La puntatrice elettrica, nota anche con il nome di saldatrice a punti, è un utensile molto usato nel contesto delle lavorazioni meccaniche, la cui funzione è quella di permettere la fusione di due elementi metallici, di solito due lamiere, con una procedura che viene definita saldatura elettrica a resistenza.

 

In sostanza, il meccanismo di funzionamento di una puntatrice elettrica si basa sulla creazione di un circuito elettrico, che permette di raggiungere una temperatura molto alta solo nella zona in cui sono stati applicati gli elettrodi.

 

Generalmente, la saldatrice a punti si utilizza per unire due parti in lamiera, per ottenere questo risultato le due parti devono essere sovrapposte leggermente e strette tra due elettrodi in rame. Una volta ottenuto il posizionamento ideale, basta accendere la saldatrice perché il circuito elettrico vada a chiudersi, con conseguente passaggio della corrente e sviluppo di calore nelle aree in cui sono stati posizionati gli elettrodi.

 

L’alta temperatura comporta di conseguenza una fusione del metallo, limitata al punto in cui è stato applicato l’elettrodo, e alla realizzazione del punto di saldatura. Ovviamente, per giungere a questo risultato, è necessario applicare una tensione elettrica elevata in un tempo che di solito non supera i due o tre secondi.

 

Il segno di saldatura che rimane sul metallo può variare in base alla forma e alle dimensioni degli elettrodi, allo spessore delle lamiere e al tempo in cui passa la corrente elettrica.

 

Puntatrici portatili e saldatrici da officina

 

Le saldatrici a punti sono disponibili in diversi modelli, tuttavia si distinguono principalmente in due categorie: saldatrici da officine a saldatrici portatili. I modelli portatili, ovviamente, si distinguono per la versatilità e la praticità, e si utilizzano prevalentemente su lamiere di spessore limitato, di solito non superiore ai 4 millimetri.

 

Si tratta di apparecchi che si prestano comunque a diversi impieghi, soprattutto di nel contesto dei lavori artigianali e di precisione, sono inoltre adatte a chi è solito effettuare personalmente la manutenzione della propria casa. Il ciclo di saldatura può però risultare un po’ lungo a causa dei tempi di raffreddamento degli elettrodi: se si prevede un utilizzo intensivo si consiglia di dotarsi di un apparecchio professionale, destinato ad un contesto produttivo.

 

Infatti, le saldatrici a punti utilizzate nelle officine meccaniche e, in generale, nell’industria, sono dotate di un sistema di raffreddamento che consente un utilizzo continuo, inoltre la possibilità di raggiungere temperature elevatissime permette di saldare con estrema precisione anche le lamiere più spesse.

 

Le saldatrici industriali possono essere strutturate per essere usate manualmente, oppure prevedere la presenza di un sistema idraulico, pneumatico o meccanico che ne consenta l’utilizzo.

 

Per ottenere un risultato perfetto, oltre alla scelta della saldatrice ideale, è importante anche valutare con attenzione il materiale oggetto della lavorazione: oltre ad essere privi di ruggine, le due parti da saldare devono presentare caratteristiche simili.

 

Generalmente, nel contesto industriale si utilizzano sistemi di saldatura piuttosto complessi, che comportano una tensione elettrica e una potenza molto elevate, e sono in grado di saldare lamiere di uno spessore anche superiore ai 10 millimetri.