Conigli nani: un ottimo animale da compagnia…ma che richiede cura!

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Sono ormai considerati dei veri e propri animali da compagnia, i conigli nani però vivono davvero bene in casa? e cosa fare per assicurarsi che abbiano tutto quello di cui hanno bisogno per la propria salute fisica e non solo? Di seguito proveremo a sfatare alcuni falsi miti sui (mini) conigli domestici e a fornire qualche consiglio utile per chi voglia tenerli in casa come cuccioli al posto dei più comuni cani e gatti.

Cosa c’è da sapere (e qualche mito da sfatare) sui conigli nani

Innanzitutto, no, al contrario di quanto si potrebbe pensare, i conigli nani non sono semplicemente dei conigli di piccole dimensioni ma si tratta di conigli che, in origine, hanno subito una mutazione genetica. Proprio per questo motivo, hanno caratteristiche fisiche in parte (molto) diverse da quelle dei conigli giganti o dei conigli selvatici: la principale tra questa è una mascella poco o mal sviluppata che, a lungo andare, potrebbe causare problemi nella masticazione e a carico dell’apparato digerente, quindi, del coniglio nano. Vale la pena, poi, accennare al fatto che non c’è una sola razza di conigli nani domestici: il coniglio nano forse più famoso è quello olandese, ma nani sono anche il coniglio ariete, famoso per le sue lunghe orecchie, e il coniglio testa di leone che, come un leone appunto, ha molto pelo attorno alla testa.

Altrettanto importante è sottolineare che questa specie di conigli non sono poi tanto nani come si potrebbe pensare: da adulti possono arrivare a pesare fino a un chilo e mezzo e ci sono razze, come il coniglio ariete di cui si è già detto, che superano abbondantemente i due chili. Questo significa soprattutto che è importante assicurarsi che il coniglio nano abbia abbastanza spazio all’interno della gabbia in cui vive e che non risulti eccessivamente limitato nei movimenti.

Sebbene non si tratti, del resto, di un animale che abbia particolare bisogno di correre o di muoversi, troppa sedentarietà rischia di fare male anche al coniglio nano. Attenzione, perciò, ad attrezzare in maniera adeguata la gabbia, inserendo se possibile tubi e altre strutture che gli permettano di muoversi. Se gli ambienti di casa lo permettono, poi, sarebbe opportuno anche lasciarlo libero per un po’ di tempo ogni giorno.

Curare l’alimentazione del coniglio nano è, comunque, il modo migliore per assicurarsene la salute. Certamente il mangime per conigli domestici che si trova nei negozi per animali deve far parte integrante della dieta del coniglio nano, ma non può mancare neanche il fieno o l’erba medica per esempio. Tutti i veterinari consigliano, poi, di dare da mangiare anche ai conigli domestici verdure come carote, cetrioli o cavoli e frutta come soprattutto mele e pere: non solo aiutano il microbiota del coniglio ma, soprattutto, hanno una consistenza adatta da rosicchiare, un bene per la conformazione atipica della mascella del coniglio nano di cui si è detto. Per la stessa ragione, potrebbe essere utile mettere a disposizione del coniglio dei trucioli o dei piccoli giocattoli con cui possa sempre mantenere in movimento le mascelle.