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	<title>Suzukimaruti &#187; Tirarsela via blog</title>
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	<description>Oui, je suis un relativiste</description>
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		<title>Facciamo tutti Barack*</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 23:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La buona notizia è che domani si insedia Obama alla Casa Bianca. Quella cattiva è che Giorgio Valletta ed io seguiremo la cerimonia del suo insediamento dalle &#8220;frequenze&#8221; (cioè in streaming audio e video) di Current Radio, dalle 17 alle 21, ospitando le voci live in studio e in remoto di talmente tante persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La buona notizia è che domani si insedia Obama alla Casa Bianca. Quella cattiva è che <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a> ed io seguiremo la cerimonia del suo insediamento <a href="http://current.com/live" target="_blank">dalle &#8220;frequenze&#8221; (cioè in streaming audio e video) di Current Radio, dalle 17 alle 21</a>, ospitando le voci live in studio e in remoto di talmente tante persone che non azzardo nemmeno fare un elenco. Fate conto che da quelle parti passerà mezza blogosfera, ma anche un sacco di gente che con i blog non ha nulla da spartire.</p>
<p>L&#8217;altra notizia carina è che dopo un bel po&#8217; di sperimentazione Current Italia ha deciso di lanciare la sua radio online: segno che la cara, buona, vecchia radio continua ad essere un mezzo di comunicazione che riesce a stare al passo coi tempi, a rinnovarsi, a mutare e &#8211; quindi &#8211; a meritare pure qualche investimento intelligente.</p>
<p>Quindi è un doppio onore per noi inaugurare il nuovo corso di Current Radio, per di più seguendo un evento importante che &#8211; speriamo &#8211; dia il via ad un anno nel segno del cambiamento.</p>
<p>Va da sé che il fenomeno Obama non è solo una questione politica (4 ore di chiacchiera politica potrebbero annoiare perfino un reduce del PCI del genere &#8220;duri e puri&#8221;), quindi cercheremo di raccontare insieme ai nostri ospiti tutto quello che circonda il Presidente più hyped della storia statunitense, dalla sua identità black alla musica che da sempre lo accompagna, fino alla first lady e alle spigolature sull&#8217;America che verrà. E parleremo anche di Sarah Palin, tanto per tirare un sospiro di sollievo sul pericolo mancato, e di altri mille spunti, sempre che ci vengano in mente.</p>
<p>Accorrete numerosi. Teoricamente dovreste vederci/ascoltarci <a href="http://current.com/live" target="_blank">cliccando qui</a>. Altrimenti andate su <a href="http://www.current.tv" target="_blank">www.current.tv</a> e dovreste trovare un modo di guardarci.</p>
<p> </p>
<p><em>* mi rendo conto che il titolo può suonare criptico ai più, ma è meglio così. A meno che proprio vogliate sapere </em><a href="http://www.genioepierrots.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=7&amp;category_id=1&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=49" target="_blank"><em>a cosa mi riferisco</em></a><em>, ma finireste per rigarmi la macchina</em></p>
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		<title>Anche la pioggia nelle scarpe, anche la solitudine &#8211; post inutile</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 22:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma non piove mai, salvo quando ci vado io. Porto sfiga? Non è colpa mia. E&#8217; che ho viaggiato in aereo col mitico Roberto Rosso, candidato sindaco (trombato) a Torino per la destra e, comincio a sospettare, potenziale portatore di piccole sfighe.
La sfortuna, infatti, si è manifestata più volte a piccole dosi, roba ridicola. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma non piove mai, salvo quando ci vado io. Porto sfiga? Non è colpa mia. E&#8217; che ho viaggiato in aereo col mitico Roberto Rosso, candidato sindaco (trombato) a Torino per la destra e, comincio a sospettare, potenziale portatore di piccole sfighe.</p>
<p>La sfortuna, infatti, si è manifestata più volte a piccole dosi, roba ridicola. Per dire, alloggiavo in un sontuoso hotel ai Parioli (e no, non ho visto il Teatro Parioli) e non ero munito di ombrello per affrontare le 12 ore di diluvio nell&#8217;Urbe. E in tutto il quartiere sembrava non esserci uno straccio di negozio che vendesse un ombrello. E il cappellino da vela vendutomi come &#8220;assolutamente impermeabile&#8221; da due trucidone in un negozio di roba sportiva ha tenuto sì e no un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>Il risultato è che ho camminato un&#8217;ora sotto la pioggia per comprarmi un&#8217;ombrello sciccosissimo da Furla, pagato 40 euro (e un ombrello pieghevole da 40 euro deve essere come minimo fatto di pelle di colibrì e assemblato da Naomi Campbell seduta sulle mie ginocchia, per giustificarne il prezzo).</p>
<p>Insomma, mi sono lavato di pioggia per comprare un parapioggia identico in tutto e per tutto a quegli ombrelli che ti vendono i marocchini in giro per Roma (presenti ovunque tranne che ai Parioli).</p>
<p>E si vede che Roma non è fatta per la pioggia, perché dopo un&#8217;oretta si formano delle pozzanghere che a Torino considereremmo piscine comunali. Capitando accidentalmente su una di queste, per capirci, mi sono letteralmente lavato fino a metà polpaccio.</p>
<p>E poi per par condicio ne ho presa un&#8217;altra, col piede sinistro. Risultato: dalle 17 alle 20, testa bagnata e piedi fradici, letteralmente immersi nell&#8217;acqua.</p>
<p>Data la mia proverbiale pessima salute di ferro, resta assolutamente tra i miracoli il fatto che oggi non scriva da un letto d&#8217;ospedale con tanto di polmonite d&#8217;ordinanza, ma tant&#8217;è. Mistero.</p>
<p>In compenso la giornata si è dipanata così: giro solitario a vuoto per Roma infradiciata dalle 17 alle 20 abbondanti (ho fatto vari chilometri), con puntata lavorativa trascurabile, ritorno in albergo con scena fantozziana post doccia calda ristoratrice (l&#8217;acqua che elimina l&#8217;acqua: nulla è più vero, basta che la prima sia calda).</p>
<p>Immaginatevi, cioè, un blogger torinese in missione lavorativa che passa un&#8217;ora e mezzo ad asciugare col phon dell&#8217;hotel l&#8217;interno e l&#8217;esterno delle sue scarpe e stende i calzini fradici e sciacquati nel box doccia.</p>
<p>Secondo miracolo: le scarpe di cuoio vagamente scamosciato non sono diventate due pezzi di crispy McBacon per sicura intercesisone divina, dopo il trattamento acqua+phon che di norma farebbe rinsecchire perfino un budino.</p>
<p>In compenso, per la serie &#8220;dentro la notizia&#8221;, sono riuscito a passare davanti alla Sapienza nell&#8217;istante stesso in cui gli studenti (?) facevano un boato per salutare la rinuncia del Papa alla visita all&#8217;Università. E mi trovavo giusto in mezzo tra le forze dell&#8217;ordine che accorrevano per capire cosa stava capitando agli urlatori all&#8217;interno.</p>
<p>[parentesi politica]</p>
<p>Da vero democratico, non me la sono sentita di solidarizzare con chi si proponeva di censurare i censori. Mi sta antipatico il papa, odio e combatto le sue idee fasciste e retrograde e ogni mattina mi auguro che il trinciapeli del naso gli ricordi con una tirata dolorosa che la Chiesa continua ad essere uno dei principali centri ideologici del razzismo verso gli omosessuali.<br />
Detto questo, io sono democratico, sono un democratico e un tollerante. Quindi nel mondo che voglio io il papa (e tutto il resto dell&#8217;umanità) ha tutto il diritto di parlare dove e quando cacchio gli pare, anche se detesto ogni singola sillaba che pronuncia.<br />
Si chiama democrazia e tolleranza. Insomma, siamo in Italia, un paese che dal 1945 (con qualche difficoltà) è democratico: certe scene di censura si vedono solo in paesi dittatoriali come l&#8217;Iran, la Birmania, il Vaticano.</p>
<p>Insomma, fare i censori contro i censori per definizione non è intelligente. E&#8217; sbagliato nel merito, perché è ciò che combattiamo e ciò che critichiamo nella Chiesa. Ed è sbagliato strategicamente, perché ora il capo dei censori passa &#8211; a ragione &#8211; da censurato e fa la vittima. E tutto questo danneggia la causa. Insomma, fa un favore ai preti e a chi gli crede ancora (cit.)<br />
[/parentesi politica]</p>
<p>Aggiungiamo che il giorno dopo sono riuscito, complice un taxi, a guardare le palline simil-Sony in piazza di Spagna e il gioco è fatto. Ho involontariamente seguito &#8220;live&#8221; il telegiornale. <strike>E non ero a Ceppaloni ad assistere al Mastella-gate per puro caso.</strike></p>
<p>Riemerso dalla doccia e indossate le scarpe in versione umido+ustionante (una sensazione bruttissima), sono uscito per raggiungere i colleghi all&#8217;Auditorium (anche a Roma fanno un Festival della Scienza, anche se come dimensioni non è comparabile all&#8217;edizione genovese).</p>
<p>In sostanza era dalle 14 che non pronunciavo una parola &#8220;live&#8221; ad un essere umano, salvo un laconico &#8220;mi chiamo Sola [risatina], ho una prenotazione a mio nome&#8221; alla concierge dell&#8217;hotel (che era svizzera e non ha colto).</p>
<p>Ho ancora fatto a tempo a cenare in perfetta solitudine nel ristorante nel portichetto dell&#8217;auditorium. Ristorante gggiovane di solida cucina insipida con pretese.</p>
<p>Mentre subivo cibo insapore ma con nomi altisonanti, al tavolo accanto a me due coppie scoppiate (cioè due uomini + due donne che i due intendevano baccagliare) godevano rumorosamente ad ogni forchettata.</p>
<p>Anzi no, godeva uno solo (quello che aveva suggerito il posto agli altri) e ogni due per tre se ne usciva con un &#8220;aaaaaah, ma in che posto straordinario vi ho portati, eh?&#8221;, oppure &#8220;senti che bbbbono questo pane, è un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;. Uno che ha concluso la cena dicendo alla cameriera &#8220;faccia i complimenti allo chef da parte dell&#8217;umanità intera&#8221;. Ecco, non so il resto dell&#8217;umanità, ma a me non hanno chiesto un giudizio. O forse non sono umano.<br />
Sicuramente il tipo, rumorosissimo, spaccone, ecc. è andato in bianco. Anche perché ho improvvisato una bambolina voodoo con la mollica del pane (insipido e cotto male, per quanto fosse un&#8217;opera d&#8217;arte) per assicurarmi che accadesse, usando i rametti di rosmarino come chiodi. Così impara a gridare a tavola.</p>
<p>Poi, dopo ore di solitudine, ho incontrato i colleghi, bevuto qualcosa in compagnia, lievemente inorsito da tanto isolamento. E mi è passato un po&#8217; il mini-magone.</p>
<p>Il mattino dopo, bruciate 4 brioche a colazione (un hotel da 200 euro a notte deve restituire al cliente parte del maltolto), ho compiuto la missione lavorativa (più o meno vendere la Fontana di Trevi ad un graaaaaande cliente), incontrato <a href="http://svaroschi.blogspot.com" target="_blank">Svaroschi </a>per pranzo (il meeting point era in Via dell&#8217;Umiltà, proprio di fronte alla sede di Forza Italia (dove curiosamente c&#8217;è un night): in una decina di minuti di attesa, mentre al telefono criticavamo il Macbook Air con <a href="http://www.distretto71.net" target="_blank">Distretto 71</a>, ho fatto tutte le facce possibili per far capire ai passanti che ero lì per caso e non ero uno appena uscito dal portone del brianzolo amico dei mafiosi. Conto di esserci riuscito.</p>
<p>Poi ho tergiversato sotto l&#8217;ennesima pioggia a tratti tra Termini e Fiumicino, non prima di aver bevuto un caffè in un bar dove volevano farmi pagare la connessione Internet del mio modem HSDPA (&#8221;ce sta er wireless! me lo deve pagà&#8221;, continuava a dire il cameriere che per puro caso non è stato garrotato con un cavo USB).</p>
<p>Il tutto si è svolto tra hall di alberghi algidi, sale d&#8217;attesa di stazioni e aeroporti, treni, taxi, uffici un po&#8217; ministeriali come look e strade umidicce costantemente vuote o semivuote. Sembrava &#8220;Alphaville&#8221;, anche se la pioggia era da &#8220;Blade Runner&#8221;.</p>
<p>Al ritorno, dopo aver impedito con un ginocchio strategico per tutto il viaggio ad uno stanco Giulietto Chiesa di reclinare il sedile (un po&#8217; perché detesto volare con le mie rotule infilate nelle gengive, un po&#8217; per punirlo del suo triste lavoro di disinformazione sull&#8217;11 settembre, <a href="http://undicisettembre.blogspot.com/2007/10/zerobubbole-1-dichiarazioni-delle.html" target="_blank">smontato perfettamente da Paolo Attivissimo</a>), tanto per cambiare pioveva pure a Torino. Ma poco.</p>
<p>E nelle nuvole basse sulla città c&#8217;era un singolo squarcio in cui d&#8217;improvviso è comparsa, luminosissima, la Mole. Che, in modo molto torinese, dopo 5 secondi di splendore si è ritirata dietro altre nubi, pudica.</p>
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		<title>Una serie di cavoli miei tecnologici e librari</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2007/11/19/una-serie-di-cavoli-miei-tecnologici-e-librari/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 02:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì, lo so. Praticamente non bloggo da un mese. Ho già bloggato prima per spiegare perché. In verità nei pochissimi ritagli di tempo che mi concede questa vita grama mi sono letteralmente buttato sullo shopping (prevalentemente librario e tecnologico), tanto per compensare. E così nel poco tempo libero acquisto oggetti che dovrei consumare/usare in altro tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, lo so. Praticamente non bloggo da un mese. Ho già bloggato prima per spiegare perché. In verità nei pochissimi ritagli di tempo che mi concede questa vita grama mi sono letteralmente buttato sullo shopping (prevalentemente librario e tecnologico), tanto per compensare. E così nel poco tempo libero acquisto oggetti che dovrei consumare/usare in altro tempo libero che ovviamente non ho. Un genio.</p>
<p>Partiamo coi libri, contando che sono mesi che ne compro &#8211; come sempre alla libreria Comunardi &#8211; e li metto lì (&#8221;lì&#8221; significa &#8220;ovunque per casa, con seri problemi di ordine pubblico&#8221;) e mi guardo bene dal leggerli.</p>
<p>Per la serie &#8220;danza e militanza&#8221;, &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788874967322/shapiro-peter/you-should-dancing.html">You Should Be Dancing &#8211; biografia politica della discomusic</a>&#8220;, di Peter Shapiro. Ha 60 pagine di discografia-monstre e poi era ora di riscattare il genere. Batto già il piedino in attesa di leggermelo.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.immaginapoli.it/modules/myReviews/detailfile.php?lid=12" target="_blank">Naufraghi &#8211; Da Mussolini alla Mussolini, 60 anni di storia della destra radicale</a>&#8220;, di Ugo Maria Tassinari (che poi era quello che aveva scritto &#8220;Fascisteria&#8221; per Castelvecchi). Da sempre cerco di leggere tutti i libri sulla destra, perché non rinuncio a cercare di capire chi, secondo me, fa il più grande errore possibile.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788802077062//mascolinita-all-italiana.html" target="_blank">Mascolinità all&#8217;italiana &#8211; costruzioni, narrazioni, mutamenti</a>&#8220;, a cura di Elena dell&#8217;Agnese ed Elisabetta Ruspini. Un libro così, che trasuda spessore già dal titolo, lo compri solo per un motivo: fare colpo su qualche tipa in libreria che sfoglia libri accanto a te e darti un tono da intellettuale &#8220;aperto ai temi della femminilità e sicuramente attento ai ruoli, <strike>vieni spesso in questa libreria a dare fuoco alla saggistica col tuo sex appeal? posso offrirti un caffé?</strike>&#8220;. Oppure, come nel mio caso, perché c&#8217;è una foto di Mastroianni in copertina che è troppo bella per non indurti alla spesa. Giuro che lo leggo. Anche perché un po&#8217; serve a capire l&#8217;Italia, no?</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788842814580/alesina-alberto/liberismo-sinistra.html" target="_blank">Il liberismo è di sinistra&#8221;,</a> di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. Di solito non compro libri di politica sulla cresta dell&#8217;onda, ma essendo un po&#8217; giavazziano di mio tanto vale dargli un&#8217;occhiata. Tanto si finisce in un&#8217;oretta.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.amazon.com/Elephant-Tiger-Cell-Phone-Emerging/dp/1559708611" target="_blank">The Elephant, The Tiger and The Cell Phone &#8211; Reflections On India, The Emerging 21st-Century Power</a>&#8220;, di Shashi Tharoor. Il libro è più o meno lungo quanto il titolo, cioè suppergiù 500 pagine. Tutta colpa della sezione libri stranieri della FNAC. Il fatto è che ho sempre dato l&#8217;India un po&#8217; per scontata, mentre sarebbe il caso che ne capissi un po&#8217; di più.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788887583748/durruti-colonel/ammazza-bastardo.html" target="_blank">Ammazza un bastardo!</a>&#8220;, di Colonel Durruti (dio mio, è uno pseudonimo bellissimo!). Il primo romanzo surrealista dopo una palata di decenni. Con in più dei sovratoni politici assolutamente folli, scritto da una coppia che si nasconde dietro lo pseudonimo di Durruti (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Buenaventura_Durruti" target="_blank">Buenaventura</a>, l&#8217;anarchico spagnolo, quello da cui ha preso il nome <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Durutti_Column" target="_blank">il gruppo un po&#8217; moscio</a>) ed edito dalle Edizioni Spartaco. Boh, la letteratura surrealista mi è sempre piaciuta, da Savinio in giù. Se la virano verso il punk, perché non darle una chance? Attenzione: il libro è ad alto rischio fighetteria, complici un po&#8217; di recensioni osannanti nei posti sbagliati. Nel qual caso, entro pochi mesi fingerò di non averlo letto.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788854109681/flamini-gianni/italia-dei-colpi.html" target="_blank">L&#8217;Italia dei colpi di Stato</a>&#8220;, di Gianni Flamini. Classico saggio-complottone che esce per la Newton Compton e che dà un po&#8217; di brividi facendoci sentire l&#8217;eco di qualche tintinnar di sciabole passato. Vale come intrattenimento</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788873668992//supergulp-ebbene-si.html" target="_blank">Ebbene sì, maledetto Carter &#8211; SuperGulp, i fumetti in TV</a>&#8220;, con DVD allegato. Ovvio che un cofanetto così me lo sarei comprato ad occhi chiusi (cioè, ho comprato il cofanetto con <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788802074283/mieli-paolo/storia-della-prima.html" target="_blank">le lezioni di storia contemporanea di Paolo Mieli</a>, classificato come narcotico, vuoi che non compri questo?), anche perché è giusto che anche i figli degli anni Settanta comincino ad avere i loro revival. Da lì in poi, la strada per la vecchiaia è spianatissima.<br />
Per ora la mente tiene (il fisico no, è scappato già verso la ventina) e mi rendo conto, con un po&#8217; di terrore, che so ancora adesso praticamente ogni singola sigla o sketch a memoria. Mi piace sapere che impiego i miei neuroni per memorizzare dati così rilevanti.</p>
<p>Ah, il libro di Eio era esaurito (ok, lo so che Comunardi non fa testo e spesso esaurisce libri impensabili altrove [ricordo che fui costretto a prenotare con mesi d'anticipo il dizionario dei film stracult che altrove si sarebbe trovato senza problema, ma tutti i cinefili di Torino bazzicano lì, quindi andava a ruba] &#8211; ma comunque è di buon auspicio).</p>
<p>Passiamo alla tecnologia. Non ho comprato nulla di speciale, diciamo che mi sono buttato sull&#8217;accessorio. E infatti ho comprato:</p>
<p>- il nuovissimo <a href="http://www.microsoft.com/hardware/mouseandkeyboard/ProductDetails.aspx?pid=099" target="_blank">mouse Bluetooth di Microsoft</a> &#8211; avevo già un mouse wireless Microsoft (un Laser Mouse 6000, per la precisione), ma mi occupava una delle 2 porte USB del portatile col suo trasmettitore e non era il massimo. E poi il cazzillo che spuntava dalla porta USB rischiava di farsi tranciare via ogni volta che spostavo (goffamente, come sempre) il computer. Il nuovo mouse non solo è più comodo e non occupa nessuna porta, ma è mille volte più piacevole ad usarsi, con uno scorrimento perfetto, i due pulsanti silenziosi, la rotellina ben calibrata, ecc. Forse il migliore mouse che ho avuto in vita mia, il che può sembrare una minuzia, ma vogliamo fare il conto di quante ore al giorno passiamo con un mouse in mano?</p>
<p>- la nuova <a href="http://www.apple.com/it/keyboard/" target="_blank">tastiera wireless Apple, quella in alluminio</a>. Mi serviva una tastiera col layout italiano e cambiarla sul Macbook costa uno sproposito. L&#8217;ho presa esterna ed è oggettivamente un bel prodottino (se quel cornuto di Steve Jobs la smettesse di fare le cose bianche, mi venderebbe sicuramente più roba). Talmente bello che non la uso praticamente mai col mac, ma con tutti gli altri computer di casa, incluso il mio vecchio notebook col monitor scassato su cui da ieri gira <a href="http://www.ubuntu.com/" target="_blank">Ubuntu &#8220;Gutsy Gibbon&#8221;</a> (e mi fa da serverino &#8220;cieco&#8221;, cioè senza monitor, che comando <a href="http://www.realvnc.com/" target="_blank">via VNC</a>). Certo non è regalata, ma è piccola, sottile, compatta e poi è la copia fisica della tastiera dei macbook, con cui mi trovo abbastanza bene.</p>
<p>- un secondo <a href="http://it.playstation.com/ps3/hardware/accessories/detail/item49884/Controller-wireless-SIXAXIS/" target="_blank">controller per la PS3</a>: è che ho comprato <a href="http://www.fifa08.ea.com/uk/" target="_blank">Fifa 2008 </a>e per giocarci in 2 ci vanno, lapalissianamente, 2 controller. In verità detesto tutti i videogiochi sportivi e mi guardo bene dal giocarci. Ho preso Fifa 2008 per invitare a casa 3 amici che hanno un torneo permanente di Fifa (<a href="http://www.gommaweb.net" target="_blank">lui</a>, <a href="http://axellweb.com" target="_blank">lui</a> e <a href="http://www.maxschiro.com" target="_blank">lui</a>) in atto e godermi le loro risse spettacolari mentre giocano.</p>
<p>- il <a href="http://www.archos.com/store/bsearch.html?country=it&#038;lang=it&#038;ref_id=134" target="_blank">minidock per l&#8217;Archos 605 Wi-Fi</a>: è un aggeggio strepitoso, che non costa niente e apre altre prospettive. Innanzitutto mi fa caricare l&#8217;Archos dalla presa elettrica, riducendo tantissimo il tempo di ricarica (3 ore da morto a full). E poi mi consente di fare l&#8217;output video e Web sul televisore. E grazie a 2 porte USB integrate, posso collegare direttamente un hard disk esterno all&#8217;Archos ed eseguirne i contenuti. Anzi, meglio ancora, ci attacco la fotocamera digitale e trasferisco le foto direttamente lì, anche mentre sono in giro: tanto funziona tutto senza alimentazione. Questo significa girare con la reflex senza l&#8217;ansia di esaurire la scheda di memoria.</p>
<p>- (per mia mamma, il cui DVD recorder Philips è salito ai verdi pascoli dopo 5 anni di onorato servizio quotidiano) un videoregistratore <a href="http://www.sony.it/view/ShowProduct.action?product=RDR-HX750B&#038;productsku=RDRHX750B.EC1" target="_blank">Sony RDR-HX750</a> con tanto di hard-disk e porta USB.<br />
Sono rimasto abbastanza colpito da quanto sia cambiato il concetto di videoregistratore negli ultimi anni.<br />
Grazie ad una gabola tecnologica (cioè un canale dati che sfrutta l&#8217;infrastruttura del televideo di MTV, qui in Italia), sono riusciti a rendere obsoleto l&#8217;unico vero grande limite dei videoregistratori vecchio stile: la programmazione del timer. Riconosciamolo, programmare il timer era una palla tremenda e ogni videoregistratore aveva le sue modalità, spesso con un&#8217;usabilità pessima, combinazioni di tasti bizantine, ecc.<br />
Ora grazie a questa tecnologia, che si chiama <a href="http://www.europe.guideplus.com/it/index.html" target="_blank">Guide+</a>, un videoregistratore moderno riceve una guida TV di 7 giorni precisa e aggiornata in realtime. L&#8217;utente non deve fare altro che consultare la guida, selezionare con un click i programmi che gli interessano e  il videoregistratore provvede a programmare/registrare tutto senza patemi. E grazie ad una luce infrarossi supplementare e ad una libreria di comandi di decoder, lo fa perfino coi programmi di Sky, accendendo il decoder sul canale giusto al momento giusto. Purtroppo non si &#8220;parla&#8221; (ancora?) con la vecchia videostation di Fastweb (da cui mia madre si ostina a guardare Sky, per motivi a me ignoti visto che ora costa uguale), ma sto cercando una soluzione. <br />
Devo dire che, per il suo prezzo, il videoregistratore è ottimo (vede pure i DivX, anche se non via USB) ed ha un upscaling strepitoso se collegato via HDMI ad un televisore ad alta definizione.</p>
<p>Mi rendo conto che un post simile starebbe bene in un inedito shopping blog per nerd di sesso maschile, con tanto di omologo maschile di Hello Kitty, ma attualmente è quello che passa il convento.</p>
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		<title>Volere e non potere</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 16:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
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		<description><![CDATA[Vorrei bloggare e parlare del Festival della Scienza di Genova, per il quale &#8220;lavoro&#8221; anche quest&#8217;anno (uso le virgolette perché c&#8217;è gente che ci lavora meglio e più di me), ma non ho tempo.
Già, perché devo portarmi avanti con tutto il resto del lavoro, in previsione delle 2 settimane che passerò a Genova dal 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei bloggare e parlare del Festival della Scienza di Genova, per il quale &#8220;lavoro&#8221; anche quest&#8217;anno (uso le virgolette perché c&#8217;è gente che ci lavora meglio e più di me), ma non ho tempo.</p>
<p>Già, perché devo portarmi avanti con tutto il resto del lavoro, in previsione delle 2 settimane che passerò a Genova dal 25 ottobre in poi. Quindi sto annegando nelle consegne, nelle commissioni, ecc. Mi meraviglio sempre di quanta mole di lavoro ci sia in 2 settimane. Ma giuro che ne riemergo vivo.</p>
<p>In questo caso, non posso fare altro che linkare <a href="http://www.festivalscienza.it" target="_blank">il sito del Festival</a> e soprattutto <a href="http://www.hsm-group.com/it/wbfmi/index.html" target="_blank">il blog del Festival</a>, progetto in cui sono direttamente coinvolto come co-ideatore, insieme ad un manipolo di <a href="http://blogfestivalscienza.net/chi-siamo/" target="_blank">persone eccezionali</a>.</p>
<p>L&#8217;invito, ovviamente, è di passare a Genova durante il Festival, perché merita davvero e quest&#8217;anno ci è un po&#8217; scappato dalle mani, diventando una cosa enorme.<br />
Per di più abbiamo allestito una zona aperta al &#8220;popolo della Rete&#8221; (con tanto di wi-fi per tutti) in <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#038;hl=en&#038;geocode=&#038;time=&#038;date=&#038;ttype=&#038;q=genova+piazza+banchi&#038;sll=37.0625,-95.677068&#038;sspn=35.684144,81.738281&#038;num=10&#038;iwloc=addr&#038;iwstate1=saveplace" target="_blank">Piazza Banchi</a>, dentro la Loggia della Mercanzia (è a due passi dall&#8217;acquario e dal porto vecchio, dove vi consiglio di parcheggiare se arrivate in macchina) e con buona probabilità mi troverete lì quasi tutti i giorni, se non avete di meglio da fare (e vi assicuro che durante il Festival ce n&#8217;è).</p>
<p>Abbiamo pure in canna un bel calendarietto di incontri con gli scienziati del Festival e facce note e meno note della blogosfera e non solo. Appena è ufficiale, lo trascrivo qui.</p>
<p>Passate e fatevi vivi via mail a <a href="mailto:suzukimaruti@gmail.com">suzukimaruti@gmail.com</a> (vi leggo live col Blackberry, vale come un SMS), così battiamo insieme il record di consumo pro-capite di focaccia.</p>
<p>A proposito: domani &#8211; se la salute mi assiste &#8211; sono a Milano al <a href="http://www.hsm-group.com/it/wbfmi/index.html" target="_blank">World Business Forum</a><strike>, col ruolo di exhibit in una teca in sala mensa col cartello &#8220;lo stipendio di quest&#8217;uomo ha tre zeri meno del nostro: ha!&#8221;</strike>, quindi se capitate da quelle parti (ed essendo una cosa a pagamento per i più, non credo che ci capitiate per caso) fatevi vivi così ci beviamo insieme un caffé in piedi alla milanese o qualcosa di affannato del genere.</p>
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		<title>Altri funambolismi tecnologici con l&#8217;Archos 605 di cui bullarsi ai BarCamp (poi smetto)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 02:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tirarsela via blog]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma mano che passano i giorni scopro nuovi modi di utilizzare l&#8217;Archos 605 WiFi con cui recentemente mi sono fidanzato.
La scoperta più funky del giorno è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di servizio Slingbox personalizzato.
Qui in Europa non è diffuso, ma lo Slingbox negli Stati Uniti è un piccolo mito tecnologico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma mano che passano i giorni scopro nuovi modi di utilizzare <a href="http://www.archos.com/products/gen_5/archos_605wifi/index.html?country=it&#038;lang=it">l&#8217;Archos 605 WiFi</a> <strike>con cui recentemente mi sono fidanzato.</strike></p>
<p>La scoperta più funky del giorno è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di servizio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Slingbox">Slingbox</a> personalizzato.<br />
Qui in Europa non è diffuso, ma lo Slingbox negli Stati Uniti è un piccolo mito tecnologico. Di fatto è uno scatolotto (tra l&#8217;altro con un design molto cool) che, se attaccato alla rete, permette agli utenti di usufruire via Internet dei contenuti audio e video ospitati sui computer di casa.</p>
<p>Mi spiego meglio. Sono in ufficio da un cliente, ho un&#8217;ora di anticamera da fare prima che mi degni di attenzione e allora, già che ci sono, decido di guardarmi una puntata di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dexter_%28TV_series%29" target="_blank">Dexter</a> sul computer. Peccato che mi sia dimenticato di portarla con me. Che fare? <br />
Con uno Slingbox è facile: posso usare il WiFi del cliente, collegarmi alla mia pagina personalizzata (e protetta da password)sul Web e guardarmi in streaming la puntata dimenticata, proveniente direttamente dal computer di casa, per di più con un flusso ottimizzato per la banda a mia disposizione e per le capacità del dispositivo che sto usando (cioè, Slingbox funziona pure con i cellulari, i palmari, ecc.).</p>
<p>Non è fantascienza: negli States è pieno di gente che lavora fuori città, si registra la partita a casa e se la guarda col WiFi dell&#8217;albergo sul palmare o sul computer.</p>
<p>In assenza di Slingbox, che qui in Europa non credo sia in vendita, ci si deve ingegnare. Fortunatamente c&#8217;è un servizio simile, credo piuttosto noto: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Orb_(Software)" target="_blank">Orb.com</a>.</p>
<p>In sostanza Orb ti fa scaricare un piccolo client (Windows only, sorry) che installi su un computer, trasformandolo in un server streaming online personale. Poi non fa altro che crearti una pagina Web personalizzata in cui, con un click, puoi vedere/ascoltare in streaming via Internet tutti i file audio e video che hai sul computer di casa (cioè, tutti i file che *vuoi* rendere accessibili a te stesso via remoto).</p>
<p>Orb è un servizio &#8211; gratuito e ad-based - che funziona da dio coi computer, ma finora ha sempre snobbato i dispositivi mobili (per dire, l&#8217;iPod Touch riesce a far funzionare lo streaming audio, ma coi video nisba). Ripeto FINORA.</p>
<p>Già, perché Orb.com funziona senza problemi sull&#8217;Archos 605 WiFi, sul quale posso tranquillamente, oltre all&#8217;audio, guardarmi in streaming i video archiviati a casa: basta attendere qualche secondo prima di premere OK e guardarsi il video a pieno schermo.<br />
Perché l&#8217;Archos ci riesce e gli altri no? Semplice, perché l&#8217;adorabile gingillo è l&#8217;unico player multimediale con un browser compatibile con Flash. E fortunatamente Orb.com può mandare in streaming audio e video in formato Flash.<br />
E la qualità dei video, che ovviamente dipende dalla banda disponibile, nelle varie prove che ho fatto è sempre stata alta (per i primi 2 o 3 secondi i video sono cubettosi, poi il sistema ingrana).</p>
<p>Cosa significa, in parole povere?<br />
Significa, per esempio, che a fine mese dovrò stare per 2 settimane a Genova, causa <a href="http://blogfestivalscienza.net/" target="_blank">Festival della Scienza</a>, e &#8211; essendo tutto il giorno in giro - non potrò scaricarmi le nuove puntate di Desperate Housewives (che grazie a <a href="http://tvrss.net/" target="_blank">tvrss.net</a> si scaricano automaticamente con <a href="http://www.utorrent.com/" target="_blank">uTorrent</a> sul computer di casa, nelle cartelle abilitate allo sharing di Orb).<br />
Però potrò guardarle ugualmente: mi bastano un&#8217;oretta libera in pausa pranzo, una connessione WiFi in ufficio e posso ficcare il naso nelle storiacce di Wisteria Lane, provenienti in streaming direttamente dal computer di casa (volendo c&#8217;è anche un&#8217;opzione per scaricarsi il file dal pc di casa, per i più esigenti).</p>
<p>Le possibilità offerte dal binomio Orb.com e Archos 605 WiFi sono tante, merito anche del fatto che l&#8217;interfaccia di Orb.com si adatta perfettamente al display dell&#8217;Archos (sull&#8217;Archos uso il look da mediacenter e lo trovo bellissimo).</p>
<p>La più interessante, sicuramente, è la possibilità di superare i limiti di capienza del player portatile. Non mi bastano 30 Gigabyte? E chi se ne frega: se sono sotto WiFi posso accedere in remoto a tutta la mia collezione musicale e a tutta la mia collezione di video digitali gelosamente conservata a casa <strike>in una teca ipogea guardata a vista da gendarmi incazzusi</strike>.</p>
<p>Quindi se mi viene una voglia insana di ascoltare una B-side di Califano che non ho copiato sull&#8217;Archos, appena trovo un Wi-Fi me la ascolto in streaming o me la copio direttamente dal pc di casa. Lo stesso se mi viene voglia di farmi una verticale di puntate di Halloween dei Simpsons, annata dopo annata. O se sono al lavoro e mi viene voglia di ascoltare un po&#8217; di musica archiviata a casa.</p>
<p>Un&#8217;altra possibilità divertente è usare l&#8217;Archos 605 WiFi come televisore live.<br />
Orb.com, infatti, è in grado di mandare in streaming anche feed video live. Basta avere un sintonizzatore tv sul computer (o uno esterno da acquisire live) ed ecco pronto un flusso in streaming tutto da guardare. Ci va solo qualcuno che ti cambi i canali a casa, ma non si può avere tutto (anche se sono certo che esiste una soluzione pure per questo problema)</p>
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		<title>Stasera siamo di nuovo in radio e pure sui vostri computer, se proprio volete</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 14:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Seconda puntata di Casa Torino, nella nuova versione settimanale che evita di incasinarci troppo la vita. In studio, lombrosiani come sempre, il sottoscritto e Giorgio Valletta.
Dalle 21 alle 24, i fortunati residenti delle ridenti valli e pianure del Piemonte ci ascoltano sui 91.2 Mhz in FM (e altre frequenze a seconda della provincia in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda puntata di Casa Torino, nella nuova versione settimanale che evita di incasinarci troppo la vita. In studio, lombrosiani come sempre, il sottoscritto e <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a>.</p>
<p>Dalle 21 alle 24, i fortunati residenti delle ridenti valli e pianure del Piemonte ci ascoltano sui 91.2 Mhz in FM (e altre frequenze a seconda della provincia in cui vi trovate).</p>
<p>Tutti gli altri o prendono la macchina e si posizionano al di qua del confine piemontese o ci seguono in streaming audio e video direttamente qui: <a href="http://www.ustream.tv/channel/casatorino">http://www.ustream.tv/channel/casatorino</a></p>
<p>Chi ci vede in streaming, se si registra su uStream, può pure partecipare alla chat, richiedere brani (che ci guardiamo bene dal mettere) e insultare i due conduttori (per gli ospiti ci pensiamo noi da studio).</p>
<p>Come sempre, garantiamo una quantità fastidiosa di lepidezze on the air, musica finemente selezionata dal miglior blogger musicale italiano (Valletta) e inspiegabili cadute nell&#8217;accento piemontese quando meno ve lo aspettate.</p>
<p>Accorrete numerosi, <strike>così cascano i server dello streaming</strike>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che ce vendi, frate&#8217;?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 02:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Tirarsela via blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha fatto bene Mafe a pubblicare un lungo manifesto sul suo blog in cui spiega 2 o 3 cose della (sua) vita e cerca di fare chiarezza su ruoli, identita&#8217;, soldi, ecc. connessi al suo lavoro e al suo essere blogger. Non e&#8217; un pleonasmo o uno scrupolo inutile.
Il post prosegue per altri duecentosettanta milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto bene <a target="_blank" href="http://www.maestrinipercaso.it/2007/10/manifesto.html">Mafe a pubblicare un lungo manifesto sul suo blog</a> in cui spiega 2 o 3 cose della (sua) vita e cerca di fare chiarezza su ruoli, identita&#8217;, soldi, ecc. connessi al suo lavoro e al suo essere blogger. Non e&#8217; un pleonasmo o uno scrupolo inutile.</p>
<p>Il post prosegue per altri duecentosettanta milioni di righe e se cliccate oltre e&#8217; perche&#8217; siete proprio degli scansafatiche o siete a casa in mutua e vi state annoiando proprio tanto.</p>
<p><span id="more-640"></span></p>
<p><strong>COSA DICEVA DI ME MIA NONNA ALLE SUE AMICHE?</strong></p>
<p>Confermo che capita pure a me che la gente non colga bene che lavoro faccio e che ruolo ho quando faccio cosa e il tutto generi situazioni imbarazzanti, scazzi, problemi, misunderstanding, ecc.</p>
<p>Mi spiego: da quasi una decina d&#8217;anni lavoro in proprio dalle parti della comunicazione e in sostanza faccio 2 cose, cioe&#8217; aiuto le aziende grandi e piccole a comunicare meglio (chi e&#8217; in vena di finezze dice &#8220;consulenza comunicativa strategica&#8221;, ma siamo al pasticcio di mais, ecc.) e poi &#8211; con i miei collaboratori &#8211; faccio content providing, cioe&#8217; tiriamo fuori contenuti di ogni genere (dall&#8217;aulico al mostruosamente imbarazzante, in mille declinazioni tra cui alcune indicibili) per i progetti comunicativi delle aziende o per quelli che le agenzie pubblicitarie piu&#8217; grosse vendono alle aziende. Nel tempo perso, un po&#8217; lavoro nella ricerca sui temi che &#8220;vendo&#8221; (tipo il Web 2.0), un po&#8217; insegno project management e content management, un po&#8217; guido senza meta sulla Torino-Milano ormai ridotta ad una mulattiera accidentata.</p>
<p>Rendiamoci conto: faccio un lavoro un po&#8217; raccogliticcio che a modo suo e&#8217; normale in questi anni di flessibilita&#8217; e di diaspora post bolla della new economy e che fanno un bel po&#8217; di altre persone (Mafe inclusa) e ci ho messo la bellezza di 6 o 7 righe per riassumerlo per sommi capi. Ovvio che la gente non capisca.</p>
<p>Il problema e&#8217; che quelli che non ti capiscono sono proprio quelli a cui devi vendere qualcosa, cioe&#8217; quelli che lavorano nelle aziende. D&#8217;altronde per loro e&#8217; normale: lavorano in strutture grandi, molto stratificate e ramificate, con una perfetta divisione dei ruoli e con un&#8217;ottica fondante ineccepibile per cui gli architetti fanno gli architetti, i muri li fanno i muratori, gli ingegneri si ingegnano e i contabili fanno la contabilita&#8217;.</p>
<p>Difficile spiegare loro che in questi mestieri-pannocchia post new economy noi pesci piccoli facciamo un po&#8217; di tutto e, in mancanza di meglio, abbozziamo incrociando le dita e capita tranquillamente che noi si sia copywriter il lunedi&#8217; e project manager il martedi&#8217;, salvo le ore pasti in cui ci improvvisiamo sistemisti perche&#8217; si e&#8217; inceppato il server.</p>
<p>Insomma, le aziende non capiscono bene cosa fai e questo e&#8217; un problemino piuttosto grosso quando si tratta di vendere loro qualcosa. Fortunatamente con un po&#8217; di faccia tosta e&#8217; possibile andare al sodo e spiegargli cosa vendi e perche&#8217;, ma se aspetti che lo facciano da sole campa cavallo, salvo rari casi illuminati. La cosa comporta un po&#8217; di scene da mercato delle vacche, ma se volevo fare il raffinato a tutti i costi, studiavo da maitre d&#8217;hotel.</p>
<p><strong>VUOI FARE BENE IL COMUNICATORE? USA MALE IL COMPUTER! </strong></p>
<p>C&#8217;e&#8217; tuttavia un elemento che manda assolutamente in palla molte &#8220;teste&#8221; aziendali: l&#8217;informatica. Mi duole ammetterlo, ma la competenza informatica, almeno per il lavoro che mi ritrovo a fare, e&#8217; una iattura e sono arrivato al paradosso per cui da qualche anno cerco di non far sapere che sono a mio agio coi bit. Gia&#8217;, perche&#8217; per qualche strano motivo l&#8217;informatica e&#8217; una disciplina che fagocita tutte le altre competenze.</p>
<p>Mi spiego meglio. Puoi essere il consulente per la comunicazione piu&#8217; originale ed efficace del mondo (non e&#8217; il mio caso, tuttavia), ma se un cliente scopre che sotto sotto sei un geek finira&#8217; solo per vederti cosi&#8217;. Informatico: bollato a vita con quell&#8217;etichetta li&#8217; e prigioniero del ruolo. Cioe&#8217; passi dal parlare di strategie comunicative raffinate al &#8220;hey, puoi installare Second Life a mio cugino, che non ci riesce?&#8221; o alla temibile telefonata delle 22 e 30 di venerdi&#8217; &#8220;Non riesco a connettermi, che faccio?&#8221;. Ti pagano uguale, impari a filtrare le chiamate dei clienti pericolosi e informaticamente sprovveduti, ma ti viene un po&#8217; il magone.</p>
<p><strong>HAI UN BLOG? ME LO PRESTI? MI APRI UN BLOG? MI PORTI LA BLOGOSFERA ALL&#8217;INAUGURAZIONE?</strong></p>
<p>Da qualche tempo, pero&#8217;, c&#8217;e&#8217; qualcosa che manda ancora piu&#8217; in confusione le aziende: i blog.<br />
Un po&#8217; me le vado a cercare io, perche&#8217; ho la brutta abitudine di mettere l&#8217;indirizzo del mio blog sui biglietti da visita (da qualche tempo ne ho fatta una serie senza, da dare ai clienti potenzialmente &#8220;pericolosi&#8221; da quel punto di vista), ma in generale appena si scopre che &#8220;faccio cose coi blog&#8221; capitano scene imbarazzanti.</p>
<p>Si&#8217;, perche&#8217; la gente che non ha un blog e magari lavora nella comunicazione spesso *non capisce* la natura di un blog ed equivoca perfino sul tuo doppio ruolo distintissimo di blogger e consulente/content provider. (in verita&#8217; a me inquieta un po&#8217; il fatto che ci sia cosi&#8217; tanta gente che lavora nella comunicazione, magari con ruoli dirigenziali, che ignora completamente come funziona un blog e quali sono le dinamiche *elementari* della blogosfera, ma tant&#8217;e').</p>
<p>Non solo, ma da quando mi e&#8217; capitato (e mi capita sempre piu&#8217; spesso: segno che in quel caso il cliente capisce quello che dico, e&#8217; competente e mi da&#8217; retta) di far nascere blog aziendali o simili, c&#8217;e&#8217; gente che e&#8217; andata in crisi da sovraeccitazione e mi chiede ossessivamente di aprire blog (che io mi rifiuto di fare, se non sono credibili) sugli argomenti piu&#8217; disparati e ovviamente non bloggabili in alcun modo. Di recente lo fanno pure con Second Life: cani e porci vogliono finire li&#8217; sopra senza progetto, senza idee, senza cultura del mezzo su cui vorrebbero sbarcare. Sono arrivato al paradosso di dover fare riunioni in cui spiego ai clienti che non devono comprare certe cose.</p>
<p>Qualcuno puo&#8217; pensare che sia una mossa masochista, ma in realta&#8217; e&#8217; sano istinto di autoconservazione: se cedi ad una ditta che produce bulloni e gli crei uno splendido blog sulla filettatura delle viti che raccoglie zero lettori in 1 anno, gli stessi idioti che te l&#8217;hanno comminato penseranno che e&#8217; solo colpa tua se il loro blog non decolla. E cosi&#8217; perdi la faccia e i soldi. Fare consulenza in modo credibile a volte significa proteggere i tuoi clienti da loro stessi.</p>
<p>Ecco allora che partecipi ignaro di tutto ad una riunione e saltano fuori cose di questo genere (tutte storie vere, provate sulla mia pellaccia):</p>
<p>- &#8220;Si&#8217;, bello questo tuo piano editoriale per il sito. Poi tanto ci aiuti a pomparlo col tuo blog, vero?&#8221;</p>
<p>- &#8220;Senti, allora la prossima settimana tu e i tuoi amici blogger ne parlate cosi&#8217; va a finire sui giornali e lo sa tutta Italia&#8221;. C&#8217;e&#8217; anche la variante piu&#8217; laida &#8220;Quanto costa fare uscire un articolo su un blog?&#8221;.</p>
<p>- (questo capita coi gruppi musicali) &#8220;Hey, ma non ci hai ancora recensito il disco sul tuo blog!&#8221; [dopo un mese] &#8220;Guarda che non ci hai ancora fatto la recensione&#8221; [dopo 2 mesi] &#8220;Ma perche&#8217; non ci fai la recensione?&#8221; [dopo 3 mesi] &#8220;Ecco ce l&#8217;hai con noi&#8221; i soliti radical-chic che ci boicottano, comunisti di merdaaaa!&#8221; (e poi mi abbonano senza chiedermelo alle inutili newsletter in cui mi segnalano che suoneranno orridi live in meste birrerie di provincia)</p>
<p>- &#8220;Fammi scrivere sul tuo blog cosi&#8217; spiego alla gente perche&#8217; siamo i migliori, tanto voi su Internet vi conoscete tutti&#8221;</p>
<p>- (in una GRANDE azienda multinazionale) &#8220;Vogliamo fare un grande evento per il lancio del nostro nuovo prodotto e  pensavamo di coinvolgere dei blogger; per farlo vogliamo scrivere alcuni post sul blog XYZ [citano il nome di un blog molto letto, della famiglia del nanopublishing, ovviamente posseduto da terzi]&#8220;, al che io rispondo &#8220;Si&#8217;, ma non potete scrivere sul blog di un altro&#8221;; e loro, sbigottiti, &#8220;Ah, no? Davvero? Ma non si era detto che con i blog tutti possono scrivere quello che vogliono? Sei sicuro che te ne intendi di blog?&#8221;</p>
<p>- &#8220;Dai, allora creaci un blog cosi&#8217; decuplichiamo i lettori del sito!&#8221; [nota: l'azienda che lo propone solitamente produce accessori per cavatappi a solo uso business-to-business e ha come unico cliente un'impresa di sordociechi in Lesotho]</p>
<p>- (un po&#8217; offesi) &#8220;Si&#8217;, ma io l&#8217;ho letto il tuo blog e non parli mai di noi!&#8221;; al che io gli spiego che il blog e&#8217; una cosa mia e che e&#8217; piu&#8217; elegante separare i casi miei dalle marchette lavorative e che il blog e&#8217; casa mia e pur essendo un markettaro, &#8220;non esercito in casa&#8221;; il tutto suscita la seguente risposta &#8220;No, sei tu che te la tiri perche&#8217; sei alto in classifica: evidentemente hai aziende migliori di cui parlare!&#8221; [broncio]</p>
<p>- &#8220;Ma riesci a fare business con quel blog? Ma chi te lo paga? Quanto prendi a cartella?&#8221;; al che io spiego che il blog e&#8217; mio e non di altri e il tutto evoca quest&#8217;altra domanda &#8220;Ah, ma allora non ci scrivi tu? Quanto paghi i tuoi copy?&#8221;; disperato, spiego che e&#8217; un blog mio di cavoli miei su cui scrivo io e in media non dicono nulla, ma i loro sguardi tradiscono una sola grande domanda &#8220;Ma se non vendi niente a nessuno, cosa lo tieni a fare? Ma davvero perdi del tempo a scrivere su un blog senza tornaconto? Daaaai, non ce la conti giusta&#8230; Quei post cosi&#8217; lunghi li fai perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un motivo commerciale&#8221; (si&#8217;, mi pagano i produttori di LCD sperando che i miei post vi consumino gli schermi e ne compriate di nuovi)</p>
<p>- (detto da un cliente ad un altro collega, potenziale cliente) &#8220;Attenzione che quello li&#8217; e&#8217; un blogger; scrive anche bene, ma e&#8217; inaffidabile&#8221; [poi gli ho rigato la macchina in pausa pranzo]</p>
<p>- (dopo mezz&#8217;ora che parlo di &#8220;autorita&#8217; locale&#8221;, di nicchie, ecc. e dopo che ho esordito con &#8220;e&#8217; necessario che vi introduca brevemente le dinamiche interne alla blogosfera o siete competenti in merito?&#8221;, tagliano corto) &#8220;Si&#8217; si&#8217; si&#8217;, abbiamo capito: ma ce lo fai uscire su Beppe Grillo?&#8221;</p>
<p>- &#8220;Mi dai un listino dei banner sul tuo blog?&#8221;</p>
<p>- &#8220;Ma e&#8217; Internet?&#8221; (alla sesta slide sul rapporto tra marketing e web 2.0, di fronte ad una competentissma [...] platea di imprenditori italo-svizzeri)</p>
<p>Volendo la cosa fa pure un po&#8217; ridere, ma in realta&#8217; c&#8217;e&#8217; molto da piangere. Cioe&#8217;, il livello medio di competenza che incontro e&#8217; spesso molto basso. E se per caso sono cosi&#8217; in confidenza da far notare ad un manager meno che trentenne che ignorare completamente il mondo del nuovo Web e&#8217; una mancanza oscenamente grave, fanno quasi tutti spallucce: &#8220;quella e&#8217; roba per voi informatici, io devo lavorare&#8221; .</p>
<p>Boh, forse siamo ancora nell&#8217;epoca in cui non riusciamo a separare la cultura del Web dalle technicalities e il management aziendale ragiona ancora con mentalita&#8217; da anni Cinquanta.<br />
&#8220;Riguarda il computer? Non fa per me, non mi interessera&#8217; mai, e&#8217; roba da ingegneri&#8221;.<br />
E se riguarda il blog, la visione e&#8217; una sola: i blog sono solo ed esclusivamente una cassa di risonanza, un gigantesco outuput per la comunicazione di prodotto delle aziende. Salvo rari casi, non gli passa nemmeno per la testa l&#8217;idea di *ascoltare* qualche blogger prima di eventualmente di riflettere se e&#8217; il caso di chiedergli da fare da megafono.<br />
Quindi non mi dispererei: non siamo noi che ci vendiamo male, sono loro che non sanno comprare.</p>
<p><strong>CI MANCAVA PURE IL DECALOGO (CHE POI MI E&#8217; VENUTO PER CASO)</strong></p>
<p>Si&#8217;, ha ragione Mafe a fare una lista specifica di avvertimenti e modalita&#8217; d&#8217;uso di lei (in quanto professionista, non pensate male zozzoni!) e del proprio blog. D&#8217;altronde bisogna fare qualcosa e tutelarsi, quantomeno bisogna provarci. Perche&#8217; probabilmente cio&#8217; che noi diamo per scontato non lo e&#8217; per altri. E se aspettiamo che questi altri si documentino e capiscano, campa cavallo. Sono troppo occupati a studiare i gironi del torneo di calcetto aziendale.</p>
<p>Capisco che a qualcuno che non fa il comunicatore di mestiere la cosa possa suonare un po&#8217;inutile, ma credo che cose simili vengano fuori per esasperazione dopo la millesima riunione in cui si perde tempo con un cliente che non capisce o iniste.<br />
E allora siamo espliciti, banali, pedanti, paternalistici (manco fosse una novita&#8217;, su queste pagine):</p>
<p>1 &#8211; Questo blog non e&#8217; in vendita in alcun modo. Lo e&#8217; sicuramente (in quanto professionista) il suo autore, negli ovvi limiti della sua professione. Ma l&#8217;esercizio di quest&#8217;ultima non coinvolge in alcun modo il suo blog, che e&#8217; una cosa sua personale e che custodisce gelosamente. Se l&#8217;avere un blog mi fa conoscere gente con cui sviluppare, al di fuori del blog, progetti lavorativi o di business, nessun problema. Ma il mio blog e&#8217; off-limits.</p>
<p>2 &#8211; No, non ti do una mano a pompare un bel niente, a meno che non sia qualcosa che mi appassiona in modo del tutto disinteressato. E se per caso mi appassiona ma ne sono un po&#8217; coinvolto, ci rifletto bene e cerco di spiegare il tutto con trasparenza sul blog. E nel dubbio mi trattengo.</p>
<p>3 &#8211; Si&#8217;, conosco altri blogger e a parte il fatto che mi detestano tutti perche&#8217; voto per il Partito Democratico e uso Windows, i pochi che mi vogliono bene lo fanno anche perche&#8217; non gli propongo di pompare sui loro blog i tuoi prodotti.<br />
E se per caso leggi dei post in cui pompo dei prodotti non e&#8217; perche&#8217; mi hanno offerto piu&#8217; soldi di te, ma perche&#8217; in modo del tutto gratuito e volontario mi sono appassionato di qualcosa e ho deciso di bloggarne. Sappi che non mi capita spesso, ma se mi capita mi affeziono gratuitamente e mia sponte a idee, progetti e prodotti innovativi e ne parlo sul blog senza pudore alcuno. Un paio di esempi? Il <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2006/09/13/cornette-vissute-i-miei-consigli-sul-cellulare-da-avere/">Nokia E61</a> e <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/01/31/scaricatevi-fring-ora-chiamate-con-skype-e-gtalk-su-cellulari-nokia-via-wi-fi-finalmente/">Fring</a>: due prodotti che tuttora consiglio. Gratis e senza ritorni di alcun genere.</p>
<p>4 &#8211; No, non faccio post a pagamento (e nemmeno gratis) riguardo ai tuoi prodotti. Nemmeno se sei un gruppo musicale. Anzi, *soprattutto* se sei un gruppo musicale magari di orrido rock cantato in italiano. E se mi abboni alla tua newsletter sulle tue date live in birreria nella bassa padana, il tuo karma peggiorera&#8217; tantissimo.<br />
Non e&#8217; una questione di soldi, ma di credibilita&#8217;. In compenso se vuoi che scriva dei testi a pagamento per la tua azienda, da pubblicare ovunque tranne che sul mio blog, la mia squadretta di copywriter e&#8217; a tua disposizione.</p>
<p>5 &#8211; Non scambio link e non perche&#8217; faccio il prezioso, ma perche&#8217; il link non e&#8217; un oggetto di scambio. Linko gente che trovo meritevole (e per pigrizia non ne linko molta altra che lo e&#8217; altrettanto e che leggo) e non mi interessa se loro mi linkano a loro volta. Vuoi farti linkare da me (ma perche&#8217; cacchio mai? con tutte le cose da fare nel tempo libero!)? Scrivi delle cose interessanti e prima o poi ci si becca in Rete.</p>
<p>6 &#8211; Partecipo volentieri alle iniziative commerciali che coinvolgono i blogger e che suscitano il mio interesse solo se sono rispettose di un po&#8217; di regole. La piu&#8217; importante e&#8217; che chi partecipa lo fa volontariamente e non e&#8217; tenuto in alcun modo a fare marchette. Da questo punto di vista trovo &#8211; per dire &#8211; che il rapporto con una realta&#8217; come <a target="_blank" href="http://www.businessandblog.com/dblog/">Digital PR</a> (che dimostra ogni giorno di saper &#8220;lavorare&#8221; con la blogosfera rispettandone le prerogative, la trasparenza e la credibilita&#8217; nella sua attivita&#8217; di mediatore conversante tra imprese e blog) sia esemplare. Se vuoi conversare coi blogger *e non usarli solo come cassa di risonanza per le tue menate* impara da loro, oppure rivolgiti a loro.</p>
<p>7 &#8211; Mi capita a volte di avere rapporti con aziende non in quanto professionista, ma in quanto blogger. Faccio una fatica tremenda, ma cerco di tenere divise le due cose. Se faccio il blogger, non sto vendendo niente; al massimo ti fisso un appuntamento con me stesso in veste di professionista.<br />
E so benissimo che se mi offri il pranzo, la cena e mi riempi di gadget, regali e simili, la tua richiesta implicita e&#8217; &#8220;ricordati di me nelle tue preghiere sul blog alla sera&#8221;. Non lo trovo scandaloso &#8211; basta andare, per dire, al Salone di Ginevra nei giorni aperti solo alla Stampa per vedere il grado di &#8220;addolcimento del giornalista&#8221; praticato dalle case automobilistiche e rendersi conto che e&#8217; una prassi universale &#8211; ma non ci sguazzo.<br />
Ma se azzardi una logica do ut des, ti insulto sul blog per settimane. Se parlo bene dei tuoi prodotti e&#8217; perche&#8217; me li hai fatti conoscere e mi sono piaciuti. Ma ne parlo quando e come voglio io.</p>
<p>8 &#8211; Il fatto che io abbia un blog non significa che io pensi che la tua azienda debba averne uno per forza. Si&#8217;, per mestiere mi capita di ideare e magari gestire o far gestire alcuni blog ogni anno, ma sono progetti concreti, pensati bene, con una strategia e di cui vado pure un po&#8217; fiero, in certi casi.<br />
Ma sappi che ci sono casi in cui e&#8217; perfettamente inutile o dannoso aprire un blog. Se produci tondini di ferro e non hai una mazza da dire, non aprire un blog; se vuoi aprire un blog perche&#8217; hai letto qualche special sul Venerdi&#8217; di Repubblica, non aprire un blog; se vuoi aprire un blog e non hai la minima idea di chi ci scrive cosa, non aprire un blog. E se mi paghi per darti dei consigli e io ti sconsiglio di aprire un blog o di buttare soldi su Second Life, dammi retta. Lo faccio per il tuo bene. Fa piu&#8217; male a me che a te.<strike> E poi ero ubriaca e mi sentivo tanto sola.</strike></p>
<p>9 &#8211; Banner? Hai detto banner? <strike>Ma io ti spezzo le corna! [lo portano via]</strike>. Ehm. No, i banner sono passati di moda come i borselli e le pellicce da uomo. E qui siamo molto sensibili a certi trend. Quindi niente banner, nemmeno se insisti e se ad ogni mail mi alzi la quota per impression (voi sapete chi siete). Non metto nemmeno della pubblicita&#8217; contestuale perche&#8217; non intendo guadagnare soldi col blog. E se proprio lo volessi fare, gradirei sporcarmi la coscienza per una quantita&#8217; decorosa di soldi e non le mezze elemosine di AdSense e simili.</p>
<p>10 &#8211; Gia&#8217;, vero, non ho messo il bannerino della tua iniziativa simpatica / benefica / politica / sociale / solidale. Se non metto il bollino &#8220;Free Burma&#8221; non e&#8217; perche&#8217; tifo per i dittatori. E se non metto il ribbon &#8220;Make poverty history&#8221; non e&#8217; perche&#8217; sono come il signor Burns. Semplicemente non coinvolgo il blog nella tua iniziativa.<br />
Se proprio devo partecipare, lo faccio *solo* con iniziative che abbiano una netta identita&#8217; politica e che non siano bipartisan o confuse o estemporanee. E non importa che tu sia un amico, una persona fidata, un santo, un premio Nobel o che la causa sia sacrosanta: sono una persona schierata (liberissimo tu di pensare che io sia una brutta persona) e do agibilita&#8217; politica solo ad iniziative che provengono &#8220;dalla mia parte&#8221; (concetto peraltro fumoso, mutevole e umorale a seconda dei giorni, di difficile identificazione)</p>
<p>Spero che il decalogo sia sufficiente a coprire una buona fetta di equivoci e spieghi due o tre cose su cosa penso del mio blog e come lo metto a sistema con le cose che faccio per portare la pagnotta a casa.  Se mi gira, me lo stampo e al momento buono lo metto sotto il naso a qualche azienda insistente.</p>
<p>Aggiungo che non ho nessun problema con chi non condivide i 10 punti che ho elencato qui sopra. Cioe&#8217;, se c&#8217;e&#8217; chi ritiene giusto vendere post del suo blog alle imprese, no problem. Lo fanno in tanti. Cosi&#8217; come in tanti mettono la pubblicita&#8217; contestuale sul proprio blog. Continuo a chiedermi quanto valga la pena, ma fa lo stesso.<br />
Lo stesso vale per chi, con movimento uguale e contrario, e&#8217; iper-purista e non accetterebbe mai un gadget da un&#8217;impresa per paura di perdere la verginita&#8217; o chi pensa che se un blogger incontra un amministratore delegato di fronte ad un tramezzino e&#8217; un venduto.</p>
<p>Di fronte a queste cose &#8211; e di fronte ai tramezzini &#8211; e&#8217; buona norma fare esercizio di tolleranza e capire che perfino un concetto stupidino come il blog viene interpretato in migliaia di modi diversi. Quindi eviterei di dividere il mondo in &#8220;mignotte markettare&#8221; e &#8220;verginelle&#8221; e non perche&#8217; non esistano, ma perche&#8217; e&#8217; una divisione inutile che non spiega nulla. L&#8217;atto di vendere (e quello di non vendere) se praticato senza sfruttare nessuno e in modo trasparente ed esplicito, ha una sua moralita&#8217;.</p>
<p>Certo, se un blogger ci propina come suo post &#8220;puro&#8221; un marchettone agiografico pagato in cui tesse le lodi di un prodotto, siamo liberissimi di non credergli piu&#8217;. E credo anche che i blogger, intesi come comunita&#8217; dialogante, siano abbastanza smaliziati da capire chi fa il furbetto. Volendo essere cinici, tra l&#8217;altro, credo che i soldi in ballo siano talmente pochi che non e&#8217; per niente intelligente giocarsi la faccia per averne una fettina.</p>
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		<title>Dopo il fiele, l&#8217;etere: torna Casa Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 17:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccoci, passati alcuni giorni di decantazione post-derby, torniamo a trasmettere in radio.
Ebbene si&#8217;, ricomincia Casa Torino, questa volta in versione compact, cioe&#8217; solo al mercoledi&#8217; (e&#8217; che 2 giorni alla settimana non ce la facciamo: Valletta e&#8217; un dj impegnatissimo e io faccio il borseggiatore dall&#8217;altra parte della citta&#8217;).
Le coordinate sono sempre le stesse: tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccoci, passati alcuni giorni di decantazione post-derby, torniamo a trasmettere in radio.</p>
<p>Ebbene si&#8217;, ricomincia Casa Torino, questa volta in versione compact, cioe&#8217; solo al mercoledi&#8217; (e&#8217; che 2 giorni alla settimana non ce la facciamo: Valletta e&#8217; un dj impegnatissimo e io faccio il borseggiatore dall&#8217;altra parte della citta&#8217;).</p>
<p>Le coordinate sono sempre le stesse: tutti i mercoledi&#8217; dalle 21 alle 24 sui 91.2 in FM di Radio Centro 95 (se vivete in Piemonte).</p>
<p>In alternativa <a target="_blank" href="http://www.ustream.tv/channel/casatorino">ci potete guardare su uStream cliccando qui</a> e potete pure partecipare alla chat, ecc. Accorrete numerosi, <strike>cosi&#8217; il server salta</strike>. Come sempre, si parlera&#8217; di menate mentre Valletta mettera&#8217; della musica strepitosa.<br />
Vi aspettiamo.</p>
<p>A proposito: se per caso siete a Torino e volete passare a trovarci in radio quando trasmettiamo, spedite una mail a suzukimaruti@gmail.com e ci si accorda.</p>
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		<title>Torinesi* nel mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 20:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ho mai seguito molto da vicino l&#8217;idea di Nòva100, perché forse nei giorni in cui nasceva ero troppo preso dai cavoli miei e mi sono perso la spiegazione dell&#8217;idea che sicuramente c&#8217;è alle spalle un&#8217;iniziativa simile. Anzi, se qualcuno me la riassume in 2 righe in un commento mi fa un piacere.
In compenso se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai seguito molto da vicino l&#8217;idea di Nòva100, perché forse nei giorni in cui nasceva ero troppo preso dai cavoli miei e mi sono perso la spiegazione dell&#8217;idea che sicuramente c&#8217;è alle spalle un&#8217;iniziativa simile. Anzi, se qualcuno me la riassume in 2 righe in un commento mi fa un piacere.</p>
<p>In compenso se l&#8217;obiettivo di Nòva 100 è portare a scrivere su un blog persone interessanti ma, fino ad allora, rimaste fuori dalla blogosfera, probabilmente &#8211; almeno per un sano 2% - l&#8217;operazione è riuscita.</p>
<p>Lo scrivo perché mi ha fatto molto piacere scoprire tra i 100 blogger coinvolti dal Sole 24 Ore due amici provenienti da universi completamente differenti, ma con qualcosa di buono in comune.</p>
<p>Il primo è <a href="http://andreatessitore.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">Andrea Tessitore</a>, che ho difficoltà a spiegare a chi non lo conosce dal vivo: avvocato globetrotter di grido, imprenditore eclettico, perfetto accompagnamento (non edibile!) per un cocktail, battutista fulmineo, uomo di innata leggerezza calviniana, oltre che una delle identità più &#8220;internazionali&#8221; che conosco. Non a caso ha un blog di &#8220;cronaca cosmopolita&#8221;, che ovviamente diventa una lettura quotidiana, anche perché il suo lavoro lo porta a viaggiare molto, come se non lo avesse fatto abbastanza in precedenza.</p>
<p>Il secondo è <a href="http://marcomasciaga.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">Marco Masciaga</a>, che non pochi torinesi ricorderanno come dj &#8221;storico&#8221; di Radio Flash (in effetti ci siamo conosciuti lì più di 10 anni fa: io scassatissimo tecnomane notturno, lui impeccabile dj mattutino e studente fuorisede).  Forse meno &#8211; ed è un male &#8211; lo conoscono come giornalista, genere NON pecorone (ricordo che in piena crisi post 11 settembre decise di raccogliere per La Stampa le voci della comunità islamica milanese: scelta non banale, all&#8217;epoca) e aperto al nuovo. Infatti blogga nientemeno che dall&#8217;India &#8220;in via di sviluppo&#8221;, da cui tra l&#8217;altro firma i suoi articoli per &#8220;Il Sole 24 ore&#8221;. Un&#8217;altra lettura interessantissima: l&#8217;India al di fuori delle banalità da guida turistica, nel bene e nel male. <br />
Degli altri 98 di Nòva non so nulla; soprattutto non so chi sono: magari il criterio debiasiano per assemblarli è &#8220;amici di Suzukimaruti, va bene chiunque, basta che non sia lui&#8221;. Anzi, se per caso scrivete su Nòva100 e vi capita di passare su questo blog e scoprite di essere miei amici, fatevi vivi! <strike>E e per caso sei già uscito dal carcere di massima sicurezza in cui sicuramente sei finito, Mauro, sappi che non ti ho ancora perdonato per le due gomme a forma di Saccottino che mi hai cacciato in seconda elementare; non c&#8217;è blog che tenga.</strike></p>
<p> </p>
<p>* <em>Ok, lo so che Masciaga teoricamente è di Ivrea e si è formato giornalisticamente a Milano (dove tra l&#8217;altro presi casa grazie a lui), ma fa lo stesso. Non siate pistini: &#8220;Piemontesi nel mondo&#8221; suonava loffio.</em></p>
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		<title>Questo ragazzo e&#8217; un genio</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 15:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blog a Progetto compie un anno di vita e decide di celebrare il suo compleblog (e&#8217; il neologismo piu&#8217; brutto del mondo dopo &#8220;blogosfera&#8221;, lo so) con un&#8217;iniziativa che ricorda i migliori tempi del Male. (cliccate, che vale la pena)
La scarsa propensione all&#8217;autoironia che caratterizza da sempre i blogger fara&#8217; sicuramente in modo che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Blog a Progetto compie un anno di vita e decide di celebrare il suo compleblog (e&#8217; il neologismo piu&#8217; brutto del mondo dopo &#8220;blogosfera&#8221;, lo so) con <a target="_blank" href="http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/07/19/19-luglio-festa-nazionale/">un&#8217;iniziativa che ricorda i migliori tempi del Male</a>. (cliccate, che vale la pena)<br />
La scarsa propensione all&#8217;autoironia che caratterizza da sempre i blogger fara&#8217; sicuramente in modo che non ci sara&#8217;, in futuro, un secondo compleblog (mio dio ma ho scritto questa parola tremenda gia&#8217; due volte nello stesso post!).</p>
<p>Per dire, con <a target="_blank" href="http://www.axellweb.com">Axell</a> ci stiamo accordando per spedirgli in prova un N95 ad orologeria, ovviamente se <a target="_blank" href="http://www.businessandblog.com/dblog/">Zeno</a> ce lo lascia fare. Qualcuno ha del plastico?</p>
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		<title>Un&#8217;ora con l&#8217;unto del signore &#8211; ho provato l&#8217;iPhone e sono rimasto ateo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2007 23:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come annunciato, ho provato per circa un&#8217;ora l&#8217;iPhone.
No, non ho preso l&#8217;aereo, non sono andato negli Stati Uniti, non ho fatto nemmeno un minuto di coda e soprattutto non ho messo li&#8217; 2000 dollari abbondanti per comprarlo insieme all&#8217;obbligatorio contratto biennale di At&#038;T.
Tutto e&#8217; piu&#8217; semplice: ho un amico che talvolta fa la spola tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come annunciato, ho provato per circa un&#8217;ora l&#8217;iPhone.</p>
<p>No, non ho preso l&#8217;aereo, non sono andato negli Stati Uniti, non ho fatto nemmeno un minuto di coda e soprattutto non ho messo li&#8217; 2000 dollari abbondanti per comprarlo insieme all&#8217;obbligatorio contratto biennale di At&#038;T.</p>
<p>Tutto e&#8217; piu&#8217; semplice: ho un amico che talvolta fa la spola tra gli USA e l&#8217;Italia e oggi mi ha concesso un&#8217;ora di pasticciamento del suo nuovo acquisto, ottenuto senza troppa fatica (niente coda: ce n&#8217;erano in abbondanza), se non economica.</p>
<p>La vita e&#8217; una bestia curiosa. Passi per il cretino della blogosfera perche&#8217;, in mezzo ad un consenso generalizzato ed acritico dei tuoi colleghi, sei l&#8217;unico che da un po&#8217; esprime motivate e documentate perplessita&#8217; sul prodotto piu&#8217; hyped della storia e il destino cinico e baro ti trasforma in uno dei primi blogger italiani a provarlo (e oggi mi hanno scritto 4 testate online interessate ad averlo in prova, ma nisba). Qui c&#8217;e&#8217; lo zampino di qualche divinita&#8217; Azteca particolarmente in vena di perfidie, ma tant&#8217;e&#8217;.</p>
<p>Di seguito racconto quello che ho provato, tenendo conto che il Jesus Phone della Apple per ora fa ben poco in Italia (mi e&#8217; stato detto di non usarlo per telefonare o per connettermi in EDGE, che per ora e&#8217; inutilizzabile) e soprattutto ricordando che l&#8217;ho avuto per le mani per non piu&#8217; di un&#8217;ora. Troppo poco per un&#8217;analisi approfondita, ma abbastanza per farsi un&#8217;idea concreta.</p>
<p>.</p>
<p><strong>IL PRIMO APPROCCIO &#8211; DIMENSIONI, PESO, INTERFACCIA<br />
</strong> La prima cosa da notare e&#8217; che l&#8217;iPhone e&#8217; un aggeggio decisamente piu&#8217; grosso di quanto mi immaginassi. Ma non ho riferimenti reali, giusto un iPhone immaginario che mi proiettavo in testa nei momenti di noia.</p>
<p>Non so se alla Apple usano modelli con le mani giganti, ma l&#8217;iPhone e&#8217; un bel malloppazzo, lungo, largo e &#8211; in pieno stile Apple &#8211; discretamente sottile, anche se mi sarei aspettato di piu&#8217;.<br />
A occhio ricorda come ingombri i tanti modelli HTC della linea piu&#8217; &#8220;magra&#8221;. Non e&#8217; un mostro di tascabilita&#8217; e non sta certo nel taschino della camicia, come il mio buon vecchio Nokia E61.</p>
<p>Non e&#8217; pesantissimo e avrebbe un discreto look, se non fosse gia&#8217; unto dalle orecchie e dalle dita altrui. Per mezz&#8217;ora l&#8217;ho battezzato &#8220;l&#8217;unto del signore&#8221;, dove il &#8220;signore&#8221; e&#8217; il suo legittimo proprietario. Poi mi sono annoiato della battuta. Posso fare di meglio.<br />
Se hai un iPhone per le mani, la prima cosa che ti viene voglia di fare e&#8217; provare l&#8217;interfaccia. Anche perche&#8217; teoricamente dovrebbe essere quella che fa affermare a zio Steve &#8220;abbiamo reinventato il telefono&#8221;.</p>
<p>La provo. Funziona abbastanza, non e&#8217; immediatamente intuitiva ma dopo un po&#8217; si capisce. In compenso e&#8217;  divertente. Divertente nel senso degli effetti speciali.</p>
<p>Capita tutte le prime volte che provi un gingillo tecnologico: ti fai prendere dall&#8217;emozione dell&#8217;effetto speciale, tipo lo sfondo del desktop animato in Vista Ultimate, gli screen-saver super spaziali, le animazioni, ecc. Anche l&#8217;occhio vuole la sua parte di entertainment, ma questa e&#8217; la glassa di un&#8217;eventuale torta. E dopo un po&#8217; viene a noia.</p>
<p>In ogni caso l&#8217;interfaccia funziona. Con un po&#8217; di appunti alla mano, provo alcune cose e noto che in effetti il sistema di &#8220;gesti&#8221; da compiere per agire sull&#8217;iPhone non e&#8217; del tutto coerente. In certe applicazioni, per esempio la mappa di Google, alcune funzioni richiedono gesti che altrove hanno funzioni diverse.<br />
Il sistema touch, insomma, sembra un po&#8217; illogico e incoerente nella progettazione. Tecnologicamente e&#8217; ineccepibile, ma poteva essere implementato meglio.</p>
<p>Detto questo, dopo qualche minuto ho sentito salirmi una strana voglia di dire &#8220;ok, molto bello: ora datemi un menu&#8217; vero, per favore&#8221;, ma ho desistito. Certo e&#8217; che tutti gli effettini grafici e la non immediatezza dei gesti non rendono il telefono cosi&#8217; rapido.<br />
E se andate di fretta, siete nervosi e volete raggiungere un risultato right here, right now, forse potreste anche irritarvi dopo l&#8217;ennesimo delay.</p>
<p>E&#8217; anche vero che se siete abituati ai tempi comodi dei cellulari Symbian, non vi lamenterete certo dell&#8217;iPhone.</p>
<p>.</p>
<p><strong>LA TASTIERA</strong></p>
<p>Steve Jobs ha tirato su un intero show sulla tastiera, prendendo in giro i cellulari concorrenti per le loro misere tastiere hardware. L&#8217;iPhone, secondo lui, e&#8217; meglio della concorrenza perche&#8217; e&#8217; in grado di proporre la tastiera migliore e piu&#8217; adatta a ciascuna applicazione.<br />
Il concetto non fa una grinza: avere una tastiera  virtuale in grado di cambiare forma, dimensione e layout a seconda dell&#8217;applicazione che si usa magari non e&#8217; il massimo dal punto di vista della coerenza delle interfacce, ma dall&#8217;altro e&#8217; estremamente comodo e &#8220;intelligente&#8221;.</p>
<p>Io pero&#8217; questa tastiera mutevole me la sono persa. Boh. Quello che ho visto e&#8217; una tastiera qwerty che si adatta a seconda che il telefono sia in verticale o in orizzontale. E il classico tastierino numerico per la funzione telefonica.<br />
Poiche&#8217; il telefono, salvo la navigazione e altri casi limitati, si utilizza in verticale, l&#8217;ho provata. Confesso che credevo peggio. Pero&#8217; e&#8217; anche vero che mi aspettavo un disastro. Qui siamo solo sul &#8220;complessivamente male, ma si puo&#8217; dare di piu&#8217;&#8221;.</p>
<p>Alla fine la tastiera si fa usare. Piano e scomodamente. Ma poi e&#8217; una questione di abitudini.<br />
Certo che il signore che l&#8217;ha disegnata e&#8217; un pazzo.</p>
<p>Mi spiego: e&#8217; da folli non proporre in prima battuta i segni di interpunzione, cioe&#8217; elementi della parola scritta che ricorrono piu&#8217; volte durante la digitazione.<br />
Traduco: per scrivere un punto o una virgola bisogna premere un pulsante che fa comparire un insieme di simboli tra i quali scegliere. Poi ricompare la tastiera. Il tutto e&#8217; macchinoso e mi pongo gia&#8217; ora il problema di come faranno a sistemare le lingue europee, tutte piene di accentate, dieresi, tildi, ecc.</p>
<p>Non e&#8217; il completo fiasco che temevo, ma e&#8217; un&#8217;esperienza non piacevole e piuttosto scomoda, la tastiera dell&#8217;iPhone.</p>
<p>Ho provato qualche shortcut strana suggerita dagli utenti, ma il discorso non cambia: con una tastiera cosi&#8217; si scrivono gli SMS e qualche e-mail facile. Ma gia&#8217; 3 o 4 righe diventano problematiche e invogliano ad usare poca punteggiatura. Tutti ad emulare Joyce, via!</p>
<p>Quello che mi lascia perplesso e&#8217; che alla fine e&#8217; una tastiera ordinaria, per di piu&#8217; problematica se usi due dita per scrivere.</p>
<p>Ecco un caso in cui una feature diventa un problema: il multi-touch fa si&#8217; che la tastiera si incasini se per caso, scrivendo con due dita, entrambe toccano lo schermo contemporaneamente.<br />
Ovvero: e&#8217; tecnicamente  possibile  scrivere con piu&#8217; di un dito, ma e&#8217; tassativo  toccare lo schermo con un solo dito per volta. Come le scale sul pianoforte, senza appoggiare la mano.</p>
<p>Da buon chitarrista, la cosa mi riesce e non mi stanca la mano piu&#8217; di tanto. Temo non sia cosi&#8217; per gli altri. Ma dopo Joyce potremmo diventare tutti Jimi Hendrix <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
In ogni caso, scrivo piu&#8217; piano che sull&#8217;E61 e &#8211; a spanne &#8211; piu&#8217; o meno alla stessa velocita&#8217; con cui scrivevo sul Blackberry 8700 all&#8217;atto dell&#8217;acquisto: una faticaccia molto laboriosa e lenta.<br />
Magari con un po&#8217; di allenamento posso migliorare, ma non vedo grandissimi margini.</p>
<p>Tenderei a mettermi il cuore in pace: una tastiera virtuale, in assenza di feedback e per di piu&#8217; implementata in modo non ergonomico, non puo&#8217; competere con una buona tasteria reale. Punto.</p>
<p>Ah, usando il browser col telefono in orizzontale compare una tastiera piu&#8217; estesa per poter digitare gli indirizzi dei siti da visitare. Stesso meccanismo, diversa disposizione (piu&#8217; schiacciata) e qualche minima differenza, ma nulla piu&#8217;. Niente tastiere avveniristiche pensate per le singole applicazioni. Dove sono, Steve!!!?</p>
<p>La cosa che mi inquieta e&#8217; che la tastiera e&#8217; sempre presentata tutta in maiuscolo e per capire se stai per scrivere in maiuscolo o in minuscolo devi guardare il look del pulsante CAPS. Altro difetto di usabilita&#8217;, per quanto mi riguarda.</p>
<p>.</p>
<p><strong>IL BROWSER<br />
</strong> Qui denuncio un po&#8217; di limiti della prova: ho perso tempo con l&#8217;interfaccia e ho guardato poco le varie applicazioni. Insomma, le ho passate tutte senza buttarmi nel dettaglio, perdonatemi.<br />
Credo che per un cellulare che dovrebbe portare Internet in mobilita&#8217; verso le masse, il browser sia fondamentale, forse un buon 30% del &#8220;cuore&#8221; del prodotto.</p>
<p>La sottospecie di Safari che c&#8217;e&#8217; sull&#8217;iPhone fa il suo lavoro, aiutato da un monitor con una risoluzione abbastanza alta, e se la cava perfettamente come browser mobile. Ma resta, appunto, un browser mobile, con tutti i difetti del caso.</p>
<p>Anche qui Steve Jobs ci aveva promesso un &#8220;Safari sul telefono&#8221; e quello che ho avuto di fronte non e&#8217; nemmeno lontanamente parente di un browser vero. La dico tutta: e&#8217; la versione a doppia risoluzione del browser del Nokia E61 (che in effetti e&#8217; espressamente derivato da Safari), con tutti i suoi limiti: niente Flash, niente Java.</p>
<p>Pero&#8217;, chissa&#8217; perche&#8217;, il browser dell&#8217;iPhone vede male siti che sull&#8217;E61 vedo senza problemi. Questioni magari risolvibili da un aggiornamento software, mentre per il supporto Flash sono seriamente scettico. <strike>Ma la verita&#8217; e&#8217; che dovremmo abolire Flash</strike>.</p>
<p>Questo e&#8217; un peccato. Il browser non e&#8217; male, anzi e&#8217; uno dei migliori browser mobili sul mercato, ma ci avevano promesso altro e le aspettative erano altissime. E infatti e&#8217; la piu&#8217; grossa delusione di tutto il telefono.<br />
Io volevo un browser vero, &#8220;Safari sul telefono&#8221;. E invece non ce l&#8217;ho. E mi duole da morire (no, in verita&#8217; godo come un riccio a farlo notare) segnalare che gia&#8217; all&#8217;epoca della presentazione dell&#8217;iPhone dissi che non avrebbero portato Safari sul cellulare, ma una versione ridotta uguale a tutte le altre. Come volevasi dimostrare.</p>
<p>In compenso il browser dell&#8217;iPhone *pretende* di essere trattato dai siti come un browser reale. Quindi addio comodissime interfacce mobili che si avviano automaticamente (per esempio quelle di Gmail) e fanno risparmiare banda e spazio sullo schermo. Che occasione mancata.</p>
<p>.</p>
<p><strong>IL CLIENT DI POSTA ELETTRONICA</strong></p>
<p>Dimentichiamoci del browser che, come il suo pari nell&#8217;E61, non consente di fare copia-incolla dalle pagine Web (anzi, l&#8217;iPhone non lo consente MAI in nessuna applicazione: proprio non esiste l&#8217;opzione e questa e&#8217; un&#8217;altra pecca clamorosa di cui non mi capacito) e passiamo all&#8217;altro pezzo da Novanta: la mail.</p>
<p>Per fortuna che ci sono decine di provider di posta elettronica che offrono agli utenti webmail ottimizzate per i dispositivi mobili (tipo Gmail), perche&#8217; l&#8217;applicazione che gestisce la posta sull&#8217;iPhone e&#8217; imbarazzante.<br />
In questo caso non so proprio cosa dire: e&#8217; brutta a vedersi, lenta e manca di tante di quelle funzioni da sembrare una versione Beta molto &#8220;early&#8221;.</p>
<p>Soprattutto e&#8217; un&#8217;applicazione lenta, che visualizza troppo poco testo per volta (io non sono presbite e vorrei poter scegliere quanta roba vedere su uno schermo cosi&#8217; grosso, invece che trovarmi obbligato a leggere poche cose gigantesche sul display) e ci mette un&#8217;eternita&#8217; a fare le tre operazioni piu&#8217; utilizzate in un client di posta elettronica mobile: aprire i messaggi, passare al messaggio successivo, cancellare un messaggio.</p>
<p>Per di piu&#8217; non ho trovato un&#8217;opzione banale come poter selezionare tutti i messaggi e cancellarli in massa, ma forse me la sono persa io: c&#8217;e'?</p>
<p>In tutta franchezza: programma pessimo, da dimenticare. Anzi, da sostituire. Gia&#8217;, ma come? Cavoli&#8230; Niente, gli utenti iPhone se lo terranno a vita (cioe&#8217; almeno 2 anni) e utilizzeranno qualche client di posta online. Oppure Apple puo&#8217; fare qualcosa via firmware? Mistero.<br />
Un&#8217;altra mossa incomprensibile. E dire che Apple i client di posta li sa fare.<br />
Il brutto e&#8217; che si tratta di un client scomodo per chi riceve piu&#8217; di una decina di messaggi al giorno. Inutilizzabile, a meno che non si sia monaci stiliti, per un uso professionale o minimamente intenso.<br />
Ecco, se c&#8217;e&#8217; qualcosa da cambiare SUBITO c&#8217;e&#8217; questo.</p>
<p>Non ho idea delle funzionalita&#8217; avanzate, non ho potuto provare ad aprire un allegato e mi sono limitato a cancellare un po&#8217; di messaggi e leggerne un po&#8217;, tanto non erano fondamentali. Quindi non so dire come funziona con Exchange, con le caselle IMAP o con altre diavolerie postali. Sorry.</p>
<p>.</p>
<p><strong>RUBRICA E SMS</strong></p>
<p>Altra feature critica, l&#8217;invio di SMS. E&#8217; la cosa che noi italiani facciamo piu&#8217; di altri al mondo. Mandiamo messaggini a centinaia e li paghiamo cari, ma non ci importa.<br />
In questo caso la tastiera tristanzuola dell&#8217;iPhone  (che in ogni caso prevede che si usino due mani: ho avuto serie difficolta&#8217; a scrivere qualcosa di compiuto tenendo il telefono in una mano e usando il pollice per picchiare i tasti, prevalentemente perche&#8217; il telefono e&#8217; lungo e sbilanciato, dondola e rischia di cadere dalle dita) e&#8217; piu&#8217; che adatta alla lunghezza delle cose da dire. E infatti i 160 caratteri sono andati che e&#8217; un piacere.</p>
<p>E poi c&#8217;e&#8217; una vecchia conoscenza: gli SMS messi sotto forma di chat. Cioe&#8217;, se io e mio cugino ci mandiamo 50 SMS a ping-pong, questi compaiono come se fossero in una chat, con tanto di fumettoni colorati (non modificabili, almeno io non ci sono riuscito).</p>
<p>Si&#8217;, e&#8217; l&#8217;esatta copia della SMS/chat del Treo. E non c&#8217;e&#8217; niente di male a copiare un&#8217;applicazione che in effetti ha tuttora successo. Basta solo proporre l&#8217;opzione per non utilizzarla, qualora gli utenti siano tetri nemici dell&#8217;estetica come il sottoscritto e preferiscano un sano elenco cronologico degli SMS ricevuti, come capita solitamente.</p>
<p>Qui niente opzione. Ti vedi gli SMS come chat e ti adegui. E io mi incavolo, perche&#8217; tra l&#8217;altro questa non e&#8217; una scelta in linea con la filosofia Apple, che normalmente risparmia all&#8217;utente inutili complicatezze, badando al sodo con un po&#8217; di carineria. Qui, invece, c&#8217;e&#8217; una cosa che mi ha sempre reso difficile, fin dai tempi del Treo 650, cercare un vecchio SMS.<br />
La rubrica di suo funziona bene. Deo gratias. Prende tutti i dati di questa terra, e&#8217; di facile utilizzo e insomma non e&#8217; che ci si potesse inventare molto: e&#8217; una rubrica! (certo che se qualcuno integrasse Plaxo nei cellulari in modo massiccio&#8230;)</p>
<p>Quello che mi lascia un po&#8217; cosi&#8217;, nonostante il giudizio positivo, e&#8217; come la rubrica e&#8217; utilizzata. Mi spiego. Forse sono io che sono abituato bene sui Nokia, ma quando devo mandare un SMS a <a target="_blank" href="http://www.giorgiovalletta.com">Giorgio Valletta,</a> scrivo il mio SMS e nel campo destinatario scrivo &#8220;val&#8221;. E il telefono mi da&#8217; l&#8217;opportunita&#8217; di scegliere tra tutti i nomi in rubrica che contengono le lettere &#8220;val&#8221; da qualche parte. Con due click, il messaggio parte.</p>
<p>Sull&#8217;iPhone ho trovato particolarmente scomoda l&#8217;integrazione della rubrica nei programmi di posta e SMS: di fatto devi sceglierti tu il nome giusto, scorrendo la rubrica a mano. Puoi aiutarti con le lettere alfabetiche e isolare tutti i nomi che iniziano con la &#8220;v&#8221;, per dire, ma in ogni caso devi cliccare sul nome esatto.</p>
<p>Non c&#8217;e&#8217; modo, insomma, di filtrare i nomi immettendo poche lettere. Esattamente come accade in OSX da anni e in Vista da mesi. Altra piccola grande scomodita&#8217;, soprattutto per gente come me che ha una rubrica di varie centinaia di nomi.</p>
<p>Confesso che sulla rubrica ho il dubbio di non essermi applicato molto a scovare opzioni nascoste e cose simili, quindi se c&#8217;e&#8217; qualcosa che mi sono perso, correggetemi: sto scrivendo a memoria impressioni di oggi pomeriggio, quindi non sono a prova di errore.<br />
.</p>
<p><strong>IL RESTO</strong></p>
<p>Beh, il resto e&#8217; poco. Mi sono perso, salvo una scorciatina, tutto il pezzo riguardante le funzioni da iPod.</p>
<p>Fa quello che ha sempre fatto un iPod, anche se devo confessare che lo schermo rende i video in modo molto piu&#8217; brillante che sugli iPod Video, ma e&#8217; una mia impressione (e non avevo iPod sotto mano per un confronto).</p>
<p>Ho dato un&#8217;occhiata al nuovo sistema di scorrimento di album e brani che durante il keynote ha fatto fare centinaia di &#8220;ooh&#8221; e &#8220;aah&#8221; ai presenti. Bello, non c&#8217;e&#8217; che dire. Lento. Ma bello. Se uno ha tante album art, e&#8217; la feature per stupire gli amici.</p>
<p>Poi nella vita reale preferisci usare un piu&#8217; sano sistema naturale di browsing, se non vuoi perdere tempo. Altra funzione che si usa i primi giorni e che poi cede il passo alle fuzioni vere, meno appealing visivamente ma sotto sotto piu&#8217; efficaci, dirette, ecc. Funzioni che grazie al cielo ci sono. <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Alla fine l&#8217;applicazione che mi e&#8217; piaciuta di piu&#8217; e Google Maps. Lo so, non e&#8217; un&#8217;applicazione Apple, ma e&#8217; li&#8217; sopra e fa la sua porca figura. Mi piaceva gia&#8217; sull&#8217;E61 e qui con lo schermone fa cose eccelse.<br />
Certo che un display cosi&#8217; e&#8217; demenziale non poterlo usare come navigatore satellitare.  Ma perche&#8217;, diavolo di uno Steve Jobs, perche&#8217;? Credo se lo stiano chiedendo tanti &#8220;melomani&#8221; e in generale tutte le persone di buon senso informate sui fatti.</p>
<p>Boh, in piu&#8217; c&#8217;e&#8217; poco. Non ho provato la visual voice mail, che non e&#8217; altro che una rappresentazione grafica della segreteria telefonica (che odio) ed e&#8217; un servizio dipendente dall&#8217;operatore. Ho visto che c&#8217;e una sorta di applicazioncina con il meteo ma, boh, ci sono decine di siti ad hoc e non ho mai colto il perche&#8217; di questa ossesione per i cirro-cumuli.<br />
Le opzioni non sono niente di che. Ho visto che  l&#8217;iPhone si aggancia subito al WiFi piu&#8217; potente e non  a quello che vuoi tu. E se quello piu&#8217; potente non  funziona o non e&#8217; il tuo, si aggancia lo stesso. Roba da risolvere con 2 o 3 click a mano, ma comunque noiosa. E non ho capito se e&#8217; risolvibile tramite il pannello opzioni (cioe&#8217;, io non ho trovato niente).</p>
<p>Casomai aveste dubbi sul WiFi, in ogni caso consolatevi: funziona discretamente, si naviga abbastanza veloci (anche se il rendering delle pagine del simil-Safari non e&#8217; da primato) e si configura con discreta facilita&#8217;. Sicuramente in modo piu&#8217; facile che con l&#8217;E61, anche se pare che l&#8217;E61i abbia un sistema piu&#8217; intuitivo, ma non ne ho prova certa.</p>
<p>Cavoli, dimenticavo le suonerie. Non personalizzabili. Si possono solo scegliere quelle presenti nel sistema, che sono poche e molto &#8220;bippose&#8221;, roba da 2000-2001 o giu di li&#8217;. Userei l&#8217;iPhone solo col vibracall, che per di piu&#8217; e&#8217; facile da attivare e ha una bella vibrazione, simile al Blackberry 8700.</p>
<p>.</p>
<p><strong>LA FOTOCAMERA</strong></p>
<p>Riservo un capitolo a parte alla fotocamera, perche&#8217; se lo merita. Ma e&#8217; un merito negativo. L&#8217;iPhone fa le foto ma non i video, con la sua fotocamerina da 2 Megapixel dichiarati.<br />
Scattare una foto significa usare lo schermo come viewfinder,  premere il controllo apposito e guardare la foto. Niente zoom, niente impostazioni, niente effetti. Scatta e guarda.<br />
Visto il look dell&#8217;applicazione per le foto e viste le feature, il sospetto che la gestione della fotocamera sia stata un po&#8217; (troppo) buttata via e&#8217; fortissima. Il sensore da 2 Megapixel fa quello che puo&#8217;: niente autofocus, niente flash, niente zoom. In quel caso li&#8217;, meglio un telefono senza fotocamera e con 50/100 dollari di prezzo in meno, no?</p>
<p>Mi inquieta l&#8217;idea che un sistema di questo genere non sia emendabile e non accetti applicazioni di terze parti, perche&#8217; l&#8217;applicazione fotografica e&#8217; ridicola, forse imbarazzante. Cioe&#8217;, il grado di pretesa raffinatezza dei servizi e delle operazioni sull&#8217;iPhone qui casca clamorosamente.</p>
<p>Certo, lo so benisismo che la fotocamera e&#8217; un attrezzo poco utile e francamente trascurabile in un telefono. Pero&#8217; c&#8217;e&#8217; e gli utenti la pagano salata. E se la Apple non ci credeva, poteva toglierla.<br />
Non certo implementarla alla garibaldina. (tra l&#8217;altro appena il &#8220;signore&#8221; torna negli States, mi invia le foto che ho scattato, cosi&#8217; le pubblico e ci facciamo un&#8217;idea della qualita&#8217; del sensore [ve lo anticipo: sufficiente e nulla piu'])</p>
<p><strong>UN PO&#8217; DI CONCLUSIONI</strong></p>
<p>Vorrei per due minuti fare la persona seria e pregarvi di capire che questa non e&#8217; esattamente una recensione, ma una prova superficiale e transitoria, fatta cosi&#8217; tanto per non sentirsi dire dal primo che passa &#8220;non lo hai provato&#8221;, rilievo che evidentemente non vale per chi parla bene a priori dell&#8217;iPhone.</p>
<p>Ora l&#8217;ho provato. E l&#8217;ho provato quanto basta per farmi un&#8217;idea precisa di cosa sia l&#8217;iPhone e dove voglia andare a parare.</p>
<p>Beh, questo e&#8217; un iPod che fa le telefonate, manda gli SMS e volendo naviga su Internet e gestisce la posta.  Non ho provato le funzioni telefoniche, ma immagino siano ok.<br />
In compenso le altre 3 attivita&#8217; che ho elencato non sono il massimo (cioe&#8217;, il browser e&#8217; un buon browser mobile, ma non e&#8217; the real thing) o fanno violentemente pieta&#8217; (il client di posta piu&#8217; lento dai tempi di Pocket Outlook per il mio vecchio ipaq 3850).</p>
<p>Alla Apple non sono dei fresconi e non sono nemmeno gli ultimi arrivati, quindi *nel loro ambito* sanno distinguersi.<br />
L&#8217;interfaccia e&#8217; carina e almeno all&#8217;inizio diverte (anche se non e&#8217; nulla di miracoloso, rivoluzonario o anche solo migliore come user experience: e&#8217; carina e basta), il look e&#8217; curato e non c&#8217;erano dubbi e l&#8217;aggeggio ha una sua coolness non so se dovuta al momento o ad una sua &#8220;anima&#8221;.</p>
<p>Pero&#8217;, poi, bisogna farci un telefono. E i guai di questo telefono sono tanti. E non sono guai che riguardano me, utente business che vive grazie ai suoi due telefoni e alle cose che gli permettono di fare. Sono guai per tutti.</p>
<p>Cioe&#8217;, se la tastiera non permette di scrivere agevolmente testi con un minimo di punteggiatura, e&#8217; un problema per tutti, cosi&#8217; come l&#8217;assenza di copia-incolla e l&#8217;instabilita&#8217; (davvero un po&#8217; eccessiva, perfino per un eventuale reduce di Windows ME) del browser o l&#8217;impraticabilita&#8217; del client di posta.</p>
<p>Le cause di queste pecche gravi e universali &#8211; per quanto mi riguarda deal-breaking: non mi comprerei mai un iPhone fatto cosi&#8217; e non lo consiglierei a nessuno (valuteremo un&#8217;eventuale seconda release) &#8211;  sono fondamentalmente due.</p>
<p>La prima e&#8217; l&#8217;inesperienza di Apple nel campo della creazione di telefoni. C&#8217;e&#8217; poco da fare, ma l&#8217;intero iPhone denuncia una scarsa dimestichezza con le necessita&#8217;, i ritmi e i percorsi di chi usa il cellulare.</p>
<p>Infatti piu&#8217; lo usavo e piu&#8217; mi sembrava di avere davanti un piccolo tablet computer. Un tablet computer senza programmi, che fa poco e niente (e questo e&#8217; un limite minore), ma non un telefono. In questo, Nokia e&#8217; sempre stata capace di fare prima il telefono e poi tutto il resto. Apple no, almeno per questo prodotto. In futuro chissa&#8217;.</p>
<p>La seconda e&#8217; il ritardo palese del mercato mobile statunitense rispetto a quello europeo e in particolare quello italiano (che resta uno dei piu&#8217; dinamici al mondo, con uno tra i tassi di penetrazione delle telefonia mobile piu&#8217; alti al mondo).</p>
<p>Mi spiego: negli States usano molto meno il cellulare di noi e lo usano molte meno persone, proporzionalmente, rispetto a noi.<br />
E per di piu&#8217; i terminali che utilizzano sono mediamente meno evoluti (per esempio la Nokia  ha tolto il WiFi all&#8217;E61 per gli States, che si chiama E62).</p>
<p>Oltre a tutto cio&#8217;, il mercato locale statunitense e&#8217; completamente diverso da quello europeo. Li&#8217; impera Motorola, che in Europa credo sia il marchio telefonico con la peggiore reputazione sul mercato, mentre da noi domina Nokia in modo incontrastato, con prodotti piu&#8217; innovativi.</p>
<p>E&#8217; ovvio, quindi, che questo iPhone non e&#8217; minimamente adatto all&#8217;utente europeo e ancora di piu&#8217; a quello italiano, indipendentemente dalle sue necessita&#8217;. Magari fanno in tempo a cambiarlo un po&#8217;, prima del lancio europeo, ma il mio sesto senso mi dice di no. Forse ci piazzano giusto la 3G. Forse.<br />
In verita&#8217; quello che la gente ha di fronte e&#8217; il migliore iPod mai prodotto: uno schermo della madonna, una durata delle batterie notevole in fase di riproduzione video (mentre si spompano un po&#8217; troppo durante il &#8220;lavoro&#8221; telefonico), uno speaker integrato che non e&#8217; quello dell&#8217;N95 (stereo, fighissimi, incredibilmente potenti per la loro dimensione), ma comunque e&#8217; uno speaker, il WiFi integrato e pure una tastiera virtuale per rinominare i file, ecc.<br />
Certo, non e&#8217; ancora compatibile con DivX e XviD, ma e&#8217; gia&#8217; un passo avanti.</p>
<p>Come acquisto, fossi interessato, lascerei perdere. In questo momento ha troppe pecche gravi e gravissime, alcune credo strutturali e irrisolvibili. Se l&#8217;hardware pare non avere problemi (anche se lo schermo non era esattamente una meraviglia, dopo essersi fatto un volo intercontinentale: non era rigato in modo evidente ma non era nemmeno &#8220;vergine&#8221;), il software mi sembra un po&#8217; raccogliticcio, a tratti. Per esempio non capisco le incoerenze grafiche tra applicazione e applicazione o le incoerenze di controllo tra Google Maps e altri programmi.</p>
<p>Qualche irriducibile mi dira&#8217; &#8211; fideisticamente &#8211; che l&#8217;esperienza dell&#8217;interfaccia vale da sola il prezzo di 2000 dollari su 2 anni (questo il minimo total cost of ownership del telefono, incluso l&#8217;abbonamento obbligatorio per 24 mesi ad At&#038;T a non meno di 60 dollari al mese, con un piano &#8220;povero&#8221; [es. solo 200 SMS]).</p>
<p>Il migliore argomento per smentire questa affermazione fideistica e&#8217; uno solo: l&#8217;esperienza diretta.<br />
Io non posso fare altro che chiedervi di provarla.</p>
<p>Capirete dopo 2 minuti che l&#8217;interfaccia non vale assolutamente il prezzo. Non perche&#8217; e&#8217; fatta male (anzi), ma perche&#8217; non offre reali vantaggi, al massimo offre un&#8217;alternativa non meccanica ma senza feedback (e in alcuni casi da&#8217; di meno, vedi la tastiera).</p>
<p>Al massimo diverte, stupisce, diversifica, ecc. Ma non cambia drasticamente l&#8217;esperienza d&#8217;uso come e&#8217; avvenuto sugli iPod, forse perche&#8217; l&#8217;interfaccia di un telefono e&#8217; molto piu&#8217; complessa e non consente grandi alterazioni senza mandare gli utenti in confusione, forse perche&#8217; alla fine il vecchio modello con tastiera e schermo non-tattile non e&#8217; poi cosi&#8217; male.</p>
<p>Questo e&#8217; quello che ho visto. Ho provato a raccontarvelo senza l&#8217;antipatia naturale che mi evocano i fans dei marchi, i fighetti, il conformismo geek della blogosfera e in generale il tono autopromozionale tronfissimo di cui si ammanta la comunicazione Apple da un po&#8217; di anni.</p>
<p>Fate voi le vostre valutazioni personali, etiche, estetiche ed economiche. Mi scuso per non aver potuto pasticciare di piu&#8217; il telefono, ma ho gia&#8217; avuto fortuna a poterlo provare cosi&#8217;.<br />
Tanto, tempo 24 ore, credo uscira&#8217; qualche recensione in italiano, per voi anglofobi (perche&#8217; quelle in inglese stanno letteralmente invadendo la Rete). E sara&#8217; sicuramente piu&#8217; completa.</p>
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		<title>It&#8217;s time for us to stream</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 13:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa e&#8217; partita tra noi blogger torinesi l&#8217;idea di fare qualcosa per celebrare l&#8217;avvento di Veltroni e la sua (giusta: lo fa nella capitale della sinistra italiana!) presentazione della sua candidatura alle primarie del Partito Democratico a Torino.
L&#8217;idea era fare una diretta Web della cosa, usando le tecnologie &#8220;povere&#8221; ma belle che ultimamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa e&#8217; partita tra noi blogger torinesi l&#8217;idea di fare qualcosa per celebrare l&#8217;avvento di Veltroni e la sua (giusta: lo fa nella capitale della sinistra italiana!) presentazione della sua candidatura alle primarie del Partito Democratico a Torino.</p>
<p>L&#8217;idea era fare una diretta Web della cosa, usando le tecnologie &#8220;povere&#8221; ma belle che ultimamente sperimentiamo (per esempio www.ustream.tv).</p>
<p>Poi ci siamo accorti che la diretta Web dell&#8217;intervento di Veltroni l&#8217;avrebbero fatta tutti, per di piu&#8217; molto meglio di noi, con telecamere serie, banda a volonta&#8217;, satelliti, ecc.<br />
Quindi se non siete a Torino e non siete tra i fortunati invitati, fate cosi&#8217;: andate su Sky TG 24 o su Repubblica.it e vi guardate lo streaming.</p>
<p>Noi facciamo un&#8217;altra cosa: commentiamo live dalla sala il discorso di Veltroni, sperando di dire cose non banali o di non accanirci su di lui perche&#8217; e&#8217; della juve. E sperando che qualche diessino che passa di li&#8217; non ci insulti perche&#8217; cazzeggiamo (che da quelle parti sono tutti un po&#8217; troppo seri).<br />
In pratica potete tenere aperto lo streaming di Veltroni su Repubblica e sentire noi che chiosiamo. Oppure tenete aperto solo il nostro streaming e sperate che si senta anche l&#8217;audio di Veltroni.</p>
<p>Promettiamo di essere infinitamente meno professionali della Gialappa, ma assolutamente piu&#8217; genuini.</p>
<p>Ci trovate <a target="_blank" href="http://www.ustream.tv/channel/veltroni">qui</a>, oppure <a target="_blank" href="http://estrablog.net/wp/2007/06/27/veltroni-day/">embeddati nel blog di Estragon</a>.</p>
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		<title>Menu&#8217; d&#8217;inizio settimana</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 01:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedi&#8217;
- riunione/visita di piacere in nota agenzia pubblicitaria torinese piu&#8217; o meno ad ora di pranzo
- pranzo che, a rigor di logica, non durera&#8217; piu&#8217; di 10 minuti
- rush automobilistico impossibile, al fine di raggiungere la capitale dell&#8217;Impero del Male (Milano) e fare un&#8217;altra riunione/visita di piacere ad un&#8217;altra agenzia, stavolta non pubblicitaria ma musicale
- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedi&#8217;</p>
<p>- riunione/visita di piacere in nota agenzia pubblicitaria torinese piu&#8217; o meno ad ora di pranzo</p>
<p>- pranzo che, a rigor di logica, non durera&#8217; piu&#8217; di 10 minuti</p>
<p>- rush automobilistico impossibile, al fine di raggiungere la capitale dell&#8217;Impero del Male (Milano) e fare un&#8217;altra riunione/visita di piacere ad un&#8217;altra agenzia, stavolta non pubblicitaria ma musicale</p>
<p>- recupero di noto dj torinese, disperso per la capitale dell&#8217;Impero del Male alla caccia di primizie discografiche (come estorce lui i promo alle case discografiche, non c&#8217;e&#8217; nessuno)</p>
<p>- rientro ad ore imprecisate con il suddetto dj torinese, cercando di sopravvivere alle chicane dell&#8217;autostrada piu&#8217; lenta del mondo; e&#8217; ragionevole pensare che ascolteremo i promo procacciati</p>
<p>Martedi&#8217;</p>
<p>- giornata lavorativa un po&#8217; infame, con noie burocratiche, fatturazioni, pagamenti, ecc. Ma niente di drammatico, suvvia!<br />
- visita alla banca per altre menate burocratiche</p>
<p>- ennesimo trasferimento nel tardo pomeriggio verso la gia&#8217; citata capitale dell&#8217;Impero del Male</p>
<p>- spazio aperitivo libero (sono piu&#8217; o meno in zona Garibaldi), quindi se siete a Milano contattatemi a suzukimaruti@gmail.com e se ne parla</p>
<p>- cena e cazzeggio paralavorativo con noto rappresentante di nota agenzia pubblicitaria multinazionale, ma soprattutto persona che subisce da mesi mie telefonate senza mandarmi a stendere: prossimo premio Nobel per la Pace</p>
<p>- a seconda della gradazione del vino a cena, rientro piu&#8217; o meno lento a Torino, auspicando che non chiudano l&#8217;autostrada dopo Rho, come capita spesso la notte; in quel caso, mesto rientro in statale con constatazione di quanto sia brutta la Pianura Padana in generale e il novarese in particolare</p>
<p>- niente radio, che&#8217; il gia&#8217; citato noto dj che mi fa da sparring partner via etere e&#8217; all&#8217;estero</p>
<p>Mercoledi&#8217;</p>
<p>- giornata lavorativa relativamente easy, salvo addensamenti di uccelli paduli nelle ultime ore</p>
<p>- nel mezzo, spedizione familiare per rimediare alla carenza di capi di vestiario stagionali presentabili</p>
<p>- faticoso raggiungimento del Lingotto per accogliere Walter Veltroni che si candida a segretario del Partito Democratico. Tra l&#8217;altro dovrei anche scriverci un post e dovrei pure parlare de &#8220;<a target="_blank" href="http://www.imille.org">i Mille</a>&#8221; (ma prima devo capire se e&#8217; l&#8217;ennesima donchisciottesca operazione alla Scalfarotto destinata a risolversi in nulla di rilevante o se e&#8217; una cosa che ha anche una minima consistenza politica).</p>
<p>- qualcosa di sinistra, tipo una cena con qualche reduce del Lingotto; anche in quel caso, se ci siete fate mi un fischio via mail a suzukimaruti@gmail.com anche il giorno stesso</p>
<p>- niente radio, per gli stessi motivi del giorno prima</p>
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		<title>Il piacere di saperlo</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2007/06/21/il-piacere-di-saperlo-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 13:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[1) Piu&#8217; o meno dalle 18, oggi sono in giro per il centro di Genova per questioni lavorative (del genere piacevole, fortunatamente).
Devo vedere un po&#8217; di amici blogger e non solo. Se per caso capitate di li&#8217;, fatemi una twitterata o &#8211; meglio ancora &#8211; una mail sul Blackberry (suzukimaruti@gmail.com) e ci beviamo insieme qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1) Piu&#8217; o meno dalle 18, oggi sono in giro per il centro di Genova per questioni lavorative (del genere piacevole, fortunatamente).</p>
<p>Devo vedere un po&#8217; di amici blogger e non solo. Se per caso capitate di li&#8217;, fatemi una twitterata o &#8211; meglio ancora &#8211; una mail sul Blackberry (<a href="mailto:suzukimaruti@gmail.com">suzukimaruti@gmail.com</a>) e ci beviamo insieme qualcosa di fresco. Anzi, di freddo, visto la caldazza che c&#8217;e&#8217; in questi giorni.</p>
<p>2) A conferma che le classifiche dei blog servono a poco, sono parziali e sono troppo dipendenti dal parametro di misura scelto, scopro che la neonata classifica di <a target="_blank" href="http://www.wikio.it/blogs">Wikio mi piazza quinto assoluto </a>tra i blogger italiani (cosa che non sta ne&#8217; in cielo ne&#8217; in terra) nello stesso momento in cui la classifica di <a target="_blank" href="http://it.blogbabel.com/metrics/blog/suzukimaruti/">BlogBabel mi piazza nella peggiore posizione di sempre</a>, fuori dalla Top Fourty (altra cosa irragionevole, visto che ultimamente c&#8217;e&#8217; un traffico notevole da queste parti, oltre che un bel po&#8217; di gente che linka).<br />
Non che le classifiche servano a qualcosa (mi interessa solo quella di Serie A, ma se ne riparla a settembre), ma mi piaceva segnalare il fatto che, almeno nel mio caso, il tanto annunciato &#8220;<a target="_blank" href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/01/03/19/200701031901">anno delle metriche</a>&#8221; (e in effetti lo e&#8217;) sta diventando &#8220;l&#8217;anno delle metriche alla cazzo di cane&#8221;.</p>
<p>3) Classifica a parte (che peraltro mi fa dei favori immeritati <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), <a target="_blank" href="http://www.wikio.it/">Wikio</a> mi sembra carino. Non so spiegare come mai, ci devo pensare ancora un po&#8217;, ma sono 2 giorni che mi ritrovo ad usarlo. Forse perche&#8217; porta a galla <a target="_blank" href="http://www.wikio.it/blogs">post interessanti di blog che non conoscevo</a>. Fatto sta che mi piace.</p>
<p>4) Dopo che ha graziato noi utenti Nokia, <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/14/unaltra-killer-application-per-i-cellulari-nokia-e-intanto-liphone-invecchia-male/">Fring</a> e&#8217; uscito anche per chi ha cellulari e smartphone <a target="_blank" href="http://blog.fring.it/?p=36">con sopra Windows Mobile</a>! Se per caso vi chiedete cosa sia Fring, sappiate che vi siete persi una delle applicazioni piu&#8217; intelligenti degli ultimi anni: un client (che include la telefonia VoIP, anche SIP) Skype, Gtalk e altri sistemi di Instant-Messaging che funziona sui cellulari.<br />
E se avete un cellulare Wi-Fi o un celllulare 3G con un piano dati credibile, questo significa telefonare gratis via Web e ridurre di molto la bolletta, oltre che poter usare in mobilita&#8217; i piu&#8217; diffusi sistemi di IM. (dimenticavo: funziona pure per twitterare!)<br />
Qualche vecchio post su Fring <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/14/unaltra-killer-application-per-i-cellulari-nokia-e-intanto-liphone-invecchia-male/">qui</a> e <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/01/31/scaricatevi-fring-ora-chiamate-con-skype-e-gtalk-su-cellulari-nokia-via-wi-fi-finalmente/">qui</a>.<br />
Tutta roba che sull&#8217;iPhone non ci sara&#8217;, <a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/01/14/niente-software-di-terze-parti-per-liphone-parola-di-steve-jobs-ma-perche-colpa-di-itunes/">come avevo ampiamente segnalato</a>, tra lo scherno generale di tanti che (dio quanto godo a dirlo!) si sbagliavano.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiornamenti sparsi in cui do di nuovo del gay a Tiziano Ferro, ma c&#8217;è altro</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2007/06/12/aggiornamenti-sparsi-in-cui-do-di-nuovo-del-gay-a-tiziano-ferro-ma-ce-altro/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 04:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il tanto atteso post a punti (pochi, peraltro) in cui metti un po&#8217; di cose che vorresti dire ma che, per una ragione o per l&#8217;altra, non trasformi in post a sè.
- Genova!
Sono giorni che in un modo o nell&#8217;altro ho puntato le antenne su Genova. Prima perché passa di lì Berlusconi e &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il tanto atteso post a punti (pochi, peraltro) in cui metti un po&#8217; di cose che vorresti dire ma che, per una ragione o per l&#8217;altra, non trasformi in post a sè.</p>
<p>- Genova!<br />
Sono giorni che in un modo o nell&#8217;altro ho puntato le antenne su Genova. Prima perché passa di lì Berlusconi e &#8211; finalmente &#8211; la gente comune lo fischia e lo manda a stendere. Proprio lui, uno che gira sempre con una o più claque pagate, portate con apposito pullman.</p>
<p>Poi perché non solo Berlusconi viene sfanculato, ma la destra viene battuta in Comune e in Provincia, nonostante il terrorismo politico e mediatico che ha praticato in campagna elettorale, complici i media (che ancora controlla).</p>
<p>E poi ancora perché finalmente il Genoa torna in Serie A! Per me è una gioia tremenda: Genoa e Toro sono la stessa squadra, abbiamo un&#8217;identità perfetta tra tifosi, non riesco nemmeno bene a distinguere le due squadre. Sono tifoso del Toro e anche del Genoa e in quell&#8217; &#8220;anche&#8221; non c&#8217;è nessun sottotono di separazione.<br />
D&#8217;altronde non riesco a non identificarmi in una squadra che, quando (raramente e con sofferenza) conquista qualcosa, riempie i balconi della città di cui porta il nome di bandiere polverose, lise, consunte dal tempo: testimonianza di glorie passate. Forse davvero il ToroGenoa è una contrada morta che, nel calcio dei padroni e degli arroganti, non si rassegna al suo destino e prova a resistere.</p>
<p>Tanto per non terminare il mood filogenovese di questi giorni, oggi un bel pranzo di lavoro con quel grand&#8217;uomo di <a href="http://mfcailloux.blogspot.com/" target="_blank">Marco Formento</a>, in cui abbiamo gioiosamente parlato e cazzeggiato di blog e dintorni. E proprio in quello &#8211; cioè in una cosa che avremmo fatto comunque e gratuitamente &#8211; consisteva il &#8220;di lavoro&#8221; del pranzo. &#8220;Sempre meglio che lavorare&#8221;, penserà qualcuno. Che dire, concordo!</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/suzukimaruti/" target="_blank">Cliccando qui</a>, c&#8217;è qualche testimonianza fotografica del trip genovese di questi giorni. </p>
<p> </p>
<p>- Grandine!</p>
<p>Di ritorno da Genova, astuto come un cervo, oggi decido di evitare una tangenziale che sembrava intasata di macchine fino dal raccordo di Santena e mi prendo la briga di guidare da Villanova d&#8217;Asti fino a casa, ovviamente evitando le statali trafficate e optando per un sano percorso collinare.<br />
Peccato che nel mentre scoppi la bufera, una di quelle vere. Pioveva talmente tanta grandine che non riuscivo a fare una telefonata (con tanto di auricolare potente) mentre guidavo, tanto era assordante il rumore dei chicchi sulla lamiera.<br />
Nel mentre, ogni strada in salita si trasformava in una sorta di ruscello (con tratti fiumosi) da risalire, con acqua e fango a secchiate. E ogni discesa in una lotteria di aquaplaning in mezzo a pozzanghere trasformate in laghi.<br />
In sostanza ho fatto le ultime 3 tratte della San Vito-Revigliasco faticando in salita e galleggiando in discesa, come all&#8217;Aquafan, ma su un ciambellone d&#8217;acciaio da 1300 chili. Meno male che sono dritte (giusto <a href="http://www.suzukimaruti.it/2006/04/16/the-suzuki-witch-project/" target="_blank">di fronte a dove mi ero quasi perso ad aprile scorso</a>: luogo topico?).<br />
Nel mentre, ben 4 macchine che avevo davanti sono andate a sbattere più o meno rovinosamente. Io, illeso e con l&#8217;auto illibata (grandine a parte). Tradotto in termini pratici: Gronholm mi fa una pippa! Sono tornato a casa, una volta giunto propriamente in città, gongolando e dandomi del rallysta provetto, pompandomi l&#8217;autostima (&#8221;auto&#8221; nel senso motoristico della parola)</p>
<p> </p>
<p>- Menate!</p>
<p>Nel vuoto pneumatico di questo giugno piovoso che non accenna a smettere di deliziarci con un&#8217;oretta di diluvio quotidiano, sto covando un progetto stupido. Una di quelle cavolate che abbozzi per intrattenerti e che poi lasci stare così, a livello di idea balzana partorita in un momento di noia. E&#8217; che io impazzisco per queste mezze idee, incomplete, buttate lì, donchisciottesche e miseramente incompiute.<br />
L&#8217;idea è questa: compilare un &#8220;vocabolario del possibile&#8221;, cioè un elenco di parole che serva a raccontare meglio i nostri tempi, senza eufemismi, diminutio politically correct, giri di parole, lunghe spiegazioni. Mi sono accorto che ci sono decine di situazioni, personaggi, idee, cose, ambienti, movimenti, ecc. che non hanno una parola dedicata. I tedesci sono fortunati: se la coniano e morta lì. Per noi è un problema: abbiamo troppo poche parole e troppe sono malamente sinonime.<br />
Quindi inventiamone di nuove: alla fine, un po&#8217; per ridere e un po&#8217; per necessità, lo facciamo più di quando crediamo.</p>
<p>Ad esempio, recentemente ho coniato &#8220;tettorale&#8221;, ovvero il termine che indica come si riducono i pettorali degli uomini dopo i trent&#8217;anni, se non fanno un&#8217;adeguata attività fisica. Mantengono sì la forma da pettorale, ma diventano pettorali cicciosi, sulla via della tettificazione. E&#8217; un problema diffusissimo e - lo dico a tutti quelli che stanno già dicendosi &#8220;sì, ma domani mi iscrivo in palestra&#8221; &#8211; assolutamente irrimediabile entro l&#8217;estate. Rassegnatevi.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi ha fatto di meglio. Per esempio, <a href="http://odiamore.wordpress.com/" target="_blank">una della autrici di questo blog</a> ha inventato il geniale termine &#8220;<a href="http://odiamore.wordpress.com/2007/06/10/levoluzione-della-gatta-morta/" target="_blank">purittana</a>&#8220;, che definisce una nuova categoria di individui femminili decisamente meglio di mille parole selezionate una ad una.<br />
Il post (e in generale il blog) meritano un&#8217;attenta lettura, anche perché le paturnie sentimentali altrui &#8211; se scritte bene &#8211; sono divertenti.</p>
<p>Ovviamente se avete qualche termine di vostra invenzione che sia utile a capire meglio questi anni, contribuite.</p>
<p> </p>
<p>- Tigano Ferro! (no, non è un refuso)</p>
<p>Mi si sbricioleranno tutti i dischi dei Led Zeppelin per contrappasso dantesco, ma non posso esimermi dal dire che l&#8217;ultimo singolo di Tiziano Ferro è una delle cose più gay militanti che ho visto negli ultimi anni, con tanto di ritornello hi-energy su cui fare balletti ai limiti della decenza e dell&#8217;autostima. Per di più Raffaella Carrà è da sempre un&#8217;icona gay veneratissima dalla comunità e partecipa pure al video, che è gayescamente simpatico.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/ihLgKPdCXQk" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ihLgKPdCXQk"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor">Tiziano Ferro-E Raffaella e&#8217; mia</div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=ihLgKPdCXQk">Download!</a></div>
</div>
<p>Ora, se fossimo un paese civile, un brano simile sarebbe remixato da Tiga sulla falsariga di &#8220;You Gonna Want Me&#8221; e diventerebbe il singolo dell&#8217;estate senza concorrenza alcuna.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/8VN3r_uiG98" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8VN3r_uiG98"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor">Tiga video you gonna want me</div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=8VN3r_uiG98">Download!</a></div>
</div>
<p>Anzi, se ci fosse un buon mash-uppatore là fuori, mescolerebbe i due pezzi e farebbe un ibrido ammirevole. Dai, lo fate? Ho messo lì i due video, gli mp3 li trovate: un po&#8217; di taglia e cuci e qualcosa viene fuori. Visto che non ci danno il tormentone estivo, non ci resta che farcelo da noi.</p>
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		<title>Stasera, nuovamente la radio live su uStream</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 17:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tirarsela via blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle 21 e 10 alle 24, Giorgio Valletta e il sottoscritto sono live in radio. A Torino ci sentite sui 91.2 Mhz in FM.
Nel resto del mondo, ci ascoltate (e guardate fare le facce da scemi con la webcam) su uStream a questo indirizzo qui.
Per tutti quelli che ci ascoltano, promettiamo interazione, cazzeggio sulla chat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle 21 e 10 alle 24, <a href="http://www.giorgiovalletta.com" target="_blank">Giorgio Valletta</a> e il sottoscritto sono live in radio. A Torino ci sentite sui 91.2 Mhz in FM.</p>
<p>Nel resto del mondo, ci ascoltate (e guardate fare le facce da scemi con la webcam) <a href="http://www.ustream.tv/channel/solo-per-malati-di-mente" target="_blank">su uStream a questo indirizzo qui.</a></p>
<p>Per tutti quelli che ci ascoltano, promettiamo interazione, cazzeggio sulla chat di uStream e su Twitter, brani a richiesta (che non mettiamo e vi facciamo l&#8217;ultimo prezzo per la pochezza delle richieste <img src='http://www.suzukimaruti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), chiacchiere off-the-air durante le pubblicita&#8217; e invettive su richiesta.</p>
<p>Per di piu&#8217; stasera ci scateniamo, suonando i vari &#8220;Milano is burning&#8221;, &#8220;Limonare&#8221;, &#8220;Torino is burning&#8221; e anche &#8220;Twitter is burning&#8221;. Anzi, se avete qualche &#8220;burning&#8221; vostro, mandatemelo a suzukimaruti@gmail.com e lo trasmettiamo.</p>
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