Le mascherine si usano soprattutto in ambito sanitario, tuttavia non è raro impiegarle anche in altri luoghi di lavoro ove polveri sottili o altri elementi possano penetrare nelle vie respiratorie. Proteggerle, in tal senso, significa anche scegliere la tipologia giusta e ciò è determinato dalla presenza di veli che fungono da filtrante, nonché dai materiali impiegati e dal fatto che siano monouso o meno. Ormai, come anche tanti altri prodotti, anch’esse si possono acquistare online su portali specializzati. A questo proposito le migliori mascherine monouso si possono trovare sul sito di Rs Components, realtà di riferimento nella vendita di articoli professionali che mette a disposizione degli utenti un’ampia selezione di dispositivi di protezione individuali adatti ad ogni esigenza. 

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Mascherine a uno e due veli: quando usarle

Le mascherine a un unico velo sono molto leggere e spesso realizzate in carta resistente. Si prestano a usi domestici, magari in cucina o laddove sia necessario operare mantenendo un determinato livello igienico o non respirare direttamente polvere o odori sgradevoli. Ciò le rende idonee anche, in parte, a determinati usi industriali. Rigorosamente monouso, vanno maneggiate con cura perché se sottoposte a forte trazione o umidità eccessiva possono rompersi.

Le mascherine con due veli sono similari alle precedenti, ma hanno dalla loro uno strato aggiuntivo e realizzazione talvolta in TNT, il tessuto non tessuto che le categorizza tra le chirurgiche. Anche in questo caso ne viene sconsigliato l’uso sanitario, in quanto non hanno la potenza di filtraggio atta a bloccare virus o batteri, ma macroparticelle che possono rendere più idoneo l’utilizzo in spa o strutture ricettive come alberghi e ristoranti. La traspirazione è ottimale e anche gli elastici risultano essere realizzati nel medesimo materiale della mascherina stessa.

Quale mascherina scegliere

Con 3 veli, una mascherina chirurgica può essere impiegata anche per scopi medici (ad esempio dai dentisti): virus, batteri, ma anche germi sono trattenuti dallo strato intermedio, cui si contrappongono quello esterno che trattiene fluidi e particelle e quello interno che sopporta bene l’umidità rappresentata da sudore e saliva. Se realizzate in tessuto, esse possono essere lavabili e riutilizzabili un certo numero di volte, altrimenti trattasi sempre di dispositivi monouso. Filtrano soprattutto elementi provenienti dall’esterno, fungendo quindi da barriera principalmente per chi le indossa.

Nelle mascherine 4 veli, invece, si aggiunge un ultimo strato ai carboni attivi in materiale polipropilene e sono ottime laddove sia necessario limitare la diffusione di un virus, quindi negli ambienti prettamente medicali e ospedalieri. Spesso hanno una regolazione ulteriore a livello delle narici, ove la mascherina si può stringere al fine di isolare perfettamente le vie respiratorie.

Mascherine FFP1, FFP2 e FFP3: quando prediligerle

Le mascherine con meno veli e quindi con più basso potere filtrante possono essere inserite nella categoria FFP (acronimo di filtering face piece) di tipo 1 e vanno impiegate negli ambiti generici citati, alimentari o domestici: il potere filtrante in entrambe le direzioni è di circa l’80%.

Le FFP2 raggiungono livelli di filtraggio superiori al 90% sia dal soggetto verso l’esterno che viceversa, mentre le FFP3 arrivano quasi al 100% se usate correttamente e smaltite quando indossate un massimo di 8 ore. Esistono versioni di mascherina con valvola, che dovrebbero consentire una respirazione più agevole (benché tutte le tipologie siano assolutamente confortevoli anche da questo punto di vista): tuttavia, occorre ricordare che il potere protettivo verso le persone che si trovano accanto a chi le indossa è quasi dimezzato.

Ovviamente, anche se il tempo medio di utilizzo è, come detto, di circa 8 ore per le monouso, bisogna considerare fattori esterni quali l’eccessiva umidità e le condizioni atmosferiche che potrebbero indurre un cambio più frequente.