedere ai propri account e si digitano indirizzi Web che richiedono punti e slash.</p>
<p>Insomma, la tastiera resta il più grande punto debole dell&#8217;iPhone ed è il motivo per cui, oltre alla non-pushaggine della posta, sconsiglio vivamente il melafonino come solo terminale per un uso business in mobilità.</p>
<p> </p>
<p><strong>COSA PROPRIO NON VA &#8211; LA BATTERIA, MIO DIO!</strong></p>
<p>La batteria se la gioca con la tastiera in quanto a difetto-killer dell&#8217;iPhone. Dura pochissimo, non ci sono mezze misure, consigli di ottimizzazione o argomenti di dibattito.</p>
<p>Mi rendo conto che nel primo mese di utilizzo uno smanettatore di professione come il sottoscritto possa &#8220;spremere&#8221; un po&#8217; troppo un terminale mobile.<br />
Però quotidianamente mi capita di iniziare ad usare l&#8217;iPhone verso la tarda mattinata (tipo le 11 passate) e ritrovarmi con la batteria a zero verso ora di cena. E dire che faccio di tutto per risparmiare: ho eliminato la ricerca di WiFi liberi, ho ridotto la luminosità dello schermo e, poiché non lo uso per telefonare, quando guido metto il telefono in modalità &#8220;volo in aereo&#8221;, completamente sconnesso dal mondo.</p>
<p>L&#8217;unica scusa che posso garantire all&#8217;iPhone è che, nel mio caso, avendo Tre come operatore, è sempre attivo in modalità 3G, che notoriamente consuma più che la connessione EDGE o GPRS. Però, capitemi, è un terminale con cui non faccio e non ricevo telefonate o SMS: non può consumare tutta la batteria dopo 6 o 7 ore, contando che non lo uso come iPod, non guardo quasi mai video di YouTube e uso molto poco il GPS.</p>
<p>Insomma, ho fatto tutto il possibile per dare la colpa alle mie modalità d&#8217;uso, ma quando ho letto che all&#8217;ottimo Marco Formento (che è persona di prestigio, molto più morigerata di me nell&#8217;abuso delle tecnologie) <a href="http://twitter.com/mformento/statuses/880848848" target="_blank">l&#8217;iPhone 3G è durato sì e no 3 ore a Barcellona</a>, mi sono un po&#8217; cadute le braccia.<br />
E tra l&#8217;altro mi si è confermato il sospetto che l&#8217;iPhone, in presenza di poco segnale, consumi come un maggiolone in prima.</p>
<p>Magari sono problemi di gioventù, risolvibili via firmware con una migliore gestione di come il telefono interagisce con le SIM e con la rete telefonica (ad esempio ho l&#8217;impressione che il firmware 2.0.1 abbia allungato un po&#8217; la vita alla batteria), ma credo che per un telefono che non ha la batteria intercambiabile, un&#8217;autonomia inferiore alle 12 ore in uso/standby sia inaccettabile.<br />
Mi va anche bene un telefono da caricare ogni santo giorno, ma voglio che mi permetta di farmi un&#8217;intera giornata in giro senza schiattare poco dopo l&#8217;ora del te.</p>
<p> </p>
<p><strong>COSA PROPRIO NON VA &#8211; LA FOTOCAMERA </strong></p>
<p>Potrei dire che, dopo la fotocamera sul Treo 650, quella sull&#8217;iPhone è la peggiore che sia capitata tra le mie mani. Del tutto priva di feature, con un sensore pessimo, con una bruttissima resa dei colori, è un &#8220;di più&#8221; sull&#8217;iPhone. Non riesco a pensarla diversamente.</p>
<p>E dire che la uso tanto, perché sto usando l&#8217;iPhone per fare un po&#8217; di <a href="http://suzukimaruti.tumblr.com/" target="_blank">life-blogging fotografico sul mio Tumblr</a> grazie ad un&#8217;applicazione specifica, ma finora &#8211; dopo circa 400 foto di  - non sono riuscito a produrre una sola fotografia apprezzabile o comparabile con le foto che facevo con il vecchio Nokia 6630.</p>
<p>Insomma, un cellulare con un profilo &#8220;alto&#8221; come l&#8217;iPhone merita una fotocamera migliore, un flash e un software di gestione che non si limiti al solo &#8220;point and shoot&#8221;, contando che lo &#8220;shoot&#8221; peraltro funziona in modo demente e il pulsante dello scatto si attiva quando si toglie il dito dallo schermo, non quando lo si preme.</p>
<p>C&#8217;è poi un problema accessorio di cui credo vi siate resi conto se passeggiate <a href="http://www.flickr.com/photos/suzukimaruti/" target="_blank">dalle parti del mio Flickr</a>: non riesco a postare le foto dritte. Uso un programma che si chiama <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284393206&amp;mt=8" target="_blank">Mobile Flickr (anzi, ora Mobile Fotos)</a>, ma non azzecca mai l&#8217;orientamento delle immagini.<br />
E purtroppo Flickr è uno dei siti che funziona male con l&#8217;iPhone, quindi non riesco a girare le foto storte se non usando un computer e un browser &#8220;vero&#8221; (e in generale vi perdete tutto il bello di Flickr, con l&#8217;iPhone: niente slideshow, niente drag and drop, ecc. al punto che uso la versione mobile per amor di rapidità).</p>
<p> </p>
<p><strong>COSE DI CUI SI SENTE TANTO LA MANCANZA &#8211; IL COPIA-INCOLLA!</strong></p>
<p>Oltre alle cose che non vanno, ci sono elementi, funzionalità, ecc. di cui si sente enormemente la mancanza sull&#8217;iPhone e che, data la natura del telefono, dovrebbero assolutamente esserci.</p>
<p>La prima è il copia-incolla. Apple ci ha raccontato che erano così presi dal trambusto di sviluppare l&#8217;iPhone che se ne sono dimenticati, considerando il cut&amp;paste una feature trascurabile. Non ci credo (non credo mai alla Apple: è troppo poco trasparente ed etica, per i miei gusti), ma in effetti non riesco a spiegarmi la mancanza di questa feature essenziale se non con un attacco di follia autolesionista collettiva.</p>
<p>Il fatto è che il copia-incolla serve tantissimo, soprattutto se si vuole fare dell&#8217;iPhone il terminale per i nuovi servizi online. Che me ne faccio di un client per WordPress, per Twitter, per FriendFeed, per Facebook, ecc. se non riesco a copiare una URL e linkare una pagina Web?</p>
<p>Mi capita più volte al giorno di incappare, mentre navigo con l&#8217;iPhone, in cose divertenti o interessanti che vorrei tanto segnalare in giro e ogni volta desisto, a meno che abbiano URL facili che mi imparo a memoria e digito a mano. Ma si può? Così si perde tutto il potenziale &#8220;social&#8221; della navigazione. Se non posso segnalare, non condivido e non partecipo all&#8217;intelligenza connettiva, ecc.</p>
<p>Credo che Apple dovrebbe capire che il copia-incolla è un elemento essenziale in un telefono di questo genere e non può non esserci. Mi chiedo cosa ostacoli questa feature, che peraltro non mi sembra niente di stellare. Se non riescono a farlo per il testo delle pagine Web (perché magari il browser le trasforma in grafica, chi lo sa?), che almeno permettano di copiare-incollare le URL, sarebbe già un passo avanti notevole.</p>
<p> </p>
<p><strong>COSE DI CUI SI SENTE TANTO LA MANCANZA &#8211; FLASH</strong></p>
<p>Siamo tutti d&#8217;accordo che Flash, inteso come quella iattura che per anni ci ha obbligati ad attese snervanti senza nemmeno il sollievo di uno &#8220;skip intro&#8221;, deve morire e con esso gli ultimi pubblicitari analfabeti di tecnologia, abbagliati come gazze da tutto ciò che luccica e si muove, che continuano a tenerlo in vita con un accanimento terapeutico da far invidia a certi circoli cattolici.</p>
<p>Però esiste del Flash funzionale, non estetico, che fa funzionare meglio alcuni siti e servizi. Per dire, i tanti player audio-video in Flash, siti come Flickr, ecc. Se usato in piccole dosi e con un&#8217;ottica sana, Flash va bene.</p>
<p>Però l&#8217;iPhone non ne vuole sapere. E se ovvia alla flashaggine di YouTube con un&#8217;applicazione ad-hoc, non lo fa per migliaia di altri siti che usano Flash, togliendoci la possibilità di usufruire di molti contenuti.</p>
<p>No, non voglio giocare ai giochini in Flash. Banalmente, vorrei drizzare le foto storte su Flickr, ascoltare qualche radio online, guardare qualche video che non sta su YouTube (e no, non è YouPorn) e in generale avere garantita un&#8217;esperienza Web il più possibile completa.<br />
Mi chiedo come mai un device meno costoso e complesso come l&#8217;<a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/10/16/i-miei-primi-30-gigabyte/" target="_blank">Archos 605 WiFi</a> sia compatibile con Flash e l&#8217;iPhone, su cui girano videogiochi 3D potenti, no.</p>
<p> </p>
<p><strong>BILANCIO</strong></p>
<p>Elencati pregi, cose medie, difetti, ignoranze e cose che mancano, è opportuno un bilancio.</p>
<p>Sarò franchissimo: l&#8217;iPhone è una tecnologia estremamente affascinante e credo che ogni appassionato di tecnologia dovrebbe averne uno, non fosse altro perché è il gadget del momento e un bel po&#8217; di novità arriveranno da quelle parti.</p>
<p>Lo consiglio? Lo consiglio, sì.<br />
Anzi, per alcuni (i nerd) lo caldeggio. Ma a determinate condizioni.</p>
<p>La prima è che non lo usiate come unico telefono, perché davvero non ce la fa con la batteria.<br />
La seconda è che non lo usiate come strumento di lavoro, perché la sua posta push è un po&#8217; un pacco, il client di posta è carino ma non è immediato, veloce e funzionale come quello dei BlackBerry e per chi è in mobilità la tastiera virtuale è scomodissima, soprattutto se ha necessità di dover scrivere molto.</p>
<p>Ecco, se siete sopravvissuti alle due condizioni, correte a comprarlo.<br />
In pratica se avete bisogno di un Internet Tablet che davvero funzioni bene e vi stia in tasca, non avete alternative e attualmente non c&#8217;è concorrenza, contando che il pur ottimo N810 Nokia richiede un cellulare in abbinamento, per navigare in mobilità.</p>
<p>Però abituatevi a girare con due cellulari, perché non c&#8217;è alternativa. Il gingillo, se usato per navigare in modo non sporadico, dopo un po&#8217; esaurisce la batteria e non c&#8217;è modo di sostituirla con una carica (altra grave cazzata di Apple per spillare qualche decina di euro in più agli utenti).</p>
<p>La fatica di scarrozzare due telefoni è ripagata dal pregio di avere realmente una bella fetta di Internet sempre in tasca a disposizione, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Attenzione: non si tratta di un accesso &#8220;minore&#8221; al Web: l&#8217;esperienza di navigazione e di gestione dei principali servizi online è assolutamente gratificante, salvo alcuni casi.</p>
<p>Insomma, l&#8217;iPhone può diventare il principale strumento di divertimento in mobilità. E con &#8220;divertimento&#8221; non intendo solo lo svago dei giochini, ma tutto il piacere che c&#8217;è nel comunicare, nell&#8217;informarsi, nell&#8217;andare alla scoperta, nel creare (a questo proposito ho scaricato un programmino con drum-machine, multi-effetto e sequencer con cui mi sfondo i timpani nei tempi morti) e nel confrontarsi con una comunità di pari online.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL COLPO DI SCENA</strong></p>
<p>Una recensione prolungata e sostanzialmente positiva, in alcuni tratti entusiastica, però, si trova a fare i conti con una situazione che in territorio Apple si verifica abbastanza raramente.<br />
Il fatto è che l&#8217;iPhone 3G è un prodotto che fa bene un sacco di cose, ma ha un difetto non trascurabile: funziona davvero male.</p>
<p>Allo stato attuale, <a href="http://weblogs.redeyechicago.com/iphoneblog/2008/08/dear-steve-jobs.html" target="_blank">l&#8217;iPhone 3G è &#8220;buggy&#8221;, pieno di errori di gioventù grandi e piccoli che lo rendono ben poco affidabile</a>. Fatevi un giro online e scoprirete che la tradizionale affidabilità dei prodotti di Cupertino, come previsto, è andata a farsi friggere non appena le vendite sono cresciute.</p>
<p>Per esperienza personale, tra l&#8217;altro estremamente fortunata, posso dire che l&#8217;iPhone mi va in errore 5 o 6 volte al giorno. Spesso sono cose da poco, solitamente Safari che si impalla ed esce o l&#8217;applicazione per leggere il New York Times che va in crash, ma sui grandi numeri la realtà è ben altra, con una non trascurabile porzione di utenti costretti a decine di ripristini del telefono (3 ore ogni volta), altri con l&#8217;iPhone vessato dall&#8217;equivalente jobsiano del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blue_screen_of_death" target="_blank">Blue Screen Of Death</a> (il <a href="http://www.macfixit.com/article.php?story=20080807075645400" target="_blank">White Apple Logo Screen Of Death</a>: WALSOD), tantissimi che hanno riscontrato errori in fase di aggiornamento, applicazioni instabili, ecc.</p>
<p>Non è un caso che Apple abbia diffuso in fretta e furia il firmware 2.0.1 (con una procedura di aggiornamento che si è rivelata problematica per molti) per apportare qualche miglioria richiesta a gran voce dalla base utenti che, scontenta, reclama una 2.0.2 perché molte magagne non sono sparite e nessuno ha voglia di attendere il firmware 2.1 questo autunno, passando l&#8217;estate con un telefono &#8220;ballerino&#8221;.</p>
<p>E&#8217; il destino del successo tecnologico. Tutti pensavano che Apple avesse la bacchetta magica e aziende come Microsoft solo informatici brocchi, ma la realtà è che più utenti hai, più i tuoi prodotti rischiano sotto il profilo qualitativo e più hai difficoltà ad affrontare le issues che la tua base d&#8217;uso ti presenta.</p>
<p>C&#8217;è poi un fattore psicologico in più, in tutto ciò. Il fatto è che l&#8217;iPhone viene venduto come un telefono, ma ha un tasso di errore da computer (e richiede un minimo di competenza informatica per essere usato), cosa che spiazza non poco alcuni utenti, in primis i neofiti che hanno comprato l&#8217;iPhone perché è di moda e si lamentano perché non riescono ad installare iTunes sui loro Pentium 3 Packard Bell con sopra Windows ME.</p>
<p>Leggere i forum specializzati, in questi giorni, è a modo suo divertentissimo, perché si assiste a discussioni psichedeliche tra evangelisti della mela di vecchia data e tamarroni che hanno comprato l&#8217;iPhone per non sfigurare al bar e si disperano perché non riescono a metterci su la suoneria di Bella Topolona.</p>
<p>Confermo, in ogni caso, che l&#8217;iPhone non è attualmente un prodotto stabilissimo. Io, in attesa di tempi migliori, me ne sono fatto una ragione. Ma tenetene conto prima di decidere se comprarlo.</p>
<p> </p>
<p><strong>POSTILLA &#8211; CHE CI FAI CON L&#8217;IPHONE?</strong></p>
<p>Già, che ci faccio con l&#8217;iPhone?<br />
In gran parte ci navigo, come dicevo prima: leggo i feed e i quotidiani e faccio un po&#8217; di chiacchiera/conversazione online su Twitter, FriendFeed, Facebook.</p>
<p>In più, da qualche giorno faccio delle <a href="http://suzukimaruti.tumblr.com" target="_blank">prove tecniche di life-blogging sul mio Tumblr</a>. Tradotto in termini comprensibili, cerco di postare immagini e testi che tengano traccia degli eventi rilevanti delle mie giornate (ma anche e soprattutto di quelli meno rilevanti: vado un po&#8217; a ruota libera, ecco) e permettano pure di capire, grazie alla geolocalizzazione, *dove* si svolgono.</p>
<p>Per fare tutto ciò, uso <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284848260&amp;mt=8" target="_blank">un&#8217;applicazione specifica per iPhone che funziona benino (su Tumblr e Blogger)</a>, se non fosse che ha l&#8217;ossessione di scrivere ogni parola con la prima lettera maiuscola, rendendomi ancora più odiosa la scrittura con la tastiera virtuale.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che faccio è caricare in tempo reale su Flickr (storte) un po&#8217; di foto che faccio in giro. Ma sono talmente brutte che meditavo di parcheggiarle su un account Flickr gratuito, per separarle da quelle che faccio con la reflex che mi piace pensare siano un po&#8217; più potabili come qualità.</p>
<p>Uso spesso anche Evernote, che è un&#8217;applicazione molto bella per prendere note, appunti, registrare suggestioni, ecc. Funziona sia sul computer che sull&#8217;iPhone e sincronizza perfettamente i due sistemi, così le note prese al telefono (vocali, testuali, immagini, ecc.) sono presenti anche sul computer e viceversa. Provatelo: è gratis e funziona davvero bene, oltre a favorire il pensiero creativo.</p>
<p>Nel tempo libero dal cazzeggio online, uso tantissimo <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/07/15/remote-la-soluzione-di-un-problema-per-pigri/" target="_blank">Remote</a>, controllando ogni mattina la mia libreria iTunes e improvvisando playlist sparate a volume 11 sullo stereo mentre cerco di svegliarmi. Funziona benissimo e ne ho già parlato qui. Se Remote cresce bene, potrà diventare un programmone. Già è uscito un software che serve a <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284937601&amp;mt=8" target="_blank">controllare in remoto le presentazioni fatte con Keynote</a> e la filosofia è quella: usare l&#8217;iPhone come terminale mobile di un sacco di cose, basta che siano dotate di WiFi.</p>
<p>Se sono proprio privo di risorse, faccio <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=284948990&amp;mt=8" target="_blank">una partita a biliardo</a>, gioco a cui sono poco più che nullo in quanto miope, maldestro e dotato di una mira proverbiale in quanto a fallacia.</p>
<p>In compenso faccio un intenso uso notturno dell&#8217;iPhone, tranne quando uso l&#8217;Archos 605 WiFi per godermi un film in DivX direttamente nel letto (continua ad essere il migliore player video portatile in circolazione).</p>
<p>Di fatto uso il melafonino come lettore di e-book. Grazie ad <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=285578660&amp;mt=8" target="_blank">un&#8217;applicazione che si chiama Files</a>, posso trasferire documenti di ogni genere sull&#8217;iPhone (che viene visto in rete come un host con spazio disco, dotato di un proprio IP, volendo protetto da password) e poi leggerli comodamente sia in modalità portrait, sia in modalità landscape.<br />
Il vero pregio di Files è che il suo lettore di file PDF interno ha una feature che molti altri reader, anche ufficiali, non hanno e che è fondamentale per leggere i libri elettronici: tiene il segno e permette di specificare segnalibro personalizzati all&#8217;interno di un testo.</p>
<p>Come regalino demenziale, se vi collegate a questo blog da un iPhone, dovreste vederlo in versione ottimizzata per il suo schermo, con tanto di menù, effettini e finezze varie, tutto <a href="http://www.bravenewcode.com/wptouch/" target="_blank">merito di un plugin</a> facile da installare e che non disturba la visione &#8220;normale&#8221; del blog. Se avete WordPress aggiornato al 2.5.1, fateci un pensierino.</p>
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		<item>
		<title>Wordpress per iPhone: la libertà di bloggare (senza tastiera &#8211; e senza accenti)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 10:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto provando ad usare l&#8217;applicazione che Wordpress ha creato per l&#8217;iphone. Quindi questo post è scritto con la disastrosa tastiera virtuale del melafonino. Almeno sarà breve.
L&#8217;idea di un client specifico con cui bloggare in mobilità è ottima: di fatto risparmi banda rispetto all&#8217;uso del backend Web e hai un&#8217;interfaccia ottimizzata.
Oggettivamente il programmino di Wordpress è fatto bene ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto provando ad usare l&#8217;applicazione che Wordpress ha creato per l&#8217;iphone. Quindi questo post è scritto con la disastrosa tastiera virtuale del melafonino. Almeno sarà breve.</p>
<p>L&#8217;idea di un client specifico con cui bloggare in mobilità è ottima: di fatto risparmi banda rispetto all&#8217;uso del backend Web e hai un&#8217;interfaccia ottimizzata.</p>
<p>Oggettivamente il programmino di Wordpress è fatto bene ed è facilissimo creare un nuovo post o editarne uno vecchio. Conserva pure in bozza i post scritti e lasciati a metà, salvandoli sull&#8217;iphone.</p>
<p>Purtroppo manca del tutto la possibilità di inserire link nel testo, d&#8217;altronde senza copia-incolla darebbe una feature con poco senso.</p>
<p>Insomma, per scrivere i post e per piazzarci pure qualche fotografia (e pure qualche immagine presa dal Web) va decisamente bene.</p>
<p>Confesso che mi aspettavo di trovare anche le opzioni per gestire i commenti, ma almeno per questa release non ci sono.<br />
Peccato, perché la gestione dei commenti in mobilità (per esempio cancellare lo spamming che passa nonostante Akismet o approvare i commenti in moderazione) credo sarebbe stata molto utile.</p>
<p>Alla fine credo che un client simile, visti anche gli attuali limiti del telefono (niente tastiera e niente copia-incolla), sia molto utile per postare foto fatte in giro, con una didascalia o un mini-commento. Che poi, credo, sia il &#8220;succo&#8221; del mobile blogging.</p>
<p>Se avete un iphone e un blog su Wordpress, provatelo. E&#8217; gratis sull&#8217;App Store in mezzo ad altri trecentomila programmini in gran parte inutili (soprattutto videogiochi di bassa qualità: quelli belli sono 2 o 3), a parte le dovute eccezioni tipo Twitterrific, Evernote e il già lodato Remote.</p>
<p> </p>
<p>Edit: come non detto, non prende gli accenti. Ma magari è un problema del mio blog. Se li vedete corretti è perché li ho cambiati a mano dal computer. Ma sappiate che, almeno qui, li sbaglia.<br />
Ah, mi ha pure creato un post vuoto con il titolo &#8220;$Title$&#8221;, che quella geniaccia di <a href="http://www.xlthlx.it" target="_blank">xlthlx</a> ha commentato &#8220;$Comment$&#8221; <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Remote: la soluzione di un problema per musicofili pigri</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 01:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[airport express]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto per fare un altro post in cui parlo relativamente bene di qualcosa che ha a che fare con Apple, ma che si può usare tranquillamente senza avere un Mac. No, non ho battuto la testa: semplicemente, da utente laico, quando qualcosa mi piace ne parlo.
Ah, il post non è niente di che: racconto come funziona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto per fare un altro post in cui parlo relativamente bene di qualcosa che ha a che fare con Apple, ma che si può usare tranquillamente senza avere un Mac. No, non ho battuto la testa: semplicemente, da utente laico, quando qualcosa mi piace ne parlo.</p>
<p>Ah, il post non è niente di che: racconto come funziona Remote per Apple e come mi ha risolto un problema casalingo di non poco conto. Se siete utenti più che esperti, perdetevelo. In alternativa, cliccate avanti (non è lunghissimo, per una volta)</p>
<p><span id="more-796"></span></p>
<p><strong>UN PROBLEMA PER MUSICOFILI PIGRI</strong></p>
<p>Oggi, con una spesa relativamente contenuta, ho risolto un problema (tecnologico) che ho da tempo in casa e che per anni ho tamponato con soluzioni accrocchiate.</p>
<p>Il problema è banale: ho la mia intera collezione musicale su un bell&#8217;hard disk esterno piazzato sulla scrivania su cui lavoro, collegato a tutti i computer lì intorno, e ho lo stereo in salotto, accanto al divano. In mezzo ci sono un muro e la mia totale incapacità e voglia di usare un trapano.</p>
<p>Come fare a suonare i miei mp3 sullo stereo, mantenendo il controllo di cosa suona mentre magari sono sdraiato sul divano?</p>
<p>Finora ho risolto alla bersagliera: prendevo un po&#8217; di file musicali, li trasferivo su uno dei portatili che piazzavo sul bracciolo del divano e, grazie ad un cavo ausiliario, collegavo l&#8217;uscita audio del computer all&#8217;amplificatore dello stereo.</p>
<p>Ma, è evidente, si tratta di una soluzione di compromesso con un cavo volante e un po&#8217; di musica messa lì volta per volta. Non risolve il problema, al massimo lo tampona. E portarsi dietro sia l&#8217;hard disk esterno, sia il portatile diventa una cosa troppo scomoda: finisco per mettere su un vinile e buonanotte.</p>
<p>Ho provato soluzioni più raffinate, cioè evoluzioni del setup che ho appena indicato: piazzo il portatile sul bracciolo del divano, collego la sua uscita audio allo stereo e, invece che suonare i pochi mp3 che mi sono copiato localmente (di cui stupidamente mi pento nel tragitto scrivania-divano, che saranno sì e no 6 passi), &#8220;pesco&#8221; direttamente i file musicali dall&#8217;hard disk esterno, che è stato intanto messo in rete grazie al mitico &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/NSLU2" target="_blank">sluggone</a>&#8220;.</p>
<p> </p>
<p><strong>UNA SOLUZIONE FACILE FACILE (E POCO COSTOSA)</strong></p>
<p>Oggi ho risolto con un setup facile facile.<br />
Innanzitutto ho comprato un(&#8217;) <a href="http://www.apple.com/airportexpress/" target="_blank">Airport Express</a> (è maschile o femminile? Nel secondo caso, immaginate un apostrofo ogni volta che vi antepongo l&#8217;articolo indeterminativo), che in sostanza è l&#8217;access point WiFi secondo Apple. E magari ne avete in casa uno/a.</p>
<p>Premetto: se dovete comprarlo come access point per la vostra rete e amate smanettare, ve lo sconsiglio.<br />
Ha un ottimo raggio, ma francamente le possibilità di personalizzazione e di gestione sono davvero poche rispetto a quelle che si possono avere con un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Linksys_WRT54G_series" target="_blank">Linksys WRT54G</a> e magari un bel firmware di terze parti. Però è piccolino, compatto, sembra un alimentatore di un Mac e ha pure una porta USB su cui piazzare pure una stampante (sempre che sia compatibile).</p>
<p>Ormai da tempo la vera killer application dell&#8217;Airport Express è la porta mini-jack stereo che ha sul fondo e che mi ha sorpreso enormemente veder scomparire dalle versioni più ricche di Airport offerte da Apple.<br />
Questo significa che l&#8217;Airport Express si può agganciare alla rete di casa (sia essa wireless o wired, visto che ha pure una porta Ethernet) e può far uscire l&#8217;audio che proviene dalla rete in qualsiasi punto, senza fili.</p>
<p>La sostanza è questa: aprite iTunes (su Pc o Mac, non cambia), scegliete come output l&#8217;Airport Express e l&#8217;audio che suonerete uscirà dal cavo mini-jack dell&#8217;Airport, pronto ad essere sparato nello stereo.</p>
<p>Ok, bello, lo fanno tutti da anni. Lo so. E peraltro a me non basta. </p>
<p> </p>
<p><strong>TU NELLA VITA COMANDI FINO A QUANDO&#8230;</strong></p>
<p>Ora ho risolto il problema del piazzare il portatile sul bracciolo del divano per ascoltare i miei mp3 in salotto, ma non ho nessun modo per controllare cosa suona e non ho nessuna voglia di alzarmi dal divano ogni volta che iTunes incappa in un brano che non mi va di ascoltare.</p>
<p>Mi serve un telecomando. Anzi, di più, perché un telecomando è &#8220;muto&#8221;, al massimo può farti andare avanti e indietro ma non ti dice cosa sta suonando e non ti permette di scegliere cosa suonare.<br />
E poi dove lo trovo un telecomando il cui segnale trapassa il muro e si interfaccia col computer al di là?</p>
<p>Finora una delle poche soluzioni praticabili era comprarsi il <a href="http://www.amazon.com/Creative-Labs-Sound-Blaster-Wireless/dp/B0000E2RZN" target="_blank">Creative Labs Sound Blaster Wireless Music</a>, che peraltro è un prodotto che esiste dal 2003 (!).<br />
In sostanza è composto da un&#8217;unità che si collega allo stereo ed è in grado di leggere via WiFi i brani musicali presenti su un computer in rete e da un telecomando che ha un piccolo schermo LCD che permette di scegliere i titoli da suonare, visualizzare informazioni sul brano in corso, ecc.</p>
<p>In verità sul mercato ci sono decine di soluzioni simili &#8211; alcune anche valide, tipo quelle di Roku e Logitech  &#8211; ma sono tutte care e hanno il telecomando &#8220;muto&#8221; (alcune, tipo i prodotti <a href="http://www.roku.com/products_soundbridge.php" target="_blank">Roku</a>, hanno un display sull&#8217;unità collegata allo stereo, ma si legge una riga per volta).</p>
<p>La soluzione è arrivata grazie a <a href="http://www.macworld.com/article/134453/2008/07/remoteapp.html" target="_blank">Remote</a>, il software gratuito installabile su iPod Touch e su iPhone, che permette di controllare tutti gli iTunes presenti in rete con la stessa interfaccia dell&#8217;iPhone/iPod stesso.<br />
Insomma, con una spesa pari a zero ecco il telecomando per iTunes con tanto di schermo con cui scegliere cosa suonare, cambiare playlist, &#8220;manipolare&#8221; l&#8217;ascolto come piace tanto a noi diggei.</p>
<p>Attenzione, è un telecomando WiFi, quindi ha un raggio notevole e non bisogna affatto puntarlo verso il computer che fa girare iTunes (io peraltro ho sempre il suddetto muro di mezzo). Si usa e funziona. Problema risolto.</p>
<p><strong>UN ECOSISTEMA DIGITALE</strong></p>
<p>In chiusura vorrei fare due considerazioni trasversali, giacché risolvere un problema in questo caso ha significato toccare con mano un caso perfetto di integrazione tra tecnologie diverse.<br />
L&#8217;idea vincente dietro il software Remote è la creazione di un &#8220;ecosistema&#8221; digitale in cui i singoli dispositivi che sono in rete sono realmente in grado di interfacciarsi in modo sinergico, producendo benefici per l&#8217;utente.</p>
<p>E&#8217; incredibile, ma capita molto poco. E dire che tutto ciò che sta in una rete casalinga usa un linguaggio comune, cioè il TCP-IP. Però, proprio a fronte di questo, è notevole come spesso le tecnologie non si &#8220;parlino&#8221;, pur potendolo fare.</p>
<p>Le sporadiche volte in cui ci si riesce, per esempio usando realmente l&#8217;UPnP, sembra quasi un miracolo. E spesso è una faticaccia a base di smanettamenti, tentativi e tempo perso.</p>
<p>Dice giustamente il buon <a href="http://insertcoin.kurai.eu/557/mi-fregano-i-post/" target="_blank">Kurai </a>che Remote è un&#8217;ottima applicazione che si presta a decine di direzioni di crescita e sviluppo. Non vedo l&#8217;ora che cresca, perché l&#8217;idea di usare i dispositivi mobili WiFi come controller remoti con schermo è valida e non ha le limitazioni &#8220;fisiche&#8221; degli infrarossi, non ha l&#8217;assurdo sistema di accoppiamento, l&#8217;ipersensibilità all&#8217;hardware e lo scarso raggio del Bluetooth ed è relativamente facile da implementare.</p>
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		<title>Tra Jerry Calà e il futuro: riflessioni con un iPhone in mano</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 21:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Eviterei di ripescare il vecchio concetto di &#8220;destino cinico e baro&#8221; per commentare il fatto che, dopo essermi fatto da tempo la fama di non-ammiratore dell&#8217;iPhone, l&#8217;attesissimo (da altri) telefono della Apple mi è stato regalato, in versione da 16 Gb, nera.
E&#8217; ovvio che, se per caso esiste un dio delle piccole cose, ha una propensione allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eviterei di ripescare il vecchio concetto di &#8220;destino cinico e baro&#8221; per commentare il fatto che, dopo essermi fatto da tempo la fama di non-ammiratore dell&#8217;iPhone, l&#8217;attesissimo (da altri) telefono della Apple mi è stato regalato, in versione da 16 Gb, nera.</p>
<p>E&#8217; ovvio che, se per caso esiste un dio delle piccole cose, ha una propensione allo scherzo degna di un Franti e merita perfino un po&#8217; di scanzonata e laicissima devozione.</p>
<p>Da qui in poi parte un post in cui, con un iPhone 3G in mano, ragiono sul futuro della comunicazione mobile. Classico argomento scaccia-donne (tranne le geek girls, che sono le migliori!) che peggiorerà ulteriormente la vostra <span style="text-decoration: line-through;">già sporadica e raccogliticcia</span> vita sessuale, se siete maschi.<br />
Ma in ogni caso il post è così lungo da impedirvi de facto una vita sessuale, perché vi impegnerà in lettura da qui all&#8217;andropausa.</p>
<p>Se proprio ci tenete a proseguire, cliccate qui sotto e buona lettura.</p>
<p><span id="more-794"></span></p>
<p>Allo stesso modo evito di ripetere considerazioni sull&#8217;iPhone in quanto gadget: dissi la mia già tempo fa, quando mi fu possibile provare la versione 2G e non è che sia cambiato molto. Anzi, me la cavo con un banale elenco puntato di cose che sono cambiate sull&#8217;iPhone 3G e che considero rilevanti e via:</p>
<p>- ha il GPS integrato e questo cambia molte cose; ne riparlo fra qualche riga</p>
<p>- ha il 3G e in effetti la differenza si sente, anche perché l&#8217;EDGE è davvero lento</p>
<p>- hanno finalmente cambiato un po&#8217; il client di posta (che all&#8217;epoca trovai tanto brutto da essere deal-breaking), che ora è più umano, anche se chi è abituato ad un BlackBerry lo troverà poco reattivo e direi poco usabile per gestire tante mail al giorno</p>
<p>- ha, scaricabile gratis, un&#8217;applicazione che trasforma l&#8217;iPhone/iPod Touch in un telecomando Wi-Fi per iTunes ed è una cosa che vale da sola metà prezzo di un iPod Touch.<br />
Insomma, senza limiti di raggio, è possibile avere per le mani un telecomando che ci permette di controllare che musica/video sta suonando iTunes sul nostro computer o su una Apple Tv, sempre che ne abbiano mai venduta una.<br />
Non sembra, ma il telecomando dotato di schermo che ti permette il pieno controllo di iTunes è una bellissima novità, contando che un prodotto simile della Creative costa centinaia di euro.<br />
Questo, per quanto mi riguarda, significa che finalmente posso controllare cosa suona il mac attaccato allo stereo senza dovermi alzare ogni volta dal divano. Ed è un ennesimo passo verso la creazione di un vero e proprio environment digitale in cui gli oggetti fissi e mobili interagiscono in modo intelligente. (sì, lo so, era meglio se ci facevo un post ad hoc, anche perché gli sviluppi potenziali del software sono tantissimi; diamogli tempo).</p>
<p>- e, sempre a proposito di applicazioni, ne ha un bel po&#8217; a disposizione sullo store di iTunes. Certo, la libreria non ha ancora nemmeno lontanamente la quantità di software disponibile per Symbian o Windows Mobile, ma c&#8217;è tempo. Trovo tuttavia oltraggioso dei miei diritti di consumatore che Apple decida cosa è vendibile e cosa no per iPhone (niente Fring, per esempio&#8230;), ma non ci posso fare molto (legalmente).</p>
<p>Ecco, ricordandovi che continuo a patire l&#8217;assenza di una tastiera reale, considerate finita la mia recensione &#8220;tecnica&#8221; sull&#8217;iPhone. Tanto le recensioni sono tutte uguali e una vale l&#8217;altra. Leggete quelle degli altri, please.</p>
<p>Il fine di questo post è fare un paio di riflessioni più in là. Vorrei, in sostanza, ragionare sugli effetti pratici dati dalla diffusione degli iPhone. Sì, peché qualcosa cambierà, se gli iPhone si diffonderanno al di là della cerchia dei primi fan, ed è percepibile un potenziale di cambiamento notevole. Cerco di spiegarmi.</p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>L&#8217;IRRUZIONE DEL &#8220;DOVE&#8221;</strong></p>
<p>L&#8217;Italia è uno dei paesi in cui l&#8217;industria della navigazione satellitare prospera maggiormente. Per qualche strano motivo, all&#8217;italiano il GPS piace quasi quanto il cellulare (e infatti spesso li vendono negli stessi negozi, cosa che altrove non avviene così spesso).</p>
<p>Il fatto che l&#8217;iPhone abbia un&#8217;antenna AGPS integrata non è una novità: Nokia vende da tempo cellulari GPS, così come Research In Motion (l&#8217;azienda canadese che fa i BlackBerry) e altri.</p>
<p>Il selling point dei GPS installati sui cellulari, tuttavia, è la loro funzione come navigatori satellitari classici. Sono, insomma, copie delle funzioni base di un qualsiasi TomTom: metti un indirizzo e, passo dopo passo, ti guidano a destinazione.</p>
<p>Può sembrare curioso, ma Apple non mi è sembrata affatto frettolosa di far uscire sul suo store un software di navigazione satellitare, anzi gli sviluppatori di software di terze parti pare si debbano impegnare a non programmare funzioni di guida passo-passo per le applicazioni iPhone che usano il GPS.</p>
<p>La risposta al &#8220;perché?&#8221; è duplice. Da un lato è facile immaginare che Apple stia facendo un suo software di navigazione e si tuteli impedendo alla potenziale concorrenza di batterla sul tempo (evito qualsiasi commento sull&#8217;etica dietro a pratiche simili, perché sarei ripetitivo).<br />
Dall&#8217;altro c&#8217;è l&#8217;idea che la presenza di un GPS su un dispositivo mobile e tascabile non serva solo alla navigazione satellitare, ma sia utile a far compiere un passo enorme alla comunicazione mobile: far emergere, finalmente, il concetto di &#8220;dove&#8221;.</p>
<p>Con un telefono dotato di GPS e &#8211; soprattutto &#8211; di software adeguato è facile creare applicazioni e servizi che tengano conto della posizione dell&#8217;utente. Ne parlavo circa un anno fa <a href="http://vincos.wordpress.com/2007/07/19/voci-dalla-blogosfera-enrico-sola-aka-suzukimaruti/" target="_blank">in una chiacchierata online con Vincos</a>: mi piacerebbe arrivare in un luogo e capire automaticamente e live chi è lì, chi sta twittando, ecc. ed entrare facilmente in contatto con chi ho (localmente, perché remotamente è un obiettivo già ottenuto) intorno.</p>
<p>La scelta di lasciare agli sviluppatori di software piena libertà di utilizzo del GPS (tranne che per la navigazione) credo si rivelerà vincente. Siamo solo all&#8217;inizio, ma ci sono già a disposizione applicazioni che consentono di lasciare &#8220;note virtuali&#8221; nei luoghi. E chi ci passa può leggerle e lasciarne di sue.</p>
<p>Perfino un client di Twitter piuttosto basico come Twitterrific, nella sua versione per iPhone 3G consente di twittare le proprie coordinate, cosa che apre mille altre prospettive: il &#8220;cosa stai facendo?&#8221; di Twitter acquisisce una dimensione in più, il &#8220;dove&#8221;. E le potenzialità &#8220;social&#8221; di questo nuovo paradigma sono tutte da scoprire. </p>
<p> </p>
<p><strong>BRUTTE FOTO NEI POSTI GIUSTI</strong></p>
<p>Con la fotografia è ancora meglio.<br />
Certo, la fotocamera dell&#8217;iPhone è una presa in giro per quanto è scadente in qualsiasi condizione, ma la presenza del GPS consente di geo-taggare automaticamente ogni fotografia.</p>
<p>Con le altre fotocamere è un&#8217;operazione tecnicamente possibile ma scomoda e prevede l&#8217;uso di strani aggeggi da installare sulla presa hot del flash o peggio ancora GPS esterni che tracciano tutti gli spostamenti di un fotografo e determinano a posteriori le coordinate delle fotografie, basandosi sul momento in cui sono state scattate.</p>
<p>Qui, in pieno stile Apple, è tutto poco controllabile, ma facile: scatti e l&#8217;Exif della fotografia già contiene i geotag, pronti a far bella mostra di sè sul mappamondo di Flickr.<br />
Anche questo cambia molto: la possibilità di stabilire il &#8220;dove&#8221; di una foto apre mille possibilità di sviluppo (ne vedo a decine in campo turistico, senza spremermi troppo le meningi) e il fatto che questo, almeno negli Stati Uniti, possa diventare una pratica di massa rende il tutto più realizzabile.</p>
<p> </p>
<p><strong>GOOGLE MAPS, FINALMENTE</strong></p>
<p>Non fatevi spaventare dall&#8217;avverbio nel titoletto. Il fatto è che Google Maps è un&#8217;applicazione tanto bella quanto inutile. Insomma, è un software che normalmente si usa/consulta nel momento in cui ti serve di meno: a casa o in ufficio, seduti di fronte al computer. E quando sei in giro, consultarlo non è facile.</p>
<p>Google cerca da tempo di diffondere le sue mappe in mobilità. E&#8217; da quando è uscito l&#8217;E61 che ho sul telefono la versione mobile di Google Maps, che si interfaccia pure con il GPS, ma il suo funzionamento è così così, non trattandosi di un software specifico.</p>
<p>L&#8217;iPhone, invece, nasce con un accordo preciso tra Apple e Google e piazza tra le applicazioni una versione ad hoc di Google Maps, che in effetti funziona molto bene e sfrutta uno dei punti di forza dell&#8217;iPhone: lo schermo con una buona risoluzione.</p>
<p>Il risultato è che sull&#8217;iPhone finalmente Google Maps si libera da due suoi limiti, visto che<br />
1) è consultabile in mobilità<br />
2)non ha problemi a determinare (anche in tempo reale) la posizione dell&#8217;utente.</p>
<p>Cosa significa questo? Significa che se sono in giro, come mi è capitato, per un quartiere periferico di Milano e voglio trovare una pizzeria, mi basta aprire Google Maps, cercare &#8220;pizzeria&#8221; e scoprire dopo pochi istanti quali sono quelle più vicine a me. Il tutto aggiornato in tempo reale e con in più il tracciato per arrivare a destinazione segnalato direttamente da Google.</p>
<p>Anche in questo caso il potenziale è enorme: pensate quante informazioni location-based si possono offrire ai cittadini, ai visitatori, ai turisti, ecc.<br />
Sì, vero, la Rete abbonda di servizi di questo genere (c&#8217;è stato un periodo in cui ogni mezz&#8217;ora usciva un servizio informativo basato su Google Maps), ma quanti ne usiamo realmente? Per quanto mi riguarda zero, perché accedere in mobilità al servizio che, per dire, trova il distributore di benzina più vicino è sempre stato scomodo, se non con un computer di fronte al naso.</p>
<p>Ecco un tema ricorrente dell&#8217;iPhone: non inventa niente, ma rende più abbordabili operazioni finora riservate ai soli smanettoni.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL WEB SOCIALE IN MOBILITA&#8217;</strong></p>
<p>Il fatto che sullo store di applicazioni per iPhone ci sia una sezione &#8220;Social network&#8221; non è casuale. Certo, la categoria è un po&#8217; fumosa, ma a volte la pratica di un concetto è più comprensibile della sua teoria.</p>
<p>La novità è che, avendo a disposizione un device mobile connesso al Web e con uno schermo decoroso, l&#8217;accesso ai principali servizi &#8220;social&#8221; online è finalmente possibile, senza le restrizioni che a volte le versioni mobili portano con sè (per esempio, niente Direct Message sulla versione mobile di Twitter).</p>
<p>E&#8217; notevole il fatto che al lancio dell&#8217;iPhone siano presenti due software che permettono di usare pienamente Facebook e MySpace con l&#8217;iPhone, utilizzando l&#8217;interfaccia del telefono e rendendo facile consultare e aggiornare i servizi: sono due tra le cose &#8220;social&#8221; più utilizzate negli Stati Uniti e rispondono alle esigenze di milioni di utenti potenziali che non vedono l&#8217;ora di poter aggiornare i loro spazi/profili in mobilità.</p>
<p>Se Facebook e MySpace sono di relativa importanza per noi non-americani, la notizia che il team di WordPress abbia pronto un client per poter bloggare direttamente dall&#8217;iPhone senza doversi scaricare tutta la dashboard e il backend non può che essere positiva.<br />
C&#8217;è pure <a href="http://iphone.wordpress.net/" target="_blank">un video che testimonia il tutto</a> e non resta che attendere che esca.</p>
<p>Per Flickr, che al di qua dell&#8217;oceano va per la maggiore, il problema è già risolto: ci sono già 5 o 6 servizi di terze parti che permettono di scattare una foto e pubblicarla nel proprio album online, così come consentono di consultare il servizio in tutte le sue funzionalità. Ma l&#8217;attesa è per un eventuale client prodotto da Flickr/Yahoo! stessa, che si spera sia di qualità.</p>
<p>Guardando in prospettiva, c&#8217;è il potenziale per cambiare davvero lo scenario del &#8220;fare rete&#8221; e renderlo davvero praticabile in mobilità. E non intendo solo l&#8217;uso &#8220;in giro&#8221; di servizi mobili, ma la vera e propria considerazione che &#8211; se si diffonderanno, come prevedibile, sempre più telefoni con integrato un GPS &#8211; il &#8220;dove&#8221; sarà un parametro rilevante dell&#8217;esperienza online.</p>
<p>Insomma, vorrei poter fare sì dei post mentre sono in giro, ma vorrei anche poterli geolocalizzare e magari &#8220;appenderli&#8221; a determinate coordinate.<br />
Cioè, se sono al mio ristorante preferito (o se lo penso) e mi viene voglia di fare un post che ne tesse le lodi, mi piacerebbe che chi passa lì di fronte in futuro potesse facilmente incappare nel mio post e in quelli di altri che sono passati in zona e hanno geolocalizzato un post lì.<br />
Un programma come <a href="http://graffit.io/" target="_blank">Graffitio per iPhone</a> propone in nuce esattamente questa esperienza, ma io vedrei meglio un bel mash-up tra Google Maps e Wordpress: in base a dove sei, vedi sulla mappa i post geolocalizzati lì vicino.</p>
<p>C&#8217;è la possibilità, insomma, di cambiare la prospettiva nell&#8217;esperienza Web e cioè passare da una navigazione in cui si cercano informazioni a proposito dei luoghi, ad una in cui girare fisicamente per i luoghi produce informazioni condivise socialmente.</p>
<p>Pensate che bello girare per una città che non si conosce e, luogo dopo luogo, essere costantemente accompagnati dai contenuti lasciati da altri utenti, siano essi nativi, residenti o di passaggio.<br />
E&#8217; cretino, ma l&#8217;esempio che rende meglio l&#8217;idea di questa nuova realtà possibile è &#8211; ehm &#8211; la pipì &#8220;territoriale&#8221; dei cani, che altro non è che una traccia lasciata nel mondo reale, che comunica qualcosa a chi passa. (l&#8217;altro esempio che mi viene sono le scritte sui muri: spero di essermi spiegato).</p>
<p>Certo, in un Web in cui la dimensione autoriale dell&#8217;utente è sempre più emergente, la tastiera virtuale dell&#8217;iPhone è un limite da non da poco, ma confido sempre nella concorrenza e nel fatto che Apple si svegli e produca un iPhone con una bella tastiera laterale a scomparsa, come un qualsiasi HTC fa già da tempo.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL PARADOSSO DELL&#8217;INTERFACCIA</strong></p>
<p>Parla con un amante della Apple e ripeterà la parola &#8220;interfaccia&#8221; almeno 10 volte in un&#8217;ora. A modo suo ha senso che lo faccia, vista l&#8217;attenzione che la casa di Cupertino pone nell&#8217;interazione uomo-macchina. Ma la realtà è molto meno trionfale di quanto ci dica la retorica.</p>
<p>Intendiamoci: come dicevo già ai tempi della prima prova, l&#8217;iPhone ha un&#8217;interfaccia facile facile, sicuramente di grande impatto estetico, ma credo che la sua dimensione di &#8220;terminale che profila un pezzo di futuro&#8221; non debba così tanto a questo fatto.</p>
<p>In parte ha il suo merito. Cioè, se la versione di Google Maps integrata è molto più facile da usare rispetto alle altre versioni mobili, è palese che l&#8217;interfaccia curata e a misura d&#8217;uomo serve.<br />
Ma la realtà è che il telefono cellulare in quanto tale non ha bisogno di grandi rivoluzioni d&#8217;interfaccia. Insomma, sono anni che i telefoni sono sostanzialmente tutti uguali e non c&#8217;è molto da inventare.</p>
<p>Dove, invece, l&#8217;interfaccia dell&#8217;iPhone può fare la differenza è nel rendere &#8220;potabili&#8221; all&#8217;utente medio le funzioni dei telefoni cellulari di ultima generazione che normalmente fanno vendere l&#8217;hardware ma sono usate pochissimo.</p>
<p>Ecco perché, pur avendo dotazioni tecniche in molti casi palesemente inferiori rispetto alla concorrenza, l&#8217;iPhone sembra essere il &#8220;telefono dei miracoli che fa tutto&#8221;. &#8220;Sembra&#8221; è la parola chiave, ma è un&#8217;impressione suscitata dal fatto che rende relativamente facile all&#8217;utente medio usare la dotazione tecnica a sua disposizione. Insomma, la sua interfaccia compie un lavoro innanzitutto di awareness delle funzionalità avanzate del telefono.</p>
<p>Mi spiego con un esempio. Mi è capitato (attirandomi silenziosi sfanculamenti di ogni genere per il privilegio concessomi) di saltare la coda in un negozio di telefonia per recuperare l&#8217;iPhone omaggiatomi.<br />
Nei pochi istanti in cui ho stazionato di fronte alla coda di poveri cristi che avevano preso mezza giornata di pausa dal lavoro per comprarsi un telefono ne ho sentite di tutti i colori (e non erano fans Apple, quanto piuttosto quel genere di persone che vuole avere il cellulare ultima moda). La più ricorrente era &#8220;finalmente con l&#8217;iPhone si può navigare su Internet col cellulare&#8221;.</p>
<p>Ecco, anche i muri sanno che coi cellulari si naviga su Internet da tempo. Ma il fatto che alla massa degli utenti sia giunto questo messaggio è dovuto certamente all&#8217;hype mediatico, ma anche al fatto che Safari Mobile è lì in primo piano, facile da usare e senza orridi equivoci tra browser reali e browser (rabbrividisco anche solo a scriverlo) WAP. E lo schermo dell&#8217;iPhone non sminuisce l&#8217;esperienza di navigazione, grazie ad una risoluzione più alta del solito.</p>
<p>Il problema, insomma, non è *dotare* gli utenti di strumenti avanzati per l&#8217;uso mobile, ma è farglieli usare!<br />
Quindi è inutile concentrare le energie di sviluppo per offrire agli utenti feature sul telefono sempre più raffinate, se poi vengono usate solo dagli smanettoni. Meglio proporre prodotti medi, facili e funzionali, come sull&#8217;iPhone, e concentrarsi sul farli usare a tutti gli utenti.</p>
<p>La parola chiave, insomma, è &#8220;abilitazione&#8221;. L&#8217;iPhone ha la possibilità, se diffuso in massa, di essere una &#8220;tecnologia abilitante&#8221;, che teoricamente &#8220;battezza&#8221; gli utenti all&#8217;utilizzo di funzioni finora trascurate o usate poco.<br />
Sarebbe un vantaggio enorme per tutti, se l&#8217;utenza della telefonia mobile &#8220;crescesse&#8221; come livello e profondità d&#8217;uso dei propri terminali.</p>
<p> </p>
<p><strong>LO COMPRERA&#8217; JERRY CALA&#8217; </strong></p>
<p>Che brutto fare le frasi al condizionale, come l&#8217;ultima del paragrafo precedente. Però è d&#8217;obbligo.<br />
Sì, perché la scommessa è tutta da vincere. Insomma, le masse in attesa dell&#8217;iPhone vanno conquistate ad un uso più &#8220;profondo&#8221; della comunicazione mobile e delle possibilità che offre.</p>
<p>Certo, le premesse tecnologiche (buona interfaccia, facilità d&#8217;uso) ci sarebbero tutte. Ma, come spesso capita in ambito informatico, l&#8217;anello debole della catena è sempre l&#8217;uomo.</p>
<p>Confesso che, dando un&#8217;occhiata alla gente in fila per avere l&#8217;iPhone (fila è una parola impegnativa: diciamo piccole code di pochi minuti dentro ai negozi), la prima impressione sull&#8217;utente medio è stata pessima.<br />
Ecco, potrei sprecare una ventina di righe in perifrasi ed eufemismi, ma alla fine si capirebbe subito che volevo scrivere &#8220;tamarri&#8221; (la maggior parte) e &#8220;fighetti&#8221; (meno di quanti credessi), con qualche sparso fan Apple facilmente riconoscibile perché più ansioso degli altri.</p>
<p>Dice bene &#8211; in base alla mia esperienza, che come tale ha valore statistico zero, beninteso &#8211; Luca Sofri nella sua serie di post sull&#8217;iPhone: finirà per essere <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/07/04/allodole-avvoltoi-e-tanti-iphone-usati-come-specchietti/#comment-149362" target="_blank">un prodotto che vedremo nei film dei Vanzina</a>. Uno status-symbol per buzzurri al di là del suo valore tecnologico effettivo.</p>
<p>Ecco perché, non appena i ragazzi del negozio di telefonia si spendevano a spiegare le funzionalità dell&#8217;iPhone ad ogni cliente, la maggior parte di quelli che ho visto tagliava corto dicendo &#8220;tanto lo uso solo per i messaggi e per telefonare&#8221;.<br />
Sarà dura far evolvere gente così verso un uso più consapevole e profondo del proprio terminale mobile.</p>
<p>Mi piacerebbe poter credere che si è trattato solo di una mia brutta esperienza, ma tutto mi porta a pensare di averci azzeccato.<br />
Il primo pensiero è una mera considerazione statistica: gli utenti &#8220;consapevoli&#8221; tecnologicamente sono una minoranza e quelli Apple una minoranza della minoranza. Il mass-market è fatto in gran parte da altri e da questo non si sfugge.</p>
<p>Il secondo pensiero mi è sorto facendo un giro sui vari forum dedicati all&#8217;iPhone, che seguo da circa un anno.<br />
Prendiamo per esempio <a href="http://www.macitynet.it/forum/forumdisplay.php?f=219" target="_blank">il forum del valido MacityNet</a>, seguito da molti. Da qualche giorno si notano sempre più messaggi di gente che si è comprata l&#8217;iPhone ed è totalmente incapace di usarlo o anche solo attivarlo e pare non avere la minima idea di cosa ha per le mani. Gente nuova, iscritta da venerdì, che si dispera, si agita e chiede aiuto in un profluvio di &#8220;nn&#8221; e di &#8220;k&#8221; al posto della &#8220;c&#8221; dura e che si vede palesemente che è fuori posto, lì. E tanto di cappello ai poveri utenti storici del forum che provano ad aiutarli.</p>
<p>L&#8217;impressione che ne traggo è che sui forum di utenti Apple si siano riversati un bel po&#8217; di utenti che prima gravitavano in un mondo tutto suo, che è quello degli appassionati di telefonia cellulare: gente che frequenta <a href="http://forum.telefonino.net/" target="_blank">forum tipo queli di Telefonino.net</a> (peraltro, Telefonino.net è un&#8217;istituzione che esite da un decennio, nonostante il tamarrume che bazzica forum), in cui l&#8217;utente medio ha l&#8217;avatar di Totò Schillaci e tutto ciò che ne consegue.<br />
(mi rendo conto della laconicità di questa frase, ma non posso fare altro che invitarvi a dare un&#8217;occhiata al forum per capire che il livello è bassino, ad essere buoni; poi, ovvio, ci sono le dovute eccezioni)</p>
<p>Insomma, i tamarri (non riesco a trovare sinonimi più graziosi) appassionati di telefonini &amp; c. (quelli a cui sono rivolte le pubblicità delle suonerie in TV tipo &#8220;bella topolona&#8221;, quelli che cambiano cellulare ogni tre mesi in un costante processo di compravendita, quelli che trafficano con le SIM, quelli che si fanno gabbare sulle aste online da truffatori che riconoscerebbe anche un sordocieco, ecc.) temo siano corsi in massa a comprarsi l&#8217;iPhone, che peraltro è ben poco tamarro nelle premesse, negli intenti e nel look (a parte il profluvio di parti lucide attira-ditate).</p>
<p>Gramscianamente potrei gioire di questo fatto: ecco una chance per educare le masse ad un uso consapevole di quanto la comunicazione mobile ha da offrire. Nella realtà mi preoccupo, perché non so quanto siano educabili, se nell&#8217;iPhone vedono solo lo status-symbol.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL MOTORE DEL DUEMILA (E QUALCOSA)</strong></p>
<p>Visto in prospettiva, il potenziale dell&#8217;iPhone è notevole, al di là degli ormai triti e risaputi limiti dell&#8217;hardware, che fanno sì che io lo consideri un ottimo *secondo* telefono e in assoluto il migliore Internet Tablet tascabile che ci sia in giro, ma non lo utilizzerei mai come unico cellulare.</p>
<p>In un certo senso ha ragione <a href="http://www.samuelesilva.net/dblog/articolo.asp?articolo=2107" target="_blank">Samuele</a> a dire che l&#8217;iPhone è il &#8220;simbolo&#8221; del futuro. Ovvio, l&#8217;entusiasmo nel suo caso ha giocato la sua parte, ma la realtà è che se il futuro della comunicazione mobile è la combinazione sinergica di geolocalizzazione, rete always-on, multimedialità e telefonia standard, l&#8217;iPhone è un passo nella direzione giusta. E se riesce ad educare i tamarri che, oltre agli utenti consapevoli, se lo comprano, i passi possono essere molti di più.</p>
<p>Se, poi, gli piazzasse una stramaledetta tastiera slide laterale, anche a scapito della proverbiale sottigliezza dei prodotti Apple, riuscirebbe a venderlo perfino ad una parte degli utenti business. E perfino a me.</p>
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		<title>Chi modera i moderatori?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 19:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come temevo, il post polemico sui costi dell&#8217;iPhone ha prodotto i primi casi umani nei commenti.
Devo riconoscere che la &#8220;scena&#8221; è evoluta, perché fino a circa un centinaio di commenti il tono è rimasto entro i limiti del decoro, mentre in passato un post simile avrebbe generato centinaia di commenti scazzati a priori.
Bene, è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come temevo, il post polemico sui costi dell&#8217;iPhone ha prodotto i primi casi umani nei commenti.</p>
<p>Devo riconoscere che la &#8220;scena&#8221; è evoluta, perché fino a circa un centinaio di commenti il tono è rimasto entro i limiti del decoro, mentre in passato un post simile avrebbe generato centinaia di commenti scazzati a priori.</p>
<p>Bene, è un buon segno. E poi forse questo è un caso in cui sostanzialmente siamo tutti d&#8217;accordo: la triade Apple, Tim, Vodafone può farsi incornare nelle terga da un muflone, come suggerisce Eio.</p>
<p> </p>
<p><strong>ALL&#8217;IMPROVVISO ROMBO&#8217; UN TROLL</strong></p>
<p>Scrivo, tuttavia, con un bel po&#8217; di delusione addosso, di cosa è accaduto dopo un po&#8217;.<br />
E&#8217; accaduto che è arrivato un troll.</p>
<p>Ve li ricordate i troll? Oltre a essere i personaggi fantasy noti per presidiare i ponti e rigenerare gli hit point, sono i commentatori idioti. Quelli arroganti, litigiosi, falsi, molesti, ecc. a seconda dei casi.</p>
<p>Bloggo ormai da un lustro e faccio cose digitali dai tempi delle BBS e delle costosissime chat su Itapac, quindi dovrei essere abituato ai casi umani che periodicamente infestano la Rete e, in certi casi, arrivano a &#8220;casa tua&#8221; a dare brutta mostra della loro molestia.</p>
<p>Beh, sarà perché da un po&#8217; di tempo il blog ha una sua fisionomia e forse attira lettori educati, sarà perché qui sono generalmente consentiti i toni franchi, lo scazzo, ecc. e ho perso l&#8217;abitudine a fare il poliziotto, ma ho scoperto di essermi totalmente disabituato alla gestione di un troll.</p>
<p>E dire che questo è un blog in cui è possibile dire di tutto, agitarsi, sfancularsi e io sono il primo a non pormi limiti di tono, altrimenti non vale. Faccio io le regole e sono molto larghe.<br />
Però il troll mi ha preso alla sprovvista e, come un cretino su un forum di Punto Informatico, mi sono incazzato e fatto trascinare nella spirale della sua dabbenaggine.</p>
<p>Guardando il bicchiere mezzo pieno, è stata un&#8217;incazzatura da scarsa abitudine: segno che i troll sono sempre più rari e non ho più tanto le misure per gestirli.<br />
Guardando il bicchiere mezzo vuoto, sono un pirla perché ho perso del tempo dietro ad un cretino cercando di sgridarlo. Gli ho dato corda. Errore.</p>
<p> </p>
<p><strong>LA CONVERSAZIONE E IL PATTO DI ONESTA&#8217;</strong></p>
<p>Non sono una persona umorale e non ho neanche l&#8217;incazzatura facile. Anzi, tendo all&#8217;indulgenza, principalmente perché la richiedo spesso. Però mi rendo conto che si sono cose su cui, peraltro inconsapevolmente, non transigo.</p>
<p>Una delle cose su cui mi sono sorpreso ad incazzarmi come una biscia è l&#8217;onestà intellettuale.<br />
Ho un blog e converso con tutti, anche con gente da cui mi separano anni luce di differenze e la pensa diversamente da me su tutto.</p>
<p>Ci mandiamo anche volentieri a stendere, perché la conversazione pacata non fa per me, ma lo facciamo con un tacito accordo comune: vale tutto tranne la disonestà intellettuale, le bugie, le ipocrisie, le falsità.</p>
<p>Cioè nel mio modello etico (non esattamente lineare, ma fa lo stesso) l&#8217;onestà delle premesse e delle argomentazioni a supporto di una discussione vale molto di più dei toni della discussione stessa.</p>
<p>Meglio un onesto avversario con la bava alla bocca che un bugiardo felpato che magari mi dà ragione dicendo balle, insomma.</p>
<p>Cerco da mezz&#8217;ora di dirmi che non è una perversione mia, ma è un requisito della Conversazione con la &#8220;c&#8221; maiuscola. Cioè, il confronto si fa se ci si considera onesti entrambi. Altrimenti non vale.</p>
<p>E se nella blogosfera, tra persone costantemente conversanti, non ci fosse questo idem sentire, questa comune &#8220;cavalleria spirituale&#8221;, non sarebbe evidente la differenza tra i blog e gli ormai proverbiali forum di Punto Informatico, in cui per anni gli hooligan di qualsiasi causa nerd si sono scontrati con armi non convenzionali e spregio dell&#8217;ortografia .</p>
<p> </p>
<p><strong>I BLACKBERRY PIU&#8217; LENTI DEL MONDO</strong></p>
<p>Ecco, questa volta al centesimo commento &#8220;sano&#8221; e conversante è arrivato il troll e non ho saputo gestirlo.</p>
<p>Va detto a mia discolpa che era un troll della specie peggiore: falso e aggressivo.<br />
E&#8217; un limite mio, ma se dopo 100 commenti conversanti torna uno a fare la polemica su OSX vs Windows, mentre è in discussione ben altro e ho scritto nelle premesse del post che uso un Macbook pure io, mi cascano le braccia. Ma quello è il meno.</p>
<p>Il casus belli è semplice, anzi banale: il troll in questione ha provato, salendo in cattedra per circa un&#8217;ora, a convincere tutti che i Blackberry consegnano la mail 4 volte all&#8217;ora e che per questo sono schifezze.</p>
<p>Liberissimo di pensare quel che vuole sui Blackberry (nemmeno io li amo e trovo siano scarsi come interfaccia e usabilità), ma molto meno libero di dire balle. Anche perché gli utenti Blackberry in rete sono migliaia e tutti sanno che le mail arrivano subit </p>
<p>Inutile dire che anche i bambini sanno che i Blackberry normalmente consegnano le mail all&#8217;istante, salvo malfunzionamenti, tanto che la gente li usa per chattare via mail. <br />
Una decina di commentatori ha provato a convincere lo sventurato troll (che peraltro ha un blog in cui si dà dei toni da giornalista tecnologico) e a smontare le sue panzane colossali, ma senza effetto.</p>
<p>E dire che tutti gli spiegavano &#8220;hey, ho un blackberry in mano e arriva tutto istantaneamente: piantala!&#8221;. Niente da fare.</p>
<p>I casi sono tre. O siamo tutti pazzi e ci autoconvinciamo che le nostre mail via Blackberry arrivano istantaneamente, o le mail arrivano solo ogni quarto d&#8217;ora e siamo tutti bugiardi, o siamo tutti così fortunati da mandare le mail proprio in quei 4 istanti all&#8217;ora in cui il server della RIM fa il check della posta <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p> </p>
<p><strong>LE BUGIE IN RETE HANNO LE GAMBE CORTISSIME</strong></p>
<p>Essendo un troll non si trattava di convincere un ignorante ma una persona in malafede.<br />
Mi sono trovato di fronte uno che non ha mai provato il servizio Blackberry (e che sul suo blog, ironia della sorte, ne pubblica recensioni fasulle) e a cui serviva sminuirlo per fare una polemica iPhone vs resto del mondo assolutamente non richiesta e fuori topic.</p>
<p>Insomma produceva un falso per sostenere una tesi aggressiva.<br />
Brutta storia, soprattutto perchè il livello della panzana era del genere &#8220;gli asini volano&#8221;.<br />
Ecco la violazione del patto tra conversanti. Rafforzi la tua opinione (libera) con dati falsi: tradisci la fiducia di chi conversa con te. Per me è una cosa molto spiacevole.</p>
<p>Qui scatta un&#8217;altra riflessione. Dire bugie in Rete è un&#8217;arma a doppio taglio. Ne sono sempre più convinto.</p>
<p>Sul Web ti sgamano, se menti. E se non sei molto astuto, la cosa è istantanea. Le affermazioni, soprattutto scritte, sono troppo esposte alla verifica degli utenti e le fonti su cui verificare sono tutte a portata di mano e di click immediato.</p>
<p>Fossi stato preparato, fossi stato più lucido, ecc. avrei reagito diversamente. Invece mi sono incazzato. Ho preso le bugie del troll e il suo insistere contro ogni evidenza e ho considerato il tutto un affronto alla Rete e alla sua cultura.</p>
<p> </p>
<p><strong>ALZARE IL LIVELLO DELLO SCONTRO</strong></p>
<p>Alè, alzare il livello dello scontro: un meraviglioso esercizio in cui noi di sinistra eccelliamo, abusando del concetto di &#8220;questione di principio&#8221;.<br />
Se un cretinetti in evidente crisi di argomentazioni ricorre al falso, è vero che tradisce quel patto di fiducia tra conversanti. Ma non è Bin Laden. E&#8217; un cretinetti e basta.</p>
<p>Io ho reagito come se fosse Bin Laden.<br />
Un troll si zittisce a suon di fioretto. O banalmente lo si mette nello spam. Colpevolmente ho risposto con l&#8217;ascia bipenne.<br />
E poco importa che il suddetto bugiardone insistesse negando l&#8217;evidenza. Se incontro per strada uno che insiste nel convincermi che il cielo è marrone, cambio marciapiede e non mi metto a discutere.</p>
<p>Il risultato è che ho dato il peggio di me, pur avendo smaccatamente ragione &#8211; ma la questione era talmente evidente da rendere inutile questo dettaglio.</p>
<p>E quando dico &#8220;il peggio di me&#8221;, intendo dire mettendomi in ridicolo con dei toni tronfi di cui rido ancora. Se volete goderveli, sono nei commenti del post precedente a questo. Mi inquieta la possibilità che io possa fare di peggio (e sappiate che posso assolutamente).</p>
<p>E solo tardi, dopo aver svarionato per un po&#8217;, ho adottato la soluzione giusta: i commenti del troll nella cartella spam e un po&#8217; di mail &#8220;solidali&#8221; in giro ad avvertire che il suddetto troll è quel che è e come tale va evitato. Curiosamente le mail si sono rivelate inutili, perché il troll si è rivelato un caso umano di cui parte della blogosfera ridacchia da tempo.<br />
Fesso io a perdermi questo gossip: l&#8217;avrei evitato alla prima battuta, cavoli!</p>
<p> </p>
<p><strong>CHI MODERA I MODERATORI?</strong></p>
<p>Si spende molta fatica a dibattere su come è necessario comportarsi commentando un blog, ma ben poca o nessuna nel riflettere su come deve comportarsi il tenutario di un blog che riceve i commenti.</p>
<p>Avrò pure avuto ragione e sarà pure stato un troll particolarmente ignorante, arrogante e fastidioso, ma la verità che un po&#8217; mi intristisce è che mi sono trovato a reagire male, senza stile.</p>
<p>E se reagisce male il titolare di un blog che si fa? Mi auto-metto in moderazione i commenti? (non sarebbe una brutta idea), mi auto-obbligo a postare 100 volte la frase &#8220;non devo dare retta ai cretini&#8221;? mi bacchetto col mouse sulle dita?</p>
<p>Siamo pieni di strumenti di moderazione dei commenti, cioè di quello che viene da fuori. Ma quando il titolare non dà bella mostra di sè, cioè il cattivo comportamento viene dal di dentro, non c&#8217;è Akismet che tenga.</p>
<p>Ho voluto condividere questa riflessione sul blog e, come tradizione su questo blog, ho deciso di non cancellare nulla proprio perché credo sia giusto ragionarne tra conversanti (no troll) in modo trasparente.</p>
<p>Da oggi capisco un po&#8217; di più chi ha policies più strette per la gestione dei commenti. E capisco che servono anche ad evitare la tentazione dell&#8217;incazzatura e tutte le cadute di gusto che ne conseguono quando un troll infesta la tua casa.</p>
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		<title>Allodole, avvoltoi e tanti iPhone usati come specchietti</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 20:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ci tirano per i capelli, giacché avevo deciso per qualche mese di evitare di bloggare sulle arroganze, le cialtronerie, i soprusi, ecc. che quotidianamente incrostano l&#8217;esistenza.
Però poi capita che ovunque vada mi sia richiesta un&#8217;opinione sulle tariffe dell&#8217;imminente iPhone 3G e in generale sul suo sbarco in Italia. Non che io mi tiri indietro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ci tirano per i capelli, giacché avevo deciso per qualche mese di evitare di bloggare sulle arroganze, le cialtronerie, i soprusi, ecc. che quotidianamente incrostano l&#8217;esistenza.</p>
<p>Però poi capita che ovunque vada mi sia richiesta un&#8217;opinione sulle tariffe dell&#8217;imminente iPhone 3G e in generale sul suo sbarco in Italia. Non che io mi tiri indietro, ma insomma, alla lunga stanca.</p>
<p>Meglio farci un post e ragionare su cose scritte, anche perché l&#8217;hype intorno ai prodotti Apple droga completamente la discussione.</p>
<p>Il post, come potete immaginare, è lungo, dettagliato e vi rovinerà il weekend. Quindi procedete con cautela.</p>
<p>Se siete di fretta, <a href="http://www.suzukimaruti.it/iphone.pdf" target="_blank">qui trovate uno schemino in PDF</a> che, nel peggiore accostamento possibile di colori pastello, vi spiega quanto vi costerebbe un iPhone e quanto Tim vi chiede in più rispetto agli altri telefoni per darvelo in comodato d&#8217;uso (cioè più o meno prestarvelo) per 2 anni.</p>
<p><span id="more-790"></span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>PREMESSE CHE NON DOVREI FARE</strong></p>
<p>Faccio subito le premesse che in un mondo normale non dovrei fare, ma quando c&#8217;è di mezzo la Apple &#8211; che purtroppo sconta ancora una base parziale di fans che deve scoprire le gioie dell&#8217;illuminismo e del consumo critico &#8211; mi tocca.</p>
<p>Primo: non ho niente contro la Apple, anzi sono suo utente (utente, non fan) dai tempi di Wozniak e attualmente sto digitando dal mio Macbook nero come la pece (e purtroppo resistente uguale, visto che mi si sta sminchiando il piano-tastiera).</p>
<p>Secondo: non ho niente contro l&#8217;iPhone, anzi sono stato forse uno dei primi in Italia ad averlo provato, grazie ad una botta di fortuna e a tanta curiosità nei confronti dell&#8217;oggetto e non mi è nemmeno dispiaciuto. In generale adoro le tecnologie mobili e i gadget in genere (si è capito che sono un nerd?).</p>
<p>Terzo: viva la libertà! (ma tutte le libertà, anche quella di giudizio). Quindi siamo tutti liberi di fare quello che vogliamo coi nostri soldi, così come sono liberissimi gli altri di giudicarci in base ai nostri consumi, ai nostri atti, ecc. Cioè, liberissimo Briatore di comprarsi un sospensorio tempestato di diamanti, ma liberissimo io di pensare che sia una scelta da pirla, capishe?</p>
<p>Quindi se siete tra quelli che mettono la parola &#8220;mac&#8221; nel nickname e pensate che possedere prodotti di una certa marca (vale per tutte le marche) definisca i vostri contorni esistenziali, cliccate altrove: con buona probabilità non avete la lucidità sufficiente per sostenere una discussione laica sui vostri feticci.</p>
<p>Per comodità ometto qualsiasi giudizio sugli aspetti hardware dell&#8217;iPhone, perché sarebbe tutto off topic e poi i giudizi tecnici differiscono a seconda delle necessità d&#8217;uso. In questo post, invece, intendo parlare solo di dati univoci e non soggettivi.</p>
<p> </p>
<p><strong>LE TARIFFE (DI TIM)</strong></p>
<p>Denuncio subito la mia incompetenza a commentare le tariffe praticate da Vodafone per l&#8217;iPhone: sono cliente TIM dal 1992 (quando avevo uno dei primi cellulari family più grosso del frontalino di un&#8217;autoradio e pagavo le bollette mobili ancora alla Telecom), quindi conosco solo le loro tariffe. E quando in passato ho usato le linee Vodafone ero loro dipendente e pagavano loro.</p>
<p>In compenso quelle di Tim sono tariffe che conosco molto bene, sia consumer, sia business. Ed è per quello che ho pensato ad un fake clamoroso quando ho letto <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA33173/offerta_tim_tariffe_confermate.shtml" target="_blank">le indiscrezioni di Macity sul costo dell&#8217;iPhone 3G </a> (poi rivelatesi vere) per gli utenti Tim. Sì, perché i prezzi &#8211; lo dicono tutti &#8211; sono oscenamente alti, alle soglie dell&#8217;incredibile.</p>
<p>In sostanza Tim propone per chi vuole un iPhone un menù di opzioni di abbonamento che ricalca quello dell&#8217;offerta Tim Tutto Compreso, valida per tutti gli altri telefoni.</p>
<p>La formula è semplice: per una tariffa fissa mensile l&#8217;operatore ti riconosce un tot di minuti di chiamate telefoniche gratuite, un tot di SMS e un tot di traffico dati in mobilità.<br />
Attenzione! Sono tariffe che hanno una durata minima contrattuale di 2 anni, cioè 24 mesi. Quindi è ragionevole fare bene i conti, ché 2 anni non sono pochi e significa &#8220;fidanzarsi&#8221; a lungo con un operatore e andarsene prima della scadenza comporta penali oltraggiosamente alte.</p>
<p>Ok, dati alla mano e tariffe (consumer: quelle business usciranno a breve) Tim consultabili <a href="http://www.tim.it/consumer/c364/i29683/ricercatariffe.do?vism=true&amp;idsm=58280&amp;61654=61660" target="_blank">qui per il resto del mondo</a> e <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA33173/offerta_tim_tariffe_confermate.shtml" target="_blank">qui per l&#8217;iPhone</a>, facciamo due conti.<br />
Per comodità uso negli esempi l&#8217;iPhone da 16 Gb, che peraltro ha un migliore rapporto costi/capacità e credo sarà il più acquistato.</p>
<p> </p>
<p><strong>LA PRIMA BOLLETTA NON NEUTRALE</strong></p>
<p>Anzi, no. Prima di fare due conti mi fermerei a riflettere su una cosa.<br />
E&#8217; la prima volta che un singolo modello di telefono cellulare ha tariffe di abbonamento specifiche. Cioè finora Tim ha sempre praticato tariffe &#8220;neutrali&#8221;, ovvero sempre uguali indipendentemente dal terminale utilizzato. Al massimo si paga una quota mensile di comodato d&#8217;uso per il terminale, proporzionale a spanne al suo prezzo.</p>
<p>Personalmente mi sembra una soluzione pessima e un pericoloso precedente. Cioè, di fatto con l&#8217;iPhone Tim inaugura la bolletta non-neutrale e decide di praticare tariffe specifiche in base al telefono che uso. Il che è come se domani il benzinaio vendesse il gasolio ad un certo prezzo a chi ha una Panda e ad un prezzo diverso a chi ha una Golf. Spero il concetto sia chiaro.</p>
<p>Mi sembra una cosa preoccupante e che offusca il concetto di &#8220;costo del servizio&#8221; e di consumo, ma ne riparliamo più giù quando cercheremo i &#8220;colpevoli&#8221;.</p>
<p> </p>
<p><strong>IPHONE STARTER: UNA TARIFFA PER CHI SI VUOLE MALE</strong></p>
<p>La tariffa iPhone Starter di Tim non può che essere stata inventata di persona <a href="http://www.youtube.com/watch?v=D5FSE_m3OOU" target="_blank">dal tizio di &#8220;Napoletone&#8221; e della gaffe su Waterloo</a>, che peraltro i tronfi comunicati stampa Tim ci davano come in prima fila per portare, novello Prometeo, il fuoco dell&#8217;iPhone alle rozze masse italiche sospese nel buio del resto della telefonia.</p>
<p>Cioè per 269€ più 30€ al mese (cioè 989€ per la durata totale del contratto) uno si prende l&#8217;iPhone e paga di tasca sua tutte le telefonate e tutti gli SMS, per di più con una tariffa decisamente poco vantaggiosa di 15 centesimi di € al minuto.<br />
 In compenso è possibile avere 1Gb al mese di traffico dati compreso (ricordo che l&#8217;iPhone non si può usare come modem).</p>
<p>Ecco, a quel prezzo è infinitamente più intelligente e meno costoso comprarsi l&#8217;iPhone 3G unlocked a 569€ (prezzo identico tra i due operatori e su tutto la gigantesca ombra di un cartello) e scegliere liberamente il proprio operatore, le tariffe, ecc. con in più il vantaggio di non essere vincolati ad un operatore e ad una tariffa sconvenientissima per 2 anni e avere 420€ risparmiati.</p>
<p>Forse sono io che sono scarso in matematica, ma l&#8217;opzione iPhone Starter mi sembra autolesionista e non riesco a trovare un singolo motivo per attivarla, salvo una pesante stupidità di base, soprattutto se si scopre che per 30€ al mese (senza nessuna tariffa di attivazione di 269€!), con l&#8217;opzione <a href="http://www.tim.it/consumer/c364/i29683/o29517/tariffa.do" target="_blank">Tim Tutto Compreso 30 </a>Abbonato ti danno</p>
<p>- 250 minuti gratis di telefonate</p>
<p>- 100 SMS</p>
<p>- 1Gb di traffico dati</p>
<p>- 100Mb per navigare da pc usando il cellulare come modem</p>
<p>- il servizio Blackberry gratis senza abbonamento, con dei limiti di traffico</p>
<p>- un telefonino (tipo il Blackberry Pearl). E se vuoi un cellulare top di gamma paghi un&#8217;entry fee di molto inferiore ai 269€ dell&#8217;iPhone, anche per i modelli più cari.</p>
<p>Cioè, a comprarmi un iPhone 3G Tim unlocked e a farci un abbonamento Tim Tutto Compreso 30, pago sempre 989€ su 2 anni, ma ottengo in più i 250 minuti mensili di telefonate, i 100 SMS mensili e pure un Blackberry da regalare a Natale.</p>
<p>Mi chiedo con che faccia Tim possa proporre una cosa simile, visto che è palesemente sconveniente e più che altro sembra una trappola per i ragazzini che vogliono l&#8217;iPhone e non posso affrontare lo scoglio iniziale dei 569€ per accedervi.<br />
Fossi un&#8217;associazione di consumatori mi interesserei molto di questa opzione.</p>
<p> </p>
<p><strong>IPHONE 250, 600, 900 DAL PACCHETTO AL PACCO IL PASSO E&#8217; BREVE</strong></p>
<p>Le tre tariffe iPhone 250, 600 e 900 sono pacchetti &#8220;tutto compreso&#8221; e ricalcano quasi perfettamente le tariffe Tutto Compreso Tim valide per gli altri telefoni. Ma chissà perché, costano di più. Tanto: esattamente 20€ al mese in più. Vediamole nel dettaglio.</p>
<p>iPhone 250 offre le stesse cose di <a href="http://www.tim.it/consumer/c364/i29683/o29517/tariffa.do" target="_blank">Tim Tutto Compreso 30 Abbonato</a>, identiche riga per riga e cioè, per sommi capi:</p>
<p>250 minuti di chiamate</p>
<p>100 sms</p>
<p>1 Gb di traffico dati</p>
<p>L&#8217;unica differenza tra le due offerte è che la Tutto Compreso 30 offre in più il servizio BlackBerry gratis, sebbene con delle limitazioni nel traffico mail e la iPhone 250 offre gratis il servizio WiFi di Tim.</p>
<p>Ecco, guardiamo i costi.<br />
La Tutto Compreso 30 Abbonato costa 30€ al mese. La iPhone 250 costa 50€ al mese.</p>
<p>20€ mensili di differenza solo per il piacere di avere un iPhone? A fine contratto sono 480€ in più solo di abbonamento. E ricordo che un iPhone 3G unlocked costa 569€.</p>
<p>Per avere l&#8217;iPhone con la tariffa iPhone 250 bisogna *anche* pagare una tariffa di attivazione di 259€.<br />
Cioè con l&#8217;opzione iPhone 250,in totale un iPhone costa, alla fine dei 2 anni, <strong>739€ in più rispetto ad un altro telefono, a parità di costi telefonici</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso è meno stupido comprarsi l&#8217;iPhone unlocked a 569€ e piuttosto farsi un abbonamento Tutto Compreso. Si risparmierebbero 170€ esatti e si avrebbe pure un cellulare in più da piazzare in giro.</p>
<p>Lo stesso meccanismo si ripete per le tariffe 600 e 900, con il seguente schema:</p>
<p>- la iPhone 600 costa 20€ al mese in più rispetto alla <a href="http://www.tim.it/consumer/c364/i29683/o29535/tariffa.do" target="_blank">Tutto Compreso 60 Abbonato</a> e ha una tariffa di attivazione di 219€;<br />
In sostanza avere l&#8217;iPhone costa (20€ di differenza sull&#8217;abbonamento x 24mesi) + 219€ = <strong>699€ in più rispetto ad avere un altro telefono con lo stesso piano tariffario</strong>. </p>
<p>- la iPhone 900 costa 20€ al mese in più rispetto alla <a href="http://www.tim.it/consumer/c364/i29683/o29562/tariffa.do" target="_blank">Tutto Compreso 90 Abbonato </a>e ha una tariffa di attivazione di 169€<br />
In sostanza avere l&#8217;iPhone costa (20€ di differenza sull&#8217;abbonamento x 24mesi) + 169€ = <strong>649€ in più rispetto ad avere un altro telefono con lo stesso piano tariffario</strong>. </p>
<p>E vi ricordo che l&#8217;iPhone unlocked libero da ogni vincolo costa 569€. Quindi vi converrebbe perfino comprarvelo e abbonarvi ai singoli piani tariffari &#8220;Tutto Compreso&#8221;, di pari offerta: risparmiereste, nell&#8217;ordine: 170€, 130€ e 90€ e avreste un iPhone con lo stesso identico piano tariffario.</p>
<p><a href="http://www.suzukimaruti.it/iphone.pdf">Qui c&#8217;è uno schema riassuntivo delle tre offerte </a>e del loro svantaggio rispetto alle offerte omologhe se non comprate un iPhone, casomai non fossi stato abbastanza chiaro.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL PARADOSSO DELLA TARIFFA UNLIMITED</strong></p>
<p>Anche per gli iPhone c&#8217;è una tariffa Unlimited, cioè una sorta di abbonamento &#8220;top di gamma&#8221; che teoricamente dovrebbe svincolare l&#8217;utente dalla preoccupazione dei costi telefonici. Chiami e mandi messaggi quanto vuoi, tanto hai a disposizione un numero di minuti di telefonate gratuite e di SMS così alto da non andare mai a consumo.</p>
<p>Molti hanno parlato male di questa tariffa, che in effetti non costa poco (180€ al mese per il resto del mondo, 200€ al mese per gli iPhone), ma in realtà per certe categorie di utenti, cioè chi telefona molto per lavoro, è utile e permette di risparmiare tanto. </p>
<p>Insomma, da quando c&#8217;è la Tutto Compreso Professional Unlimited ho dimezzato il prezzo delle bollette. Prima spendevo un migliaio di euro ogni bimestre (non chiedetemi come). Ora resto confortevolmente nei limiti dei tetti dell&#8217;abbonamento Unlimited e normalmente sto entro i 500€ a bolletta.</p>
<p>Tornando alla tariffa Unlimited per l&#8217;iPhone, lo schema si ripete: a parità di offerta, la tariffa Unlimited per il cellulare Apple costa i soliti 20€ al mese in più, cioè 480€ in più sul totale del contratto. E la tariffa di attivazione è di 69€. Insomma, avere l&#8217;iPhone costa 549€ in più, cifra che per una volta è minore di 20€ del prezzo dell&#8217;iPhone unlocked.</p>
<p>A guardare i dati, la tariffa Ulimited per l&#8217;iPhone ha un vantaggio in più: ci sono ben 5Gb mensili di traffico dati a disposizione, contro il singolo Gb per il resto del mondo.<br />
Sulla carta conviene, ma nella pratica?</p>
<p>Qui scatta uno dei problemi strutturali dell&#8217;iPhone. Il fatto è che il telefono di casa Apple non si può utilizzare come modem. Cioè lo potete collegare tranquillamente al computer, ma scordatevi di usarlo per navigare o &#8211; peggio ancora &#8211; per usare eMule o chissà cosa: proprio non funziona l&#8217;hardware.</p>
<p>Quindi cosa ce ne facciamo di 5Gb di traffico dati al mese, se ci è consentito consumarli tutti solo ed esclusivamente attraverso il telefono?<br />
Ho provato, negli ultimi mesi, a fare un conto spannometrico di quanto traffico puramente mobile farei durante un uso business intenso (quello che mi portava a pagare le famose bollette da 1000€ abbondanti), più cazzeggio tipo Twitter, ecc. Ad esagerare starei entro i 2,5Gb di traffico dati, ma dovrei davvero scatenarmi.</p>
<p>Quindi i 5 Gb di traffico dati, vista l&#8217;impossibilità di usare l&#8217;iPhone come modem, sono uno specchietto per allodole. </p>
<p>E ovviamente gli operatori si guardano bene dall&#8217;offrire una tariffa d&#8217;abbonamento che sia più scalabile. Cioè o 1 misero Gb di traffico (che si consuma tranquillamente e poi ogni singolo Mb con Tim costa dai 3,6€ ai 6€ a seconda dei piani tariffari: un furto!) o 5Gb inutili. E noi &#8211; e le nostre necessità &#8211; nel mezzo, come dei fresconi. </p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>IL RISULTATO: GLI ABBONAMENTI ALL&#8217;IPHONE NON CONVENGONO MAI</strong></p>
<p>Dati alla mano, salvo l&#8217;inutile profilo unlimited, il prezzo aggiuntivo che si paga sui singoli abbonamenti per avere un iPhone è comunque e sempre più alto del prezzo secco del comprarsi un iPhone e scegliere liberamente cosa si vuole comprare o cosa no.</p>
<p>Provo a riassumere tutto <a href="http://www.suzukimaruti.it/iphone.pdf" target="_blank">con uno schemino in PDF (sempre lo stesso) che potete scaricarvi qui</a>.</p>
<p>Aggiungo una cosa. Non solo gli abbonamenti Tim per l&#8217;iPhone non convengono e anzi pagate più dell&#8217;iPhone stesso per non avere nulla in cambio, ma per quanto ne so l&#8217;iPhone è in *comodato d&#8217;uso*, cioè alla fine dei 2 anni di contratto Tim se lo riprende. Non è vostro, insomma. E non lo potete rivendere per comprarvi l&#8217;iPhone 4G<span style="text-decoration: line-through;">, che sicuramente sarà senza tastiera e senza schermo e sarà la Apple a decidere quali numeri di telefono potrete comporre</span>.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<p>1 &#8211; avere un iPhone è sempre sconveniente, a parità di contratto telefonico, rispetto agli altri telefoni.<br />
Vi costa dai 649€ ai 739€ in più senza alcun vantaggio sul traffico, se non la possibilità di usare gli hotspot Wi-Fi della Tim (che sono pochissimi e malfunzionanti, detto da uno che pagava per usarli)</p>
<p>2 &#8211; il prezzo in più che paghereste per fare un abbonamento Tim per avere l&#8217;iPhone è superiore al prezzo che bisogna pagare per comprarsi l&#8217;iPhone unlocked e scegliere liberamente l&#8217;operatore</p>
<p>3 &#8211; l&#8217;iPhone offerto con gli abbonamenti verosimilmente è in comodato d&#8217;uso, quindi alla scadenza del contratto va restituito alla Tim; in compenso se si rompe ve lo dovrebbero teoricamente sostituire (su questo punto non ho certezze, salvo il fatto che Tim ha sempre fatto così)</p>
<p> </p>
<p><strong>QUINDI?</strong></p>
<p>Lo scenario è questo. Volete l&#8217;iPhone? Vi fregano.<br />
Mi permetto di far notare che non è un&#8217;opinione, ma un fatto incontestabile.</p>
<p>Ciò non toglie che mezza blogosfera si toglierà il pane di bocca per avere un cellulare &#8220;esclusivo&#8221; (&#8230;) e senza tastiera (&#8230;), disposta a pagarlo ben oltre i limiti del ragionevole e ignorando il fatto che non è un hardware minimamente libero, anzi decide la Apple chi ci fa cosa, anche a livello di sviluppo di software terzi.</p>
<p>Lo ripeto: viva la libertà e viva il sospensorio di Briatore tempestato di diamanti e il libero disporre dei propri soldi, anche in modo irragionevole, lo dico <a href="http://www.youtube.com/watch?v=p5mNzOtm24I" target="_blank">da fan dei KLF</a>.<br />
Ma viva anche la libertà (mia) di pensare che chi lo fa sta compiendo un atto stupido.</p>
<p> </p>
<p><strong>MA PERCHE&#8217;? E DI CHI E&#8217; LA COLPA?</strong></p>
<p>Riconosciamolo. Siamo il paese al mondo con le peggiori tariffe per l&#8217;iPhone, mi sembra evidente. (cioè, magari in Lesotho sono peggiori, ma non so fare bene i conti con la loro valuta).</p>
<p>Diciamo, più cautamente, che tra i paesi del primo mondo siamo quelli <a href="http://www.iphoneaffossato.com/comparazione-con-altre-tariffe/" target="_blank">con le tariffe di gran lunga peggiori in senso assoluto</a>, soprattutto se comparate alla contropartita offerta dagli operatori.<br />
[nota:il link viene da una patetica iniziativa che si propone di fare una petizione a Steve Jobs affinché abbassi le tariffe per l'iPhone in Italia. Sì, lo so cosa state pensando: "con tutte le cause per cui vale la pena impegnarsi nella vita...". E trovo pure commovente che la richiesta venga fatta alla Apple, che verosimilmente è la principale artefice di queste tariffe mostruose. Inutile dire che prendo le tutte le distanze possibili dall'iniziativa e da tutti i poverini che ancora pensano che la Apple sia "buona". Mi scappa pure un po' da ridere, ecco.]</p>
<p>La domanda ricorrente è un gigantesco &#8220;perché?&#8221;, seguita online da improperi vari rivolti verso gli operatori telefonici da parte della blogosfera.</p>
<p>Affrontiamo innanzitutto la questione degli improperi diretti agli operatori telefonici. Ecco, sono meritatissimi, non ci piove. Ma la blogosfera continua a scontare un conformismo ingenuo e si perde un pezzo della questione.</p>
<p>Mi spiace rivelarvelo, ma queste tariffe indecenti sono anche causa della Apple che, ricordatevelo, è &#8220;partner in business&#8221; con le compagnie telefoniche con cui opera e detta legge sulle tariffe, di cui profitta in parte.</p>
<p>So che a molti pesa come una bestemmia, ma gli sfanculamenti andrebbero diretti anche a Cupertino, oltre che alle sedi di Vodafone e Tim. Riuscite ad essere così intellettualmente onesti e laici da farlo? Dubito.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo ragionamento serve anche a spiegare il &#8220;perché&#8221; di queste tariffe oscene per l&#8217;iPhone.<br />
Il fatto è che Apple storicamente snobba l&#8217;Italia, considerata periferia dell&#8217;impero (cosa di cui perfino i fans di Apple si lamentano sui propri forum) e qualsiasi ricerca di mercato rivela che il mercato italiano è ancora fortemente orientato ai piani telefonici ricaricabili e col telefono di proprietà, pur essendo uno dei primi al mondo come penetrazione della telefonia cellulare.</p>
<p>Insomma, non ha tutti i torti Apple a notare che in Italia i potenziali clienti dell&#8217;iPhone sono pochissimi e che il nostro mercato è fatto di gente che piuttosto spende 500€ per un cellulare, ma ci piazza sopra la ricaricabile e va avanti a ricariche di taglio piccolo.<br />
(nota: non lo dico io, leggetevi qualsiasi ricerca sul mercato mobile italiano, anche perché il fenomeno sta diventando preoccupante perché perdura ed è difficile smuovere un popolo di precari e insicuri verso i costi fissi di un abbonamento, per di più penalizzato da tasse demenziali).</p>
<p>Quindi, contando che il mercato italiano dell&#8217;iPhone è una relativa nicchia, che fare?<br />
Spremerli come dei limoni!</p>
<p>Appunto. E&#8217; quello che Apple, Tim e Vodafone si apprestano a fare.</p>
<p>Apple sa che gli entusiasti, gli early adopters, ecc. si fanno volentieri bastonare a sangue dalle loro marche preferite e ha già dimostrato di approfittarne con la prima release dell&#8217;iPhone (ricordate? Costava carissimo, poi pochi mesi dopo abbassarono il prezzo di colpo, complici anche le vendite non esaltanti).</p>
<p>Dal canto loro Tim e Vodafone (cioè l&#8217;80% del mercato mobile), invece che farsi una guerra al ribasso che sarebbe stata doppiamente dannosa per loro, perché non gli avrebbe permesso di pagare le revenue da cravattaro che Apple richiede sugli abbonamenti fissi, *casualmente* presentano tariffe-fotocopia.<br />
E il garante per la concorrenza dorme ignaro di tutto, cullandosi nella sua irrilevanza. Anche quando la parola CARTELLO si staglia enorme all&#8217;orizzone tipo Hollywood.</p>
<p>E i consumatori si confrontano con una situazione in cui c&#8217;è un pessimo e carissimo piatto di minestra, una finestra e le uniche opzioni sono mangiare o saltare.</p>
<p> </p>
<p><strong>CE LO MERITIAMO</strong></p>
<p>Mandatemi pure a stendere, ma penso ce lo meritiamo. Il fatto è che il nostro fallimento come consumatori attivi è palese. Non abbiamo la forza e, nel caso dei prodotti Apple, *nemmeno la voglia* di farci valere come consumatori.</p>
<p>Fa ridere pure la pretesa funzione &#8220;critica&#8221; della blogosfera, dispostissima a fare da grancassa conformista ai comunicati stampa Apple, ma totalmente incapace ad assumere una posizione laica nei suoi confronti. Giusto un po&#8217; di lamentazioni dirette verso gli operatori e tanti saluti. Nessuno tocchi Steve Jobs!</p>
<p>E chi lo fa viene regolarmente fatto oggetto di mobbing online. Ripassate su questo post tra qualche giorno, date un&#8217;occhiata ai commenti e vedrete quanti mi accuseranno di &#8220;odiare Apple&#8221; solo perché ne questiono, da utente, le pratiche di mercato.</p>
<p>Continuo a dirlo: il lecchinismo della blogosfera italiana nei confronti di Apple è tristissimo ed è uno degli indici del suo provincialismo e della sua sostanziale irrilevanza.</p>
<p>E direi poco di meglio delle testate giornalistiche di riferimento della blogosfera, cartacee e non, assolutamente incapaci di esprimere pareri critici e in alcuni casi dirette da veri e propri fanboy.</p>
<p>Anzi, sfido i direttori delle suddette testate a smentirmi e cominciare a produrre del giornalismo analitico e non militante quando si tratta di Apple. E&#8217; una richiesta di qualità che vi faccio come lettore. Non difendetevi a parole, rispondete coi fatti.</p>
<p>E&#8217; anche grazie a tutto ciò, a livello planetario, che Apple sta diventando la nuova Microsoft, con la stessa arroganza, la stessa propensione alle tattiche di mercato sporche, lo stesso riguardo *nullo* nei confronti del consumatore.<br />
Sicuramente con la differenza che i prodotti sono migliori (attualmente non riuscirei a consigliare altro che notebook Apple, per dire, restando nell&#8217;ambito dei prodotti full-size, così come trovo Final Cut vincente rispetto alla concorrenza, anche visti i prezzi), ma il comportamento è quello del peggior Ballmer con le endorfine a mille.</p>
<p> </p>
<p><strong>NONE OF MY BUSINESS</strong></p>
<p>Concludendo, ho la fortuna di essere una delle poche persone a cui l&#8217;iPhone innanzitutto non serve (sono un utente business e scrivo tonnellate di mail in mobilità ogni santo giorno: ho bisogno di una tastiera e di una vera posta push che solo BlackBerry mi può dare) e a cui non dice molto come prodotto hardware (intendiamoci: non è male, ha un bellissimo design, un&#8217;interfaccia divertente, ma per certi aspetti è poverissimo e per altri inutilizzabile).</p>
<p>Quindi non è un problema mio.<br />
In compenso potrà essere un problema di molti di voi. E potrà un giorno diventare un mio problema, se mai Apple facesse un iPhone con <a href="http://www.theregister.co.uk/2008/06/30/iphone_keyboard/" target="_blank">una tastiera slide qwerty orizzontale</a> (se ne parla da tempo e pare che l&#8217;anno prossimo potrebbe uscire per l&#8217;utenza business) e un browser più civile, giacché Mobile Safari continua a non vedere uno straccio di contenuto Flash, roba che fa perfino il mio Archos 605 WiFi, grazie ad Opera.</p>
<p>Insomma, quanto ho scritto prima ha senso anche se pensate che l&#8217;iPhone sia la cosa più bella al mondo e non sono certo qui per farvi cambiare idea.</p>
<p>Non è affatto una questione di &#8220;mi piace&#8221; vs &#8220;non mi piace&#8221;, ma di &#8220;mi faccio fregare&#8221; vs &#8220;non mi faccio fregare&#8221;. E farsi fregare consapevolmente è un&#8217;aggravante.<br />
Infatti avrei scritto questo post riga per riga anche se fossi stato un patito dell&#8217;iPhone. Cioè, il fatto che piaccia o meno per caso cambia la natura delle cifre in ballo?</p>
<p> </p>
<p><strong>CHE VI RESTA DA FARE? E COSA VORREI DA TIM?</strong></p>
<p>Le soluzioni, visto lo scenario, sono poche. La migliore è sicuramente interrogarvi per capire se la vostra vita può avere senso senza iPhone. Vi auguro di sì, così come vi auguro di trovarne uno nell&#8217;uovo di pasqua. Ma ricordatevi: è un telefonino, ragazzi. E invece che correre qui in massa a difendere vanamente la Apple e i suoi compagni di merende telefoniche, provate a reagire!</p>
<p>Ricordatevi, insomma, che la migliore arma che hanno i consumatori sono le gambe. La triade Tim, Apple, Vodafone vi strangola con prezzi altissimi a fronte di un&#8217;offerta misera? Usate le gambe e andatevene dai loro negozi. Funziona così. E noto che <a href="http://www.giovy.it" target="_blank">qualche intelligenza</a> sparsa nella blogosfera <a href="http://twitter.com/Giovy/statuses/849926454" target="_blank">sta reagendo nel modo giusto</a>.</p>
<p>Tra le opzioni che considero stupide, la meno stupida è <span style="text-decoration: line-through;">rubarlo</span> comprarlo unlocked. Il prezzo è molto alto rispetto a quanto si compra, ma non è mostruoso. Di fatto 569€ sono una spesa affrontabile, contando che di listino un telefono di pari valore unbranded non costa molto di meno (ma quanti lo comprano a prezzo di listino? Nessuno, esatto).</p>
<p>E poi a comprarlo unlocked mi sa che mandate in perdita sia Tim, sia Vodafone, sia la Apple, visto che i costi industriali dell&#8217;iPhone non sono bassi e il prezzo praticato agli operatori pare sia (negli States) di 550$ ad unità.<br />
Infatti temo che gli operatori faranno un bel po&#8217; di difficoltà a vendere gli iPhone unlocked. Non vorrei fare quello che pensa sempre male, ma&#8230;</p>
<p>Credo che nessuna persona ragionevole potrà mai fare un abbonamento Tim per l&#8217;iPhone, visto che conviene perfino comprarsi il telefono unlocked e farsi un abbonamento Tutto Compreso di pari valore o prendersi una di quelle tariffe Tre che ti danno un sacco di traffico dati gratis ogni mese. O forse mi sbaglio io? (ero scarso di matematica, al liceo).</p>
<p>Anzi, se qualcuno fa un abbonamento Tim per l&#8217;iPhone mi piacerebbe si facesse vivo qui nei commenti: vorrei capire le ragioni, i punti di vista e magari i vantaggi che mi sono perso con un&#8217;opzione simile.</p>
<p>In ultimo mi piacerebbe che qualche rappresentante di Tim ci raccontasse in modo trasparente il perché di queste tariffe pessime e truffaldine (?), non competitive con l&#8217;acquisto secco del terminale.</p>
<p>Cioè, io cliente da 16 anni, vorrei capire dalla Tim perché telefonare, mandare messaggi e navigare con un iPhone mi costa 20€ in più di abbonamento ogni mese per 24 mesi. Forse i bit consumati dagli iPhone &#8220;pesano&#8221; di più?</p>
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		<title>&#8220;Vedere&#8221; la musica e altre divagazioni psichedeliche sul gadget dell&#8217;anno</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/27/vedere-la-musica-e-altre-divagazioni-psichedeliche-sul-gadget-dellanno/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 02:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[A breve questo post assumerà i toni di una di quelle discussioni che si fanno alla quindicesima canna, roba per cui, dopo, le canzoni dei Tiromancino vi sembreranno lucide dissertazioni su problemi reali e le trasmissioni notturne di Gabriele La Porta finalmente avranno un senso.
Valutate voi se è il caso di proseguire, perché sta per partire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A breve questo post assumerà i toni di una di quelle discussioni che si fanno alla quindicesima canna, roba per cui, dopo, le canzoni dei Tiromancino vi sembreranno lucide dissertazioni su problemi reali e le trasmissioni notturne di Gabriele La Porta finalmente avranno un senso.</p>
<p>Valutate voi se è il caso di proseguire, perché sta per partire un gigantesco trip sulla musica, la sua visualizzazione, la sua natura quantica e non quantica e altre diavolerie che vi sfido a non trovare mostruosamente noiose. Nel mezzo, a parte due video tunz tunz, c&#8217;è anche un mini angolo geek in cui parlo del gadget dell&#8217;anno, ma a che prezzo?</p>
<p><span id="more-788"></span></p>
<p>&#8220;Vedere&#8221; la musica. Per definizione la musica a occhio nudo è invisibile: è pura vibrazione e non ha forma fisica percepibile dall&#8217;occhio. In effetti chi non ha studiato teoria musicale si perde (e tra l&#8217;altro per certi versi fa male, ma il discorso è lungo, complesso e mi piacerebbe un giorno affrontarlo con il mio <a href="http://www.sasakifujika.net/" target="_blank">quasi omonimo amico Sasaki</a>, che è un uomo di note) l&#8217;aspetto visivo della musica.</p>
<p>Banalizzando, il pentagramma e l&#8217;espressione grafica delle note sono una grammatica un po&#8217; impossibile, per di più di pura derivazione matematica (che per secoli è stata la disciplina &#8220;madre&#8221; della musica e basta leggere la vita di Leonardo per rendersene conto, ma sto divagando): si cerca di tradurre il suono in segni grafici convenzionali che, opportunamente intepretati, esprimono rapporti matematici che vengono ritradotti in pratiche che, in ultima istanza, producono il suono &#8220;scritto&#8221; e quindi visivo. Una serie di passaggi decisamente complessa e francamente impossibile da realizzare a freddo.</p>
<p>Molti, quando iniziano a studiare la teoria musicale, schiattano di noia e inquietudine su questa forzosa distanza tra la musica e la sua rappresentazione per iscritto.<br />
Il fatto è che la lettura logica e puntuale del pentagramma è puro wishful thinking. Cioè si può fare agli inizi, quando si solfeggiano cose facili. Ma quando si suona a caldo, lanciati, è davvero impensabile che i singoli musicisti siano matematici così bravi da fare i calcoli con le frazioni in millisecondi e suonino i sedicesimi col doppio punto con pura coscienza matematica di cosa fanno. Si va a senso e, con la pratica, il passaggio dal &#8220;testo&#8221; musicale alla musica vera e propria diventa automatico, come guidare.</p>
<p> </p>
<p><strong>TU COME LA VEDI?</strong></p>
<p>Mi capita spesso, quando incontro gente che suona e ha studiato teoria musicale, di parlare di come i musicisti &#8220;vedono&#8221; la musica nella loro mente.</p>
<p>[modalità intellettuale molesta, con tanto di chiasmo compiaciuto]<br />
Sì, perché il pentagramma è insufficiente: è troppo matematico per comprendere e definire la complessità della musica (ed è il motivo per cui, deo gratias, esiste l&#8217;interpretazione, che è un indefinito &#8220;oltre&#8221; il pentagramma) e, matematicamente, è troppo complesso, freddo e rigido per rappresentare un atto &#8220;caldo&#8221;, naturale e a volte banale come suonare.<br />
[/modalità intellettuale molesta]</p>
<p>Da quanto ho inteso, ogni musicista ha una modalità personale di visualizzazione della musica: c&#8217;è chi vede un flusso costante, dettato dal ritmo, con i picchi che corrispondono all&#8217;altezza delle note, chi scomoda i colori (e non è un caso che lo slang musicale sia pieno di riferimenti cromatici: mai sentito parlare di <em>blue note</em>?), chi &#8220;vede&#8221; la musica in modo lineare, chi tridimensionale, ecc.</p>
<p>Ricordo un amico con cui strimpellavo, patito di musica elettronica e tuttora titolare di una affermatissima scuola di audio engineering, che si era così abituato a vedere la musica allo spettrografo 3D dell&#8217;equalizzatore, da concepirla come una sorta di &#8220;panettone&#8221; (la forma di un brano allo spettrografo più o meno gli somiglia) da smussare o appuntire a seconda dei casi.</p>
<p>Ma gli esempi di associazioni semantiche tra suoni e forme sono infiniti. Mettete piede in uno studio e sentirete tranquillamente espressioni tipo &#8220;vorrei un basso che suona più rotondo&#8221;, &#8220;la voce è troppo appuntita&#8221;, &#8220;il riverbero è troppo dritto&#8221;, ecc.<br />
E, generalizzando, le invasioni di ambito semantico, per quanto riguarda la musica, sono infinite. Perfino nella normale conversazione musicale la musica prende forme, colori, caratteristiche estetico-visive. Cioè, se parlo di un pezzo dark un po&#8217; legnoso mi capisce anche chi non sa suonare Fra Martino al flauto dolce perché quella settimana in prima media aveva il morbillo.</p>
<p> </p>
<p><strong>FACCIAMOLA ALLA GRIGLIA</strong></p>
<p>Per quanto mi riguarda, ma credo sia un sentire comune con i tanti che nella vita si sono trovati ad avere a che fare con la musica elettronica, visualizzo mentalmente la musica come una griglia.<br />
Non invento nulla di originale: di fatto la musica armonica occidentale *è* una griglia di eventi sonori che avvengono alle intersezioni di una griglia regolare (immaginate un bel foglio vuoto di Excel), in cui le colonne rappresentano frazioni regolari di una misura e in cui le righe raffigurano l&#8217;altezza dei suoni (cioè le note, che sono solo 12, ad intervalli fissi tra loro).</p>
<p>Il fatto che nel paragrafo precedente faccia riferimento a chi si è trovato a produrre musica elettronica non è casuale. Di fatto la musica elettronica (parlo della house, della techno, ecc. cioè di quella che fa tunz tunz) è composta senza l&#8217;ingombro del pentagramma.<br />
Per fare un pezzo house, di solito, si utilizzano i cosiddetti grid sequencer, cioè vere e proprie griglie su cui si piazzano i suoni. E&#8217; un modo semplicissimo di suonare cose non eccessivamente complesse ed è accessibile anche a chi non sa leggere o scrivere la musica.</p>
<p>Con un grid sequencer, cioè la quasi totalità dei sequencer in commercio, (nota banalizzante per i profani: un sequencer è il programma con cui si &#8220;fanno&#8221; i brani, scrivendo le note dei singoli strumenti e facendo poi suonare tutto insieme), scrivere musica è immediato.</p>
<p>Non c&#8217;è bisogno di teoria, basta guardare lo schermo e si capisce come funziona: le note più acute stanno più in alto, quelle più gravi in basso, le note più lunghe sono rappresentate da righe proporzionalmente più lunghe e la posizione delle note in un brano è immediatamente percepibile: più spazio orizzontale c&#8217;è tra un nota e l&#8217;altra e più, proporzionalmente, è lunga la pausa tra le due. (se guardate <a href="http://www.hattrixx.co.uk/breakbeat/upld/hattrixx_tutorial_image_12.jpg" target="_blank">questa immagine</a>, che ritrae una sequenza ascendente di note, con le prime più lunghe delle altre,  si capisce subito come funziona, senza stare lì a capire cosa volevo dire)</p>
<p>Prima ancora, proprio agli albori della musica elettronica, si componevano i brani con uno strumento ancora più povero e più intuitivo: lo step-sequencer. In sostanza ogni misura di un brano (rigorosamente in quattro quarti, ecco perché non esistono remix house di valzer famosi!) era divisa sedici caselle (cioè in sedicesimi) e il compositore doveva specificare, sedicesimo dopo sedicesimo, se in quella casella c&#8217;era o meno una nota (o il proseguimento di una nota) e, se c&#8217;era, che nota era.<br />
Se ascoltate <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FE7ApLM66VI" target="_blank">un classico dell&#8217;elettronica come &#8220;Chime&#8221; degli Orbital</a>, si sente l&#8217;influenza del sequencing a step: le note più corte sono sedicesimi e tutto il brano evidenzia la sua natura a griglia, semplice ed efficace. Non a caso è una pietra miliare, nella sua austerità.</p>
<p> </p>
<p><strong>IL GADGET DELL&#8217;ANNO</strong></p>
<p>Comprendo perfettamente che la pippa immensa appena scritta possa aver annoiato anche un monaco stilita e, verosimilmente, fatto imbestialire i musicisti per la banalizzazione e scappare i non musicisti, appena hanno intravisto l&#8217;ombra del solfeggio.<br />
Il fatto è che la semplicità, ma contemporaneamente la straordinaria efficacia nel visualizzare la musica, del grid sequencer è tornata alla ribalta grazie a quello che si appresta a diventare lo strumento musicale dell&#8217;anno o addirittura del prossimo decennio.</p>
<p>Probabilmente lo avete già visto all&#8217;opera, perché ha avuto un ottimo coverage mediatico: sto parlando del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tenori-on" target="_blank">Tenori-on</a>, nato inizialmente come progetto para-artistico e trasformatosi di recente in un (purtroppo oscenamente caro) <a href="http://www.global.yamaha.com/design/tenori-on/" target="_blank">vero e proprio strumento musicale della Yamaha</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-789" style="vertical-align: bottom;" title="Tenori-on" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/tenorion_4101-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></p>
<p>Basta guardare il Tenori-on per capire cos&#8217;è e come funziona: è una griglia portatile di 16&#215;16 caselle, in cui è possibile, grazie allo schermo tattile, accendere le note che intendiamo suonare, misura dopo misura, esattamente come i produttori di musica elettronica fanno da anni col mouse sui più diffusi sequencer.</p>
<p>Il pregio del Tenori-on, oltre ad essere polifonico, cioè a permettere di fa suonare più &#8220;strumenti&#8221; contemporaneamente, è che non si limita a consentire ai suoi utenti di produrre musica in modo istantaneo, efficace e facilissimo, ma durante la sua esecuzione &#8220;raffigura&#8221; la musica grazie ad alcuni effetti visivi che rispondono matematicamente alla natura delle note. Cioè, le note più alte di volume producono scie di puntini più luminosi, quelle più lunghe producono scie (anzi, per la precisione &#8220;esplosioni&#8221;) più marcate e, ovvio, più lunghe, ecc. Tutto funziona in modo talmente naturale che è stupido spiegarlo, perché rende complicato un concetto banale.</p>
<p>Anzi, c&#8217;è un modo semplice per capire come funziona il Tenori-on ed è godersi la mia musa <a href="http://www.myspace.com/littlebootsmusic" target="_blank">Little Boots</a> che produce *istantaneamente* il suo hit &#8220;Stuck On Repeat&#8221;, che di fatto è basato su un loop tutto di sedicesimi che traspone e su un break di 3 accordi, usando l&#8217;infernale e bellissimo strumentino Yamaha.<br />
Cioè, il suo brano si &#8220;vede&#8221;. (e se apprezzate &#8211; e come non potreste &#8211; eccola ahimé ossigenata che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=N6tLRCDqJ2c" target="_blank">disegna passo dopo passo una cover di &#8220;Ready For The Floor&#8221; degli Hot Chip</a>)</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/-CWBgm_-Ggs" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-CWBgm_-Ggs"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=-CWBgm_-Ggs">Download!</a></div>
</div>
<p>Ed è notevole come il Tenori-on riesca, con la sua visualizzazione a griglia e i suoi effetti, a rendere perfettamente la natura paradossale della musica elettronica e in particolare della dance. Da un lato, infatti, l&#8217;elettronica contemporanea è squadrata, perfetta, geometrica e saldamente ancorata al ritmo quattro quarti (cioè, se volete fare un ritmo 4/4 basta che mettete il kick della batteria sulle caselle 1, 5, 9, 13 di ogni misura e così via), quindi da quadratini che riempiono delle caselle di una griglia perfetta. Cioè, è il lato &#8220;quantico&#8221; della musica, fatto di intervalli esatti: scale, note e pause matematicamente esatte, tempi definiti, ecc.</p>
<p>Dall&#8217;altro gli effetti applicati ai suoni sono quanto di meno geometrico ci sia: sono tutte curve che si alzano, si abbassano, si intersecano e si controllano a mano con manopole rotative (tipo quella del volume dello stereo) o con controlli analogici di ogni genere, spesso tattili. <br />
Un qualsiasi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ol8eGPsE1J4" target="_blank">brano classico dei Daft Punk</a>, per dire, è l&#8217;esempio lampante di come funziona la musica elettronica: precisione geometrica dei suoni e dei ritmi e filtri, effetti, ecc. che svisano liberamente e producono la varietà e la &#8221;pittoricità&#8221; (cioè l&#8217;alternanza di chiari e scuri, qui in senso musicale, che crea le forme) dell&#8217;esperienza sonora. </p>
<p>Esaurito l&#8217;orgasmo con cui il dj che c&#8217;è in me accoglie il Tenori-on, scatta l&#8217;entusiasmo del geek che gli convive accanto (è affollato, qui dentro). Sì, perché l&#8217;infernale pannellino della Yamaha è un gadget che fa impallidire la Apple in quanto a design, implicita carineria, facilità d&#8217;uso e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/KISS_principle" target="_blank">filosofia KISS</a>.<br />
Bello, divertente da usare, facilissimo, intuitivo, con un design che grida da tutte le parti &#8220;toccami!&#8221;, se non costasse 1200 dollari potrebbe essere davvero uno strumento in grado di democratizzare ancora di più la produzione di musica, rendendola davvero possibile alle masse.</p>
<p>Per di più il Tenori-on fa altre tremila cose divertenti (ma un po&#8217; inutili al fine della produzione musicale, salvo sperimentazioni coraggiose, tipo emulare Pong facendo rimbalzare la pallina tra due note) che non vi sto a raccontare: i video che lo spiegano <a href="http://tenori-on.yamaha-europe.com/uk/see/" target="_blank">sono qui</a> e meritano di essere visti tutti.</p>
<p>In verità covo la speranza che creino (presto!) un clone virtuale del Tenori-on. Cioè non mi sembra affatto impossibile creare un&#8217;applicazione che lo emuli e finalmente dia un senso ai tanti touch-screen che ci sono in giro (ma funzionerebbe pure coi mouse, senza problemi).</p>
<p>Anche perché se non fanno la versione virtuale finisce che intensifico ulteriormente la mia attività domenicale di scippatore di anziane e me lo regalo per Natale. Quindi se siete dei bravi programmatori, per il bene delle vostre nonne e zie, rimboccatevi le mani e sfornateci un bel Tenori-on software.</p>
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		<title>Tutto intorno a te</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 13:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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Poi oggi, leggendone su Twitter, mi è preso lo slancio e ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era un po&#8217; che avevo aperto un account di <a title="friendfeed di suzukimaruti" href="http://friendfeed.com/suzukimaruti" target="_blank">FriendFeed,</a> principalmente in funzione anti-squatting (cioè registro il mio nickname sui principali servizi duepuntozzzzero onde evitare che lo facciano altri al posto mio e poi magari non uso nulla), ma avevo lasciato tutto lì inerte.</p>
<p>Poi oggi, leggendone su Twitter, mi è preso lo slancio e ho attivato effettivamente il mio FriendFeed.<br />
Il servizio permette di fare tremila cose complicatissime che mi perdo volentieri. L&#8217;unica feature che trovo interessante (o che ho voglia di capire) è il suo essere un aggregatore personale. Cioè, FriendFeed aggrega in un solo ambito un&#8217;identità online che<span style="text-decoration: line-through;">, lacanianamente,</span> non può che essere frammentata.</p>
<p>Cioè, chi legge <a href="http://friendfeed.com/suzukimaruti" target="_blank">il mio FriendFeed </a>o, meglio ancora, si iscrive <a href="http://friendfeed.com/?auth=Dyy2K3zF7Xc5vj2D&amp;format=atom" target="_blank">al suo Feed RSS</a>, ha in sostanza un luogo unico in cui essere aggiornato su cosa combino online.</p>
<p>Pensiamoci. Seguire l&#8217;attività e i contenuti di una persona online non è facile. Cioè, tra <a href="http://www.suzukimaruti.it" target="_blank">blog</a>, <a href="http://suzukimaruti.tumblr.com" target="_blank">tumblr</a>, <a href="http://www.twitter.com/suzukimaruti" target="_blank">twitter</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/suzukimaruti" target="_blank">flickr</a>, <a href="http://www.youtube.com/suzukimarurti" target="_blank">video di youtube</a>, <a href="http://del.icio.us/suzukimaruti" target="_blank">segnalazioni su del.icio.us</a> (e mi limito al mio caso, ma normalmente un blogger meno pigro si manifesta in ancora più &#8220;luoghi&#8221;), si tratta di seguire una persona su qualcosa tipo 6 servizi online.</p>
<p>Ok, hanno tutti i feed RSS, ma se uno si abbona a 6-10 feed per ogni blogger che segue, l&#8217;incasinamento è garantito e non oso immaginare quanta roba da gestire avrei nell&#8217;aggregatore.</p>
<p>Ecco, con FriendFeed il problema è risolto, sempre che sia un problema. In sostanza, se volete avere un compendio aggiornato dei cavoli miei online <a href="http://friendfeed.com/suzukimaruti" target="_blank">vi basta cliccare qui</a>. Oppure aggiungere al vostro reader preferito <a href="http://friendfeed.com/?auth=Dyy2K3zF7Xc5vj2D&amp;format=atom" target="_blank">questo feed qui</a>.</p>
<p>Così non dovrete preoccuparvi di verificare periodicamente se ho pubblicato qualche vostra foto imbarazzante sul mio Flickr, se vi ho insultati via Twitter o se ho parlato male del vostro cantante preferito sul mio blog o sul mio tumblr. FriendFeed vi aggiorna in tempo reale e quindi potete (decidere di non) rigarmi (ancora) la macchina in tempi brevissimi. Insomma, vi risparmia una bella faticaccia, così rigate con più forza.</p>
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		<title>In morte del telefono fisso</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 13:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi rendo conto che l&#8217;oggetto più inutile che ho in casa (soprammobili a parte, ma cerco di non averne e fortunatamente ho un cane da incolpare se per caso ne giustizio qualcuno alla Goldie*) è il cosiddetto telefono fisso, che poi fisso lo è solo in parte, visto che abbiamo un cordless.
Mi basta dare un&#8217;occhiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto che l&#8217;oggetto più inutile che ho in casa (soprammobili a parte, ma cerco di non averne e fortunatamente ho un cane da incolpare se per caso ne giustizio qualcuno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YIcMolthnX0" target="_blank">alla Goldie</a>*) è il cosiddetto telefono fisso, che poi fisso lo è solo in parte, visto che abbiamo un cordless.</p>
<p>Mi basta dare un&#8217;occhiata alle più recenti bollette telefoniche e il dato è lampante: negli ultimi mesi non abbiamo fatto una singola chiamata col telefono fisso, salvo quelle gratuite ai vari numeri verdi di help perché non funziona l&#8217;ADSL o siamo rimasti al buio.</p>
<p>Forse è un segno dei tempi, ma il telefono fisso è un oggetto obsoleto, che prende inutilmente polvere. Di fatto non solo non lo usiamo per chiamare (perché il 99% dei numeri che chiamiamo sono cellulari e la chiamata fisso-mobile ha costi assurdi, da reato, fatti solo per fregare soldi agli anziani), ma in pratica non riceviamo quasi mai telefonate al fisso.</p>
<p>Anzi, mi rendo conto che è cambiata la percezione &#8220;sociale&#8221; della chiamata al telefono fisso. Cioè se squilla il fisso, in casa reagiamo male. Sì, perché una chiamata al telefono fisso ormai può solo annunciare disgrazie, operatrici di telemarketing, gente che ha sbagliato numero.</p>
<p>E se è per caso qualche parente/amico che chiama al fisso, la prima domanda è &#8220;come mai mi chiami al fisso?&#8221;. Perché ormai suona strano, è diventato il telefono delle emergenze e dei rompimenti.</p>
<p>Il post prosegue ed è lungo come una di quelle telefonate di quell&#8217;amico che ti chiama una volta l&#8217;anno ma ti aggiorna su ogni singola mezz&#8217;ora dei 364 giorni precedenti, con dovizia di dettagli. Vedete voi se riattaccare o subire. Tanto paga lui.</p>
<p><span id="more-780"></span></p>
<p>In effetti le uniche telefonate che riceviamo sono moleste. Disgrazia vuole che abbiamo ereditato il numero di telefono di una vecchia filiale (spero bruciata in un incendio doloso e con danni enormi) della Toro Assicurazioni, motivo per cui riceviamo spesso telefonate di gente che ci chiama per qualche sinistro.</p>
<p>Il brutto è che sono persone a cui spieghi che stanno sbagliando numero e che devono cancellare il numero che hanno in rubrica, ma nel 90% dei casi insistono.<br />
Una mattina, alla terza chiamata di fila, una signora ha provato ad insistere &#8220;Ma *davvero* non è la Toro Assicurazioni? E&#8217; sicuro?&#8221;. Ero tentato di risponderle &#8220;Cazzo, sono 6 anni che vado a dormire in una filiale della Toro e non me ne sono mai accorto: ecco perché il letto mi sembrava duro, era una scrivania!&#8221;, ma ho optato per un moderato sfanculamento, al che la signora mi ha risposto &#8220;Si calmi, neh!? Guardi che per quanto ne so *io* sto facendo il numero giusto&#8221;. Ovvio: è colpa mia che abito nel posto sbagliato.</p>
<p>L&#8217;altro grande filone di chiamate moleste ricevute da queste parti è composto esclusivamente da operatrici di telemarketing. E&#8217; un appuntamento quotidiano regolare: una chiamata prima di mezzogiorno. E possono essere, nell&#8217;ordine, Telecom, Fastweb o Sky, più rari altri soggetti.</p>
<p> </p>
<p><strong>FASTWEB: TI VOGLIAMO A TUTTI I COSTI (CHE TANTO SOSTERRAI TU)</strong></p>
<p>Fastweb è ossessiva: chiamano almeno 2 o 3 volte alla settimana. Non gli va giù che noi non siamo loro clienti. E&#8217; tutta colpa nostra: 6 anni fa, facendo un sano scouting di mercato per capire che tipo di connettività mettere in casa, commettemmo l&#8217;errore fatale di contattare Fastweb e lasciargli i nostri dati. Da allora ci molestano con regolarità elvetica.</p>
<p>E dire che un paio di volte ho provato a spiegare all&#8217;operatrice e a farle scrivere nelle note: cliente impossibile: non ci vogliono fino a quanto non togliamo quella fregatura dell&#8217;IP non pubblico.<br />
Eppure insistono, facendo proposte che ai loro occhi sembrano sempre più allettanti. </p>
<p>[inutile divagazione personale]</p>
<p>Mi ricordano un tizio con cui secoli fa feci un&#8217;intervista di lavoro, dopo aver passato, unico non cravattato, un test scritto piuttosto duro su Windows NT.<br />
Mi accorsi a metà colloquio che erano dei pazzi nazisti succhiasangue ispirati a quelle grandi società di consulenza che rovinano la vita ai loro dipendenti e feci di tutto per finire in fretta e non vederli mai più.<br />
Commisi tuttavia l&#8217;errore di spiegargli per filo e per segno come mai non avrei mai voluto lavorare per loro. Tragicamente la cosa gli piacque, visto che era una società che faceva formazione: avevano apprezzato la chiarezza espositiva e poi ero arrivato primo nel test scritto.<br />
Quindi insistettero per un mese per avermi, offrendomi paghe sempre più alte di fronte ad ogni mio &#8220;no&#8221;.</p>
<p>Una delle ultime chiamate del manager che mi aveva &#8220;colloquiato&#8221; fu bellissima, perché arrivò a dirmi &#8220;Ok, dottor Sola, la sua strategia si è rivelata vincente: le offriamo XYZ milioni (di lire) all&#8217;anno&#8221;, cioè esattamente il doppio dell&#8217;offerta iniziale.<br />
Al mio ennesimo no si incazzò come una iena, spiegandomi che nessuno aveva mai detto di no ad una loro offerta di lavoro e che là fuori c&#8217;era la coda (e in effetti le loro selezioni erano affollatissime).<br />
&#8220;Ecco, se c&#8217;è la coda prenda uno di loro, che fa pure una buona azione&#8221;, feci in tempo a rispondere, prima di suggellare il tutto con un bel click della cornetta.</p>
<p>Riuscì a chiamarmi ancora una volta, il giorno dopo (come al solito svegliandomi e facendomi arricciare le lenzuola causa giramento di balle) per spiegarmi  &#8211; e non scusarsi &#8211; che il giorno prima si era innervosito e che per lui era una questione d&#8217;onore, oltre che professionale (cioè se non mi assumeva passava per scemo in azienda). Lo autorizzai a correggere il suo report e scrivere che, on second inspection, ero inadeguato, nascondendo ai suoi colleghi una verità palese: era uno scemo.</p>
<p>Cioè, cose simili non le accetterei nemmeno da una fidanzata o aspirante tale, figuriamoci da uno che ricordava vagamente il fratello (più) brutto di Renato Brunetta e come esordio del colloquio mi fece notare che ero vestito in modo troppo sportivo (dio solo sa perché non gli ho rigato l&#8217;Audi A3 &#8211; perché gente così ha per forza l&#8217;Audi A3 o, ora che esiste, la BMW serie 1 &#8211; una volta uscito dal colloquio). </p>
<p>[/inutile divagazione personale]</p>
<p> </p>
<p><strong>SKY: CI PIACI COSI&#8217; TANTO COME CLIENTE CHE VORREMMO UN BIS</strong></p>
<p>L&#8217;altro grande molestatore è Sky. E qui la situazione si fa paradossale, perché di Sky siamo già clienti da anni, anzi siamo switcher da Telepiù. Ma quelli dell&#8217;ufficio preposto al telemarketing evidentemente non lo sanno.<br />
Non solo mi telefonano, ma mi scrivono. E così capita che il soggetto Enrico Sola riceva contemporaneamente la fattura per l&#8217;abbonamento (che peraltro è un abbonamento full, cosa gli devo comprare di più? I pornazzi? Gli orridi film in pay-per-view che non guarderei nemmeno se pagato? Il Milan Channel?) e pure le lettere d&#8217;invito ad abbonarsi, spesso tra l&#8217;altro corredate da foto di Buffon, che per me costituisce una seria tentazione di annullamento di qualsiasi abbonamento, oltre che un invito all&#8217;antifascismo militante.</p>
<p>Ho provato più volte a fargli notare, perfino via mail, che sprecano soldi e miei minuti preziosi se continuano ad invitarmi a fare un abbonamento che ho già fatto, ma evidentemente non si parlano fra reparti. Che noia.</p>
<p> </p>
<p><strong>TELECOM: L&#8217;INUTILITA&#8217; DELL&#8217;ESCAPISMO</strong></p>
<p>Telecom ha il difetto di chiamare la sera, rigorosamente in ore pasti. Pasti che, date le nostre vite scriteriate, sono variabilissimi come orario. Ma loro riescono inesorabilmente a chiamare al primo boccone. E rigorosamente propongono tariffe ancora più convenienti per chiamate che non facciamo.</p>
<p>Ogni volta decliniamo, ma ultimamente mi diverto a sperimentare escapismi dadaisti con le povere addette al telemarketing sarde che mi molestano e che chiedono sempre di parlare con la mia compagna, che è l&#8217;intestataria del contratto.</p>
<p>In sostanza invento scuse sempre più paradossali per segnalare che &#8220;la signora non c&#8217;è&#8221;. E&#8217; una sorta di escalation per cui ho iniziato dicendo che il numero, che è una linea business, rispondeva ad una fantomatica &#8220;sala composizione cadaveri&#8221; di un&#8217;agenzia di Pompe Funebri e che non era proprio il caso di chiamare e l&#8217;ultima volta ho spiegato dettagliatamente che la signora &#8220;fa l&#8217;inviata per National Geographics ed attualmente è in Birmania, ma se vuole le do il numero dell&#8217;Hotel Savoy di Yangon e la può contattare: non si preoccupi, il centralino parla un discreto inglese&#8221;.</p>
<p>Niente, pur abboccando alle mie peggior invenzioni e producendo una quantità eccessiva di &#8220;ci scusi&#8221;, non vogliono chiamare fino in Birmania, sti braccini.<br />
E dire che mi propongono sempre dei piani telefonici interessantissimi in cui le chiamate all&#8217;estero costano poco più di una caramella: potrebbero usarli anche loro, no?</p>
<p> </p>
<p><strong>TELE2: UNA QUESTIONE DI CORNA</strong></p>
<p>C&#8217;è, poi, una questione di corna: Tele2.<br />
Ogni tanto chiamano e chiedono di noi. Sì, perché tecnicamente saremmo loro clienti, nel senso che attivammo il famigerato 1022 secoli fa e ci guardammo bene dall&#8217;usarlo.</p>
<p>Già non usiamo mai il telefono fisso, figuriamoci se ci mettiamo a comporre 4 cifre prima del prefisso per pagare qualche millesimo in meno. Che me ne faccio di un servizio che sconta un prodotto che non consumo mai?</p>
<p>Il problema è che a Tele2 hanno un servizio telemarketing malinconico. Chiamano e dicono cose del tipo &#8220;ecco, non ci usate mai, ingrati!&#8221;.<br />
E in effetti è vero. Ma il loro servizio è senza canone, quindi non gli devo niente. E visto che non consumo niente, che danno gli faccio? Se non mi chiamassero, gli costerei ancora meno.<br />
Cerco sempre di farglielo notare, ma finisce sempre che mi propongono la loro tragica ADSL, di cui sento solo dire male e che si sospetta filtri il traffico P2P: un successone.</p>
<p> </p>
<p><strong>E&#8217; PER TE: UN TAL &#8220;MERCATO&#8221;&#8230;</strong></p>
<p>Il risultato è che ogni volta che squilla il telefono ci prendiamo male. Di fatto regaliamo il canone alla Telecom per non avere nulla di utile in cambio. Però non possiamo fare diversamente.<br />
Non ci penso nemmeno a cambiare operatore di connettività e avere un&#8217;ADSL di altri, perché il rischio che facciano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Traffic_shaping" target="_blank">traffic shaping</a> penalizzando il P2P è troppo alto e Telecom, almeno finora, si comporta bene, soprattutto con le linee business come la nostra.</p>
<p>In verità un po&#8217; mi spiace non dover/voler usare più il telefono fisso, perché si sono perse alcune vecchie maniere che adoravo, tipo presentarsi, capire con chi avevi a che fare a seconda di come rispondeva, superare le barriere di fratelli/padri/madri per farsi passare una tipa, ecc. Un po&#8217; ci si affeziona ai modi di fare, anche se sono arcaici. Ora chiami un cellulare e sai già chi ti risponde e con buona probabilità lui sa chi sei: cambia tutto.</p>
<p>Ai tempi dell&#8217;Università studiai un libro intitolato &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788877502865/fischer-claude-s/storia-sociale-del.html" target="_blank">Storia sociale del telefono</a>&#8220;, interessantissimo pur essendo scritto in &#8220;accademichese&#8221; con fastidioso autocompiacimento dell&#8217;autore (o del traduttore).<br />
Ecco, se mai ristampassero questo libro, che credo sia ancora nelle bibliografie di un bel po&#8217; di corsi universitari tra Sociologia e Scienze della Comunicazione, dovrebbero aggiungere un capitolo sulla morte del telefono fisso nelle utenze private.<br />
Anche perché scopro che molti amici vivono da anni senza telefono fisso in casa e non ne sentono la mancanza. E sinceramente, a parte la necessità di avere un telefono fisso per avere l&#8217;ADSL di Telecom, non vedrei alcuna ragione di avere un fastidioso telefono sulla scrivania: ho già 2 cellulari che bastano e avanzano.</p>
<p>Non solo, ho dato un&#8217;occhiata al traffico dei miei telefoni cellulari e mi sono accorto che alla fine chiamo quasi esclusivamente altri cellulari. E se chiamo qualche linea fissa è per parlare con il centralino di qualche azienda o tuttalpiù con qualche interno (in media uffici amministrativi in cui pietisco news su mie fatture non pagate), ma negli ultimi 4 mesi non ho chiamato un singolo numero fisso di un privato.</p>
<p>Alla fine forse stiamo tornando a vecchie ansie. Quando nacque commercialmente il telefono, i borghesi dell&#8217;epoca erano spaventati all&#8217;idea che l&#8217;apparecchio telefonico fosse un&#8217;irruzione del mondo esterno nel privato delle loro case. Temevano, insomma, che il Quarto Stato si attaccasse alla cornetta e si manifestasse dietro i paraventi del perbenismo di quegli anni, turbandoli: una versione telefonica di &#8220;Teorema&#8221; (nel senso di Pasolini, non di Ferradini! [che poi il testo lo ha scritto il grande Herbert Pagani]), per capirci.</p>
<p>Ora lo scenario è simile: mi rendo conto che lo squillo del telefono fisso annuncia una sgradita irruzione nel privato delle case. Solo che dall&#8217;altro capo non c&#8217;è il temuto (&#8230;) proletario pronto ad insidiare le signore borghesi, ma il Mercato, desideroso di spennare noi neoproletari a colpi di offerte irrinunciabili.</p>
<p><em>* oh, io questo video lo adoro e da anni sogno di presentarmi alla Mostra della ceramica di Castellamonte e giustiziare gli oggetti di cattivo gusto a colpi di randello</em></p>
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		<title>Un motivo in più per trasferirsi negli Stati Uniti (e per comprarsi un Mac)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 01:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, non è che sono impazzito tutto d&#8217;un colpo. E&#8217; che ho trovato &#8211; finalmente &#8211; la prima applicazione per Mac (e solo per Mac) che, nel mio ambito d&#8217;interesse, non abbia corrispettivi migliori o uguali su altri sistemi operativi.
E per di più è un programma straordinario, che devo assolutamente condividere. Si chiama Delicious Library [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è che sono impazzito tutto d&#8217;un colpo. E&#8217; che ho trovato &#8211; finalmente &#8211; la prima applicazione per Mac (e solo per Mac) che, nel mio ambito d&#8217;interesse, non abbia corrispettivi migliori o uguali su altri sistemi operativi.</p>
<p>E per di più è un programma straordinario, che devo assolutamente condividere. Si chiama <a title="Delicious Library 2" href="http://www.delicious-monster.com/" target="_blank">Delicious Library </a>e altro non è che un software che cataloga la collezione di libri/dischi/film/gadget/ecc. dell&#8217;utente.</p>
<p>Programmi così, mediamente noiosissimi, infestano a milioni la Rete e francamente uno fa più in fretta a farsi un piccolo database casalingo.<br />
Però Delicious Library è speciale. Da un lato ha un&#8217;interfaccia che è assolutamente godibile e super-grafica. Al posto di sorbirsi un algido elenco di titoli, l&#8217;utente può scorrere le immagini (o le copertine) dei suoi prodotti catalogati, percorrendo con lo sguardo veri e propri scaffali virtuali di oggetti perfettamente rappresentati.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-778" title="delicious-library" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.jpg" alt="" width="400" height="266" /><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.png"></a>Può sembrare poco, ma è una feature che cerco da tempo, principalmente perché sono abituato a cercare i dischi &#8220;per copertina&#8221; più che per titolo.<br />
E credo lo siano tutti quelli che hanno trasmettono in radio dal tempo in cui negli studi non c&#8217;erano ancora i computer con gli archivi di mp3, e ogni dj era costretto a scovare in archivio e programmare il disco giusto nei pochi minuti di durata del brano precedente.</p>
<p>Pur avendo una casa che trabocca di libri e dischi, mi sono sempre rifiutato di fare un archivio esaustivo di ciò che c&#8217;è. Cioè, ci ho provato tremila volte e altrettante mi sono fermato dopo un po&#8217;, stufo di stare piegato sul computer a digitare titoli su titoli.</p>
<p>Il bello di Delicious Library è che ha una feature che evita a noi poveri utenti ore e ore di digitazione. Come fa? Semplice: usa la webcam integrata nei Mac di ultima generazione e la utilizza come un lettore di codici a barre. Basta piazzare il cd/libro/gadget/film/ecc. di fronte alla webcam e il sistema interroga il db di Amazon alla ricerca del prodotto. E così senza nemmeno un click non solo si cataloga il prodotto, ma è possibile raccogliere informazioni da quel grande db di contenuto e di opinioni che è Amazon.</p>
<p><a href="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/06/delicious-library.png"></a></p>
<p>Sembra incredibile, ma funziona. Certo, per i primi 2 o 3 codici a barre bisogna fare un po&#8217; di kamasutra con la webcam e capire come posizionarli, ma dopo 2 minuti i CD volano via uno dietro l&#8217;altro e magicamente le loro copertine compaiono sullo scaffale, per di più con un effetto grafico frù frù (che pagherei pur di poter disabilitare).</p>
<p>Tutto ciò è molto bello, perché significa che una collezione di CD, per quanto ampia, è archiviabile in pochissimo tempo e con risultati entusiasmanti.<br />
Però c&#8217;è un inghippo notevole, anzi probabilmente deal-breaking.</p>
<p>Il fatto è che Delicious Library funziona perfettamente grazie alla sua integrazione con Amazon, da cui prende le immagini dei prodotti, i contenuti testuali, ecc.<br />
Se un prodotto non c&#8217;è su Amazon, non c&#8217;è niente da fare: va immesso a mano.</p>
<p>Per i CD, a meno che uno ascolti tanta musica italiana (e allora ha problemi ben peggiori), il problema è secondario: l&#8217;archivio di Amazon (in tutte le sue versioni nazionali) è sufficientemente ampio e i dischi da immettere a mano non potranno che essere una minoranza. Cioè, il sistema a spanne riconosce tutto, tranne magari i cd singoli dei gruppi rap francesi, qualche ristampa strana, le raccolte fuori commercio e così via.</p>
<p>Anche per i gadget non ci sono molti problemi: il catalogo di gingilli tecnologici di Amazon è decisamente pasciuto e gli unici problemi di riconoscimento impossibile li ho avuti con i cellulari brandizzati dagli operatori telefonici. Poco male.</p>
<p> </p>
<p><strong>LA PERIFERIA DELL&#8217;IMPERO</strong></p>
<p>Delicious Library crolla miserabilmente, peraltro non per colpa sua, quando si tratta di riconoscere libri e DVD italiani. D&#8217;altronde c&#8217;è poco da meravigliarsi: Amazon non vende libri e DVD italiani e quindi non possiamo che attaccarci gioiosamente al tram, visto che non riconosce un singolo titolo.</p>
<p>Peccato, perché l&#8217;idea è buona ed è a misura di pigro e ha mille altre feature intelligenti (la mia preferita è la gestione dei prestiti: basta trascinare l&#8217;oggetto prestato sul nome di un amico presente in rubrica e automaticamente il sistema si aggiorna e tiene traccia di chi ha cosa).</p>
<p>Anzi, mi chiedo se il sistema del riconoscimento via webcam non sia adattabile per il mercato librario e home-video italiano e magari trasposto su altri servizi.<br />
Sarebbe strepitoso, per dire, se un servizio come <a href="http://www.anobii.com" target="_blank">Anobii </a>permettesse agli utenti di immettere i libri letti con una semplice passata di fronte alla webcam, anche perché digitare il codice ISBN è pallosissimo ed è il motivo per cui ho sempre desistito dal proposito di usarlo.</p>
<p>Boh, continuiamo ad essere la periferia dell&#8217;impero e Delicious Library non fa che confermarlo. E in quanto periferia dell&#8217;impero ma con una moneta continentale piuttosto forte possiamo tranquillamente valutare se 40$ (cioè poco più di 25€) sono troppi o sono giusti per un software che è oggettivamente bellissimo e intelligente ma che possiamo usare solo parzialmente.</p>
<p>Nel dubbio, meglio metterle Delicious Library alla prova. Qui si scarica <a href="http://www.delicious-monster.com/downloads/DeliciousLibrary2.zip" target="_blank">la versione demo</a>, che non cataloga più di 25 pezzi, ma per il resto fa tutto. Se vi è piaciuto, qui è spiegato come <a href="http://www.delicious-monster.com/buy.php" target="_blank">comprarne una licenza definitiva (che toglie il tetto dei 25 oggetti), pagando 40$</a>.<br />
Valutate voi: io ci sto riflettendo. Tutto sommato ho così tanti CD da poter giustificare la spesa, però che noia toglierli tutti dalle mensole&#8230;</p>
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		<title>Dite &#8220;ciao!&#8221; alla hostess</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 03:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piccolo aggiornamento sullo stato dei lavori in corso per segnalare che la tremenda opera di restyling del blog è praticamente terminata, salvo pochi ritocchi di cui non vi sto nemmeno a dire. Giudizio? Piace, non piace?
A me piace, perché è graficamente poco eloquente: giusto un po&#8217; di righe funzionali e, come unica concessione estetica, l&#8217;header. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo aggiornamento sullo stato dei lavori in corso per segnalare che la tremenda opera di restyling del blog è praticamente terminata, salvo pochi ritocchi di cui non vi sto nemmeno a dire. Giudizio? Piace, non piace?<br />
A me piace, perché è graficamente poco eloquente: giusto un po&#8217; di righe funzionali e, come unica concessione estetica, l&#8217;header. Cioè, è brutto se comparato al 90% dei blog italiani, tutti coloratissimi e pieni di pulsantini, badge, loghi, ecc. (mi bullo di avere un blog realmente &#8220;no logo&#8221; senza un singolo bottone, nemmeno quelli che fanno molto 2.0, neppure quelli impegnati, di sinistra, ecc. Pensa te, ho un blog crudele che non partecipa a nessuna iniziativa lodevole con bottoncino/bannerino d&#8217;ordinanza), ma per i miei gusti meno c&#8217;è e meglio è.</p>
<p>Mettiamola così: è spoglio. Che poi &#8220;spoglio&#8221; sarebbe il &#8220;minimal&#8221; di chi non se la tira.</p>
<p>Come avrete sicuramente notato se non leggete via feed, finalmente il blog ha di nuovo un header. Come promesso è in bianco e nero, è innegabilmente sovietico, è sgranatissimo e contribuisce al clima ministeriale cecoslovacco anni Settanta del resto del template.</p>
<p>Il soggetto dell&#8217;header curiosamente è una hostess. Dico &#8220;curiosamente&#8221; perché a me le hostess fanno sempre un po&#8217; ridere quando fanno la scenetta prima di ogni volo (quella in cui ti fanno vedere il giubbino salvagente con la lucetta così recuperano il cadavere più rapidamente in caso di incidente aereo) e poi indossano quei cappellini umilianti. Mai avrei pensato di trovarmene una in mezzo al blog. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Ma questa dell&#8217;header è una vigorosa e ottimista hostess sovietica ed è noto che gli aerei sovietici non cadono mai. Mal che vada si ammalano di raffreddore. Quindi un po&#8217; di sano ottimismo della volontà, prima di esaurire pure quello.</p>
<p>E già che ci siamo, mi sa che la hostess dallo zigomo forte si merita un nome. Insomma, battezziamola (laicamente, si intende). Eviterei nomi banali che sanno di Europa Orientale dei Vanzina, tipo Irina, Natasha, ecc. Suggerimenti?</p>
<p>Ho anche risolto il problema del calendario nella sidebar: dopo 3 anni di blog, l&#8217;elenco di ogni singolo mese è troppo lungo. Per comprimerlo ho dovuto un po&#8217; rivoluzionare la sidebar e sono passato ai widget di Wordpress (prima, invece, era una sana sidebar modificata a mano), visto che ho scovato l&#8217;ottimo <a href="http://www.pointedstick.net/heath/flexo-archives-widget" target="_blank">Flexo Calendar</a>: un plugin/widget che fa esattamente quello che voglio, cioè rende esplodibili i singoli anni dell&#8217;archivio e occupa molto meno spazio nella barra laterale.</p>
<p>Diciamola tutta: i widget saranno anche una comodità, ma sono un&#8217;arma a doppio taglio. Nel senso che se un widget non ti piace e vorresti modificarlo, hai una sola possibilità: trovare un altro widget che faccia al caso tuo. Oppure, se hai fegato, puoi modificare il file widgets.php, sapendo che ad ogni aggiornamento di WordPress sarà sovrascritto.</p>
<p>Non solo. Ma se hai una sidebar widgettosa, per quanto ne ho capito, sei costretto ad usare solo ed esclusivamente widget e non puoi aggiungervi del codice tuo. Quindi, per dire, non puoi mettere il badge di Flickr nella barra laterale del tuo blog, perché non è un widget, ma è un tot di righe di codice da incollare.</p>
<p>Magari c&#8217;è un trucco per fare barre laterali miste, un po&#8217; coi widget, un po&#8217; col codice che piace a noi. Ma intanto resto senza badge di Flickr e senza riquadrino di Twitter. Dovrei mettermi a cercare dei widget che li sostituiscono. Sicuramente ci sono. Anzi, se avete un paio di url sottomano&#8230;</p>
<p>Visto che sono in fase di rinnovamento, ho aggiornato pure la pagina &#8220;About&#8221;, che ora si chiama &#8220;About/Contatti&#8221; e ha un po&#8217; di contenuti nuovi e, tipo i farmaci, avvertenze e modalità d&#8217;uso.</p>
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		<title>Altri lavori in corso, fatti sempre malissimo</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/06/09/altri-lavori-in-corso-fatti-sempre-malissimo/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se aguzzate la vista, potrete notare che sto cambiando microscopicamente il layout del blog, dopo che ho cambiato il template.
E&#8217; un&#8217;operazione che faccio pezzo dopo pezzo (non sono uno di quelli che prima si costruisce il template per bene su un blog di prova e poi cambia quando tutto è a posto: qui si fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se aguzzate la vista, potrete notare che sto cambiando microscopicamente il layout del blog, dopo che ho cambiato il template.<br />
E&#8217; un&#8217;operazione che faccio pezzo dopo pezzo (non sono uno di quelli che prima si costruisce il template per bene su un blog di prova e poi cambia quando tutto è a posto: qui si fanno le prove live sul blog e se viene fuori qualche porcheria si rimedia, forse), con tutti i risultati che ne conseguono.</p>
<p>Quindi se vedete il blog ancora più brutto e &#8220;beyond the iron curtain&#8221; del solito, non preoccupatevi. O è un effetto voluto o sto facendo delle prove.</p>
<p>Attualmente i cambiamenti fatti sono (credo) abbastanza rilevanti: le pagine non hanno più quegli orridi pulsanti coi margini neri, il testo dei post è più scuro e leggibile, i titoletti sono in azzurro quasi basic che fa molto HTML 1.0 (manca giusto il viola per i siti già visitati) e, sempre per favorire la leggibilità, la spaziatura tra le righe di testo è un po&#8217; più umana.</p>
<p>In cantiere ci sono la sistemazione della sidebar (mancano un po&#8217; di badge, tipo Flickr e Technorati, e pure le due iconcine dei feed RSS), il rinnovamento del blogroll (che potrei anche far sparire e che non aggiorno da secoli) e ovviamente il reperimento di un&#8217;immagine da mettere nell&#8217;header (se avete suggerimenti, possibilmente con link, sono benvenuti nei commenti).</p>
<p>Ah, se manca qualcosa di rilevante fatemelo sapere, tenendo conto che detesto i blog appesantiti da tremila pulsantini, in primis perché non li so mai mettere bene allineati nella sidebar, in secondo luogo perché già faccio dei post chilometrici, se il blog ci mette pure venti minuti a caricarsi, leggermi diventa una tortura più del solito.</p>
<p>In ultimo, se qualcuno mi spiega come fare (o mi linka un plugin facile facile) per comprimere l&#8217;elenco dei mesi dell&#8217;archivio nella sidebar (che è lunghissimo e vorrei fosse &#8220;esplodibile&#8221; anno per anno), mi fa un piacere.</p>
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		<title>Stavolta forse sto bene (e fareste meglio a chiedervelo pure voi)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 00:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credevo di essermi liberato dal codice malevolo che infestava il mio blog obbligando alcuni di voi a visite non desiderate a siti spammosi (e non c&#8217;è niente di più straniante &#8211; o emblematico &#8211; che predisporsi mentalmente a leggere un mio pippone multirighe sul senso della vita e trovarsi proiettati su un sito che promette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo di essermi liberato dal codice malevolo che infestava il mio blog obbligando alcuni di voi a visite non desiderate a siti spammosi (e non c&#8217;è niente di più straniante &#8211; o emblematico &#8211; che predisporsi mentalmente a leggere un mio pippone multirighe sul senso della vita e trovarsi proiettati su un sito che promette erezioni da guinness dei primati), ma avevo fatto troppo lo sbruffone.</p>
<p>In effetti ero riuscito ad eliminare UNA delle infezioni che vessavano il blog qui presente. Ma mi ero scordato tutte le altre. Ed erano tante.</p>
<p>Questo ha significato un&#8217;attività ossessiva di repulisti dell&#8217;intero blog, riga dopo riga, confrontando un&#8217;installazione di WordPress sana con quella &#8220;malata&#8221; e cassando le righe sospette.</p>
<p>Ho, quindi, passato un sabato sera gggiovane, entusiasmante e molto social, chiuso in una stanza ad editare in silenzio monacale file php col blocco note.<br />
Il risultato è che la mia <em>street cred</em> come nerd è cresciuta enormemente. Il fatto che tutto ciò stia alle donne come la kryptonite sta a Superman è giusto un effetto collaterale.</p>
<p>Il vero risultato è che, a quanto pare (anzi, a quanto pare *a me*), i problemi dovrebbero essere stati risolti e non ci dovrebbero essere infezioni di sorta. Ho provato in tutti i modi a riprodurre l&#8217;errore che alcuni di voi incontravano ma, dopo il repulisti, non c&#8217;è stato verso.</p>
<p>Da buon torinese (quindi diffidente per definizione) ho cercato conferma altrove e ho scoperto che <a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/" target="_blank">Mario Pascucci</a> (che è la persona che mi ha avvertito personalmente dell&#8217;infezione del mio blog, facendomi un favore enorme) ha creato un tool online che permette di capire se un blog fatto con WordPress è &#8220;malato&#8221;. Il responso è confortante: <a href="http://www.suzukimaruti.it">www.suzukimaruti.it</a> sembra non avere più problemi e, anzi, è lindo come non mai.</p>
<p>Per capire se il vostro blog vi tradisce con una farmacia online, <a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/wp-test.php" target="_blank">cliccate qui e inserite l&#8217;indirizzo del vostro blog</a>.</p>
<p>Il servizio in sostanza fa un&#8217;analisi del codice e capisce se siete vittime dei più diffusi hack di WordPress. Ho provato con un blog sicuramente virato e con un&#8217;installazione nuova di pacca e confesso che funziona.<br />
Anzi, mi sembra ragionevole diffondere il più possibile il link al test di sicurezza. Fatelo, fatelo fare, diffondete la voce <a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/wp-test.php" target="_blank">e soprattutto il link</a>.</p>
<p>E già che ci siete magari potete dare un&#8217;occhiata ai vari post che Mario ha dedicato al problema (<a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/05/wordpress-perche-non-basta-laggiornamento/" target="_blank">leggete questo</a> e i link a tutti gli altri sono al fondo).</p>
<p>La parte finale del post, ovviamente, è tutta dedicata a ringraziare <a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/info/" target="_blank">Mario Pascucci</a>, che non solo mi ha segnalato i casini sul blog ma si è pure offerto di aiutarmi, di studiarli e di segnalare online, come sta facendo da tempo, i risultati delle sue scoperte.<br />
Mi sembra il minimo segnalare <a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2007/06/windows-xp-in-sicurezza/" target="_blank">il suo libro edito da Apogeonline</a> e disponibile come e-book gratuito (peraltro molto utile).<br />
E poi, ovviamente, tramortirlo a suon di birre offerte al prossimo BarCamp <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
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