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	<title>Suzukimaruti &#187; Visioni</title>
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	<description>Oui, je suis un relativiste</description>
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		<title>La Vénus d&#8217;argent du radiateur</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 22:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La tv francese negli anni Settanta doveva essere qualcosa di straordinario, non so se nel bene o nel male.
Fatto sta che nel 1971 hanno prodotto un mega-special su Serge Gainsbourg, di quelli a metà tra fiction e one-man-show, coi video fatti in studio, ecc.. Sì, da noi li fanno fare a gente del calibro di Panariello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tv francese negli anni Settanta doveva essere qualcosa di straordinario, non so se nel bene o nel male.</p>
<p>Fatto sta che nel 1971 hanno prodotto un mega-special su Serge Gainsbourg, di quelli a metà tra fiction e one-man-show, coi video fatti in studio, ecc.. Sì, da noi li fanno fare a gente del calibro di Panariello e Celentano, lo so.</p>
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=FVm-Fw-DtJU">Download!</a></div>
</div>
<p>Il risultato è contemporaneamente &#8211; ecco perché Gainsbourg è divino nei suoi ossimori - sublime e terribile e lo dimostra il video di &#8220;Melody&#8221;, che riesce contemporaneamente ad essere:</p>
<p>- una delle mie 10 canzoni da isola deserta, anche se tecnicamente non è che il porcone canti (e <a href="http://www.suzukimaruti.it/2005/11/08/aguzzate-ludito/" target="_blank">visto che l&#8217;hanno coverizzata lasciandola praticamente immutata</a>, credo lo sia anche di Beck e di David Holmes)</p>
<p>- una poesia futurista sull&#8217;automobile che Marinetti se la sogna</p>
<p>- la migliore pubblicità possibile per la Rolls-Royce; fossi stato il loro capo marketing all&#8217;epoca, avrei venduto l&#8217;anima di tutto il reparto per far scrivere del mio logo:</p>
<p><em>Prince des ténèbres, archange maudit,<br />
Amazone modern&#8217; style que le sculpteur,<br />
En anglais, surnomma Spirit of Ecstasy</em></p>
<p>- una cosa di pessimo gusto (cioè, davvero, lei che fa l&#8217;angelo della Rolls è TROPPO)</p>
<p>- una cosa meravigliosa (cioè, davvero, lei che fa l&#8217;angelo della Rolls è TROPPO)</p>
<p>- una cosa davvero romantica (e se non vi sembra romantica la storia di un ubriaco che mette sotto con la sua Rolls una ciclista e da lì nasce una liason, significa che non credete all&#8217;amore per caso; tanto vale trasferirsi in India e combinare un matrimonio o comprarsi una moglie filippina per posta)</p>
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		<title>Allegria di randagi</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/03/24/allegria-di-randagi/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 14:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non so se questa vignetta mi fa ridere o mi addolora mostruosamente. Ma già solo l&#8217;immagine dei due cani che si amano, tenuti alla catena in modo da non potersi sfiorare, mi trapassa da parte a parte. E da trafitto ridere diventa problematico.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image734" style="width: 693px; height: 420px" height="420" alt="pearls2008030349279.jpg" src="http://www.suzukimaruti.it/wp-content/uploads/2008/03/pearls2008030349279.jpg" width="693" /></p>
<p>Non so se questa vignetta mi fa ridere o mi addolora mostruosamente. Ma già solo l&#8217;immagine dei due cani che si amano, tenuti alla catena in modo da non potersi sfiorare, mi trapassa da parte a parte. E da trafitto ridere diventa problematico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco che tirano fuori di nuovo i cosacchi in campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 11:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le liste di candidati espresse direttamente dai partiti sono una manna dal cielo, perché &#8211; soprattutto a destra, ma non esclusivamente &#8211; candidano cani e porci, con punte surreali.
La più bella candidatura è sicuramente quella dell&#8217;UDC, che ha piazzato numero 19 in lista in un collegio impossibile nientemeno che il mitico bambino che in uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le liste di candidati espresse direttamente dai partiti sono una manna dal cielo, perché &#8211; soprattutto a destra, ma non esclusivamente &#8211; candidano cani e porci, con punte surreali.</p>
<p>La più bella candidatura è sicuramente quella dell&#8217;UDC, che ha piazzato numero 19 in lista in un collegio impossibile nientemeno che il mitico bambino che in uno Zecchino d&#8217;oro di più di quarant&#8217;anni fa cantava &#8220;Popoff, il piccolo cosacco&#8221;.</p>
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=b08vaJB8x10">Download!</a></div>
</div>
<p>In verità la canzone è stucchevole, anche se c&#8217;è di peggio, cioè i commenti al video degli utenti di YouTube, credo tutte persone a cui la chiusura di una trasmissione come &#8220;Piccoli fans&#8221; ha svuotato la vita di significato (cioè, esiste una vera e propria categoria di persone, in gran parte pubblicitari anni Ottanta, che trova &#8220;cariiiiiiiino&#8221; guardare bambini obbligati a fare cose per loro imbarazzanti).</p>
<p>Però, visto che ormai in questo blog va di moda interpretare l&#8217;esistente attraverso l&#8217;opera di Elio e le Storie Tese, riascoltato &#8221;Popoff&#8221; non può non venire in mente questa adorabile cover di Minghi&#038;Mietta, forse una delle cose più belle fatte da Elio in tutta la sua carriera: un mashup tra il brano più mielosamente &#8220;palazzeschiano&#8221; della produzione di Minghi - pardon, del &#8220;maestro Minghi&#8221; - &#8221;Popoff&#8221; e pure un sirtaki classico, tanto per gradire.</p>
<div class="wpv_videoc">
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</div>
<p> </p>
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		<title>Ciarrapico? Fascista? Ma di che vi lamentate? Noi lo amiamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 19:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Sbagliate a prendervela con Ciarrapico, autodefinitosi fascista nel 2008 e candidato nel PDL, in nome del rinnovamento (oltre a credere in idee fresche è giovane pure lui e non è un potente, ma un esordiente della politica, un precario). Siete i soliti intolleranti. Lui è una brava persona e si merita tutto il nostro amore. 
D&#8217;altronde l&#8217;aveva detto anche Elio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sbagliate a prendervela con Ciarrapico, autodefinitosi fascista nel 2008 e candidato nel PDL, in nome del rinnovamento (oltre a credere in idee fresche è giovane pure lui e non è un potente, ma un esordiente della politica, un precario). Siete i soliti intolleranti. Lui è una brava persona e si merita tutto il nostro amore. </p>
<p>D&#8217;altronde l&#8217;aveva detto anche Elio anni e anni fa. Lui si che è uno avanti.</p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=KoTiRgzsaYs">Download!</a></div>
</div>
<p>  </p>
<p>Tutti in coro! Ti amo, ti amo Ciarrapico!</p>
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		<title>Una covone di cavoli miei in occasione della morte del mio scrittore preferito</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2008/02/19/una-covone-di-cavoli-miei-in-occasione-della-morte-del-mio-scrittore-preferito/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 11:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Brutta giornata. Muore Alain Robbe-Grillet, cioè il mio scrittore (straniero) preferito.
Sì, non era esattamente un autore facile e leggere i suoi libri non è mai una passeggiata, ma forse anche per questo suo estremismo mai ostentato è sempre stato un grande.
Non ho bene idea di come mi sia venuta su la passione per la letteratura d&#8217;avanguardia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brutta giornata. Muore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alain_Robbe-Grillet" target="_blank">Alain Robbe-Grillet</a>, cioè il mio scrittore (straniero) preferito.</p>
<p>Sì, non era esattamente un autore facile e leggere i suoi libri non è mai una passeggiata, ma forse anche per questo suo estremismo mai ostentato è sempre stato un grande.</p>
<p>Non ho bene idea di come mi sia venuta su la passione per la letteratura d&#8217;avanguardia francese, contando che &#8211; salvo la letteratura americana &#8211; non ho mai amato particolarmente la narrativa straniera.</p>
<p>E&#8217; un limite un po&#8217; mio: ho la fissa delle traduzioni. Insomma, quando prendo un libro straniero ho sempre l&#8217;ansia che la traduzione lo deturpi.<br />
Per dire, quando leggo che i libri di Stefano Benni &#8211; con tutti i giochi di parole, le inside jokes, le citazioni, ecc. &#8211; vengono tradotti in varie lingue, mi spavento. E mi immagino quanto mi perderei leggendo l&#8217;equivalente ghanese di Benni tradotto in italiano.</p>
<p>A parte il Signore degli Anelli, che ho letto più volte in italiano e in inglese in età diverse, il vero banco di prova della debolezza della letteratura tradotta è stato &#8211; come credo per molti &#8211; Harry Potter.<br />
Gli appassionati comprano i suoi libri in inglese appena escono e poi li ricomprano in italiano mesi dopo. Ovviamente scatta il confronto tra una versione e l&#8217;altra e il responso è sempre lo stesso: se possibile, meglio in lingua originale, senza se e senza ma.</p>
<p>A questo proposito <a href="hhttp://www.quartabozza.com/" target="_blank">IlariaK</a> ha trasformato in libro <a href="http://camelopardus.it/info/libri/lucchettibabbani" target="_blank">un suo studio interessante sulla traduzione in italiano dei libri della Rowling</a>, utilissimo per capire meriti e demeriti di chi scrive e chi traduce (certo che i Corvonero chiamati Pecoranera nella prima traduzione italiana è notevole, come castroneria).</p>
<p>In verità credo che il mio debole per certe avanguardie letterarie d&#8217;Oltralpe e in particolare per Robbe-Grillet, tenuto conto che non capisco una mazza di francese e non sono particolarmente francofilo, sia dovuto prevalentemente a mere questioni fortuite.</p>
<p>La prima è palese: le connessioni tra Alain Robbe-Grillet e Torino sono tante. Ok, usciva per Einaudi, ma soprattutto aveva un traduttore-adattatore di lusso, cioè <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fruttero_e_Lucentini" target="_blank">Franco Lucentini</a>. E si sa che da queste parti si tifa affinché &#8220;La donna della domenica&#8221; e &#8220;A che punto è la notte&#8221; vengano insegnati a scuola, quindi tutto ciò che è stato promosso dal mitico duo è entrato di diritto nella mia libreria.</p>
<p>E dopo Lucentini ha avuto un altro ottimo traduttore, torinese anch&#8217;esso: Roberto Marro (che si è preso i complimenti live e, credo, amicizia e stima da Robbe-Grillet in persona).</p>
<p>Ecco, accade che Roberto Marro sia il fratello maggiore di un mio compagno di classe delle medie (ve l&#8217;avevo detto che era una questione realmente fortuita!) e durante una vacanza a Londra quando avevo sì e no sedici anni si era portato dietro &#8211; tanto per rilassarsi &#8211; <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880659397.html;jsessionid=8A6752428337DCEAAE2C773CA342EB94" target="_blank">&#8220;La battaglia di Farsalo&#8221; di Claude Simon</a>, un classico della letteratura sperimentale, poli-planare, chiamatela come volete.<br />
Avevo chiesto lumi (e sbirciato le prime pagine), ricevendo una spiegazione ragionevole ma affrettata - in un metrò affollato &#8211; che mi aveva incuriosito e indotto a cercare il libro, leggerlo varie volte e ad ogni lettura constatare che non capivo molto e dovevo rileggere.</p>
<p>Da Simon a Robbe-Grillet il passaggio è stato rapido: i romanzieri avanguardisti francesi non sono poi così tanti e se te ne piace uno finisci per farteli piacere tutti.<br />
Una caratteristica piacevole è che buona parte della letteratura contemporanea francese che conta ha ottimi traduttori, gente del calibro appunto di Lucentini, Eco, Calvino, Fortini, ecc. Ecco perché ho sopportato, per una volta, l&#8217;idea di leggere libri tradotti.</p>
<p>Sempre per puro caso sono ri-incappato nella letteratura sperimentale (un po&#8217; più all&#8217;acqua di rose) all&#8217;università. Per qualche strano motivo l&#8217;esame di letteratura che si dava obbligatoriamente a Scienze della Comunicazione a Torino riguardava la fase sperimentale di Calvino e, ovviamente, tutte le esperienze francesi &#8211; ben più coraggiose &#8211; di contorno. L&#8217;esame, viste le letture che avevo fatto, fu una passeggiata, ma mi fece tornare un po&#8217; la passione, che intanto era cresciuta dal punto di vista cinematografico.</p>
<p>Yes, chiunque abbia dato un esame di Storia del Cinema è incappato in &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0054632/" target="_blank">L&#8217;anno scorso a Marienbad</a>&#8221; di Alan Resnais, di cui Robbe-Grillet ha scritto la sceneggiatura e i dialoghi, trasformando il tutto in una delle esperienze cinematografiche più alienanti: un film in cui ci si perde nei numeri, nelle geometrie, nella musica, nelle parole, nel tempo e ovviamente nel terribile gioco dei fiammiferi, <a href="http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/probegio/GAMEMATH/Nim/Nim.htm" target="_blank">che pare che al Politecnico di Torino siano riusciti a capire</a>.</p>
<p>Per gli erotomani, &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0070116/" target="_blank">Slittamenti progressivi del piacere</a>&#8221; è un misto tra un incubo vagamente porno, una versione intellettuale di Basic Instinct, una puntata di Law &#038; Order che va in loop e in generale un&#8217;esperienza nichilista, al cui confronto &#8220;Fargo&#8221; dei fratelli Cohen è un inno alla vita (anche se in &#8220;Fargo&#8221; si puntava sull&#8217;assenza di punti di riferimento e in &#8220;Slittamenti&#8230;&#8221; l&#8217;effetto si ottiene con la ridondanza, la moltiplicazione, il loop).</p>
<p>Quello che ha sempre stupito dei libri di Robbe-Grillet è la sua precisione da ingegnere (e in effetti lo era) e la pervicacia nel cercare di scrivere romanzi &#8220;per oggetti&#8221;, fatti di descrizioni solitamente asettiche, moltiplicazioni dei punti di vista (una vista sempre &#8220;tecnica&#8221;, non emotiva), interi passaggi narrativi che altro non sono che pattern, microvariazioni in un continuum che può sembrare ripetitivo, rotture palesi del contratto tradizionale tra autore e lettore.</p>
<p>I suoi romanzi sono (non mi viene una parola migliore) strani.<br />
Alcuni, come &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788806149987/robbe-grillet-alain/gelosia.html" target="_blank">La gelosia</a>&#8220; sono un palese trionfo della forma della narrazione sul contenuto e in un certo senso sono virtuosismi, talvolta pure un po&#8217; strafottenti. La storia (una banale questione di sospetti di corna in una piantagione di banane, con un marito geloso, una moglie ambigua e un vicino di casa che boh&#8230;) è secondaria, quel che &#8220;fa&#8221; il romanzo è la sua tecnica narrativa, fatta di descrizioni minuziosissime, visioni d&#8217;insieme e in prospettiva, ecc. Roba per cui o ci si procura una mappa o la si crea man mano che si legge. Sì, Robbe Grillet non fa libri da portarsi sul treno e leggiucchiare qua e là, magari facendo i pendolari, ma quel poco di fatica in più che costa al lettore viene ampiamente ripagato.</p>
<p>Altri, per esempio il suo tardo romanzo &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788883820403/robbe-grillet-alain/ripresa.html" target="_blank">La ripresa</a>&#8220;, sembrano spy-story &#8220;traditrici&#8221;, in cui il lettore stesso è vittima dei cambi d&#8217;identità del protagonista, delle lacune narrative, delle carte in tavola che inesorabilmente cambiano e non è detto che qualcuno ti spieghi il perché (anzi, Robbe Grillet sembra dire &#8220;carte? quali carte?&#8221;). E man mano che prosegue la lettura le certezze si sgretolano e ci si perde negli stravolgimenti onomastici e topografici (e nelle autocitazioni da altri romanzi). Ha senso un romanzo in cui alla centesima pagina ne sai meno che alla prima?</p>
<p>Svacchiamo: vi sembra un po&#8217; Lost? Confesso che la visione della terza puntata della quarta stagione di Lost, con Sayid in giro a fare il killer per Berlino, con una scena in cui non si capisce più chi caccia e chi è cacciato mi ha ricordato a tratti &#8220;La ripresa&#8221;, che per altro si svolge proprio a Berlino, nell&#8217;immediato dopoguerra. Ma sono entità non paragonabili: in Lost, che è un prodotto generalista, la spiegazione dei fatti è semplicemente omessa o rimandata, ne &#8220;La ripresa&#8221; è superflua, perché i fatti non sono da spiegare, essendo archetipici e orbitando notevolmente dalle parti della tragedia di un certo Edipo.</p>
<p>La storia più strana (extra-romanzesca) è sicuramente quella di &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788886498678/robbe-grillet-alain/regicidio.html" target="_blank">Un regicidio</a>&#8220;, il primissimo libro di Robbe-Grillet che però è stato pubblicato tardi, nel 1978, dopo vari decenni di polvere nel cassetto ed è stato tradotto solo qualche anno fa in italiano. Essendo opera di un Robbe-Grillet giovane, &#8220;Un regicidio&#8221; è forse uno dei romanzi più accessibili e ha un suo fascino curioso, visto che racconta la coincidenza d&#8217;identità tra un uomo che progetta di uccidere il re (un re &#8220;normale&#8221;, per niente dispotico, semmai un po&#8217; assente) senza motivo alcuno e l&#8217;abitante di una sorta di limbo marinaro che ha le forme di un&#8217;isola del nord della Francia, con un brumoso clima opprimente e una sensazione di noia perenne.</p>
<p>L&#8217;identità condivisa tra uno degli isolani annoiati e soli e il potenziale regicida (alla ricerca, anche lui come un Lafcadio qualsiasi, di un atto gratuito?) è di fatto l&#8217;unica crepa nelle certezze narrative su cui si appoggia normalmente un lettore che approccia un romanzo sperimentale. Ed è per questo che se qualcuno vuole avvicinarsi a Robbe Grillet dovrebbe iniziare da qui.</p>
<p>Mi spiace molto che Robbe-Grillet sia morto, anche perché temo che resti per molti uno scrittore incompreso e trascurato. In verità mi aveva fatto molto piacere qualche anno fa assistere ad una sua conferenza al Centre Culturel Français di Torino (dove hanno parlato francese tutto il tempo e ho capito il 40% di quello che si diceva grazie alle assonanze tra la lingua di Asterix e quella di Gianduja) e scoprire che era affollatissima e, insomma, c&#8217;era uno zoccolo duro di appassionati.<br />
Appassionati che credo da ieri abbiano un po&#8217; di magone.</p>
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		<title>Previously on strike*</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 22:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lost]]></category>
		<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Post rapido e telegrafico ma pieno di speranze: Walter Veltroni ha appena annunciato che il PD candiderà il Dotto Jack Shepard direttamente dall&#8217;isola di Lost, per la circoscrizione elettorale dell&#8217;Oceania riservata agli italiani all&#8217;estero (e non preoccupatevi per la nazionalità, Jack ha annunciato che, per ottenerla, è disposto a sposare la prima donna italiana che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post rapido e telegrafico ma pieno di speranze: <strike>Walter Veltroni ha appena annunciato che il PD candiderà il Dotto Jack Shepard direttamente dall&#8217;isola di Lost, per la circoscrizione elettorale dell&#8217;Oceania riservata agli italiani all&#8217;estero (e non preoccupatevi per la nazionalità, Jack ha annunciato che, per ottenerla, è disposto a sposare la prima donna italiana che si fa avanti; ci sono volontarie?)</strike></p>
<p>a quanto pare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2007_Writers_Guild_of_America_strike" target="_blank">lo sciopero della WGA</a> (la Writers Guild Association, non <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_common_resolutions" target="_blank">la risoluzione 800&#215;480</a> degli schermi), cioè il sindacato degli autori televisivi è finito ed è stato trovato un accordo! Si tratta di uno sciopero decisamente &#8220;pesante&#8221; per noi spettatori, visto che va avanti da molti mesi e ha bloccato praticamente tutta la tv americana, impedendo a tutte le serie di uscire da un certo punto in poi.</p>
<p>Per ora l&#8217;unico a dirlo è nientemeno che Michael Eisner, cioè il capo della Disney (cioè l&#8217;azienda che possiede la ABC, cioè la televisione che trasmette Lost): non esattamente un estraneo al settore.</p>
<p>Normalmente le notizie sindacali mettono un po&#8217; di noia, ma questa è decisamente importante, visto che ora gli autori torneranno a scrivere le puntate e, dopo una lieve attesa tecnica, le nostre serie preferite (e anche quelle non preferite) riprenderanno finalmente vita.</p>
<p>Insomma, iniziate ad oliare i client BitTorrent, perché si ricomincia.</p>
<p> </p>
<p>* lo so che è da stupidini, ma vado molto fiero di questo titolo</p>
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		<title>May I take my shirt off? Ehm&#8230; not yet, Bill</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 23:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia che Bill Gates lascia il lavoro full-time alla Microsoft e si dedica alla filantropia non è nuova (e poi cos&#8217;era il mitico Windows ME se non un atto filantropico nei confronti della concorrenza?).
Però il buon Bill riesce a passare ad altro in un modo ultra-cool, senza rinunciare alla sua identità nerd. Anzi, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che Bill Gates lascia il lavoro full-time alla Microsoft e si dedica alla filantropia non è nuova (e poi cos&#8217;era il mitico Windows ME se non un atto filantropico nei confronti della concorrenza?).</p>
<p>Però il buon Bill riesce a <em>passare ad altro </em>in un modo ultra-cool, senza rinunciare alla sua identità nerd. Anzi, ci scherza sopra <a href="http://youtube.com/watch?v=HEWMC4usElM" target="_blank">in un video esilarante</a>, che <em>altri</em> non avrebbero fatto mai, presi come sono dal culto di loro stessi e dal loro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Reality_distortion_field" target="_blank">reality distortion field</a>. Bisogna avere le spalle larghe per avere la forza di sapersi prendere in giro.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/HEWMC4usElM" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEWMC4usElM"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=HEWMC4usElM">Download!</a></div>
</div>
<p>Alla fine uno degli aspetti più rassicuranti dell&#8217;uomo più ricco del mondo è proprio il suo essere rimasto l&#8217;everyday nerd che tutti abbiamo imparato ad (amare|odiare, dosate voi i sentimenti) e in cui noi tutti nerd sotto sotto ci riconosciamo.</p>
<p>Insomma, uno che pur con tutti quei soldi continua tuttora a portare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=C9r9sQ6PHOM" target="_blank">gli stessi occhiali del brutto dei Kings of Convenience</a>  e va ai concerti dei Grateful Dead in platea come uno spettatore qualunque ti fa sentire un po&#8217; più a tuo agio col mondo e con le sue abissali differenze tra gli <em>have</em> e gli <em>have-nots</em>.</p>
<p>Anzi, il tutto evoca illusori pensieri proattivi, del genere &#8221;se ce l&#8217;ha fatta uno come lui, io *che sono pettinato molto meglio e porto le lenti a contatto* chissà dove posso arrivare&#8221;.  </p>
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		<title>Luttazzi 2.0 &#8211; riprendiamo il dibattito da qui</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 13:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo qui un lungo commento che ho fatto al mio post precedente. Mi sono accorto che è più lungo del post e a modo suo è un post, quindi lo ribadisco qui così la discussione riprende in modo più ordinato.
Ecco il commento.
Approfitto di quanto scrive il buon daiwojima (che mi trova peraltro d&#8217;accordo e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo qui un lungo commento che ho fatto al mio post precedente. Mi sono accorto che è più lungo del post e a modo suo è un post, quindi lo ribadisco qui così la discussione riprende in modo più ordinato.</p>
<p>Ecco il commento.</p>
<p><em>Approfitto di <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/12/10/quel-che-penso-del-caso-luttazzi/#comment-94364" target="_blank">quanto scrive il buon daiwojima</a> (che mi trova peraltro d&#8217;accordo e ha citato Pasolini come intendevo fare nel post, ma poi ho evitato per non allungarlo troppo) per rispondere ad un po&#8217; di commenti.<br />
.<br />
Il fatto è che o leggete male e non capite o &#8211; cosa più probabile &#8211; mi esprimo male io.</p>
<p>Vado per punti.</p>
<p>Primo: non sono affatto favorevole &#8211; e l&#8217;ho scritto &#8211; alla sospensione del programma di Luttazzi.</p>
<p>Secondo: non considero l&#8217;intervento di La7 un atto di censura, visto che la puntata è andata in onda, così come le sue repliche. Qualcuno ribalta la prospettiva dicendo che questo è una &#8220;colpa&#8221; del direttore di rete. Per me è un merito: si è concesso a Luttazzi di trasmettere nella sua piena autonomia e *dopo* gli si è detto che ha fatto qualcosa che la Rete considera spiacevole. Mi sembra un atteggiamento correttissimo.</p>
<p>Terzo: riguardo alla presunta violazione della libertà d&#8217;espressione (cosa che io contesto) mi pare che tutti dimentichiamo un dato e cioè che Luttazzi parla su La7, cioè una rete privata che &#8211; come tutte le libere imprese &#8211; ha precisi valori, parametri di qualità, sensibilità interne, ecc. e che ha diritto per contratto a ficcare il naso nella qualità di quello che trasmette. Sarebbe folle se non lo facesse.<br />
Cioè se domani il tizio che legge le previsioni del tempo su La7 lo fa ruttando, la rete ha tutto il diritto di prenderlo da parte e dirgli due paroline.</p>
<p>Quarto: e siamo proprio al punto chiave: è legittimo che una rete televisiva abbia suoi parametri di qualità, di decenza, ecc. (discutibili quanto vogliamo, magari non coincidenti coi nostri) e che decida liberamente di applicarli? Secondo me sì. E lo dico constatando che i parametri di decenza di La7 non coincidono coi miei (a me le &#8220;parolacce&#8221; non danno fastidio, anzi io consentirei anche la bestemmia in tv proprio in nome della libertà d&#8217;espressione).</p>
<p>Quinto: quanto detto sopra smentisce nei fatti (ma l&#8217;ho scritto nel post, boh forse ve lo siete perso) chi ha scritto che io sia tra quelli che si sono scandalizzati per cacca+pipì+sadomaso.<br />
Tutt&#8217;altro! Io sono incacchiato &#8211; in quanto fan &#8211; con Luttazzi per il fatto che ha preferito il livore e un&#8217;immagine triste (che non scandalizza nessuno se non qualche anima pia) ad una battuta fulminante, intelligente, che fa pensare.<br />
E qui ringrazio Daiwojima per aver menzionato Pasolini. Già, penso proprio a &#8220;Salò&#8221; e al suo &#8220;girone&#8221; della merda. Lì la violenza gratuita, il pugno in faccia delle immagini crudeli, ecc. erano grande arte e servivano a far toccare con mano (e con le pareti interne dello stomaco) l&#8217;orrore del fascismo, la sua perversione umana e ideologica, la barbarie di essere servi o padroni, ecc. E&#8217; un film che violenta la mia sensibilità e mi inquieta solo a pensarci. Però *è arte* e di fatto il genio di Pasolini sta nell&#8217;usare il sesso, la merda, la violenza, ecc. in modo tale da dire qualcosa di nuovo e di forte su un tema come il fascismo. Cioè da vero intellettuale ha usato cose &#8220;disdicevoli&#8221; per fare e dire qualcosa di grande.<br />
Quindi a me va benissimo la merda, la coprolalia, le parolacce, ecc. Ma che servano. E Luttazzi non è Pasolini. E la sua uscita sulla scenetta sadomaso con pissing &#038; shitting è roba da terza media rispetto a Salò. E non fa orrore quanto dovrebbe. E non fa ridere. Serve solo a lui a sfogarsi dei suoi scazzi (giustificatissimi, beninteso) col mondo e con la destra che all&#8217;epoca lo epurò.</p>
<p>Sesto: a chi mi critica la preoccupazione che la blogosfera stia dando più importanza all&#8217;affaire Luttazzi che a cose ben più gravi come i morti in acciaieria, beh l&#8217;invito è uno solo: farsi un giro in Rete.<br />
Lo so benissimo che esiste un&#8217;indignazione multitasking, per cui ci si incazza per Luttazzi e per i morti in acciaieria contemporaneamente. Però quando si tratta di esprimere l&#8217;indignazione, passare all&#8217;azione, ecc. chissà perché il caso Luttazzi straccia la questione dei morti sul lavoro. Andate su Blogbabel e date un&#8217;occhiata ai tag del momento e ve ne fate un&#8217;idea.<br />
Mi piacerebbe pensare che in verità tutti si stanno indignando col giusto grado di priorità e antepongono i morti sul lavoro alle bizze di un comico che ha fatto un&#8217;uscita non alla sua altezza e semplicemente sulla questione non hanno ritenuto utile scrivere nulla perché senza parole, ma so che non è vero.<br />
La mia teoria è che nella blogosfera &#8211; e temo anche nella società italiana &#8211; si va diffondendo un qualunquismo &#8220;grilliano&#8221; distruttivo e superficiale, per cui le sorti del comico di turno contano più di questioni che una volta avremmo considerato fondamentali. D&#8217;altronde la gente è disposta a scendere in piazza in trentamila per chiedere la riduzione dello stipendio dei parlamentari, ma quando si tratta di chiedere che nel 2007 non si muoia più di lavoro finisce che al corteo ci vanno poche persone.<br />
Ecco cosa succede: le nuove forme di impegno politico del 2007 sono pesantemente venate di un &#8220;minimalismo ingenuo&#8221; che mi spaventa un po&#8217;. E su quelle issues minori spadroneggeranno i soliti guitti arruffapopolo.</p>
<p>Settimo: a chi mi critica l&#8217;aver citato l&#8217;Olocausto nel ragionamento posso solo ribadire un invito pacato: rileggi. Parlavo di &#8220;dittatura delle vittime&#8221; e mi sembra assolutamente appropriato fare un parallelo tra una teoria e un fatto avvenuto. Non vedo dove stia il dolo o dove stia l&#8217;offesa, l&#8217;inadeguatezza, ecc.<br />
E proprio in nome della libertà d&#8217;espressione rivendico il diritto di parlare di quel che voglio nei modi in cui più mi aggrada (il &#8220;canale&#8221; è mio, in questo caso).<br />
E credo che l&#8217;atto censorio per cui uno arriva e dice &#8220;Vietato menzionare la Shoah!&#8221; ma poi attacca una rete che si è limitata a sospendere la trasmissione di un comico che potrebbe fare di meglio, sia emblematico della confusione politica che impera di questi tempi.</em></p>
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		<title>Quel che penso del caso Luttazzi</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 01:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Boh, passerò per infame ma non riesco ad appassionarmi alla questione Luttazzi e non riesco ad indignarmi, anzi.
Lo so, teoricamente la libertà d&#8217;espressione è un concetto assoluto e come tale va trattato. Quindi è giusto combattere per il diritto da parte di tutti di dire quello che vogliono, fatti salvi i principi di responsabilità, ecc. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh, passerò per infame ma non riesco ad appassionarmi alla questione Luttazzi e non riesco ad indignarmi, anzi.</p>
<p>Lo so, teoricamente la libertà d&#8217;espressione è un concetto assoluto e come tale va trattato. Quindi è giusto combattere per il diritto da parte di tutti di dire quello che vogliono, fatti salvi i principi di responsabilità, ecc. Cioè, &#8220;dì pure le cose più turpi, è un tuo diritto, ma sappine affrontare tutte le conseguenze&#8221;.</p>
<p>Però nel caso di Luttazzi a La7 sono in imbarazzo.<br />
Il fatto è che se fossi stato il direttore della rete avrei pure io mandato a stendere Luttazzi per quel che ha detto (e lo avrei fatto, come ha fatto La7, DOPO, in modo tale da non censurare nessuno).<br />
E non per lesa maestà nei confronti di Giuliano Ferrara o degli altri che ha menzionato, ma per la bruttezza, il livore e la mancanza di classe del quadretto immaginato. E lo dico da fan della primissima ora del comico romagnolo, per nulla imbarazzato dalle &#8220;parolacce&#8221; (giuro che mi leggo un paio di volte l&#8217;anno il Millelire di &#8220;<a href="http://www.massimol.it/Fun/Testi-divertenti/Varie/101-cose-da-evitare-ad-un-funerale.php" target="_blank">101 cose da evitare ad un funerale</a>&#8221; e rigorosamente rido per giorni come un bambino balengo).</p>
<p>Vuoi criticare l&#8217;orrido supporto supino della destra italiana all&#8217;inutile e sanguinaria (e masochista) guerra in Iraq?<br />
Hai mille modi e francamente non ti manca il talento per farlo con uno stile incredibile, forse superiore a tutti gli altri comici che ci sono in giro, come hai sempre fatto.</p>
<p>Però se te ne esci con quello che hai detto l&#8217;altra sera in TV, significa che sei a corto di idee e ti vuoi solo sfogare/vendicare personalmente.<br />
E vai mandato a casa non per quello che hai detto, ma per quello (di migliore) che non hai detto, perché evidentemente non ti è venuto in mente.</p>
<p>E se il barricadero incazzuso alla Sabina Guzzanti (che sui toni apocalittici ha fatto un intero film) ha la meglio sul grande comico che sei, tanto che ti mancano le idee, allora vai con lei a fare i film che schizzano veleno a 360 gradi.</p>
<p>Insomma, la mia contestazione a Luttazzi si basa su un parametro di qualità, non di lecchinismo politico.</p>
<p>Cioè, fossi stato Campo Dall&#8217;Orto (che per questioni lavorative mi sono trovato a stimare in più occasioni, by the way) avrei mandato legittimamente a stendere un comico che non riesce più a fare satira e si rifugia nell&#8217;insulto (peraltro tristanzuolo: un&#8217;immagine di pissing e shitting banale, piuttosto conservatrice e molto anni Settanta, con cui tuttalpiù dimentichi una riga sulla macchina, altro che gli orrori della guerra in Iraq) perché evidentemente è entrato anni fa nella modalità &#8220;vittima a priori&#8221; e non riesce più ad uscirne.<br />
Magari non gli avrei fermato la trasmissione, ma sicuramente una pubblica reprimenda per la mancanza di idee l&#8217;avrei fatta girare, dopo averne fatta una in privato. Cioè, io direttore di rete ho tutto il diritto di pretendere qualità dai miei collaboratori. E Luttazzi poteva fare mooooolto di meglio, in quel frangente. </p>
<p>Mi spiego meglio: se uno in tv fa una cosa sgradevole, schifosa, ecc. è ragionevole che venga rimosso dal video? Credo che qualsiasi persona dotata di buonsenso risponderebbe di sì.<br />
E se lo fa un ex epurato da Berlusconi (per cui all&#8217;epoca mi indignai: adoravo la sua trasmissione con lo stacchetto di &#8220;Upside Down&#8221; di Diana Ross) la regola è valida lo stesso?</p>
<p>Cioè, se Luttazzi fa una cazzata o ha una caduta di stile è lecito farglielo notare e considerarlo responsabile di quanto ha fatto? O in quanto vittima sacrosanta di Berlusconi è immune e qualsiasi atto nei suoi confronti si configura come censura?</p>
<p>Non mi ricordo più chi &#8211; a proposito di Israele e della questione ebraica &#8211; parlava di &#8220;dittatura delle vittime&#8221; o qualcosa di simile. Cioè dell&#8217;arroganza di chi &#8211; dopo aver subito un torto enorme &#8211; si sente al di sopra di tutto e si considera intoccabile (e chi lo tocca, magari a ragione, è un nazista, antisemita, berlusconiano, ecc. a seconda dei casi).<br />
Mi sa che questo è un caso da manuale di questa sindrome.</p>
<p>Aggiungerei anche che mi preoccupa leggere in giro per blog tanti post di indignazione per Luttazzi rimosso per questioni qualitative dal suo programma (notate bene: nè epurato politicamente, nè censurato, visto che tutto è regolarmente andato in onda, replichei incluse) e ben poco su cose che forse la meriterebbero di più (dal balcone di casa vedo giusto la Thyssen-Krupp, sì proprio quella).</p>
<p>L&#8217;ansia che ho è che il beppegrillismo imperante ci faccia perdere di vista un po&#8217; di priorità. Quindi ci incazziamo di più per le sorti di un personaggio televisivo (vivo, in salute) che del fatto che nel 2007 ancora si muore (male) di lavoro, perfino nel &#8220;nord evoluto e che guarda all&#8217;Europa&#8221;. Fate voi.</p>
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		<title>Desperate viewers &#8211; una guida per capire se e quanto vedremo delle serie tv nel 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 02:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lost]]></category>
		<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Presumo ormai tutti sappiamo che da qualche mese è in corso uno sciopero &#8211; con tanto di trattativa ad oltranza &#8211; degli autori televisivi statunitensi, riuniti nella Writers Guild Association. In sostanza gli autori, che poi sono quelli che fanno grande una serie tv, chiedono più soldi e che gli sia riconosciuto un ruolo maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presumo ormai tutti sappiamo che da qualche mese è in corso uno sciopero &#8211; con tanto di trattativa ad oltranza &#8211; degli autori televisivi statunitensi, riuniti nella Writers Guild Association. In sostanza gli autori, che poi sono quelli che fanno grande una serie tv, chiedono più soldi e che gli sia riconosciuto un ruolo maggiore nella catena del valore della tv seriale.</p>
<p>Facciamo finta di essere degli aridi menefreghisti e che questa sacrosanta protesta da parte di gente che, a mio giudizio, fa uno dei lavori più belli al mondo sia trascurabile. Bene, in quel caso credo ci interesserà molto sapere che, poiché gli auotri delle serie tv sono in sciopero, ovviamente non lavorano e non scrivono altre puntate delle nostre serie preferite. E se non le scrivono i registi non le girano, gli attori non le recitano, ecc.</p>
<p>Tradotto in termini ancora più allarmanti: ragazzi, quest&#8217;anno restiamo senza serie. Già, perché anche se si mettono d&#8217;accordo (cosa peraltro improbabile, attualmente), siamo piuttosto inguiaiati: le puntate non sono state nemmeno scritte, figuriamoci quanto tempo ci va a girarle.</p>
<p>Ecco, se volete sapere quante puntate della vostra serie preferita sono state girate pre-sciopero e se volete capire se avrete qualche chance di vedere qualcosa quest&#8217;anno, <a target="_blank" href="http://brentevans.blogspot.com/2007/11/writers-strike-update-ultimate-guide-to.html">trovate tutte le informaizoni &#8211; serie per serie &#8211; qui</a>.</p>
<p>Così scoprirete che la puntata di domenica scorsa di Desperate Housewives è stata l&#8217;ultima che avevano nel cassetto. Le altre vanno scritte, approvate, girate, ecc. Se ne parla con mooooooolto comodo.</p>
<p>Mi duole dirvi di Lost: già la stagione è corta e inizia a febbraio, ma su 16 puntate ne hanno registrate solo 8. Mezza serie, con tutti i misteri lì appesi. Fortunatamente inizia a febbraio, quindi se si mettessero d&#8217;accordo ora potrebbero recuperare in corsa, magari con un po&#8217; di attesa. Noi siamo pazienti e speranzosi, come Penelope (Widmore).</p>
<p>(detto tra noi, cari producer di Lost, se per caso vi serve un crumiro che prenda il posto degli scioperanti, contate pure su di me: in terza elementare ero bravissimo a scrivere racconti, poi ho smesso ma mi è rimasto il tarlo narrativo inespresso. Sono certo che se mi prendeste come autore il pubblico gradirebbe molto, anche perché sarei un maghetto nel &#8220;colpo di scena + gnocca gratis&#8221; che ultimamente caratterizza le puntate di Dexter. Che ve ne pare di una scena in cui Kate sfugge al mostro fumoso in underwear che, disgraziatamente, si impiglia nei tanti rovi dell&#8217;isola misteriosa? O un litigio tra la coreana e Juliette, curiosamente cascate seminude in una pozza di fango? Secondo me questa formula crossover tra Lost e un qualsiasi video degli ZZ Top spaccherebbe. E non vi sto a dire cosa potrebbe capitare in Desperate Housewives e in Heroes)</p>
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		<title>Metallaro 2.0 o semplicemente moscio?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 20:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquietudini]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte mi sorprendono i corsi e ricorsi della musica nel tempo e, ancora di più, l&#8217;intreccio di rimandi, percorsi, serendipity, ecc. che fanno da retrosecena.
Mi spiego: ci sono brani che ora come ora non ascolterei nemmeno sotto minaccia fisica e che a 13 anni, invece, avevano un senso oppure mi facevano letteralmente impazzire. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte mi sorprendono i corsi e ricorsi della musica nel tempo e, ancora di più, l&#8217;intreccio di rimandi, percorsi, serendipity, ecc. che fanno da retrosecena.</p>
<p>Mi spiego: ci sono brani che ora come ora non ascolterei nemmeno sotto minaccia fisica e che a 13 anni, invece, avevano un senso oppure mi facevano letteralmente impazzire. E ci sono pezzi che ho detestato per tutta l&#8217;adolescenza e che ora mi sembrano imprescindibili, fondamentali, grandiosi, ecc.</p>
<p>Ogni volta che mi capita di scoprire una discontinuità temporale dei miei gusti musicali un po&#8217; mi prende il magone e un po&#8217; mi illumino, perché mi sono convinto che lì in mezzo c&#8217;è la spiegazione del mistero per cui a 40 anni uno inizia inesorabilmente ad ascoltare il jazz e non trova più i Manhattan Transfer un crimine contro l&#8217;umanità.</p>
<p>Ma sto divagando. Il fine di questo post era dirvi che, da buon thirtysomething che fa molto in anticipo il corso preparatorio ai quaranta, mi sono procurato il &#8220;<a href="http://www.latenighttales.co.uk/" target="_blank">Late Night Tales</a>&#8221; compilato dagli Air (è una raccolta &#8211; modello &#8220;Back To Mine&#8221; &#8211; di brani cari ad un particolare artista o gruppo), attendendomi atmosfere rarefatte, raffinatezze fighette franco-parigine e una spruzzatina di crepuscolarismo for dummies. Musica che un tempo avrei bollato come &#8220;scopereccia&#8221;, ormai riciclata al ruolo di &#8220;rilassante&#8221;.</p>
<p>E in effetti la scelta degli Air è prevedibile: c&#8217;è pure il loro brutto pezzo con Baricco, più altra musica soffusa di vario genere. Però alla traccia 2 i fighetti francesi hanno messo &#8221;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Planet_Caravan" target="_blank">Planet Caravan</a>&#8221; dei Black Sabbath e mi è scattata la madeleine.</p>
<p>Già, perché io quel brano l&#8217;ho odiato per anni con tutto il cuore. E dire che adoravo (e adoro) i Sabbath. Però &#8220;Planet Caravan&#8221; era, a mio giudizio, moscia, lenta, senza chitarre distorte, senza batteria, con dei bonghi da fricchettone e un assolo &#8211; mio dio &#8211; quasi jazz.<br />
Era l&#8217;epoca in cui un brano musicale non mi interessava se non era prodotto da gente con le ascelle *molto* sudate durante la sua esecuzione, capitemi.</p>
<p>Con queste premesse &#8220;Planet Caravan&#8221; mi suonava triste, un cedimento alla musica non-metal, un bieco sellout al mercato degli &#8220;altri&#8221; (non si è buoni metallari senza una sana sindrome da accerchiamento), il nadir produttivo di un artista che stimavo (un po&#8217; come &#8220;La donna cannone&#8221; di De Gregori, tuttora imbarazzante e inspiegabile in una discografia che non sia quella di Nek).</p>
<p>Beh, scopro quindici anni dopo che &#8220;Planet Caravan&#8221; è un brano che attualmente adoro senza se e senza ma: un pezzo di psichedelia incredibile, con suggestioni orientali, una melodia che ti si attacca alla memoria e non ti molla più (la canticchio da 3 giorni), un ritmo improponibile e coraggioso per il pubblico di riferimento dei Black Sabbath e un sound assolutamente fuori dagli schemi, con tanto di voce passata attraverso il Leslie (rassicuratevi: &#8220;La donna cannone&#8221; continua a farmi cagare come non mai).</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/h3sd9ivoU3g" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h3sd9ivoU3g"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=h3sd9ivoU3g">Download!</a></div>
</div>
<p>E mentre me la riascolto in loop &#8211; talvolta eseguendo il trashissimo video-slideshow vagamente spaziale che la accompagna su YouTube e che dovreste vedere qui sopra &#8211; sto lì a chiedermi se avevo ragione allora oppure oggi.<br />
E, soprattutto, mi chiedo se i miei gusti si sono evoluti o si sono semplicemente ammosciati: tra l&#8217;evoluzione della capacità di giudizio musicale e un futuro da &#8220;moscio&#8221; fatto di ascolti fatto di dischi degli Avion Travel e di Fiorella Mannoia c&#8217;è una bella differenza.</p>
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		<title>Una nuova stagione senza Dan Brown</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 17:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno degli aspetti che più patisco della letteratura di largo consumo è il successo strepitoso dei cosiddetti gialli storico o storico-esoterici.
Tutta colpa di Dan Brown, lo so. Di fatto sono libri che si producono con relativa facilità: basta avere un po&#8217; di studi sparsi su un periodo storico, un personaggio, una citta, ecc. (possibilmente con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli aspetti che più patisco della letteratura di largo consumo è il successo strepitoso dei cosiddetti gialli storico o storico-esoterici.</p>
<p>Tutta colpa di Dan Brown, lo so. Di fatto sono libri che si producono con relativa facilità: basta avere un po&#8217; di studi sparsi su un periodo storico, un personaggio, una citta, ecc. (possibilmente con una pennellata di mistero alla Voyager), usarli per disseminare di piccoli trabocchetti una trama sciapa e sfornare il tutto per le masse adoranti.</p>
<p>I vari &#8220;Codice Da Vinci&#8221;, &#8220;Angeli e Demoni&#8221; e tutti i succedanei nostrani e non che infestano le librerie funzionano tutti così: sono fumettoni (nel senso deleterio del termine: io amo i fumetti) un po&#8217; tristanzuoli e pedanti, una sorta di traduzione in prosa degli albi meno riusciti di Martin Mystere o di quelle storie in cui Topolino fa l&#8217;investigatore know-it-all. E spesso sono prodotti mostruosamente industriali (Dan Brown, per dire, fa libri-fotocopia, con uno schema precisissimo e narratologicamente identici; detto in breve, lo detesto ed è per quello che qualche estate fa correvo sulla spiaggia con un manipolo di amici perfidi gridando &#8220;Il colpevole di Angeli e Demoni è il Camerlengooooooo!&#8221;, sperando di rovinare la lettura al maggior numero di persone possibili) in cui la ricostruzione storica è buttata un po&#8217; lì e, cosa più grave, la narrazione è un accessorio.</p>
<p>L&#8217;effetto più antipatico, per quanto mi riguarda, è che questa pioggia di romanzi giallo-avventurosi che banalizzano il passato sta cannibalizzando altri generi che in letteratura (con alti e bassi, as usual) hanno un loro perché: il giallo, il mistery, i romanzi storici.</p>
<p>Ho deciso, per quanto concerne le mie letture, di metterci una pezza. E mi è andata bene. Sono, infatti, incappato in &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788833918150/roeck-bernd/piero-della-francesca.html" target="_blank">Piero della Francesca e l&#8217;assassino</a>&#8220;, libro di Bernd Roeck che riguarda uno dei dipinti che fin dal liceo più amo di tutto il Rinascimento: la cosiddetta &#8220;flagellazione di Urbino&#8221;.</p>
<p>Per chi non avesse mai visto la &#8220;flagellazione&#8221; (<a href="http://www.homolaicus.com/arte/piero-della-francesca/" target="_blank">la trovate qui</a>, in versione ridotta e &#8211; se ci cliccate sopra &#8211; in versione grande), è un dipinto inquietante, con la flagellazione relegata in secondo piano e in metà del quadro e, in primo piano, tre figure contemporanee (a Piero della Francesca) che non si capisce bene cosa stiano a fare lì.</p>
<p>Il libro racconta la genesi di quel dipinto e il mistero che porta con sè. Perché un quadro così che non ha pari &#8211; a partire dalla sua composizione scenica &#8211; nel resto della pittura? Chi sono quei personaggi? Perché sono in primo piano? Cosa voleva dirci il buon Piero, la cui arte &#8220;non eloquente&#8221; sarebbe dovuta essere puramente formale e, a modo suo, &#8220;laica&#8221;?</p>
<p>La teoria del libro è che Piero abbia voluto accusare, a modo suo, cioè con un fine accostamento che dovrebbe ispirare analogie, i colpevoli di un omicidio/congiura nei confronti di Oddantonio da Montefeltro, giovane e innocente duca, vittima di un attentato.</p>
<p>Confesso che la teoria non mi è nuova: ho avuto la fortuna di studiare Storia dell&#8217;Arte al liceo con un grande professore, di quelli capaci di accendere una passione intellettuale perfino negli adolescenti più scoppiati (infatti so distinguere un archetto commacino a prima vista, ma in compenso ho difficoltà a fare di conto), e già all&#8217;epoca presentandoci Piero della Francesca aveva già accennato al mistero della Flagellazione, tra l&#8217;altro sposando la teoria di Roeck (ce ne sono mille altre, un po&#8217; più psichedeliche).</p>
<p>Però è bellissimo rileggerla, ovviamente in modo più approfondito. Il bello del libro di Roeck è che è un mix di saggio e narrazione, basato su elementi reali e non su menate alla Dan Brown. E come romanzo &#8211; ma un romanzo con le note, con una bibliografia, ecc. &#8211; funziona: sembra una di quelle inchieste/racconto di Augias (che tra l&#8217;altro gira per i teatri con un suo spettacolo/indagine su Giordano Bruno che è ottimo, oltre che una grande e motivata propaganda per il laicismo e l&#8217;anticlericalismo) che ogni tanto facevano capolino in tv ad ore sfigate.</p>
<p>Insomma, volete il mistero? C&#8217;è. Volete che sia spennellato di storia, arte e cultura? Ok. Volete qualcosa che non sia un saggio trombone per iniziati? C&#8217;è. Volete qualcosa che non sia pura fiction e magari vi ispiri una gita ad Urbino? C&#8217;è. Volete una bella indagine a tutto campo, che spazia dalla Storia alla moda, all&#8217;architettura? C&#8217;è (manca giusto Grissom).</p>
<p>L&#8217;alternativa a Dan Brown e succedanei è possibile: sta ai lettori non mortificarsi e risparmiarsi le avventure-fotocopia di Robert &#8220;perfettino&#8221; Langdon (l&#8217;uomo che &#8211; accompagnato da donne sole, senza padre e con una figura paterna sostitutiva testè schiattata - incappa in misteri da videogioco anni Ottanta ad ogni fine capitolo e li risolve all&#8217;inizio del seguente: gli manca solo l&#8217;uber-manuale delle Giovani Marmotte), senza per questo perdersi il groove dell&#8217;avventura.</p>
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		<title>We are the good guys*</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 19:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho molte parole sulla vittoria della Ferrari in entrambi i campionati di Formula 1, mi limito a godere.
Ne ho molte sulla McLaren, la squadra piu&#8217; disonesta del Circus, la juve della Formula 1 (e Ron Dennis e&#8217; il Moggi della situazione.
Quest&#8217;anno la McLaren e&#8217; stata sorpresa a rubare. Ed e&#8217; stato il piu&#8217; grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho molte parole sulla vittoria della Ferrari in entrambi i campionati di Formula 1, mi limito a godere.</p>
<p>Ne ho molte sulla McLaren, la squadra piu&#8217; disonesta del Circus, la juve della Formula 1 (e Ron Dennis e&#8217; il Moggi della situazione.</p>
<p>Quest&#8217;anno la McLaren e&#8217; stata sorpresa a rubare. Ed e&#8217; stato il piu&#8217; grande scandalo di tutta la storia della Formula 1: pagare un meccanico del principale concorrente per farsi passare 780 pagine di dettagli tecnici sulla monoposto che, ormai regolarmente da 8 anni, li umilia.</p>
<p>Favoriti dal fatto che hanno un pilota Britannico, i signori della McLaren l&#8217;hanno scampata: sono stati presi con le mani nel sacco e la FIA si e&#8217; limitata a cancellargli i punti dal Campionato costruttori, lasciando incredibilmente e scandalosamente impuniti due piloti che avevano guidato un intero campionato su un&#8217;automobile copiata dalla Ferrari grazie ai documenti ottenuti con lo spionaggio.</p>
<p>Per la Formula 1 l&#8217;occasione era troppo ghiotta: far tornare a vincere un pilota britannico e un team britannico, dopo anni in cui il Regno Unito (che una volta era la capitale degli sport motoristici) e&#8217; stata la capitale di quello sport.</p>
<p>Insomma, l&#8217;economia e l&#8217;opportunismo stavano rischiando di vincere sulla sportivita&#8217;, sulla competizione onesta.</p>
<p>Poi il miracolo: la juve della Formula 1, anche stavolta aiutata dagli arbitri, e&#8217; riuscita a mettersi nei guai con le sue mani, con una serie di errori, gaffe, litigi, maneggiamenti, ecc. E ha vinto il team onesto, la Ferrari. Quelli che non hanno copiato. Quelli che non hanno spiato.</p>
<p>Vincere cosi&#8217; non ha prezzo. Anche perche&#8217; questa vittoria Ferrari aiuta la Formula 1 a tornare uno sport (o qualcosa di simile). Ed e&#8217; una vittoria morale, perche&#8217; pur avendo contro tutto e tutti, alla fine hanno vinto  i buoni. Non capita quasi mai.</p>
<p>*<em>  non vince niente salvo la mia stima chi capisce a cosa si riferisce il titolo (questa e&#8217; facile)</em></p>
<p>UPDATE: il risultato e&#8217; stato confermato: i tecnici della FIA non hanno punito le BMW e le Williams per la questione del carburante piu&#8217; freddo del dovuto, tenuto conto degli sbalzi di temperatura della giornata e della lentezza dei tempi di reazione dei sensori e dei termostati delle macchine erogatrici di carburante (e tenuto conto che 2 gradi di differenza nelle temperature non avrebbero dato vantaggi competitivi apprezzabili [si parla di meno di 1 HP per pochi secondi di tempo]; bene!)</p>
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		<title>Mi chiamo Dexter, per gli amici &#8220;Veronica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 02:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni in casa siamo alle prese con Dexter, mini-serie televisiva del momento (solo 12 puntate all&#8217;anno, anche se lunghe) che racconta le avventure di un solitario consulente dei CSI di Miami (niente a che vedere con l&#8217;omonima serie con protagonista il gemello segreto di Osvaldo Bevilacqua) che, nel tempo libero, è un &#8220;serial killer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni in casa siamo alle prese con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dexter_%28TV_series%29" target="_blank">Dexter</a>, mini-serie televisiva del momento (solo 12 puntate all&#8217;anno, anche se lunghe) che racconta le avventure di un solitario consulente dei CSI di Miami (niente a che vedere con l&#8217;omonima serie con protagonista il gemello segreto di Osvaldo Bevilacqua) che, nel tempo libero, è un &#8220;serial killer etico&#8221;* (cioè se la prende solo con cattivi doc, certificati da Carlin Petrini in persona).</p>
<p>Nel frattempo Sky si è messa a ritrasmettere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Veronica_Mars" target="_blank">Veronica Mars</a>, altra serie amata da queste parti, per di più snaturandola completamente nei promo (in cui la serie sembra un film sentimentale per adolescenti; ogni volta che li vedo aderisco per 15 minuti ad Al Qaeda).</p>
<p>Presi da una insana visione olistica dell&#8217;universo della fiction televisiva, per cui tutto rimanda a tutto, qui abbiamo deciso che le due serie sono strettamente imparentate e che Dexter sia &#8211; mutatis mutandis &#8211; una versione maschile ed East Coast di Veronica Mars. Il che, mi sia concesso, è un motivo in più per guardarlo.</p>
<p>Va da sè che il post ha senso solo se siete pratici delle due serie (e se non lo siete, siatelo!) ed è a tutti gli effetti una macroscopica pippa mentale che ho dovuto produrre perché altrimenti Svaroschi non ci dorme la notte.</p>
<p> </p>
<p><strong>Dropout</strong></p>
<p>Sia Veronica Mars che Dexter Morgan sono due individui completamente isolati dalla società che li circonda. Lei vive da aliena in un telefilm che detesta, cioè The OC, lui vive da alieno atarassico in un mondo di sentimenti (in senso lato).<br />
Quel che è certo è che sono due persone isolate e spesso ostracizzate da <em>the rest of the world</em>. E se qualcuno prova ad avere contatti con entrambi è per un equivoco.</p>
<p> </p>
<p><strong>Una vita a fare finta</strong></p>
<p>Veronica e il suo gemello Dexter fingono. Lo fanno sempre, un po&#8217; per mestiere, un po&#8217; perché gli piace, un po&#8217; per nascondersi in mezzo agli altri. E se non fingono, glissano. Cosa che porta ad effetti talvolta mostruosi. Sì, lo so che scopro l&#8217;acqua calda a dire che un&#8217;investigatrice e un serial-killer fingono, ma nessuno gli ha prescritto di fingere anche quando escono dai loro panni psico/professionali. O forse non riescono ad uscirne?</p>
<p> </p>
<p><strong>Humor nero</strong></p>
<p>C&#8217;è un filo <strike>rosso</strike> scuro che unisce Dexter e Veronica Mars ed è lo humor nero. Entrambi, isolati dal mondo in cui volenti o nolenti devono sguazzare, hanno un solo rifugio contro il male (quello vero, quello piccolo e quotidiano, fatto di meschinità, cattivo gusto, mediocrità, ecc.) ed è la battuta caustica, perfida, che trasuda inevitabilmente un senso di superiorità dato per scontato. Il che poi è il bello delle due serie: due asociali (volenti o nolenti) che non possono fare altro che ridere di chi li emargina. E come tutti gli asociali, ridono da soli, con noi complici al di qua dello schermo.</p>
<p> </p>
<p><strong>Migliori degli altri</strong></p>
<p>E&#8217; palese che i due sono (e sanno di esserlo) migliori degli altri: più intelligenti, più attenti al dettaglio, più &#8220;svegli&#8221;, più bravi a mentire e a sfruttare la credulonità altrui (che evidentemente negli States, o nella rappresentazione che se ne dà in Tv, deve essere ai massimi livelli). Un po&#8217; se ne compiacciono, anche perché la loro non è una superiorità da supereroi, utilizzata in modo sporadico e per singoli casi (insomma, il motivo per cui Eco dava del fascista a Superman, ricordate?), ma da veri e propri fighi. Cioè, sono superiori sempre rispetto agli <em>altri.</em> E gli unici che possono ambire a rivaleggiare con loro sono quelli come loro. Pochi, fortunatamente.</p>
<p> </p>
<p><strong>Giustizieri</strong></p>
<p>Magari abbiamo un&#8217;idea diversa di giustiziere. Per dire, quelli nati nei miei anni se lo immaginano alla Charles Bronson con un pistolone fumante (espressione equivoca, lo capisco, superata a sinistra dal recentissimo &#8220;flauto spugnoso&#8221;) o alla Maurizio Merli mentre spara a qualcuno da un&#8217;Alfetta.<br />
Però Veronica e Dexter sono giustizieri (individualisti: fanno giustizia quando gli gira e per cosa interessa loro, non si sognerebbero mai di affrontare il male del &#8220;sistema&#8221;, che accettano con palese pessimismo giansenista), pur non avendone il look. Poco importa che lei si vendichi col fioretto di una battuta o di una procurata figuraccia e lui lo faccia con la mannaia e il trinciapollo, il risultato è lo stesso: ogni tanto puniscono un cattivo e noi solidarizziamo (sentendoci morbosamente in colpa quando lo facciamo con Dexter, ma sotto sotto no, perché a noi pubblico a casa la legge del taglione un po&#8217; piace), sorvolando su metodi ed esiti.</p>
<p> </p>
<p><strong>Padri ingombranti </strong></p>
<p>Un&#8217;occhiata in famiglia rivela ancora più affinità tra i due. Madri? Zero, rimosse e lasciate lì per pochi fotogrammi (cioè, per un&#8217;intera stagione Veronica Mars cerca sua madre, poi la trova e viene liquidata dalla serie in sì e no 2 scene prima di sparire del tutto, per di più con un pretesto risibile).</p>
<p>In compenso i padri ci sono eccome. Ingombrantissimi, debordanti. Il che è paradossale, contando che uno è iper-presente <em>in absentia. </em>Eppure è così: genitori a modo loro &#8220;modello&#8221;, nel senso che hanno tracciato il solco e i figli si sono più che adeguati. Papi fa l&#8217;investigatore privato? Eccomi, dov&#8217;è la mia lente d&#8217;ingrandimento alla Sherlock Holmes? Papi, invece che farti chiudere in un manicomio criminale, decide che devi essere un control freak per incanalare la tua negatività omicida verso una sorta di sporadico giustizialismo alla cazzo di cane? Eccomi, farò i compiti alla lettera e non sgarrerò mai un secondo per tutta la vita.</p>
<p>In Veronica Mars tutta questa presenza incombente del padre ha perfino un po&#8217; preso la mano agli sceneggiatori, al punto che per intere puntate si vedeva più Keith Mars, un inquietante sosia di Rubens Barrichello, che sua figlia.<br />
In Dexter il padre compare sì e no ogni 5 minuti in una secchiata di flashback. E c&#8217;è una scena emblematica in cui Dexter, guardando una vecchia foto in cui suo padre fuori campo proietta un&#8217;ombra, realizza che suo padre &#8221;è sempre stato con me&#8221;. </p>
<p> </p>
<p><strong>Ricordi perduti e un gigantesco &#8220;chi sono&#8221;?</strong></p>
<p>Vogliamo sfogliare l&#8217;album dei ricordi di Veronica e Dexter? Oh che sorpresa: mancano un sacco di fotografie. Sì, entrambi hanno avuto un trauma di qualche genere che gli ha cancellato un pezzo di memoria. Memoria che contiene tutte le chiavi per risolvere le magagne e i demoni che li perseguitano da sempre, che ci volete fare.</p>
<p>Insomma, una trama costante nella serie è il tentativo prima di cacciare (perché spiacevole) e poi di recuperare (perché tanto va affrontata e non le si sfugge) la memoria rimossa.</p>
<p>In mezzo a tanta incertezza sul passato, ad entrambi capita pure di averne sul presente. Già, tutti e due ad un certo punto della loro vita si devono chiedere &#8220;chi sono?&#8221;. La domanda non è banale: entrambi hanno dubbi (Dexter fondatissimi, visto che sa di essere figlio adottivo) sulla loro identità, su quella dei loro genitori e non vivono la cosa benissimo. Anzi, ne approfittano entrambi per rimediare un bel test di paternità (ovviamente ottenendolo entrambi con l&#8217;inganno), perché non si sa mai.</p>
<p> </p>
<p><strong>Differenze?</strong></p>
<p>A parte quelle anatomiche e a parte un intero continente di mezzo (lei sta in California e lui in Florida), le differenze sono poche.</p>
<p>Certo, in Dexter c&#8217;è un cattivo (?) da manuale, una nemesi da scoprire pian piano e interessantissima, forse più del protagonista (siamo ai livelli di Sephiroth in Final Fantasy 7, come &#8220;carisma del cattivo&#8221;). In Veronica Mars, invece, la nemesi è più opaca e addirittura cambia d&#8217;identità in itinere. </p>
<p>La vera differenza, però, sta nell&#8217;appeal dei due (che, non neghiamocelo, piacciono da morire al pubblico di sesso opposto in quanto figure impossibili).</p>
<p>Lei piace perché è una sorta di Reese Whiterspoon (intesa come il suo personaggio classico) con il cervello, il senso dell&#8217;umorismo, la non superficialità (niente telenovelas, niente shopping, niente Avril Lavigne) e una pennellatina di indie che piace ai maschi. Insomma, il paradosso vivente della &#8220;bionda californiana&#8221; (sempre in senso lato: non offendetevi, bionde!) intelligente e non superficiale: una donna impossibile, punto.</p>
<p>Lui è il bel tenebroso all&#8217;ennesima potenza, con in più il vantaggio &#8211; per le donne &#8211; di sapere cosa pensa mentre sta in silenzio a tenebroseggiare (e lui, contrariamente ai bei tenebrosi nella realtà, pensa, esiste, si esprime: miracolo!). Poco importa che nella vita reale i silenzi carismatici dei bei tenebrosi tradiscano una più banale assenza di cose intelligenti da dire: l&#8217;afasia va di moda ed è giusto illudersi che dietro quel silenzio riempitivo ci sia qualcosa di bello e di reale che solo tarda a mostrarsi. Noi maschi facciamo così di fronte ad un push-up, loro di fronte ad un taciturno. Basta crederci.</p>
<p> </p>
<p><strong>Quindi?</strong></p>
<p>Quindi il consiglio è di guardare entrambe le serie, sempre che Veronica Mars non ve la siate già goduta nella scorsa stagione. Così potete divertirvi a trovare affinità e divergenze <strike>tra il compagno Togliatti e noi.</strike> E se l&#8217;esercizio di stile vi piglia particolarmente, passate al livello successivo e lanciatevi in comparazioni ardite, per esempio scovando l&#8217;assoluta affinità tra Scooby-Doo e Ally McBeal o tra Friends e il segnale orario della Rai (questa è facile: nell&#8217;ultima stagione gli attori di Friends erano così bolsi e inespressivi, oltre che non più giovani, da risultare quasi entusiasmanti quanto la tipa che dice &#8220;Ore tre!&#8221;)</p>
<p>Se, invece, le avete già viste e morite di noia, trovatevi qualcosa da fare: mi sono studiato attentamente le nuove serie americane di quest&#8217;autunno e se va bene quelle degne di essere provate sono 4 o 5 al massimo e non è assolutamente detto che siano belle.</p>
<p><em>* la definizione si presta a dilemmi morali laceranti che lascio alla vostra insonnia; io ho già la mia, sorry</em></p>
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		<title>Altri funambolismi tecnologici con l&#8217;Archos 605 di cui bullarsi ai BarCamp (poi smetto)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 02:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tirarsela via blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma mano che passano i giorni scopro nuovi modi di utilizzare l&#8217;Archos 605 WiFi con cui recentemente mi sono fidanzato.
La scoperta più funky del giorno è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di servizio Slingbox personalizzato.
Qui in Europa non è diffuso, ma lo Slingbox negli Stati Uniti è un piccolo mito tecnologico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma mano che passano i giorni scopro nuovi modi di utilizzare <a href="http://www.archos.com/products/gen_5/archos_605wifi/index.html?country=it&#038;lang=it">l&#8217;Archos 605 WiFi</a> <strike>con cui recentemente mi sono fidanzato.</strike></p>
<p>La scoperta più funky del giorno è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di servizio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Slingbox">Slingbox</a> personalizzato.<br />
Qui in Europa non è diffuso, ma lo Slingbox negli Stati Uniti è un piccolo mito tecnologico. Di fatto è uno scatolotto (tra l&#8217;altro con un design molto cool) che, se attaccato alla rete, permette agli utenti di usufruire via Internet dei contenuti audio e video ospitati sui computer di casa.</p>
<p>Mi spiego meglio. Sono in ufficio da un cliente, ho un&#8217;ora di anticamera da fare prima che mi degni di attenzione e allora, già che ci sono, decido di guardarmi una puntata di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dexter_%28TV_series%29" target="_blank">Dexter</a> sul computer. Peccato che mi sia dimenticato di portarla con me. Che fare? <br />
Con uno Slingbox è facile: posso usare il WiFi del cliente, collegarmi alla mia pagina personalizzata (e protetta da password)sul Web e guardarmi in streaming la puntata dimenticata, proveniente direttamente dal computer di casa, per di più con un flusso ottimizzato per la banda a mia disposizione e per le capacità del dispositivo che sto usando (cioè, Slingbox funziona pure con i cellulari, i palmari, ecc.).</p>
<p>Non è fantascienza: negli States è pieno di gente che lavora fuori città, si registra la partita a casa e se la guarda col WiFi dell&#8217;albergo sul palmare o sul computer.</p>
<p>In assenza di Slingbox, che qui in Europa non credo sia in vendita, ci si deve ingegnare. Fortunatamente c&#8217;è un servizio simile, credo piuttosto noto: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Orb_(Software)" target="_blank">Orb.com</a>.</p>
<p>In sostanza Orb ti fa scaricare un piccolo client (Windows only, sorry) che installi su un computer, trasformandolo in un server streaming online personale. Poi non fa altro che crearti una pagina Web personalizzata in cui, con un click, puoi vedere/ascoltare in streaming via Internet tutti i file audio e video che hai sul computer di casa (cioè, tutti i file che *vuoi* rendere accessibili a te stesso via remoto).</p>
<p>Orb è un servizio &#8211; gratuito e ad-based - che funziona da dio coi computer, ma finora ha sempre snobbato i dispositivi mobili (per dire, l&#8217;iPod Touch riesce a far funzionare lo streaming audio, ma coi video nisba). Ripeto FINORA.</p>
<p>Già, perché Orb.com funziona senza problemi sull&#8217;Archos 605 WiFi, sul quale posso tranquillamente, oltre all&#8217;audio, guardarmi in streaming i video archiviati a casa: basta attendere qualche secondo prima di premere OK e guardarsi il video a pieno schermo.<br />
Perché l&#8217;Archos ci riesce e gli altri no? Semplice, perché l&#8217;adorabile gingillo è l&#8217;unico player multimediale con un browser compatibile con Flash. E fortunatamente Orb.com può mandare in streaming audio e video in formato Flash.<br />
E la qualità dei video, che ovviamente dipende dalla banda disponibile, nelle varie prove che ho fatto è sempre stata alta (per i primi 2 o 3 secondi i video sono cubettosi, poi il sistema ingrana).</p>
<p>Cosa significa, in parole povere?<br />
Significa, per esempio, che a fine mese dovrò stare per 2 settimane a Genova, causa <a href="http://blogfestivalscienza.net/" target="_blank">Festival della Scienza</a>, e &#8211; essendo tutto il giorno in giro - non potrò scaricarmi le nuove puntate di Desperate Housewives (che grazie a <a href="http://tvrss.net/" target="_blank">tvrss.net</a> si scaricano automaticamente con <a href="http://www.utorrent.com/" target="_blank">uTorrent</a> sul computer di casa, nelle cartelle abilitate allo sharing di Orb).<br />
Però potrò guardarle ugualmente: mi bastano un&#8217;oretta libera in pausa pranzo, una connessione WiFi in ufficio e posso ficcare il naso nelle storiacce di Wisteria Lane, provenienti in streaming direttamente dal computer di casa (volendo c&#8217;è anche un&#8217;opzione per scaricarsi il file dal pc di casa, per i più esigenti).</p>
<p>Le possibilità offerte dal binomio Orb.com e Archos 605 WiFi sono tante, merito anche del fatto che l&#8217;interfaccia di Orb.com si adatta perfettamente al display dell&#8217;Archos (sull&#8217;Archos uso il look da mediacenter e lo trovo bellissimo).</p>
<p>La più interessante, sicuramente, è la possibilità di superare i limiti di capienza del player portatile. Non mi bastano 30 Gigabyte? E chi se ne frega: se sono sotto WiFi posso accedere in remoto a tutta la mia collezione musicale e a tutta la mia collezione di video digitali gelosamente conservata a casa <strike>in una teca ipogea guardata a vista da gendarmi incazzusi</strike>.</p>
<p>Quindi se mi viene una voglia insana di ascoltare una B-side di Califano che non ho copiato sull&#8217;Archos, appena trovo un Wi-Fi me la ascolto in streaming o me la copio direttamente dal pc di casa. Lo stesso se mi viene voglia di farmi una verticale di puntate di Halloween dei Simpsons, annata dopo annata. O se sono al lavoro e mi viene voglia di ascoltare un po&#8217; di musica archiviata a casa.</p>
<p>Un&#8217;altra possibilità divertente è usare l&#8217;Archos 605 WiFi come televisore live.<br />
Orb.com, infatti, è in grado di mandare in streaming anche feed video live. Basta avere un sintonizzatore tv sul computer (o uno esterno da acquisire live) ed ecco pronto un flusso in streaming tutto da guardare. Ci va solo qualcuno che ti cambi i canali a casa, ma non si può avere tutto (anche se sono certo che esiste una soluzione pure per questo problema)</p>
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		<title>I miei primi 30 Gigabyte</title>
		<link>http://www.suzukimaruti.it/2007/10/16/i-miei-primi-30-gigabyte/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 02:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di osservazioni, ragionamenti, polemiche, valutazioni e un inquietante numero di post a tema, ho finalmente comprato quello che posso definire il mio primo lettore multimediale portatile (cioe&#8217;, in verita&#8217; in precedenza ho ereditato da mia moglie il suo Creative fatto a forma di sparacaramelle PEZ e lo uso come fonte sonora per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di osservazioni, ragionamenti, polemiche, valutazioni e un inquietante numero di post a tema, ho finalmente comprato quello che posso definire il mio primo lettore multimediale portatile (cioe&#8217;, in verita&#8217; in precedenza ho ereditato da mia moglie il suo Creative fatto a forma di sparacaramelle PEZ e lo uso come fonte sonora per le dirette radiofoniche su uStream ed e&#8217; tuttora un mito).</p>
<p>Essendo solitamente una persona decisa, soprattutto per quanto concerne la tecnologia, il fatto che per anni mi sia privato di un &#8220;walkman 2.0&#8243; non significa che mi sono fatto attanagliare dai dubbi, ma semplicemente segnala che non sono stato in grado di trovare un prodotto che mi soddisfacesse. Si&#8217;, ho i gusti difficili, lo so. Pero&#8217; se mi piace un prodotto e&#8217; perche&#8217; (almeno per me) ne vale altamente la pena.<br />
Di qui il post si dilunga in una precisa descrizione del mio primo lettore multimediale portatile. Se non temete la visione di un blogger che sbava in preda ad un orgasmo tecnologico, cliccate oltre</p>
<p><span id="more-649"></span></p>
<p><strong>Perche&#8217; non sono iPoddiano</strong></p>
<p>Chiarisco subito di cosa avevo bisogno: non mi bastava un lettore mp3 portatile, ma volevo un vero e proprio lettore multimediale, in grado di riprodurre audio, video, e-book nel maggior numero di formati possibili e, visto che va di moda, eventualmente consentirmi di navigare su Internet.<br />
Vogliamo chiamarlo &#8220;Internet tablet multimediale&#8221;? O ci accordiamo per chiamarlo &#8220;il coso&#8221; e facciamo piu&#8217; in fretta?<br />
No, non ho comprato l&#8217;iPod Touch, anche se ammetto di essermi ritrovato con la carta di credito in mano il giorno stesso in cui fu presentato. D&#8217;altronde l&#8217;avevo scritto a proposito dell&#8217;iPod: come telefono e&#8217; una fetenzia, ma potrebbe diventare il migliore iPod in assoluto.</p>
<p>Il motivo per cui ho riposto la carta di credito nel mio liso portafogli anni Ottanta marca Sergio Tacchini (prima o poi lo cambio, giuro! e&#8217; che ci sono affezionato) e&#8217; che ho scoperto su Twitter che il pur valido iPod Touch non legge i DivX e non ho la minima intenzione di mettermi li&#8217; a convertire i miei DivX in un altro formato, visti i tempi d&#8217;attesa biblici.<br />
E le cose che mi interessano (roba di nicchia per pochi cultori, tipo una certa serie chiamata &#8220;Lost&#8221;, un&#8217;altra chiamata &#8220;Heroes&#8221;, una terza chiamata &#8220;Dexter&#8221;, ecc.) si trovano gratis praticamente solo in DivX (e il primo che viene a dirmi che su Internet e&#8217; pieno di &#8220;roba video&#8221; in altri formati si trova la macchina rigata per manifesta disonesta&#8217; intellettuale)</p>
<p>Insomma, a me al lunedi&#8217; piace scaricare nottetempo Desperate Housewives e guardarmelo facendo un singolo click, senza star li&#8217; a rovinare la qualita&#8217; video e la mia (poca) pazienza con una conversione triste, che ti occupa un computer per ore e che non ha senso nel 2007, quasi 2008, quando tra un po&#8217; perfino il mio citofono legge in DivX la faccia del postino quando scampanella.</p>
<p>In questi casi la fortuna mi ha assistito, perche&#8217; scartata un&#8217;ipotesi ho trovato qualcosa di migliore di cui ignoravo l&#8217;esistenza.<br />
Ho comprato, dopo un mese di studio accurato di forum, siti, recensioni, ecc., un <a target="_blank" href="http://www.archos.com/products/gen_5/archos_605wifi/tech_specs.html?country=global&#038;lang=en">Archos 605 WiFi</a>. Ed e&#8217; uno degli acquisti tecnologici piu&#8217; azzeccati che ho fatto in vita mia, tanto che mi sento di condividere con gli amici (e i nemici) <em>bloganti </em>un po&#8217; di impressioni e dare pure qualche consiglio per gli acquisti.</p>
<p><strong>Lo schermo e il playback dei video<br />
</strong></p>
<p>Credo che il punto forte dell&#8217;Archos 605 WiFi sia il display, che e&#8217; una meraviglia da 4,3 pollici con la risoluzione di 800&#215;480 punti. Ed e&#8217; un touch-screen!<br />
Signori, questo cambia tutto, perche&#8217; significa che posso guardare i DivX delle mie serie preferite a risoluzione naturale, senza immagini ridotte, scalate, compresse. La qualita&#8217; video e&#8217; inquietante: credevo che i video di demo fossero &#8220;taroccati&#8221; per far fare bella figura al prodotto. Poi ho avviato un mio DivX a caso e ho dovuto ricredermi.</p>
<p>Una delle principali critiche che sentivo a proposito dei lettori multimediali portatili era &#8220;ma chi guarderebbe mai un film su uno schermino cosi&#8217;?&#8221;. Ecco, ora non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; uno schermino, ma un aggeggio che ha una risoluzione coi controfiocchi e su cui i film si vedono benissimo.</p>
<p>Davvero, vedo le puntate delle mie serie preferite in modo ottimale, con una risoluzione che non le mortifica e una dimensione notevole. I formati compatibili con l&#8217;Archos 605 WiFi sono tantissimi. Sappiate che gran parte dei formati video che ci sono in giro vengono visti senza battere ciglio, inclusi i file VOB rippati dai DVD.</p>
<p>Ma la vera novita&#8217; e&#8217; che l&#8217;Archos 605 WiFi legge i piu&#8217; diffusi formati file di sottotitoli!!! E ve li mostra sincronizzati e sovraimpressi sul video in riproduzione, esattamente come fa l&#8217;amatissimo VLC. Questa e&#8217; una feature eccezionale, utilissima per gli appassionati di serie TV. Se vi state preparando alla ripresa di Lost a febbraio, sapete cosa comprarvi.</p>
<p><strong>Il browser, la connettivita&#8217;, la rete, ecc.</strong></p>
<p>L&#8217;Archos 605 WiFi, lo dice il nome, si collega via WiFi al Web e alla rete di casa e consente di navigare. In verita&#8217; permette di fare altre tremia cose, che cerco di raccontare con ordine.</p>
<p>Il browser e&#8217; una versione ad hoc di Opera e la navigazione e&#8217; splendida. Scordatevi i browser in versione mobile, gli schermi su cui devi zoomare per poter leggere il testo o azzeccare un link da cliccare, le pagine rese male, i siti in Flash invisibili, ecc.</p>
<p>Sull&#8217;Archos 605 WiFi c&#8217;e&#8217; un browser vero, completo, che visualizza le pagine intere senza zoomare in fuori, tanto in 800 punti di larghezza ci stanno praticamente tutte (fate cosi&#8217;: mettete il vostro schermo alla risoluzione di 800&#215;600 e vi fate un&#8217;idea di come si vedono i siti; non male, no?). E &#8211; udite udite &#8211; e&#8217; un browser praticamente completo, che vede i Javascript, i siti in Flash e che non sembra avere limitazioni di sorta, visto che permette la navigazione su piu&#8217; finestre/tab, che visualizza senza problema audio, video, Flash (inclusi alcuni giochi!), ecc..</p>
<p>La faccio breve: attualmente sul mercato questo e&#8217; il migliore browser disponibile su un gadget mobile che non sia un computer <a target="_blank" href="http://www.oqo.com/intl/">tipo l&#8217;OQO</a> (su cui gira Windows completo e relativo software), che legge senza problema i video di Youtube (e si puo&#8217; scegliere se vederli embeddati nella pagina o fullscreen nel player video), di Dailymotion, che funziona con Flickr, con Gmail, con Bloglines (inclusa la Beta tutta in Ajax) e ovviamente con Wordpress, giusto per fare un po&#8217; di esempi. E&#8217; piu&#8217; o meno come il computer di casa, come possibilita&#8217; di navigazione.<br />
Finora non ho incontrato siti illeggibili perche&#8217; scritti con caratteri troppo piccoli (in ogni caso, si zooma facendo doppio click col dito sullo schermo e viceversa). Perfino il mio blog, che normalmente e&#8217; una sfida alla presbiopia, si legge senza dover zoomare. Francamente, volendo per forza fare un paragone con iPhone/iTouch, l&#8217;esperienza e&#8217; enormemente migliore e non si e&#8217; costretti a zoomare costantemente per poter leggere qualcosa o capire dove cliccare. Non sembra, ma la differenza di diagonale tra gli schermi e soprattutto di risoluzione (800&#215;480 contro 480&#215;320) si fa davvero sentire.</p>
<p>Non solo, ma con il browser e&#8217; possibile visualizzare gran parte delle tv e radio online (vanno bene tutte le fonti in Flash .flv, i link mms:// e tutte le radio col flusso in mp3).</p>
<p>Con il WiFi, pero&#8217;, si fa di piu&#8217;: l&#8217;Archos diventa un vero e proprio computer in rete, al punto che navigo tra i pc della mia rete domestica e trasferisco file da e verso l&#8217;Archos con un click a piena velocita&#8217;.</p>
<p>In piu&#8217; l&#8217;Archos sfrutta l&#8217;UPnP e, senza configurare niente, riesco a guardare in streaming tutti i video  e ad ascoltare tutti i brani che ho archiviato nei vari dischi della rete di casa (nota per i piu&#8217; geek: funziona anche con sistemi tipo <a target="_blank" href="http://www.twonkyvision.de/">Twonkyvision</a>).</p>
<p>E posso fare anche il contrario, cioe&#8217; accendere l&#8217;Archos, metterlo in modalita&#8217; media-server e guardarmi i video archiviati al suo interno su qualsiasi computer di casa. Li vedo perfino con il mio <a target="_blank" href="http://www.dlink.com/products/?pid=387">D-Link DSM-320RD</a> che ho collegato al televisore.</p>
<p>Insomma, il WiFi qui e&#8217; usato al pieno delle sue potenzialita&#8217; e non solo per navigare. E ci faccio felicemente cose turche.</p>
<p><strong>Un hard disk esterno, senza scomodare iTunes</strong></p>
<p>Una delle cose che ho sempre temuto dei player multimediali era la sincronizzazione. La lentezza, la farraginosita&#8217; e l&#8217;incasinamento di iTunes mi hanno sempre fatto diffidare dei software per sincronizzarsi con i lettori portatili. Credo che lo stesso discorso valga per Windows Media Player, anche se non l&#8217;ho provato come sincronizzatore ma solo come (ottimo) player.</p>
<p>Con l&#8217;Archos il problema non si pone: l&#8217;aggeggio si attacca alla porta USB (con cavo proprietario, mannaggia!) e viene riconosciuto automaticamente da Windows e da OSX senza l&#8217;installazione di un singolo driver da parte dell&#8217;utente. Lo colleghi e va (<em>update: pure su Linux, ovviamente col mass storage support che ormai hanno cani e porci</em>).</p>
<p>E ovviamente i computer lo vedono come disco esterno, senza dover fare partizioni, installare driver, ecc. Si attacca e va. E se non lo si vuole attaccare al cavo, si va di WiFi. Francamente, per il mezzo informatico che alberga in me, la possibilita&#8217; di girare con un hard disk esterno autoalimentato universale, a connettivita&#8217; istantanea, dotato di WiFi, e&#8217; roba da <a target="_blank" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6295/1280/1600/dilbert.gif">danza di vittoria degli ingegneri</a>.</p>
<p><strong>Un lettore musicale</strong></p>
<p>Si&#8217;, ovvio che e&#8217; pure un lettore musicale con tutti i crismi del caso (album art, tag id3, sistema di rating interno, possibilita&#8217; di creare playlist e importarle, ecc.). In verita&#8217; trovo il player audio dell&#8217;Archos perfetto per le mie esigenze, per due motivi:</p>
<p>1 &#8211;  permette di organizzare i file per cartella e non solo per tag id3 o per playlist</p>
<p>2 &#8211; dispone di un global shuffle, cioe&#8217; puoi avere tremila cartelle di musica una dentro l&#8217;altra e lui le vede tutte e, se glielo chiedi, fa uno shuffle complessivo. Gli ho copiato paro-paro un pezzo della mia collezione musicale (incasinatissima come struttura, con cartelle con migliaia di pezzi, altre con un pezzo solo, ecc.) e non fa una piega. Esegue e shuffla senza rallentamenti. E, credo grazie ad un bel po&#8217; di RAM interna, fa un ottimo gapless playback.</p>
<p><strong>Un lettore di e-book serio</strong></p>
<p>Una delle feature per cui mi sono fiondato su un Archos 605 appena l&#8217;ho visto e&#8217; il fatto che legge i file PDF.  E leggerli su un bello schermo risoluto e ampio significa godersi in modo credibile le gioie degli e-book senza dover perdere la vista su caratteri microscopici.<br />
Questo significa che finalmente posso tornare a leggere a letto a notte fonda senza accendere la luce e farmi fucilare seduta stante dalla mia dolce meta&#8217;. Lo facevo gia&#8217; ai tempi del mio vetusto iPaq 3850, ma qui l&#8217;esperienza e&#8217; ben altra e si riesce a leggere benissimo, senza limite alcuno.</p>
<p>Peccato solo che non ci sia (ancora) modo di mettere un segnalibro nei file che leggo. Ma pare che sia una feature che sara&#8217; risolta coi prossimi firmware.</p>
<p><strong>Un visulizzatore e archiviatore di fotografie</strong></p>
<p>L&#8217;Archos 605 WiFi funziona anche come visualizzatore di fotografie. E suonerei ripetitivo se vi dicessi che sullo schermo bellissimo che ha le foto si vedono da dio, ecc. Vi risparmio i peana per aggiungere un po&#8217; di note interessanti.</p>
<p>La prima e&#8217; che le foto si sfogliano come su un iPhone: le si trascina via dallo schermo con un dito e compare la foto seguente; il movimento da fare e&#8217; naturale ed e&#8217; a prova di idiota. Funziona benissimo.</p>
<p>La seconda e&#8217; che il player di foto ne fa di tutti i colori. Per esempio e&#8217; sufficiente tenere il dito premuto su un punto di una fotografia e il sistema lentamente zooma proprio li&#8217;. E una minimappa ci guida nella navigazione sulla foto zoomata.</p>
<p>La terza e&#8217; la piu&#8217; interessante di tutte: tra i vari formati che l&#8217;Archos 605 e&#8217; in grado di leggere, c&#8217;e&#8217; pure il RAW (vista la biodiversita&#8217; di formati RAW marca per marca, verificate online che il vostro modello specifico di fotocamera sia compatibile; nel dubbio, sappiate che legge i file jpg anche di dimensioni notevoli), il che lo rende un gadget perfetto come archivio e visualizzatore mobile per fotografi digitali, soprattutto appena uscira&#8217; il lettore di memory card esterno compatibile.</p>
<p><strong>Altre cose perdibili (magari per alcuni no)</strong></p>
<p>Per non farsi mancare nulla, il mio nuovo gioiello tecnologico dispone pure di una nutrita biblioteca di widget (quelli di Opera) che a mio giudizio non servono a nulla, ma fanno tanto mac (io non li uso nemmeno sul mio mac). Per ora non sono ancora pronti in versione italiana, ma e&#8217; questione di giorni.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; pure un portale alla iTunes, focalizzato pero&#8217; sui contenuti video. Si chiama Archos Content Portal, ha partner importanti (tra cui la Fnac) ma francamente non mi interessa: siamo nell&#8217;era del p2p.</p>
<p>Ci sono, poi un po&#8217; di fissazioni che la Archos si porta dietro da anni. La piu&#8217; grande di tutte e&#8217; che i suoi prodotti, con un accessorio da comprare a parte, funzionano come videoregistratori digitali. Li attacchi ad un sintonizzatore e registrano sul disco interno. Esiste addirittura una ottima guida Tv, un vero e proprio EPG che consente di impostare le registrazioni con un click. E&#8217; opinione comune che come videoregistratori gli Archos funzionino benissimo gia&#8217; da un paio di generazioni, ma non posso dire nulla a proposito: ho gia&#8217; un videoregistratore e tanto non registro mai nulla.</p>
<p>Segnalo, infine, che l&#8217;Archos 605 gira interamente su una versione embedded di Linux e che c&#8217;e&#8217; un bel po&#8217; di gente all&#8217;opera per compiere un hacking che &#8211; a quanto dicono &#8211; pare assolutamente a portata di mano. L&#8217;obiettivo e&#8217; consentire l&#8217;installazione di applicazioni aggiuntive, come per esempio un client di posta, un PIM, ecc. Sarebbe bello avere una macchina Linux tascabile a portata di mano. Stiamo a vedere. Sono ottimista.</p>
<p><strong>Le dimensioni e il design</strong></p>
<p>Veniamo alle dimensioni. Quando ho visto l&#8217;Archos dal vivo per la prima volta credevo di sbagliarmi e di stare guardando il modello 405, che e&#8217; piccino e ha uno schermo da 320&#215;240 punti. Poi mi sono accorto che era il fratello maggiore, quello con lo schermo da 800&#215;480. Ma ho dovuto guardarlo 2 volte.</p>
<p>Non ho il righello sotto mano, ma il confronto e&#8217; presto fatto: l&#8217;Archos 605 WiFi in versione da 30 Gigabyte (quello da 4 Gb con disco flash e slot per le Secure Digital e&#8217; ancora piu&#8217; piccolo) e&#8217; grosso quanto un Nokia E61 piu&#8217; largo di 1 centimetro giusto. E pesa circa 50 grammi in piu&#8217; (quello col disco flash da 4Gb e&#8217; ancora piu&#8217; leggero).</p>
<p>Per essere un gadget con uno schermo da 4,3 pollici e&#8217; sorprendentemente piccolo e soprattutto e&#8217; molto sottile. Certo, non immaginate di portarlo nella tasca davanti dei jeans se vestite attillato. Pero&#8217; sta tranquillamente nel taschino della camicia (anche se non e&#8217; leggerissimo) e nella tasca interna della giacca.</p>
<p>Un giudizio sul design? Mi piace. E&#8217; un prodotto perfettamente &#8220;non eloquente&#8221; (lo dissero dell&#8217;arte di Piero della Francesca, quindi vale come complimento). Pulsanti a parte, e&#8217; un rettangolo grigio regolare, sottile e abbastanza sexy. Francamente per un prodotto di questo genere la fantasia visiva manifestata da certi concorrenti di Apple e&#8217; imbarazzante. Meglio fare come ha fatto Archos in questo caso: un design funzionale, senza svolazzi artistici, senza mattane, senza bizzarrie.</p>
<p>In compenso la grafica del software interno &#8211; che pure e&#8217; molto funzionale, pratico, facile da usare e ben ingegnato: ne parlo qui sotto &#8211; e&#8217; orrida, visto che si presenta di default con un tema grafico a goccioline d&#8217;acqua che non si vedeva dai tempi di Windows 3.1. Perfino le icone (animate, bah) potevano essere piu&#8217; discrete. Dopo 5 minuti di utilizzo ho messo un tema con 2 colori (azzurro e grigio) e vivo benissimo.<br />
Ovviamente l&#8217;auspicio e&#8217; che nelle prossime release del firmware rendano possibile una maggiore personalizzazione del look delle icone e dell&#8217;intero tema grafico. A quanto pare sara&#8217; cosi&#8217;.</p>
<p><strong>L&#8217;interfaccia</strong></p>
<p>Chiariamo subito le cose: questo non e&#8217; un iPhone e non indulge in fantasmagorie grafiche. Pero&#8217; l&#8217;utilizzo, merito ovviamente del touch-screen (che continuo a detestare sui telefoni, ma su un lettore portatile ci puo&#8217; stare senza problemi), e&#8217; facile, intuitivo e non c&#8217;e&#8217; bisogno di leggere manuali, guide, ecc. Si usa al primo colpo e il sistema e&#8217; reattivo.<br />
Niente attese alla Symbian, niente transizioni graficamente fighe per mascherare i tempi d&#8217;attesa, poche clessidre (man mano che si aggiornano i firmware, sempre meno) per frazioni di secondo. L&#8217;Archos 605 WiFi e&#8217; innegabilmente veloce, credo per merito di un processore interno decisamente performante.</p>
<p>Trattandosi di uno strumento con cui navigare, l&#8217;Archos integra una tastiera virtuale che compare sul touch-screen. E&#8217; identica a quella dell&#8217;iPhone (in versione orizzontale) e ne propone pregi e difetti. Cioe&#8217;, va bene per scrivere l&#8217;URL di un sito, per una twittata o per mandare una mail di 2 righe, ma come sull&#8217;iPhone e sull&#8217;iTouch non e&#8217; ragionevole usarla per testi lunghi, cosa che inveve sull&#8217;E61 mi era possibile. In ogni caso, la tastiera fa il suo lavoro, e&#8217; sufficientemente &#8220;intelligente&#8221; (per esempio capisce quando si sovrappone al campo di testo su cui stiamo scrivendo e scrolla automaticamente la pagina) e mi soddisfa.</p>
<p>Il bello dell&#8217;Archos 605 WiFi e&#8217; che si puo&#8217; usare tutto a colpi di dito, senza scomodare un eventuale stilo (te ne danno 3 in ogni scatola, ma sono inutili), che fa molto anni Novanta. E se ci riesco io che ho una mano tipo Mario Brega in &#8220;Bianco Rosso e Verdone&#8221;&#8230;</p>
<p>In ogni caso, per gli amanti dei pulsanti come me, c&#8217;e&#8217; una fila di bottoni sul lato destro che permette di fare tutto senza toccare mai lo schermo. Inizialmente pensavo fosse una scelta inutile, visto che il touch-screen fa tutto. Poi mi sono ritrovato a cercare di usare l&#8217;Archos al buio o mentre guidavo e mi sono accorto che i pulsanti (che hanno un feel fisico distintivo, con un andamento a onda che li rende inconfondibili) sono cio&#8217; che ti permette di usare il gadget senza guardarlo direttamente. Cosi&#8217; non ti schianti mentre cerchi di cambiare un brano o abbassare il volume mentre stai guidando.</p>
<p><strong>A cosa mi serve e come lo uso (e quanto regge)</strong></p>
<p>Il pregio di un piccolo computer grosso poco piu&#8217; del mio cellulare preferito e&#8217; che e&#8217; un perfetto strumento di intrattenimento per tutta la giornata.</p>
<p>Vi evito di leggere che lo uso come walkman mentre vado in giro, perche&#8217; e&#8217; banale e scontato.<br />
In compenso, appena avro&#8217; a disposizione un&#8217;autoradio con un line-in (ne ho vista una da 89 euro della Sony e credo la mettero&#8217; a breve sulla Smart di casa), addio CD con sopra gli mp3: si aprira&#8217; l&#8217;era della grande varieta&#8217; musicale in macchina. Cosi&#8217; se sto guidando, mi viene un&#8217;irresistibile voglia di ascoltare <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=emBYhzxmnGs">Perez Prado</a> e nei cd ho solo roba indie-alternative, non devo fare altro che cliccare sul titolo giusto e mambo!</p>
<p>Fondamentalmente uso l&#8217;Archos per navigare, appena ho un WiFi sotto mano. Il piacere di leggere i feed in mobilita&#8217;, magari usando la visualizzazione a 3 pannelli della <a target="_blank" href="https://beta.bloglines.com/">nuova beta di Bloglines </a>che ricorda molto i feed reader software piu&#8217; diffusi, davvero non ha prezzo, cosi&#8217; come non lo ha poter usare Gmail con piena funzionalita&#8217; o farsi un giro su YouTube spaparanzato sul divano, senza un computer che ti brasa la pancia, senza tempi d&#8217;attesa per il bootstrap, ecc.</p>
<p>In piu&#8217; uso l&#8217;Archos come hard disk esterno: gli ho gia&#8217; caricato sopra i file piu&#8217; utili per il mio lavoro (fatturazione, dati, applicazioni, ecc.), cosi&#8217; come feci sull&#8217;E61 quando lo comprai. Qui ho piu&#8217; spazio, quindi ho messo su anche un &#8220;kit di sopravvivenza&#8221; con un bel po&#8217; di software immancabili in caso di disastro, trasferta, ecc.</p>
<p>Fa sempre comodo avere il disco interno stipato di video. In verita&#8217; ci tengo, anche in questo caso, un kit di sopravvivenza, cioe&#8217; una raccolta di puntate, film, ecc. con cui posso intrattenermi quando mi annoio (es. in coda alle Poste). Non ci tengo sopra le serie Tv &#8220;critiche&#8221; per una semplice questione di opportunita&#8217;: perche&#8217; trasferirle, quando posso godermele in streaming direttamente dagli hard disk di casa?<br />
Certo, se devo andare fuori citta&#8217; per qualche giorno, posso partire tranquillo e dotato di tutto il necessario per l&#8217;intrattenimento digitale.</p>
<p>L&#8217;ultimo uso e&#8217; quello &#8220;notturno&#8221;. Mi piazzo a letto e, con lo schermo settato sulla luminosita&#8217; minima, scelgo se leggere un e-book (se ne trovano a iosa, anche libri attuali; e finalmente non devo faticare o spendere l&#8217;ira di dio per trovare libri in inglese) o farmi venire sonno con un cartone di Miyazaki o un paio di video di YouTube (<strike>o con qualche mio post sul Partito Democratico</strike>). E riesco a fare tutto questo senza incorrere nelle ire di chi mi dorme accanto, cosa finora riuscita solo al Nintendo DS, che ha due schermini davvero discreti e rispettosi del sonno altrui.<br />
Ok, ma quanto dura la batteria? La batteria dura piu&#8217; di quanto credessi. Ieri notte ho navigato 4 ore senza problema, consumando 4 tacche su 6, giusto per fare un esempio. Coi video ho superato le 5 ore di DivX (anzi, erano XviD), seppure non continue, e ho navigato un po&#8217;, trovandomi col player con 1 tacca su 6.<br />
Con l&#8217;audio i tempi dichiarati sono di 17 ore e non ho testa di mettermi li&#8217; a verificare se la cosa funziona.</p>
<p>In compenso l&#8217;Archos si carica &#8211; a meno che uno non compri qualche pezzo aggiuntivo &#8211; solo via USB. Potrebbe sembrare una cosa brutta, ma in realta&#8217; e&#8217; un mezzo pregio, soprattutto perche&#8217; basta attaccarlo a qualsiasi presa USB e lui si carica. Non richiede driver, non interagisce con il computer &#8220;ospitante&#8221; a meno che non glielo si chieda e si limita a ciucciare energia. Per dire, oggi ho fatto un tour di riunione in riunione e lo attaccavo qua e la&#8217; senza fare danni.</p>
<p><strong>Qualche aspetto negativo</strong></p>
<p>Non sono tutte rose e fiori, ci mancherebbe. L&#8217;Archos ha qualche difetto, seppure minimo, ed e&#8217; ragionevole  evidenziarlo. Il piu&#8217; notevole e&#8217; il tempo di carica appena comprato. Ci mette una decina di ore a raggiungere la piena carica. Poi dai caricamenti seguenti ha tempi umani come tutti i lettori multimediali portatili, ma se volete godervi il vostro gadget appena unboxed, armatevi di pazienza.</p>
<p>Il secondo aspetto negativo e&#8217; che alcune feature si pagano a parte. Cioe&#8217;, se volete il browser ve lo dovete comprare online. Archos lo vende (anzi, lo attiva perche&#8217; in realta&#8217; e&#8217; preinstallato ma disabilitato) a una trentina di euro direttamente online. E&#8217; un acquisto fondamentale, quindi aggiungete 30 euro al prezzo finale del player. Gli costava tanto attivarlo di default e alzare i prezzi di un po&#8217;?</p>
<p>Si pagano anche alcuni pacchetti di codec (per esempio la compatibilita&#8217; con h.264 e la possibilita&#8217; di ascoltare l&#8217;audio AC3 nei video), ma finora sono vissuto benissimo senza.</p>
<p>Il terzo e&#8217; la batteria, che e&#8217; sostituibile solo dalla Archos stessa. Brutta moda anti-utente lanciata dalla Apple; una moda che critico da anni e che continuo a trovare inspiegabile. Che ci posso fare? Mi adeguo. Uffa.</p>
<p>Ci sono, poi, un paio di mancanze che ho riscontrato ma che, insomma, aspettarsi era puro wishful thinking. Mi sarebbe tanto piaciuto che l&#8217;Archos avesse un sintonizzatore FM, un registratore vocale interno e &#8211; per questo &#8211; un microfono integrato. Tra l&#8217;altro sarebbe stata la soluzione ideale per utizzare Skype, GTalk, ecc. via WiFi. (nota: pare che la cosa sara&#8217; possibile attraverso un optional che sara&#8217; lanciato a breve e che integra un microfono)</p>
<p>E poi non avrei visto male un&#8217;antennina Bluetooth, giusto per poterci collegare un paio di cuffie wireless stereo e, in caso di Wi-Fi latitante, un cellulare con cui navigare. Ma forse quest&#8217;ultima opzione avrebbe complicato troppo il prodotto.</p>
<p>Per ora non ho riscontrato altri difetti, ma se ne scopro altri aggiorno il post. Certo fa piacere sapere che Archos e&#8217; piuttosto reattiva e rilascia firmware su firmware per migliorare costantemente il prodotto (e i firmware rilasciati finora non hanno evidenziato l&#8217;esistenza di problemi critici, anzi hanno aggiunto funzionalita&#8217;: segno che l&#8217;Archos 605 WiFi e&#8217; un prodotto arrivato sul mercato abbastanza &#8220;maturo&#8221; e senza pecche di gioventu&#8217;. Cosa rara di questi tempi, visto che le imprese preferiscono far pagare agli early adopters i costi dello sviluppo finale).</p>
<p><strong>Quindi?</strong></p>
<p>Quindi ve lo consiglio, ovviamente se avete esigenze paragonabili alle mie, cioe&#8217; volete un device di sintesi che faccia un po&#8217; da lettore multimediale e un po&#8217; (tanto) da Internet tablet o da mini-computer. (Occhio: se volete solo un lettore mp3 portatile, ci sono altre decine di opzioni piu&#8217; ragionevoli, inclusi gli iPod Classic se avete tanta musica archiviata).</p>
<p>In questo momento l&#8217;Archos 605 WiFi (che e&#8217; disponibile in tagli da 4 Gigabyte + SD, fino al mostro da 160 Gigabyte) e&#8217; il player multimediale portatile piu&#8217; ricco di feature, con la maggiore compatibilita&#8217; e con in assoluto il migliore schermo di tutto il mercato. Per quello che fa e&#8217; incredibilmente piccolo e leggero, nonostante lo schermo da 4,3 pollici, e ha un&#8217;interfaccia (brutta a vedersi) ma assolutamente facile da utilizzare, efficace e a portata di dito.</p>
<p>Alla fine per un prezzo che varia dai 200 ai 400 euro a seconda dei tagli ci si porta a casa un player multimediale portatile (con tanto di altoparlante integrato), con uno schermo strepitoso, un hard disk esterno universalmente compatibile, un Internet tablet dotato di WiFi e di un browser reale completo, un mediaserver per la propria Rete, un lettore di e-book, un videoregistratore digitale (con un optional da 99 euro, occhio!) e un archiviatore/visualizzatore per fotografie (anche in formato RAW).</p>
<p>Se per caso avete domande, dubbi, ecc. ho costantemente l&#8217;Archos sotto mano e posso darvi qualche risposta o impressione.</p>
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